Ma se uno è laureato con indirizzo Lavoro, poi cosa può fare concretamente se si apre uno studio?
Anche sostegno psicologico?
C'è molta confusione negli ambiti secondo me...
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Ma se uno è laureato con indirizzo Lavoro, poi cosa può fare concretamente se si apre uno studio?
Anche sostegno psicologico?
C'è molta confusione negli ambiti secondo me...
Ciao a tutti....
da quanto cercavo una discussione cosi'!
Bene, leggendo tutto quando avete scritto mi sorge una domanda, che non vuole essere assoluta, basterebbe una opinione personale...
Quando secondo voi ci si sente davvero pronti per aprire uno studio e proporre le proprie capacità al servizio dell'utenza?
Io e' da molto che penso a tale opportunita' e mi piacerebbe lavorare con gli adolescenti. Ho 28 anni e sono laureato da due anni e mezzo, ho lavorato gia' con adolescenti in sportelli scolastici (colloqui) e comunita' per minori....ma....non lo so, forse sono tra quelli a cui manca il "la".
Certo e' che, come qualcuno diceva prima, sbagliare un colloquio di selezione e' una cosa....sbagliare con un adolescente in depressione puo' portare a indicibili rischi, giusto?
Attendo un vostro parere e consiglio
Ciao e grazie
Alberto
Eccomi, finalmente!!Citazione:
Originariamente postato da anninavr
Ciao!!
Io, invece, sono una dott.ssa in Psico del Lavoro e a marzo 2005 ultimerò il tirocinio.
HT Sirri dai qualche consiglio anche a me, per favore?
O chiunque volesse!!!
Obiettivi ambiziosi.Citazione:
Ho 24 anni e a giugno vorrei sostenere l'esame di stato.
Non ho intenzione di fare master o scuola di specializzazione perchè credo che ora sia tempo di fare esperienze pratiche.
Ho fatto uno stage pre-laurea in un ufficio che progettava corsi di formazione tecnica, ma la formazione non è la mia strada!
Il tirocinio che sto facendo ora è in una società di selezione del personale a tempo indeterminato e mi piace abbastanza, anche se ora mi attira la parte commerciale, che qui non ho la possibilità di conoscere. Per questo, vorrei fare un'esperienza commerciale nel marketing/pubblicità, ma è già difficile che uno psicologo entri in quest'ambiente, figuriamoci uno senza alcuna esperienza.. Ma sono fiduciosa!!
Sono di Verona e, dopo aver maturato le competenze necessarie e, quindi a lungo termine, ho in mente di aprire una società di consulenza aziendale nei vari settori detti sopra..
Consigli? Suggerimenti? Opportunità? Proposte?!
GRAZIE, AnnaHT Sirri dai qualche consiglio anche a me, per favore?
Io ti consiglio questo: contatta tutte le aziende di consulenza aziendale che trovi nella tua zona, e proponigli una collaborazione.
Evita quelli che fanno interinale e tieni come seconda scelta le aziende di consulenza internazionali (modello Andersen, per capirci), in quanto difficilmente ti potrai portare dietro i clienti una volta che decidi di staccarti da loro.
La cosa piu' probabile e' che aprirai la partita IVA, lavorerai in piena autonomia, e ti occuperai di selezione - consulenza aziendale - marketing - ecc.
Ti avverto subito: in questo mondo, purtroppo, c'e' ancora del maschilismo, e quindi avrai qualche difficolta' in piu' rispetto ai colleghi maschi, ma ce la puoi fare ugualmente.
;-))
Scegli aziende in cui tu dovrai fare anche la parte commerciale (trovare i clienti), perche' questi poi diventeranno la tua base nel momento in cui deciderai di staccarti da loro.
Un abbraccio e in bocca al lupo,
Stefano.
Io sono figlio di un camionista in pensione, mia mamma e' sempre stata casalinga...... ultimogenito di quattro, e l'unico che si e' laureato (lavorando tutte le estati piu' qualche week-end).Citazione:
Originariamente postato da Amistade
Va avanti chi ha l'accozzo, duro da dirsi ma è così. E se tu l'accozzo non l'avessi, e ti fossi ritrovato a fare le fotocopie (alternativa: 6 mesi senza fare niente), da dove l'avresti presa la tua formazione? Cosa sapresti fare dopo il tirocinio?
Se io ho gli "accozzi" direi che li abbiamo tutti quanti!
;-)))
Ma forse il punto e' proprio questo: sono abituato a contare solo sulle mie gambe, ad essere concreto e a fare i conti con tutti i limiti ed i muri che ci sono.
Forse questo e' stato anche perche' non potevo permettermi di lavorare gratis.......Citazione:
Dici che tu non hai mai avuto bisogno di lavorare gratis: ti rispondo con un "beato te!".
;-))
E' comodo non lavorare gratis se ti puoi permettere di stare ad aspettare....Citazione:
Dài per scontato che tutti dopo il tirocinio abbiano ottenuto una formazione come la tua, ma è solo un grande illudere chi cerca di andare avanti. L'alternativa unica a questa disastrosa faccenda, è quella di continuare il tirocinio oltre-tempo per apprendere qualcosa di buono, anche a costo di farsi sfruttare.
E' comodo dire "gratis mai" quando ci sono colleghi costretti a fare "tirocinio" in un posto dove non c'è psicologo, questo pur di passare l'anno e dare l'esame di stato senza perdere altro tempo.
Non e' comodo rimboccarsi le maniche ed investire su se stessi, costruire un progetto e sudare per attuarlo avendo pochi strumenti e tanta voglia di fare.
Io non do per scontato nulla, dico delle cose semplici:
Ci sara' un argomento che conosci abbastanza bene? dico uno, uno solo!
E se non c'e', quanto tempo ti serve per approfondirlo e quindi conoscerlo bene?
fare un corso di una settimana?
Benissimo, dopo 1 settimana (non sei mesi, un anno, o piu' ancora), potresti tenere un semplice corsetto per utenti ed iniziare a guadagnare, a farti conoscere, ecc.
Qui c'e' un errore, non per non conoscenza, ma per insicurezza.Citazione:
bisogna essere molto preparati in certi argomenti, perchè tra il pubblico potrebbero esserci delle persone che potenzialmente potrebbero mettere fortemente in difficoltà... e questo avrebbe un effetto contrario a quello desiderato = ti ritengono un buono a nulla e ti sei bruciato la carriera o quasi.
[CUT]
Ma ora come ora non saprei gestire assolutamente una provocazione lanciata da un laureato in filosofia che ribatte coi mezzi suoi sul rapporto tra uomo e donna. Mi sentirei spiazzato, non possiedo l'argomento in termini seri, dovrei studiarci sopra molto.
[CUT]
Il rischio di incappare in uno "psicologo senza laurea", provocatorio, fomentatorie di popolo
Se invece viene un medico e ti obietta qualcosa a livello organico che fai?
E se viene un avvocato divorzista che ti parla della sua esperienza?
Se viene l'assistente sociale specializzata in mogli maltrattate?
Quello che voglio dire e' che NESSUN partecipante si aspetta che tu sappia tutto, per il semplice motivo che e' impossibile saper tutto!
La figuraccia la fai solo se hai questa pretesa, se invece includi l'obiezione nel corso, dando un valore a chi la pone: "Lei che e' filosofo/medico/avvocato/ecc. come vede questa cosa dal suo punto di vista? glielo chiedo perche' credo sia importante riuscire a cogliere anche altri aspetti....".
Altro caso e' invece quello dello "psicologo senza laurea fomentatore di popolo", persona che stranamente si iscrive ad un corso pensando di fare lui il docente.....
Come vuoi rispondere ad una persona cosi'? facendogli la guerra al "vediamo chi ne sa di piu'?".
Se conduci in questo modo un gruppo fai sempre brutta figura, che tu ne sappia o meno.
Da buon psicologo dovresti invece cogliere le motivazioni di questa persona, e rispondere a queste.
Un trucco sempre utile in questi casi e' rilanciare la domanda sugli altri: "vediamo cosa ne pensano gli altri di questa cosa".
Se e' un "rompi", stai tranquillo che qualcuno glielo dice.
Tu suoni la chitarra, io suonavo la batteria.
Come ben saprai se vai al conservatorio per tutto il primo anno la batteria non te la fanno neppure vedere: fai solo del gran solfeggio. Anzi, se ti metti da solo a suonare ti cicchettano!
Poi, miracolo, prendi in mano le bacchette e nel giro di pochissimo sai suonare.
Un abbraccio,
Stefano
Concordo pienamente!Citazione:
Originariamente postato da nico
torno a ripetere: non è in assoluto il "lavorare aggratis" accettabile o inaccettabile... a mio avviso, ciò che conta è che posto ha quest'esperienza all'interno del nostro progetto professionale... sperando che vi sia :P
Quello che io contesto e' il "per forza", come se il lavorare gratis fosse una spada di damocle a cui doversi necessariamente piegare.
Esattamente!Citazione:
Personalmente all'università ho avuto modo di fare cicli di seminari a miei colleghi, quando ancora non ero laureato... però avevo studiato un botto quelle materie ed erano emergenti e poco conosciute...
Provate a fare una piccola analisi (io l'ho fatta): andate a vedere come si sono mossi i colleghi che lavorano di piu', e vedrete che si sono buttati, hanno proposto cose giudicate da altri premature, si sono proposti, hanno investito su se stessi, ecc..
Un abbraccio,
Stefano
>Ma forse il punto e' proprio questo: sono abituato a contare >solo sulle mie gambe, ad essere concreto e a fare i conti con >tutti i limiti ed i muri che ci sono.
Bene. Scommetto però nel tup discorso è incluso che hai avuto un'ottima formazione, probabilmente un ottimo tirocinio che ti ha permesso di essere in qualche modo competitivo. Torno a ripetere che non si diventa competitivi nel mondo della psicologia dando "corsetti" preparati in una settimana per giovani casalinghe, o per donne in maternità. Lo si diventa imparando a trattare coi pazienti, maneggiando test, "spaventandosi quando il paziente batte i pugni sul tavolo" (tnx). Un conto è il discorso del "farsi conoscere", e sta bene; un altro è saper lavorare. Non confondiamo le due cose.
Se queste cose non le impari col tirocinio, come le impari? Dove le impari?
a) andando da qualche psicologo e lavorando gratis pur di imparare
b) ti svegli una mattina dopo un sogno indimenticabile e di colpo sai già tutto
c) fai dei corsi a pagamento dove qualcuno ti insegna come si somministra un test o si fa una terapia di supporto
d) bevi la pozione della scienza infusa e sei uno psicologo "questionario alla mano".
Scherzo su questo aspetto, ma mi sembra che su quest'argomento non mi abbia ancora risposto: se non fai un tirocinio BUONO, come pretendi di saper gestire un gruppo di aiuto-aiuto? Leggendoti un libro? Se hai sempre letto sui testi dell'MMPI, come pensi di poterlo somministrare se te lo vedi per la prima volta davanti?
Peggio ancora: come pensi di poter diagnosticare una nevrosi se non hai mai visto un paziente?
>Forse questo e' stato anche perche' non potevo permettermi di >lavorare gratis.......
No! Tanta gente non ha soldi per andare avanti, ma lavora di notte in un locale perchè non ha I MEZZI per lavorare con la laurea. Non avere mezzi = non si sa fare un tubo.
E non venirmi a dire che basta studiare una settimana per un "corsetto", perchè replico subito che se speri di farti più di uno stipendio da 800 euro con i corsetti fai prima a leggere i tarocchi = muori di fame.
>E' comodo lavorare gratis se ti puoi permettere di stare ad >aspettare....
Non è questo il discorso, e torno sempre lì, può essere difficile mettersi in gioco come psicologo, ma bisogna avere le conoscenze tecniche, pratiche, oltre che teoriche (un minimo, almeno!). Se non le hai o non le ottieni col tirocinio, o paghi perchè qualcuno te lo insegni, oppure vai GRATIS, o non c'è niente da fare.
E' comodo dire "non è giusto lavorare gratis" quando si ha la fortuna di aver trovato un buon posto per il tirocinio e aver imparato molte cose.
Ero al telefono con una collega poco fa (110 e lode con dignità di stampa), a breve l'esame di stato. Nel panico più assoluto per il caso clinico. Non sa da dove iniziare. ***Questa*** è la situazione. 1 anno buttato facendo fesserie, e mai visto un paziente. Chi la paga una così? Chi la vuole come lavoratrice?Mettiamo che si autopromuova facendo corsi di orientamento, aa pagamento. Ci sono centri che fanno queste cose semi-gratis. Quanto ti entra in tasca con un corso? Ti basterebbe per vivere senza il supporto dei genitori? Se sai fare solo "corsetti" non campi, c'è bisogno delle oltre 100 voci del tariffario, che tu conosci e sfrutti. Chi non è come te per quest'ultimo aspetto cosa fa?Apriamo gli occhi, esistono anche queste realtà!
>Non e' comodo rimboccarsi le maniche ed investire su se stessi, >costruire un progetto e sudare per attuarlo avendo pochi >strumenti e tanta voglia di fare.
Avendo *pochi strumenti*, dici bene. E nel caso avessi solo conoscenze teoriche e zero pratica? Ti viene sempre voglia di investire su te stesso non avendo credenziali? Siamo seri, è autolesionismo!
Non volgio dare l'impressione di essere uno che sa, ma che non si sente sicuro di sapere e/o che on ha il coraggio di buttarsi. La realtà è che neanch'io saprei manco da dove iniziare per fare una diagnosi, figuriamoci una terapia di supporto, figuramoci condurre un gruppo. Per piacere, non dirmi di andare a studiare qualche libro sull'argomento perchè un paziente va visto in faccia, non (solo) attraverso un libro.
>Benissimo, dopo 1 settimana (non sei mesi, un anno, o piu' >ancora), potresti tenere un semplice corsetto per utenti ed >iniziare a guadagnare, a farti conoscere, ecc.
In una settimana, ponendo che studi 8 ore al giorno coi ritmi pieni di un tempo (ergo impossibile), puoi riuscire a mangiarti qualche centinaio di pagine esclusi i lucidi. Nessuno si è mai preparato un esame serio in una settimana. Un corso, anche se per bambini ritardati, lo prendo comunque seriamente e non sottogamba dando un'occhiata al programma una settimana prima. Un relatore ben preparato si riconosce da uno che ha le cose attaccate a sputo. Siamo realisti. Un conto è lanciarsi sapendo a cosa si va incontro, altro paio di maniche è lanciarsi nel vuoto quando non si ha il paracadute.
>Se invece viene un medico e ti obietta qualcosa a livello >organico che fai?
>E se viene un avvocato divorzista che ti parla della sua >esperienza?
>Se viene l'assistente sociale specializzata in mogli maltrattate?
Appunto, rischi figuracce se sei preparato poco e male. Se invece sai il fatto tuo, sicuro come il fuoco che non dici cose che fanno a cazzotti con le conoscenze altrui. Specie perchè dopo il corso dovrai pur lasciare uno spazio per le domande, e devi saper rispondere in maniera competente, non da "uomo della strada".
>Quello che voglio dire e' che NESSUN partecipante si aspetta >che tu sappia tutto, per il semplice motivo che e' impossibile >saper tutto!
Differenza tra sapere tutto ed essere ben preparato e preciso nell'esposizione. Una buona preparazione non la si ottiene in una settimana. Nemmeno in un anno. Se ragioniamo nell'ordine di un mese-un mese e mezzo, si può ragionare.
>La figuraccia la fai solo se hai questa pretesa,
Non penso. La figuraccia la fai se qualcuno ti corregge perchè è più aggiornato di te. Per questo bisogna essere a un livello buono di preparazione, cosa che non si ottiene di certo in 7 giorni.
>Poi, miracolo, prendi in mano le bacchette e nel giro di >pochissimo sai suonare.
Lo so, ma qui il punto cruciale è che spesso nessuno ti mette in mano le bacchette. O vai e le compri, o le prendi in prestito. E' inutile organizzare una serata per far conoscere il tuo gruppo se non sai manco come si fanno i 4/4 bacchette alla mano.
Spero di aver chiarito un po' il mio punto di vista.
--
Amistade
Non concordo per due motivi:Citazione:
Originariamente postato da Amistade
Torno a ripetere che non si diventa competitivi nel mondo della psicologia dando "corsetti" preparati in una settimana per giovani casalinghe, o per donne in maternità. Lo si diventa imparando a trattare coi pazienti, maneggiando test, "spaventandosi quando il paziente batte i pugni sul tavolo" (tnx).
1)
Le cose da sapere per poter fare bene la nostra professione sono tante.... praticamente infinite.
Non puoi pensare di conoscerle tutte prima di iniziare, oppure di scindere l'aspetto "apprendimento", dall'aspetto "lavoro", perche' le due cose sono nei fatti fuse tra di loro.
2)
Un professionista diventa veramente bravo in un solo modo: con l'esperienza diretta.
Io posso dire di saper fare una cosa solo dopo averla fatta, prima posso solo reputarmi in grado, o meno, di farla.
Questa e' in soldoni la differenza tra il sapere ed il saper fare.
Se io guardo il collega anziano fare una cosa, imparo il sapere, e questo puo' darmi sicurezza in me stesso e farmi pensare: "credo di essere in grado di farlo", non "sono capace di farlo".
Il saper fare lo imparo solo facendo in prima persona una cosa, perche' nel saper fare c'e' anche (e non solo) l'aspetto emotivo, l'eccitazione della prima volta, ecc.
E' come guidare una macchina: molte cose le imparo sicuramente guardando qualcuno che guida, oppure utilizzando un simulatore di guida...... ma permettimi di dire che guidare un'automobile, su una strada ed in mezzo al traffico, e' un'altra cosa.
Quello che invece ti sto dicendo e' che i due piani non sono completamente separati, ma anzi, in buona parte si sovrappongono.Citazione:
Un conto è il discorso del "farsi conoscere", e sta bene; un altro è saper lavorare. Non confondiamo le due cose.
Farsi conoscere non significa mettere la pubblicita' in tutte le buchette della posta con scritto "psicologo bravissimo cura di tutto e di piu'".
Significa andare a mirare la tipologia di persone che ti interessa, significa proporre alcune cose e non altre, significa sostalzialmente avere un programma dettagliato da seguire, costituito da step successivi da affrontare uno alla volta, quando si e' pronti.
Se il mio obiettivo finale e' fare il terapeuta, posso aspettare di essermi specializzato prima di aprire uno studio, ed intanto fare dei lavoretti, o fare qualsiasi altra cosa.
Oppure posso iniziare subito, senza fare terapia, ma aprendo uno studio in cui per ora gestisco situazioni molto piu' semplici.
E, guardacaso, e' quello che ti consigliano quasi tutte le scuole di psicoterapia.
Invece stai perdendo il grosso di quello che ho detto.Citazione:
mi sembra che su quest'argomento non mi abbia ancora risposto: se non fai un tirocinio BUONO, come pretendi di saper gestire un gruppo di aiuto-aiuto? Leggendoti un libro? Se hai sempre letto sui testi dell'MMPI, come pensi di poterlo somministrare se te lo vedi per la prima volta davanti?
Peggio ancora: come pensi di poter diagnosticare una nevrosi se non hai mai visto un paziente?
Sto parlando di partire subito, e' vero, ma solo con alcune cose: le piu' semplici e quelle che conosci meglio.
Se per caso non c'e' nulla che conosci a sufficienza, ti basta un buon corso di massimo una settimana per imparare quell'unica cosa.
Iniziando a lavorare acquisisci competenze sul campo (il saper fare), che ti permettono di crescere, e di capire molto meglio gli eventuali corsi che farai dopo (perche' li inquadri dentro le tue esperienze, che sono reali, non fantasie o simulazioni).
Con questo schema hai altri due vantaggi:
- inizi a farti conoscere, a crearti un giro che poi, quando saprai fare bene piu' cose, potrai sfruttare appieno;
- puoi incamerare da subito, non 1000-2000 euro al mese, ma i soldi sufficienti per pagarti una formazione successiva, magari proprio su quello che tu vuoi fare.
Cosi' crei un circolo virtuoso: guadagni, quindi puoi spendere e ti formi; guadagni, quindi puoi spendere e ti formi; ecc..
Un abbraccio,
Stefano.
Peccato....sembra che la discussione stia rivolgendosi su se stessa e non trovi una via di fuga...e' solo una mia impressione?
Caro Stefano e caro Amistade, forse vi e' sfuggita la mia mail precedente o forse semplicemente non mi sono fatto capire a dovere...ma mi sembra che la domanda implicita di Amistade (posso sbagliare naturalmente) sia: "Come faccio a prepararmi a "dovere" (nel senso piu legale del termine) e soprattutto quando so di essere pronto per iniziare? (molto vicino a quanto io chiedevo)"
E' vero Amistade che spesso (o quasi sempre) l'università e il tirocinio non danno le conoscenze che tanto sognavamo al primo anno; e' anche vero quanto dice Stefano che prima o poi si deve pur provare a buttarsi. Ma in mezzo ci sta il paziente, che non e' una cover musicale per una serata che al massimo, se non ti sei preparato bene, viene male e ti prendi quattro fischi (io canto...se vogliamo fare un gruppo....)
Credo che per sentirsi pronti a dovere si debba intanto decidere su cosa (area specifica) e poi darsi da fare a leggere ok, fare corsi ok, ma soprattutto confrontarsi e fermarsi a riflettere su se stessi e sulle proprie capacita'.
E' importante considerare pero' che la formazione non ha una fine...un diploma che dice...ok..."ora sai confrontarti sicuramente con tutto quello che puo' accadere", perche' lavoriamo con la vita e nella vita puo' accadere di tutto. Possiamo sentirci il piu' pronti possibili e il giorno in cui iniziamo confrontarci con una situazione che non era capitata a nessuno prima di noi e che quindi nessuno avrebbe potuto insegnarci...che facciamo?
Ma....prima di incasinarmi anche io in questa discussione, vorrei porre una domanda fondamentale per una risoluzione, o meglio per un proseguo del discorso... :
Amistade, in che campo specifico vorresti lavorare? e cosi forse andiamo avanti e non ci perdiamo...
Ripropongo infine il quesito implicito della mia passata mail, rivolto a coloro i quali hanno iniziato a lavorare privatamente: In che momento e cosa vi ha fatto sentire pronti?
Ciao
Alberto
[QUOTE]Originariamente postato da albtorre
>dovere...ma mi sembra che la domanda implicita di Amistade >(posso sbagliare naturalmente) sia: "Come faccio a prepararmi >a "dovere" (nel senso piu legale del termine) e soprattutto >quando so di essere pronto per iniziare? (molto vicino a quanto >io chiedevo)"
Come fare a prepararmi a dovere si sa, faccio un paio di corsi di una settimana come dice il Dott. Sirri, oppure mi appiccico a uno che mi insegni come fare, in un modo o nell'altro... possibilmente mi attivo nell'anno di tirocinio. Sapere di essere pronto è una questione personale, e il Dott. Sirri ha fatto un bel post sulle tipologie di psicologo alle prime armi, che di sicuro ti sei letto. Quando "sai fare" qualcosa, basta solo che ti ci butti. Non penso proprio che servano mesi per imparare a somministrare un test dell'intelligenza, o un test di Lusher. Lo fai un paio di volte, e se hai la testa ben piantata sulle spalle il gioco è fatto.
Il problema sta semmai nel sentirsi sempre "inadatti" anche se hai i mezzi per iniziare lo start up.
> Ma in mezzo ci sta il paziente, che non e' una cover musicale >per una serata che al massimo, se non ti sei preparato bene, >viene male e ti prendi quattro fischi (io canto...se vogliamo fare >un gruppo....)
Sì, ma col paziente mica ci devi improvvisare una psicoterapia selvaggia! Somministri qualche test, un colloquio clinico...roba molto "soft", nessuna psicoterapia. Difficile che rovini qualcuno per tutta la vita, tranquillo ;-) Poi se dovessi fare questo per la prima volta, di sicuro c'è qualcuno che ti segue, non sei allo sbaraglio.
>Credo che per sentirsi pronti a dovere si debba intanto decidere >su cosa (area specifica) e poi darsi da fare a leggere ok, fare >corsi ok, ma soprattutto confrontarsi e fermarsi a riflettere su se >stessi e sulle proprie capacita'.
Buonanotte! :-P
Formazione (ad ampio raggio), superare la fatidica "prima volta", poi buttarsi. Sembra quasi che tu debba riflettere sui problemi esistenziali dell'umanità prima di capire se sei in grado o no di buttarti nel mondo del lavoro...suvvia! Io se apprendo una cosa e la metto in pratica una volta poi non vedo perchè dovrei mettermi problemi per applicarla una seconda... o una millesima. L'importante è saperlo fare.
>E' importante considerare pero' che la formazione non ha una >fine...un diploma che dice...ok
Ha fini a breve termine: es: imparare a somministrare l'mmpi; imparare a fare un colloqui clinco; imparare a mettere le zampe sul Rorshack etc. Questo, e moltissimo altro, rientra nella grande casa della Formazione.
>pronti possibili e il giorno in cui iniziamo confrontarci con una >situazione che non era capitata a nessuno prima di noi e che >quindi nessuno avrebbe potuto insegnarci...che facciamo?
Spirito di adattamento. In qualsiasi professione non troverai mai nessuno che ti insegnerà a saper gestire qualsiasi situazione, nel senso che l'imprevisto è sempre dietro l'angolo, proprio perchè siamo tutti persone diverse.
Ti racconto qualche vicessitudine del mio lavoro part-time, ossia insegnante di chitarra a casa mia, perchè penso potrà esserti utile, e spero sia per te una lettura gradevole.
Nella mia pratica clinica di insegnante di chitarra (:-D) ho a che fare con molta gente durante la settimana: qualche volta qualche ragazzo nuovo che viene per vedere come suono, o "i soliti" 8 per prendere lezioni. All'inizio, anni fa, pensavo di trovare solo gente al mio livello, o più brava; ero tesissimo, mi sentivo costantemente sotto esame, e temevo che l'allievo nuovo che sarebbe venuto la settimana successiva, mi avrebbe umiliato suonando. Poi, pian piano, entrando nel ruolo dell'insegnante, ho realizzato che l'unica cosa che mi creava disagio, non erano i ragazzi in sè, ma le mie paure esagerate nei loro riguardi. Ma si sà, una volta che fai una cosa, acquisisci maggiore sicurezza nel farla, ed è così che ho superato i timori e incertezze iniziali, e ho accettato serenamente che, non essendo un professionista, sono libero anch'io a volte di sbagliare (N.B: non è una giustificazione per prendere il mio lavoro alla leggera e suonare male!) senza avere il patema d'animo che non verrà mai più nessuno da me = accettare oltre che i pregi, anche i propri limiti.
Me ne son capitate molte in questi 5 anni di lezioni quotidiane, situazioni a volte più da "psicologo" che da insegnante di chitarra a dire il vero. Il ragazzino timido che non parla, quello che si vergogna a suonare davanti a me, quella che viene in abito da sera che chissà perchè, siccome ha una chitarra, la vuole suonare... e vabeh... quella che odia il rock... , quello che parte in 4° convinto di essere molto bravo quando invece... ti voglio dire che basta un po' di flessibilità per saper gestire situazioni difficili, senza temere che nessuno ti dica come devi fare. Come la risolvi se ti trovi di fronte quella che ti dice che odia il metal "perchè è solo chiasso e basta", quando io invece suono (e AMO) proprio quella roba lì? Con un sorriso innanzitutto, che scioglie qualsiasi nodo interiore. In questi casi è vivamente sconsigliato fare braccio di ferro con l'allievo/a, potrebbe nascerne un incidente diplomatico :) Se riesci a fare stare a suo agio una persona, puoi metterla in grado di vedere le cose sotto un punto di vista diverso, anche con simpatia. C'è un allievo sulla 40ina che si arrabbia un sacco perchè quando fa un esercizio sbaglia. Io ogni tanto gli racconto un aneddoto, come quello di un amico che aveva lanciato la chitarra dalla finestra perchè non riusciva a fare un assolo. Ci facciamo una risata e si continua più tranquillamente, senza prenderci troppo sul serio.
Voglio solo dirti che nessuno ti dirà mai come gestire uno che diventa furente se stecca, o che si irrita proprio perchè stecca *davanti a te*.
Abbi fiducia nelle tue risorse, sono cose che vale la pena vivere, dammi retta!
>Amistade, in che campo specifico vorresti lavorare? e cosi forse >andiamo avanti e non ci perdiamo...
Ancora presto per dirlo. Ti risponderei "dove c'è più richiesta". Prima metto il naso in diversi ambienti poi ti dico quello che mi piacerà di più (o di meno).
>Ripropongo infine il quesito implicito della mia passata mail, >rivolto a coloro i quali hanno iniziato a lavorare privatamente: In >che momento e cosa vi ha fatto sentire pronti?
Ti rispondo anche se faccio "libera professione" diversa. Sapevo che potevo farcela, un giorno mi son buttato e a 5 anni di distanza non me ne sono mai pentito. Se fossi stato a ripensare che forse potevo essere più pronto, o più colto in teoria musicale, non avrei mai iniziato. Sai fare qualcosa? Se sì, falla. Ricordati che chi va da uno psicologo è una persona che ha bisogno di qualcosa, possibilmente di un aiuto.
Se non sei tabula rasa (e intendo *sul serio* tabula rasa), trai un respiro profondo e buttati.
Ciao
[QUOTE]Originariamente postato da HT Sirri
>Iniziando a lavorare acquisisci competenze sul campo (il saper >fare), che ti permettono di crescere, e di capire molto meglio gli >eventuali corsi che farai dopo (perche' li inquadri dentro le tue >esperienze, che sono reali, non fantasie o simulazioni).
Sta bene, anzi, *benissimo*! Era a questo che volevo arrivare.
Chi organizza questi corsi? Università, scuole di specializzazione? Dove si possono fare? Costo? E' necessario l'esame di Stato? Dove si possono comprare i test tipo MMPI?
--
Amistade
La stragrande maggioranza dei test li puoi trovare dalle Organizzazioni Speciali.Citazione:
Originariamente postato da Amistade
Sta bene, anzi, *benissimo*! Era a questo che volevo arrivare.
Chi organizza questi corsi? Università, scuole di specializzazione? Dove si possono fare? Costo? E' necessario l'esame di Stato? Dove si possono comprare i test tipo MMPI?
--
Amistade
Non riscuotono la mia simpatia, ma penso siano i piu' forniti in assoluto.
Il mondo della psicologia e' pienissimo di corsi.
Come prima cosa scegli cosa vuoi fare, poi prova a cercare su internet, o su OPs, o dovunque tu voglia.
I costi ed i requisiti di ingresso dipendono da corso a corso.
Un buon metro per capire la validita' di un corso, se non conosci gia' il docente, e' parlare con chi gia' l'ha fatto. Il web e' eccezzionale per questo!
;-))
Ovvio e' che per capire il peso da dare ad una valutazione bisogna chiedere anche le aspettative che aveva quella persona nel momento in cui si e' iscritta.
Il punto di vista legale e' in assoluto il piu' semplice: per fare psicoterapia devi essere specializzato come tale, per tutto il resto devi essere psicologo (cioe' iscritto all'albo).Citazione:
Originariamente postato da albtorre
Caro Stefano e caro Amistade, forse vi e' sfuggita la mia mail precedente o forse semplicemente non mi sono fatto capire a dovere...ma mi sembra che la domanda implicita di Amistade (posso sbagliare naturalmente) sia: "Come faccio a prepararmi a "dovere" (nel senso piu legale del termine) e soprattutto quando so di essere pronto per iniziare? (molto vicino a quanto io chiedevo)"
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Ripropongo infine il quesito implicito della mia passata mail, rivolto a coloro i quali hanno iniziato a lavorare privatamente: In che momento e cosa vi ha fatto sentire pronti?
Ciao
Alberto
Da un punto di vista legale esistono solo queste due categorie, quindi essere del lavoro, sviluppo, clinico, sperimentale, o altro e' per la legge italiana completamente indifferente.
Sul pronto ad iniziare le cose si fanno piu' complesse, perche' intervengono una serie di variabili, anche soggettive.
Devi saper fare una determinata cosa, ma devi anche credere di saperla fare..... perche' se non ci credi tu per primo.... come potranno crederci gli altri?
Un abbraccio,
Stefano
Bene, Amistade....hai risposto a me, ma hai risposto anche e soprattutto a te, o sbaglio? abbiamo passato l'empasse assieme e condivido pienamente i tuoi pensieri che sono davvero vicinissimi ai miei, alle risposte che mi sono dato.
Vorrei poi sottolineare che ho trovato abbastanza vicini gli esempi che fai riguardo i tuoi alunni di chitarra e le loro domande off topic...e quelle domande di medici e filosofi a cui ti riferivi precedentemente.
Una sola cosa non condivido, o meglio su una cosa mi diferenzio dal tuo pensiero.... secondo me un campo nel quale buttarti non lo devi scegliere in base alla "richiesta" del mercato, bensi' alle tue capacità e ai tuoi interessi personali. Se sei uno che ci sa fare con gli adolescenti ma la richiesta del mercato e' grande nel campo degli anziani penso sia inutile e anche deleterio per te, la tua professione e gli utenti stessi che tu ti dia a quest'ultimo settore. E' come se tu ti mettessi a dare lezioni di basso perche te lo chiedono in 16 anziche in 8.....no?
Per questo dico che e' importante scegliere un territorio, ovvio, prima i deve provare un po' per capire quale e' il proprio campo, io per esempio ho fatto 6 mesi al sert per poi capire che non mi piace lavorare con i tossicodipendenti (anche se avevo ottenuto buoni risultati).
Ma capire quale e' il proprio campo e' fondamentale proprio per programmare una propria formazione post laurea, fatta di corsi ecc.
da: Sirri
>La stragrande maggioranza dei test li puoi trovare dalle Organizzazioni Speciali.
>Non riscuotono la mia simpatia, ma penso siano i piu' forniti in assoluto.
Condivido pienamente
Per quano riguarda i corsi credo che oltre andare a cercare corsi su internet i migliori siano qua
http://www.ministerosalute.it/ecm/ecm.jsp danno l'ECM ma bisogna avere tempo e voglia di muoversi.
Per Stefano, sapevo delle questioni "legali" riguardo specializzazione psicoterapia ecc. intendevo un "dovere" nel senso del rispetto del paziente. Quando sappiamo o capiamo di poter offrire un "prodotto" consono alle sue necessita'....ripropongo a te la domanda....quando hai capito di ....?
Ciao
Alberto
beh... sulla validità delle proposte ecm ci si potrebbe riempire una serata di cabaret :asd:Citazione:
Originariamente postato da albtorre
Per quano riguarda i corsi credo che oltre andare a cercare corsi su internet i migliori siano qua
http://www.ministerosalute.it/ecm/ecm.jsp danno l'ECM ma bisogna avere tempo e voglia di muoversi.
innanzitutto sono obbliagatori solo per gli psicologi che lavorano in strutture sanirarie pubbliche o private (e pagati dalla stessa struttura)
in secondo luogo, qui potete leggere cosa ne pensano gli stessi medici: http://forum.srd.it/forum/showthread...threadid=17397
come al solito, noi psicologi siamo sempre l'ultima ruota del carro a prendere decisione e ad avere chiarezza sulla situazione... non mi sto riferendo certo a noi che ne stiamo discutendo, quanto invece ai nostri Ordini che non hanno mai fatto chiarezza... forse che ne trattano qualche vantaggio?!? :asd:
Per Nico,
lungi da me sponsorizzare gli ECM, non era questa la mia intenzione.
Ammetto di non conoscerne le dinamiche sotterranee.
Vero e' che credo non si possa mai fare di tutta un'erba un fascio e che gli ECM hanno una reperibilità, una organizzazione e una facilita' di consultazione elevata.
Credo vadano giudicati singolarmente e in base al seminario e a chi presenta, io faccio cosi'.
Purtroppo io vivo in una zona veramente depressa dal punto di vista dell'aggiornamento e del confronto, credimi (prov. di Imperia) è difficile trovare seminari e congressi i nteressanti, quelli che trovo pubblicizzati qua e la in strutture...sfortuna mia....sono gia stati fatti tipo da una settimana e pubblicizzati davvero male (opinione personalissima)....
Nico, se hai indicazioni su dove reperire info su seminari e congressi interessanti, possibilmente non svolti nelle solite Roma, Padova, Milano....facci sapere. Sarebbe davevro una informazione utilissima...
Grazie
Alberto
caro alberto,Citazione:
Originariamente postato da albtorre
Per Nico,
lungi da me sponsorizzare gli ECM, non era questa la mia intenzione.
ovviamente non avevo inteso che quella fosse la tua intenzione :approved:
come dici tu, la miglior cosa è reperire informazioni sulla struttura, sui docenti, da altri corsisti, ecc...
poi, che siano ecm o meno, poco importa rispetto alla qualità effettiva del corso ed all'utilità che questo può avere rispetto ai tuoi obiettivi professionali
per quanto riguarda gli eventi posso dirti di visitare l'agnda eventi di ops www.opsonline.it/ba/agenda/
un cordiale saluto,
nicola
[QUOTE]Originariamente postato da HT Sirri
>Il mondo della psicologia e' pienissimo di corsi.
>Come prima cosa scegli cosa vuoi fare, poi prova a cercare su >internet, o su OPs, o dovunque tu voglia.
>I costi ed i requisiti di ingresso dipendono da corso a corso.
Io sono a Cagliari, per qualsiasi spostamento devo prendere l'aereo. Che tu sappia, nell'isola c'è qualcosa di simile a quello che fate a Roma? Organizzati da scuole di specializzazione, o Asl? Giusto un'informazione per cui vado e chiedo. L'ordine degli psicologi sapreanno qualcosa?
Thank you[I][COLOR=blue][COLOR=blue][B]
Esattamente, bisogna partire da noi stessi.Citazione:
Originariamente postato da albtorre
secondo me un campo nel quale buttarti non lo devi scegliere in base alla "richiesta" del mercato, bensi' alle tue capacità e ai tuoi interessi personali. Se sei uno che ci sa fare con gli adolescenti ma la richiesta del mercato e' grande nel campo degli anziani penso sia inutile e anche deleterio per te, la tua professione e gli utenti stessi che tu ti dia a quest'ultimo settore. E' come se tu ti mettessi a dare lezioni di basso perche te lo chiedono in 16 anziche in 8.....no?
Non proponiamo salumi: vendere mortadella o prosciutto poco cambia, dare un servizio psicologico e' molto diverso.
E' per questo che io consiglio di partire da qualcosa che conosci bene.
Noi non affriamo un "prodotto", ma un servizio.Citazione:
Per Stefano, sapevo delle questioni "legali" riguardo specializzazione psicoterapia ecc. intendevo un "dovere" nel senso del rispetto del paziente. Quando sappiamo o capiamo di poter offrire un "prodotto" consono alle sue necessita'....ripropongo a te la domanda....quando hai capito di ....?
Ciao
Alberto
;-)
Abbiamo un dovere morale di fare un buon lavoro, ma ancora di piu' abbiamo il dovere di essere onesti con noi stessi e con gli altri.
Questo significa dire alle persone come stanno le cose e nessuna promessa campata per aria.
Quello che possiamo e dobbiamo garantire alle persone e' il nostro impegno, la nostra professionalita', il dire le cose come stanno: "io non le garantisco un risultato certo, ma posso ugualmente assicurarle che sulla sua problematica si puo' lavorare, ed e' possibile ottenere dei risultati concreti" (se questo e' vero).
Oppure possiamo porre dei tempi precisi di valutazione prima di esporci, es.: "dopo i primi 4 incontri le sapro' dire qualcosa di piu' preciso".
Io ho capito di essere pronto guardandomi in giro, ed osservando altre persone che lavoravano.
Per esempio, partecipando a dei corsi di ipnosi ad un certo punto mi sono reso conto che la differenza tra la mia preparazione e quella del docente era poca. Poi ho visto una conferenza sullo smettere di fumare (sempre con l'ipnosi) tenuta da un collega di 15 anni piu' anziano di me, e mi sono reso conto che conoscevo piu' cose, avrei saputo gestire meglio il discorso, ecc.
Queste cose mi hanno convinto a proporre dei corsi.
Comunque l'esperienza di ognuno e' un'esperienza singolare, filtrata dal proprio modo di vedere, sentire e percepire....
Perche' invece non provi a rovesciare la domanda a te stesso.
Ci sara' stato qualcosa verso cui, ad un certo punto della tua vita, ti sei sentito pronto.
Ad esempio: immagino che ad un certo punto hai deciso di essere in grado di guidare l'automobile (guidare e' piu' pericoloso di una psicoterapia).
Che cosa ti e' servito per capire di essere in grado di farlo?
Un abbraccio,
Stefano
scusate mi intrometto solo brevemente: qualcuno, non ricordo chi, parlava di fare test e colloqui..che tanto con quelli non si rovina nessuno..mah, chi è che va dallo psicologo perchè vuole farsi fare una diagnosi e poi eventualmente essere indirizzato da un'altra persona (psicoterapeuta)?! Altri parlano di "crescita personale"..e tutte le altre voci del tariffario?? andiamo, sveglia..siamo nel mondo reale! chi va dallo psicologo ci va perchè sta male, e non gli basta qualcuno che sappia somministrare 2 test o fare un colloquio. Quanto alla crescita personale..davvero pensate che ci sia gente che va dallo psicologo per migliorarsi come persona senza avere nessun problema?? E ce ne sono così tanti da poter permettere a uno psicologo di sopravvivere lavorando solo con loro e rifiutando chiunque abbia un vero problema? che sono quelli che vanno dagli psicologi, e che hanno bisogno di terapeuti..
purtroppo la risposta è no, proprio perché lo psicologo è associato alla "malattia" ed al "malessere"Citazione:
Originariamente postato da Serial killer
davvero pensate che ci sia gente che va dallo psicologo per migliorarsi come persona senza avere nessun problema??
magari vanno da un life coach, da un counselor, da un esperto in fitness e wellness... ma non da uno psicologo :P
la domanda c'è... è solo che non siamo bravi (non tanto e non solo come singoli, ma come categoria e istituzione) a tirarla dalla nostra parte :asd:
A ME INVECE NESSUNO HA RISPOSTO, QUINDI RIFORMULO LE MIE DOMANDE:
Ma se uno è laureato con indirizzo Lavoro, poi cosa può fare concretamente se si apre uno studio?
Anche sostegno psicologico?
C'è molta confusione negli ambiti secondo me...
se passi l'esame di stato e ti iscrivi all'albo penso che per la legge tu possa fare qualsiasi cosa..
Mi reintroduco in questa stupenda discussione che abbiamo costruito tutti insieme e di cui sono orgoglioso di essere il promotore! Ne sono orgoglioso perchè ad onor del vero mi ha dato informazioni utili, stimolazioni che sto già riportando ad altri colleghi e una motivazione grande a cominciare.
Mi sorprende piacevolmente come Amistade abbia cambiato registro dopo la provocazione di Alberto. Ha saputo dare delle ottime intuizione al gruppo che secondo me si avvicinano moltissimo a quielle di Stefano, non so se se ne sia reso conto!! Le sue perplessità distruttive si sono trasformate in proposte costruttive e positive proprio una volta che è stato interrogato lui personalmente da Alberto!
E' questo che penso tutti noi abbiamo il dovere di fare: Interrogarci su quali siano le nostre risorse e coltivarle e accrescerle seguendo corsi, leggendo libri (finalmente scelti da noi e non più imposti dai docenti), facendo il tirocinio e, se di basso livello formativo, allora ebbene sì, facendo volontariato. A me sta tornando molto utile l'esperienza all'Asl DOVE STO IMPARANDO ATRATTARE CON I PAZIENTI E A SOMMInistrare i test. Voglio dire ad Amistade, rinforzando in questo modo il discorso di Stefano, che imparare a somministrare un MMPI(a cui lui tiene tanto come ho avuto modo di capire) è una cazzata! E' in credibile scoprire come le cose in psicologia siano molto più facili a farsi che a dirsi! Ho imparato proprio leggendo dai manuali, poi mi sono buttato e ora sono abbastanmza bravo da ricevere complimenti!Ecco come ritengo utile e vero il discorso di Stefano sull'avere coraggio a farle le cose senza aspettare di essere preparatissimi o di ricevere chissà quale formidabile e "magica" formazione. Il bello di questo mestiere è, per me, che le risorse vere e proprie sono dentro di noi, nelle nostre motivazioni e nelle esperienze della nostra vita.
E' anche vero che lo psicologo non è solo lo psicoterapeuta o lo psicodiagnosta! Mi sembra, e qui arrivo al punto, che il dibattito si sia un pò infognato qui. Perchè non proviamo ad allargare gli orizzonti e a parlare delle varie figure professionali che in psicologia possiamo rivestire?!
Ospedali, Comunità, Cooperative, Aziende (un povero Cristo di questo forum sta ancora aspettando disperato risposta sulla Psicologia del lavoro!!!!!), Formazione (appunto!!!), Scuola, Consulenza, Disabilità, Sociale.....
...chi si sente di iniziare??? Chi ne sa qualcosa??
ciao e grazie davvero!!
è vero, ne è uscita una discussione veramente molto utile ed interessante
quasi due mesi di dibattito e, ad oggi, 17 persone ne hanno preso parte :approved:
vorrei a questo punto chiedere se c'è qualche "anima pia :asd:" interessata a tirarne fuori un articolo "riassuntivo" da pubblicare su OPs
in questo 3d sono stati condivisi molti spunti utili e sarebbe un vero peccato perderli sotto le nuove discussioni che verranno...
l'articolo ovviamente riporterebbe i link alla discussione, agli autori... insomma, ditemi che ne pensate :P
un saluto,
nicola
Rispondo un po' a tutti: ho dato un taglio "utilitaristico" riguardo ai miei interessi in campo psicologico per un motivo molto semplice (fin troppo): tra 2 settimane circa mi laureo e non ho ancora avuto modo di approfondire nessun argomento. Farò il tirocinio nel campo dei disturbi alimentari e/o della psicooncologia, e solo in seguito all'esperienza maturata lì mi renderò conto se è un qualcosa che si confa al mio modo di essere o no. "Quello che va di più" è razionalmente l'unica risposta che posso dare, sperando che le prestazioni più gettonate, siano anche più gettonate dal sottoscritto in termini di interesse. In caso contrario tutte le considerazioni da voi espresse sono corrette.
All'amico cicciolatino, confido che la mia "fissa" per l'mmpi, sta nel fatto che c'è su ops on line un corso via internet per la somministrazione e l'interpretazione dei risultati dlel'MMPI-2. Dura parecchio tempo, e il fatto che ci siano così tante cose da trattare, mi lascia intendere che è tutt'altro che semplice (ovviamente quando lo vedrò dirò con più precisione).
Vorrei infine replicare a Serial Killer, che ha una praticità simile alla mia, ma in depressivo. Tu dici:
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chi è che va dallo psicologo perchè vuole farsi fare una diagnosi e poi eventualmente essere indirizzato da un'altra persona (psicoterapeuta)?!
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Risposta: In soldoni stai dicendo che per te senza specializzazione, lavoro non ce n'è? (pure in rima)
Capisco questo discorso fatto da un docente universitario, che sotto sotto insegna in una scuola di specializzazione, e quindi ha un ricavo dal dire queste cose. Ma a quanto mi risulta ci sono anche concorsi per SOLI psicologi abilitati. E che fanno questi poveracci? Fanno perdere il loro tempo ai pazienti intrapponendosi con la figura del Terapeuta-master?
E in secondo luogo, cosa dovrebbe fare uno dopo il conseguimento della laurea? Istruttore di palestra, dato che "nessuno verrebbe da uno che" (diciamolo) non fa psicoterapia?
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Altri parlano di "crescita personale"..e tutte le altre voci del tariffario?? andiamo, sveglia..siamo nel mondo reale! chi va dallo psicologo ci va perchè sta male, e non gli basta qualcuno che sappia somministrare 2 test o fare un colloquio.
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Risposta: Le altre voci del tariffario, a parte le 4 della psicoterapia, riguardano per lo più test, competenze in campo sportivo, della formazione etc. Non mi sembra si avvicinino molto al curare un paziente nevrotico. Evidentemente il lavoro dello psicologo non trova riscontri esclusivamente in campo terapico.
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Quanto alla crescita personale..davvero pensate che ci sia gente che va dallo psicologo per migliorarsi come persona senza avere nessun problema??
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Gente che ci va ce n'è. Nardone "ammazza il tempo" facendo corsi per manager e industriali. Non gente che sta male, ma che vuole incrementare i profitti migliorando le proprie caratteristiche psicologiche, detto volgarmente. Quelli della PNL (che per inciso non amo particolarmente) fanno corsi sull'autostima e gestione delle emozioni per un pubblico con un lavoro d'elite (es: piloti della meridiana), con notevole successo.
Ho citato per primo il caposaldo di una scuola, un esempio poco rappresentativo in sè, dato che il carisma di Nardone o di altri non è cosa da tutti. Ma è per dire che non esiste solo la realtà della persona con problemi che trovano risoluzione in un intervento professionale, altrimenti nessuno psicologo iscritto all'albo senza specializzazione lavorerebbe!
Tu scommetto che ti stai chiedendo se nella parola "lavorerebbe" è incluso uno stipendio che permette di rendersi indipendenti. La risposta non la so perchè devo ancora sbatterci la testa. A sentire Sirri è possibile, ma aspetto che dica lui da dove spunta questa gente che sta benissimo, ma adora spendere soldi per una chiacchierata costruttiva con uno psicologo "due test e un colloquio".
Una possibile risposta sta nei centri di auto-aiuto, nelle comunità religiose dalle confessioni che durano un'ora, nel telefono amico... la gente che ha bisogno c'è. Ha bisogno di una terapia o di un ascolto "competente"?
Io non escluderei nulla.
Passo la palla.
--
Amistade (per piacere, che qualcuno mi spieghi come diamine si fa a mettere in grasseto le parole, che quotare come faccio io è un'obbriobbrio. Grazie.)
QUINDI ANCH'IO...CHE SONO LAUREATO CON INDIRIZZO LAVORO...POTREI SVOLGERE ATTIVITA' ATTINENTI AL COUNSELING, ALLA CRESCITA PSICOLOGICA E PERSONALE, AL SOSTEGNO PSICOLOGICO ????
Caro Dampier,Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
QUINDI ANCH'IO...CHE SONO LAUREATO CON INDIRIZZO LAVORO...POTREI SVOLGERE ATTIVITA' ATTINENTI AL COUNSELING, ALLA CRESCITA PSICOLOGICA E PERSONALE, AL SOSTEGNO PSICOLOGICO ????
il counseling lo può fare quasi chiunque.... per il counseling educativo per esempio basta la laurea in scienze dell'educazione...
Tu parli credo del counseling psicologico, beh quello lo puo' fare uno psicologo appunto... L'indirizzo di studi (lavoro, clinico evolutivo ecc.) a dire il vero non preclude nulla (parlando ovviamente dei 5 anni vecchio ordinamento o 3+2), e nemmeno le competenze ahime'...ma ognuno ha la proppria coscienza spero.
Discorso diverso per la triennale, ovverosia: l'indirizzo (secondo quanto diceva l'ordine tempo fa') e' assolutamente vincolante, quindi se hai fatto l'indirizzo ex-clinico potresti addirittura coi tre anni svolgere attività di counseling (con alcune limitazioni pero').... ovvio che se il counseling non e' clinico e riguarda la sfera "lavoro" potresti anche coi soli tre anni dell'ex indirizzo lavoro, e cosi' via...ammetto che non so se le cose sono cambiate ultimamente, perche su certe cose tampo fa non c'era chiarezza estrema.
Spero di essere stato chiaro
Per Nico....l'idea di un articolo e' davvero interessante, mi riservo di pensarci, ma se qualcun altro che ha preso maggiormante parte alla discussione si fa avanti mi metto da parte senza problemi.
Saluti a tutti
Alberto
Anche a me l'idea di Nico mi piace!
Pensiamoci e vediamo cosa ne possiamo trarre, magari lavorando e collaborando insieme ad altri!
Per quanto riguarda il Counseling, è un discorso che mi interessa molo! Possiamo approfondirlo?
Quali sono le piste da seguire per poter fare counseling? Come si fa a cominciare? A chi bisogna rivolgersi?
Il bello è che avete ragione un pò tutti!
A) ognuno parla sulla base del proprio vissuto (... avete mica dimenticato le basi...?!)
B) se uno non gioca non lo soprà mai, inutile ragionare per stereotipi, tipo " ... se non fai il master non puoi fare niente..."; ".... nei tirocini ti fanno fare solo fotocopie..." ".... a roma non ci sono clienti a sufficienza...". Stereotipi appunto!
C) oggettivamente il mercato del lavoro è difficile, ma non solo per i laureati in psicologia (medicina? economia? architettura? biologia?, lettere? continuate voi), però gli altri si fanno meno seghe mentali!
D) se uno non gioca non lo saprà mai!
saluti a tutti
Mi spiace dissentire....Citazione:
Originariamente postato da arkady03
Il bello è che avete ragione un pò tutti!
C) oggettivamente il mercato del lavoro è difficile, ma non solo per i laureati in psicologia (medicina? economia? architettura? biologia?, lettere? continuate voi), però gli altri si fanno meno seghe mentali!
D) se uno non gioca non lo saprà mai!
saluti a tutti
La pratica clinica non e' un gioco innanzitutto, e credo che il farsi problemi di "coscienza" prima di intraprendere un'attivita' lavorativa di tale tipo sia sacrosanto.
Purtroppo c'e' gente che non se li fa' e questo semmai e' un problema...
Non paragonerei queste discussioni a seghe mentali, ma se cosi' le vogliamo chiamare credo che altre categorie non se ne facciano perche' i parametri sui quali valuti le conoscenze e capacità personali sono più oggettivi.
Poi qua parliamo di libera professione, essere percio' soli a tu per tu con l'utente, si lavora con le persone e in questi periodi di 45 minuti in genere può accadere di tutto; bisogna saper rispondere e comportarsi (o sarebbe meglio saperlo fare) nella maniera piu' appropriata possibile. Questo non accade a un economista o a un architetto per esempio...
Cordialmente
Alberto
Ho letto tutta la discussione, dall’inizio alla fine, e sono intervenuto solo una volta e brevemente (per motivi di tempo). Ora però voglio entrarci dalla porta principale e rimanerci raccontandovi anche la mia esperienza.
È passato giusto un anno dalla mia laurea (quinquennale, non 3 + 2) in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni all’università di Cagliari (ebbene sì Amistade, qualche altro sardo c’è!). Adesso sono un Dottore e già da 8 mesi svolgo il tirocinio post-lauream presso una cooperativa del mio paese. Se tutto va bene (a Dio volendo), finito il tirocinio affronterò il fatidico Esame di Stato e mi iscriverò al nostro “beneamato” Albo.
E dopo ?
Qui mi blocco ragazzi…perché sinceramente non so come continuare. Cosa farò? Cosa diventerò? Ci vorrebbe la palla di vetro….
Leggere tutte queste discussioni mi è servito, certo, ma in concreto sono ancora pochissime le cose che mi sono chiare.
Primo punto: LA FORMAZIONE.
Amistade insiste molto su questo tema, come dargli torto. Io probabilmente lo capisco più di altri perché, avendo affrontato la stessa università, so quello che mi ha dato (o meglio…NON dato) la facoltà di Psicologia di Cagliari…..ossia QUASI NIENTE!!!
Ti capisco Amistade quando dici che, soprattutto qui in Sardegna, la formazione non esiste o, laddove esiste, è riservata a coloro che possono spendere migliaia di euro ( ergo…milioni di vecchie lire)…e noi poveri diavoli con poche lire e una onesta famiglia che non naviga nell’oro cosa possiamo fare? NULLA!!! Questa è la realtà!
Allo stesso tempo, caro Amistade, tu dici che solo con un adeguato tirocinio dopo si è pronti ad affrontare il lavoro. Beh, ti assicuro che non sempre è così. Ti faccio il mio esempio: nella struttura in cui sono la sola professionalità presente l’ho portata io stesso. Loro non mi hanno insegnato assolutamente nulla. Le ricerche che sto svolgendo le faccio con le sole mie forze. Certo, sto mettendo in pratica, almeno un po’, quel che ho studiato a livello teorico, ma cosa imparo? E chi mi dice se sto facendo bene? Io continuo per la mia strada, fiducioso che quel che faccio mi serva e vada bene. È vero, mi trovo bene e loro mi danno ampia libertà di gestire il mio tempo e il mio lavoro. Ma lo fanno proprio perché non hanno una preparazione e sanno che il mio lavoro darà loro una facciata di professionalità che invece non hanno. Sono sfruttato, è questa la verità, ma lo sono coscientemente e consapevolmente, solo perché o fai così o non fai tirocinio. Soldi? Se non sbaglio c’è una legge nuova che prevede rimborsi per i tirocinanti…ma chi ne ha mai visto soldi? Mi consolo col fatto che non sono finito a fare fotocopie come tanti altri ma sono stato più fortunato e posso gestire il tutto come voglio. La mia è solo una testimonianza, ma chissà quante ce ne sono, tutte varie, tutte diverse e anche contrastanti. Quindi, caro Amistade, puoi vedere che a volte la formazione non te la da né l’università, né il tirocinio…ma so che ne sei consapevole.
E allora la tua formazione deve arrivare da sola…devi far tutto con le tue sole forze…e arrangiarti!
Per questo mi piacciono tanto gli interventi di STEFANO, il mitico DOTTOR SIRRI. Forse perché lui rappresenta una sorta di “modello” a cui tutti un po’ vorremmo assomigliare, uno che ce l’ha fatta, con le sue forze, con la sua bravura e con la sua intraprendenza. Uno che fa concretamente qualcosa (mi riferisco anche allo stupendo sito HUMANTRAINER).
Stefano è uno che infonde fiducia a tutti ma che forse, se qualcosa gli si può rimproverare, pensa che tutti possano riuscire altrettanto bene come ha fatto lui…purtroppo non è così!
Il mio sogno?
Terminare il tirocinio. Fare l’esame di stato (e superarlo il prima possibile). Iscrivermi all’Albo e………..APRIRE UNO STUDIO TUTTO MIO!!!
E qui viene il bello, vero? Su quali campi vorrei specializzarmi? Ebbene ora vi stupirò…
Certo, sono laureato in Lavoro, eppure a me piacerebbe fare Sostegno psicologico, Colloqui, somministrare Test e Reattivi, Crescita Personale. Oltre naturalmente a lavorare nello specifico nel campo del Lavoro (Counseling, Selezione, Formazione, ecc…).
Non credo, come molti di voi sostengono, che ci si debba bloccare su poche cose che si sanno fare. Certo, avete ragione quando affermate che per fare bisogna essere pronti. Ma chi lo decide quando si è pronti davvero?
Io voglio formarmi e prepararmi ad affrontare quel che sarà il mio mondo di lavoro, non voglio più lavorare solo per la gloria…voglio finalmente raccogliere i frutti di tutti i miei sacrifici…e lo voglio fare ora, a 30 anni, non fra altri 10 o 20 anni, dopo aver perso il mio tempo a fare corsi su corsi o chissà che altro….
Forse queste mie parole sono solo frutto della mia fantasia e dei miei sogni….
Però credo che sperare non è proibito e, come dice Stefano, con l’impegno e la caparbietà si può fare tutto!!!
Ora voglio porre alcune domande concrete alle quali spero mi darete risposta:
1 – Dove si possono reperire Test e Reattivi gratuitamente? Magari su Internet?
2 – Dove si possono reperire o svolgere corsi gratuiti per la formazione? Dove su Internet (a parte Humantrainer)?
3 – Quali sono i passi concreti da compiere e i vincoli per aprire uno studio da Psicologo?
Queste sono solo le prime tre domande che vi pongo…col tempo ne porrò delle altre e credo che ognuno di noi debba farlo, per aiutare gli altri, per aiutarci a vicenda….
Per questo mio primo vero intervento credo di essermi dilungato abbastanza….
THE DAMPYR
Questa lunga e bella discussione è interessante. Su 100 persone che vi partecipano probabilmente troveremmo 100 opinioni differenti, alcune simili altre un pò meno.
Albtorre, potrebbe essere un errore fondamentale d'attribuzione attribuire, appunto, alla prorpria ctg difficoltà soggettive che altri non hanno. Tu dici la pratica clinica non è un gioco. Ma sbaglaire la dichiarazione fiscale per un impresa o un cittadino, sbagliare un progetto, una diagnosi medica, un insegnamento, o altro ancora a seconda delle diverse discipline, forse lo é? Per gli altri non esiste un problema di coscienza che invece gli psicologi hanno? Dai, non sono forse seghe mentali queste?
Con ciò non voglio dire che è bene buttarsi, questo no, mai a scapito delle persone. Ma da qui a dire che tutto il mondo è contro di me e che non rieco a ritagliarmi uno spazio, è eccessivo, non ti pare?
Amichevolmente.
Salve amici!
Era da tempo che volevo farvi questa domanda dato che è uscito l'argomento in questa discussione più volte....ma me ne sono sempre scordato!
E cioè, scusate l'ignoranza, ma....Che cos'è il TARIFFARIO? E dove se ne può prendere visioni!
Abracci a tutti!
Caro Arkady,Citazione:
Originariamente postato da arkady03
Q Tu dici la pratica clinica non è un gioco. Ma sbaglaire la dichiarazione fiscale per un impresa o un cittadino, sbagliare un progetto, una diagnosi medica, un insegnamento, o altro ancora a seconda delle diverse discipline, forse lo é? Per gli altri non esiste un problema di coscienza che invece gli psicologi hanno? Dai, non sono forse seghe mentali queste?
mai sostenuto che sia un gioco il lavoro e le responsabilita' di altre figure professionali siano un gioco, anzi... solo dico che per preparare una dichiarazione fiscale ecc. si ha piu' tempo di una seduta clinica e che non necessita di una capacita' di risposdta immediata e tempestiva come invece accade in situazioni di sofferenza psicologica... tutto qua, per questo intendo che dobbiamo essere preparati e, credimi, non sono difficoltà soggettive.
Ritengo che la professionalità nella nostra professione (parlo per esperienza personale, e mi piacerebbe essere smentito) troppo spesso sia carente, putroppo molte persone impreparate si "buttano", ne consegue una svalutazione della categoria che credo sia sotto gli occhi di tutti.
Non volgio essere drammatico, credo che ci siano anche moltissime persone che lavorano benissimo (spero che ilmio pensiero riesca a passare non distorto attraverso questo 3d)
Insomma quello che dico e' buttiamoci ok...ma attenzione, tutto qua....soprattutto noi giovani che ci affacciamo alla professione non facciamo gli errori che possono aver fatto altri...Ok?
Vedi su www.humantrainer.comCitazione:
Originariamente postato da CiccioLatino
Salve amici!
E cioè, scusate l'ignoranza, ma....Che cos'è il TARIFFARIO? E dove se ne può prendere visioni!
Abracci a tutti!
Per Nico
si sa qualcosa per l'articolo???
Ciao a tutti
Alberto
ciao,Citazione:
Originariamente postato da CiccioLatino
Che cos'è il TARIFFARIO? E dove se ne può prendere visioni!
Abracci a tutti!
alla pagina http://www.opsonline.it/hp/co/templa...247&zoneid=29, dopo esserti loggato sul sito di OPs, puoi leggere il testo unico sul teriffario e scaricarti la tabella con tutte le possibili prestazioni ed i relativi margini entro cui chiedere parcella...
il tariffario è un tentativo (a dire il vero poco riuscito) di standardizzare e regolamentare la prestazione professionale dello Psicologo, in quanto categoria...
il problema è che contiene voci che mai nessuno ha mai praticato, oppure per prestazioni molto comuni non ne prende in carico la complessità e varietà di situazioni possibili...
ciauz,
nico
ciao,Citazione:
Originariamente postato da albtorre
Per Nico
si sa qualcosa per l'articolo???
ad oggi non si è fatto vivo nessuno, quindi se ti fa piacere potresti cominciare a buttar giù qualcosa :approved:
buon weekend,
nicola
Gli psicologi (non terapeuti) assunti dalle USL fanno tantissime cose, e quasi mai diagnosi.Citazione:
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chi è che va dallo psicologo perchè vuole farsi fare una diagnosi e poi eventualmente essere indirizzato da un'altra persona (psicoterapeuta)?!
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Risposta: In soldoni stai dicendo che per te senza specializzazione, lavoro non ce n'è? (pure in rima)
Capisco questo discorso fatto da un docente universitario, che sotto sotto insegna in una scuola di specializzazione, e quindi ha un ricavo dal dire queste cose. Ma a quanto mi risulta ci sono anche concorsi per SOLI psicologi abilitati. E che fanno questi poveracci? Fanno perdere il loro tempo ai pazienti intrapponendosi con la figura del Terapeuta-master?
E in secondo luogo, cosa dovrebbe fare uno dopo il conseguimento della laurea? Istruttore di palestra, dato che "nessuno verrebbe da uno che" (diciamolo) non fa psicoterapia?.)
Esempi, non esaustivi:
- coordinatore di una comunita'
- formazione verso gli operatori (educatori, infermieri, ecc.)
- strutturazione di progetti individuali sui pazienti
- supervisione degli operatori
- conduzioni di gruppi espressivi (e non terapeutici)
- ecc.
A parte una recente ricerca dell'ordine della toscana che riporta dati esattamente opposti a quello che dici, di fatto, esistono molte piu' occasioni lavorative nella crescita personale piuttosto che nella terapia.Citazione:
Altri parlano di "crescita personale"..e tutte le altre voci del tariffario?? andiamo, sveglia..siamo nel mondo reale! chi va dallo psicologo ci va perchè sta male, e non gli basta qualcuno che sappia somministrare 2 test o fare un colloquio.
Altra cosa importante: nella crescita personale difficilmente somministrerai test, meno spesso farai colloqui individuali, mentre molto gestirai gruppi e farai formazione.
La crescita personale, per come la intendo io, NON e' progettata per le azienda, ma per singoli, gente comune, che "semplicemente" vuole migliorare, capire se stesso e/o le persone che ha accanto, vivere una vita con maggiore soddisfazione, ecc.
Prova solo ad immaginare quante persone si svegliano una mattina, magari a 40-45 anni, e fanno un resoconto della loro vita. Da una parte ci sono i sogni e le aspirazioni giovanili, dall'altro lato c'e' la loro vita reale....
Oppure alle persone che purtroppo ad un certo punto della vita divorziano, o per qualsiasi altro motivo si ritrovano a dover ripensare a tutta la propria vita.... a dover in qualche modo "ricominciare da zero".
Utilizza il tasto in alto con la "G", oppure scrivi cosi':Citazione:
(per piacere, che qualcuno mi spieghi come diamine si fa a mettere in grasseto le parole, che quotare come faccio io è un'obbriobbrio. Grazie.)
[ B ] testo da mettere in grassetto [ / B ] fine grassetto
(senza mettere gli spazi dentro le parentesi quadre)
Un abbraccio,
Stefano
Ti potrei rispondere che se all'architetto sbaglia cade la casa, quindi fa fuori una famiglia intera.Citazione:
Originariamente postato da albtorre
Poi qua parliamo di libera professione, essere percio' soli a tu per tu con l'utente, si lavora con le persone e in questi periodi di 45 minuti in genere può accadere di tutto; bisogna saper rispondere e comportarsi (o sarebbe meglio saperlo fare) nella maniera piu' appropriata possibile. Questo non accade a un economista o a un architetto per esempio...
Cordialmente
Alberto
Ti potrei dire che a me capita spesso di andare dal mio commercialista e dirgli "in questo caso particolare, cosa succede?".
Ti potrei dire che noi abbiamo un sacco di trucchi che gli altri professionisti non si possono permettere.
(Un trucco semplice e' non rispondere mai alle domande, ma rilanciarle: "perche' mi vuole chiedere questo?")
Ma il punto vero non e' "saper rispondere", ma gestire un processo.
Gestire un processo significa avere degli obiettivi, e condurre la comunicazione in modo tale da avvicinarsi il piu' possibile a questi obiettivi.
Condurre la comunicazione NON e' saper rispondere, ma FOCALIZZARE l'attenzione dell'altra persona su una cosa specifica.
Un abbraccio,
Stefano
Ciao Stefano,
questo tuo ultimo messaggio è stato ancora illuminante. Penso di avere una visione della psicologia molto vicina alla tua. Anch'io credo che lo psicologo è fondamentalmente un conoscitore attento del processo che si istaura ogni qualvolta che una persona porge un qualsiasi tipo di domanda. E a quella domanda, consapevole o segreta, sa dare un senso perchè conosce e dispone di strumenti validi che comprendono il "saper fare" e il "saper essere" che magari un amico, una madre o un prete, non hanno. In più messo di fronte a quel processo non ha fretta di voler fornire una risposta (ciò comporterebbe il rischio di colludere o rispondere ad un urgenza con la pura e semplice evacuazione dell'ansia in essa contenuta e che ha investito anche lo psi) ma concorre nel strutturare meglio la domanda magari fornendo altre domande e costruendo il processo.
Certo che non si può giocare col paziente, Alberto, ma non credo che nella parola buttarsi sia implicito il concetto di irresponsabilità. Poi, sia ben chiaro, di irresponsabili la terra ne è piena e con questi bisogna farci i conti non solo in psicologia, ma in ogni altra professione, purtroppo anche in politica (e ne stiamo vivendo una situazione a mio avviso esemplare).
Volevoi sapere da Stefano cosa ne pensasse, ma più ancora dove ha potuto approfondire bene la sua visione della psicologia, e quali scuole, corsi formativi o quant'altro gli hanno permesso di accrescere e "nutrire" questo tipo di competenza.
MI sento attaccato..ma perche'?...
Stefano e altri... avete letto bene? mai e poi mai mi sentirei di dire che gli altri mestieri sono meno a rischio, e mai lo ho detto....ho sono proposto una distinzione quantitativa piu che qualitativa e spero che sia stata colta dai piu' (non mi pare dalle risposte che ne ho ottenuto). Comunque....se vogliamo buttarci buttiamoci...sono il primo ad appoggiare l'imprenditoria di se stessi, solo il valore critico nella professionalita' e' fondamentale e penso sia qua un buon luogo di confronto...
Devo essere il piu sincero possibile pero'....e scusatemi in anticipo...ma insomma...come facciamo ad aprire uno studio e tutto cio che ne consegue se non sappiamo cosa e' un tariffario?.... e poi...che il mondo sia pieno di irresponsabili dovrebbe sollevarmi il cuore e darmi il coraggio di buttarmi?
Credo nella professionalita e ne ho fatto un mio valore , forse sono troppo rigido, ma vorrei che veramente la nostra categoria si armasse in proprio e si desse da fare per rivalutare la propria figura che spesso e' mal vista.
Saluti
Alberto
ciao a tutti!!!
Questa discussione sta diventando veramente interessantissima e preziosa, quindi vi chiedo e mi chiedo di contribuire a conservarla (per l'articolo: inizio a copiare tutto in word, vi do la mia disponibilità)
Ho letto le ultime pg tutte insieme e nn ricordo + che volevo rispondere...
Solo x CICCIO: pare che le ns esperienze siano abbastanza parallele, mi fa piac, teniamoci in contatto! Solo che io faccio MMPI, WAIS e prossimamente il WARTEGG (te l'avevo già detto...nn ricordo, scusa). Invece che mi dici di SCL 90 e questionari anamn e valutativi? puoi spiegarti meglio?
Baci a tutti e continuiamo ad arricchire questa discussione
stella:)