Riferimento: lavoro e cooperative
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roro1982
Ieri sono ritornata all'unica casa-famiglia che mi aveva lasciato un po' di possibilità,la responsabile mi ha risposto che ora è tutto fermo,poi gli educatori già ci sono,lo psicologo che saltuariamente opera lì già c'è,e poi (sue parole) chiamano sempre gli stessi all'interno delle cooperative,mi ha detto che mi terrà in considerazione per progetti futuri.
Continuerò il giro per altre case famiglia, cooperative sociali,ma realisticamente vedo che senza agganci non ti considera nessuno,come confermato da chi fa parte del sistema.
Ciao, non conosco il settore cooperative ma da quello che ho letto mi pare che al momento non ci siano molte possibilità per uno psicologo. Mi chiedo se non sia il caso (magari l'hai già fatto) di ampliare l'orizzonte, anche in base ai tuoi interessi, eventuali titoli, esperienze, ecc.
Riferimento: lavoro e cooperative
Esperienze ?
Tirocinio post lauream in una UOSM,poi in precedenza un po' di volontariato in case famiglia,poi questa casa famiglia è stata pure chiusa se non sbaglio, laurea specialistica in psicologia clinica e dello sviluppo.
L'unica possibilità è diventare psicoterapeuta e intraprendere la libera professione,ma anche lì devi essere abile a venderti,ad avere contatti per crearti un certo numero di pazienti.
Riferimento: lavoro e cooperative
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LePleiadi
Io non credo che fare la psicoterapeuta sia la cosa migliore, la concorrenza è tanta e di libera professione non si vive.
Io ti direi di specializzarti in un ambito un pò ristretto che dia capacità concrete e spendibile.
Sulla bravura a vendersi...credo che oggi sia una dote indispensabile.
Perchè non proponi tu direttamente un progetto su qualcosa di "gettonato"?
Credo che il mercato degli psicoterapeuti sia saturo.
Riferimento: lavoro e cooperative
Avevo pensato di proporre dei progetti,ho cercato collaborazioni,ma nessuno vuole collaborare,e da sola non sono capace di iniziare,ora direte: "ma no ti devi muovere tu,non aspettare gli altri",non tutti sono capaci di proporre progetti completamente soli,,quindi per me è da scartare.
Per i master si ho pensato di farlo,a tale riguardo conoscete un buon master per l'autismo o i DSA in Campania ?
Riferimento: lavoro e cooperative
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Originalmente inviato da
roro1982
Esperienze ?
Tirocinio post lauream in una UOSM,poi in precedenza un po' di volontariato in case famiglia,poi questa casa famiglia è stata pure chiusa se non sbaglio, laurea specialistica in psicologia clinica e dello sviluppo.
L'unica possibilità è diventare psicoterapeuta e intraprendere la libera professione,ma anche lì devi essere abile a venderti,ad avere contatti per crearti un certo numero di pazienti.
Non so. Questo discorso del vendersi, del mercato, a me piace molto poco e credo che si debba stare attenti, anche per le ripercussioni che può avere sulla persona. Però non entro nel merito perché quando ho iniziato a lavorare io (insegnante di scuola primaria) la situazione era meno tragica di ora; in ogni caso la questione dell'apparire, della visibilità, con tutti i risvolti che ha, ahimé entra dappertutto, e bisogna cercare di sopravvivere mantenendo la propria identità. Il rischio di diventare una molla dell'ingranaggio economico putroppo c'è, in tutti i campi (anche per chi lavora). io credo che il disagio nasca anche da lì.
In riferimento a quello che dici (ho notato il tono abbastanza scoraggiato dei tuoi post), credo che si possa anche ribaltare la prospettiva.
Non so se mi spiego: se una persona è molto delusa e convinta di X e io le dico che per andare avanti, in effetti, bisogna fare X, non c'è storia. La delusione aumenta perché oltre a esserc, realisticamente, un problema fuori, la cosa nasce da dentro. E i due fattori si alimentano, mi spiego? Quindi, secondo me, è da lì che bisogna partire, dal mio stare male. Poi se sto meglio, magari riesco ad affrontare in modo diverso anche il problema esterno.
Sul piano pratico, se al momento non lavori, oltre a continuare a cercare come credo tu abbia fatto e stia facendo, io cercherei un lavoro qualsiasi, nel frattempo, quello che trovi: l'aspetto pratico, il "toccare quello che faccio", svolgere un impegno riconosciuto economicamente, anche se con poco, è già un inizio e credo possa far bene, dentro e fuori.
In bocca al lupo :ciao:
Riferimento: lavoro e cooperative
Lyanne,si i miei post sono scoraggianti,ma mi è stato riconosciuto da diverse persone il mio essere piuttosto diretta e schietta,di dire le cose come stanno,cioè come è la mia situazione,non fingo e non dico di saper fare cose che non so fare,cmq ho cercato di fare un altro lavoro,ma sono stata scartata (promoter),vivo in modo piuttosto isolato,non è facile trovare altro,il perché anni fa decisi di intraprendere questi studi forse deriva dalle mie esperienze infantili, ero molto immatura ed ingenua quando mi iscrissi a psicologia,poi nella mia vita le cose sono solo peggiorate,per limiti miei .
Purtroppo non posso sfruttare il mio diploma perché ho una maturità classica,mi sarebbe piaciuto fare l'insegnante di scuola primaria come te,o cmq l'insegnante,ma con la sola laurea di psicologia è impossibile farlo,sono troppi esami da fare per avere l'abilitazione e altri problemi,lo so perché mi sono informata.
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roro1982
Avevo pensato di proporre dei progetti,ho cercato collaborazioni,ma nessuno vuole collaborare,e da sola non sono capace di iniziare,ora direte: "ma no ti devi muovere tu,non aspettare gli altri",non tutti sono capaci di proporre progetti completamente soli,,quindi per me è da scartare.
Per i master si ho pensato di farlo,a tale riguardo conoscete un buon master per l'autismo o i DSA in Campania ?
:rolleyes:
Posso essere un pò diretta con lo scopo di incentivarti e non di buttarti giù?
Ora tu te ne stai su un forum chiedendo master su Dsa o autismo, a te questi ambiti interessano?
Cerca tu per prima in google o con altri motori di ricerca info, non aspettare che ti vengano suggeriti da persone.
Sul proporre progetti...scrivine qualcuno e vedi come va, nessuno all'inizio è capace ma l'importante è attivarsi.
Il primo sarà pessimo, il secondo un pò meglio, il terzo funzionerà...:omg:
Il discorso di vendersi è relativo al fatto di attivarsi, non di fregare il cliente con competenze che non si hanno.
Hai fatto il classico?Proponiti per lezioni private di greco e latino.
Io prima di fare questo lavoro ho fatto di tutto dal call center, all'animatrice di feste per bambini, alla promoter.
Spulciavo ogni giorno tutti i siti cerca lavoro, le bacheche nelle uni per fare la baby sitter...
Coraggio!
Riferimento: lavoro e cooperative
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Originalmente inviato da
Lyanne
Non so. Questo discorso del vendersi, del mercato, a me piace molto poco e credo che si debba stare attenti, anche per le ripercussioni che può avere sulla persona. .
Vendersi non vuol dire fregare il cliente con competenze che non si hanno, ma vuol dire attivarsi e proporsi.
Se uno si fa vedere insicuro o dubbioso delle sue capacità non verrà mai considerato.
Riferimento: lavoro e cooperative
si, concordo! Non è per buttarti giù..ma ti giuro tutti, prima di te...abbiamo avuto(e a volte li abbiamo ancora oggi) tanti dubbi, paure!
In prima persona posso dirti che inizialmente ....direi un paio d'anni(sono dura a capire!!!:asd::rolleyes:) ho cercato lavoro tradizionalmente (cooperative, centri...) lamentandomi del fatto che nessuno voleva collaborare, era un paese piccolo, nessuno mi prendeva, c'è crisi..etc etc..ma poi ho fatto mea culpa! avevo laurea in psicologia, qualche esperienza VOLONTARIATO alle spalle, qualche piccola esperienza lavorativa..................E TANTA TANTA PAURA DI NON ESSERE ALL'ALTEZZA!...che mi 'paralizzava!
quindi cosa ho fatto?
Sono partita dal basso....ripetizioni, colloqui a scuola con insegnanti che conoscevo per propormi sempre e soloper ripetizioni..)nel frattempo, corsi, e esperienza sul campo!
Poi....mi sono fatta coraggio...una prof mi ha inviato come psico una bimba..(avevo fifa nera.... di non riuscire)ho chiamato la mia terapista (come spicologa ho deciso di andare anche in terapia..anche se vado poco visto..che costa un botto!!!!)e ho fatto una seduta solo sul "cosa faccio? dico si o dico no"?????
insomma...consulenza andata! ...e da lì..non ti dico che è tutta una passeggiata...ma..dai buttati, se mai ti butti, ti proponi (come psicologa ti devi proporre, non attendere che ti assumano!!!!!!!!!).....vedrai che ...anche la mtivazione e le paure, piano piano..si affievoliscono!
in bocca al lupo
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kiwykiwy
Vendersi non vuol dire fregare il cliente con competenze che non si hanno, ma vuol dire attivarsi e proporsi.
Se uno si fa vedere insicuro o dubbioso delle sue capacità non verrà mai considerato.
aggiungo...
Vendersi è relativo alla propria autostima! Posso essere competente, professionale, bravo quanto volete..ma se non ci credo neanche io...difficile che mi proporrò come professionista! Insomma...vendere non è ingannare, ma saper mostrare le proprie competenze :) e non è una cosa proprio scontata!!!!
Riferimento: lavoro e cooperative
Roro, eventualmente puoi anche provare a contattare qualche collega della tua zona (o zone limitrofe) in modo da progettare qualcosa insieme e proporlo...d'altronde..l'unione fa la forza!! :)
Sicuramente anche le altre psicologhe non disdegnano il fatto di associarsi per pensare a qualcosa e concretizzarlo!
Riferimento: lavoro e cooperative
Si mi interessa approndire l'autismo,intanto parteciperò ad un seminario gratuito per l'identificazione dei DSA che si terrà presso il mio ordine,chiedevo dei master per capire se qualcuno li aveva già frequentati,ho letto di persone che si sono lamentate della loro preparazione dopo aver speso bei soldi,vabbè cmq grazie a tutti/e dell'incoraggiamento.
Per quanto riguarda la collaborazione,dopo le esperienze che ho avuto,che in realtà non sono mai cominciate,penso che non contatterò più nessuno/a,le persone quando le cerchi,dimostri di dare loro importanza,sei sempre tu a farti sentire,iniziano a "tirarsela",si sentono migliori di te .
Riferimento: lavoro e cooperative
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Originalmente inviato da
kiwykiwy
Vendersi non vuol dire fregare il cliente con competenze che non si hanno
Non intendevo questo: per persona intendevo il soggetto (chi entra in questo circolo), non il paziente.
E' tutto questo accento continuo, anche nei termini, sul commerciale, la visibilità, ecc ecc. che non mi piace.
Che molte così funzionino così, oggi, può anche darsi. Che tutto funzioni così, no.
Credo che ci siano diverse strade e che ognuno debba trovare la propria, quella che sente più consona a sé, non al mercato.
Riferimento: lavoro e cooperative
Salve a tutti,
vorrei un vostro parere non so se sono nella stanza adatta per porre questa domanda ma dato che si tratta d lavoro nelle cooperatice ci provo. Sono stata assunta da una cooperatova come psicologa, le mie mansioni sono molteplic, mi occupo dello sportello d'ascolto in alcune scuole e delle supervisioni in case alloggio e colloqui con gli utenti, scrivo delle relazioni relative a questi colloqui e le firmo specificando la ia qualifica.
Il problema è che sul contratto non figura il mio ruolo da psicologa ma sono stata assunta come AECe il trattamento economico è uguale a quello delle educatric che lavorano per la cooperativa!!!io non capisco, secondo voi cosa dovrei fare??il mio ruolo è proprio sminuito e denigrato!!
Aspetto vostri consigli.
Grazie e saluti.
Riferimento: lavoro e cooperative
cosa dovrei fare rispetto a cosa? Sinceramente è verissimo: la situaizone è tragica: sei psicologa, svolgi compiti da psicologa ma ti pagano come educatrice (e qui.....come fanno a farti fare gli sportelli, le supervisioni etc etc, se un eductarice non può farli?!).....è svilente...MA non ho capito se la tua domanda è:
"come faccio a farmi rispettare"? oppure
"che faccio, lascio o rimango"?
Sulla prima direi che proverei a dire le mie ragioni(ma presumo che tu l'abbia già fatto), farei leva sui compiti che uno psicologo PER LEGGE può fare e cosa invece UN EDUTCATROE NO...farei leva sull'eventualità di problemi qualora si venisse a scoprire che svolgi ruolo da psicologa..........
Mentre se la tua domnda è la seconda..beh..io non lascerei! sono tempi duri..molto duri!
Riferimento: lavoro e cooperative
Ciao Memolememole,
grazie per la tua risposta, la mia domanda era "come faccio a farmi rispettare" ma è difficile secondo me ottenere il rispetto. Non voglio lasciare assolutamente il lavoro vista la crisi, ma ora a lavorare vado controvoglia perché penso di essere stata presa in giro, faccio lavori da psicologa ma sono considerata un'educatrice, è davvero svilente. Proverò a chiarire con il responsabile dato che sul contratto risulta addirittura che sono un AEC e secondo me hanno utilizzato questa dicitura perché in questo modo possono retribuirmi di meno!! È vergognoso!!
Saluti e grazie ancora.
Riferimento: lavoro e cooperative
scusate , ma sento la necessita' di portare un minimo di speranza in questo "mare nero". Innanzi tutto io conosco delle mie amiche che fanno le educatrici e posdo dire con tranquillita' che non e' un "lavorone" nel senso che un laureato/a trienbalista in scienze e tecniche psicologiche e' fin troppo preparato per fare quel mestiere, il problema vero e' l'atteggiamento di chiusura totale di alcuni educatori i educatrici cio'e' per entrare anche solo nel pre o post scuola hanno delle reticenze anche soltanto a dirti il nome della cooperativa, come se andassi a "rubargli il lavoro" senza contare che magari (sto parlando delle educatrici che conosco) sono persone che non sono neppure laureate, e inseguito a colloquio, sono state assunte ma per lo piu perche' presentate da persone che gia' lavorano in quella cooperativa. Ci sono alcune mie colleghe della triennale in stp che sono state poi assunte dopo aver svolto il tirocinio ( della triennale) all'interno di una cooperativa. Conosco poi una laureanda in scienze del'educazione che fino a poco fa' lavorava in una cooperativa , in quanto vi faceva volontariato un giorno a settimana e poi si era aperta una posizione, ora vi sta facendo ancora volontariato perche',essendo una cooperativa statale, da un paio di anni possono assumere i soli laureati, altrimenti se la cooperativa fosse una di quelle "private" avrebbero chiuso tranquillamente un occhio. Questo e' tutto quello che so' in merito e percio' mi sento di dire che per trovare un lavoro nell'ambito serve farsi conoscere e , aggiungo io forse a torto, presentarsi di persona e se gia' conosci qualcuno che ha gia' lavorato in quella cooperativa o , ancora meglio, vi sta gia' lavorando si e' un po' piu' facilitati (a meno che la suddetta persona vi remi contro, come e' successo a me...ma quella e' sfortuna, spero di rifarmi con il tirocinio). Spero di aver "infuso" un poco di ottimismo. Ps. aspetto i vostri commenti e critiche (si spera costruttivi)
Riferimento: lavoro e cooperative
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psicotip
scusate , ma sento la necessita' di portare un minimo di speranza in questo "mare nero". Innanzi tutto io conosco delle mie amiche che fanno le educatrici e posdo dire con tranquillita' che non e' un "lavorone" nel senso che un laureato/a trienbalista in scienze e tecniche psicologiche e' fin troppo preparato per fare quel mestiere, il problema vero e' l'atteggiamento di chiusura totale di alcuni educatori i educatrici cio'e' per entrare anche solo nel pre o post scuola hanno delle reticenze anche soltanto a dirti il nome della cooperativa, come se andassi a "rubargli il lavoro" senza contare che magari (sto parlando delle educatrici che conosco) sono persone che non sono neppure laureate, e inseguito a colloquio, sono state assunte ma per lo piu perche' presentate da persone che gia' lavorano in quella cooperativa. . (si spera costruttivi)
Non è un lavorone?Scusa ma lavorare con persone non è semplice, ci sono persone assunte per il pre post scuola che non riescono nemmeno a gestire un gruppo di bambini
Psicologi (e se ne leggono pure in questo forum) che fanno gli educatori e non hanno mai gestito bambini con autismo e altre patologie.
Al centro estivo ho avuto una collega laureata con 110 che non sapeva nemmeno impostare un'attività ricreativa perchè proponeva attività troppo lunghe o complesse per bambini di cinque anni.
Io non credo proprio che un laureato alla triennale sia in grado di fare l'educatore così al primo colpo, magari si può essere più portati ma di certo l'esperienza insegna molto di più che i libri.
Per il discorso delle conosc.è così in tutti i settori non solo nel nostro.
Se vuoi sapere il nome della coop.che appalta un servizio basta chiamare il comune XX dove vorresti lavorare e chiedere a chi sono appaltati i servizi educativi, mica è un segreto!
Riferimento: lavoro e cooperative
Io lavoro come educatrice in una cooperativa sociale (e sono un'educatrice, oltre che una psicologa) e posso assicurare che questo lavoro è importantissimo in quanto hai a che fare con persone disabili e svantaggiate per cui la preparazione e le competenze sono fondamentali!
Per un lavoro simile la laurea quinquennale in materie umanistiche è il minimo, anche se, oltre a quella, viene considerato valido anche il diploma di educatore.
Riferimento: lavoro e cooperative
effettivamente mi sono espresso male e ho dato per scontato troppe cose: il lavoro dell'educatore/trice e' un lavoro importante, ma che non richiede una grossa basa di conoscenze tecniche , l'importante e' fare esperienza sul campo e poi integrare le proprie carenze tecniche con l'aiuto di chi e' maggiormente esperto/a di noi. (io ho alcune amiche e conoscenti che lavorano da educatrici/tori che non sono laureati/e ma un paio stanno terminando scienze dell'educazione , triennale, qualcun'altro la triennale di un'altra facolta' e se la cavano benissimo ). Poi per quello che riguarda il pre e post scuola, mi e' stato detto da chi gia ci sta lavorando da qualche anno che e' un lavoro che ti occupa un' ora alla volta ed e' molto semplice...poi certamente, lo si puo' affrontare a diversi livelli. Per quello che concerne il fatto che sia "normale" che per essere assunti si debba conoscere qualcuno....no, non e' una cosa normale, anche perche' se le stesse persone che devono "selezionarti" fanno dei ragionamenti un po' "sopra le righe"( es.mettono un limite di eta' , che corrisponde alla loro, ma se il/la candidato/a e' stato presentato dalla mia amica "x"....allora il suddetto limite , non vale piu) e ci aggiungi che se le uniche persone a cui puoi chiedere sono quelle che gia' ci lavorano...e si mostrano un po' reticenti, manco dovessi soffiargli il posto...beh, il tutto inizia a complicarsi, manco dovessi entrare nella p2, mettiamoci anche che sono poche le cooperative disposte ad accettare chi studia (anche solo la triennale) di psicologia (tranne se si tratta di tirocinio...li' sono soldi che gli arrivano!) allora diventa fondamentale il "sapersi muovere". Sia chiaro : la mia intenzione non era quella di offendere nessuno :-)
Lavoro nelle cooperative sociali con la triennale
Salve amici
Sto finendo una laurea in scienze dell educazione al termine della quale farò delle integrazioni per arrivare a 90 cfu in materia psicologica ...per poi arrivare ad iscrivermi ad una laurea magistrale in psicologia clinica ...
Mi chiedevo se con la triennale in scienze dell educazione si potesse lavorare nelle cooperative sociali e poter continuare a studiare ...
Riferimento: lavoro e cooperative
Qualcuno sa dirmi se è conveniente diventare soci dipendenti presso la cooperativa per la quale si lavora? Sono psicologa ma faccio l'educatrice in una comunità per minori
Riferimento: lavoro e cooperative
Buonasera!
Scusate la domanda ma sono alla ricerca di cooperative, associazioni e comunità dove fare esperienza da educatore (pur avendo una laurea triennale in psicologia).
Per avere una mappatura di tutte queste strutture presenti sul territorio o comunque nella propria regione, a chi devo rivolgermi?
Ho provato a fare delle ricerche in rete ma non credo siano uscite tutte le strutture, ma solo alcune.