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La penso coem te Lyanne,il punto come dici tu e che è stato un qualcosa di sempre valido,solo che oggi agl'occhi del mondo diventa palese grazie alle possibilità date dai social media.In sintesi:prima leggere della morte di una persona importante dava luogo a vari commenti che restavano nel privato da parte di chi li aveva scaturiti,cosa che non avviene oggi dato che idee e condivisione di esse è resa possibile dai social media.
Io quello che non concepisco è la reazione,tendenzialmente ognuno può avere una sua idea su un determinato avvenimento fatto,ma questo non implica necessariamente sminuire il ricordo di un morto (sia esso un farabutto o meno nel piano privato) ne tantomeno esplicitare in pubblico tale visione.Questa è la cosa triste a mio avviso,non tanto il volere o meno rendere pubblico un fatto privato.Ovviamente le persone possono prevedere svariate reazioni anche tristi e pessime come quelle in precedenza citate,ma questo non le giustifica,in alcun modo a mio avviso
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Io credo che persone così schifose siano sempre esistite: la differenza è che prima vomitavano il marciume che hanno dentro scrivendo sui muri dei cessi pubblici, oggi lo fanno scrivendo sui social network o sui blog. È aumentato il numero delle persone che li leggono ( o, meglio, che spesso sono costrette a leggerli ), ma la sostanza non cambia.
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è qualunque notizia, video o intervento su internet che dia la possibilità di commentare raccoglie commenti che vanno dall'intelligente al vergognoso; quelli che scrivono stupidità il più delle volte sono persone che nella vita sono frustrati e sottomessi che non sanno esprimere le loro opinioni e vomitano l'aggressività nell'anonimato.
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Fakeplastictree
Io quello che non concepisco è la reazione,tendenzialmente ognuno può avere una sua idea su un determinato avvenimento fatto,ma questo non implica necessariamente sminuire il ricordo di un morto (sia esso un farabutto o meno nel piano privato) ne tantomeno esplicitare in pubblico tale visione.Questa è la cosa triste a mio avviso,non tanto il volere o meno rendere pubblico un fatto privato.Ovviamente le persone possono prevedere svariate reazioni anche tristi e pessime come quelle in precedenza citate,ma questo non le giustifica,in alcun modo a mio avviso
io non ho parlato di giustificazione ma di possibilità di scelta del canale di espressione che posso usare per esprimere qualcosa, in relazione al contenuto che voglio esprimere e alle possibili variabili.
Un posto non vale l'altro, insomma e non tutti i posti sono ugualmente adatti per il medesimo contenuto.
In base a quello che scelgo, possono esserci conseguenze diverse, di cui posso essere parzialmente al corrente e che posso in parte prevedere.
Se non posso agire sulle reazioni degli altri, posso orientare la mia azione ed esprimere il contenuto che intendo esprimere utilizzando un canale anziché un altro (e quella scelta dipende da me).
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Originalmente inviato da
Lyanne
In base a quello che scelgo, possono esserci conseguenze diverse, di cui posso essere parzialmente al corrente e che posso in parte prevedere.
Questo è il punto debole ( perdonami ) della tua posizione: non sempre e, soprattutto, non tutti sono in grado di prevedere, neppure in parte, le possibili conseguenze della propria scelta del mezzo attraverso cui veicolare un messaggio. Per cui non sono d'accordo nel ritenere che, siccome l'individuo è responsabile di quella scelta, allora la collettività se ne debba disinteressare.
Non è così, non può essere così: pensa agli adolescenti o anche a persone più grandi eppure fragili e/o inesperte. La loro vita può essere devastata o persino anche fisicamente distrutta ( pensa ai numerosi casi di suicidio dopo atti di cyber-bullismo ) per le reazioni che hanno ricevuto in seguito all'errore commesso nel veicolare un determinato messaggio nel posto sbagliato.
No, la collettività non se ne può chiamare fuori demandando tutto alla responsabilità individuale e, prima o poi, un rimedio bisognerà trovarlo. Anche se questo dovesse significare sacrificare un po' della libertà totale di cui oggi gode la "zona franca" che è diventata Internet.
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''Fallo, fallo!'': spaventoso suicidio in diretta Skype
A Mosca un operaio di 26 anni si è impiccato dopo due ore di chat.
Un operaio russo di 26 anni, Serghiei Kirillov, si è impiccato in diretta su un forum di Skype, dopo due ore di chat in cui tutti gli internauti (tranne uno) lo hanno incitato a uccidersi. Serghiei, ha spiegato, ha deciso il suicidio per problemi famigliari.
"Quando comincia lo spettacolo?", gli ha scritto un navigatore. Dopo due ore il giovane è apparso su Skype con un bicchiere di vodka in mano, lo ha bevuto mentre sistemava la telecamera su una sedia dietro di lui e si è impiccato.
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joker.the.mad
''Fallo, fallo!'': spaventoso suicidio in diretta Skype
A Mosca un operaio di 26 anni si è impiccato dopo due ore di chat.
Un operaio russo di 26 anni, Serghiei Kirillov, si è impiccato in diretta su un forum di Skype, dopo due ore di chat in cui tutti gli internauti (tranne uno) lo hanno incitato a uccidersi. Serghiei, ha spiegato, ha deciso il suicidio per problemi famigliari.
"Quando comincia lo spettacolo?", gli ha scritto un navigatore. Dopo due ore il giovane è apparso su Skype con un bicchiere di vodka in mano, lo ha bevuto mentre sistemava la telecamera su una sedia dietro di lui e si è impiccato.
Che dire?.....:(
Ma si può dire qualcosa?..... Si può commentare l'incommentabile, intavolare una discussione razionale su qualcosa che è quanto di più lontano da ogni parvenza di razionalità io abbia mai sentito e letto nella mia non brevissima vita... :(
Di più: che io abbia mai anche solo immaginato nel peggiore dei miei incubi!....
Pure, in un forum di psicologi, forse ci sarà qualcuno che voglia azzardare non dico una spiegazione ( impossibile per definizione ) ma anche solo un commento che vada al di là del l'ovvio orrore per una barbarie che nessuno avrebbe mai immaginato....
O forse no: forse quando è troppo, semplicemente è troppo....:(
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Dopo tante orrende notizie di guerra e violenza, finalmente una rasserenante e foriera di speranza. Il Nobel per la Pace a Malala e Satyarthy:lode:
http://www.repubblica.it/esteri/2014...ace_-97768393/
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Non riesco ancora a capacitarmi dell'accaduto. Sono senza parole, riesco solo a dire che è veramente vergognoso ciò che è successo . Sono immensamente disgustata e delusa dal mondo di oggi.
http://www.lastampa.it/2014/10/09/it...VM/pagina.html
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Very_Viky
Hai ragione, non ci sono parole...
Mi sembra di vedere sempre meno sensibilità ed empatia tra gli adolescenti di oggi, e tanta violenza... ma qui sono coinvolte persone di 24 anni... spero che vengano condannati e messi in carcere come meritano, ma credo che come al solito, pur essendo maggiorenni, dopo poco tempo saranno di nuovo liberi.
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http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo...0201402a.shtml
"Vive meno di quattro ore, ma grazie ai genitori "ha realizzato i suoi desideri".
La triste storia del piccolo Shane, affetto da anencefalia da quando era ancora un feto di tre mesi. I genitori durante la gravidanza hanno visitato i luoghi e compiuto le attività che sarebbero potuti piacere al loro bambino"
Questa notizia mi commuove profondamente... ma poi, considerando che c'è di mezzo Facebook, la visibilità, la pubblicità, i servizi giornalistici, mi viene da pensare che non sia stato affatto un gesto d'amore spontaneo, e di sicuro questa esperienza non è stata vissuta in modo intimo e riservato...
Chissà, forse i genitori avevano bisogno del supporto mediatico per elaborare il lutto ma... boh, non mi stupirebbe se avessero fatto tutto per qualche motivo economico...
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Questa vicenda di cronaca ci fornisce spunti di riflessione molteplici e interessanti. Vi chiedo: quale è l'aspetto che vi ha colpito di più? Come mai?
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A quale vicenda ti riferisci, Morgana? a quella del ragazzo seviziato o a quella che ho postato io poco fa?
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Salve a tutti
la vicenda del ragazzo seviziato ancora mi lascia perplessa, non riesco a capire come hanno potuto fare una cosa del genere. Da dove nasce tutta questa violenza? Ciò che poi più mi ha lasciata senza parole, sono i commenti dei familiari degli aggressori. "Era solo un gioco" , "non volevano fargli male"...ma perché secondo loro cosa altro sarebbe potuto succedere se non quello che è successo? Che razza di gioco è infilare un tubo nel corpo di un ragazzo, ma cosa hanno nel cervello le generazioni di oggi? Ma infondo con dei familiari cosi cosa ci possiamo aspettare!! Mancava poco che dicessero che il povero ragazzino esagerava! Sono proprio scioccata! I ragazzi della mia generazione a 24 anni erano già uomini, questi invece, non solo, non sono uomini ma sono anche dementi e deviati. Rabbia a parte, penso che il problema risiedi a monte, cioè l'educazione che viene impartita ai propri figli è sbagliata e lo dimostrano le interviste rilasciate proprio dalla famiglia dell'aggressore, ma dove è andato a finire il rispetto per il prossimo, la fratellanza. Certi napoletani lottano tanto per acquisire credibilità, per cancellare lo stigma che da sempre li accompagna, e poi capita una cosa del genere? Proprio a ridosso dell'omicidio del povero Davide, probabilmente vittima anche lui del pregiudizio! Sono di Napoli e quando ho sentito la notizia alla Tv mi sono vergognata, lottiamo tanto per mostrare il bello della nostra città, poi arriva un insulso 24enne, che violenta, umilia, quasi uccide un povero ragazzino solo perché ha qualche chilo in più! Boh resto esterrefatta!!! Concludo dicendo che la colpa è dei genitori che non sanno educare i propri figli, anche loro devono pagarne le conseguenze!!
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Riferimento: Attualità, cronaca, politica
Mi ha fatto stare talmente male questa notizia che mi viene anche difficile commentarla ma due parole vorrei scriverle perché vorrei capire insieme a voi la motivazione di questi episodi di violenza sempre più frequenti ormai sia nella vita reale che in quella virtuale purtroppo. Razionalmente continuo a ripetermi che gli adulti che si sono macchiati di questo orrendo fatto di cronaca nei confronti del povero ragazzino probabilmente sono cresciuti in un ambiente violento, dal punto di vista verbale e comportamentale, o al contrario iperprotetti, giustificati in toto dai loro familiari, senza quindi ricevere in ambedue i casi un'educazione sentimentale prima di tutto verso se stessi e poi verso gli altri, e che probabilmente sfogano la loro frustrazione nei confronti della famiglia d'origine sentita o come violenta o come oppressiva in questi atti di vero e proprio bullismo, ma questa spiegazione non mi basta perché, anche se la famiglia d'origine non ha insegnato loro l'autostima e l'empatia, questi atti sono davvero troppo gravi e una persona adulta dovrebbe arrivare a capire da sola la gravità del gesto che sta compiendo, ho una profonda rabbia, aumentata dal fatto che credo che la condanna per questo reato non sarà neanche lontanamente proporzionata alla sofferenza della piccola vittima che porterà per sempre la ferita di quanto accaduto, a livello fisico ma soprattutto nel suo animo, sono commossa al pensiero di quanto questa vicenda condizionerà la sua vita sociale, lo abbraccio.
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Riferimento: Attualità, cronaca, politica
Non è successo nulla
di Concita De Gregorio
QUINDI non è stato nessuno. Quindi, come dice sua madre guardandoti diritto negli occhi, "visto che non è successo niente stasera torniamo a casa e lo troviamo vivo che ci aspetta".
Perché la questione è molto semplice, ed è tutta qui. Non c'è da ripercorrere le indagini, sostituirsi a chi le ha fatte, commentare la sentenza provare a indovinarne le ragioni. Meno, molto meno. Quello che rende la storia di Stefano Cucchi la storia di tutti è nelle semplicissime parole di sua madre: c'era un giovane uomo di 31 anni e non c'è più, era nelle mani dei custodi della Legge lo hanno ammazzato ma non è stato nessuno dunque non è successo niente.
Vada a casa signora, ci dispiace. Suo figlio è morto mentre era nelle strutture dello Stato, una caserma poi un'altra, una cella di sicurezza poi un'altra, un ospedale poi un altro. È stato picchiato, è vero. Aveva le vertebre rotte gli occhi tumefatti: lo sappiamo, le perizie lo confermano, non potremmo d'altra parte certo negarlo. Le sue foto avete deciso un giorno di renderle pubbliche e da allora le vediamo ogni volta, anche oggi qui, ingigantite, in tribunale. Un ragazzo picchiato a morte. Ma chi sia stato, tra le decine e decine di carabinieri e agenti, pubblici ufficiali e dirigenti, medici infermieri e portantini che in quei sei giorni hanno disposto del suo corpo noi non lo sappiamo. Dalle carte non risulta. Nessuno, diremmo. Anzi lo diciamo: nessuno.
Dunque vada a casa, è andata così. Dimentichi, si dia pace. Questo è un esercizio più facile per chi voglia provare a mettersi nei panni: nessuna madre, né padre, né sorella può dimenticare né darsi pace del fatto che un figlio debole, infragilito dalla droga come migliaia di ragazzi sono, ma deciso a uscirne, un figlio amato, smarrito, accudito possa essere arrestato una sera al parco con 20 grammi di hashish, portato in caserma e restituito cadavere una settimana dopo. È anche difficile sopportare in aula l'esultanza e il giubilo dei medici e degli infermieri assolti, perché comunque quel ragazzo stava male, è morto che pesava 37 chili e quando è entrato ne pesava venti di più. Sembra impossibile poter perdere 20 chili in sei giorni ma se non mangi e non bevi perché pretendi un legale che non ti danno, se hai un problema al cuore e vomiti per le botte forse succede, di fatto è successo e qualcuno deve aiutarti a restare in vita. Uno a caso, dei cento che sono passati davanti ai tuoi occhi in quei giorni e hanno richiuso la cella. È difficile per un padre leggere il comunicato di polizia Sap che con soddisfazione dice "se uno conduce una vita dissoluta ne paga le conseguenze senza che altri, medici o poliziotti, paghino per colpe non proprie". Perché, ricorda sommessamente Giovanni Cucchi, "ho rispetto per tutti, ma vorrei precisare che chi ha perso il figlio siamo noi".
Delle immagini di ieri, sentenza di assoluzione, restano le grida di esultanza degli imputati le lacrime dei familiari e i volti chiusi dei magistrati tra cui molte donne, volti rigidi. Dicono, da palazzo di giustizia, che le prove fossero "scivolose", le perizie e le consulenze decine, tutte contraddittorie. Dev'essere stato difficile anche per i magistrati, è lecito e necessario supporre, prendere una decisione così. Ci si augura che sia stato un rovello terribile, una via per qualche ragione patita e obbligata. Perché altrimenti diventa difficilissimo per ciascuno di noi continuare ad esercitare con scrupolo e dovizia la strada impopolare e impervia, ma giusta, della responsabilità individuale e personale. Quella che se non paghi una multa ti pignorano casa, ed è giusto, se dimentichi una scadenza sei fuori dalle graduatorie, ed è giusto, se commetti un'imprudenza o violi una norma sei sottoposto a giudizio, ed è naturalmente giusto.
Bisogna però essere certissimi, ma proprio certissimi, che non esista un'omertà di Stato per cui se è chi veste una divisa o ricopre un pubblico ufficio, a violare le norme, nessuno saprà mai come sono andate le cose perché si coprono fra loro nascondendo le carte e le colpe. Bisogna essere sicuri che se sono io ad ammazzare di botte una persona inerme prendo l'ergastolo e che se lo fa un esponente dello Stato in nome del diritto prende l'ergastolo lo stesso. Perché altrimenti, se così non è, viene meno in un luogo remoto e profondissimo il senso del rispetto delle regole e le conseguenze non si possono neppure immaginare. Altrimenti vale la legge del più forte e non si sa domani in quale terra di nessuno ci potremmo svegliare, tutti e ciascuno di noi, in quale selva che ci conduce dove. Disorienta e mina le fondamenta del vivere in comunità, una sentenza così. Servirebbe un gesto forte e simbolico, comprensibile a tutti. Ci sono giorni che chiamano all'appello l'umanità e l'intelligenza di chi, sovrano, incarna le istituzioni. Questo è uno.
http://www.repubblica.it/cronaca/201...ulla-99490047/
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Originalmente inviato da
joker.the.mad
Che dire?.....:(
Ma si può dire qualcosa?..... Si può commentare l'incommentabile, intavolare una discussione razionale su qualcosa che è quanto di più lontano da ogni parvenza di razionalità io abbia mai sentito e letto nella mia non brevissima vita... :(
Di più: che io abbia mai anche solo immaginato nel peggiore dei miei incubi!....
Pure, in un forum di psicologi, forse ci sarà qualcuno che voglia azzardare non dico una spiegazione ( impossibile per definizione ) ma anche solo un commento che vada al di là del l'ovvio orrore per una barbarie che nessuno avrebbe mai immaginato....
O forse no: forse quando è troppo, semplicemente è troppo....:(
per quelli che guardavano era uno spettacolo no?
Come il live del crollo delle torri l'11 09....era come vedere un film in diretta,solo che poi vai a vedere,3000 persone sono morte davvero
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Lyanne
Non è successo nulla
di Concita De Gregorio
QUINDI non è stato nessuno. Quindi, come dice sua madre guardandoti diritto negli occhi, "visto che non è successo niente stasera torniamo a casa e lo troviamo vivo che ci aspetta".
Perché la questione è molto semplice, ed è tutta qui. Non c'è da ripercorrere le indagini, sostituirsi a chi le ha fatte, commentare la sentenza provare a indovinarne le ragioni. Meno, molto meno. Quello che rende la storia di Stefano Cucchi la storia di tutti è nelle semplicissime parole di sua madre: c'era un giovane uomo di 31 anni e non c'è più, era nelle mani dei custodi della Legge lo hanno ammazzato ma non è stato nessuno dunque non è successo niente.
Vada a casa signora, ci dispiace. Suo figlio è morto mentre era nelle strutture dello Stato, una caserma poi un'altra, una cella di sicurezza poi un'altra, un ospedale poi un altro. È stato picchiato, è vero. Aveva le vertebre rotte gli occhi tumefatti: lo sappiamo, le perizie lo confermano, non potremmo d'altra parte certo negarlo. Le sue foto avete deciso un giorno di renderle pubbliche e da allora le vediamo ogni volta, anche oggi qui, ingigantite, in tribunale. Un ragazzo picchiato a morte. Ma chi sia stato, tra le decine e decine di carabinieri e agenti, pubblici ufficiali e dirigenti, medici infermieri e portantini che in quei sei giorni hanno disposto del suo corpo noi non lo sappiamo. Dalle carte non risulta. Nessuno, diremmo. Anzi lo diciamo: nessuno.
Dunque vada a casa, è andata così. Dimentichi, si dia pace. Questo è un esercizio più facile per chi voglia provare a mettersi nei panni: nessuna madre, né padre, né sorella può dimenticare né darsi pace del fatto che un figlio debole, infragilito dalla droga come migliaia di ragazzi sono, ma deciso a uscirne, un figlio amato, smarrito, accudito possa essere arrestato una sera al parco con 20 grammi di hashish, portato in caserma e restituito cadavere una settimana dopo. È anche difficile sopportare in aula l'esultanza e il giubilo dei medici e degli infermieri assolti, perché comunque quel ragazzo stava male, è morto che pesava 37 chili e quando è entrato ne pesava venti di più. Sembra impossibile poter perdere 20 chili in sei giorni ma se non mangi e non bevi perché pretendi un legale che non ti danno, se hai un problema al cuore e vomiti per le botte forse succede, di fatto è successo e qualcuno deve aiutarti a restare in vita. Uno a caso, dei cento che sono passati davanti ai tuoi occhi in quei giorni e hanno richiuso la cella. È difficile per un padre leggere il comunicato di polizia Sap che con soddisfazione dice "se uno conduce una vita dissoluta ne paga le conseguenze senza che altri, medici o poliziotti, paghino per colpe non proprie". Perché, ricorda sommessamente Giovanni Cucchi, "ho rispetto per tutti, ma vorrei precisare che chi ha perso il figlio siamo noi".
Delle immagini di ieri, sentenza di assoluzione, restano le grida di esultanza degli imputati le lacrime dei familiari e i volti chiusi dei magistrati tra cui molte donne, volti rigidi. Dicono, da palazzo di giustizia, che le prove fossero "scivolose", le perizie e le consulenze decine, tutte contraddittorie. Dev'essere stato difficile anche per i magistrati, è lecito e necessario supporre, prendere una decisione così. Ci si augura che sia stato un rovello terribile, una via per qualche ragione patita e obbligata. Perché altrimenti diventa difficilissimo per ciascuno di noi continuare ad esercitare con scrupolo e dovizia la strada impopolare e impervia, ma giusta, della responsabilità individuale e personale. Quella che se non paghi una multa ti pignorano casa, ed è giusto, se dimentichi una scadenza sei fuori dalle graduatorie, ed è giusto, se commetti un'imprudenza o violi una norma sei sottoposto a giudizio, ed è naturalmente giusto.
Bisogna però essere certissimi, ma proprio certissimi, che non esista un'omertà di Stato per cui se è chi veste una divisa o ricopre un pubblico ufficio, a violare le norme, nessuno saprà mai come sono andate le cose perché si coprono fra loro nascondendo le carte e le colpe. Bisogna essere sicuri che se sono io ad ammazzare di botte una persona inerme prendo l'ergastolo e che se lo fa un esponente dello Stato in nome del diritto prende l'ergastolo lo stesso. Perché altrimenti, se così non è, viene meno in un luogo remoto e profondissimo il senso del rispetto delle regole e le conseguenze non si possono neppure immaginare. Altrimenti vale la legge del più forte e non si sa domani in quale terra di nessuno ci potremmo svegliare, tutti e ciascuno di noi, in quale selva che ci conduce dove. Disorienta e mina le fondamenta del vivere in comunità, una sentenza così. Servirebbe un gesto forte e simbolico, comprensibile a tutti. Ci sono giorni che chiamano all'appello l'umanità e l'intelligenza di chi, sovrano, incarna le istituzioni. Questo è uno.
http://www.repubblica.it/cronaca/201...ulla-99490047/
mmm sul caso cucchi io la penso in maniera un pò diversa....
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Riferimento: Attualità, cronaca, politica
Il caso Cucchi....l'ennesima ingiustizia italiana, l'ennesima prova dell'ipocrisia italiana. Da che mondo è mondo si sa che quando entri in una caserma dei carabinieri per aver trasgredito la legge (anche se si tratta di poca roba) vieni pestato preso a schiaffi...insomma si diventa vittime di violenza fisica e psicologica. Ora c'è chi vuole credere il contrario, c'è chi dice che non è vero....ma si sa che esiste questa legge-non-scritta all'interno dell'arma! Ho sentito diverse testimonianze di persone che sono stati fermati e portati in caserma e tutti confermano che quando sei li la violenza c'è. Anche quando si entra nelle prigioni, esiste una sorta di rito di iniziazione...protagonista la violenza fisica! Ora questo povero ragazzo è stato vittima di violenze gratuite, e questo nessuno può negarlo! Chi è la vittima e chi è il carnefice? Ormai questo in Italia non si capisce più, ormai bisogna aver paura anche dei carabinieri, perché non puoi sapere cosa può girare nella loro testa in quel momento, ti prendono a pugni e poi chi si è visto si è visto....tanto loro rappresentano lo stato non c'è sentenza che li può punire!Non ci dimentichiamo anche del caso Aldrovandi ucciso sempre per mano dello stato!
La mia rabbia sta nel fatto che essere carabinieri non significa essere Dio, non significa poter fare quel che si vuole e restare impuniti. PROTEGGERE e SERVIRE questo è il loro compito, è per questo che vengono pagati, allora che facciano il loro lavoro invece di organizzare incontri di fight club all'interno della caserma. E se esistono ancora carabinieri onesti, carabinieri spinti da una giusta morale, devono denunciare questi atti barbarici....non aspettate di andare in pensione per poi scrivere un libro di denuncia con il titolo "I retroscena del mio lavoro".
Questi carabinieri hanno le mani sporche di sangue e devono pagare come qualsiasi altro assassino perchè ricordiamoci che LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI
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Riferimento: Attualità, cronaca, politica
http://www.rainews.it/dl/rainews/art...d6fdd101f.html
Roma 08 dicembre 2014.
Piazza Navona in una veste inedita. Oggi ha ospitato, invece dei tradizionali mercatini natalizi romani, un funerale simbolico con tanto di bara in cartone e lumini, per dire no alla riduzione dei banchi di vendita. Dopo anni in cui si andava avanti con le proroghe, un bando ha drasticamente ridotto il numero di bancarelle: da 115 a 72. Una decisione accolta con piacere dai residenti, ma non dagli ambulanti. Tra loro, alcuni hanno fatto ricorso al Tar contro il dimezzamento del mercatino. Ora si apetta il 19 dicembre per la decisione.
"Per piazza Navona devono valere le stesse regole di legalità che questa città non ha mai voluto far rispettare - ha spiegato il sindaco di Roma Ignazio Marino -. Quest'estate abbiamo avuto le proteste dei ristoratori perché abbiamo deciso di far rispettare la legge sull'occupazione del suolo pubblico. Noi ci teniamo che ci sia il commercio, ma tutto deve avvenire all'interno della legalità e della trasparenza".
"I 115 operatori storici - si legge in un volantino - si stringono al dolore per la scomparsa a solo 154 anni della Festa della Befana".
La presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi spiega che "un bando riguardava la giostra, un altro 11 banchi di spettacoli viaggianti e l'ultimo 60 attività per commercianti e artigiani ambulanti, giocattoli e dolci". Sembra che per solidarietà con chi non ha ottenuto il titolo ad avere il banco, però, anche quelli autorizzati non abbiano aperto.
La parola "solidarietà" allora non è un'utopia.
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Veterano dell'Afghanistan ritrova il suo cane abbandonato dall'ex fidanzata!
http://www.lastampa.it/2014/12/27/so...nK/pagina.html
Alla sig,na ex fidanzata del soldato, chiederei: Le piacerebbe essere sbattuta fuori di casa senza avere più un tetto? E soprattutto: qualcuno ha mai deciso per lei l'ora del suo triste epilogo? :swear:
Auguro lunga vita felice a Bones insieme al suo amore ritrovato! A volte meglio la compagnia di un animale che non quella di certi umani disumani!
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Ciao jocker,
è bello poter esprimere solidarietà anche attraverso una firma. Apprezzo la tua sensibilità e quella di altri, ma penso che se altri non inseriscano questa frase, non sia tanto per mancanza di partecipazione al dramma accaduto ai giornalisti/vignettisti. Ci sono modi diversi per esprimere partecipazione, magari scrivendo un pensiero in altre discussioni, oppure meditando e rattristandosi da soli o con altri.
A dire il vero oltre al Je suis Charlie, bisognerebbe aggiungere "Io sono ebrea/o (visto il secondo attentato al supermercato ebraico) .... per esprimere solidarietà con tutte le vittime.
Ci sono persone che magari vorrebbero estendere la propria partecipazione al dolore non solo al Charlie Hebdo , ma anche e forse ancora di più alle vittime della strada colpite dagli estremisti, perchè il terrorismo va condannato ovunque, in Francia, in Nigeria, a Peschawar , e ci sentiamo vicini non solo ai francesi, ma anche ai nigeriani che anche in questi giorni sono stati uccisi per mandato di Boko Haram :sbonk:
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Ciao :)
io invece mi trovo d'accordo con quanto scritto in questo articololo di Roxane Gay che riporto in questo link
http://www.internazionale.it/opinion...una-terrorista
Per quanto sia rimasta sconvolta, dispiaciuta di fronte a questa tragedia je ne suis pas Charlie e non perchè non sia solidale con le vittime, anzi, ma come dice Haidy, sono solidale con tutte le vittime di questi atti disumani a prescindere da chi esse siano.
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In effetti Haidy e nadi hanno ragione, bisognerebbe ricordare tutte le vittime del terrorismo.
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Devono essere ricordate per dire basta al terrorismo in primis e per non dimenticare quanta cattiveria l'uomo riesce a tirare fuori.
Ovviamente non sono giorni facili in Europa, con l'allerta per il Vaticano si sta con l'ansia che una simile tragedia possa colpire anche noi, anche se colpendo Parigi credo abbia colpito la libertà di espressione di mezza Europa.
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"io sono Benedetto XVI", il quale all'università di Ratisbona venne contestato per via della sua lectio magistralis in cui si era permesso di fare un passaggio "sull'islam e la spada" e venne contestato, fu l'inizio del suo martirio mediatico.
Forse anche allora bisognava fare anche allora una manifestazione, gli intolleranti di allora sono gli stessi di oggi.
http://www.ilfoglio.it/articoli/v/12...-ratisbona.htm
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Io capisco perfettamente chi dice che non bisogna limitarsi ad essere solidali con i morti di Parigi, ma che bisognerebbe esserlo per tutti i casi simili... Lo capisco, ma non sono d'accordo...
Ci sono dei fatti, pur ugualmente gravi rispetto ad altri o, addirittura meno gravi, persino infinitamente meno gravi ( pensiamo al paragone con gli eccidi che avvengono in questi giorni in Nigeria... ) che però assumono, nelle circostanze in cui avvengono, un significato particolare, un "quid" che li rende, in qualche modo, "unici", che dà loro un significato simbolico che travalica, anche di molto, la loro natura nuda e cruda.
Vedete per me ( non pretendo che per tutti sia così, ma per me lo è... ) i fatti di Parigi sono di una gravità senza uguali, superiore persino ( non sembri un paradosso... ) all'attentato delle Torri Gemelle che pure era stato, da un punto di vista "quantitativo", ben più grave...
Cerco di spiegarne i motivi: secondo me gli attentati terroristici non avvengono a caso, ma seguono una logica... Aberrante, senza alcuna ombra di dubbio, ma logica... Nel caso delle Torri Gemelle l'obiettivo, altamente simbolico, era il World Trade Center, il centro del potere economico capitalistico, il simbolo della supremazia occidentale sul resto del Mondo.
Nel caso dell'attacco a Charlie Hebdo, ad essere colpito è stato un altro simbolo, quello della libertà di espressione, della libertà di pensiero senza censure e riverenze di alcun tipo: uno dei caratteri forti, anzi la principale caratteristica della cultura occidentale, secolarizzata, illuministica... E non è un caso che ad essere colpita sia stata la Francia, la casa madre dell'illuminismo, la patria di quel Voltaire che diceva "Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee": un manifesto, l'essenza stessa della civiltà occidentale, la bandiera della nostra società libera, aperta e tollerante.
Ecco: i terroristi l'altro giorno quella bandiera hanno stracciato, quel modello di società hanno detto che non vogliono, che odiano e che vogliono sopprimere.... Un colpo al cuore del nostro mondo, un tentativo di strappare le nostre stesse radici: tutto ciò ne fanno, a parer mio, un evento assolutamente unico ed incommensurabile nella sua gravità.
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Originalmente inviato da
riripane93
Da questo punto di vista condivido il tuo messaggio. Ma solo per un punto ti vado contro.
Non vedo in che senso il tuo post ( che condivido in toto, ovviamente... ) dovrebbe "andarmi contro"...
Il mio non era mica un post di rassegnazione, tutt'altro: proprio il fatto di aver messo subito in firma "Je suis Charlie" ( e di aver postato questo http://www.opsonline.it/forum/psicol...ml#post2759062 poche ore dopo la tragedia ) sta ad indicare che io sono convinto bisogna assolutamente reagire: certo, ognuno nel suo piccolo...
Loro hanno stracciato la nostra bandiera, noi dobbiamo ricostruirne una più bella e più grande!!!!
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Riferimento: Attualità, cronaca, politica
una mia riflessione: visto il problema dell'estremismo islamico -che purtroppo c'è e in questo periodo è particolarmente organizzato- e gli sforzi diplomatici per dialogare con esponenti dell'islam moderato sinceramente non vedo la necessità di pubblicare delle vignette a tutti i costi che ridicolizzano dei simboli religiosi mettendo a rischio la vita di cittadini di interi Paesi. Forse provocare a tutti i costi no è il modo migliore per contribuire al dialogo...
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Riferimento: Attualità, cronaca, politica
Io non sono religiosa ma personalmente trovo di cattivo gusto la satira religiosa, verso qualsiasi religione.
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Riferimento: Attualità, cronaca, politica
Condivido il fatto che la scelta della Francia e della redazione del Charlie Hebdo sia stata simbologicamente strategica.
E di conseguenza ne aumenta la gravità?
Un omicidio ha lo stesso peso in Nigeria, in America o in Europa?
Pare di no...
Fino a quando le cose non ci toccano da vicino siamo quasi sopiti.
Ascoltiamo le notizie di stragi all'altro capo del mondo quasi con rassegnazione pensando a quanto il mondo sia allo sfacello e che in fondo siamo fortunati a stare dove stiamo.
Non alziamo lo sguardo per guardare poco (o tanto) lontano da noi.
Io trovo tutto questo deprimente.
Lo capisco,badate, lo capisco benissimo, ma lo trovo deprimente.
Tutto qui.
Volevo semplicemente esprimere la mia opinione:dunno:
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Riferimento: Attualità, cronaca, politica
Citazione:
Originalmente inviato da
nadirinha
Condivido il fatto che la scelta della Francia e della redazione del Charlie Hebdo sia stata simbologicamente strategica.
E di conseguenza ne aumenta la gravità?
Un omicidio ha lo stesso peso in Nigeria, in America o in Europa?
Pare di no...
Fino a quando le cose non ci toccano da vicino siamo quasi sopiti.
Ascoltiamo le notizie di stragi all'altro capo del mondo quasi con rassegnazione pensando a quanto il mondo sia allo sfacello e che in fondo siamo fortunati a stare dove stiamo.
Non alziamo lo sguardo per guardare poco (o tanto) lontano da noi.
Io trovo tutto questo deprimente.
Lo capisco,badate, lo capisco benissimo, ma lo trovo deprimente.
Tutto qui.
Volevo semplicemente esprimere la mia opinione:dunno:
Opinione che condivido, lo trovo anche io assolutamente deprimente, non fosse altro perché è pure autolesionistico: è ovvio infatti che un dramma lasciato marcire perché "tanto non ci riguarda" in quanto si svolge a migliaia di chilometri di distanza, continuerà a diffondersi nell'indifferenza generale finché, prima o poi, finirà per riguardare pure noi.... Noi che, invece, avremmo tutto l'interesse affinché i focolai di guerra o anche solo di tensione tra i popoli siano quanto più possibile sotto controllo... Purtroppo, anche se volessimo ( e, sono d'accordo con te, non vogliamo. un po' per ignavia, un po' perché ci sono precisi interessi affinché il mondo ribollisca di conflitti incrociati ) non riusciremmo ad assicurare pace e prosperità al mondo intero: il paradiso in terra non c'è mai stato in passato, non c'è adesso ed è facile prevedere non ci sarà mai neanche in futuro....
È una reazione psicologica del tutto naturale, però, che si reagisca in modo tanto più accentuato quanto più si venga colpiti da vicino, nelle cose che interessano di più, in ciò a cui si tiene maggiormente. Forse non è astrattamente giusto, anzi senz'altro non lo è, ma è la natura umana che è fatta così, né io ne te né nessun altro può farci nulla... :dunno:
A me, probabilmente, interessa moltissimo la difesa della libertà di pensiero e di espressione, a mio parere forse il prodotto migliore di secoli di civiltà occidentale, certamente migliore di tante altre "conquiste" senz'altro più futili e meno importanti.... Mi consola vedere che non solo il solo ad avere questa sensazione fortissima, vista la folla oceanica che è accorsa a Parigi ( forse la più grande manifestazione mai tenuta in Europa: due milioni di persone... ) per dire che non hanno intenzione di arrendersi e di mollare di un centimetro...;)
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bisogna ricordare che l'instabilità politica in medio oriente è opera di sarkozy, il quale che ha mandato gli aerei a bombardare senza il consenso degli altri stati europei e costringendoli a intervenire di conseguenza. Così ha dato il via alla "primavera araba", che invece è stata la "rivoluzione islamica" poiché al posto dei dittatori si sono messi i terroristi che hanno fondato il califfato.
Ovviamente non lo ha fatto per alti ideali di libertà (comunque falliti) ma per alcuni interessi personali
http://www.opinione.it/esteri/2014/0...eri-29-07.aspx
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Congratulazioni al nuovo Capo dello Stato Sergio Mattarella!
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Finché non faranno veramente qualcosa di concreto, in primis dimezzarsi stipendi e pensioni vergognose, non crederò minimamente ai discorsi dei nostri politici, non c'è tutela dei diritti, sono veramente stanca e arrabbiata.
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dopo aver ucciso il pilota giordano direi che l'isis ha vita breve
http://www.ansa.it/sito/notizie/mond...9d616d402.html