-
Riferimento: a cosa devo pensare
Buongiorno!
Beh, per sano equilibrio intendo mangiare in modo regolare, ai pasti canonici e di concedermi lo sfizio di mangiare qualcosa quando mi va e solo perchè mi va di farlo, senza che questo scateni una crisi di mangiata compulsiva o la nascita di sensi di colpa...
Ecco cosa mi chiederebbe il mio istinto: un po' più di naturalezza, che non trascenda nella perdita totale di controllo!!
E sicuramente si, voglio nascondere a me stessa di "esagerare" (intendendo per esagerazione quello che IO penso sia "troppo") e controllo mentalmente in ogni caso ogni cosa che faccio (orari, progetti ecc), ma non per questo poi seguo il progetto che ho elaborato, anzi...
Aggiungo un'altra cosa: sono andata in questi giorni in vacanza all'estero con un paio di amiche e non ho affatto vissuto questa persecuzione del cibo, ho mangiato quello che mi andava quando mi andava... e appena sono tornata e mi sono ritrovata nella situazione solita (a casa in"attesa") ho ri-iniziato a mangiare alla solita odiata maniera, dando di nuovo inizio alla catena "fame-pensiero iniziale di merenda normale- inizio della merenda- perdita di controllo-senso di colpa- bisogno di compenso"...PERCHE'????
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Buongiorno Augusta,
mi soffermerei un po’ a riflettere su quanto ci racconta rispetto alla recente vacanza fatta con le sue amiche: dice che non ha vissuto la persecuzione del cibo, ha mangiato quello che le andava e quando le andava. Questo significa che in questa occasione lei ha fatto pasti “strutturati” e non ha spiluccato? Non controllava quello che mangiava pensando di esagerare nelle porzioni? In questo contesto lei ha seguito quel sano equilibrio che le piacerebbe avere?
Credo sia significativo il fatto che tornare a casa, alla sua vita abituale abbia innescato di nuovo la catena fame-pensiero iniziale di merenda normale- inizio della merenda- perdita di controllo-senso di colpa- bisogno di compenso.
Sicuramente le due situazioni (vacanza e routine) sono molto diverse: contesto, compagnia ecc, ma, al di là di questo, secondo lei, cosa le ha permesso in vacanza di “non vivere la persecuzione del cibo”? Come si sentiva in vacanza?
Ci dice, inoltre, che tende a controllare mentalmente ogni cosa (orari, progetti ecc..) anche se poi non per questo segue il progetto elaborato, sta quindi cercando di realizzare dei progetti?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Citazione:
Questo significa che in questa occasione lei ha fatto pasti “strutturati” e non ha spiluccato? Non controllava quello che mangiava pensando di esagerare nelle porzioni? In questo contesto lei ha seguito quel sano equilibrio che le piacerebbe avere?
Buongiorno!
Beh, ho mangiato in modo strutturato come si può intendere in una vacanza turistica (colazione dove capita e all'ora che capita, pranzo idem, cena a orario canonico, pasti talvolta inframezzati da piccoli sfizi culinari locali che io e le mie amiche eravamo curiose di assaggiare)
Ho talvolta pensato che si, magari "quella cosa" la potevo evitare, che forse era un po' troppo pesante, ma come dire, non mi sono sentita schiava del cibo e del controllo su di esso, anche se comunque un certo controllo (e qualche ansia di esagerare) c'è stato, ma in modo molto inferiore al solito.
Citazione:
secondo lei, cosa le ha permesso in vacanza di “non vivere la persecuzione del cibo”? Come si sentiva in vacanza?
Mi sentivo tranquilla,forse per la totale assenza di spazi morti: ero sempre in compagnia e occupata nel fare qualcosa, anche una semplice chiaccherata o una passeggiata. Inoltre non avevo la sensazione di fare qualcosa di "anormale", anche perchè le persone che erano insieme a me si comportavano esattamente allo stesso modo.
Citazione:
Ci dice, inoltre, che tende a controllare mentalmente ogni cosa (orari, progetti ecc..) anche se poi non per questo segue il progetto elaborato, sta quindi cercando di realizzare dei progetti?
No, non ho nessun grande progetto in particolare da elaborare in questo periodo; intendevo progetti quotidiani e più o meno routinari.. spesso mi ritrovo ad occupare l'oretta che ho a disposizione per andare a fare la spesa o per fare le faccende di casa restando in casa in preda al cibo, per poi essere in ritardo e affannata, con 1000 cose da fare in un tempo ridottissimo:swear:.
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Da quanto racconta, quindi, durante la vacanza si è lasciata andare ad un’alimentazione che le piaceva di più (condivisione di piccoli sfizi culinari con le sue amiche), però ci dice anche che un certo controllo continuava a mantenerlo, temendo di esagerare, questo fa pensare che le sue preoccupazioni fossero presenti anche se in modo meno intenso.
Lei dice che in vacanza stava bene perché non ha vissuto spazi morti, stava sempre in compagnia o impegnata a fare qualcosa. Quando vive nella routine quotidiana, sente che ci sono spazi morti? In che modo potrebbe riempirli?
Tempo fa ha scritto che va in palestra o esce con alcune conoscenti anche se non vorrebbe andare con loro perché dovrebbe stare in situazioni in cui si mangia, ci sono altre possibili attività che le piacerebbe fare?
Scrive che insieme alle sue amiche non aveva la sensazione di fare qualcosa di “anormale”, a cosa si riferisce in particolare? Cosa sarebbe invece per lei normale?
Le andrebbe di spiegare cosa intende con l’espressione “restare in casa in preda al cibo”?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Innanzitutto la ringrazio per questo scambio, mi sembra sia utile per prendere maggiore coscienza di ciò che mi capita e per analizzarlo meglio:tajo:
Citazione:
Quando vive nella routine quotidiana, sente che ci sono spazi morti? In che modo potrebbe riempirli?
Non è che non abbia nulla da fare, abito comunque da sola e di cose da fare ce ne sono sempre...e vorrei che gli spazi che io considero morti potessi occuparli anche nel non fare nulla (come invidio le persone che dicono: adesso vado a casa, mi sdraio sul divano e non faccio niente! Io non riesco mai a fare così!)
Mi piace anche molto cucinare, ma come avevo già detto, lo faccio solo per gli altri..
Citazione:
Scrive che insieme alle sue amiche non aveva la sensazione di fare qualcosa di “anormale”, a cosa si riferisce in particolare? Cosa sarebbe invece per lei normale?
Normale è, appunto, mangiare tranquillamente, senza pensare di continuo a quanto, come e perchè; con ciò non intendo riempirsi di schifezze senza cognizione, ma vivere il rapporto con il cibo in un modo sereno e non ossessionante. In vacanza vedevo che loro si comportavano così, e facendo così anche io con loro in quel momento, non mi sono sentita diversa, come invece mi sento quando faccio una merenda esagerata e poi salto la cena oppure mi impongo di mangiare pochissimo per compensare il giorno precedente di esagerazione(cosa che comunque non riesco a fare). E' normale mangiare colazione pranzo e cena, nelle giuste, soddisfacenti quantità e qualità, ecco!
Citazione:
Le andrebbe di spiegare cosa intende con l’espressione “restare in casa in preda al cibo”?
Intendevo questo: l'essere attratta dai pensili della cucina e dal loro contenuto, non riuscire a fare quello che mi ero proposta, pensare "questo è l'ultimo" e ritrovarmi davanti al frigo dopo pochi secondi, vedere scorrere i minuti dell'orologio passando da un pacchetto all'altro in un modo quasi incosciente, come una sonnambula.
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Buonasera Augusta,
sono io a ringraziarla per essersi aperta così tanto in questo spazio del forum su aspetti della sua vita così intimi che immagino sia difficile condividere apertamente.
Lei ci dice che le piacerebbe potersi permettere di non fare nulla una volta tornata a casa, sicuramente c’è chi sa godersi il dolce far niente, comodamente sdraiati sul divano, c’è chi invece ha bisogno di “fare qualcosa” per rilassarsi e vivere un piacevole momento di benessere, mi sembra però di capire che lei passa dalle cose che si devono fare al pensiero di non fare nulla, riesce ad immaginare qualcosa “da fare” che sia però un piacere e non un dovere come fare le faccende di casa?
Da quanto ci racconta le piacerebbe avere un’alimentazione “normale” e cioè “mangiare colazione pranzo e cena, nelle giuste, soddisfacenti quantità e qualità” ma quando è da sola le capita o di fare merende esagerate come le definisce lei o di dover saltare la cena per compensare, da questo e dai post precedenti sembra che lei viva un “tira e molla” tra piacere quando mangia e il bisogno di controllarsi.
Io le vorrei dire solamente che a volte si innesca un circolo vizioso: più ci si controlla, ci si vuole limitare, ci si dice di no a tavola e più può nascere come reazione la perdita di controllo (una volta aver iniziato a mangiare) con possibilità che si mangi troppo, fino ad abbuffarsi.
Le vorrei domandare una cosa, dietro al suo bisogno di non esagerare a tavola, ci sono preoccupazioni per la sua forma fisica? Com’è il rapporto con il suo corpo?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Citazione:
riesce ad immaginare qualcosa “da fare” che sia però un piacere e non un dovere come fare le faccende di casa?
Eccolo qui il problema, la risposta a questa domanda è: NO. Non riesco ad immaginare nulla che possa occupare il mio tempo in modo piacevole; andare in palestra mi piace, mi piace andare a nuotare o a passeggiare, ma ho convertito queste attività in attività di compenso e ora il confine fra piacere e bisogno di compensare gli sgarri è praticamente scomparso... vivo la passeggiata come un "più veloce vado e più strada faccio- più riparo il danno". Si accettano consigli e suggerimenti! :D
Citazione:
Le vorrei domandare una cosa, dietro al suo bisogno di non esagerare a tavola, ci sono preoccupazioni per la sua forma fisica? Com’è il rapporto con il suo corpo?
Si, mi preoccupo per il mio aspetto fisico, mi osservo spesso, mi piace l'idea della magrezza e vedere che devo stringere un buco della cintura,mi domando se non sono ingrassata, mi vedo più difetti di quelli che ho. Le faccio un esempio: al mare io e il mio fidanzato abbiamo visto una ragazza. Io sostenevo che fosse troppo magra e lui ha detto che io sono esattamente come lei; non ci ho creduto e non ci credo tuttora.
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Da quello che ci racconta quindi, per lei andare in palestra, fare una passeggiata, o nuotare sono diventate una serie di attività che usa per compensare gli sgarri alimentari e non sa se le fa perché le fanno piacere. Dice che non riesce ad immaginare nulla che le permetta di occupare il tempo in modo piacevole, ma in passato c’erano delle cose che le piaceva fare nel tempo libero al di là dell’attività fisica?
Da quello che ha scritto di sé nell’ultimo post e in quelli precedenti, si descrive come una persona che cerca di controllare quello che mangia, non fa pasti “strutturati” ma nello stesso tempo spilucca soprattutto quando è sola a casa, si sente preda del cibo, fa molta attività fisica ma si rende conto che il confine tra il piacere di praticare sport e il bisogno di compensare gli sgarri è scomparso, dice anche che le piace l’idea della magrezza, stringere il buco della cintura, non crede al suo ragazzo quando le dice che è come quella ragazza troppo magra che avete visto al mare.
Potrebbe essere che questo piacere per la magrezza, la preoccupazione per il suo aspetto fisico e il domandarsi se non sia ingrassata, siano collegate al suo modo di mangiare?
Come mai per lei è così importante essere magra?
Ha parlato di tutto questo alla sua psicologa?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Citazione:
in passato c’erano delle cose che le piaceva fare nel tempo libero al di là dell’attività fisica?
Se le dico che non mi ricordo ci crede? forse prima ero più impegnata, andavo a scuola e all'università e avevo i compiti da fare e gli esami da preparare..iniziando a lavorare, il tempo in cui non sono a lavoro è piuttosto libero...
Citazione:
Potrebbe essere che questo piacere per la magrezza, la preoccupazione per il suo aspetto fisico e il domandarsi se non sia ingrassata, siano collegate al suo modo di mangiare?
Beh, sicuramente si, le due cose sono collegate... se mangio troppo e spilucco la mia preoccupazione è se per caso non ingrasserò...e se mi chiede perchè sia importante essere magra, non le so rispondere :D
Citazione:
Ha parlato di tutto questo alla sua psicologa?
si, ne abbiamo parlato... ovviamente non siamo ancora giunte ad una conclusione, ci vuole tempo e pazienza..
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Mi sembra di capire quindi che anche in passato era poco abituata a dedicarsi ad attività piacevoli perché aveva meno tempo libero di adesso. Mentre ora il lavoro le permette di avere uno spazio non occupato dagli impegni e cioè dai doveri, le piacerebbe provare ad immaginare un modo alternativo per trascorrere quei momenti di “attesa” quando torna a casa?
Lei dice che non sa rispondere alla domanda sul perché la magrezza sia così importante, provi intanto a pensare ad una donna magra: quali caratteristiche secondo lei ha questa persona? Ci rifletta qualche minuto, qualunque qualità le venga in mente…
Concordo con lei quando dice che ci vogliono tempo e pazienza per elaborare i vissuti e l’esperienza che sta vivendo in questo momento, la mia domanda è: vuole veramente cambiare la sua situazione attuale? Qual è la cosa che la disturba di più?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Citazione:
le piacerebbe provare ad immaginare un modo alternativo per trascorrere quei momenti di “attesa” quando torna a casa?
beh, vorrei magari guardarmi un film, fare una passeggiata, leggere un libro, cucinare...
Citazione:
quali caratteristiche secondo lei ha questa persona? Ci rifletta qualche minuto, qualunque qualità le venga in mente…
se devo rispondere di impulso, senza pensare troppo le dico che una donna magra ha un bel corpo, senza difetti... una persona magra per me non ha difetti, è più bella di una persona meno magra, ecco..
Citazione:
vuole veramente cambiare la sua situazione attuale? Qual è la cosa che la disturba di più?
certo che voglio cambiare la mia situazione attuale, altrimenti non avrei intrapreso una strada così impegnativa, anche solo in termini economici!
Voglio essere più tranquilla, vivere il mio rapporto col cibo (che si sta espandendo a macchia d'olio sul rapporto con gli altri) in modo sereno, non voglio più averne il pensiero fisso e costante, non voglio più sentirmi diversa, non voglio sentirmi una con dei problemi, voglio vivere serenamente le mie relazioni con gli altri e sono stanca di farmi dei problemi su tutto... ci sono tante cose a cui pensare in questo mondo e non vedo perchè io devo focalizzarmi sul biscotto che ho mangiato a colazione!!
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Lei sa quello che le piacerebbe fare (guardare un film, fare una passeggiata, leggere un libro, cucinare..), sembrano in effetti delle attività che hanno a che vedere con il piacere anziché con il dovere: con quale pensa di poter iniziare proprio adesso? Cosa le permetterebbe di distrarsi in modo piacevole, in quei momenti di attesa quando torna a casa dal lavoro?
Alla mia domanda su quali caratteristiche secondo lei abbia una donna magra, mi risponde facendo riferimento a qualità relative all’aspetto fisico: “una persona magra per me non ha difetti, è più bella di una persona meno magra”, ci sono altri aspetti (anche nel modo di essere, di comportarsi ecc) che lei attribuisce ad una persona magra?
Lei sa che ha intrapreso una strada impegnativa che la porterà al cambiamento della sua situazione attuale, le sue richieste mi sembrano tutte molto legittime: lei ha diritto a stare più tranquilla, a vivere il rapporto con il cibo in modo sereno così come a stare bene con se stessa e nel relazionarsi agli altri.
Cosa significa che il rapporto con il cibo si sta espandendo a macchia d’olio sul rapporto con gli altri?
Dice che è stanca di farsi problemi su tutto, quindi la preoccupa anche altro oltre al cibo?
In effetti potrebbero essere molte le cose a cui pensare “in questo mondo”, le vorrei fare questa domanda, se non ci fosse il pensiero sul cibo e le preoccupazioni sul suo corpo, quali sono le cose a cui vorrebbe pensare? Quali sono le cose della sua vita importanti per lei?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Di nuovo grazie, perchè mi fa ragionare su cose su cui non avevo posto attenzione!
Citazione:
Cosa le permetterebbe di distrarsi in modo piacevole, in quei momenti di attesa quando torna a casa dal lavoro?
Cucinerei, ma ho poi paura di mangiare tutto quello che cucino... passeggerei, ma temo che il mio passeggiare diventi una sfida alle calorie...ogni tanto provo a leggere e a volte ci riesco..ma non sempre..
Citazione:
ci sono altri aspetti (anche nel modo di essere, di comportarsi ecc) che lei attribuisce ad una persona magra?
ho idea che una persona magra abbia il pieno controllo di sè... e suppongo sia questo ad attirarmi, visto che io sonouna persona che mira al totale autocontrollo... e grazie per avermici fatto pensare...non mi era venuto in mente!
Citazione:
Cosa significa che il rapporto con il cibo si sta espandendo a macchia d’olio sul rapporto con gli altri?
appunto quando rinuncio a una cena o a un'uscita perchè non voglio mangiare troppo..capita che non vada a mangiare dai miei genitori perchè più o meno inconsciamente non voglio che mi rimpinzino!
Citazione:
Dice che è stanca di farsi problemi su tutto, quindi la preoccupa anche altro oltre al cibo?
penso spesso a come farò a fare quella cosa (mi sembra sempre di non avere tempo per nulla), a cosa pensa di me il collega o l'amico... e se non penso a questo, beh...spilucco! :swear:
Citazione:
Quali sono le cose della sua vita importanti per lei?
la mia famiglia, il mio ragazzo, i miei amici, e infine il mio benessere, soprattutto mentale.. queste sono le cose importanti per me!
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Buon pomeriggio Augusta,
nel suo post ci dice che le piacerebbe cucinare ma poi teme di mangiare tutto quello che cucina, questo mi ha fatto immaginare una sproporzione tra quello che vorrebbe cucinarsi e quello che mangerebbe: e se cucinasse solo quello che le va di mangiare e che le permette di saziarsi?
Dice anche che ogni tanto, ma non sempre, riesce a leggere, quando però ci riesce, come si sente? Cosa le piace leggere?
Alla mia domanda su quali caratteristiche associa ad una donna magra lei risponde: l’autocontrollo. Si descrive come una persona che aspira al totale autocontrollo, le andrebbe di raccontarci come sarebbe una sua giornata-tipo se avesse pieno autocontrollo? Cosa le piacerebbe di se stessa?
Quando dice che evita un’uscita perché non vuole mangiare troppo e non va dai suoi perché non vuole che la rimpinzino, sembra che lei voglia evitare tutte quelle occasioni in cui potrebbe appunto perdere il controllo sulla sua alimentazione, se lei ci fa caso, però, negandosi queste situazioni, che sono anche occasioni per condividere del tempo con qualcuno, poi in ogni caso, quando si trova sola a casa, spilucca e perde il controllo comunque. Questo per ricordarle che un eccesso di controllo conduce quasi sempre ad una trasgressione.
Ma mi viene in mente anche un’altra cosa: potrebbe essere che vuole decidere lei quando trasgredire e non gli altri?
Una domanda che mi viene da farle è: ascolta la fame e la sazietà? Quando infatti dice che teme nelle diverse occasioni di mangiare troppo è come se non si fidasse del segnale di sazietà che le manda il suo corpo e che naturalmente la indurrebbe a smettere.
Lei dice che tra le sue preoccupazioni c’è il pensiero di non avere tempo per fare nulla, mi sembra però di leggere una certa contraddizione rispetto a quando dice che adesso che lavora, a differenza di quando studiava, ha più tempo libero, un tempo che può diventare attesa, una volta rientrata a casa. Potrebbe avere bisogno di una maggiore organizzazione del tempo in base alle attività che le piacerebbe fare?
Mi incuriosisce che ha messo il benessere mentale alla fine delle sue priorità, lei si sta impegnando molto per ritrovare il suo equilibrio, scegliendo di fare un percorso insieme alla sua psicologa, secondo lei, cos’altro potrebbe fare per coltivare tutti i giorni il suo benessere?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Citazione:
e se cucinasse solo quello che le va di mangiare e che le permette di saziarsi?
In linea di massima si, ma se mi faccio una torta, doce o salata, che mi piace molto cucinare, di certo non posso farne una sola porzione! e poi ho cmq il blocco: cucinare significa preparare qualcosa di elaborato, più sostanzioso rispetto a della verdura o frutta!
Citazione:
le andrebbe di raccontarci come sarebbe una sua giornata-tipo se avesse pieno autocontrollo?
andrei a lavoro, farei colazione e spuntino, senza esagerare, poi pranzo..infine arriverei a casa, farei una merenda normale, passerei il tempo a far qualcosa delle cose che ho detto (casa, libri, cucina, shopping..), poi andrei in palestra per muovermi un po' e tenermi in forma, cenerei, guarderei un film o leggerei un libro e andrei a dormire..
Citazione:
Ma mi viene in mente anche un’altra cosa: potrebbe essere che vuole decidere lei quando trasgredire e non gli altri?
si, può essere... voglio autocontrollo anche in questa situazione..
Citazione:
Una domanda che mi viene da farle è: ascolta la fame e la sazietà? Quando infatti dice che teme nelle diverse occasioni di mangiare troppo è come se non si fidasse del segnale di sazietà che le manda il suo corpo e che naturalmente la indurrebbe a smettere.
Esatto... a me il cibo piace, e molto, mi piace sperimentare nuovi piatti e nuove cucine, ma mi sembra di avere uno stomaco "a fisarmonica": a volte mi sazio con nulla, a volte non smetterei mai! Ad esempio davanti ad un buffet non la pianterei mai di assaggiare e il segnale di sazietà non arriva MAI, a meno che non mi fermi volontariamente a pensarci! Quando spilucco poi capita di sentire la pancia piena,pienissima, sono sazia, ma le mie mandibole hanno ancora voglia di masticare e allora continuo..
Citazione:
Potrebbe avere bisogno di una maggiore organizzazione del tempo in base alle attività che le piacerebbe fare?
no, non credo...le mie giornate sono già organizzate, ma io distruggo l'organizzazione che ho creato..
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Buon pomeriggio Augusta,
lei ha descritto in dettaglio una sua giornata-tipo, se avesse più autocontrollo, la domanda che mi viene da farle è: cosa le impedisce, da domani, per esempio di sperimentare questa giornata? Ci sono degli ostacoli ad impedirglielo?
Lei descrive il suo stomaco come una fisarmonica: a volte si sazia con nulla, a volte non smetterebbe mai di mangiare, dice che davanti a un buffet la sazietà non arriva mai, a meno che, come afferma anche lei: “non mi fermi volontariamente a pensarci!”. Forse si tratta proprio di questo: fermarsi ad ascoltare i segnali che le invia il corpo, sia quando ha fame sia quando non vuole più cibo.
Chi normalmente, tutti i giorni si controlla molto a tavola, cercando di non trasgredire un piano alimentare salva-linea, quando poi si trova davanti a un buffet è come se pensasse: “ adesso che ci sto mangio tutto, tanto da domani mi controllerò di nuovo”, così si preferisce evitare di ascoltare la sazietà proprio perché si è deciso che in quel momento la dieta è sospesa. In questo modo, però, si alterano i naturali equilibri del corpo: dovrebbe essere lui, infatti, a dirci quando iniziare a mangiare e quando smettere (prima cioè che si senta la sensazione di pancia pienissima).
Nel suo post ci parla della sua voglia di masticare che non si placa anche quando è sazia, spostando la masticazione dall’area dell’alimentazione alla sua vita, riesce ad individuare qualcosa che ha bisogno di “masticare-elaborare-triturare”?
Mi incuriosisce la sua espressione: “le mie giornate sono già organizzate, ma io distruggo l'organizzazione che ho creato..”, c’è qualcosa nella struttura delle sue giornate che non le piace e che vorrebbe cambiare?
E' una sensazione attuale o anche in passato aveva l'impressione di distruggere l'organizzazione delle sue giornate?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Scusate se mi intrometto nella discussione, a me sembra di capire che tutto il problema derivi dall’attenzione che metti sul cibo.
Vuoi avere il controllo su cosa e quanto mangiare, ma intanto la tua attenzione è rivolta sempre sul cibo.
Nessuno può controllare un fatto già avvenuto, il vero autocontrollo sta nel prevenire prima che accade.
Nel momento che tu pensi al cibo, e non ha nessuna importanza nel modo in cui lo pensi, non fai altro che amplificare il problema che hai con esso.
Cercare di risolvere un problema all’interno del problema stesso è cosa assai difficile, è come trovarsi in un labirinto e cercare di capirne la forma per poterne uscire, ogni volta che cerchi di avere il controllo sul cibo ti ritrovi nell’abirinto e non riesci a capire come uscirne, la cosa saggia che potresti fare e non entrarci.
Hai detto che in vacanza le cose funzionavano meglio, forse perché non ci pensavi, eri presa da altre cose.
Dovresti chiederti cosa rappresenta il cibo per te?
Quale importanza ha nei piaceri della tua vita?
Nella tua scala di priorità che posto esso occupa?
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Citazione:
cosa le impedisce, da domani, per esempio di sperimentare questa giornata? Ci sono degli ostacoli ad impedirglielo?
no, niente di pratico e tangibile... mi sembra di riempire gli spazi morti con il cibo per non pensare ad altro... soprattutto ho notato che più sono nervosa, peggio è..il punto è: cos'è quest' altro??
Citazione:
riesce ad individuare qualcosa che ha bisogno di “masticare-elaborare-triturare”?
con la terapeuta abbiamo associato questo disagio al mio essere andata a vivere da sola, elaborando il fatto che andare vcia è stato in un certo senso il "male minore", un andare a stare meno pegiio di quanto non stessi in casa mia..
Citazione:
c’è qualcosa nella struttura delle sue giornate che non le piace e che vorrebbe cambiare?
no, in linea di massima no, dinisco di lavorare piuttosto presto e ho più tempo di altri per sbrigare commissioni eccetera, se non fossi come sono adesso potrei organizzarmi meglio di altri che finiscono di lavorare all'ora di cena e hanno una famiglia da gestire..
Citazione:
E' una sensazione attuale o anche in passato aveva l'impressione di distruggere l'organizzazione delle sue giornate?
non me lo ricordo, ma mi pare di essere stata una persona piuttosto ben organizzata nel gestire le proprie giornate..
Citando Coach Vincent che mi chiede "cosa rappresenta il cibo per te?
quale importanza ha nei piaceri della tua vita? Nella tua scala di priorità che posto esso occupa?" devo rispondere che il cibo a me piace, m piace tutto, difficilmente trovo qualcosa che non mi piace e mi interessa molto scovare nuove ricette, anche se ora non le sperimento. Per parlare della priorità, è ovvio da ciò che ho scritto che è di grado piuttosto elevato, centrale nelle mie giornate. Ed è questo il punto...
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Buongiorno Augusta
lei ha intuito che riempie gli spazi morti della giornata con il cibo per non pensare ad altro e si domanda cos’è questo “altro”. Purtroppo credo che finchè continuerà a “riportare in basso”, mangiando, le emozioni che affiorano sarà più difficile arrivare ad una piena consapevolezza di questo “altro”.
Anche nel momento in cui si lascia assorbire da pensieri sul cibo (dice, infatti, che è centrale nelle sue giornate) e sulla preoccupazione di mantenere sotto controllo il peso, questo “altro” farà fatica a farsi strada.
Cosa succede, per esempio, se un giorno non cede alla tentazione di “spiluccare”? Quali pensieri ed emozioni affiorano in quel momento?
Quello che ha compreso con la sua psicologa e cioè che andare a vivere da sola è stato un meno peggio che restare a vivere in casa sua, mi sembra un aspetto molto significativo della sua vita, secondo lei, può in parte rappresentare questo “altro” a cui lei non vuole pensare e usa il cibo per distrarsi da questo pensiero?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Citazione:
Cosa succede, per esempio, se un giorno non cede alla tentazione di “spiluccare”? Quali pensieri ed emozioni affiorano in quel momento?
è successo solo se avevo altro da fare, rigorosamente FUORI di casa..quindi non so cosa succede(rebbe)...
Citazione:
andare a vivere da sola è stato un meno peggio che restare a vivere in casa sua, mi sembra un aspetto molto significativo della sua vita, secondo lei, può in parte rappresentare questo “altro” a cui lei non vuole pensare e usa il cibo per distrarsi da questo pensiero?
si, può essere... avolte mi sento molto sola e non faccio molto per riparare la cosa (come ho detto prima, difficilmente contatto qualcuno così, in modo estemporaneo).. non capisco quale sia però il problema centrale..
Aggiungo che ieri di nuovo ho perso il controllo in maniera più consistente (una fettina di torta, un bacio di dama,3 fette biscottate e marmellata, 3 biscotti...) e poi mi sono sentita uno schifo... :swear:
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Buon pomeriggio Augusta,
quando le avevo chiesto cosa succede se un giorno non cede alla tentazione di “spiluccare” mi riferivo proprio a cosa accade dentro di lei, come si sente in quel momento? Credo sia importante capire quali sono le emozioni che lei cerca di “riportare in basso” usando il cibo. Non è infatti la stessa cosa se si distrae con qualunque altra attività, fuori o dentro casa. Potrebbe essere importante “stare” nelle sue emozioni non appena affiorano.
Dice che a volte si sente sola ma non fa molto per riparare a questa cosa e non capisce quale sia il problema centrale. Lei è molto che vive in questa situazione e lavora anche su di sé con la sua psicologa, che idea si è fatta del suo “problema centrale”?
Ci racconta che qualche giorno fa ha perso il controllo più intensamente, per poi essersi sentita uno schifo, le vorrei domandare, cosa succede “dopo” che lei si sente uno schifo?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Citazione:
che idea si è fatta del suo “problema centrale”?
non lo so, non capisco... non ci sono cose macroscopiche che vadano male nella mia vita, apparentemente va tutto bene... poi mi accorgo che la mia fissa va sul cibo e mi sto rendendo conto che va lì per non andare altrove, ma davvero, non capisco perchè.. forse davvero io non vorrei abitare da sola, anche se mi sono convinta di essere abbastanza forte per farlo..forse mi impongo un continuo autocontrollo che a volte schizza via come il vapore dalla pentola...non so, non lo so davvero..
Citazione:
Ci racconta che qualche giorno fa ha perso il controllo più intensamente, per poi essersi sentita uno schifo, le vorrei domandare, cosa succede “dopo” che lei si sente uno schifo?
beh, immediatamente dopo aver perso il controllo mi faccio pena, mi è capitato rare volte di indurmi il vomito, il giorno dopo cerco di frenarmi ancora di più, il che provoca l'effetto opposto a quello sperato (metto troppo controllo e poi lo perdo e via così), vado in palestra, a volte piango, divento nervosa, mi ripropongo e prometto che quella è stata l'ultima volta sapendo che non sarà così e, ripeto, mi faccio pena...
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Buon pomeriggio Augusta,
mi ha colpito molto leggere un passaggio del suo post quando parla del fatto che la fissa va sul cibo per non andare altrove: “ma davvero, non capisco perchè.... forse davvero io non vorrei abitare da sola, anche se mi sono convinta di essere abbastanza forte per farlo..forse mi impongo un continuo autocontrollo…”
fare questo passo così grande sicuramente è stata una prova molto significativa per lei (in un post precedente diceva che con la psicologa avete compreso che è stato uno scegliere il meno peggio che rimanere in famiglia) e non deve essere stato facile. Aver fatto questa scelta le ha richiesto di attivare molte sue risorse, considerando che si è allontanata anche da alcuni affetti ( le sue amiche più intime se ricordo bene).
Dice che non vorrebbe abitare da sola, cosa le fa dire questo? Quali sono gli aspetti che meno le piacciono di questa condizione?
Ci racconta che dopo aver perso il controllo con il cibo fa diverse cose per “riparare”: raramente si induce il vomito, va in palestra, si frena ancora di più il giorno dopo…
E poi piange, diventa nervosa e si fa pena, sembra quindi soffrire molto quando mangia più di quanto vorrebbe.
Per riprendere le sue parole: “forse mi impongo un continuo autocontrollo che a volte schizza via come il vapore dalla pentola...”, le andrebbe di spiegarci meglio questa immagine? Lei cosa si sente? Il coperchio che copre o il vapore che cerca di schizzare via?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Citazione:
sembra quindi soffrire molto quando mangia più di quanto vorrebbe.
sì, è così...
Citazione:
Per riprendere le sue parole: “forse mi impongo un continuo autocontrollo che a volte schizza via come il vapore dalla pentola...”, le andrebbe di spiegarci meglio questa immagine? Lei cosa si sente? Il coperchio che copre o il vapore che cerca di schizzare via?
Mi sento come se fossi la pentolacon il coperchio...si riempe così tanto di vapore e la sua forza è così potente che ogni tanto il coperchio salta via...
Sto pensando seriamente di mettermi di impegno per cambiare il mio rapporto con il cibo...spero di farcela...
-
Riferimento: a cosa devo pensare
Buonasera Augusta,
sono certa che stia pensando seriamente di impegnarsi per cambiare il suo rapporto con il cibo, anzi, il suo impegno è già iniziato quando ha deciso di intraprendere un percorso psicologico. Ma anche in questo spazio del forum ha condiviso con noi molti aspetti intimi della sua vita, mettendosi in discussione e riflettendo su di sé.
Continui a credere di riuscire!! La fiducia nel cambiamento e il desiderio di migliorare la qualità della propria vita diventeranno un carburante!
Ci faccia sapere come va...
Saluti :ciao:
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572