e chi l'ha detto che l'eutanasia è la cosa giusta per lui? anche questa soluzione è da escludere a priori allora che si fà?
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e chi l'ha detto che l'eutanasia è la cosa giusta per lui? anche questa soluzione è da escludere a priori allora che si fà?
mica ho detto che voglio che scelga l'eutanasia, infatti :sbonk: nessuna scelta può essere fatta a priori. lavorerò semplicemente col paziente, rispettando la sua volontà, facendo il mio mestiere senza spingerlo in un senso o nell'altro, cercando di capire le sue motivazioni.
lo dico io di me stessa oggi in perfetta sanità mentale (si fa per dire) che in quell'eventualità non vorrei nè vegetare né soffrire inutilmente (sono egoista lo so) meno che mai stare senza coscienza attaccata al nullaCitazione:
Originariamente postato da MD^_^
e chi l'ha detto che l'eutanasia è la cosa giusta per lui? anche questa soluzione è da escludere a priori allora che si fà?
qual'è il contributo che deve apportare uno psicologo in questo caso?
da ex-necrofilo ed attualmente necrofobo, sinceramente credo che me la farei troppo sotto: col cavolo che mi faccio ammazzare, se ci arrivo ci arrivo da me
lo psicologo dovrebbe,come in tutti i casi, rispettare le scelte di chi ha di fronte. nè dare consigli,nè fare la morale sull'immenso valore della vita(è un valore personale,oltretutto),piuttosto penso sostenere il malato e la sua famiglia, qualunque sia la scelta che fanno.
scusa md, ma se tu avessi come paziente un malato terminale che sceglie l'eutanasia che fai?gli dici di non farlo, che la vita è bella?
io penserei piuttosto a rispettare la sua scelta, e ad accompagnare lui e i suoi,come un piccolo sciamano, in questo viaggio.
io sono d'accordo con chi dice che noi non possiamo dare giudizi,il nostro compito è aiutare il paziente a scegliere la cosa giusta per lui.L'unico caso in cui va dissuaso un paziente è nel caso del suicidio perchè è cmq un'atto che non porta a risolvere un conflitto,ma è un modo per fuggire....invece nel caso di un paziente terminale è ben diverso,l'eutanasia potrebbe essere un modo per non soffrire ed è solo l'interessato che può decidere cosa fare,non certo noi.
posso capire cosa vuol dire quella situazione per un malato terminale, ma fatemi capire una cosa allora molti di noi agevolerebbe la via dell'eutanasia per il bene del paziente?
ma scusa, secondo te rispettare una scelta e non interferire con quella scelta equivale ad agevolare?
infatti,io personalmente sono d'accordo con l'eutanasia,ma non andrei mai a dire a un mio paziente di farla,ciò che farei è fargli capire cosa vuole lui realmente,noi non siamo dei giudici o consiglieri,ripeto il nostro compito è accompagnare le persone nella ricerca della loro verità,del loro modo giusto per loro di risolvere i problemi che li affligono,e se per loro il modo giusto è l'eutanasia non posso impendirlo,così come non posso impedire se invece non vogliono applicarla
Io francamente farei proprio così: non mi rendo facilitatrice delle morti altrui. Chi sceglie la morte vuol dire che non ha più nessun motivo di vivere, il mio impegno è di far ritrovare al paziente questa motivazione, fare in modo che veda l'eutanasia come una scelta inutile, come una fuga dal mondo.Citazione:
Originariamente postato da Serendipity
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scusa md, ma se tu avessi come paziente un malato terminale che sceglie l'eutanasia che fai?gli dici di non farlo, che la vita è bella?
Vedo con piacere che l'argomento interessa molti, ma vorrei sottolineare una cosa:
si sta parlando di cosa si consiglierebbe e come ci si comporterebbe nel caso di un paziente malato terminale, dando per scontato che questi abbia una scelta che non ha: non può scegliere l'eutanasia, la sua scelta è limitata al "godersi" un'agonia IMPOSTAGLI per legge.
Se altri possono decidere di rifiutare l'eutanasia e vivere gli ultimi mesi restanti, il nostro ipotetico paziente NON PUO' rifiutarli: "se li becca tutti così come verranno" buoni o cattivi.
Che abbia un tumore, la cirrosi epatica, ecc. non può scegliere di morire, ma solo di imbottirsi di morfina e antidolorifici; [sarcastico] suppongo che una persona imbottita di morfina possa condurre gli ultimi mesi che gli restano come qualunque altra persona normale: andare al lavoro, girare in bicicletta, fare jogging, uscire col proprio partner la sera... :jd: altro che passare tre/quattro mesi in un letto d'ospedale con la flebo al braccio e il respiratore a spegnersi lentamente nella coscienza/incoscienza drogata degli antidolorifici e dei medicinali vari!
Per sua fortuna qualcuno gli ha impedito attivamente di decidere per la propria esistenza come meglio credeva, di modo che ora, invece di morire serenamente, potrà godersi qualche altro mese o magari un annetto se ha fortuna! E poi che egoista sarebbe stato a lasciare amici e parenti da soli? :nono:
Mi raccomando, continuiamo a fare del proibizionismo: la nostra libertà non finisce dove inizia quella degli altri, un po' più in là casomai, verso quella zona che include le decisioni circa vita/morte altrui.
State allegri! Se sarò io il vostro medico, piuttosto che lasciarvi morire in pace vi terrò su questa terra fino alla mia morte (che avverrà molto tardi), e per farvi ancora più contenti, dato che il dolore non è una cosa da rifiutare, ma casomai da sopportare eroicamente con la massima dignità e da accettare con gioia e serenità (come Giovanni Paolo II ci ha insegnato), niente antidolorifici! Così potrete godervi fino in fondo la gioia degli ultimi mesi di nonvita che vi rimarranno. :jd: [/sarcastico]
Ribadisco: che diritto ha di decidere per la mia vita qualcuno che non sia io stesso? Chi da' il diritto allo Stato e quindi ai cittadini che lo compongono di PROIBIRMI di morire, IMPONENDOMI una LENTA AGONIA di MESI e forse ANNI (viva la tortura) anzichè di lasciarmi decidere serenamente quale debba essere la MIA fine?
Il problema mi pare sia solo uno: per chi ha una visione religiosa dell'esistenza, accettare che sia l'uomo e non un dio a decidere quando, come e in quanto tempo morire è una impensabile "invasione di campo" a scapito del volere divino/naturale; e dato che non si sta parlando di uccidere terze persone o di spingerle al suicidio, né tantomeno di dare il permesso ai medici di ammazzare la gente anziché curarla, ma di disporre della PROPRIA esistenza come meglio si crede, non vedo altri problemi al di fuori di quello religioso.
Il nocciolo della questione perciò mi pare questo: qualcuno che ha una concezione religiosa della vita che io rispetto ma non condivido sta limitando la mia libertà impedendomi attivamente di decidere per la MIA vita, o meglio, la MIA morte. Suppongo che sia qualche dio a dare a questa persona il diritto di disporre della mia esistenza al posto mio. Ditemi voi se questo è accettabile in uno Stato che non sia un regime di talebani, mullah e Grandi Guardiani della Religione.
Quando sarò in un letto d'ospedale da mesi, rincoglionito da antidolorifici e ridotto a un'ameba incapace di andare autonomamente al wc, con un miliardo di fili e sonde sparse per tutto il corpo, e magari usato come cavia da qualche dottore privo di scrupoli (nuove scoperte o più ordinazioni di antidolorifici e quindi più bustarelle dalle ditte farmaceutiche) ringrazierò sinceramente di cuore tutti coloro che mi avranno impedito di morire serenamente il giorno che capii che per me era finita... dato che NON POTRO' DECIDERE DELLA MIA VITA (non quella di un'altro, SIA CHIARO: la mia) grazie a qualche Papa Boy che farebbe meglio a tenere a mente che
LA STRADA PER L'INFERNO E' LASTRICATA DI BUONE INTENZIONI
Comunque sia sono ottimista: 500 anni fa mettevano gli ebrei nei ghetti perchè fare i banchieri, prestare soldi a interesse, "guadagnare col Tempo che è di Dio", era immorale, inaccettabile e proibito. Ora siamo pieni di banche e perfino il Vaticano ne ha una.
Forse tra 500 anni in Italia la gente potrà decidere di morire quando lo vorrà, e non quando il dio di qualcun'altro si degnerà di dare il permesso (Deo Gratias!).
certo, mi sembra la cosa migliore da fare,con uno che sta attaccato a delle macchine o che sta soffrendo delle pene atroci. scusami Luthien, ma se io fossi in una condizione del genere e il mio psicologo mi dicesse qualcosa di simile gli sputerei in un occhio....queste sono baggianate da profetini new age.se una persona desidera l'eutanasia altro non si può fare che acccompagnarla nella sua scelta.
non posso far altro che ammettere, per molti di noi futuri psicologi tutto è lecito tutto è giusto ... chi come me è contrario all'aborto all'eutanasia al divorzio ai matrimoni gay con adozioni di bambini, alla droga libera, verrà considerato come un ago nel pagliaio.
beh rispetto tutte le vostre idee in merito, ma sinceramente non le condivido :sbonk:
Malkavian t'invito a partecipare a questo 3d da me iniziato esprimento la tua idea in merito
ti do il link
http://www.opsonline.it/forum/showth...threadid=24280
non posso far altro che ammettere che fatichi a capire che non si sta parlando di liceità o giustizia, ma solo e semplicemente di aspirare a far si che ciascuno possa avere libertà di scelta e parità di diritti. Forse, visto che tutte le belle cose che dici non sono legali, a parte l'aborto, gli aghi nel pagliaio siamo noi che ti facciamo storcere tanto il naso...Citazione:
Originariamente postato da MD^_^
non posso far altro che ammettere, per molti di noi futuri psicologi tutto è lecito tutto è giusto ... chi come me è contrario all'aborto all'eutanasia al divorzio ai matrimoni gay con adozioni di bambini, alla droga libera, verrà considerato come un ago nel pagliaio.
beh rispetto tutte le vostre idee in merito, ma sinceramente non le condivido :sbonk:
hey mia ... non è che se non condivido le idee storcio il naso questa è una tua affermazione peraltro infondata...
ognuno di noi ha una visione diversa tutto qui
sarà infondata, ma se dico che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire non lo è, infondato. non capisco per quale motivo chiedi di discutere quando poi, effettivamente, non discuti. discutere vuol dire leggere tutto quello che gli altri scrivono e non solo quello che ci fa comodo. discutere vuol dire mettersi in gioco, vuol dire cercare di accantonare per un attimo i nostri pregiudizi e provare a vedere le cose da altri punti di vista. ignori sistematicamente parti importanti di quello che io o altri scriviamo, tirando sempre le solite conclusioni: questo io non lo chiamo discutere. non capisco, sinceramente. è l'ultima volta che risponderò a un tuo messaggio.
mia se non vuoi rispondere ad un mio messaggio nessun problema..la partecipazione è facoltativa... certo però mi dispiace perdere una partecipante come te.... sei troppo toga e siamo cosi diversi nelle idee.. che rinunciarci sarebbe un vero peccato;) poichè i nostri post hanno sempre il fascino di una bella sfida!
chi l'ha detto poi che non mi metto in gioco... ? sto parlando confrontandomi il fatto che rispondo significa che discuto...non ho nessun pregiudizio, ma solo opinioni..
mettersi in gioco non vuol dire per forza rinunciare alle proprie idee e valori...
Guarda che il lavoro di uno psicologo non è quello di comunicare dei valori: tu qui stai mettendo in tavola le tue carte, non puoi farlo, non sei un consigliere spirituale.Citazione:
Originariamente postato da LUTHIEN
Io francamente farei proprio così: non mi rendo facilitatrice delle morti altrui. Chi sceglie la morte vuol dire che non ha più nessun motivo di vivere, il mio impegno è di far ritrovare al paziente questa motivazione, fare in modo che veda l'eutanasia come una scelta inutile, come una fuga dal mondo.
Ma io ho una responsabilità ben precisa nei confronti di quella persona e nella mia coscienza non farò in modo che scelga la morte. Certo se alla fine non ottengo niente non posso obbligarlo, ma cercherò comunque di dissuaderlo dal proposito.
E lo faresti indubbiamente in buona fede.
Supponi di andare da uno psicologo o da una psicologa: gli racconti un tuo problema e inserisci nel tuo discorso la questione della tua fede religiosa. Sempre ragionando puramente per ipotesti, supponiamo che questa persona di dicesse che il tuo problema non è che un epifenomeno della tua fasa credenza in una qualche forma di divinità, che a suo parere influenza negativamente sulla tua vita e sul tuo benessere.
Agendo in buona fede, come faresti tu, questa persona ti fa passare il messaggio, più o meno esplicito, che il credere in dei valori religiosi è fuorviante, dannoso per la tua esistenza: come reagiresti ad un'intromissione così pesante nella tua scelta di vita di aver fede in Dio?
Ne verrebbe fuori un dibattito alquanto acceso, non in senso che ci tiramo le sedie ovviamente :asd: A quel punto gli chiederei per prima cosa come fa ad asserire una cosa del genere e su che base dice queste cose e gli direi poi che non si è mai sentito dire che una persona che ha fede stia peggio, anzi semmai il contrario.
In definitiva lo percepirei come un attacco alla mia fede al quale risponderei a tamburo battente.
E credo, con una buona approssimazione, che anche il tuo aspirante dolcemorente penserebbe la stessa cosa. Non stiamo parlando di suicidio, sulla cui prevenzione credo sia giusto lavorare, ma di dire addio al mondo senza soffrire troppo. Alcune malattie sono molto molto dolorose.
Non condivido il suicidio e naturalmente non faciliterei in alcun modo la scelta di porre fine alla propria vita, ma ognuno ha diritto a scegliere, soprattutto un malato terminale... forse non avrei la forza (o il coraggio) di staccare la spina a nessuno con le mie mani ma se è chiaramente la sua volontà non posso certo far finta di niente!
Se un paziente ha tentato il suicidio, o è chiaramente un potenziale suicida io farò il possibile NON con la finalità di salvargli la vita, ma per farlo stare meglio. Se poi questo comporterà un nuovo slancio alla vita, ben venga, anzi sarebbe stupendo.
Se non è un paziente ma un amico, o un utente di qualche comunità, ecc... è già diverso (per me). Probabilmente interverrei persino con le mie mani, ma si può fermare la cosa una volta, due... se uno vuole morire il modo lo trova e daltronde prima di impedirglielo dovrei andare un pò più in la e chiedermi "perchè" :dunno:
E'facile dire "me ne lavo le mani"... io è proprio in questi casi che invece ci butto tutta me stessa. Prendere una posizione!!! La coscienza ce la si sporca lo stesso facendo finta di non vedere".
teniamo presente che suicidio ed eutanasia sono due cose molto diverse con motivazioni alla base molto diverse.Mi sembra che a volte li si confonde un po'.E' vero che entrambi sono una ddecisione di morire,ma mentre il suicidio non va accettato e come psicologo devo dissuadere in ogni modo il paziente ad attuarlo,in quanto non permette di risolvere un problema,ma di fuggire in modo estremo,l'eutanasia alla base ha cmq la certezza che si morirà ed è un modo per evitare inutili sofferenze perchè non si potrà essere curati,in tal senso se un paziente decide di farlo è lecito che possa.Ed è ingiusto non permetterlo
Si la cosa è chiara, ma visto che si parlava anche del suicidio...
Guarda che l'eutanasia è quando il medico o i parenti uccidono qualcun altro che non è in grado di deliberare.
Quando il medico aiuta solo, è suicidio assistito, sebbene generalmente si usi anche per questo caso il termine "eutanasia".
Però, siccome hai detto che "il suicidio non va accettato", immagino che l'unica cosa lecita sia l'eutanasia su paziente non competente
dream è lecito uccidere un altro essere umano?
a volte sì.
Per me non è che bisogna dissuadere il paziente, come dicevo, ma aiutarlo a farlo stare meglio, cosa che di per se riduce le possibilità di un tentativo di suicidio. Agire sulla volontà di suicidarsi non porta a niente, a un paziente depresso non glie ne può fregare di meno se non è la soluzione giusta.Citazione:
Originariamente postato da samy
il suicidio non va accettato e come psicologo devo dissuadere in ogni modo il paziente ad attuarlo,in quanto non permette di risolvere un problema,ma di fuggire in modo estremo
@ MD: obiezione vostro onore! :asd: secondo me la tua domanda non è pertinente :dunno:
vostro grazia ember :asd:
la dopmanda ha la sua pertinenza perchè non fà altro che ripetere l'affermazione del nostro amico dreamstalker il quale ha asserito che è lecito uccidere
Vostra grazia Ember cito questa prova a mia favore :asd:Citazione:
Originariamente postato da Dreamstalker
l'unica cosa lecita sia l'eutanasia su paziente non competente
Se la quoti tutta ha un altro significato però :mumble:Citazione:
Originariamente postato da Dreamstalker
Però, siccome hai detto che "il suicidio non va accettato", immagino che l'unica cosa lecita sia l'eutanasia su paziente non competente
vostro onore, l'accusa distorce i fatti, eliminando deliberatamente parti della risposta.Citazione:
Originariamente postato da MD^_^
vostro grazia ember :asd:
la dopmanda ha la sua pertinenza perchè non fà altro che ripetere l'affermazione del nostro amico dreamstalker il quale ha asserito che è lecito uccidere
[QUOTE]Originariamente postato da Ember
[B][COLOR=darkblue]Per me non è che bisogna dissuadere il paziente, come dicevo, ma aiutarlo a farlo stare meglio, cosa che di per se riduce le possibilità di un tentativo di suicidio. Agire sulla volontà di suicidarsi non porta a niente, a un paziente depresso non glie ne può fregare di meno se non è la soluzione giusta.
certo intendevo questo,cioè non l'avevo specificato,ma il nocciolo sta lì.
Devo dire che non comprendo appieno questo intento salvifico: io credo che se una persona è seriamente intenzionata ad uccidersi, prima o poi lo farà.
Eh, infatti muoiono loro, a noi che ce frega? Si sta meglio senza pensare che le persone possano stare male o avere bisogno di aiuto :sbonk:
certo che è probabile che se uno vuole uccidersi prima o poi lo farà,ma l'intervento servirebbe proprio a cercare di far in modo che non lo faccia,che trovi delle ragioni per non farlo,altrimenti che ci stiamo a fare?
La mia è una constatazione di quel che succede di fatto. Il mio lavoro può servire a fornire sostegno e posso farlo in modi differenti, magari per un po' riesco anche a parare questo problema. Ma se la persona si vuole davvero uccidere è solo questione di tempo.Citazione:
Originariamente postato da Ember
Eh, infatti muoiono loro, a noi che ce frega? Si sta meglio senza pensare che le persone possano stare male o avere bisogno di aiuto :sbonk: