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agex ha (hanno?) scritto: "Sia lodato Domineddio, finalmente abbiamo qualcosa in comune!!!!"
”Guardate che io ho ancora parecchio da imparare da voi. Credo che sia opportuno non confondere il fatto che non mi è piaciuto il vostro modo di intervenire con il fatto che io sia contrario al contenuto di quel che affermate. Sono due cose differenti.”
Noi interveniamo su un dibattito dove la scelta di campo è la clinica...
“Detto questo. Perché si confonde il sintomo con la malattia? Non saprei.”
Noi crediamo di percepirlo: perché se si confonde il sintomo con la malattia si evita di dibattere sull’intrapsichico, ovvero sulle motivazioni biologiche della cosidetta malattia.
“Possiamo cercare di intenderci su una definizione di malattia?”
Proviamoci.
“Da un punto di vista medico dovrebbe essere l'alterazione di un organo o di un apparato provocata da una causa precisa (un batterio, un virus, un fungo).”
Oppure per una condzione caratterizzata da una soglia cerebrale, noi chiamiamo ciò stato paradossale e avviene quando alla saturazione del sistema della precarietà si instaura il piacere paradossale che è caratterizzato da odio, vendetta, rivalsa, rosico, paranoia, eccitamento maniacale ma anche sadismo, masochismo, e mancanza del senso del pericolo. Il punto rimane ora sul concetto di sintomo o segnale di pericolo.
“ Quando siamo di fronte solo ad un insieme di sintomi, in assenza di una qualsiasi alterazione organica, di solito la chiamiamo sindrome, non malattia”
Sindrome quando ci sono almeno costanti tre sintomi fra loro collegati (per esempio Sindrome di West…o ipsaritmia).
“Sintomi dovrebbero essere i segnali di uno stato di malattia”
Appunto consideriamo il paradossale una malattia della soglia che risponde al codice binario riconoscibile prima nello stato di saturazione del sistema della precarietà che vira verso il piacere paradossale, come si dimostra nella Reazione di Moro, esempio paradigmatico del modello binario.
“Potreste correggere questi tentativi di definizione?Grazie”
Cosa dovremmo correggere????? Grazie a Guglielmo
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Sul cambiamento, riconoscere la direzione.
Quando un sistema (mente) è stimolato, possono avvenire come minimo due condizioni. Nella prima l' informazione non ha carattere perturbante ma stimolante. Ad esempio il pomodoro anche se posto sul fuoco per un certo tempo non cambia la sua struttura.
Nella seconda vi è una riorganizzazione del sistema. Un pò quello che avviene quando dall' uovo creo una frittata. Una serie di elementi che si combinano ed assumono una forma differente dai singoli elementi di partenza. Come anche nell' acqua, dove due particelle di idrogeno ed una di ossigeno, combinandosi formano qualcosa di completamente differente.-
Questo è il cambiamento che ci interessa.
Io credo che un sistema per riorganizzarsi ed evolvere abbia bisogno solo di un precedente, una direzione.
Il precedente crea una direzione, una possibilità di poter cambiare.
il precedente mi da la possibilità di poter vederere una strada che in qualche modo va nella direzione del cambiamento voluto.
Per percorrere questa strada apprendendo ed utilizzando 'il precedente' vi sono degli apprendimenti che si rendono necessari.
Così, concetti semplici come lo spirito d' iniziativa, l' amor proprio, la volontà di cambiamento, la ricerca verso l' armonia, il coraggio, possono essere carattersitiche determinanti per ogni cambiamento.
Aldilà di iperboliche considerazioni intellettuali, prende corpo una psicologia che cerca di stimolare l' acquisizione di caratteristiche tanto elementari quanto essenziali, per risolvere i problemni mentali.
Rubens