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Riferimento: facoltà più umanistica?
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Originalmente inviato da
Johnny
carissimo marco, avere rispetto per il "materiale umano" che ci sta di fronte siginifica anche essere scevri di preconcetti e convinzioni personali, il che significa basarsi su dati il più possibile oggettivi, cioè validati scientificamente.
Anche se ognuno di noi è unico e irripetibile, ci sono delle dinamiche e delle leggi che sono universali: mi spiego: se stai bevendo il caffè e ti scoppia un petardo a 5 metri, la prossima volta che vedi un caffè ti viene l'ansia (lo sappiamo grazie agli esperimenti dei comportamentisti). Questo vale per tutti allo stesso modo. Se devi guarire da una malattia e hai supporto sociale, guarisci più infretta perché il supporto sociale è un fattore protettivo (lo sappiamo grazie agli esperimenti in Psicologia della Salute, osservando anche i livelli di catecolamine nel sangue, ecc...quindi dati oggettivi). Questo vale per tutti allo stesso modo. E' universale.
E' questo ciò a cui alludiamo quando lasciamo intendere 2+2=4 (come dici tu).
Se un cliente chiede aiuto a uno psicologo per leggere le dinamiche in un'azienda o aumentare il benessere organizzativo (psico. del lavoro), o per risolvere un problema emotivo (psico. clinica), e così via....si rivolge ad uno psicologo in quanto esperto di queste "leggi" che governano il comportamento di tutti.
Rispettare il "materiale umano", riepeto, significa anche essere una enciclopedia ambulante (sempre come dici tu).
Per il resto, MAI detto che Freud è un raccontaballe, questo l'hai dedotto tu. Abbiamo solo detto che non è uno psicologo (essendo medico specializzato in neurologia, che poi ha inventato la psicoanalisi). Si occupa di psiche? si. E' psicologo, o è la Psicologia tout court? no.
Fra l'altro, Freud era molto empirico nei suoi studi. Si basava sempre sui riscontri che aveva con i suoi pazienti e non filosofeggiava neanche un po'. Anzi pensa che il suo merito è quello di aver sottoposto lo studio della psiche al metodo scientifico. Lo disse testualmente: "I filosofi e i poeti hanno scoperto l'inconscio prima di me, io l'ho sottoposto allo studio scientifico" (vado a memoria quindi non so se è testualmente così e non ricordo la data...chiedo venia).
ciao
si johnny...ho detto di averl letto roba del tipo se prendi il piccione in una scatola chiusa, ogni tot tempo gli dai da mangiare, mentre magari sta alzando l'ala involontariamente....lo fai 1 volta, 2 volte...3 volte...il piccione senza aver altri punti di riferimento inizia a pensare "se alzo l'ala mi vien dato il cibo..."....
e robe simili...
la differenza è che tu la chiami scienza...a me piace chiamarla semplice scienza mi sa di svilirla...come fosse "f= m x a" )
Io più che psicologia come scienza della psiche, la amo più intenderla come filosofia della psiche...tutto qui...
perchè il metodo forse è scientifico, ma il materiale è umano...
non è dunque alla stregua di chessò...della fisica...
analizzi e hai un riscontro scientifico, ma analizzando comportamenti, pensieri, dinamiche della psiche umana...
e per questo per me resta collegato alla filosofia...
cioè se poi x voi non è così pazienza...
significherà che guarderò alal filosofia con aspetto psicologico...vivendo la psicologia per uno scopo differente...
in fondo la psicologia la si insegna anche, si scrive di psicologia o magari la studierò per poi affrontare poi un percorso più filosofico...
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Riferimento: facoltà più umanistica?
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Originalmente inviato da
Patrizia67
Mi dispiace per te, Luigi. Davvero.
Dalle tue parole si evince che sei molto deluso da un corso di studi che immagino tu abbia fatto o stia facendo, dal momento che ne parli, altrimenti non avresti titolo per parlarne, lo sai.
Si nota davvero tanta amarezza.
Ah..comunque Freud non era uno psicologo. Sul serio. All'epoca la psicologia come la studiamo oggi non esisteva, stava giusto nascendo come scienza.
Certo se tu contesti che la psicologia sia una scienza, che abbia un metodo scientifico, allora la tua posizione si spiega e puoi dire che all'epoca chiunque si occupava di psiche era uno psicologo.
In ogni caso magari hai ragione tu, sai?
Tutto fa schifo, tutto quello che ci stanno facendo studiare è una marea di cazzate, Skinner era un piccionaio e Pavlov e Secenov allevatori di cani, Bowlby si travestiva da bambinaia, mentre Bandura è ...(oddio e Bandura che sarà mai per te? Scusa ma non riesco a banalizzare come fai tu...non ci sono abituata...).
E noi studenti modello? Ah beh...noi siamo dei poveri fessacchiotti che ci caschiamo, mentre tu hai capito tutto e la vita è talmente complicata che trovare dei metodi per sperimentare e capire le cose attraverso la scienza non vale pena.
Tanto vale filosofeggiare a destra e a manca, scorreggiando pensieri allegramente, ma sempre liberamente, senza dimostrare nulla.
Solo questo salva le menti dal decadimento e da un (aspetta che ti cito..."un suicidio lento ma inesorabile".
Se la pensi così non ho nè il tempo nè la voglia di convincerti del contrario.
Sarò una persona semplice, ma a mi ritengo fortunata ad apprezzare quello che studio e non perchè non mi faccio domande, ma perchè le risposte mi soddisfano. Che vuoi... c'è chi si accontenta di capire le cose, senza avere la presunzione di riscrivere la storia della psicologia.
X Marco: Se le risposte non ti soddisfano, iscriviti a psicologia. Auguri caro.
Solo una cosa..posso aprire le scommesse? Io punto 20 euro che mollerai al secondo esame (se fai Statistica come primo esame, molli al primo). Chiara, Johnny, non alzate troppo la posta ok?
In ogni caso tu non volevi consigli, ma un palco per esibire la tua ancora acerba conoscenza ingenua (nel senso di non supportata da studi) e la tua grande confusione, spacciando entrambi per qualcos'altro.
Eccolo il tuo palco.
Spero davvero, credimi, sono sincera, che questo possa accrescere la tua autostima perchè da come ti comporti sembri averne un gran bisogno e te lo dico da "persona umana" e non da studentessa.
Il resto te lo hanno scritto Johnny e Chiara
Luigi e Marco: Che dire?
In bocca al lupo a tutti e due ragazzi.
Sinceramente.
Vedrete che con il tempo riuscire a fare un pò di chiarezza e ad avere almeno un piede sulla terra. In fondo siete così giovani...
P.S.: potete anche rispondermi, ma io non ho più tempo per giocare con voi. Sapete...devo studiare. Ciaooo
patrizia tu sei brava a mettere le cose come più piacciono a te...
il messaggio di luigi era ben altro... non era affatto che skinner era un piccionaio....e simili...ma semplicemente che certi esperimenti hanno un senso se inseriti in un doveroso contesto in cui è un madornale errore eliminare la parte un pelo più umanistica/filosofica...
perchè lo scienza studio la mente, ma poi la parte umana mette in pratica ciò che hai studiato...e per farlo devi avere l'altro lato umano sviluppato...altrimenti resti sempre a metà...e non sei nemmeno in grado di metterti in dubbio e mettere in dubbio ciò che ti viene proposto..
studenti modello? lasciano il tempo che trovano..di studenti modello (sia liceali che universitari) te ne posso trovare molti...anche delle discipline più varie....nel senso che avevano i loro bei 30 e lode...ma semplicemente eprchè studiano...ma di loro nessun contributo e fuori da ciò che hanno studiato 0 capacità analitià, 0 senso della realtà...0 di tutto..
giusto quello che un tempo si definiva un "buon secchione"...ma un bun secchione che non sa buttare l'acqua torbida per quella buona...resta un secchio appesantito e riempito male...
ricordo un ex compagno di classe all'epoca che aveva tutti 10....in tutte le materie....
io (per tanti motivi che non mi hanno fatto restare costante e con la voglia di studiare) invece viaggiavo a volte sui 3-4 a volte su 9...a seconda...della disciplina, della mia voglia di studiare...del mio interesse...
ebbene...la differenza che si riscontrava tra noi (e che oggettivamente si può riscontrare ancora)?...
Lui aveva 10 in matematica perchè studiava come un dannato 10 ore al giorno, faceva 2 mila esercizi e quindi poi anche quando gli veniva assegnato un esercizio dal momento che ne aveva fatti 2mila era scontato che gli capitav auno più o meno simile;
io con la voglia di studiare sotto le scarpe era ovvio che non avendo uno stralcio di base nell'esercizio di un certo livello non sapevo da dove partire;
ma...?
ma...arriviamo ai giochi matematici (qui giochini spastici - nemmeno poi così tanto spastici- che si fanno al liceo con le olimpiadi di matematica...dove più che le nozioni studiate contano le tue capacità di analizzare, di elaborare dal nulla, di trovare soluzioni):
lui aveva risultati scadenti...nettamente inferiori all'altro ragazzo che in classe da me considerato il genio...
io? dal basso dei miei 3 stavo una spanna sopra a questo mio compagno di classe e nei giochi matematici risolvevo gli stessi problemi che risolveva l'altro genio della classe...
Questo per far capire l'antifona....essere studenti modello è fine a se stesso...e quando parlavo di Einstein...
e quando parlo di enciclopedie viventi parlo di questo...
io se mi fossi messo nelle sue stesse discipline con la sua stessa voglia avrei fatto almeno quanto lui, se non molto di più...
e detto questo: non c'è scritto da nessuna parte che l'essere semplici e umili sia la strada giusta...
ripeto Einstein (non mi voglio paragonare assolutamente a lui...anche perchè poi mi sono disinnamorato della matematica e pian piano ho imparato ad odiarla anche se esasperata...mi piace il giusto ora...come a qualsiasi ragazzo)...diceva che "imparare quello che c'era sui libri era stupido" ---> che era molto meglio provare a creare da sè, con le proprie stesse convinzioni, cercando di metterle all'opera....pensando e ripensando...
e non lo ha detto un pinco pallino qualsiasi...EINSTEIN...intendiamoci...esattamente il contrario di ciò che stai affermando "che le convinzioni personali sono un errore..."
...sono un errore se sono errate...son giuste se son esatte (tanto per essere banali ironicamente :D)
Ora chi è che dice che qui si farnetica solo? sei tu...
sei tu a stabilire che luigi farnetica solo...
ma d'altronde anche luigi dice che tu farnetichi solo...
chi farnetica dei 2? tu? lui? entrambi? anch'io?
Alcuni pensavano che anche Freud farneticasse...eppure qualcosa di giusto e/o importante l'ha detto;
qualcuno pensava la stessa cosa di Einstein...eppure...
Facciamo una scommessa Patrizia? che tu non darai alla psicologia nulla di più di quanto non si era a conoscenza prima di te?
che una volta che non ci sarai più (spero per te tra almeno 80-90 anni) non ci sarai su alcun libro, da nessuna parte, con alcuna deduzione già non conosciuta?
scommettiamo
Ottimo....ora magari mollerò al primo esame, amgari alla fine faccio filosofia davvero e stop; magari invece mi faccio psicologia e poi psicoterapia...e divento pure noto e affermato....
in un caso o nell'altro avrò fatto almeno quanto te (cioè nulla :) ).
Dunque in un caso o nell'altro posso solo guadagnarci e non ho nulla da perdere...
Quando parlo di psicologia ambulante tu sei il più chiaro esempio...niente di tuo, butti avanti solo la tua "cultura" (appresa dai libri) e finito...
Non so se diventerò uno degli psicologi/psicoterapeuta più conosciuto in italia, o il filosofo più conosciuto; non so se sarò viceversa un semplice e ordinario professore e dipendene statale qualsiasi...
in ogni caso...credimi... a leggerti mi vien solo da sorridere :)
Alla storia come hai ben detto della psicologia non aggiungerai nulla di nuovo...dunque forse sono io che non devo perdere tempo a rispondere a qualcuno che sarà indifferente per la storia...che non sarà mai esistito..
ehh...si...è nel mio discorso c'è anche un pizzico di narcisismo, presunzione ed egocentrismo...
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Originalmente inviato da
marco-89
patrizia tu sei brava a mettere le cose come più piacciono a te...
il messaggio di luigi era ben altro... non era affatto che skinner era un piccionaio....e simili...ma semplicemente che certi esperimenti hanno un senso se inseriti in un doveroso contesto in cui è un madornale errore eliminare la parte un pelo più umanistica/filosofica...
perchè lo scienza studio la mente, ma poi la parte umana mette in pratica ciò che hai studiato...e per farlo devi avere l'altro lato umano sviluppato...altrimenti resti sempre a metà...e non sei nemmeno in grado di metterti in dubbio e mettere in dubbio ciò che ti viene proposto..
studenti modello? lasciano il tempo che trovano..di studenti modello (sia liceali che universitari) te ne posso trovare molti...anche delle discipline più varie....nel senso che avevano i loro bei 30 e lode...ma semplicemente eprchè studiano...ma di loro nessun contributo e fuori da ciò che hanno studiato 0 capacità analitià, 0 senso della realtà...0 di tutto..
giusto quello che un tempo si definiva un "buon secchione"...ma un bun secchione che non sa buttare l'acqua torbida per quella buona...resta un secchio appesantito e riempito male...
ricordo un ex compagno di classe all'epoca che aveva tutti 10....in tutte le materie....
io (per tanti motivi che non mi hanno fatto restare costante e con la voglia di studiare) invece viaggiavo a volte sui 3-4 a volte su 9...a seconda...della disciplina, della mia voglia di studiare...del mio interesse...
ebbene...la differenza che si riscontrava tra noi (e che oggettivamente si può riscontrare ancora)?...
Lui aveva 10 in matematica perchè studiava come un dannato 10 ore al giorno, faceva 2 mila esercizi e quindi poi anche quando gli veniva assegnato un esercizio dal momento che ne aveva fatti 2mila era scontato che gli capitav auno più o meno simile;
io con la voglia di studiare sotto le scarpe era ovvio che non avendo uno stralcio di base nell'esercizio di un certo livello non sapevo da dove partire;
ma...?
ma...arriviamo ai giochi matematici (qui giochini spastici - nemmeno poi così tanto spastici- che si fanno al liceo con le olimpiadi di matematica...dove più che le nozioni studiate contano le tue capacità di analizzare, di elaborare dal nulla, di trovare soluzioni):
lui aveva risultati scadenti...nettamente inferiori all'altro ragazzo che in classe da me considerato il genio...
io? dal basso dei miei 3 stavo una spanna sopra a questo mio compagno di classe e nei giochi matematici risolvevo gli stessi problemi che risolveva l'altro genio della classe...
Questo per far capire l'antifona....essere studenti modello è fine a se stesso...e quando parlavo di Einstein...
e quando parlo di enciclopedie viventi parlo di questo...
io se mi fossi messo nelle sue stesse discipline con la sua stessa voglia avrei fatto almeno quanto lui, se non molto di più...
e detto questo: non c'è scritto da nessuna parte che l'essere semplici e umili sia la strada giusta...
ripeto Einstein (non mi voglio paragonare assolutamente a lui...anche perchè poi mi sono disinnamorato della matematica e pian piano ho imparato ad odiarla anche se esasperata...mi piace il giusto ora...come a qualsiasi ragazzo)...diceva che "imparare quello che c'era sui libri era stupido" ---> che era molto meglio provare a creare da sè, con le proprie stesse convinzioni, cercando di metterle all'opera....pensando e ripensando...
e non lo ha detto un pinco pallino qualsiasi...EINSTEIN...intendiamoci...esattamente il contrario di ciò che stai affermando "che le convinzioni personali sono un errore..."
...sono un errore se sono errate...son giuste se son esatte (tanto per essere banali ironicamente :D)
Ora chi è che dice che qui si farnetica solo? sei tu...
sei tu a stabilire che luigi farnetica solo...
ma d'altronde anche luigi dice che tu farnetichi solo...
chi farnetica dei 2? tu? lui? entrambi? anch'io?
Alcuni pensavano che anche Freud farneticasse...eppure qualcosa di giusto e/o importante l'ha detto;
qualcuno pensava la stessa cosa di Einstein...eppure...
Facciamo una scommessa Patrizia? che tu non darai alla psicologia nulla di più di quanto non si era a conoscenza prima di te?
che una volta che non ci sarai più (spero per te tra almeno 80-90 anni) non ci sarai su alcun libro, da nessuna parte, con alcuna deduzione già non conosciuta?
scommettiamo
Ottimo....ora magari mollerò al primo esame, amgari alla fine faccio filosofia davvero e stop; magari invece mi faccio psicologia e poi psicoterapia...e divento pure noto e affermato....
in un caso o nell'altro avrò fatto almeno quanto te (cioè nulla :) ).
Dunque in un caso o nell'altro posso solo guadagnarci e non ho nulla da perdere...
Quando parlo di psicologia ambulante tu sei il più chiaro esempio...niente di tuo, butti avanti solo la tua "cultura" (appresa dai libri) e finito...
Non so se diventerò uno degli psicologi/psicoterapeuta più conosciuto in italia, o il filosofo più conosciuto; non so se sarò viceversa un semplice e ordinario professore e dipendene statale qualsiasi...
in ogni caso...credimi... a leggerti mi vien solo da sorridere :)
Alla storia come hai ben detto della psicologia non aggiungerai nulla di nuovo...dunque forse sono io che non devo perdere tempo a rispondere a qualcuno che sarà indifferente per la storia...che non sarà mai esistito..
Dai non te la prendere...su, ho modificato rileggi quello che ho scritto.
Comunque se vuoi scommettiamo, dai...
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Originalmente inviato da
Patrizia67
Dai non te la prendere...su, ho modificato rileggi quello che ho scritto.
Comunque se vuoi scommettiamo, dai...
io non me la prendo...anzi direi che inconsciamente (ma manco troppo) da una parte odio discutere e mettermi in competizione da una parte lo amo...quindi...
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Riferimento: facoltà più umanistica?
Citazione:
Originalmente inviato da
marco-89
eh dunque si credo che il problema sta nel fatto che io lego indissolubilmente le 2 cose e quindi mi viene automatico parlare di più "umanistico" intendendo una facoltà in cui comunque pur ovviamente studiando la psicologia come scienza non ci si dimentichi l'importanza di dare un qualche imput anche umano e non prettamente tecnico...e a tal proposito nasce la mia domanda "quale per voi è la facoltà più "umanistica"
tutte e nessuna (scegli tu la risposta così siamo sicuri che ti va bene :asd: ).
Ti ripeto, aver rispetto per il materiale umano vuol dire anche dimenticare le nostre categorie mentali e sapere quello che altri ricercatori hanno scoperto prima di noi. In TUTTE le facoltà di psicologia troverai molto materiale dal tuo punto di vista "non umano" (statistica, biologia, ecc..) perché è proprio questo uno degli aspetti che distingue la psicologia dalla filosofia. La filosofia è "amore per il sapere", la psicologia è lo "studio scientifico dei comportamenti e dei processi cognitivi", Se a te non sta bene che sia così, puoi mandare una lettera a Roma dicendo che le 30 facoltà di psicologia attualmente esistenti in Italia non servono a nulla. Forse partendo dall'Italia puoi fare una rivoluzione mondiale e far confluire la psicologia nella filosofia.
A quel punto però la filosofia vorrà trovare metodi più attendibili per "provare" le tue speculazioni, allora fonderanno di nuovo la psicologia e ricominceremmo da capo. L'hanno già fatto, nel 1879 come ti diceva l'altra utente
Citazione:
si johnny...ho detto di averl letto roba del tipo se prendi il piccione in una scatola chiusa, ogni tot tempo gli dai da mangiare, mentre magari sta alzando l'ala involontariamente....lo fai 1 volta, 2 volte...3 volte...il piccione senza aver altri punti di riferimento inizia a pensare "se alzo l'ala mi vien dato il cibo..."....
e robe simili...
la differenza è che tu la chiami scienza...a me piace chiamarla semplice scienza mi sa di svilirla...come fosse "f= m x a" )
:eek: Quella "roba del tipo" è frutto di studi ampiamente documentati e validati scientificamente al minimo dettaglio, ed è alla base di tutta la terapia cognitivo-comportamentale. C'è gente che guarisce da attacchi di panico, fobie, depressione, dipendenze da sostanze, per "quella roba là". A te potrà sembrare una ca**ata, ma c'è voluto Pavlov (che era un fisiologo) e i suoi cani per scoprirlo, e si è preso anche un bel NOBEL per "quella roba là". Poi è arrivato Skinner e ha ampliato questi studi con i suoi topi, e su queste cose c'hanno fondato la psicologia cognitivo-comportamentale, che è attualmente la più efficace per curare quasi tutti i tipi di psicopatologia. Abbi tu in questo caso la bontà di avere rispetto per il "materiale umano" che beneficia a livello mondiale di "quella roba là", per piacere.
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Riferimento: facoltà più umanistica?
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
su queste cose c'hanno fondato la psicologia cognitivo-comportamentale, che è attualmente la più efficace per curare quasi tutti i tipi di psicopatologia.
Ma per carità johnny! Intanto vediamo che significa ''curare'' e curare ''cosa'', poi ne riparliamo magari...
Saluti,
Luigi
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Riferimento: facoltà più umanistica?
Citazione:
Originalmente inviato da
marco-89
patrizia tu sei brava a mettere le cose come più piacciono a te...
il messaggio di luigi era ben altro... non era affatto che skinner era un piccionaio....e simili...ma semplicemente che certi esperimenti hanno un senso se inseriti in un doveroso contesto in cui è un madornale errore eliminare la parte un pelo più umanistica/filosofica...
perchè lo scienza studio la mente, ma poi la parte umana mette in pratica ciò che hai studiato...e per farlo devi avere l'altro lato umano sviluppato...altrimenti resti sempre a metà...e non sei nemmeno in grado di metterti in dubbio e mettere in dubbio ciò che ti viene proposto..
studenti modello? lasciano il tempo che trovano..di studenti modello (sia liceali che universitari) te ne posso trovare molti...anche delle discipline più varie....nel senso che avevano i loro bei 30 e lode...ma semplicemente eprchè studiano...ma di loro nessun contributo e fuori da ciò che hanno studiato 0 capacità analitià, 0 senso della realtà...0 di tutto..
giusto quello che un tempo si definiva un "buon secchione"...ma un bun secchione che non sa buttare l'acqua torbida per quella buona...resta un secchio appesantito e riempito male...
ricordo un ex compagno di classe all'epoca che aveva tutti 10....in tutte le materie....
io (per tanti motivi che non mi hanno fatto restare costante e con la voglia di studiare) invece viaggiavo a volte sui 3-4 a volte su 9...a seconda...della disciplina, della mia voglia di studiare...del mio interesse...
ebbene...la differenza che si riscontrava tra noi (e che oggettivamente si può riscontrare ancora)?...
Lui aveva 10 in matematica perchè studiava come un dannato 10 ore al giorno, faceva 2 mila esercizi e quindi poi anche quando gli veniva assegnato un esercizio dal momento che ne aveva fatti 2mila era scontato che gli capitav auno più o meno simile;
io con la voglia di studiare sotto le scarpe era ovvio che non avendo uno stralcio di base nell'esercizio di un certo livello non sapevo da dove partire;
ma...?
ma...arriviamo ai giochi matematici (qui giochini spastici - nemmeno poi così tanto spastici- che si fanno al liceo con le olimpiadi di matematica...dove più che le nozioni studiate contano le tue capacità di analizzare, di elaborare dal nulla, di trovare soluzioni):
lui aveva risultati scadenti...nettamente inferiori all'altro ragazzo che in classe da me considerato il genio...
io? dal basso dei miei 3 stavo una spanna sopra a questo mio compagno di classe e nei giochi matematici risolvevo gli stessi problemi che risolveva l'altro genio della classe...
Questo per far capire l'antifona....essere studenti modello è fine a se stesso...e quando parlavo di Einstein...
e quando parlo di enciclopedie viventi parlo di questo...
io se mi fossi messo nelle sue stesse discipline con la sua stessa voglia avrei fatto almeno quanto lui, se non molto di più...
e detto questo: non c'è scritto da nessuna parte che l'essere semplici e umili sia la strada giusta...
ripeto Einstein (non mi voglio paragonare assolutamente a lui...anche perchè poi mi sono disinnamorato della matematica e pian piano ho imparato ad odiarla anche se esasperata...mi piace il giusto ora...come a qualsiasi ragazzo)...diceva che "imparare quello che c'era sui libri era stupido" ---> che era molto meglio provare a creare da sè, con le proprie stesse convinzioni, cercando di metterle all'opera....pensando e ripensando...
e non lo ha detto un pinco pallino qualsiasi...EINSTEIN...intendiamoci...esattamente il contrario di ciò che stai affermando "che le convinzioni personali sono un errore..."
...sono un errore se sono errate...son giuste se son esatte (tanto per essere banali ironicamente :D)
Ora chi è che dice che qui si farnetica solo? sei tu...
sei tu a stabilire che luigi farnetica solo...
ma d'altronde anche luigi dice che tu farnetichi solo...
chi farnetica dei 2? tu? lui? entrambi? anch'io?
Alcuni pensavano che anche Freud farneticasse...eppure qualcosa di giusto e/o importante l'ha detto;
qualcuno pensava la stessa cosa di Einstein...eppure...
Facciamo una scommessa Patrizia? che tu non darai alla psicologia nulla di più di quanto non si era a conoscenza prima di te?
che una volta che non ci sarai più (spero per te tra almeno 80-90 anni) non ci sarai su alcun libro, da nessuna parte, con alcuna deduzione già non conosciuta?
scommettiamo
Ottimo....ora magari mollerò al primo esame, amgari alla fine faccio filosofia davvero e stop; magari invece mi faccio psicologia e poi psicoterapia...e divento pure noto e affermato....
in un caso o nell'altro avrò fatto almeno quanto te (cioè nulla :) ).
Dunque in un caso o nell'altro posso solo guadagnarci e non ho nulla da perdere...
Quando parlo di psicologia ambulante tu sei il più chiaro esempio...niente di tuo, butti avanti solo la tua "cultura" (appresa dai libri) e finito...
Non so se diventerò uno degli psicologi/psicoterapeuta più conosciuto in italia, o il filosofo più conosciuto; non so se sarò viceversa un semplice e ordinario professore e dipendene statale qualsiasi...
in ogni caso...credimi... a leggerti mi vien solo da sorridere :)
Alla storia come hai ben detto della psicologia non aggiungerai nulla di nuovo...dunque forse sono io che non devo perdere tempo a rispondere a qualcuno che sarà indifferente per la storia...che non sarà mai esistito..
ehh...si...è nel mio discorso c'è anche un pizzico di narcisismo, presunzione ed egocentrismo...
Si, ho capito...però anche tu abbi pazienza: ci sono percorsi scientifici e culturali ben precisi da sostenere prima di potersi esprimere in merito a questioni che, per ora, esulano totalmente dalla tua esperienza di studente...sbaglio? Che tu abbia a partire con delle idee personali in merito a ciò che vorresti non significa per questo che il ''sapere'' corrisponda alle nostre scarse esperienze. E' bene non trincerarsi mai, ma è bene anche fare esperienze ben precise sul campo: dovrai pur conoscere la psicometria per poter dirne qualcosa, o la biologia comparata, o le teorie dinamiche, o le complesse teorizzazioni neuropsicologiche, o i modi di procedere della psicoanalisi e della psicoterapia, per poter integrare uno sguardo critico che sappia cogliere punti di forza e debolezze; questo è il mio pensiero anche riguardo alle facoltà di psicologia: bisognerebbe integrare la parte clinica con esperienze molte piu 'dure' in merito, bisognerebbe rafforzare le basi antropo-filosofiche (cioè quelle che permettono di difenderci dalle ingerenze che altri campi, spesso ingiustamente, fanno nei confronti della psicologia), bisognerebbe introdurre le scienze biologiche con maggiore consapevolezza degli oggetti della psicologia rispetto a quelli delle scienze naturali. E bisognerebbe pure capire, ad un certo punto, che anche in campo filosofico non si può più procedere come una volta: lo smascheramento attuato dalla psicoanalisi, il sapere dell'inconscio, impone una svolta anche a tutti gli approcci che tentano ancora di sottrarsi allo sguardo freudiano. Lo stesso accade in campo scientifico: si chiede mai la scienza da dove provenga il suo sapere? C'è un inconscio nella scienza? Ovviamente si, ma mi dilungherei troppo. Quindi, per concludere, comprendo bene la tua passione: ma ti posso assicurare che ne vedrai delle belle, qualunque via tu possa intraprendere; e cambierai spesso idea, perchè crescerà la tua consapevolezza...sempre però all'insegna dell'ascolto: come si fa sennò a essere preparati, senza ascoltare? Giudizio critico e umiltà scientifica non si escludono: i più grandi nomi della psicologia sono esempi in tal senso. I filosofi che ho avuto l'onore di incontrare, anche loro, mi hanno insegnato ad ascoltare, a dubitare...ecco perchè, personalmente, e per smentire la nostra amica, non mi accontento delle risposte che mi si danno: per una questione di rispetto nei confronti del sapere, delle istituzioni scientifiche che, per quanto mi riguarda, mi hanno insegnato a non fermarmi, a non accontentarmi, mai...e dunque ad ascoltare, sempre (a parte le personali antipatie!:asd:).
Saluti,
Luigi
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Riferimento: facoltà più umanistica?
Citazione:
Originalmente inviato da
luigi '84
Ma per carità johnny! Intanto vediamo che significa ''curare'' e curare ''cosa'', poi ne riparliamo magari...
Saluti,
Luigi
è ovvio che ho usato termini semplici, non è possibile scrivere un trattato ogni volta che si risponde, e bisogna scrivere in modo che sia semplice e di facile comprensione a chi è digiuno di psicologia. Non è mia intenzione aprire un dibattito sulla parola "curare" in psicologia; volevo solamente dire che attualmente la terapia cognitivo-comportamentale, che si basa sui principi dell'apprendimento definiti "quelle robe là" dal nostro interlocutore, è attualmente quella che gode di maggior riconoscimento scientifico riguardo l'efficacia nel "trattamento" (va bene trattamento?) dei disturbi d'ansia e dell'umore.
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Riferimento: facoltà più umanistica?
Ciao Marco non ho letto tutta la discussione che era davvero lunga e molto argomentata... ti consiglio comunque di fare bene le tue valutazioni e riflessioni...
A Firenze il taglio e' decisamente biomedico con la "svalutazione" di tutto cio' che e' dinamico, analitico e freudiano... Ci sono esami di filosofia, sociologia.. ma e' piu' per cultura generale che per necessita' formativa ...
Anche gli esami che sono maggiormente discorsivi e "teorici" che potrebbero essere psicologia dello sviluppo, psicologia sociale, psicologia dei gruppi, psicologia degli atteggiamenti.. in realta' si.. hanno una base discorsiva e di teorie... ma puntano tutto sulla dimostrazione delle stesse tramite esperimenti... quindi molto difficilmente leggerai un libro con disquisizioni e puro esercizio teorico... ma fra un discorso e l'altro.. fra una teoria e l'altra spunteranno chi quadri, varianze, analisi fattoriali ecc...
Sinceramente pur avendo io un approccio molto scientifico allo studio e piacendomi le materie scientifiche.... trovo che un approccio piu' puramente dinamico o teorico come impostazione abbia pari dignita'.. basta che uno capisca che punto di vista vuole adottare...
Ti consiglio di scaricarti dei programmi e andare in biblioteca a prendere qualche manuale di psicologia sociale, generale, dello sviluppo da consultare in modo da farti un'idea maggiore...
La psicologia nasce dalla filosofia.. non e' vero che fra le due c'e' una distanza abissale... Anzi secondo me la filosofia e' molto simile alla matematica e alla fisica come modalita' di ragionamento (non a caso i piu' grandi filosofi sono stati anche grandi matematici)...
Una cosa pero' devi tenere presente... al di la' delle possibilita' lavorative...delle varie distinzioni fra varie specializzazioni di psicologi (dello sviluppo, del lavoro, clinici, sperimentali ecc ecc ).... Lo studio della psicologia necessita di una naturale inclinazione all'essere umano, una curiosita' verso il mondo... verso il comportamento umano... verso tutto cio' che ci circonda... verso tutto cio' che osserviamo ... e' da li che nasce il taglio scientifico... dalla volonta' di capire il perche' della complessita' dellì'essere umano in tutte le sue sfaccettature..
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Johnny
è ovvio che ho usato termini semplici, non è possibile scrivere un trattato ogni volta che si risponde, e bisogna scrivere in modo che sia semplice e di facile comprensione a chi è digiuno di psicologia. Non è mia intenzione aprire un dibattito sulla parola "curare" in psicologia; volevo solamente dire che attualmente la terapia cognitivo-comportamentale, che si basa sui principi dell'apprendimento definiti "quelle robe là" dal nostro interlocutore, è attualmente quella che gode di maggior riconoscimento scientifico riguardo l'efficacia nel "trattamento" (va bene trattamento?) dei disturbi d'ansia e dell'umore.
Ma guarda non volevo che scrivessi un trattato, davvero! Ho semplicemente sottolineato il fatto che non sono d'accordo per niente con quella dichiarazione. Hai detto delle cose ben precise mi pare: secondo me non è così, semplicemente. Poi hai detto anche per la maggior parte delle psicopatologie...vabbè, sai come la penso e non voglio polemizzare affatto!;)
Io non so nemmeno se esiste qualcosa come ''un disturbo d'ansia'' per dirti, quindi...
Saluti,
Luigi
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luigi '84
Ma guarda non volevo che scrivessi un trattato, davvero! Ho semplicemente sottolineato il fatto che non sono d'accordo per niente con quella dichiarazione. Hai detto delle cose ben precise mi pare: secondo me non è così, semplicemente. Poi hai detto anche per la maggior parte delle psicopatologie...vabbè, sai come la penso e non voglio polemizzare affatto!;)
Io non so nemmeno se esiste qualcosa come ''un disturbo d'ansia'' per dirti, quindi...
Saluti,
Luigi
-->secondo me non è così, semplicemente?
Eh no ... se contesti qualcosa devi spiegare perchè non è così secondo te ...
P.S.: Pensa un pò la vita...ho letto il tuo blog Luigi, e mi sono trovata assolutamente daccordo con te per il primo articolo. Incredibile no???!!!
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Ma guarda non volevo che scrivessi un trattato, davvero! Ho semplicemente sottolineato il fatto che non sono d'accordo per niente con quella dichiarazione.
come saprai bene, è ampiamente documentato che la terapia cognitivo-comportamentale è molto efficace per i disturbi più disparati. Altri approcci non hanno questa evidenza empirica (potrebbe essere semplicemente che altri approcci -tipo quelli dinamici e giù di lì- hanno minor interesse a documentare i risultati, ma sta di fatto che altri approcci non hanno questa evidenza)
Citazione:
Io non so nemmeno se esiste qualcosa come ''un disturbo d'ansia'' per dirti, quindi...
va bè allora è inutile star qui a discutere :sbonk:
Non è certamente questa la sede per fare un discorso epistemologico sulla validità delle classificazioni diagnostiche, anche perché alla fine torneremmo al punto di partenza. Io personalmente sono un estimatore dell'approccio fenomenologico, per dirla tutta. Ma se vogliamo conoscere e trattare qualcosa, gli dobbiamo pur dare un nome. Poi lo possiamo dimenticare, ma prima lo dobbiamo "conoscere" in qualche modo. I disturbi d'ansia ti assicuro che esistono, se non hai ancora fatto il tirocinio ti consiglio di svolgerlo presso una asl o un spdc e avrai modo di appurare di persona
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luigi '84
...I filosofi che ho avuto l'onore di incontrare, anche loro, mi hanno insegnato ad ascoltare, a dubitare...ecco perchè, personalmente, e per smentire la nostra amica, non mi accontento delle risposte che mi si danno: per una questione di rispetto nei confronti del sapere, delle istituzioni scientifiche che, per quanto mi riguarda, mi hanno insegnato a non fermarmi, a non accontentarmi, mai...e dunque ad ascoltare, sempre (a parte le personali antipatie!:asd:).
Saluti,
Luigi
Questo non è smentire, ma dissentire.
Non hai smentito nessuno; stai solo pensando di essere diverso da me immaginando che io mi "fermi" a non farmi domande mentre tu ti fai tutte le domande dell'universo...(-chissà poi perchè? Ho detto l'esatto contrario...mah...vabbe..:mumble:).
Ma va bene così.
L'importante è che non passi l'idea che la psicologia oggi non sia una scienza e che sia ancora una branca della filosofia.
Mi dispiacerebbe se delle matricole leggessero questi post, si iscrivessero e poi rimanessero male quando scoprono che devono studiare anche ben altre materie.
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Johnny
va bè allora è inutile star qui a discutere :sbonk:
I disturbi d'ansia ti assicuro che esistono, se non hai ancora fatto il tirocinio ti consiglio di svolgerlo presso una asl o un spdc e avrai modo di appurare di persona
Guarda, conosco l'angoscia come le mie tasche, asl a parte. Ma non è questo il punto: cos'è l'angoscia? Quale struttura sostiene e utilizza l'angoscia? Isterica, ossessiva, psicotica? L'angoscia è ovunque e sinceramente mi riesce difficile immaginarmi un ''disturbo d'ansia'' come entità a se stante con la stessa facilità dei bla bla psichiatrici. Solo questo.
Saluti,
Luigi
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Johnny
tutte e nessuna (scegli tu la risposta così siamo sicuri che ti va bene :asd: ).
Ti ripeto, aver rispetto per il materiale umano vuol dire anche dimenticare le nostre categorie mentali e sapere quello che altri ricercatori hanno scoperto prima di noi. In TUTTE le facoltà di psicologia troverai molto materiale dal tuo punto di vista "non umano" (statistica, biologia, ecc..) perché è proprio questo uno degli aspetti che distingue la psicologia dalla filosofia. La filosofia è "amore per il sapere", la psicologia è lo "studio scientifico dei comportamenti e dei processi cognitivi", Se a te non sta bene che sia così, puoi mandare una lettera a Roma dicendo che le 30 facoltà di psicologia attualmente esistenti in Italia non servono a nulla. Forse partendo dall'Italia puoi fare una rivoluzione mondiale e far confluire la psicologia nella filosofia.
A quel punto però la filosofia vorrà trovare metodi più attendibili per "provare" le tue speculazioni, allora fonderanno di nuovo la psicologia e ricominceremmo da capo. L'hanno già fatto, nel 1879 come ti diceva l'altra utente
:eek: Quella "roba del tipo" è frutto di studi ampiamente documentati e validati scientificamente al minimo dettaglio, ed è alla base di tutta la terapia cognitivo-comportamentale. C'è gente che guarisce da attacchi di panico, fobie, depressione, dipendenze da sostanze, per "quella roba là". A te potrà sembrare una ca**ata, ma c'è voluto Pavlov (che era un fisiologo) e i suoi cani per scoprirlo, e si è preso anche un bel NOBEL per "quella roba là". Poi è arrivato Skinner e ha ampliato questi studi con i suoi topi, e su queste cose c'hanno fondato la psicologia cognitivo-comportamentale, che è attualmente la più efficace per curare quasi tutti i tipi di psicopatologia. Abbi tu in questo caso la bontà di avere rispetto per il "materiale umano" che beneficia a livello mondiale di "quella roba là", per piacere.
io ho rispetto...(e non hai la minima idea delle persone con cui ho avuto (e ho tuttora) a che fare...e quando parli di attacchi di panico/ fobie /depressione so quindi di cosa parliamo...
semplicemente io da essere umano prima ancora di conoscere questi tizi e leggere dei loro esperimenti sui libri analizzando e facendo ipotesi sono arrivato alla loro stessa conclusione...poi leggendo su carta ne ho avuto la conferma...
loro hanno solo il merito di essere nati prima di noi...
alla fine è quello che sto dicendo io...porti l'acqua al mio mulino...
uno psicologo che non sa analizzare, porre dei dubbi, creare, trasformare anche ciò che ha studiato per trovare anche soluzioni e risposte nuove...e psicologo solo a metà...
poi magari arriva allo stesso punto in cui sono arrivati già altri...
ma io piuttosto di uno psicologo che è semplicemente infarcito e che intellettualmente non ha provato a fare qualche congettura su ciò che ha studiato, preferisco quello ch qualche domanda se l'è posta...
non so quanto rispetto si ha per il materiale umano se ci si limita ad "applicare" senza cercare nuove soluzioni (anche)...
per fortuna tu stesso hai detto che la psicologia si basa sul metodo scientifico...e la scienza si basa sulla "ricerca" continua...ricerca per andare oltre le consocenze attuali e trovare nuove soluzioni e risposte ai nostri problemi...
altrimenti saremmo ancora fermi e stazionari...
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Johnny
è ovvio che ho usato termini semplici, non è possibile scrivere un trattato ogni volta che si risponde, e bisogna scrivere in modo che sia semplice e di facile comprensione a chi è digiuno di psicologia. Non è mia intenzione aprire un dibattito sulla parola "curare" in psicologia; volevo solamente dire che attualmente la terapia cognitivo-comportamentale, che si basa sui principi dell'apprendimento definiti "quelle robe là" dal nostro interlocutore, è attualmente quella che gode di maggior riconoscimento scientifico riguardo l'efficacia nel "trattamento" (va bene trattamento?) dei disturbi d'ansia e dell'umore.
1- il quele robe là" era voluto...
ho già ribadito una volta che di libri di psicologia e psicologi a grandi linee ne ho letti e dunque non sono uno disinteressato alla materia di cui parla...non ho conoscenze approfondite, ma e grazie all'analisi che faccio e grazie ai libri che ho letto che mi hanno confermato certe cose e plasmato altre, parlo di certe cose...
la terapia cognitivo-comportamentale senza dover essere uno studente di psicologia sono il primo a dire che è ultrautile ed io stesso sono il primo a dire che per certi problemi (fobie varie, fobia sociale, disturbo evitante ad esempio...ecc...ecc...) è ottima...
e anzi sono il primo a dire che è ottima per essere utilizzata anche per superare piccoli limiti che qualcuno può avere...
io stesso per tanti motivi parto da una personalità complessa e con dei limiti che via via ho cercato di superare (e se ce l'ho fatta è grazie ad un approccio alla mia psiche di un certo tipo...)...sono arrivato al punto quasi di "rieducarla"...
e...leggendo terapie cognitive-comportamentali di psicologi vari messi su carta mi son reso conto che procedevano spesso e volentieri esattamente come procederei io...e hanno applicato piccole soluzioni che applicherei io (e che ho applicato anche su me stesso per superare grandi limiti che avevo)...
x luigi: sono d'accordo in tutto ciò che hai detto...eccetto appunto il fatto che se parlo di certe cose, ovviamente non le conosco approfonditamente, ma appunto anche grazie alla mia grande passione non ne sono completamente ignorante...
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Duccio
Ciao Marco non ho letto tutta la discussione che era davvero lunga e molto argomentata... ti consiglio comunque di fare bene le tue valutazioni e riflessioni...
A Firenze il taglio e' decisamente biomedico con la "svalutazione" di tutto cio' che e' dinamico, analitico e freudiano... Ci sono esami di filosofia, sociologia.. ma e' piu' per cultura generale che per necessita' formativa ...
Anche gli esami che sono maggiormente discorsivi e "teorici" che potrebbero essere psicologia dello sviluppo, psicologia sociale, psicologia dei gruppi, psicologia degli atteggiamenti.. in realta' si.. hanno una base discorsiva e di teorie... ma puntano tutto sulla dimostrazione delle stesse tramite esperimenti... quindi molto difficilmente leggerai un libro con disquisizioni e puro esercizio teorico... ma fra un discorso e l'altro.. fra una teoria e l'altra spunteranno chi quadri, varianze, analisi fattoriali ecc...
Sinceramente pur avendo io un approccio molto scientifico allo studio e piacendomi le materie scientifiche.... trovo che un approccio piu' puramente dinamico o teorico come impostazione abbia pari dignita'.. basta che uno capisca che punto di vista vuole adottare...
Ti consiglio di scaricarti dei programmi e andare in biblioteca a prendere qualche manuale di psicologia sociale, generale, dello sviluppo da consultare in modo da farti un'idea maggiore...
La psicologia nasce dalla filosofia.. non e' vero che fra le due c'e' una distanza abissale... Anzi secondo me la filosofia e' molto simile alla matematica e alla fisica come modalita' di ragionamento (non a caso i piu' grandi filosofi sono stati anche grandi matematici)...
Una cosa pero' devi tenere presente... al di la' delle possibilita' lavorative...delle varie distinzioni fra varie specializzazioni di psicologi (dello sviluppo, del lavoro, clinici, sperimentali ecc ecc ).... Lo studio della psicologia necessita di una naturale inclinazione all'essere umano, una curiosita' verso il mondo... verso il comportamento umano... verso tutto cio' che ci circonda... verso tutto cio' che osserviamo ... e' da li che nasce il taglio scientifico... dalla volonta' di capire il perche' della complessita' dellì'essere umano in tutte le sue sfaccettature..
ti ringrazio sia per i consigli e sia sul tuo punto di vista...
si effettivamente anche secondo me a vederla bene le cose stanno così e ovviamente tutto nasce per il mio interesse per la conoscenza e quindi per conoscere al meglio anche l'essere umano nella sua complessità..
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luigi '84
Guarda, conosco l'angoscia come le mie tasche, asl a parte. Ma non è questo il punto: cos'è l'angoscia? Quale struttura sostiene e utilizza l'angoscia? Isterica, ossessiva, psicotica? L'angoscia è ovunque e sinceramente mi riesce difficile immaginarmi un ''disturbo d'ansia'' come entità a se stante con la stessa facilità dei bla bla psichiatrici. Solo questo.
Saluti,
Luigi
infatti io non stavo parlando di angoscia (che può avere un significato esistenziale ecc..), ma di "ansia". In particolare dei "disturbi d'ansia", ossia quei quadri psicopatologici in cui l'ansia è la manifestazione principale e comporta sofferenza o/o limitazioni e compromissione nella vita sociale, privata, lavorativa. Questi 2 aspetti (sofferenza e/o compriomissione) distinguono un disturbo da ciò un disturbo non è.
Non ho mai detto che stavo parlando specificatamente di ansia che si manifesta in un disturbo istrerico, ossessivo, psicotico, ecc...A questo punto anche io potrei rdirti: l'esteria non esiste, è un'invenzione dell'800, poiché quella che nell'800 era definita "isteria" oggi si chiama in modo diverso, ed è stata spezzettata in tanti disturbi diversi (che fanno parte, appunto, dei disturbi d'ansia e di personalità). Nè ho detto che intendo il "disturbo d'ansia come entità a sé stante", questo lo hai aggiunto tu.
Sappiamo che l'ansia è un costrutto (notare "costrutto") bidimensionale, che comprende aspetti somatici (legati al s..n.) e cognitivi (senso di preoccupazione, apprensione, ecc...); se questa "ansia" raggiunge livelli eccessivi può essere a ragione definito un "disturbo", perché di fatto disturba la vita del soggetto. Non c'è tanto da girarci intorno.
Possiamo certamente riflettere sul valore "esistenziale" dell'ansia, sul significato che essa esprime, ecc..ma sta di fatto che, se l'ansia raggiunge livelli eccessivi, possiamo definirla "disturbo d'ansia", al di là dell'approccio teorico
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Riferimento: facoltà più umanistica?
marco, sinceramente, a me sembri un po' presuntuoso.
Sei pieno di pregiudizi sulla psicologia (i classici pregiudizi dovuti all'ignoranza....la psicologia non è una scienza, non credo alla psicologia, siamo tutti psicologi, gli psicologi analizzano le persone per strada...le solite cose che ti dicono quando scoprono che studi psicologia). L'ignoranza non è una colpa, anzi tutti siamo ignoranti, quel che è irritante è che non fai nulla per diminuire questa ignoranza e anzi non accetti pareri da chi ne sa più di te sull'argomento.
Poi se chiedi delle cose senza la volontà di confrontarti (come hai scritto qualche pagina fa) e non vuoi ascoltare chi esce dai tuoi schemi, trovo anche inutile rispondere, infatti qeusto sarà il mio ultimo post.
Citazione:
io ho rispetto...(e non hai la minima idea delle persone con cui ho avuto (e ho tuttora) a che fare...e quando parli di attacchi di panico/ fobie /depressione so quindi di cosa parliamo...
semplicemente io da essere umano prima ancora di conoscere questi tizi e leggere dei loro esperimenti sui libri analizzando e facendo ipotesi sono arrivato alla loro stessa conclusione...poi leggendo su carta ne ho avuto la conferma...
loro hanno solo il merito di essere nati prima di noi...
non ho idea delle persone hai incontrato tu, ma ciò non aumenta l'autorevolezza delle tue affermazioni, altrimenti uno solo per aver incontrato la Regina dovrebbe avere sempre ragione...per fortuna non è così.
rispondo con un battuta per sdrammatizzare, perché se faccio un discorso serio tu lo sminuirai:
« Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima. » - B. Munari
come ultima cosa, posto wikipedia alla voce "psicologia" perchè forse tra le tante letture potrebbe esserti sfuggila la più importante..nell'ultima parte c'è anche una breve disamina sulle critiche alla scientificità della psicologia e sul perché esse non hanno consistenza
http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia
buona fortuna
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marco-89
Facciamo una scommessa Patrizia? che tu non darai alla psicologia nulla di più di quanto non si era a conoscenza prima di te?
che una volta che non ci sarai più (spero per te tra almeno 80-90 anni) non ci sarai su alcun libro, da nessuna parte, con alcuna deduzione già non conosciuta?
scommettiamo
Io senza farmi prendere da tante manie di grandezza sarei gia' felicissima e soddisfatta se quando arrivero' alla fine dei miei giorni potro' dire di essere stata una BUONA terapeuta, anche senza essere divenatata "famosa", anche senza aver dato alla psicologia nulla di piu' di quanto non si era gia' a conoscenza. E credimi Marco, se riusciro' almeno ad essere una buona terapeuta allora la mia scelta di vita avra' gia' avuto un senso....
Edit: E questo non significa non porsi dubbi o non trasformare cio' che altri hanno studiato...
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Riferimento: facoltà più umanistica?
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Johnny
anche io potrei rdirti: l'esteria non esiste, è un'invenzione dell'800, poiché quella che nell'800 era definita "isteria" oggi si chiama in modo diverso, ed è stata spezzettata in tanti disturbi diversi (che fanno parte, appunto, dei disturbi d'ansia e di personalità).
Ma questo perchè, essendosi persa l'ottica strutturale, si crede che l'isteria sia scomparsa. E invece cambia l'aspetto 'storico' laddove la struttura rimane pressochè invariata: questo secondo la psicoanalisi. Secondo la psichiatria vabbè...i soliti giri infiniti che non spiegano nulla.
Citazione:
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Johnny
Sappiamo che l'ansia è un costrutto (notare "costrutto") bidimensionale, che comprende aspetti somatici (legati al s..n.) e cognitivi (senso di preoccupazione, apprensione, ecc...); se questa "ansia" raggiunge livelli eccessivi può essere a ragione definito un "disturbo", perché di fatto disturba la vita del soggetto.
Questo lo sa anche mio nonno, ma che centra con l'interpretazione dell'angoscia? L'angoscia è una funzione dell'Io, secondo il più tardo Freud, che indica lo sgretolamento di un compromesso che si credeva perfetto (isteria d'angoscia, per esempio). Essa ha ancora un significato nella nevrosi ossessiva. Un altro nella psicosi schizofrenica che si manifesta spesso come angoscia di annientamento, di disgregazione: qui si riproduce una esperienza antichissima in cui verosimilmente non erano nemmeno presenti o organizzati i ''contenitori' per quei travagli biologici, corporei, indifferenziati, che fanno del bambino un essere polimorfo e bisognoso di ancoraggi materni (reverie).
Citazione:
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Johnny
Possiamo certamente riflettere sul valore "esistenziale" dell'ansia, sul significato che essa esprime, ecc..ma sta di fatto che, se l'ansia raggiunge livelli eccessivi, possiamo definirla "disturbo d'ansia", al di là dell'approccio teorico
Ma io non riflettevo affatto sul valore 'esistenziale' dell'ansia: la chiamo angoscia perchè mi piace di più!:)
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Riferimento: facoltà più umanistica?
Infatti Chiara, credo che tutta la discussione sia nata proprio da questo.
L'dea di un ventenne di iscriversi all'università perchè è convinto di dare un contributo eccezionale alla materia la trovo tenera (essendo io molto più grande).
Di per sè non è un'idea negativa, a patto che non diventi presunzione.
Nel senso che se una persona pensa di poterlo fare con umità, quell'umiltà che porta ad imparare nuove cose, allora è una cosa positiva.
Ovviamente, qualsiasi sia la sua futura idea rivoluzionaria, essa dovrà essere dimostrata.
Non basta pensarla. Deve avere una valenza scientifica, deve essere riproducibile a determinate condizioni e bisogna studiare cosa si è scoperto e detto in passato e come fare per dimostrare una teoria.
Si, mi rendo conto che così è più difficile.
Duccio ha detto che molti filosofi erano anche matematici. Certo.
Ma qui il problema che ci pone Marco non è questo. Almeno così ci sta facendo pensare quello che scrive.
Perchè Marco non accetta di piegarsi all'idea che nella psicologia si usa il metodo scientifico e non solo il ragionamento astratto?
Secondo me per due motivi:
Il primo è che è indubbiamente affascinante difendere le proprie idee in una sede come questa, magari con un pizzico di presunzione tipica della sua giovane età. E questo è il motivo per cui tutti gli stiamo ancora rispondendo. E' piacevole per tutti esprireme le proprie idee e confrontarle con gli altri.
Il secondo motivo che vedo è meno "nobile" del primo. E' che Marco potrebbe essere un pò pigro. Più che altro è un dubbio.
Accettare di fare un percorso con umiltà ed imparare dagli altri (non parlo solo di noi, ma anche dai professori, dagli altri studenti, dai libri, ecc..) PRIMA di maturare le tue idee in proposito alla psicologia, è un'operazione che evidentemente gli costa parecchio.
Quasi tutti gli studenti si che affacciano al primo anno sono convinti di diventare i nuovi psicologi del secolo.
Non è una novità. Poi però cominciano a capire che prima di parlare di qualcosa, devono studiarla.
Marco, tu sei entrato qui e ci hai chiesto se il corso di psicologia sociale ha un taglio umanistico, ti abbiamo chiesto cosa intendessi e tu hai chiesto se si studiava molta filosofia o no. Ti abbiamo risposto che se ne studia pochina e tu ci hai attaccato un pippone sul fatto che è sbagliato, cercando di dimostrarci che le cose sarebbero legate da un legame indissolubile.
Ci dispiace che non sia quello che ti aspettavi, ma in definitiva non è mica colpa nostra e non puoi convincerci che le cose dovrebbero andare diversamente perchè a te non sta bene.
Dovevi nascere nell'ottocento, dove (come ha giustamente detto Johnny) si poteva inventare una malatti come l'isteria che oggi non esiste perchè la scienza è andata molto più avanti.
Le motivazioni per studiare psicologia sono diverse per ognuno di noi. C'è chi vuole aiutare gli altri e per farlo deve impadronirsi di tecniche, teorie e metodi e c'è chi si sente di dare qualcosa di nuovo.
Per questo non mi sono offesa quando mi hai detto quelle cose (io non darò mai nessun approto alla psicologia, ecc..), a parte il fatto che ti ho provocato io per frati avere una reazione reale e non filosofeggiante.
Io voglio aiutare gli altri, non diventare un premio nobel. Ma, Marco, sono due cose diverse, non in competizione. Non è che una è meglio dell'altra.
Attento a porti obiettivi così alti ancora prima di vedere se questa materia ti piace, fa per te, ecc..
Le illusioni positive fanno bene alla nostra autostima, ma non devono essere illogiche o irrangiungibili, altrimenti si rischia di essere delusi da noi stessi.
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[QUOTE=marco-89;2320345]ma e grazie all'analisi che faccio e grazie ai libri che ho letto che mi hanno confermato certe cose e plasmato altre, parlo di certe cose...[QUOTE]
Si vabbè, dai...ma analisi de che?! Suvvia...psicoanalisi? Sarai un mistico? Eh...l'adolescenza...:rolleyes:
[QUOTE=marco-89;2320345]la terapia cognitivo-comportamentale senza dover essere uno studente di psicologia sono il primo a dire che è ultrautile ed io stesso sono il primo a dire che per certi problemi (fobie varie, fobia sociale, disturbo evitante ad esempio...ecc...ecc...) è ottima...[QUOTE]
Ma chi te l'ha detto a te?! Ma sai almeno di che stai parlando? ''fobie varie''...che sono? ''Disturbo evitante'' de che?? Per favore dai...non dire cose che non ti competono: rimani sul livello del tuo personale dubbio-desiderio ma non benedire terapie cognitive, comportamentali, come se fossi un clinico consumato...non ti fa onore...
[QUOTE=marco-89;2320345]leggendo terapie cognitive-comportamentali di psicologi vari messi su carta mi son reso conto che procedevano spesso e volentieri esattamente come procederei io...[QUOTE]
(su questo non posso totalmente darti torto!:asd:)
Saluti,
Luigi
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Patrizia67
si poteva inventare una malatti come l'isteria che oggi non esiste perchè la scienza è andata molto più avanti.
L'isteria non esiste perchè la scienza è andata avanti...quasi incredibile...:sbonk:
Meglio Gaber...:''Isteria, per piccina che tu sia, siam rimasti solo io e te, amica mia...'':asd:
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
luigi '84
L'isteria non esiste perchè la scienza è andata avanti...quasi incredibile...:sbonk:
Meglio Gaber...:''Isteria, per piccina che tu sia, siam rimasti solo io e te, amica mia...'':asd:
Saluti,
Luigi
Beh..che commento mi aspettavo da uno che chiama un disturbo d'ansia angoscia perchè "gli piace di più"? :asd:
Ma come reagivano i tuoi professori agli esami quando la chiamavi angoscia perchè ti era più congeniale?
Ammesso che tu abbia mai fatto un esame di psicologia.
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Originalmente inviato da
luigi '84
L'isteria non esiste perchè la scienza è andata avanti...quasi incredibile...:sbonk:
Meglio Gaber...:''Isteria, per piccina che tu sia, siam rimasti solo io e te, amica mia...'':asd:
Saluti,
Luigi
quella scritta da me era ovviamente una provocazione: se dici che "non sei sicuro che esista qualcosa che si chiama disturbi d'ansia" , perché dovremmo essere sicuri che esiste qualcosa che si chiama isteria?
Citazione:
Johnny Sappiamo che l'ansia è un costrutto (notare "costrutto") bidimensionale, che comprende aspetti somatici (legati al s..n.) e cognitivi (senso di preoccupazione, apprensione, ecc...); se questa "ansia" raggiunge livelli eccessivi può essere a ragione definito un "disturbo", perché di fatto disturba la vita del soggetto.
Luigi 84 Questo lo sa anche mio nonno, ma che centra con l'interpretazione dell'angoscia? L'angoscia è una funzione dell'Io, secondo il più tardo Freud,
no, tuo nonno non lo sapeva, perché la formulazione dell'ansia come costrutto bidimensionale lo dibbiamo alla Psicologia Cognitiva, perché in base alle evidenze cliniche si è scoperto che i pazienti mostravano qusti 2 aspetti. Ed è su questi aspetti che si basa l'intervento terapeutico (mi riferisco all'ambito cognitivista ovviamente).
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Originalmente inviato da
Patrizia67
Ammesso che tu abbia mai fatto un esame di psicologia.
Oh si si, tanti...purtroppo!:approved:
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Patrizia67
L'dea di un ventenne di iscriversi all'università perchè è convinto di dare un contributo eccezionale alla materia la trovo tenera (essendo io molto più grande).
Mah...io non la trovo nemmeno tenera. Semplicemente e' normale ad una certa eta'. I miei amici/colleghi piu' avanti che gia' lavorano sul campo ogni tanto su questo si divertono a prendermi in giro..."Anche noi all'inizio volevamo salvare il mondo. Poi ci siamo ridimensionati!"
Ma questo non vuol dire rassegnarsi bada bene...
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Originalmente inviato da
Johnny
marco, sinceramente, a me sembri un po' presuntuoso.
Sei pieno di pregiudizi sulla psicologia (i classici pregiudizi dovuti all'ignoranza....
la psicologia non è una scienza, non credo alla psicologia, siamo tutti psicologi, gli psicologi analizzano le persone per strada...le solite cose che ti dicono quando scoprono che studi psicologia). L'ignoranza non è una colpa, anzi tutti siamo ignoranti, quel che è irritante è che non fai nulla per diminuire questa ignoranza e anzi non accetti pareri da chi ne sa più di te sull'argomento.
Poi se chiedi delle cose senza la volontà di confrontarti (come hai scritto qualche pagina fa) e non vuoi ascoltare chi esce dai tuoi schemi, trovo anche inutile rispondere, infatti qeusto sarà il mio ultimo post.
non ho idea delle persone hai incontrato tu, ma ciò non aumenta l'autorevolezza delle tue affermazioni, altrimenti uno solo per aver incontrato la Regina dovrebbe avere sempre ragione...per fortuna non è così.
rispondo con un battuta per sdrammatizzare, perché se faccio un discorso serio tu lo sminuirai:
« Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima. » - B. Munari
come ultima cosa, posto wikipedia alla voce "psicologia" perchè forse tra le tante letture potrebbe esserti sfuggila la più importante..nell'ultima parte c'è anche una breve disamina sulle critiche alla scientificità della psicologia e sul perché esse non hanno consistenza
Psicologia - Wikipedia
buona fortuna
io non ho mai detto che la psicologia non è una scienza....ho detto che semplicemente non è solo scienza dal mio punto di vista...per prima cosa...
in secondo luogo non sia mai che si incontra la Regina e si ha sempre ragione, ma se devo sentire pareri a riguardo di certi argomenti poi è ovvio che anch'io ho un'idea a riguardo; come è ovvio che tra un parere di qualche studente di psicologia (dunque nessun Einstein, Freud, Milton Erickson del nuovo millennio, ma una persona che come tante ha studiato...nè più nè meno) o neopsicologo che NON condivido pienamente e il parere di qualche professore che ha studiato e filosofia e psicologia, letture di psicologi ben più esperti, ..beh preferisco affidarmi ai secondi...magari con l'aggiunta della mia opinione a riguardo...
La volontà di confrontarsi per voi è una concezione molto particolare:...perchè a quanto vedo siete pure voi pronti a confrontartvi solo con chi la pensa come voi....e davanti ad un "luigi qualsiasi" che la pensa differentemente il vostro confronto si riduce ad un "ti sbagli..." --> questo si deduce dalle vostre parole...
c'è una cosa che condivido...una frase...non c'è alcun filosofo/psicologo/psicoterapeuta a sto mondo che per diventare tale non è un pizzico egoista/egocentrico e non pensa di aver ragione più degli altri (per quanto poi è pronto ad ascoltare gli altri...)
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Riferimento: facoltà più umanistica?
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Patrizia67
Infatti Chiara, credo che tutta la discussione sia nata proprio da questo.
L'dea di un ventenne di iscriversi all'università perchè è convinto di dare un contributo eccezionale alla materia la trovo tenera (essendo io molto più grande).
Di per sè non è un'idea negativa, a patto che non diventi presunzione.
Nel senso che se una persona pensa di poterlo fare con umità, quell'umiltà che porta ad imparare nuove cose, allora è una cosa positiva.
Ovviamente, qualsiasi sia la sua futura idea rivoluzionaria, essa dovrà essere dimostrata.
Non basta pensarla. Deve avere una valenza scientifica, deve essere riproducibile a determinate condizioni e bisogna studiare cosa si è scoperto e detto in passato e come fare per dimostrare una teoria.
Si, mi rendo conto che così è più difficile.
Duccio ha detto che molti filosofi erano anche matematici. Certo.
Ma qui il problema che ci pone Marco non è questo. Almeno così ci sta facendo pensare quello che scrive.
Perchè Marco non accetta di piegarsi all'idea che nella psicologia si usa il metodo scientifico e non solo il ragionamento astratto?
Secondo me per due motivi:
Il primo è che è indubbiamente affascinante difendere le proprie idee in una sede come questa, magari con un pizzico di presunzione tipica della sua giovane età. E questo è il motivo per cui tutti gli stiamo ancora rispondendo. E' piacevole per tutti esprireme le proprie idee e confrontarle con gli altri.
Il secondo motivo che vedo è meno "nobile" del primo. E' che Marco potrebbe essere un pò pigro. Più che altro è un dubbio.
Accettare di fare un percorso con umiltà ed imparare dagli altri (non parlo solo di noi, ma anche dai professori, dagli altri studenti, dai libri, ecc..) PRIMA di maturare le tue idee in proposito alla psicologia, è un'operazione che evidentemente gli costa parecchio.
Quasi tutti gli studenti si che affacciano al primo anno sono convinti di diventare i nuovi psicologi del secolo.
Non è una novità. Poi però cominciano a capire che prima di parlare di qualcosa, devono studiarla.
Marco, tu sei entrato qui e ci hai chiesto se il corso di psicologia sociale ha un taglio umanistico, ti abbiamo chiesto cosa intendessi e tu hai chiesto se si studiava molta filosofia o no. Ti abbiamo risposto che se ne studia pochina e tu ci hai attaccato un pippone sul fatto che è sbagliato, cercando di dimostrarci che le cose sarebbero legate da un legame indissolubile.
Ci dispiace che non sia quello che ti aspettavi, ma in definitiva non è mica colpa nostra e non puoi convincerci che le cose dovrebbero andare diversamente perchè a te non sta bene.
Dovevi nascere nell'ottocento, dove (come ha giustamente detto Johnny) si poteva inventare una malatti come l'isteria che oggi non esiste perchè la scienza è andata molto più avanti.
Le motivazioni per studiare psicologia sono diverse per ognuno di noi. C'è chi vuole aiutare gli altri e per farlo deve impadronirsi di tecniche, teorie e metodi e c'è chi si sente di dare qualcosa di nuovo.
Per questo non mi sono offesa quando mi hai detto quelle cose (io non darò mai nessun approto alla psicologia, ecc..), a parte il fatto che ti ho provocato io per frati avere una reazione reale e non filosofeggiante.
Io voglio aiutare gli altri, non diventare un premio nobel. Ma, Marco, sono due cose diverse, non in competizione. Non è che una è meglio dell'altra.
Attento a porti obiettivi così alti ancora prima di vedere se questa materia ti piace, fa per te, ecc..
Le illusioni positive fanno bene alla nostra autostima, ma non devono essere illogiche o irrangiungibili, altrimenti si rischia di essere delusi da noi stessi.
ma guardate che io non ho mai affermato che nella psicologia non si usa il metodo scientifico...queste sono vostre deduzioni errate...
io ho semplicemente detto che il metodo scientifico è una parte (per quanto grande della psicologia)...
il metodo scientifico è l'aspetto pratico, ma dietro ci sta anche altro...e tra quell'altro pure il "puro ragionamento"...che prima o poi viene trasformato in pratica...
Io ho aperto un thread che non chiede "scusate...ma la psicologia è scientifica o è filosofia?"...ma è un thread che dice "dal momento che per me la psicologia seppur scientifica poi ha conseguenze anche di ordine filosofico/esistenziale...dal momento che amo molto anche questo aspetto filosofico/esistenziale e mi dispiacerebbe non tenerlo più in considerazione c'è qualche facolta che ne tiene più considerazione?
C'è qualche facoltà che percorre i vari metodi, che ci ragiona sopra, che considera Freud, psicanalisi ampliamente senza trascurare troppo certi aspetti, ha diversi esami integrativi della serie Filosofia del linguaggio, che oltre a farti esami su esami di statistica, biologia, genetica ha anche esami del tipo filosofia della scienza, storia della filosofia,logica e filosofia della mente ecc..ecc..
Io non voglio diventare premio nobel...semplicemente conoscere la psiche umana e l'esistenza al meglio...premio nobel o senza premio nobel..
è una cosa che farei anche non esistesse l'università, una cosa che farei anche senza probabilmente studiare psicologia...
sarei uno di quelli che mentre studia filosofia contemporaneamente prende in biblioteca il libro di psicologia e di pari passo se lo legge sino in fondo...
L'obiettivo qui non è diventare famosi o meno...è conoscere più che si può la mente e la struttura su cui si fonda...
e una volta fatto questo (che dal mio punto di vista è un percorso che non ha fine e che dura tutta l'esistenza--> tanto la filosofia e tanto la psicologia hanno ancora molti interrogativi a cui rispondere e ne troveranno altri) fare la medesima cosa in contemporanea traslitterando il "problema" sull'esistenza umana e le sue domande anche dal punto di vista filosofico...
E questo è un obiettivo tutto fuorchè alto...è rendersi conto anzi che per quanto si sa c'è un tassello che ancora forse non si conosce...
ma nonostante questo non ci si ferma...
dunque...no...non mi accontenterò (se sarà la mia strada quella di studiare psicologia "ufficialmente" e non solo per "hobby") di diventare un "BUON terapeuta"...perchè un "buon terapeuta" per me non deve semplicemente "accontentarsi" MAI...come non lo deve fare un buon medico e/o scienziato...
ma deve essere consapevole e felice di ciò che già sa, ma con il costante bisogno di migliorarsi e conoscere altro, cercare altre soluzioni...
cosa significa "accontentarsi"...accontentarsi quando si parla di psiche umana poi?...quando parli di conoscenza?
la conoscenza è tutto fuorchè accontentarsi...non troverai da nessuna parte uno scienziato/medico/psicoterapeuta/psichiatra di "livello" che si "accontenti"...dentro di sè sentirà il bisogno sempre di approdare a qualcosa di nuovo, più significativo, più utile per la nostra esistenza, la nostra sete di sapere ecc..ecc...
E prima ho detto "lo dico con egocentrismo/egoismo/presunzione"...ma è presunzione che deriva proprio da umiltà....dalla consapevolezza che ancora l'uomo può andare avanti...e dunque non si DEVE fermare, non deve accontentarsi...con umiltà, ma deve con DETERMINAZIONE e forse pure PRESUNZIONE di andare lì dove nessuno prima mai ha provato, andare oltre...e non è un caso se la scienza negli ultimi 50-100 anni ha avuto un'impennata così forte...
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[QUOTE=luigi '84;2320388][QUOTE=marco-89;2320345]ma e grazie all'analisi che faccio e grazie ai libri che ho letto che mi hanno confermato certe cose e plasmato altre, parlo di certe cose...[QUOTE]
Si vabbè, dai...ma analisi de che?! Suvvia...psicoanalisi? Sarai un mistico? Eh...l'adolescenza...:rolleyes:
[QUOTE=marco-89;2320345]la terapia cognitivo-comportamentale senza dover essere uno studente di psicologia sono il primo a dire che è ultrautile ed io stesso sono il primo a dire che per certi problemi (fobie varie, fobia sociale, disturbo evitante ad esempio...ecc...ecc...) è ottima...[QUOTE]
Ma chi te l'ha detto a te?! Ma sai almeno di che stai parlando? ''fobie varie''...che sono? ''Disturbo evitante'' de che?? Per favore dai...non dire cose che non ti competono: rimani sul livello del tuo personale dubbio-desiderio ma non benedire terapie cognitive, comportamentali, come se fossi un clinico consumato...non ti fa onore...
[QUOTE=marco-89;2320345]leggendo terapie cognitive-comportamentali di psicologi vari messi su carta mi son reso conto che procedevano spesso e volentieri esattamente come procederei io...
Citazione:
(su questo non posso totalmente darti torto!:asd:)
Saluti,
Luigi
ribadisco un concetto...tu fai esattamente la stessa cosa...come anche gli altri..
la verità è una...parlare lo possono fare tutti...
ma non certe capacità e certa determinazione non sono cosa di tutti...
Eh su certe cose so più di quanto scrivo...ribadisco...non so "etichettare" tutto per filo e per segno (ed è una cosa che avverrà con lo studio se sarà...), ma a qualche studente di psicologia più che leggere roba altrui farebbe bene ragionarci anche sopra...
ripeto...il compito dell'uomo non è solo soffermarsi su ciò che già sa...ma andare oltre...ciò che già sa deve servire per andare oltre...
non dobbiamo essere solo nani su spalle di giganti....ma uomini su spalle di altri uomini...
ed è questo che ci insegna la scienza che in questo thread in tanti hanno dimstrato di amare così tanto, ma solo come semplici "meccanici" di essa...ma...imparate ad essere "ingegneri"...imparate non soltanto a riparare, ma a ragionarci sopra...a creare a vostra volta...soprattutto dopo aver studiato così a lungo e poter disporre di strumenti che tanti altri non hanno...
la "cultura" (che sia filosofia, che sia umanistica, scientifica, artistica...) come semplice copertina è del tutto inutile...è utile quando decidi di fare oltre la copertina del libro, le pagien del libro stesso scrivendo cose interessanti e magari anche nuove...
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Originalmente inviato da
Patrizia67
Beh..che commento mi aspettavo da uno che chiama un disturbo d'ansia angoscia perchè "gli piace di più"? :asd:
Ma come reagivano i tuoi professori agli esami quando la chiamavi angoscia perchè ti era più congeniale?
Ammesso che tu abbia mai fatto un esame di psicologia.
guarda che alla fin fine non ha tutti i torti...ora "filosoficamente" parlando...
se hai davvero in mente di ciò di cui stai parlando e poi tanto per "ciarlare" lo chiami gatto anzichè cane poco importa...magari non ti intenderai bene con l'altro, ma davanti ai tuoi occhi apparirà la figura del cane e non del gatto...
trovi ridicolo dunque collegare la "cultura"/conoscenze ai termini che più gli aggradano...soprattutto in un posto come è un forum su internet...
un conto è se si è ad un esame o un colloquio e si deve far comprendere all'altro ciò di cui si parla, un conto è nella quotidianità...
personalmente non mi piace nemmeno a me ad esempio il termine disturbo d'ansia...e....se per certi versi è corretto per altri non mi piace affatto...
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Cmq io volevo fare portare una riflessione che sento di dover condividere...
Noi (mi arrogo il diritto e forse anche la presuzione di parlare al plurare dato che con una certa sicurezza penso di poterlo fare) tendiamo un po' a mettere le mani avanti un po' come se avessimo sempre la coda di paglia su questi argomenti...
Un po' tutti abbiamo amici, conoscenti, parenti che ci dicono ogni giorno che la psicologia non e' una scienza, che e' aria fritta.. che siamo tutti un po' psicologi... sentiamo parlare (e spesso ci arrabbiamo) il Raffaele Morelli di turno che ci dice in qualita' di psicoterapeuta chiamato in causa dal Costanzo di turno... che per far si che vi sia una ottimale elaborazione del lutto "bisogna stare vicino alla persona.. ma ne' troppo asfissianti ne' troppo distanti,.. in una giusta misura".,..(e sticazzi aggiungo io.. per dire sta stronzata la terza elementare basta)... il che avvalora il giudizio popolare per cui siamo tutti un po' psicologi se uno come Morelli dice cose di questo tipo... Tutti coloro che sono laureati in discipline scientifiche come matematica, ingegneria, medicina ecc vedono la psicologia non come una scienza e cascano dalle nuvole quando scoprono che studiano diverse materie come statistica, psicometria, psicofisiologia ecc ecc... Tutto cio' ci porta ad essere particolarmente rigidi nei confronti di chi "osa" mettere in dubbio la scientificita' della disciplina che studiamo..... Questo ha fatto si pero' che forse (mia sensazione quando parlo o mi confronto con molte persone che si definiscono metodologi, ricercatori nell'ambito della psicologia ecc piu' che psicologi) si e' un po' perso di vista il soggetto della nostra disciplina.. ovvero l'uomo che per definizione e' unico e mal si inserisce in statistiche, medie, varianze ecc...
Nel senso che mi sembra che con tutto questo scientismo a volte esasperato si perda un po' di vista il soggetto e la sua individualita'....
E' tutto molto giusto e corretto.. dare valore allo studio metodologico e neuroscientifico per acquisire quella valenza e quel rigore empirico... pero' non dobbiamo neanche fare l'errore di voler mettere allo stesso pari la psicologia con la medicina o con l'ingegneria....
Insomma direi che c'e' una certa differenza... soprattutto perche' va a cozzare con l'individualita' dell'essere umano che a differenza di contruzioni di ponti, progetti di meccanica ecc... non puo' sottostare sempre a regole e a leggi ferree e rigorose come mi pare molti studiosi della psicologia da un punto di vista piu' scientifico metodologico vorrebbero.... Quindi si la psicologia e' una scienza (o meglio pseudoscienza) che si avvale di strumenti e studi probabilistici e statistici che per definizione non sono (e non potranno mai esserlo) esatti... quindi secondo me bisognerebbe anche un po' riflettere sull'importanza di una certa elaborazione teorica, dinamica, umanistica... senza ridurre lo studio del comportamento umano ad una serie rigida di norme, regole e statistiche...
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Originalmente inviato da
marco-89
...dunque...no...non mi accontenterò (se sarà la mia strada quella di studiare psicologia "ufficialmente" e non solo per "hobby") di diventare un "BUON terapeuta"...perchè un "buon terapeuta" per me non deve semplicemente "accontentarsi" MAI...come non lo deve fare un buon medico e/o scienziato...
Arieccoci con la presunzione. Ehhh....
Marco, in tutta onestà, pensi davvero che SOLO TU nell'universo non ti accontenterai e continuerai a studiare e farti domande che nessun umano si è mai fatto?
Pensi davvero che essere un BUON TERAPEUTA significhi accontentarsi e non farsi più domande, cercare di aggiornarsi, continuare a studiare, andare ai seminari, scoprire cose nuove?
Se è così, MA CHI TE LO HA DETTO??
Dimmi dove sta scritto che un essere un buon terapeuta significa che bruci i libri, chiudi il cervello con un lucchetto e non ti fai neanche più una domanda?
Farsi domande non è solo una prerogativa della filosofia.
Dimostri di avere dei preconcetti e degli stereotipi, ma ti prego ragazzo, apri la mente, cerca di pensare che quello che passa nella tua mente è passato e sta passando anche nella testa dell'altra gente.
Non sei solo su questo pianeta!
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Originalmente inviato da
Duccio
Cmq io volevo fare portare una riflessione che sento di dover condividere...
Noi (mi arrogo il diritto e forse anche la presuzione di parlare al plurare dato che con una certa sicurezza penso di poterlo fare) tendiamo un po' a mettere le mani avanti un po' come se avessimo sempre la coda di paglia su questi argomenti...
Un po' tutti abbiamo amici, conoscenti, parenti che ci dicono ogni giorno che la psicologia non e' una scienza, che e' aria fritta.. che siamo tutti un po' psicologi... sentiamo parlare (e spesso ci arrabbiamo) il Raffaele Morelli di turno che ci dice in qualita' di psicoterapeuta chiamato in causa dal Costanzo di turno... che per far si che vi sia una ottimale elaborazione del lutto "bisogna stare vicino alla persona.. ma ne' troppo asfissianti ne' troppo distanti,.. in una giusta misura".,..(e sticazzi aggiungo io.. per dire sta stronzata la terza elementare basta)... il che avvalora il giudizio popolare per cui siamo tutti un po' psicologi se uno come Morelli dice cose di questo tipo... Tutti coloro che sono laureati in discipline scientifiche come matematica, ingegneria, medicina ecc vedono la psicologia non come una scienza e cascano dalle nuvole quando scoprono che studiano diverse materie come statistica, psicometria, psicofisiologia ecc ecc... Tutto cio' ci porta ad essere particolarmente rigidi nei confronti di chi "osa" mettere in dubbio la scientificita' della disciplina che studiamo..... Questo ha fatto si pero' che forse (mia sensazione quando parlo o mi confronto con molte persone che si definiscono metodologi, ricercatori nell'ambito della psicologia ecc piu' che psicologi) si e' un po' perso di vista il soggetto della nostra disciplina.. ovvero l'uomo che per definizione e' unico e mal si inserisce in statistiche, medie, varianze ecc...
Nel senso che mi sembra che con tutto questo scientismo a volte esasperato si perda un po' di vista il soggetto e la sua individualita'....
E' tutto molto giusto e corretto.. dare valore allo studio metodologico e neuroscientifico per acquisire quella valenza e quel rigore empirico... pero' non dobbiamo neanche fare l'errore di voler mettere allo stesso pari la psicologia con la medicina o con l'ingegneria....
Insomma direi che c'e' una certa differenza... soprattutto perche' va a cozzare con l'individualita' dell'essere umano che a differenza di contruzioni di ponti, progetti di meccanica ecc... non puo' sottostare sempre a regole e a leggi ferree e rigorose come mi pare molti studiosi della psicologia da un punto di vista piu' scientifico metodologico vorrebbero.... Quindi si la psicologia e' una scienza (o meglio pseudoscienza) che si avvale di strumenti e studi probabilistici e statistici che per definizione non sono (e non potranno mai esserlo) esatti... quindi secondo me bisognerebbe anche un po' riflettere sull'importanza di una certa elaborazione teorica, dinamica, umanistica... senza ridurre lo studio del comportamento umano ad una serie rigida di norme, regole e statistiche...
Capisco il tuo concetto e lo condivido, ma converrai che è un terreno scivoloso in questo post e che così rischiamo di confondere unlteriormente le idee di Marco, che vuole cercare di capire se la psicologia è la sua strada o meno.
Se passa il concetto che quando ti trovi di fronte una persona con un disturbo del linguaggio riconosci la sua patologia con una speculazione filosofica, tanto i metodi non servono a nulla, scusami ma ci ritroviamo una schiera di ragazzi delusi che mollano al primo anno.
Noi conosciamo i limiti oggettivi dei metodi della disciplina, ma ugualmente
esistono ed esiste rigore nella sperimentazione.
Preferisco dare questo messaggio anzichè discutere adesso e in questa sede fino a che punto può arrivare ad essere certi che un bambino iperattivo diventi un giorno una persona violenta.
Ciao.
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Patrizia67
Arieccoci con la presunzione. Ehhh....
Marco, in tutta onestà, pensi davvero che SOLO TU nell'universo non ti accontenterai e continuerai a studiare e farti domande che nessun umano si è mai fatto?
Pensi davvero che essere un BUON TERAPEUTA significhi accontentarsi e non farsi più domande, cercare di aggiornarsi, continuare a studiare, andare ai seminari, scoprire cose nuove?
Se è così, MA CHI TE LO HA DETTO??
Dimmi dove sta scritto che un essere un buon terapeuta significa che bruci i libri, chiudi il cervello con un lucchetto e non ti fai neanche più una domanda?
Farsi domande non è solo una prerogativa della filosofia.
Dimostri di avere dei preconcetti e degli stereotipi, ma ti prego ragazzo, apri la mente, cerca di pensare che quello che passa nella tua mente è passato e sta passando anche nella testa dell'altra gente.
Non sei solo su questo pianeta!
nessuno..solo che se leggo "mi accotenterei di essere solo una buon terapeuta"...mi vien facile rispondere non vedo di buon occhio usare il termine "accontentarsi" in questa maniera...
hai detto "mi accontenterei" in un contesto che epsrimeva "mi accontento di fare il mio lavoretto e stop..."....ed io ho risposto semplicemente...dal mio punto di vista fa bene anche una certa determinazione (volendo pure un pizzico di presunzione) e volontà di non fermarsi che nei post precedenti non emergeva affatto...tutto qui...
se non ti "accontenti" son felice...è quello che spero...ma dal post precedente mi era quasi parso di capire altro...
detto questo...concordo in buonissima parte su tutto ciò che ha detto duccio nel post precedente...
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marco-89
guarda che alla fin fine non ha tutti i torti...ora "filosoficamente" parlando...
se hai davvero in mente di ciò di cui stai parlando e poi tanto per "ciarlare" lo chiami gatto anzichè cane poco importa...magari non ti intenderai bene con l'altro, ma davanti ai tuoi occhi apparirà la figura del cane e non del gatto...
trovi ridicolo dunque collegare la "cultura"/conoscenze ai termini che più gli aggradano...soprattutto in un posto come è un forum su internet...
un conto è se si è ad un esame o un colloquio e si deve far comprendere all'altro ciò di cui si parla, un conto è nella quotidianità...
personalmente non mi piace nemmeno a me ad esempio il termine disturbo d'ansia...e....se per certi versi è corretto per altri non mi piace affatto...
Quando un oncologo parla di una patologia, non può dire :
"è un Linfoma ...ah no.. è un Lipoma...ah si..Lipoma mi piace di più".
Dai, ti prego, siamo seri e restiamo sull'argomento.
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marco-89
nessuno..solo che se leggo "mi accotenterei di essere solo una buon terapeuta"...mi vien facile rispondere non vedo di buon occhio usare il termine "accontentarsi" in questa maniera...
hai detto "mi accontenterei" in un contesto che epsrimeva "mi accontento di fare il mio lavoretto e stop..."....ed io ho risposto semplicemente...dal mio punto di vista fa bene anche una certa determinazione (volendo pure un pizzico di presunzione) e volontà di non fermarsi che nei post precedenti non emergeva affatto...tutto qui...
se non ti "accontenti" son felice...è quello che spero...ma dal post precedente mi era quasi parso di capire altro...
detto questo...concordo in buonissima parte su tutto ciò che ha detto duccio nel post precedente...
Ecco...era implicito...ma tu l'hai interpretato "mi accontento" non riferito al mestiere, ma con uno schema preattivato che hai in mente "solo io amo migliorarmi???". Ok, scaccia via quello schema se puoi e cerca di pensare che anche gli altri hanno voglia di migliorarsi. Ok?:approved: