ricapitolando memole:
posso comunque scrivere che mi sembrerebbe utile attuare come programma di intervento ................ (e lo spiego, per poi inviare la bambina da uno psicoterapeuta
va bene?
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Buongiorno a tutti :Ops:
Domandina prima di Ferragosto: sapete indicarmi un manuale o un link da cui posso vedermi brevemente la depressione e la demenza... dovesse uscire proprio l'anziano :swear:
Io intanto ho terminato tutti gli argomenti teorici dell'età evolutiva... sono pronta a confrontarmi sui casi!!!
Buono studio a tutti!!!! E buon ferragosto!!!
ragazzi mi potreste aiutare per questo caso uscito anni fà nella mia facoltà..cosa fareste???
F. e un bambino di otto anni; i suoi genitori si rivolgono ad un servizio materno infantile della ASL territoriale. F. frequenta la terza elementare in una scuola statale. Dal colloquio con i genitori emerge che il bambino negli ultimi mesi ha difficoltà ad andare a scuola, dice ai genitori che teme di essere punito ingiustamente dalle maestre.
La madre ritiene che ultimamente p diventato più dipendente da lei e con atteggiamenti infantili nei suoi confronti; ha chiesto, un paio di sere fa, la sua vicinanza prima di addormentarsi, mentre dopo un “brutto sogno” ha chiesto di dormire con i genitori.
Nel corso del colloquio con i genitori si apprende che i genitori attraversano una crisi di coppia e che cominciano a pensare di separarsi, in quanto non riescono a “trovare punti di incontro” su varie vicende familiari, sono sempre in tensione; il marito dice che preferisce “fare gli straordinari al lavoro piuttosto che tornare a casa”.
Si avvia l’esame psicodiagnostico del bambino; i risultati della valutazione cognitiva mettono in luce una buona capacita d’apprendimento e comprensione delle prove proposte; non si evidenziano problemi cognitivi.
Il candidato illustri in modo sintetico:
a) l’ipotesi o le ipotesi che si possono avanzare per spiegare le difficoltà del bambino;
b) quali ipotesi di diagnosi differenziale si possono avanzare;
c) quali ulteriori dati sarebbero necessari per avvalorare le ipotesi di cui ai punti 1 e 2;
d) di quali strumenti diagnostici ci si potrebbe avvalere per raccogliere i dati di cui al punto 1;
e) formulate le possibili ipotesi sulle difficoltà del bambino, il candidato illustri il tipo di
intervento ritenuto più idoneo.
Il candidato e invitato a fornire per ogni punto le motivazioni delle scelte fatte.
PROVO... FORSE IN MANIERA UN PO' AZZARDATA...
Analisi della domanda:
Sembrerebbe che i problemi per cui si arriva alla consultazione riguardino sia la sfera scolastica che domestica e sono comparsi negli ultimi mesi.
Viene anche evidenziato un problema familiare relativo alla separazione. Non sappiamo però se il bambino ne è a conoscenza, se gli è stato detto direttamente o se semplicemente lo sta vivendo all’interno dell’ambiente domestico.
a-b)I sintomi descritti potrebbero essere inquadrati all’interno dei disturbi d’ansia, in particolare possiamo fare riferimento al disturbo d’ansia da separazione e alla fobia sociale. Potrebbe anche trattarsi di un disturbo dell’adattamento. Potrebbe anche essere il tentativo del bambino di tenere uniti i genitori.
c)Sarebbe utile approfondire le situazioni in cui il sintomo si presenta. Per fare una diagnosi di ansia di separazione, è necessario che il bambino manifesti i sintomi anche se viene lasciato a casa con altri diversi dai genitori e il disturbo dovrebbe attenuarsi nel caso in cui la mamma è presente. Per la fobia sociale, bisognerebbe approfondire il comportamento di F. con i coetanei, con altri adulti e nelle situazioni sociali in generale. Per quanto riguarda il disturbo di adattamento, potrebbe essere una reazione alla problematica familiare dunque ai cambiamenti che il bambino si aspetta nella sua vita.
d) Dunque, saranno necessarie:
- colloqui con gli insegnanti;
- Ulteriori colloqui con i genitori, anamnesi accurata;
- osservazione e colloqui con il bambino, approfondendo soprattutto il tema della possibile separazione;
- utilizzo di test proiettivi (disegno della famiglia, CAT…) e questionari specifici per l’ansia.
e)L’intervento sarà pianificato su più livelli:
- psicoterapia per il bambino, eventualmente di stampo cognitivo comportamentale (esposizione, estinzione, gradualità, modellamento, rinforzo, rstrutturazione cognitiva …) e terapia razionale emotiva;
- terapia improntata sulla relazione d’aiuto (di stampo Rogersiano), soprattutto per l’ascolto delle tamatiche relative alla separazione;
- terapia familiare e parent training;
- Generalizzazione delle tecniche utilizzate con F. nella terapia cognitivo comportamentale anche al contesto scolastico.
Voi che dite??? :sbonk:
anche io ho ipotizzato i disturbi d'ansia :)
per l'anziano guarderò demenze e depressione...ho trovato 1 altro caso:
Francesco è un bambino di 10 anni, con uno sviluppo intellettivo superiore alla media, frequenta la classe quinta e da qualche settimana si rifiuta di alzarsi al mattino per andare a scuola a causa di forti mal di pancia che scompaiono non appena la madre esce per andare al lavoro, lasciandolo a casa sotto le amorevoli cure della nonna paterna. Le insegnanti riferiscono alla madre di aver rimproverato più volte Francesco perché durante le lezioni è distratto, dice di annoiarsi perché conosce già gli argomenti trattati, pone continuamente domande su aspetti troppo evoluti, corregge le insegnanti durante le lezioni. Il candidato, illustri metodi, strumenti e procedure che utilizzerebbe per giungere ad un intervento in relazione al caso.
MG. è un bambino di 8 anni che giunge in osservazione a un servizio materno-infantile in seguito a problemi di rendimento scolastico e difficoltà relazionali con insegnanti e compagni di scuola. La famiglia di G vive in condizioni di marginalità sociale: il padre è detenuto per spaccio di droga e la madre, tossicodipendente, affida spesso il bambino ai vicini di casa. Il bambino giunge all’osservazione in seguito a segnalazioni degli insegnanti. Ad un primo colloquio G. appare chiuso in se stesso, risponde a monosillabi e affronta malvolentieri le consuete procedure testali (disegno figura umana, disegno famiglia, WISC-R, CAT, Rorschach). Il livello formale e grafico dei disegni, caratterizzati da un tratto incerto e da povertà di dettagli, è riconducibile a quello solitamente riscontrato in bambini di età inferiore. Il QI totale misurato alla WISC-R è di punti 85, con QI verbale di 80 e QI non verbale di 94, al CAT, G racconta storie molto brevi e povere di dettagli e al Rorschach emergono frequenti risposte che richiamano contenuti di minaccia e aggressione.
Al candidato si chiede di indicare, in un elaborato non superiore alle due pagine:
1. quali ulteriori indagini e approfondimenti predisporrebbe;
2. quale validità attribuirebbe agli elementi emersi dai test;
3. quali ipotesi diagnostiche prenderebbe in considerazione;
4. quali ipotesi di intervento penserebbe di impostare.
:Ops:
I dati disponibili sono sicuramente scarsi e si pone la necessità di un approfondimento. In primo luogo il racconto è quello dei genitori, ma è sempre opportuna un’osservazione diretta del bambino. Siamo già a conoscenza degli aspetti cognitivi, ma non sappiamo praticamente nulla degli aspetti sociali e relazionali. Dunque sarà utile approfondire tali aspetti sia attraverso test specifici che attraverso colloqui e osservazioni. E’ necessaria anche un’ulteriore raccolta anamnestica: composizione della famiglia, status socio- culturale, aspettative relative al successo, percezione da parte dei genitori di questa intelligenza superiore del bambino. Colloqui con le insegnanti.
Spesso i bambini di intelligenza superiore alla norma manifestano problemi sia di ansia, sia di disadattamento, soprattutto se tenuti nella loro classe di appartenenza relativa all’età cronologica. Tutto questo potrebbe in parte spiegare il rifiuto di andare a scuola. Bisognerebbe comunque indagare ulteriormente le dinamiche familiari e soprattutto il ruolo della nonna paterna. Potrebbe trattarsi di un’ansia sociale? In questo caso bisognerebbe approfondire l’indagine chiarendo se il bambino ha altri interessi o se si rifiuta, in generale, di stare nelle situazioni sociali. Il bambino potrebbe anche sentirsi oggetto di aspettative troppo elevate da parte dei genitori (si potrebbe somministrare il TMA per indagare i livelli di autostima).
A livello di intervento:
- Al bambino potrebbe giovare un intervento di tipo cognitivo comportamentale. Se dall’ulteriore raccolta di dati risultano soddisfatti i criteri per l’ansia sociale, l’intervento dovrebbe riguardare anche esposizione , desensibilizzazione ed estinzione. In generale si dovrebbe lavorare sulle competenze sociali, sull’autostima, sulla ristrutturazione cognitiva dell’immagine di sé e degli altri;
- A livello scolastico, sicuramente si deve procedere con un approccio psicoeducativo, a sensibilizzare le insegnanti circa la tematica dell’intelligenza superiore. Non si può rimproverare un bambino perché “vuole troppo”, anzi questo potrebbe essere rinforzato ed eventualmente si potrebbero ipotizzare gruppi di apprendimento cooperativo. Dall’altra parte il bambino, con la guida del terapeuta, sdovrebbe imparare a “gestire” i suoi comportamenti;
- Parent training con i genitori ed intervento psicoeducativo.
Può andare, voi che dite???:Ops:
Buongiorno!!!
Vi posto un link...:Ops:
http://www.professionepsicologo.com/...so_clinico.pdf
Buono studio a tutti!!!!
grazie CMICHELA è molto utile...io da oggi sto cercando di memorizzare i vari disturbi...credo di essere un bel pò in ritardo :( ma speriamo bene...man mano che faccio i vari disturbi li posto qua :)
oggi ho fatto il RITARDO MENTALE, cercherò di seguire più o meno questo schema:
analisi dei dati e della domanda: analizzo i dati che ho e quelli che non ho per proporre eventuali colloqui etc
formulazione ipotesi diagnostica secondo i criteri del DSM-IV-R
diagnosi differenziale: differenzio il RM dai Disturbi Specifici dell'Apprendimento, dai Disturbi della Comunicazione, dai Disturbo Generalizzati dello Sviluppo, dalla Demenza e dal Funzionamento intellettivo Limite (considerando sempre la presenza di una condizione medica generale, tipo sindrome down...)
strumenti da utilizzare (in base anche alle capacità del pz, per esempio nel RMGrave spesso è difficile poter valutare il QI con prove standardizzate): colloqui e osservazione diretta, WISC o WIPPSI, CPM, disegno della figura umana di Machover, test ABI (Brown, 1987) per valutare il comportamento adattivo, TMA (Braken, 1993) per valutare l'autostima
ipotesi di trattamento: il trattamento dovrà essere individualizzato e mettere in luce i punti di forza del pz. Scelgo spesso un trattamento cognitivo comportamentale con le seguenti tecniche: rinforzamento, estinzione, modellaggio, modellamento, analisi del compito, apprendimento senza errori (prompting e fading), lettura funzionale (soprattutto per il RM grave) parent training, cooperative learning + teacher training + vari colloqui con i genitori (sia di ascolto che di restituzione) e con i docenti + utilizzo di programmi computerizzati per facilitare l'apprendimento di varie abilità scolastiche e non + invio a vari specialisti come logopedista, terapista occupazionale (sempre in base alla gravità del ritardo) e ai vari servizi territoriali (centri ricreativi o strutture semi residenziali etc)...
potrebbe andare???
Disturbi Generalizzati dello sviluppo:
dsiturbo autistico: Maurizia ha 4 anni, ha un ritardo nel linguaggio, non usa giochi, batte certi oggetti per ore, muove le mani davanti ai suoi occhi in modo stereotipato, gira per ore in una stanza, non parla e a volte sembra che miagoli....
analisi della domanda e dei dati: prendo in considerazione i dati presenti e richiedo un colloquio con i genitori per comprendere chi ha effettuato l'invio, le loro motivazioni, dubbi, paure, acquisire info sull'anamnesi di Maurizia, sull'anamnesi familiare etc
valutazione quadro sintomatico: si potrebbe ipotizzare la presenza di un DGS ed in particolare del Disturbo autistico secondo i criteri diagnostici del DSM-IV R.........
diagnosi differenziale: il Disturbo Autistico verrà differenziato dal Disturbo di Rett, Disturbo disintegrativo della fanciullezza, disturbo di asperger, schizofrenia, disturbo da movimenti stereotipati, disturbo del linguaggio, mutismo selettivo e ritardo mentale
strumenti da utilizzare: disegno figura umana, wisc, cpm, abi, ados, adi-r, cars + colloqui e osservazione
ipotesi di trattamento: educazione speciale con tecniche cognitivo comportamentali e il programma TEACCH (rinforzamento, estinzione, modellaggio, modellamento, apprendimento senza errori, role playing, parent training) + possibile utilizzo della pet therapy + possibile intervento da parte di altre figure come logopedista etc e utilizzo di vari servizi territoriali (centri specializzati etc)..
secondo voi se dovesse uscire un DGS il più probabile è il Disturbo Autistico?? perchè io ho fatto nello specifico quello poi per gli altri so i criteri diagnostici (che mi servono soprattutto per la diagnosi differenziale) ma non ho nulla di preciso sulla terapia e sugli strumenti da proporre....posso usare gli stessi del disturbo autistico????
stessa cosa per il Disturbo Reattivo dell'attaccamento dell'infanzia o della prima adolescenza...ho fatto bene i criteri, come strumenti penso di mettere osservazione, colloqui e strange situation...ma per un possibile intervento???? coinvolgerei l'intera famiglia e magari richiederei l'intervento di un'assistente sociale...ma sono cose che sto pensando io..non ho trovato nulla di preciso...chi mi aiuta'????
questo è un caso che ho fatto tempo fa....
analisi della domanda e dei dati disponibili: proporre un colloquio con le maestre per comprendere l'invio (difficoltà di G e in quale aree sono presenti, particolari comportamenti etc) + colloquio con la madre (anamnesi di G, anamnesi familiare, stile genitoriale, consapevolezza.....)
dall'anamnesi familiare emerge una situazione di grave trascuratezza perciò sarebbe ipotizzabile anche un affido temporaneo del minore (lavoro in rete con i servizi sociali)
dai dati oggettivi emerge un QI nella norma per cui possiamo escludere un RM, vediamo maggiori difficoltà verbali quindi si potrebbe indagare anche una difficoltà eventuale nell'area del linguaggio, dal rorschac emergono minacce e aggressioni e il bambino si mostra ansioso e timido, si potrebbe ipotizzare secondo i criteri diagnostici del DSM-IV un disturbo reattivo dell'attaccamento di tipo inibito (diagnosi che dovrà essere confermata con ulteriori colloqui e osservazione diretta)
possibile intervento: sostegno alla madre + disintossicazione
terapia con G per potenziare la sua espressione emotiva (alfabetizzazione emozionale) e possibile intervento di assistenza domiciliare con una figura che sostenga il bambino nelle diverse attività (esecuzione compiti, socializzazione etc)
Disturbi dell'apprendimento
analisi della domanda e dei dati: analizzare tutti i dati disponibili e proporre colloqui con genitori e insegnanti per acquisire maggiori info (anamnesi etc)
valutazione quadro sintomatico e ipotesi diagnostica: dati i sintomi si potrebbe ipotizzare la presenza di un disturbo specifico dell'apprendimento (preciso quale e i criteri diagnostici)
diagnosi differenziale: differenzio il disturbo dell'apprendimento dalle normali variazioni dei risultati scolastici, dall'ambiente non stimolante, dai deficit sensoriali, dal RM, dal disturbo della comunicazione, dai disturbi generalizzati dello sviluppo e per quanto riguarda il disturbo dell'espressione scritta anche dal disturbo della coordinazione motoria
strumenti utilizzati:
valutazione cognitiva (wisc wippsi o cpm)
valutazione umore e ansia (stai for children o child depression inventory o parent questionnaire mood and anxiety e teacher rating scale mood and anxiety); valutazione autostima (tma)
valutazione abilità specifica (PRCR2 Cornoldi, prove MT, ABCA di Lucangeli, SPM)
valutazione percezione (test visivo di frostig e test visuo motorio di bender gestalt)
valutazione metacognizione e motivazione (prove MOT di Cornoldi)
ipotesi di intervento: tecniche cognitivo comportamentali (rinforzamento differenziale e utilizzo dell'istogramma per avere un automonitoraggio, autoistruzioni, modellaggio, modellamento
x la lettura intervento sulla codifica con training centrati sul deficit, analisi del compito, curricula costruiti ad hoc e apprendimento senza errori + intervento sulla comprensione del testo con rinforzi informativi, autocontrollo
apprendimento cooperativo
utilizzo della tecnologia
parent e teacher training
beh..mi sembra ottimo!!!!!!!
ragazzi curiosando tra le vecchie tracce della facoltà di cagliari (dove io farò l'esame) ho trovato queste...ma è possibile che escano per la3 prova??? io mi aspetto un caso tipico come quello dei libri con la descrizione dei sintomi etc non una roba del genere...non saprei da dove iniziare...il primo soprattutto mi sembra più un testo della seconda prova...poi gli ultimi 2 boh ...aiutoooooo
Gli insegnanti di una scuola secondaria di secondo grado riscontrano da tempo varie problematiche
dovute principalmente a frequenti comportamenti di disturbo da parte di alcuni alunni rivolti nei
confronti di altri compagni.
Un insegnante di lettere e filosofia, in particolare, denuncia in sede di Collegio dei Docenti, alcuni
accadimenti per cui una studentessa è stata fatta oggetto di pesanti attenzioni come l’essere presa in
giro per le sue caratteristiche fisiche, sottoposta ad isolamento sociale da parte degli altri studenti e,
fatto questo grave anche sotto il profilo penale, vittima di un’aggressione da parte di alcuni
compagni maschi durante l’intervallo. Il clima in cui si inserisce l’avvenimento trova riscontri
anche da parte di altri insegnanti che sottolineano il consistente emergere di comportamenti a
rischio psicosociale relativi, in particolare, a difficoltà di integrazione di alcuni altri alunni, i quali
sembrano sistematicamente posti in condizione di esclusione sociale anche quando gli stessi
insegnanti si fanno promotori di attività che comportano lavoro di gruppo in classe.
IL candidato descriva gli ambiti di approfondimento e le modalità di valutazione della situazione
problema, e specifichi in che modo imposterebbe un eventuale intervento richiesto in qualità di
psicologo..
Il Tribunale per i Minorenni di Roma ha incaricato lo psicologo del servizio sociale comunale ad
effettuare un’indagine psico-sociale su una coppia che ha fatto domanda per l’adozione di un
bambino. Il candidato indichi in che maniera svolgerebbe un’indagine di questo tipo e quali
elementi indagherebbe maggiormente alfine di stendere una relazione psico-sociale
Il Tribunale per i Minorenni di Roma ha incaricato lo psicologo del Servizio socio-sanitario territoriale di effettuare un'indagine psico-sociale su un fratello e una sorella, rispettivamente di 5 e di 8 anni, per un sospetto di trascuratezza emotivo-relazionale e materiale, a livello familiare, in base alla segnalazione degli insegnanti del plesso scolastico che accoglie i due minori nella scuola materna ed elementare.
Il candidato indichi le modalità principali con cui svolgerebbe un'indagine di questo tipo e quali elementi indagherebbe maggiormente al fine della valutazione dei bambini e del loro nucleo familiare per elaborare un’esauriente relazione psico-sociale.
Buonasera Valentin@!!!
io l'ho svolto praticamente come te, ma tra le possibili diagnosi ho inserito anche il disturbo di adattamento cronico (più che altro perchè per il disturbo reattivo dell'attaccamento bisognerebbe dimostrare che i sintomi erano presenti prima dei 5 anni) poi ho detto anche che bisognerebbe approfondire il ruolo del papà: il bambino lo va atrovare? riceve sue lettere? ecc...
che dite?:zott:
hai ragione :) avrei dovuto considerare maggiormente l'età del bambino 8 anni, quindi indagare per capire se ha mostrato i vari sintomi prima dei 5 anni pur essendo arrivato dallo psicolofo a 8 ....nel disturbo dell'adattamento non mi è molto chiaro il criterio in cui si dice che i sintomi devono comparire entro 3 mesi dalla presenza del fattore stressante, cioè in questo caso il fattore stressante è l'intera situazione familiare (padre detenuto, madre che lo trascura etc) quindi dovrei capire da quanto tempo i genitori sono tossicodipendenti, da quanto tempo lui è rinchiuso in carcere etc?? e vedere se da quel momento i sintomi si sono manifestati entro 3 mesi?????
altra info
ragazzi vi ripropongo queste tracce mi dite cosa fareste???? MEMOLE secondo te è possibile che escano delle tracce del genere????? :)
Gli insegnanti di una scuola secondaria di secondo grado riscontrano da tempo varie problematiche
dovute principalmente a frequenti comportamenti di disturbo da parte di alcuni alunni rivolti nei
confronti di altri compagni.
Un insegnante di lettere e filosofia, in particolare, denuncia in sede di Collegio dei Docenti, alcuni
accadimenti per cui una studentessa è stata fatta oggetto di pesanti attenzioni come l’essere presa in
giro per le sue caratteristiche fisiche, sottoposta ad isolamento sociale da parte degli altri studenti e,
fatto questo grave anche sotto il profilo penale, vittima di un’aggressione da parte di alcuni
compagni maschi durante l’intervallo. Il clima in cui si inserisce l’avvenimento trova riscontri
anche da parte di altri insegnanti che sottolineano il consistente emergere di comportamenti a
rischio psicosociale relativi, in particolare, a difficoltà di integrazione di alcuni altri alunni, i quali
sembrano sistematicamente posti in condizione di esclusione sociale anche quando gli stessi
insegnanti si fanno promotori di attività che comportano lavoro di gruppo in classe.
IL candidato descriva gli ambiti di approfondimento e le modalità di valutazione della situazione
problema, e specifichi in che modo imposterebbe un eventuale intervento richiesto in qualità di
psicologo..
Il Tribunale per i Minorenni di Roma ha incaricato lo psicologo del servizio sociale comunale ad
effettuare un’indagine psico-sociale su una coppia che ha fatto domanda per l’adozione di un
bambino. Il candidato indichi in che maniera svolgerebbe un’indagine di questo tipo e quali
elementi indagherebbe maggiormente alfine di stendere una relazione psico-sociale
Il Tribunale per i Minorenni di Roma ha incaricato lo psicologo del Servizio socio-sanitario territoriale di effettuare un'indagine psico-sociale su un fratello e una sorella, rispettivamente di 5 e di 8 anni, per un sospetto di trascuratezza emotivo-relazionale e materiale, a livello familiare, in base alla segnalazione degli insegnanti del plesso scolastico che accoglie i due minori nella scuola materna ed elementare.
Il candidato indichi le modalità principali con cui svolgerebbe un'indagine di questo tipo e quali elementi indagherebbe maggiormente al fine della valutazione dei bambini e del loro nucleo familiare per elaborare un’esauriente relazione psico-sociale.
Buongiorno!!!!
CITO DAL DSM, GUIDA ALL'INFANZIA E ADOLESCENZA, disturbo di adattamento:
"UN IMPIRTANTE MODIFICAZIONE NEL DSM IV PERMETTE UNA DURATA MOLTO MAGGIORE PERCHE' LA DIAGNOSI ADESSO PUA' ESSERE FATTA FINCHE' IL FATTORE STRESSANTE PERSISTE... SPECIFICAZIONE ACUTO O CRONICO.... MOLTI BAMBINI PROVENGONO DA CONTESTI MAL FUNZIONANTI CHE PROBABILEMNTE NON SI MODIFICANO..."
Secndo me, comunque, è bene lasciare entrambe le possibilità diagnostiche dicendo che è necessario chiarire , appunto, da quanto tempo i sintomi persistono (infatti il contesto è talmente disturbato che non si può escludere che siano precedenti ai 5 anni di età). In questo caso l'intervento del servizio sociale credo che sia inevitabile!!!!
:Ops:
metto un nuovo caso:
Roberto ha 8 anni, frequenta la III elementare e mostra alcuni problemi nell’apprendimento. Le insegnanti della sua classe si rivolgono al servizio di consulenza psicologica presente nella scuola. Dalla loro segnalazione emerge che Roberto è interessato alle attività scolastiche ad eccezione della lettura verso cui mostra un totale rifiuto. Quando deve leggere lo fa con estrema lentezza e compiendo molti errori. Tende a contrarre le parole e ad invertire lettere e sillabe. Nonostante sembri spesso interessato alle materie scolastiche, Roberto non riesce a mantenere l’attenzione per tempi prolungati, si lascia facilmente distrarre da stimoli esterni, si muove continuamente come se avesse l’argento vivo addosso, perde continuamente le cose necessario per le attività che deve svolgere, ha bisogno di continue sollecitazioni per portare a termine un compito. Nella comunicazione in classe è piuttosto attivo, interviene spontaneamente nelle conversazioni esprimendo le proprie opinioni o raccontando episodi che gli sono accaduti. Nella scrittura compie frequenti errori di ortografia e quando compone un testo non sa organizzare le idee seguendo un filo logico. Roberto è molto consapevole dei suoi insuccessi, si scoraggia facilmente e talvolta ha crisi di rabbia quando non riesce a svolgere un compito. Al candidato/a si chiede di indicare sinteticamente:
1. le ipotesi che si possono avanzare per spiegare le difficoltà di questo bambino
2. gli strumenti di valutazione che potrebbero essere utilizzati per comprendere meglio la natura delle difficoltà
3. il rapporto che cercherebbe di costruire con gli insegnanti del bambino per impostare insieme a loro un Intervento
Buongiorno a tutti, provo timidamente a rispondere rispetto al caso del bambino di 8 anni....se poi qualcuno volesse, per me sarebbe importante avere un feedback.Per affrontare il caso in questione si farà riferimento al Manuale diagnostico DSM IV, purtuttavia i dati che ci sono stati forniti, non sono sufficienti ad attribuire i sintomi ad un'unica categoria nosologica. L'approccio teorico-pratico che verrà utilizzato sarà di tipo cognitivo-comportamentale.
1) L'ipotesi principale è quella per cui ci si trovi in presenza di un "disturbo specifico di apprendimento della lettura e della scrittura". Tale ipotesi è giustificata dalle difficoltà registrate dalle insegnanti, la lentezza, il timore nel leggere, la defficoltà nel mantenere il giusto ordine delle sillabe, denotano la possibile presenza di un disturbo della lettura; sono inoltre segnalati problemi ortografici nella scrittura. Il bambino inoltre presenta sintomi tipici del disturbo di Deficit di attenzione ed iperattività che potrebbe essere presente in comorbilità, e sintomi di disturbi dell'umore consistenti in scatti rabbiosi (probabilmente una depressione reattiva) nonchè bassa autostima.
2) Rispetto agli strumenti utili per approfondire, si potrebbero svolgere colloqui con genitori ed insegnanti al fine di avere un quadro completo rispetto all'Anamnesi del Bambino (sviluppo linguistico, sviluppo socio-emotivo, sviluppo motorio), Anamnesi familiare (problemi in gravidanza o periodo perinatale, relazioni familiari, stile di attaccamento), Storia del disturbo (data insorgenza, specialisti consultati). Possono inoltre essere somministrati test specifici come la WISC III al fine di scongiurare la presenza di Ritardo Mentale (il QI nei casi di DSA è in genere uguale o superiore alla media), Il TMA (test multidimensionale dell'autostima, il FRT ((family relations test), test grafici (disegno dell'albero e della famiglia) al fine di approfondire determinati stati emotivi, inoltre per approfondire rispetto ai DSA si potrebbe ipotizzare di somministrare il test di livello MT di Cornoldi e per la diagnosi differenziale specifica la batteria di valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva di Sartori, Job e Tressoldi.
3) Rispetto al lavoro che lo psicologo potrebbe impostare con le insegnanti, potrebbe essere impostato un lavoro sulla metacognizione , al fine di migliorare non solo la correttezza della lettura, quanto le strategie per assimilare e comprendere il testo. Il lavoro che lo psicologo potrebbe impostare rispetto alla ristrutturazione dell'autostima del bambino, potrebbe coinvolgere tutta la classe seguendo un programma di alfabetizzazione alle emozioni (riconoscimento ed espressione) e di rinforzo della percezione di Sè basato sul dialogo, il riconoscimento e l'accettazione del prossimo, il tutto grazie a tecniche quali il circle time ed il role play.
Buongiorno...
l'ho svolto praticamente come te... ho aggiunto solamente il fatto che un logopedista o uno psicologo cognitivo potrebbero potenziare individualmente le abilità di lettura. Ho poi aggiunto l'uso di software in classe, nonchè la crazione di portfoli tematici specifici...
Buono studio!!!!
Vai con i casi!!!!:Ops:
Giugno 2004
La scuola media S. segnala al Servizio Materno Infantile della ASL di competenza zonale una situazione di mancata frequenza scolastica ; E. , un ragazzo di 11 anni , è assente dalla scuola , dove frequenta la prima media , da più di due mesi. La scuola ha ripetutamente contattato la famiglia che ha giustificato l’assenza di E. con motivi poco credibili.. L’equipe della ASL decide di effettuare una visita domiciliare , concordando un appuntamento con i genitori. L’assistente sociale e la professoressa di lettere della classe di E. si recano a casa di E. in tarda mattinata e lo trovano a letto, nascosto sotto le coperte. I genitori non sono d’accordo fra loro ne sull’esposizione dei fatti relativi all’assenza di E.
dalla scuola ne sui provvedimenti da adottare per risolvere il problema. La psicologa della ASL convoca E. insieme ai genitori nella sede ambulatoriale. La madre descrive il comportamento di E. come quello di un bambino capriccioso; il padre,invece,sembra preoccupato dell’isolamento di E. che da due mesi non ha più una vita sociale : esce di casa solo con il padre per andare dagli zii paterni. Nel colloquio seguente,senza genitori, E . analizza insieme alla psicologa i possibili motivi che gli hanno impedito di tornare a scuola :una fortissima ansia all’idea di uscire di casa, la preoccupazione per i continui litigi fra i genitori, un senso di disagio a scuola che non sa spiegare. E, ricorda che in passato,in terza elementare aveva avuto qualche difficoltà .superate con l’aiuto delle maestre.
Il candidato illustri sinteticamente:
I ) quali altri dati sarebbero utili per meglio definire la situazione
2) l’ipotesi o le ipotesi che si possono i formulare per spiegare le difficoltà di E.
3) di quali strumenti si potrebbero utilizzare per avvalorare tali ipotesi
4) quali ipotesi di diagnosi differenziale si possono formulare
5) il tipo di intervento ritenuto più idoneo
6) le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare
premetto che mi sembra ok..comunque posso darti qualche consiglio?
1. nelle ipotesi diagnostiche NON scrivere dist apprendiemnto della lettura e scrittura...sembra che tu abbia già chiara l'ipotesi diagnostica..mentre sappiamo bene che per fare una diagnosi ce ne vuole...quindi magari ipotizza un disturbo della CLASSE DEI DISTURBI DI APPRENDIEMNTO e poi aggiungi che QUALORA TUTTE LE INDAGINI CHE FARAI VERIFICASSERO LE TUE IPOTESI ALLORA POTREBBE TRATTARSI DI ...APPRENDIMENTO DI LETTURA E SCRITTURA! :)
2. DAI più spazio all'anamnesi, esplicita per be etutte le aree che andresti ad indagare: tipo:
gravidanza (periodo, emotività materna, parto..etc etc), rapprti familiari (rapporti fra eventualib ffratelli, fra genitori, nella c oppia rispetto al bambino...etc etc), scuola...e via dicendo! :) e specifica che queste info le prenderesti attraverso una serie di colloui fatti sia con il bambino da solo, sia con colloqui fatti con geniotri da soli e poi con bambino e gentiro insieme!
3. tra gli strumenti non diemnticare l'osservaizone! è importantissima nell'area evolutiva!
4. per i trattamenti, cerca di essere più specifica, tipo:
per la famiglia: parent training con tecniche quali...................per ottenere.............
per il abmbino: cognitivo comportamnetale modeling, shaping e via dicendo(e scrivi lo scopo di queste tecniche..)
e per la scuola: teacher training(scrivi tecniche e obiettivi!)
e non dimanticare che per fare tutto ciò ti avvali della collaborazione di altri rpofessionisti quali logopedista e neuropsicologo ad esmepio! :)
Allora,
prima di tutto grazie a Michela di Giulianello (pensa, io sto a Velletri) per dare a me ed agli altri la possibilità di metterci alla prova, e poi Memolememole grazie per il preziosissimo feedback. Ed ora rimbocchiamoci le maniche rispetto al caso proposto:
1)Per approfondire meglio la situazione, sarebbe molto importante un'anamnesi accurata del bambino, includendo le varie fasi dello sviluppo con tutti i sui aspetti, un'approfondita anamnesi familiare, struttura della famiglia, rapporti tra i coniugi, livello di accordo o coerenza tra coniugi, problematiche relative alla gravidanza, come è stata vissuta la maternità ed i primi anni di vita del bambino, quale è lo stile di attaccamento che si è instaurato. Anamnesi del disturbo: periodo di insorgenza (approfondendo l'episodio che c'è stato quando il b. frequentava la terza elementare, perchè lo hanno aiutato solo le maestre e non i genitori), il motivo per cui i genitori non hanno contattato qualche professionista per essere aiutati ma la scuola è dovuta intervenire dopo 2 mesi. Tutto ciò avverrebbe con colloqui approfonditi con insegnanti e genitori.
2) L'ipotesi principale è che si possa trattare di un caso di disturbo di ansia, nonostante i dati a disposizione non siano sufficienti ad attribuire i sintomi ad un'unica categoria nosologica. La fortissima ansia che il ragazzo prova nel momento in cui deve uscire di casa, il disagio che prova nell'entrare a scuola e quando assiste alle liti dei genitori possono creare un profondo disagio in un momento delicato come l'ingresso nella classe prima media ed in una fase importante come quella della pubertà. Indagando nell'ambito dello stile di attaccamento si può cercare di comprendere se ci dovesse essere uno stile di attaccamento insicuro che può eventualmente aver portato all'instaurarsi di profonde paure ed ansie. Dopo ulteriori indagini e verifiche si potrebbe ipoteticamente giungere ad una definizione del caso in questione come ansia di separazione.In ultima ipotesi, al fine di non farsi fuorviare dai pochi dati che ci sono stati forniti, si potrebbe anche ipotizzare una difficoltà nel processo di apprendimento che potrebbe creare una forte ansia.
3) Per avvalorare tale ipotesi si potrebbe prima di tutto svolgere qualche osservazione del ragazzo in ambito scolastico e privato, si potrebbe indagare ulteriormente rispetto al momento dell'inserimento alla scuola materna, elementare e medie. Si potrebbe somministrare qualche test specifico come TRI (test delle relazioni interpersonali) per comprendere meglio il sistema relazionale del ragazzo, il TAD test dell'ansia e della depressione, il Child Behavior Checklist per avere un'idea globale del funzionamento del ragazzo, il TAT (test di appercezione tematica) per indagare i vissuti affettivo-emotivi del ragazzo. Al fine di comprendere ulteriormente l'eventualità di problematiche nel percorso di apprendimento si potrebbe somministrare la WISC-III per un profilo cognitivo globale ed eventualmente prove relative ai DSA come la Batteri di Valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva.
4) La diagnosi differenziale potrebbe essere fatta con gli altri disturbi di ansia: si potrebbe trattare di ansia generalizzata o di una fobia specifica, eppure il soggetto prova ansia a separarsi da casa e dalle persone di accudimento. Si potrebbe trattare di un disturbo dell'umore di tipo depressivo (visto il livello di ritiro sociale) che grazie ad approfondimenti potrebbe risultare in comorbilità con il disturbo di ansia.
5) L'intervento, basato su tecniche e teorie cognitivo-comportamentali potrà essere di tipo multimodale, incentrato sul bambino, la famiglia ed il contesto scolastico. Rispetto al bambino si potrebbe pensare ad una ristrutturazione cognitiva basata sullo schema ABC in cui tramite un'analisi funzionale si comprendono eventualmente gli antecedenti, il comportamento e le conseguente, vengono quindi compresi i pensieri disfunzionali che stanno allla base del comportamneto disfunzionale e si può procedere nel tentare di sostituire tali pensieri con pensieri più razionali e funzionali. Rispetto ai genitori si può procedere nell'improntare un programma di ristrutturazione fatto di rinforzi differenziali nei confronti del proprio figlio, tentando di coinvolgerlo in situazioni sociali oppure semplicemente rinforzando l'azione di andare a scuola, cercando come obbiettivo di restituirgli la voglia di vivere e la fiducia in se stesso. Nell'ambito scolastico si può lavorare con gli altri ragazzi in situazioni di role play, giocando con il riconoscimento delle emozioni tramite momenti di condivisione in circle time.
6) Per ciò che concerne le risorse di rete psico-sociale, è importante tenere presente l'ipotesi di disinteresse da parte dei genitori e quindi l'eventuale entrata in scena dei servizi sociali. Per ciò che concerne i problemi relazionali si potrebbe pensare l'eventualità qualora ve ne fosse realmente bisogno di inviare la coppia genitoriale ad uno psicologo-psicoterapeuta specializzato in problemi di coppia.
Incrocio le dita.
Commenti? Feedback?
Grazie e buon lavoro
ragazze...passo per esortarvi a scrivere un po' stringato! qui su ops è vietato postare temi, casi per intero....
mettete le scalette... altrimenti sarò costretta a editare tutto! :(
buono studio!
OOOOps, scusatemi, non sapevo e sono stato prolisso....
comunque mi piacerebbe sapere se con quello che ho scritto passerei l'esame.
Grazie.....
ragazzi ho un dubbio...ho trovato un caso in cui viene descritto un bambino di 7 anni e mezzo, indietro un pò su tutto per quanto riguarda l'ambito scolastico (specialmente la scrittura in corsivo), con difficoltà relazionali e sociali, deficit attentivo, comportamenti stereotipati, aggressività + linguaggio chiaro funzionale anche se le prime parole sono comparse dopo i 2 anni + empatia e sensibilità. inoltre, possiede un QI di 81.
nel libro mette la diagnosi di DGS NAS, ma si deve aggiungere anche la diagnosi in asse II di Funzionamento Intellettivo Limite dato che il QI è compreso tra 71 e 84 o no?
P.S: scusate se vi faccio una domanda un pò stupida...ma voi avete fatto i criteri diagnostici dei vari disturbi tutti a memoria??cioè possiamo riportarli nel caso all'esame anche se non esattamente con le parole del DSM??
io la aggiungerei........... :)..e certo che puoi riportarli a parole tue...purchè scrivi cose vere! :)
io ho fatto un bel pò di libri..l'unico che riporta gli assi è il DSM non credo che sia necessario all'esame, potrebbe essere al massimo un qualcosa in più che decidiamo di mettere noi...
invece io volevo chiedervi avete fatto nello specifico anche i disturbi che si presentano con caratteristiche fisiche (disturbo transitorio da tic, cronico da tic motori o vocali, tourette) disturbo da movimenti stereotipati, evacuazione(enuresi encopresi) e i vari disturbi del sonno????? intendo criteri a memoria, strumenti e intervento???? io li ho studiati ma giusto per sapere di cosa si tratta, + che altro penso siano utili per la diagnosi differenziale con altri...o mi conviene farli bene bene???
ragazzi vi propongo questo caso:
matteo ha 4 anni e frequenta la scuola materna, è allegro e affettuoso, partecipa a qualsiasi attività proposta ma non riesce a fermarsi su uno stesso gioco per un tempo sufficiente all'apprendimento delle sue regole, vuol fare sempre di testa sua e per tale motivo le relazioni con i coetanei diventano spesso problematica. non mostra aggressività e quando viene allontanato dai giochi, concentra la sua attenzione verso altri oggetti attraenti che però improvvisamene perdono il loro fascino e così si mette ala ricerca di qualcos'altro nell'ambiente.
fin dalla nascita viene descritto come bambino difficile, spesso irritabile e con difficoltà nei ritmi sonno-veglia e alimentari. la madre dice che non è mai riuscita a farlo stare fermo nemmeno promettendogli un regalo o una caramella.
le insegnanti della scuola dell'infanzia sono consapevoli di tali comportamenti, ma non sembrano allarmate e identificano la causa della sua eccessiva vivacità in una immaturità transitoria.
intanto i genitori si sentono sempre più impotenti di fronte a Matteo e quindi sono essi a richiedere una consulenza psicologica.
Qualcuno mi sa dire se ci sono testi con casi già svolti, in modo da esercitarsi ed avere subito un feedback? Grazie...
provo... le info sono proprio poche...
- approfondire anamnesi, effettuare colloqui e osservazione del gioco e del disegno;
- i sintomi sembrerebbero far pensare ad un disturbo del comportamento: Iowa conners teacher rating scales e conner staing scale", comprendere se i criteri sono rispettati, quali sono i sintomi prevalenti ed escludere che non si tratti di una 2normale vivacità. Io somministrerei anche un cognitivo per escludere ritardo mentale alla base della disattenzione;
- intervento cognitivo comportamentale (vedi Celi), parent training, colloqui e collaborazione con le insegnanti...
che dite?:Ops:
Guardate questo!!!
Francesca, 8 anni, viene segnalata dalla scuola allo psicologo per problemi scolastici. Dal colloquio con la
madre si hanno le seguenti informazioni: la bambina vive con lei ed un fratello di 11 anni. I genitori sono
separati da circa 4 anni. Francesca non vuole parlare del padre che non vede da 2 anni.
La bambina è stata operata al cuore per due volte consecutive (a due e a cinque anni), interventi che hanno
risolto definitivamente la sua condizione cardiaca.
La madre è particolarmente impegnata nell’attività professionale ed a portare avanti un incarico politico e per
questi motivi Francesca è stata cresciuta ed attualmente viene seguita per buona parte della giornata da una
tata che abita nell’appartamento accanto. La tata è molto legata a Francesca perché ha perso circa 10 anni
fa una figlia per leucemia; è molto permissiva ma nello stesso tempo protettiva, teme per la sua salute
limitandola nella frequentazione dei coetanei e soprattutto nelle attività di gioco che richiedono attività
motoria. E’in competizione con la madre nella scelta di atteggiamenti educativi efficaci, tentando anche di
sostituirsi nel ruolo materno.
Francesca ha camminato a 13 mesi ed ha presentato difficoltà di linguaggio. Sia la madre sia la tata
sottovalutano i problemi che la bambina presenta nell’apprendimento scolastico.
Dal colloquio con le insegnanti emerge che la bambina non ha molte relazioni con i coetanei, si rapporta
prevalentemente con gli adulti. Ha atteggiamenti bamboleggianti, è lenta nell’esecuzione delle attività
scolastiche, presenta una capacità di scrittura inferiore ai suoi compagni, commette molti errori ortografici e
anche il calcolo è deficitario con difficoltà di concentrazione. Nonostante sia giunta alla fine della terza
elementare non è in grado di leggere correttamente un semplice brano, né di riferirne il contenuto. La
bambina si rende conto che potrebbe fare meglio, cosa che le provoca molta frustrazione.
Dalla valutazione psicodiagnostica svolta dallo psicologo emerge dai risultati della WISC-R un Q.I totale di 90
con Q.I V superiore al Q.I P.
Si chiede di indicare le ipotesi diagnostiche che si possono avanzare per interpretare le cause del disagio
scolastico, gli strumenti di valutazione che potrebbero essere utilizzati ed eventuali interventi da svolgere in
ambito scolastico e familiare.