Caro Char_lie,
è molto triste sentirsi una “merda”, tutto diventa enormemente difficile e faticoso; tutti i tuoi desideri devono confrontarsi con la sensazione che non sarai all’altezza di realizzarli o che gli altri non ti prenderanno sul serio. La tentazione di far sentire gli altri come ti senti tu, incolparli di farti sentire così o incolparli di non capirti, di non riuscire ad aiutarti, è forte; così ottieni un po’ di sollievo osservando com’è facile far sentire gli altri come ti senti tu, basta davvero poco.
E’ come un gioco da cui non se ne esce, inseguire l’impossibile e sfuggire il possibile, perché il possibile ti avvicina alla “dimostrazione” che potresti essere davvero la “merda” che temevi di essere, e ciò sarebbe una catastrofe inaccettabile.
Immagino che inseguirai le relazioni finché ti daranno garanzie di impossibilità e di irrealizzabilità, mentre farai di tutto per sfuggirle quando, malauguratamente qualcuno ti si avvicina.
Questo è ciò che è successo qui fra me, te e Lalangue, quando ci siamo “sintonizzati” sulla tua tristezza (ciascuno a modo nostro, è ovvio) tu ti sei allontanato dicendo che non abbiamo capito. Cogliendo la diversità e non la similarità, il sentimento, il gesto di vicinanza.
Accade spesso che tu qui ponga domande che non hanno soluzione, che chieda un aiuto impossibile, che rigetti qualunque spiegazione, qualunque gesto di vicinanza, facendo sentire l’altro una “merda”, impotente, infastidito, senza speranza di un ulteriore dialogo.
E’ frustrante per chiunque entrare in un rapporto del genere, sostenerlo, e non credo che nemmeno tu ti ci trovi bene, però ti paralizza dalla paura l’idea di accettare la mano che ti viene tesa, di prendere sul serio chi ti prende sul serio, di rischiare un rapporto vero uscendo da questo guscio di auto ed eco commiserazione (“poveretto”) o di auto eco denigrazione.
Per finire ti consiglio di riascoltare il testo che ti avevo dedicato e di rileggerlo più attentamente, al di la che quel ragazzo parla sulla tomba della madre morta da poco e usi il linguaggio dei sordomuti per farsi capire (probabilmente sua madre lo era), credo che anche lui stia parlando della tristezza di un rapporto finito, di un rapporto che era reale solo nella sua testa, sente come se la terra gli crollasse sulla testa e il fatto di essere rimasto da solo sembra mettere in forte dubbio la sua autostima e la possibilità stessa di essere amato.
Ciao, buona domenica.
P.S. Rieccola, qui musicalmente la puoi apprezzare di più (io ci sono cresciuto con questa musica :D):
YouTube - "I Know It's Over" - The Smiths