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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
per il discorso "i medici sono tutti bravi", vallo a dire alle vittime della malasanità (sono tantissimi e noi ne conosciamo solo pochi attraverso i massmedia), a quelli che hanno le varie garza nello stomaco e ai depressi che alternano gli psicofarmaci all'elettroshock per tutta la vita. Se non ci fosse stato Basaglia quelli che hanno problemi mentali sarebbero ancora rincihiusi nei manicomi come nel medioevo[/QUOTE]
Mai detto ke i medici sono tutti bravi...e mai lo dirò, ci mancherebbe altro.. ho parlato di rigore nell'ordinamento unversitario, che è cosa ben diversa. e di come la nostra categoria viene vista all'esterno, soprattutto negli ambiti sanitari, proprio a causa del nostra organizzazione universitaria. poi ognuno ha le sue idee, per fortuna.
PER MARGHETTA: brava fai bene
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
Ma la vostra laurea secondo me. la dovreste considerare come la scuola primaria della vostra professione,non un traguardo.
Vi dà delle conoscenze di base, poi lo psicologo è un altra cosa.
Vi dovreste specializzare, appunto come i medici.
per esempio, psicologi scolastici, che ci aiutano nella nostra professione, ma non dicendo alle insegnanti stronxate tipo " Voi dovreste essere delle figure materne".
ora non ho voglia di argomentare per bene, ma dai semplici "psicologi" in vent'anni ne ho sentite di cotte e di crude, mentre dai terapeuti, no, come mai?
Uno psicologo vero ci vorranno almeno dieci anni perchè possa dirsi tale, e forse che non gli basta tutta la vita, per quel che dovrebbe essere, altro che le lauree triennali.
Sempre secondo me, chi si iscrive a psicologia dovrebbe avere ben chiaro fin da subito che cosa vuol fare, qual è la sua professione futura.
Ho sentito molti ragazzi iscriversi a psicologia con motivazioni del tipo: "Perchè è bello" oppure "Perchè ho dei problemi e voglio conoscermi meglio", le stesse di quelli che si iscrivono a Scienze Politiche perchè vogliono fare il "politico", e non sono battute.
allora: c'è chi si iscrive a psicologia perchè si immagina seduto in un ufficio dell'ASL, senza troppe rotture con la gente!:asd:
Chi invece lo fa perchè si vede a selezionare il personale di una grande azienda.:asd:
E così via...
Perchè non discutete su cosa vorreste effettivamente fare di buono, nella pratica?
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Originalmente inviato da
complicata
ora non ho voglia di argomentare per bene, ma dai semplici "psicologi" in vent'anni ne ho sentite di cotte e di crude, mentre dai terapeuti, no, come mai?
Ti assicuro che esistono tantissimi terapeuti (come tantissime altre figure professionali, compresi i medici-psichiatri!) che farebbero meglio a tapparsi la bocca.
Un esempio: i tantissimi cretini che parlano in Tv.
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
Sempre secondo me, chi si iscrive a psicologia dovrebbe avere ben chiaro fin da subito che cosa vuol fare, qual è la sua professione futura.
Ho sentito molti ragazzi iscriversi a psicologia con motivazioni del tipo: "Perchè è bello" oppure "Perchè ho dei problemi e voglio conoscermi meglio", le stesse di quelli che si iscrivono a Scienze Politiche perchè vogliono fare il "politico", e non sono battute.
Sul fatto di iscriversi perché si hanno problemi ti do pienamente ragione...
ll problema è che poi invece di risolversi i problemi, si aggravano...
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Re: Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
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la psikologa
PER MARGHETTA: brava fai bene
lo so
ps: in questo forum non si può scrivere in maiuscolo
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
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Originalmente inviato da
antoniozuf
Ti assicuro che esistono tantissimi terapeuti (come tantissime altre figure professionali, compresi i medici-psichiatri!) che farebbero meglio a tapparsi la bocca.
Un esempio: i tantissimi cretini che parlano in Tv.
Sul fatto di iscriversi perché si hanno problemi ti do pienamente ragione...
ll problema è che poi invece di risolversi i problemi, si aggravano...
Se li chiamano in tv, vuol dire che tanto cretini non sono, significa che nel mondo dei media e del marketing, vogliono comunicare e hanno scelto di offrire sul mercato le loro "consulenze".
Vedi i vari Crepet e Schelotto:asd:
Crepet è inflazionato ormai,e scrive anche sui giornali, la Schelotto c'ha persino la parodia fatta dalla Marchesini, chè fa schiantare dal ridere noi non-psicologi,( la scesciuologa:sbonk:) e tanti altri, c'è quello con i capelli ritti e le ciglione, che c'è a tutti i delitti, ora non ricordo come si chiama:asd:
Comunque voleva essere un imput per dire che non è vero che non c'è bisogno di psicologi, è che non lavorano nel modo giusto.
Un esempio tipico, è la scuola, dove loro non sono dei veri collaboratori, ma dei "giudici" degli insegnanti, e non sanno mai proporre niente di concreto e fattibile.
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Originalmente inviato da
complicata
Se li chiamano in tv, vuol dire che tanto cretini non sono, significa che nel mondo dei media e del marketing, vogliono comunicare e hanno scelto di offrire sul mercato le loro "consulenze".
Vedi i vari Crepet e Schelotto:asd:
Crepet è inflazionato ormai,e scrive anche sui giornali, la Schelotto c'ha persino la parodia fatta dalla Marchesini, chè fa schiantare dal ridere noi non-psicologi,( la scesciuologa:sbonk:) e tanti altri, c'è quello con i capelli ritti e le ciglione, che c'è a tutti i delitti, ora non ricordo come si chiama:asd:
Comunque voleva essere un imput per dire che non è vero che non c'è bisogno di psicologi, è che non lavorano nel modo giusto.
Un esempio tipico, è la scuola, dove loro non sono dei veri collaboratori, ma dei "giudici" degli insegnanti, e non sanno mai proporre niente di concreto e fattibile.
bè per andare in tv non è necessario essere bravi, ma basta saper comunicare bene! E in genere in tv di PSICOLOGI non ce ne sono, o se ne contano sulle dita di una mano.
Per quanto riguarda la psicologia scolastica, probabilmente tu parli di questo ambito perché fai l'insegnante (? presumo)... se nella scuola italiana non ci sono i soldi per comperare la carta igienica come puoi pensare che uno psicologo possa lavorare in modo serio all'interno delle scuole??? e in genere devono lavorare vincendo forti contrasti proprio da parte degli insegnanti perché in qualche modo vanno a rompere le uova nel paniere, perciò possono essere vissuti dagli insegnanti come dei "giudici"
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
E lo sono, Johnny, ho visto con i miei occhi, una psicologa chiamata per osservare il gruppo-classe nelle sue dinamiche, fare le bucce al collega, e poi venirlo a raccontare a me.:)))
vada in analisi, quella, prima di fare la psy nella scuola.:)))
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Originalmente inviato da
complicata
E lo sono, Johnny, ho visto con i miei occhi, una psicologa chiamata per osservare il gruppo-classe nelle sue dinamiche, fare le bucce al collega, e poi venirlo a raccontare a me.:)))
vada in analisi, quella, prima di fare la psy nella scuola.:)))
Non puoi fare però di ogni erba un fascio....
in ogni categoria professionale ci sono professionisti più o meno competenti...medici,insegnanti,psicologi....
anche tu avrai colleghi che possono essere più o meno validi...o no?
e poi sappi che ci sono psicologi specializzati in psicologia scolastica con master che non vendono fumo...dato che si va a lezione con docenti che lavorano nell'ambito scolastico, si presenta una tesi e si svolge tirocinio....non credo quindi come dici tu che "non sanno proporre mai niente di concreto e fattibile..."
Se la tua esperienza con quella psicologa è stata fallimentare, non è il caso che tu estenda un giudizio di massa....
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
Come psicologa che lavora (anzi cerca di lavorare ) nelle scuole dico che di gente che dovrebbe cambiare mestietere ce n'è ovunque : psicologi (ohi..tante volte l'hanno detto pure ame!!! ... )insegnanti e addirittura bidelli...figuriamoci medici!
Io continuo a sostenere l'autonomia della psicologia e della medicina in quanto si occupano di cos adeiverse (passatemi il termine "COSE"....)...
Sostengo anche, come già detto che in alcuen sedi e corsi di laurea (per fortuna non in tutti) gli esami si regalano (come in altre sedi..ci si fa il m@##o!)...sostengo che buona parte di responsabilità sia da attribuire all'ordine, e buona aprte a noi stessi...quanti di noi, in questi giorni pur credendo nelle varie manifestazioni per l'autonomia della psi hanno alzato il sederino e hanno fatto qualcosa di serio affinchè la psicologia rimanesse tale???...pochi presumo!
ecco..questo intendo!
perchè molti di noi (NOI, non VOI) ai pregiudizi sorride scrollando la testa, invece che combattere edimostrare he la psicologia vale, è una scienza????) perchè?
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Originalmente inviato da
haidiPsy
Non puoi fare però di ogni erba un fascio....
in ogni categoria professionale ci sono professionisti più o meno competenti...medici,insegnanti,psicologi....
anche tu avrai colleghi che possono essere più o meno validi...o no?
e poi sappi che ci sono psicologi specializzati in psicologia scolastica con master che non vendono fumo...dato che si va a lezione con docenti che lavorano nell'ambito scolastico, si presenta una tesi e si svolge tirocinio....non credo quindi come dici tu che "non sanno proporre mai niente di concreto e fattibile..."
Se la tua esperienza con quella psicologa è stata fallimentare, non è il caso che tu estenda un giudizio di massa....
tenete presente che io non sto esprimendo un giudizio di massa, nè sugli psicologi nè sulla psicologia, dato che io stessa mi sono rivolta a uno psicoterapeuta per districarmi nel ginepraio e nello stress del mio lavoro, acquisendo un po' più di conoscenza perlomeno su me stessa e correggendo come insegnante alcuni atteggiamenti, con la guida di uno di voi.
Quello che io auspico, con questi messaggi, è che chi lavoranel settore, non veda due fronti contrapposti, come ho visto invece delinearsi dalla osservazioni di molti vostri colleghi, anche scritte.
Da una parte gli insegnanti che non capiscono niente di ragazzi, e dall'altra voi "esperti" in gruppi e in tematiche sugli adolescenti,che vengono, anzichè a collaborare, a criticare, e a mettersi dalla parte dei poveri oppressi, come ho visto fare.
La scuoladi oggi è un contesto difficile, e pochi giochini di gruppo e progettini non ci servono aniente: servono a far belli chi li stila e a giustificare i soldi spesi.
Qui c'è bisogno di gente che dia una mano, che venga in classe tutti i giorni, a vedere, fianco a fianco e ci illustri le tecniche per gestire branchi di ragazzi a disagio, tecniche che funzionino e ci restituiscano un ambiente sereno in cui lavorare e soprattutto insegnare.
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Originalmente inviato da
complicata
Quello che io auspico, con questi messaggi, è che chi lavoranel settore, non veda due fronti contrapposti, come ho visto invece delinearsi dalla osservazioni di molti vostri colleghi, anche scritte.
io ribadisco che sono due settori differenti che dovrebbero, anzi devono collaborare..ma non fondersi!!!!
Da una parte gli insegnanti che non capiscono niente di ragazzi, e dall'altra voi "esperti" in gruppi e in tematiche sugli adolescenti,che vengono, anzichè a collaborare, a criticare, e a mettersi dalla parte dei poveri oppressi, come ho visto fare.
non so odve vivi..io attualmente sto facendo un corso di formazione per formatori per poi entare a far parte di alcuni rpogettia scuola...durante il tirocinio molti insegnanti mi hanno detto in faccia che noi psi abbiamo tutti la puzza sotto al naso e che partiamo con il piede sbagliato, mettendoci su un piedistallo..tutto FORSE vero...unico problema è che quello, per me era il primo incontro...per cui..forse da entrambe le parti (psi e insegnanti...e mettiamoci pure i medici) ci sono un atntino di pregiudizi...non trovi? calcola che al corso con noi (per la maggior parte psicologi) ci sono anche 3 insegnanti che stanno facendo una didattica a ir poco entusismante.......questo è a mio avviso quelloc he dovrebbe accadere fra medici e psicologi, o insegnantie psicologi: ognuno inseggna all'altro ciò che sa...e si apre ad imparare ciò che invece manca!
La scuoladi oggi è un contesto difficile, e pochi giochini di gruppo e progettini non ci servono aniente: servono a far belli chi li stila e a giustificare i soldi spesi.
MOLTI porgetti effettivamente credo servano solo a questo..per fortuna non tutti...e per fortuna molte scuole non li stanno approvando più..almeno dalle mie parti!
Qui c'è bisogno di gente che dia una mano, che venga in classe tutti i giorni, a vedere, fianco a fianco e ci illustri le tecniche per gestire branchi di ragazzi a disagio, tecniche che funzionino e ci restituiscano un ambiente sereno in cui lavorare e soprattutto insegnare.
ibeh..sullo psi che vengain classe tutti i giorni..no, non sono d'accordo....significherebbe a mio avviso screditare l'insegnante...io credoc he nella scuola si potrebbe fare un corso di formazione (Decente) con gli insegnanti per cercare di insegnare loro quelle metodologie che sembrano più adatte alle classi a loro assegnate.....ascoltando smepre le loro esigenze .....degli isnegnanti e dei ragazzi (NON branchi!) :))))
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
guarda, sulla didattica "entusiasmante" siamo tutti competenti, ci hanno fatto due palle così con la didattica!
Io personalmente non ci credo, un metodo vale l'altro, ne ho visti a bizzeffe, di metodi entusiasmanti, e quelli entusiasmanti di solito sono tutto fumo e poco arrosto.
Noi di lingue siamo quelli più "entusiasmanti" di tutti, e soprassediamo.
Quanto ai "branchi", se lo vuoi sapere, l'espressione non è mia, viene dai vostri ranghi, da chi capisce parecchio di queste cose.
Per ciò che concerne i corsi, io ne ho fatti di tre tipi: di gruppo, su di noi, con simulazioni varie, e due frontali, di cui l'ultimo che intendeva si applicassero in classe i metodi della TBS, ti rendi conto?
E poi allora, finiamola con le esigenze dei ragazzi a disagio, allora, parliamo di quelli che rispettano le regole, che si devono confrontare più di noi con i BRANCHI di bulli in circolazione, e non gliene frega niente della didattica entusiasmante, vogliono solo imparare in santa pace.
Per i BULLI, ci vuole lo psy e l'assistente sociale accanto, TUTTI I GIORNI.
Non ce ne frega niente se ci scredita.
Comunque da noi, per fortuna, chi fa in bullo e picchia i compagni, sta a casa, per unanime decisione del Consiglio di Classe.
Che ci pensino i signori inesistenti genitori, a gestirli.
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scusate, ma il titolo della discussione non era "Psicologia accorpata a Medicina?"
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
Sì, siamo, OT, se ti disturba apro la discussione "Scuola e psicologia" così non rompo più le palle a qualcuno.
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complicata
Sì, siamo, OT, se ti disturba apro la discussione "Scuola e psicologia" così non rompo più le palle a qualcuno.
Su ragazzi, cerchiamo di non alzare i toni, era solo un' osservazione quella di antoniozuf, non è il caso inasprirsi.
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Originalmente inviato da
complicata
Sì, siamo, OT, se ti disturba apro la discussione "Scuola e psicologia" così non rompo più le palle a qualcuno.
muoviti secondo coscienza
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Per complicata: non condivido il tuo pensiero...ma accetto in tutta tranquillità :)
rientrando In topic..ribadisco che a amio avviso medicina e psicologia sono due facoltà (e professioni) che dovrebbero collaborare NON fare una il lavorod ell'altro!
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complicata
guarda, sulla didattica "entusiasmante" siamo tutti competenti, ci hanno fatto due palle così con la didattica!
Io personalmente non ci credo, un metodo vale l'altro, ne ho visti a bizzeffe, di metodi entusiasmanti, e quelli entusiasmanti di solito sono tutto fumo e poco arrosto.
Noi di lingue siamo quelli più "entusiasmanti" di tutti, e soprassediamo.
Quanto ai "branchi", se lo vuoi sapere, l'espressione non è mia, viene dai vostri ranghi, da chi capisce parecchio di queste cose.
Per ciò che concerne i corsi, io ne ho fatti di tre tipi: di gruppo, su di noi, con simulazioni varie, e due frontali, di cui l'ultimo che intendeva si applicassero in classe i metodi della TBS, ti rendi conto?
E poi allora, finiamola con le esigenze dei ragazzi a disagio, allora, parliamo di quelli che rispettano le regole, che si devono confrontare più di noi con i BRANCHI di bulli in circolazione, e non gliene frega niente della didattica entusiasmante, vogliono solo imparare in santa pace.
Per i BULLI, ci vuole lo psy e l'assistente sociale accanto, TUTTI I GIORNI.
Non ce ne frega niente se ci scredita.
Comunque da noi, per fortuna, chi fa in bullo e picchia i compagni, sta a casa, per unanime decisione del Consiglio di Classe.
Che ci pensino i signori inesistenti genitori, a gestirli.
OK, questo è il pensiero della gente comune. Ma tu che sei insegnante dovresti andare oltre. E a maggior ragione "noi" psicologi:
come ben saprai, parlando molto in generale, più il minore è piccolo e più bisogna agire sulla rete relazionale. Perché quelli che definiamo "bulli" spesso con questi loro comportamenti esprimono un disagio, che viene dalla famiglia, dall'ambiente in cui vivono.
Etichettarli "bulli" e agire esclusivamente su di loro è rischioso perché si rischia che l'etichetta di "bullo" diventi centrale nel loro senso di identità e abbia inizio una vera e propria "carriera deviante" (vedi Lemert e i "teorici dell'etichettamento").
Sarebbe più utile "leggere" i comportamenti del minore come espressione di un disagio sociale/familiare e intervenire a livello più ampio.
Ovviamente bisogna tutelare anche le "vittime", che spesso vengono dimenticate, ma queste sono due facce della stessa medaglia perché porre al centro dell'attenzione il bullo con i suoi comportamenti da "correggere" (atteggiamento criminocentrico), presuppone mettere al margine la vittime e le sue conseguenze.
Se ci fossero gli psicologi nelle scuole (parlo al condizionale perché in genere non ci sono) si potrebbero progettare interventi seri.
Per tornare in tema, sono d'accordo che la Psicologia è una disciplina autonoma e diversa rispetto alla Medicina, ad esempio in questo caso l'intervento "medico" consisterebbe (in generale) nel considerare i comportamenti come sintomo di una malattia e curarli con una medicina. L'atteggiamento della Psicologia invece sarebbe quello di considerare il contesto relazionale e intervenire su quello.
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MEMOLEMEMOLE
Per complicata: non condivido il tuo pensiero...ma accetto in tutta tranquillità :)
rientrando In topic..ribadisco che a amio avviso medicina e psicologia sono due facoltà (e professioni) che dovrebbero collaborare NON fare una il lavorod ell'altro!
(Come mai hai cambiato atteggiamento?
Dal bye al non condivido ma l'accetto?)
guarda in un'assemblea di insegnanti, o in sala insegnanti tutti i giorni, non è che il mio discorso sia tanto fuori del comune, anzi.
Quindi se lavori nella scuola, preparati a controbattere.
No, diciamo che fra di noi ci sono molti atteggiamenti come dite voi, anche, soprattutto tra gli insegnanti di religione, puta caso, che entrano in classe non per insegnare la materia, ma per chiacchierare, ovviamente a modo loro.
Molto sensato quello che dice johnny, ne convengo, che questo è il pensiero comune, però sulle strategie a maglia larga, io non saprei..se lo psicologo parla con iragazzi a disagio, in separata e segreta sede, il famoso sportello, come succede, e su di noi e sulla classe non vi è alcun ritorno, ma anzi, peggio, c'è qualcosa che non va.
E la famiglia? E i genitori?
Vi rendete conto che c'è gente che, col figliolo a sedici anni sempre alle medie,pluriripetente e plurisospeso perchè so, dà dell'immigrato di merda a tutti gli stranieri, se ne frega e spesso non sa neanche che è sospeso da scuola?
Perchè lo psicologo non chiama quelli?
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OT: Ehm parlavi con me? si..ho cambiato atteggiamento perchè il bye, cioè abbandonare la discussione (perchè OT non perchè tu avessi scritto quelle parole) mis embrava stupido da parte di una mod! :) tutto qui! Il mio saluto era solo per il fatto che eravamo OT, .....
che il tuo ragionamento sia sensato e molto comune lo so già, ma questo a mio avviso, non cambia ciò che io
pensoa riguardo!...(anche se continuo ad andare OT per cui, su questa cosa non scriverò più... ) :)
sono una moderatrice e utente di ops, e non voglio trasgredire le regole! :)niente di personale....9
FINE OT
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Io dell'accorpamento di psicologia a medicina che sembra dover avvenire non solo a Roma penso tutto il male possibile...per una serie di ragioni...
Ora innanzitutto io ho una forma mentis maggiormente scientifica e orientata verso quel tipo di studi e quindi non ho preclusioni a priori verso la medicina e un approccio biomedico, si tratta qui pero' soprattutto di politica e quello che ne verrebbe sulla nostra professione.
Medicina ha un albo potentissimo e la facolta' e dipartimento di medicina veicola decisioni in modo autonomo che influirebbero e influenzerebbero nonche' schiaccerebbero le decisioni dei dipartimenti e facolta' di psicologia per forza di cose.. per un potere politico accademico molto piu' elevato.... (a Firenze almeno e' cosi'). Inoltre la trovo una sciocchezza anche come immagine.... Ma come, si deve vincere giorno dopo dopo la confusione delle persone nel distinguere il medico dallo psicologo... e anche il cliente che e' sempre un po' reticente dall'andare dallo psicologo ..che vede il medico come unico depositario del sapere... e vediamo bene di accorparci insieme a medicina in modo da rendere piu' nette e conclamate queste differenze...
Inoltre anche da un punto di vista politico.... ci raccontava ad un incontro la presidente dell'ordine della Toscana che lei partecipa ad una tavola rotonda con medici e deve controbattere cm su cm perche' i medici potessero prenderebbero tutto e vorrebbero fare tutto.... in questo modo e' un po' come entrare nella tana del lupo lasciando le armi all'ingresso...
Lo psicologo e il medico possono benissimo lavorare insieme, lo psicologo puo' insegnargli a fare i colloqui, puo' aiutarlo nel setting in tutta la parte dell'analisi del vissuto della malattia e dare in un equipe di professionisti sanitari un apporto enorme... pero' la sua figura deve essere chiara, competenze e precisa... Secondo me gli accorpamenti daranno un'immagine ancora piu' confusa nell'immaginario... e alleggeriranno il potere della figura dello psicologo.... come dire.. 20 anni di ordine buttati al vento.... e in un momento dove in ospedale e' prevista la figura del cappellano di sala pagato dall'ospedale 1800 euro al mese.. e lo psicologo per lavorare deve chiedere permesso e anche scusi... a me sembra un po' pesante come situazione...
Inoltre aggiungo che chi ha pensato che l'accorpamento a medicina fosse qualcosa di vantaggioso tale da auspicarlo a mio avviso ha preso un bel granchio... Quello che io credo blocchi la professione dello psicologo e' sicuramente la non precisa identita' a fronte comunque di un grosso bisogno di psicologia percepito ma che non riesce con precisione a focalizzarsi in una richiesta di prefessionalita' precisa e delimitata... e soprattutto il taglio accademico a mio avviso troppo teorico proposto... I medici hanno una identiita' chiara perche' comunque oltre ad esserci un preciso e chiaro rapporto fra domanda e offerta... passano 4 anni di specializzazione a fare in pratica cio' per cui hanno studiato oltre a passare 5, 6 anni all'universita' a fare tirocini interni nei vari corsi.... Nelle nostre facolta' (almeno a Firenze ma so che la situazione e' simile anche nelle altre) il massimo dell'esperienza e' fare due tre lavorini di gruppo per i corsi piu' evoluti... e anche i corsi non sono preparati con una lettura critica della realta'... ma sono fatti a seconda degli interessi accademici e personali dei docenti.... Da me ad esempio invece che introdurre un utilissimo esame di economia aziendale o di diritto del lavoro che oggi sono molto utili per lo psicologo del lavoro dato che le aziende richiedono queste competenze oltre a quelle relazionali e di assestment psicologico hanno voluto mettere un inutile corso di politiche sociali dove si studia come si e' evoluto il sistema sanitario e le politiche dal 400 a oggi...... quindi di quanto piu' inutile ci possa essere....
All'estero la situazione ad esempio e' molto diversa.. ogni corso di laurea e esame e' fortemente esperenziale e gia' a 22, 23 anni sono gia' preparati e pronti per lavorare proprio a partire dalla loro forma mentis...
Io credo che fino a che gli ultimi baroni sessantenni legati ad un certo tipo di formazione un po' arcaica e non contestualizzata non saranno andati in pensione non ci sara' alcun cambiamento riguardo a queste cose...
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
Caro Duccio
molte delle cose che dici sono vere e, almeno per me, pienamente condivisibili.
Sul pensare tutto il male possibile di questo accorpamento..non so.
Ti dico il mio perchè.
Premetto che all'inzio ero molto più contrario (e ancora ho molti dubbi e riserve), principalmente per le questioni politiche (strapotere dei medici rispetto a noi psicologi) e di confusione delle due figure di cui hai parlato tu.
Penso però che da questo accorpamento possa venire fuori qualcosa di positivo per tutti coloro che vorranno prendere:
- il campo delle neuroscienze (che attualmente è uno di quelli più importanti e che presenta un rapido sviluppo, basti vedere a roma il gruppo guidato dal Prof. Aglioti, che fra l'altro è un medico, o la facoltà di scienze cognitive di rovereto, dove insegna un certo Caramazza, professore ad Harvard, anch'egli medico) ;
- il campo della psicologia della salute (ormai da tempo l'OMS ha abbracciato una concezione di salute che va oltre l'assenza di malattia).
Inoltre forse sarà un modo per mostrare più direttamente le nostre competenze ai medici che, come hai detto tu, sicuramente torneranno utili anche a loro.
Bisognerebbe fare un bilancio fra lati positivi e negativi e vedere da che parte pende la bilancia.
Attualmente ti dico che, forse, è più la paura associata al cambiamento che mi porta a vedere molti lati negativi.
Cercando però di essere ottimista, vedo che ci sono dei lati positivi, che sono importanti, e questo mi rincuora.
Aspettiamo e vediamo.
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antoniozuf
Inoltre forse sarà un modo per mostrare più direttamente le nostre competenze ai medici che, come hai detto tu, sicuramente torneranno utili anche a loro.
Io, invece, penso che lo psicologo non deve cero mostrare le proprie competenze al medico. Perché? Non sono loro a doverci dare il placet per lavorare. La serietà della professione dovrebbe esulare dall'approvazione dei medici. Siamo i primi a non prenderci sul serio, partiamo dal presupposto di dover dimostrare di saper fare il nostro mestiere. Come possiamo convincere gli altri se siamo i primi a dubitare?
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Zingarella85
Io, invece, penso che lo psicologo non deve cero mostrare le proprie competenze al medico. Perché? Non sono loro a doverci dare il placet per lavorare. La serietà della professione dovrebbe esulare dall'approvazione dei medici. Siamo i primi a non prenderci sul serio, partiamo dal presupposto di dover dimostrare di saper fare il nostro mestiere. Come possiamo convincere gli altri se siamo i primi a dubitare?
no zingarella, non intendo che il medico debba darci il placet per fare la nostra professione. lungi da me tale idea.
penso, invece, che far vedere, ad esempio, che nel campo della salute ne sappiamo, volendo, più di loro, può essere un modo per far capire che stanno parlando con persone che hanno un metodo rigoroso nel loro lavoro, che hanno delle competenze in più, etc. Ho letto e studiato vari interventi fatti da medici e psichiatri per la promozione del benessere nelle scuole, vi assicuro che quasi tutti hanno agito in collaborazione con psicologi. E i risultati si trovano e sono stati pubblicati su riviste di alto impact factor. E il primo nome, quello che conta di più, era spesso di psicologi.
D'altro canto vale la stessa cosa per loro. Molti medici potranno mostrare le loro competenze che torneranno utili a noi psicologi, soprattutto nei campi di cui ho parlato sopra.
Secondo me, stare più a stretto contatto con i medici, fermo restando le riserve che ho espresso prima, può essere un modo per far venire meno gli stereotipi che una professione può avere nei confronti dell'altra.
Io personalmente non ho proprio una buona idea dei medici.
Spero che questo avvicinamento mi faccia cambiare idea.
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Originalmente inviato da
antoniozuf
no zingarella, non intendo che il medico debba darci il placet per fare la nostra professione. lungi da me tale idea.
Perdonami allora, avevo interpretato male. Anche io sono per la collaborazione e il dialogo tra le varie figure, ci mancherebbe; ma questo, però, nel reciproco rispetto delle parti, senza sconfinamenti. La mia paura è che la psicologia venga fagocitata dalla medicina e, di conseguenza, si eclissi ancor di più fino a scomparire del tutto.
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Originalmente inviato da
Zingarella85
Perdonami allora, avevo interpretato male. Anche io sono per la collaborazione e il dialogo tra le varie figure, ci mancherebbe; ma questo, però, nel reciproco rispetto delle parti, senza sconfinamenti. La mia paura è che la psicologia venga fagocitata dalla medicina e, di conseguenza, si eclissi ancor di più fino a scomparire del tutto.
Sono sincero, anche questa è una delle mie paure, però sono convinto che questa cosa non si verifcherà.
Agiamo, rispetto ai medici, su piani differenti, a volte che si incrociano, ma mai sovrapponibili.
Un esempio.
Prendi la figura dello psicologo del lavoro. Forse quella che potrebbe essere meno avvantaggiata da questo accorpamento.
Cosa vuoi che ne capisca il medico? non potrà mai toccare questo ambito (almeno spero). Qui forse bisogna vedersela con laureati in giurispridenza, ingegneri ed economisti.
Inoltre, esistono in europa varie facoltà di Scienze del benessere o della salute che già racchiudono le facoltà di medicina, psicologia e in alcuni casi anche farmacia.
La questione dovrebbe comunque sicuramente coinvolgere l'ordine (che dovrebbe tutelare e invece, secondo me, non fa una beneamata cippa) e l'università (che dovrebbe essere più rigorosa, evitare tanti esamini uguali e sorvegliare di più sui tirocini affinché siano di reale utilità agli studenti).
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
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Originalmente inviato da
antoniozuf
Prendi la figura dello psicologo del lavoro. Forse quella che potrebbe essere meno avvantaggiata da questo accorpamento.Cosa vuoi che ne capisca il medico? non potrà mai toccare questo ambito (almeno spero).
Io non ne sarei tanto sicura, loro sono onniscienti :asd: Celia a parte, se ritengono anche un odontoiatra adatto a ricoprire il ruolo di psicologo di base, per forza di cose, penso al peggio.
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Originalmente inviato da
antoniozuf
La questione dovrebbe comunque sicuramente coinvolgere l'ordine (che dovrebbe tutelare e invece, secondo me, non fa una beneamata cippa) e l'università (che dovrebbe essere più rigorosa, evitare tanti esamini uguali e sorvegliare di più sui tirocini affinché siano di reale utilità agli studenti).
L'ordine è solo simbolico, non c'è mai quando serve; è un dato di fatto, purtroppo.
Quanto al sistema universitario, anche io credo vada risanato, magari cominciando col tornare al Vecchio Ordinamento.
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
Antonio ho capito il tuo discorso, e per certi versi lo trovo anche coerente e non errato... Da noi ad esempio c'e' l'ambito della ricerca sulle neuroscienze che e' molto avanzato grazie anche al CNR di Pisa che nel panorama della ricerca in Italia e' una crema...e dove insegnano sia li che a psicologia diversi grossi nomi dell'ambito.. di sicuro l'ambito delle scienze cognitive, delle neuroscienze ne saranno certamente avvantaggiate dato che e' un campo molto affine a quello medico. Da noi e' stato accorpato il dipartimento di psicologia che ora e' sotto medicina...... domanda.. tu pensi che qualora esca un bando per delle borse di studio in scienze cognitive qualche psicologo abbia qualche speranza di entrare? Si sa come sono i dottorati e che i posti per i dottorati sono praticamente abbastanza decisi... e pensi che un dipartimento forte e importante come quello di medicina a Firenze lasci campo a livello decisionale e anche per le decisioni sui borsisti alla parte di psicologia?
Pensa che i docenti di psicologia hanno lottato affinche' ci fosse un dottorato in scienze cognitive e uno in scienze psicologiche .. perche' i medici avevano deciso di fare solo scienze cognitive... mandando fuori tutto quello che riguarda psicologia della salute, clinica, del lavoro ecc.... Insomma gia' questo esempio dovrebbe far capire le tendenze fagocitatrici dell'ambito medico....
Io ho grande rispetto per i medici e per la medicina... pero' quando si e' piccoli secondo me si deve lottare e portare avanti una propria autonomia anziche' piccola... perche' a stare con il pesce grosso prima o poi si viene pappati...
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
Si Duccio
le tendendenze fagocitatrici dell'ambito medico nessuno le mette in discussione...
Tralasciando il discorso dei dottorati (e su come funzionano...) che necessiterebbe una discussione a parte, hai visto tu stesso come gli psicologi abbiano ottenuto un loro dottorato. Quindi un po' di potere ce l'hanno. Ora, per capire chi comanda nel dottorato di scienze cognitive, bisognerebbe vedere a quale ramo appartengono i docenti afferenti.
Io ti posso dire che a roma, il dottorato internazionale in neuroscienze coordinato dal prof. Aglioti, uno dei fiori all'occhiello della facoltà, accoglie principalmente laureati in psicologia, anche se ce ne sono alcuni provenienti da biologia, scienze della comunicazione, etc. La gente che lavora lì pubblica su riviste quotatissime. E il prof che coordina il tutto è un medico. Esempio di integrazione tra le due discipline.
Ovvio, anch'io sono per l'autonomia, psicologia è psicologia e non altro.
La sfida sarà ottenere questa autonomia pur stando accorpati con la facoltà di medicina.
Sinora l'autonomia di facoltà c'è stata, ma i frutti che ha dato sono stati pochi, secondo me. Molta responsabilità da dare all'ordine e alla formazione universitaria. Concordo con zingarella forse sarebbe meglio tornare ai 5 anni e basta. Ma soprattutto insistere sul valore dei tirocini in cui si facciano mansioni in buona parte attinenti alla psicologia.
Speriamo Dio che la situazione non peggiori.
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
Si Duccio
le tendendenze fagocitatrici dell'ambito medico nessuno le mette in discussione...
Tralasciando il discorso dei dottorati (e su come funzionano...) che necessiterebbe una discussione a parte, hai visto tu stesso come gli psicologi abbiano ottenuto un loro dottorato. Quindi un po' di potere ce l'hanno. Ora, per capire chi comanda nel dottorato di scienze cognitive, bisognerebbe vedere a quale ramo appartengono i docenti afferenti.
Io ti posso dire che a roma, il dottorato internazionale in neuroscienze coordinato dal prof. Aglioti, uno dei fiori all'occhiello della facoltà, accoglie principalmente laureati in psicologia, anche se ce ne sono alcuni provenienti da biologia, scienze della comunicazione, etc. La gente che lavora lì pubblica su riviste quotatissime. E il prof che coordina il tutto è un medico. Esempio di integrazione tra le due discipline.
Ovvio, anch'io sono per l'autonomia, psicologia è psicologia e non altro.
La sfida sarà ottenere questa autonomia pur stando accorpati con la facoltà di medicina.
Sinora l'autonomia di facoltà c'è stata, ma i frutti che ha dato sono stati pochi, secondo me. Molta responsabilità da dare all'ordine e alla formazione universitaria. Concordo con zingarella forse sarebbe meglio tornare ai 5 anni e basta. Ma soprattutto insistere sul valore dei tirocini in cui si facciano mansioni in buona parte attinenti alla psicologia.
Speriamo Dio che la situazione non peggiori.
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
Ciao a tutti.
Anch'io credo che questo accorpamento delle facoltà di Psicologia e Medicina avvenuto a Roma rischi di portare conseguenze negative per la nostra professione, e questo non per l'accorpamento in sé, ma per le "tendenze fagocitatrici" di molti medici di cui parla Duccio, per le tendenze auto-svalutanti di molti noi psicologi, per il quasi-immobilismo dell'ordine nazionale, per la rappresentazione sociale dello psicologo che è estremamente confusa e spesso negativa in Italia.....e per tutte le altre motivazioni che avete già citato. In un futuro (utopico??? Ognuno faccia i conti con la propria dose di ottimismo/pessimismo...) in cui la nostra professione sarà da un lato più considerata, valorizzata ed applicata e dall'altro più tutelata a tutti i livelli (formazione universitaria più approfondita e più pratica rispetto ad ora, Ordine che svolga al meglio i suoi compiti, professionisti che lavorino "in scienza e coscienza", ...) ...l'accorpamento delle facoltà di medicina e psicologia potrà essere per certi versi vantaggioso, o quantomeno non apportare danni a nessuna categoria professionale. magari per alcuni ambiti professionali, come dice Antoniozuf, può essere che l'accorpamento sia utile già da ora. Ma temo che al momento i lati negativi siano di più.
Ad ogni modo, credo sia importante sottolineare (come già più di uno di voi ha fatto) che la tutela e la promozione della nostra professione parte innanzitutto da noi, da ogni singolo psicologo e che dovrebbe prescindere dal fatto di essere più o meno soddisfatti del lavoro che si svolge, più o meno fiduciosi nel futuro professionale, ecc.
Scusate se vado leggermente OT: Aggiungerei che anche per far funzionare meglio gli ordini regionali e quello nazionale c'è bisogno che ci sforziamo di partecipare di più alla loro attività, facendo sentire la nostra voce, il nostro dissenso, ma anche le nostre proposte costruttive. Non sarà facile riuscire a cambiare delle dinamiche consolidate da anni o da decenni all'interno dell'Ordine e più in generale nei rapporti con lo Stato, però almeno potremo dire di aver provato...
So che è ben poca cosa, ma nel mio inguaribile ottimismo mi sforzo di considerarla positiva: il mio ordine regionale (quello delle Marche) ha recentemente attivato dei gruppi di lavoro specifici per una serie di ambiti (es. Psi. del lavoro, Psi. ospedaliera, Psi. scolastica, ecc..), composti dagli iscritti all'albo e aventi come referente un membro del consiglio regionale. Anche se siamo solo all'inizio ed è tutto da vedere, trovo positivo il fatto stesso che si tenti di dialogare con gli iscritti (inclusi i più giovani, come me), e magari di rendere operative delle proposte che possono migliorare le condizioni attuali della nostra professione.
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Riferimento: Psicologia accorpata a Medicina
Purtroppo la mancata integrazione delle figure di psicologo e psicoterapeuta con il sistema sanitario è evidente, mi riferisco in particolare alla clinica. É altresì vero che la figura di psicologo ha competenze e conoscenze che lo psichiatra regolarmente non possiede, e viceversa. Io sostengo che uno dei grossi problemi sia dato dalla parcellizzazione teorica degli approcci clinici, che non cercano un sufficiente dialogo integrativo, dei saperi e dei linguaggi, tra le loro scuole. Scuole che sembrano particolarmente interessate all'introito e alla perpetuazione di saperi, più che a una contestualizzata formazione utile e spendibile: guardiamo l'esercito dei counselor, coach, capitani, luogotenenti, ecc.. Davanti ad una più rigorosa codifica degli approcci e dei protocolli clinici d'intervento, senza nulla togliere all'indagine sulle costruzioni di significato del singolo (essa ne fa parte a pieno titolo), ci si può avvicinare sempre di più a quel paradigma evidence-based tanto fondante in medicina, per offrire una volta per tutte un servizio tecnico d'eccellenza, efficace e spurio da contenuti che non trovano evidenze raccolte sperimentalmente (con osservazione, metodologia appropriata..). Pare che invece, ancora all'interno della materia, sia discussa la questione inerente alla natura della psicologia stessa; un compendio di filosofie o una scienza? Senza nulla togliere al fecondo dibattito della diversità d'opinione e di modello epistemologico, che tuttavia, chiederebbe in sé una sistematizzazione dei metodi e una chiarezza a riguardo di ciò che è verificabile e ciò che non lo è. Questo stato colloidale, forse più di tutto segnato dall'istituzione della figura di psicologo, non fa che alimentare l'archetipo, è il caso di dirlo, di un "letterato pseudoscientifico" - molti di noi sanno quanto si possa fare diversamente - riducendo di conseguenza quella valutazione positiva su cui si sedimenta ogni collaborazione medico-psicologo. Forse c'è molto di cui discutere, già all'interno della nostra disciplina, per poterci rendere autonomi come figura professionale differente e sensata nella sua differenziazione. Altrimenti, come è stato detto già da chi auspica la teorizzazione di modelli standard per la clinica, non sarebbe male pensare ad una figura professionale completa, che combini le competenze farmacologico-mediche dello psichiatra con quelle dello psicologo. Riguardo alla psicologia del lavoro, mi trovo d'accordo con molti post precedenti: ci azzecca poco e nulla sul piano concettuale, ma se si tratta solo di organizzazione posso capire.