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ragazzi, avete proposto una idea meravigliosa....
se la cosa vi può interessare, io potrei occuparmi di un capitolo riguardante l'espressione cinematografica del problema. mi spiego: voi proponete l'argomento e io ricerco e analizzo dei film che rigardano ciò che proponete (naturalmente con una significazione psicologica). Ho fatto una tesi su cinema e psicologia e sono "abbastanza" ferrata sull'argomento, o per lo meno so come muovermi.
penso che il cinema renda tutto più contemporaneo e in più va a sondare l'immagianrio collettivo.fatemi sapere,io sono a disposizione.
ciao.sara.
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...ribadisco la mia disponibilità al progetto, quando si parte???
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io sono dei vostri e potrei occuparmi di un capitolo sulla grafoanalisi in campo grafopedagogico ossia come,attraverso la scrittura risalire a problematiche che ancora non si sono manifestate esteriormente in modo evidente,utile per lo più con ragazzini dai 9 anni in sù
io sono della prov di varese per un incontro al max potrei dalle parti di milano
Samy
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io sono di Firenze... :sigh: c'è nessuno nella mia zona?? :confused:
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La mia è ancora più fuori portata mi sa...a meno che non vogliate farvi un giretto in Sardegna!!!
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WOW!!:woot:
Proveniamo da tutta Italia!!!
Io e Sami siamo forse i più vicini (sono dei dintorni di Milano).
Grandi idee, bellissime quelle delle connessioni tra cinema e psicologia e della grafoanalisi.
Io pensavo di occuparmi di atteggiamenti sia espliciti che automatici. Ma forse tutto questo fenomenale materiale è un po' troppo disorganizzato.
Ma comunque, quale potrebbe essere secondo voi un filo comune che possa unire tutto quanto?
La mia proposta è che si potrebbe usare l'idea di Saradig: partendo da alcuni film famosi e conosciuti (rilevanti per le tematiche della psisologia) si potrebbero introdurre i vari argomenti di cui siamo esperti!
Dunque: analisi cinematografica del film e...analisi psicologica (non solo clinica).
Che ve ne pare come idea? Così potrebbe essre il primo trattato "psico-cinematografico".
Io non sono, però, un gran cinefilo....:confused:
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La motivazione c'é, la disponibilità di diverse persone pure
;-)
Adesso mancano:
- coordinatore
- tema centrale
Un abbraccio,
Stefano.
PS
Per l'editore (o comunque uno sponsor): improbabile, ma se ce ne fosse qualcuno in ascolto silente che semplicemente aspetta di vedere che piega prendono le cose?
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il tema centrale dovrebbe essere l'adolescenza in particolare come gestire un adolescente a scuola....insomma qualcosa che sia utile anche agli insegnanti,che spieghi i problemi e i possibili modi per risolverli aiutando ogni studente ad ottenere il massimo senza minare la sua autostima
Samy
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Ciao ragazzi, anche io sono entusiasta all'idea di scrivere un libro insieme ad altri colleghi, siccome dovrei, insieme ad una collega, partecipare ad un progetto di educazione alla salute per adolescenti obesi, ho pensato che potrei anche fare una bella ricerca...unico problema non so se il progetto partirà nei prossimi giorni o a Settembre,..oltra alternativa mi piacerebbe fare una ricerca che riguardi il ruolo dello psicologo nei contesti ospedalieri. ciao ciao
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ciao
anch'io sarei molto interessata all'iniziativa.
Durante il tirocinio ho collaborato alla stesura di un libro pensato per le scuole, io mi ero occupata della sezione dedicata alla preadolescenza e all'adolescenza.
Anch'io ho fatto una tesi sul cinema (titolo: come sogna lo schermo) e potrei dare il mio contributo...
Ah dimenticavo sono di Bologna (o meglio vivo a Bologna)
Sara
Ps ho dato un'occhiata molto veloce al sito in questione: è un elenco di case editrici che pubblicano esordientii
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...proveniamo veramente da tutta italia, se ci organizziamo bene facciamo un lavorone, cosa stiamo aspettando? tutti hanno dato la disponibilità ...elaboriamo bene il progetto....non perdiamoci
ciao
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ragazzi ho letto con entusiasmo il vostro progetto...e sono anche intervenuta qualche tempo fa!!mi paicerebbe dare il mio contributo al lavoro: il mio potrebbe essere quello del mentoring a scuola come progetto contro la dispersione scolastica: me ne sono occupata per questo anno scolstico ed ho lavorato con ragazzi tra i 14-16 anni circa..che ne dite?uno deigli obiettivi del mentoring è ovviamnete anche quello di far crescere l'autostima, la fiducia in se stessi avvalendosi di u mentore-amico che gudi-affianchi il ragazzo nel percorso di viat-e-o scolastico!
sono abruzzese ...
a presto Bremen......
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bene,vedo che ci sono un sacco di idee...ora bisogna unirle...intanto penso che andrebbe pensato un indice,un titolo......
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Allora penso sia bene preparare una sorta di indice con tutti gli argomenti e i campi da trattare...che dite ? Cominciamo ?
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Salve a tutti, sarei interessato pure io a questo progetto, lavoro - tra le altre cose - con adolescenti (hiv positivi e rischio devianza), se può interessare come discorso, io ci sto!
P.S. Milano provincia
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ragazzi, che bello sentire questo entusiasmo...purtroppo mi sa che io non servo molto, avete talmente tante idee e tante prospettive così ampie che includere anche il cinema diviene fuori luogo....comunque se qualcuno ha la mia stessa passione mi contatti per chiaccherare un pò e se posso esservi utile in altro modo, sono a disposizione. kiss kiss
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In che senso il cinema saradig ????
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facciamo l'indice?scriviamo tutti gli argomenti che poi vediamo di organizzarli
Samy
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Io posso scrivere di Psicologia del Turismo.
Quindi...
ARGOMENTI
Psicologia del Turismo
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Ciao a tutti,
sono laureata in sociologia e quasi in psi del lavoro. Inoltre ho fatto diversi percorsi formativi. Uno in mediazione dei conflitti.
Questo potrebbe essere un argomento.
Lavoro come consulente all'orientamento scolastico e professionale, perciò anche qui potrei lavorarci.
Altro argomento che mi sta a cuore: l'insegnamento dei soft skills o social skills.
Spero di poter partecipare anche io a questa fantastica iniziativa.
vengo dall'Alto Adige.
Sara Bassot
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penso che per prima cosa dobbiamo decidere su cosa verteranno i temi del libro.....scuola?educazione?se non decidiamo ciò non possiamo fare un ndice degli argomenti
Samy
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news (intervento lungo)
Ok ragazzi! Ho aspettato un pò prima di rifarmi viva sul forum per vedere come si sarebbe evoluta la situazione .
Ricordate il tread di partenza? Troviamo qualche tema e se la cosa piace, cerchiamo qualche argomento specifico.
Così, ho riletto velocemente tutti i messaggi per trovare linee comuni, punti di divergenza, possibili equivoci e obiettivi, che come dice giustamente Sirri, sono importanti.
Dunque, partendo da questi ultimi, io mi sono posta in ordine i seguenti obiettivi. Pubblicare per:
- fare curriculum
- soddisfazione personale
- visibilità (nella mia città, in internet ecc)
E voi?
Per quanto riguarda gli equivoci ne ho riscontrati 3:
1) questione spesa iniziale per la casa editrice - si tratta di un contributo spese che la maggior parte delle case editrici (non tutte) chiedono all'autore, indipendentemente che sia alle prime armi o che sia un professore universitario. La questione editoria sta in questo modo, purtroppo. Non si tratta di valutazione iniziale di un lavoro come buono o cattivo, e che per questo motivo, richiederebbe zero soldi o molti soldi. Si tratta di una normale tariffa standard che quasi tutte le case editrici adottano a carico dell'autore.
Di solito funziona così: si spedisce l'elaborato alla casa editrice che lo legge, lo valuta e decide se può essere un lavoro interessante; se non interessa, pace...si cerca altra casa editrice; se piace, normalmente la casa editrice, fa firmare un contratto, stampa un tot di copie (molte per una grande casa editrice, poche per una piccola) e richiede un contributo all'autore (che può andare dalle 500 ai 1000 e più euro, sempre in base al tipo di casa editrice e al numero di copie stampate)
Questo accade ad esempio per la francoangeli, per carocci editore ed altre. Non accade ad esempio nella casa editrice editori riuniti ..su cui eventualmente potremmo puntare una volta terminato l'eventuale libro.
Poi ci sono altre case editrici che garantisco la pubblicazione a tutti attraverso la formula del "print on demand", stampa su richiesta. Per esempio, la casa editrice lampi di stampa di milano e liguori editore di Napoli. La pubblicazione, con regolare contratto, prevede anche qui un budget di spesa a carico dell'autore, minore rispetto alle altre formule perchè di copie ne vengono stampate un centinaio o poco più, eventualmente ristantabili. La differenza fondamentale sta nel fatto che viene interamente demandata all'autore l'impaginazione del libro, la correzione della bozza, la scelta dell'immagine di copertina ecc..grazie ad un cd apposito che la casa editrice gli invia con tutte le istruzioni.
Ecco...vi ho detto le attuali prospettive editoriali che so.
Come le so? Beh...diciamo ke avendo scritto un testo sulla devianza con il direttore del carcere dove ho fatto tirocinio, sono 2 ANNI che stiamo dietro a case editrici di ogni tipo. La FrancoAngeli ci ha tenuto in sospeso 1 anno per poi dirci che nn erano interessati perchè volevano anche un referente universitario che adottasse il libro. Così alla fine ci siamo buttati su lampi di stampa, dato che la nostra finalità è avere la certezza della pubblicazione senza stare a girarci troppo intorno.
Tornando a noi, suggerirei di meditare un attimo anche su questi aspetti che ci servono a capire dove vogliamo andare a parare...chi conosce una casa editrice di psicologia che non richiede contributi iniziali ? chi ha contatti con docenti o esperti che hanno già pubblicato che potrebbero appoggiarci con qualche casa editrice??Oppure vogliamo anche qui puntare su sicuro e pubblicare con il print on demand mettendo una cifra che divisa per tutti sarebbe piccola?
2) Secondo equivovo...il link del "rifugio degli esordienti" non è una casa editrice ma un gruppo di giovani autori che danno gratuitamente consigli a tutti i giovani autori che si accingono a voler pubblicare un libro. Nel sito trovate recensioni, schede e opinioni su case editrici, consigli pratici e addirittura gruppi di lettura cui si può inviare un elaborato per farlo valutare nella sua scorrevolezza, correttezza grammaticale ecc.
3) La necessità di ritrovarsi o meno da qualche parte....ragazzi, sarebbe pure una bella idea. Ma valutiamo un attimo: ringraziando la tecnologia odierna, possiamo benissimo attivare un gruppo apposta su yahoo o dove volete e parlarne lì, scambiandosi idee, proponendo obiettivi. Poi, potremmo comunicare anche con skype facendo sessioni di chat e chiamate vocali...per fortuna internet ci da una mano in questo e ci aiuterebbe ad evitare spese di viaggio, zig-zag tra un impegno e un altro che sinceramente non potrei permettermi.
Andando per punti, secondo me, una volta aperto uno spazio si tratta di individuare un tema, degli argomenti da sviluppare, darsi un tot di tempo da concordare insieme per poter scrivere il proprio capitolo con la dovuta calma e ricerca di spunti, bibliografia, articoli. Poi potremmo di volta in volta inviarci delle prime bozze, valutare se ci sono ripetizioni tra un capitolo e un altro (immaginate se tutti involontariamente citiamo Piaget....
:rolleyes: ), se altre idee andrebbero forse tolte o aggiunte...
Una volta deciso, anche con calma (l'importante che il lavoro sia venuto bene), proponiamo il lavoro a una casa editrice e vediamo cosa succede.
Questione coordinatore: ce ne vorrebbe più di uno, a mio parere, per evitare un sovraccarico di lavoro individuale e perchè avere 2 o 3 figure che si confrontano sull'intero processo servirebbe per avere una prospettiva più ampia.
Questione temi: ragazzi, a mali estremi estremi rimedi: propongo il tema ADOLESCENTI ...abbastanza vasto, eventualmente alla fine da definire con un titolo accattivante, ma che ci permetterebbe di riflettere la situazione adolescenziale in vari settori (scuola, famiglia, progetti sperimentali...), compresa la cinematografia. Ipotesi: adolescenza e cinematografia , oppure gli adolescenti nel cinema.
Che ne dite?
Sto pensando di aprire uno spazio su yahoo apposta, qualcuno mi da una mano che sotto questo fronte non me la cavo bene???
:confused: :sbonk: :argh: :jd: :zott:
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Grande idea... io con un gruppo di amici stiamo facendo la stessa cosa, ma con un racconto fantasy, e i problemi che si creano sono bene o male gli stessi.
Verrò a vedere più spesso come andrà avanti questa cosa!! :approved:
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ottima idea
Credo sia una buona idea, l'avevo pensato anche io. Al di là della decisione sugli argomenti, urge trovare il modo per poter pubblicare l'elaborato. Un mio amico ha per esempio spedito alcune sue poesie a svariate piccole case editrici e poi ne ha trovata una disponibile a pubblicarle, così è uscito un libro vari poeti in fieri...ovvio però, ha dovuto sostenere delle spese di pubblicazione...lo stesso dovremmo fare noi...facciamo così, chi è interessato può raccogliere una lista di argomenti in cui è ferrato, ci contattiamo e speriamo nella buona sorte. Credo questo sia il primo passo da fare
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Rinnovo la mia disponibilità per la stesura del libro.
Sono molto interessata alla cosa. Sono quella che aveva scritto un po' di tempo fa .
Sono d'accordo sul tema : l'adolescenza. All'epoca del tirocinio mi sono occupata della stesura di un capitolo proprio su questo argomento. Libro che era stato pensato dai miei tutor per le scuole. Non ho poi mai saputo se è stato pubblicato perchè poi ho terminato il tirocinio ( Centro Adler di Torino) .
Però mi ricordo che c'eravamo divisi in gruppi da due o tre . Ogni gruppetto si occupava di un capitolo.
Mi potrei poi occupare di alcune schede tecniche da inserire magari sul cinema (mia grande passione) e/o sulla letteratura che siano attinenti ovviamente all'argomento.
Siamo d'accordo tutti di farlo sull'adolescenza e io aggiungerei anche una piccola parte sulla preadolescenza.
Per Valevans anch'io non sono molto ferrata sulla creazione di un forum ma ci posso provare: non dovrebbe essere troppo complicato. Sono riuscita anche a creare un sito tutto mio.
E poi l'unione fa la forza.
Magari adesso guardo un po' come si fa. ok?
Un saluto a tutti
Sara
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Ah bene, vedo che l'usanza di far scrivere libri ai tirocinanti è diffusa ...anch'io ho scritto un libro su bullismo e iperattività (e me lo dovevano pubblicare su OPS ma ... boh!) che avrebbe dovuto girare per le scuole ma poi la mia tutor non ha mai avuto tempo di leggerlo (e non era lungo, appena 50 pagine!). Adesso chi lo sa che fine farà la faccenda ... comunque penso di averlo cancellato dal suo computer, anche se conoscendola non lo avrebbe mai pubblicato a suo nome ...
Ma vedo che volete scrivere un libro sull'adolescenza, mi sembra interessante, io mi sono occupata di questa età durante il tirocinio (e mi interessa la fascia), mi spiegate meglio di cosa si tratta (non mi sono letta tutte e 4 le pagine di post :sbonk: )? Volete una mano con testi sui quali prendere spunto?
Ciao ciao.
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l'idea era fare un libro che parlasse dei problemi dell'adolescenza per aiutare insegnanti e genitori a gestirla meglio.Se hai altre idee son beneaccette
Samy
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scriviamo un libro
Mi piace molto l'idea di scrivere un libro...del resto credo che molte delle tesi scritte da noi siano finite sui libri...noi lavoriamo e i pezzi grossi raccolgono i frutti...
Io posso dare un contributo per tutto ciò che riguarda l'Arteterapia e la Schizofrenia. Tenetemi presente :)
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Io come sempre ci sto ragazzi/e....ADOLESCENTI...davvero bello quanto difficile...bè, io potrei occuparmi di ADOLESCENTI E TEMPO LIBERO/ADOLESCENTI E VACANZE...naturalmente tutto dal puno di vista psicologico s'intende...
SONO DEI VOSTRI !!!
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Come ho già detto ho un libretto il bullismo, poi ho una serie di libretti ad approccio psicoanalitico, dove sono riportate riflessioni su un'esperienza di extra-scuola cui ho partecipato durante il tirocinio ... ho un libro dal titolo "Counselling a scuola" (di Alfio Maggiolini) dove spiegano come sviluppare uno sportello d'ascolto per adolescenti ... Inoltre ho la possibilità di reperire informazioni su come si manifestano i disturbi dell'apprendimento in adolescenza ... Cose di questo tipo. Per ora però non ho molto tempo di aiutarvi perchè sto facendo l'EDS ... aiutarvi a selezionare un pò di bibliografia non mi dispiace!
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secondo me il percorso di pensiero per creare un libro é: essere degli "studiosi" esperti in uno specifico argomento (molto limitato vista l'ampiezza della materia psicologica) e poi scriverlo. Oppure, al contrario, fare qualcosa di estremamente generico/divulgativo per pubblicarlo con una grossa casa editrice. Non mi sembra che scegliere "a priori" di scrivere qualcosa e poi decidere gli argomenti sia una mossa "professionalmente" utile; il rischio è di scrivere la solita dispensina con argomenti triti e ritriti. Mi spiego: se la scelta è una pubblicazione "scientifica" sei fuori rotta; è necessario fare una ricerca e tutta quella lunga serie di progetti, protocolli, validazioni ed analisi statistiche che ben sappiamo. Se la scelta, invece, è un riassunto della bibliografia esistente credo che sarebbe necessario pensare all'intrinseca utilità e che di quasi tutti gli argomenti ci sono più libri. Ci si lamenta della pessima immagine della nostra professione senza considerare che il livello della maggioranza delle pubblicazioni che abbiamo letto durante i nostri studi è stato fatto dai prof per soldi, non avendo praticamente nessuna importanza al di fuori del panorama Italiano.
Ci tengo a sottolineare che con questo mio pensiero non voglio mettere in dubbio la competenza e professionalità di Valevalens; ho solo pensato a quanti professori (all'interno dei 5 anni passati all'università) hanno pubblicato libri fotocopia (uno identico all'altro).
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Questo è vero, sottoscrivo.:bah: Purtroppo.
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Le pubblicazioni per noi psicologi (ma non solo) sono importanti, soprattutto per i concorsi o la carriera universitaria, ma la questione non é facile. Io ho pubblicato un testo in collaborazione con altri colleghi,ma vi assicuro che occorre conoscere molta gente che lavora in case editrici. Nel nostro caso, uno dei collaboratori alla pubblicazione era il responsabile di un servizio tossicodipendenze dunque le conoscenze non gli mancavano, ma , anche con questa premessa, abbiamo incontrato molti ostacoli tanto da pensare di dover abbandonare l'impresa. Alla fine, abbiamo venduto l'opera di ingegno ad una ditta farmaceutica che ha utilizzato la pubblicazione come brochure da distribuire ai medici. Meglio che niente.
Non voglio scoraggiarvi, ma solo riportare la mia esperienza. Penso invece che un filone da prendere in considerazione sia quello degli articoli: più brevi rispetto alle pubblicazioni, ma che possono essere presi in considerazione più facilmente da riviste di psicologia, psichiatria ecc...
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ciao a tutti
avevo già pensato all'idea del libro anche se in termini un pò differenti ossia credevo che fosse possibile scegliere un argomento di senso comune ad esempio: "i ragazzi di oggi non hanno più ideali" o cose simili e con un gruppo cercare di far vedere questa realtà da un punto di vista differente e cioè quello dei ragazzi, magari anche attraverso le risposte a dei questionari o con una ricerca.
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Ripeto, sono dei vostri. Argomenti: mediazione dei conflitti (con e fra adolescenti) e motivazione (mancanza di...). Volentieri anche come ricerca.
Ma c'è qualcuno che ha le redini del progetto o siamo tutti in balia di tutti? Giusto per sapere se c'è qualcuno a cui rivolgersi!
Ciao
Sara
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che ne pensate di parlare dell'evoluzione dell'adolescenza nelle varie epoche storiche.......potrebbe essere interessante vedere già le differenze tra gli adolewscenti della generazione precedente e quella odierna, con la nostra considerata come epoca di passagio. un confronto tra i due periodi o anche più, farebbe emergere diverse problematiche...... a me piacerebbe .... per qualsiasi cosa ci stò....
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che ne pensate di parlare dell'evoluzione dell'adolescenza nelle varie epoche storiche.......potrebbe essere interessante vedere già le differenze tra gli adolewscenti della generazione precedente e quella odierna, con la nostra considerata come epoca di passagio. un confronto tra i due periodi o anche più, farebbe emergere diverse problematiche...... a me piacerebbe .... per qualsiasi cosa ci stò....
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Concordo che l'idea del libro è buona...sono interessato anche io...ma mi sorge un dubbio: ammesso e non concesso che ci organizziamo in un buon gruppo di lavoro, siamo sicuri di trovare una casa editrice disponibile? E soprattutto ho paura che da psicologi in erba quali siamo le cose che possiamo scrivere siano cose trite e ritrite, anche se comunque valide. Il libro per me contiene sempre qualcosa di nuovo rispetto a prima...spero comunque sia solo una mia paura e che risulti infondata. Ripeto, l'idea è ottima.
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Ma questa idea alla fine si è arenata ?
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ho letto questo tread solo ora...l'idea mi sembra eccellente!!!
io sarei davvero interessata partecipare a questo progetto...l'importante è che non abbiate abbandonato l'idea!!!
anche io sarei in grado di occuparmi di adolescenti e disturbi alimentari, adolescenti e sessualità...sono tematiche che incontrerò durante il tirocinio...
:approved: