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Originariamente postato da agex
L'ultimo post, purtroppo, poi poche ore e si parte. Provo comunque a rispondere, un pò velocemente.
allora, indicami piuttosto un percorso terapeutico alternativo a quello proposto.
L'HO GIA' ACCENNATO, RILEGGI CON PIU' CALMA......TUTTO STA NEL CONCETTO DI SFIDA...PERCHé X SFIDA L'ASCENSORE? E' UNA FORMA DI PIACERE FORSE? E LA PARANOIA..?
L' unica idea che mi è arrivata consiste nell' ascoltare il sintomo. Il resto?...mah... .
Fai attenzione, Il sintomo nell' esempio è considerato all' interno di un sistema disfunzionale. Viene ristrutturato da un' esperienza correttiva. (lo affermo disponendo di ampia letteratura.
IN LETTERATURA C'E' TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO. COMUNQUE TU PALESEMENTE SEI UNO CHE NON PARLA A SPROPOSITO, E CREDO NELLA TUA DOCUMENTAZIONE. MA: CORREGGERE IL SINTOMO SIGNIFICA CORREGGERE LA PARTE MAGGIORMENTE EVOLUTA DELL'ESSERE UMANO, IL SEGNALE D'ALLARME. COSA E' DISFUNZIONALE IN UN SISTEMA? IL SINTOMO E' UN RIFLESSO LIMBICO, APPARTIENE AL TRONCO, SEGNALA...IL PUNOT E': COSA SEGNALA?
Il discorso sul sintomo è interessante. Io preferisco direzionarmi verso soluzioni. Quindi, come risolvere il problema. Se ti interessa ho in mente un testo che oltre a darti accenni neurologici ti spiega il trattamento che ti ho indicato sul sintomo.
Esatto, in alcuni casi si insegna a non ascoltare il sintomo, tecnicamente questa manovra prende il nome di deviazione dell' attenzione.(letteratura).
PRATICAMENTE SI FA IL LAVORO OPPOSTO A QUELLO CHE LA NATURA RICHIEDE. IL SINTOMO SPINGE ALLA RIFLESSIONE. AHI AHI. QUI NASCE UN DIVERBIO GROSSO.
Non so verso cosa spinga la natura. Se fare il lavoro opposto significa risolvere il problema preferisco andare contronatura.
Poi il lavoro sull' ascolto del sintomo assomiglia troppo a scuole che mettono il paziente in ascolto di sè stesso per anni. Ma non si è mai capito quanto risolvano.
Sai cosa può produrre nei disturbi ansiosi l' ascolto reiterato del sintomo?. Un attacco di panico (letteratura).
NON DICIAMO STUPIDAGGINI PER FAVORE! NON TU! NON E' L'ASCOLTO REITERATO DEL SINTOMO CHE PRODUCE L'ATTACCO DI PANICO, ESSENDO IL SINTOMO INGRAVESCENTE E' PROPRIO IL NON-ASCOLTO, O UNA DEVIAZIONE DELL'ATTENZIONE INOPPORTUNA, CHE PROCURA UNA GRAVITA' MAGGIORMENTE SEVERA! PER FORTUNA CHE QUEGLI INDIVIDUI HANNO ATTACCHI DI PANICO! E' TIPICO DEI PIONIERI! NON ASCOLTANO I SINTOMI TANTO GLI FUMANO...POI CHE SUCCEDE? RECLUTAMENTO DELL'ANTAGONISTA......TACHI CHE EVOLVE IN BRADI....ARRESTO CARDIACO.....LETTERATURA? NO, GRAZIE, ESPERIMENTO.
Ripeto. Ora mi viene in mente un testo che sostiene questa idea in modo palese, ma ce ne sono tanti altri.
Si valuta il sintomo e si interviene su questo quando impedisce una ristrutturazione cognitiva.
Poi cosa vuoi intendere che ogni volta che si interviene su un sintomo si corre il rischio di un arresto cardiaco?....ma Dai!...ma Dai!...(Mughini).
E qui nasce un conflitto da moschettieri. L' esperimento in laboratorio?...in condizioni sperimentali?...può essere contestato, non considera il contesto reale dove si sviluppa il problema (letteratura). Allora in questo senso, se ci si pone nell' ottica di risolvere il problema preferisco essere un' antropologo ' participant observation'.
Prova a dare un' occhiata al thread ' il problema è il problema' e avrai qualche idea in più.
OK, QUANDO HO TEMPO LO FACCIO
Cmque si valuta sempre il problema e la funzione del sintomo. A tal proposito la tua spiegazione dell' epilessia è preziosa ed esemplare!.
LA FUNZIONE DEL SINTOMO E' SEMPRE LA STESSA; VARIA DI INTENSITA' E MODALITA' A SECONDA DEL SOGGETTO, DELLE SOGLIE, DELL'ITER PATOLOGICO; DI CUI IL SINTOMO E' IL SEGNALE.
Ok.
Poi che significa la tua frase, geneticamente garantito?. Se mio padre soffre di claustrofobia è garantito che anch' io ne soffra?.
Penso di non aver capito, anche perchè è un' affermazione che si può smentire con ampia letteratura. E tu sei un tipo tosto.
NO, NON HAI CAPITO. NON PARLO DI TRASMISSIONE GENETICA. INTENDO DIRE CHE IL RIFLESSO LIMBICO E' UNA RISPOSTA APPARTENENTE AD UN REPERTORIO GENETICO DI PROTEZIONE, LIVELLI STRATEGICI DEL CERVELLO CHE TUTTI POSSEDIAMO; MA CAMBIANO LE SOGLIE DI ATTIVAZIONE...E LA FORMATTAZIONE DELLE SOGLIE AVVIENE PER APPRENDIMENTO. SPERO DI ESSERE STATO PIU' CHIARO, MI ERO ESPRESSO MALE.
Grazie della delucidazione. Interessante. Eccoti una stoccata. Ma non ti è mai venuto in mente che proprio il sintomo possa ostacolare l' apprendimento. Quando è così, come nel caso dell' ascensore, si interviene su di esso per favorire appunto l' apprendimento.
No, non si parla di dinamiche relazionali. Si parla di una 'connotazione masochistica' presente in molti disturbi che impedisce al paziente di ricercare soluzioni più funzionali. 'Sto male ma in fondo va bene così'
GIA...E POI L'AMICHETTO SE NE ACCORGE E GLI DICE: DAI! CHE CE LA PUOI FARE! E POI CHE SUCCEDE? DICESI RELAZIONE.....PARZIALE.......
Amichetto? mah....cmque credo di aver capito l' idea. Intendi la relazione del soggetto con il contesto. In questo senso concordo. L' ottica sistemica spiega questa relazione molto bene.
Porta il paziente a continuare a volersi fare del male, a non seguire indicazioni, a rimugginare dentro 'gironi mentali infernali' che si è costruito e masochisticamente parlando gli vanno bene : PARANOIA EST..
Perchè paranoia est?..che sarebbe est?.
SUM, ES, EST.
Cum res ita sint!.
I GIRONI MENTALI INFERNALI ATTENGONO FORSE AL DATO DI REALTA? IL FATTO E' CHE GLI VANNO BENE....PURTROPPO......
Che il teraputa ne sia a conoscenza non significa che possa fare qualcosa. Uno dei disturbi dove vi è meno compliance è la pedofilia. E' considerato un disturbo egosintonico difficilmente curabile con la psicoterapia. Si studia per questo la castrazione chimica. EGOSINTONICO E' UNA BOUTADE: HA IL SINTOMO O NO? PROVA DISAGIO AD ACCAREZZARE I BIMBI O NO? DOPO LO PROVA O NO? CHE SOGNI FA? ECC....
Boutade che è?. Egosintonico, in sintonia con l' ego del paziente. Il pedofila trae piacere da ciò che fa. Per questo motivo non si mette in gioco in terapia. no Compliance!.
Bene. Però ti avevo portato questo esempio perchè ritenevi che i sintomi si potessero tutti misurare con microelettrodi. A me, da ignorante di psicologia sperimentale, sembra un' operazione impossibile, per le complicazioni che ti ho espresso.
IO CONTEMPLO MAESTRI CHE CON ELETTRODI DIMOSTRANO E REPLICANO I RISULTATI DI CUI PARLO......PIACERE PARADOSSALE, ANSIA, ECC.....EEG ALLA MANO.
Da questo sembra più che in laboratorio si possano replicare alcune reazioni, sintomi?.
Prova a crearmi una claustrofobia con gli elettrodi o ancor più difficile una paranoia. Intuitivamente mi sembra che in laboratorio si possano ricreare macroaree di un disturbo. Il disturbo però ha connotazioni sottili che variano da soggetto a soggetto.
Puoi ricreare il disturbo di Mario Rossi in laboratorio?.
Rubens
PS IO DETESTO LE CLASSIFICAZIONI, NON VORREI CHE PASSASSE IL CONTRARIO....