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Originariamente postato da LUTHIEN
Per quanto non sia d'accordo sul fatto che il proprio orientamento sessuale si sceglie, non sono neache d'accordo nel dire che tutta la popolazione mondiale dei gay è così per fattori biologici. Ho parlato varie volte con un mio amico psicoterapeuta della questione, vista l'attualità dell'argomento, e lui mi ha detto una cosa che può essere giusta: si tende a voler dire che gay si nasce e non si diventa per fare in modo che il gay non venga assulotamente incolpato o stigmatizzato per il suo orientamento: se si dà la colpa ai geni ahimè non si può fare niente per cambiare le cose, se invece si attribuisce la colpa ad eventi esterni al soggetto si correrebbe di più il rischio di attribuire in qualche modo la responsabilità alla persona in questione e così alimentare di più gli odi, le discriminazioni e via dicendo. Che poi non sarebbe comunque colpa del gay anche se la colpa fosse delle situazioni familiari, però indubbiamente sarebbe più facile mettere di mezzo in un modo o nell'altro anche il gay e la sua responsabilità personale. MI ha detto questo dottore che a lui sono capitati vari casi di persone che veninavo da lui con le idee confuse e angosciate a causa della loro sessualità ambigua e dall'anamnesi di molti di questi casi è venuta fuori una storia familiare caratterizzata da iperpotettività materna, scarsa presenza o assenza della figura paterna, conflitti tra fratelli maschi, madri che inducono narcisismo nel figlio etc...e il paziente stesso ammetteva di aver pensato ad una colpa familiare in proposito. COn questo ovviamente non intendeva dire che non ci sono gay che ci nascono, il sesso è eccome influenzato geneticamente, ma l'ambiente è altrettanto importante e determinante, così come è vero che non tutti i bambini con una certa storia familiare diventano tutti gay! Tutto dipende da un intricato intreccio di fattori protettivi e fattori di rischio e isolarli uno ad uno diventa anche un compito arduo e lungo. Ma escludere di fatto che tanti gay ci diventano mi sembra che sia un atteggiamento che riflette molto le motivazioni di difesa portate dal mio amico psicoterapeuta.