Ciao a tutti,
ho una laurea in psicologia del lavoro e vorrei scegliere un master breve ma valido in gestione delle risorse umane...dico breve perchè ho già 30 anni!
se qualcuno può darmi delle risposte ne sarò molto felice! grazie in anticipo...
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Ciao a tutti,
ho una laurea in psicologia del lavoro e vorrei scegliere un master breve ma valido in gestione delle risorse umane...dico breve perchè ho già 30 anni!
se qualcuno può darmi delle risposte ne sarò molto felice! grazie in anticipo...
Eatworld, sei stato chiarissimo!!!
Probabilmente tu sei molto pratico del settore e ne parli con molta dimestichezza. Anch'io sono stata commissionata per una valutazione dei rischi psicosociali e per farla credo che utilizzerò il Questonario Multidimensionale della Salute Organizzativa (MOHQ) di Avallone, credi che a livello formale vada bene? Non mi è sembrato che il D.lgs ponesse dei vincolisugli strumenti da utilizzare.... Vero?
Inoltre dal tuo intervento si suppone molta dimestichezza in materia, ma non è facile pprocciarsi per la prima volta da libera professionista... Ho una serie di interrogativi per ciò che concerne l'iter e soprattutto la parte prettamente burocratica. Non conosco bene il sito, pertanto se ti va di fornire delucidazioni e di scrivermi il mio indirizzo è [email protected]. Grazie
Bene per il Mohq, non c'è nessun vincolo agli srumenti..a dire il vero nemmeno sull'utilizzo di questionari piuttosto che di interviste. Lo strumento che hai scelto è veramente complesso, tiene conto di diverse variabili. Ben fatto ma sicuramente non user friendly. Nel modello proposto dagli autori (ora pare che ci sia una versione a 14 dimensioni) e sottoposto a verifica mettono in relazione un po' tutto con tutto..alla faccia della parsimonia!! Quando poi arrivi al dunque ovvero identificare le azioni migliorative da poter inserire nel DUVRI, i risultati ottenuti non ti aiutano tanto..spero ti salvi l'esperienza. :skunk:
La mia dimestichezza è soprattutto teorica. Sulla pratica contano molto le procedure già utilizzate dai RSPP o dai datori di volta in volta.
Se gli interrogativi che hai li vuoi postare qui rendiamo la dicussione utile anche per gli altri, altrimenti si tratterebbe di consulenza privata e devo metter mano al libretto delle fatture....:D
Facci sapere come intendi operare...
buongiorno a tutti mi sto interessando sull'argomento stress lavoro-correlato e volevo sapere se qualcuno ha usato l'OSI e nello specifico quanto è maneggevole il sistema di scoring e quanto tempo richiede..
grazie!
Per le specifiche dello strumento ti rimando qui:
Giunti OS | OSI : OCCUPATIONAL STRESS INDICATOR
In pratica dipende dal numero di somministrazioni che devi fare: già con 70 persone rischi di andare fuori di cotenna!!
E poi dipende a chi lo somministri: le tarature fanno riferimento a quadri e manager che hanno presubimilmente una tolleranza allo stress diversa dal resto del mondo. Vedi tu..
Forse trattandosi di un questionario più orientato sul singolo individuo lo utilizzerei in un secondo momento, nella fase di approfondimento dei risultati più rilevanti. Comunque è uno strumento valido e lo consiglierei sicuramente per i piccoli gruppi..
ciao mi sapresti dire come fare ad avere il karasek formato ridotto o anche completo? ho scritto in america e anche alle persone indicate dalla ISPESL ma non rispondono. Grazie!
Lo avuto da un medico del lavoro di un'azienda per il quale ho fatto una valutazione dei rischi. lo somministrava come approfondimento sullo stress e a suo tempo (2003) il suo gruppo lo richiese a Karasek. è la versione breve, ma il complicato è la modalità di scoring.
So che ora il gruppo di Karasek non risponde... forse per il troppo numero di richieste e il poco ritorno di risultati...:corteo:
Ciao, sono psicologa del lavoro e da anni mi occupo di consulenza aziendale, fino ad oggi l'analisi dello stress lavorativo l'ho svolta in seno alle indagini sul clima aziendale.
Domani, per la prima volta, ho l'incontro con un nuovo potenziale cliente proprio per verificare l'opportunità di realizzazione di un intervento legato alla prevenzione del rischio stress lavoro correlato. Fermo restando che i punti da te indicati sono fondamentali (1.Individuazione fonti di rischio - 2. indiviaduazione popolazione a rischio - 3. valutazione di eventuale danno qualora il rischio divetasse pericolo reale -4. Associazione tra rischio e danno - 5. individuazione delle azioni volte alla riduzione del rischio) quali strumenti possono essere considerati come adeguato allo sviluppo di ciascun punto?
Io oserei dire che:
punto 1- Si fa una Job Analysis
punto 2- Utilizzo OSI o strumento simile (karesek?)
punto 3 - ??
Punto 4 - ??
Punto 5 - definizione e applicazione procedure qualità e di miglioramento organizzativo
... cosa posso proporre per i punti 3 e 4? ... e soprattutto se propongo un intervento così complesso resto in linea con le direttive del testo unico, oppure vado troppo oltre? ... da brava professionista poi mi chiedo: quanto faccio pagare tutto ciò? In base al numero di dipendenti o in base alle giornate di consulenza in azienda? ...
Grazie per tutti i suggerimenti e spunti di riflessione che vorrete fornirmi!!
Ciao Paperinik,
in realtà provo un po' di invidia nel vedere colleghi che si trovano nella condizione di dover effettuare una valutazione dei rischi psicosociali.. Ho trovato un sacco di difficoltà nel raccogliere i miei 2500 questionari per poter validare lo strumento che sto mettendo a punto che quando intravedo queste opportunità in cui c'è da fare tutto qullo per cui ho costruito lo strumento mi verrebbe di dire...fermi fermi ci penso io!!
Ma largo alle esperienze altrui e soprattutto agli interventi organizzativi..
Ti dico come procedo io e come ho pensato di impostare lo strumento.
1- La job analysis è altamente sconsigliata ovvero cosa intendi fare, analizzare ogni mansione per vedere che rischi comporta? e la componente soggettiva di tolleranza allo stress e coping come la vai a quantificare? preferirei allora un'analisi di clima o comunque procederei per dati aggregati con una solida scheda angrafico-professionale così da individuare le variabili e le condizioni lavorative più a rischio, ragionando in termini di confronto tra le medie, significatività e frequenze. Quindi fase 1 somministrazione osi o m-doq o altri strumenti con le variabili d'interesse
2- Individuazione della popolazione tramite scheda anagrafico professionale
3- valutazione stato generale di salute psico fisica- o di altri indici, assenteismo malattia, soddisfazione, motivazione, performance etc etc,
4- correlazioni o meglio regressioni o ancora meglio modelli di equazione strutturale per chi li sa fare come metodo di analisi multivariata per trovare la relazione fra le variabili. Altrimenti individuare specifici segmenti professionali che mostrano percezioni negative e scarsa soddisfazione o motivazione. Insomma stabilire una qualche relazione tra stress e conseguenze.
5-azioni concrete per migliorare le situazioni di disagio.
Costo dell'operazione decisamente a giornata stabilendo un numero minimo di giornate per somministrazione, analisi dati, report e restituzione...
Almeno è così che ho proceduto ed intendo proseguire...
Spero di esserti stato di aiuto...
Grazie eatworld, per il momento mi sa che ci devo rinunciare allora. Quanto alla analisi dei rischi: credo che si stiano moltiplicando le richieste perchè la legge è entrata in vigore solo da un paio di mesi, e le aziende sono obbligate a occuparsi di rischi psicosociali mentre prima occuparsi di clima, benessere ecc., era una loro scelta. La differenza sta nel fatto che chi è obbligato vuol fare le cose alla meno, facendo il minimo indispensabile: non è affatto detto - anzi - che una azienda sia disposta a far compilare questionari a tutti i dipendenti, nè tantomeno a farteli intervistare... per questo alla fine le uniche fasi praticabili rimangono le prime...
Oppure è tutto compreso nella valutazione del medico del lavoro che può sommistrare (ahimè) alcuni questionari di valutazione di burn-out, stress, ecc... ma poi l'avranno studiata psicometria almeno? chissà cosa andranno a misurare con qualche questionario magari inventato da loro.......
Confermo e sottoscrivo, ho avuto modo di vederne alcuni esempi.
Il problema di fondo rimane, come diceva giustamente paperinik, l'atteggiamento della committenza nei confronti della valutazione del rischio, visto per lo più come un'onere da sbrigare nella maniera più rapida e meno invasiva possibile.
Questa discussione rimane comuque a mio avviso un ottimo punto di scambio e di confronto sul tema.
Un saluto a tutti.
Ciao a tutti,
sono una psicologa molto neofita sull'argomento e forse in preda all'ansia :mumble: in quanto contattata da un'azienda per fare una valutazione specifica sullo "stress lavoro-correlato" in linea con il D.Lgs 81/08.
L'ansia è dovuta al fatto che gli strumenti che a mio avviso sarebbero più "giusti" da acquistare (in quanto utilizzabili in organizzazioni di diverso tipo) hanno costi elevatissimi vedi Q-B0 di Nicola A. De Carlo, Alessandra Falco e Dora Capozza (Franco Angeli).. ben 2500 euro!! la mia esigenza sarebbe quella di acquistare uno strumento maneggevole e veloce a livello di scoring ed utilizzabile in tutti i tipi di organizzazioni.
Anche l'OSI mi hanno detto che è molto valido ma qualcuno sa dirmi se ha un complicato e lungo sistema di scoring? so che è adatto solo per manager e quadri ma al momento mi sembra l'unico su cui posso contare...
chiedo aiuto e... fatta un po' di esperienza sono ovviamente pronta a condividerla!:corteo:
Grazie
ciao Painkiller! credo che la questione sia un pò diversa: il medico non svolge - di solito - quel tipo di funzioni e di indagini, ma ha la responsabilità della salute dei lavoratori, per investigare la quale si appoggia anche a specialisti esterni. Finora questi sono stati ingegneri, biologi, tecnici chimici industriali ecc. che indagavano sui rischi a cui i lavoratori sono sottoposti dal punto di vista fisico: sono loro (questi tecnici esperti esterni) che ora si trovano nella loro analisi di rischio anche il rischio da stress e non ne sanno nulla. Ma lo stress è solo una voce in più rispetto alle tante che già trattano. Non sono analisi del clima, nè intenzioni di migliorare le prestazioni aziendali a muoverli, ma il puro obbligo di verificare che le cose intorno ai lavoratori non vadano troppo male.
Segnalo anche che anche se emergessero problemi e stress pazzeschi al massimo si possono indicare misure di miglioramento. Poche aziende sarebbero disposte a fare corsi sul coping, conselling o altro ....
Hai perfettamente ragione.... io più in generale mi riferivo anche al fatto che a un medico (del lavoro in questi casi) basta leggere un libro sull'argomento e possono somministrare test che misurano costrutti psicologici come burn-out, ecc..Basta guardare la qualifica richiesta nel sito dell'O.S.
http://www.giuntios.it/ricerca.do?de...Cat=206&tree=4
Ora ciò equivarrebbe (per provocazione) a uno psicologo che ha fatto 4 anni di specializzazione in psicologia clinica che da alcune aziende farmaceutiche viene abilitato a somministrare alcuni psicofarmaci, sicuramente alla sola idea che ciò succeda scatterebbe la rivoluzione dei medici :corteo:)
giusto... se poi ti interessa approfondire il ruolo che si attribuiscono i medici competenti (cioè i responsabili della salute nella aziende) relativamente allo stress ti suggerisco "valutazione, prevenzione e correzione degli effetti nocivi dello stress da lavoro", SIMLII, tipografia PIME,2006; fa parte delle linee guida per i medici, ma può comunque essere interessante vedere la diversità di approccio e le somiglianze rispetto all'approccio psicologico, che privilegia gli aspetti soggettivi rispetto a quelli strutturali, fisici e "oggettivi". Non è facilissimo da trovare, ma attraverso il sito della SIMLII dovresti riuscirci.
Stress lavorativo o mobbing? Non sono argomenti identici.
EATWORLD ... il karasek è introvabile, gentile gentile la tipa dell'ISPESL mi ha detto di rivolgermi al team di karasek che però non risponde ... non è che tu riusciresti a girare questo benedetto questionario?
Grazie mille per la risposta (anche se sarà un no!):sbonk:
Ciao Alfeo 77 facendo una ricerca sul Karasek mi sono ritrovata in questo forum!
Anch'io, dopo varie ricerche, ho optato per il karasek anzichè per l'Osi..ma per la versione a 49 item..solo che nn so dove poter reperire la versione italiana.
inoltre avevo anche letto che il Karasek potrebbe non essere adattissimo in quanto è stato creato negli anni ottanta..ma a me è sembrato cmq ideale! Forse sei più informato di me..sapresti anche dirmi se prende in considerazione le caratteristiche individuali o cmq la comunicazione?
Ti ringrazio fin da ora e se trovo qualcosa ti informo..
Buona serata..
Per quanto riguarda il Karasek sono nella stessa situazione degli altri: l'Ispesl, che è l'istituto di riferimento per reperire la versione italiana, rimanda direttamente all'autore, che al momento sembra non rispondere a nessuno.
Io non ho ancora visto lo strumento, posso dirti solo che è stato l'unico strumento citato durante il congresso internazionale del 5 novembre qui a Roma, oltre al MOHQ di Avallone e Pamplomatas.
L'Ispesl inoltre ha prodotto un proprio strumento, che però attualmente non è ancora validato.
Signori, non esistono linee guida al momento ed alla luce di una riesamina del testo unico 81/08 mi sento anche di dire che l'utilizzo di un questionario di valutazione non è necessariamente l'unico strumento idoneo a rispettare i termini di legge, anzi utilizzato da solo, secondo me, non ha molto valore: infatti pur potendo rilevare degli indici di stress generali (i questionari devono comunque essere anonimi) verrebbe meno la valutazione dell'indice di rischio trasversale collegato ad aspetti organizzativi del lavoro, al settore di appartenenza dell'attività ed alla mansione specifica.
In altre parole partendo da quelli che in letteratura sono state individuati come i principali fattori legati allo stress da lavoro andrebbe effettuata, a mio avviso, in prima battuta un'alisi sull'organizzazione che consenta di ricavare l'indice di rischio residuo proprio della specifica attività.
L'utilizzo di un questionario poi potrebbe essere consigliato solo nel caso questo indice risultasse oltre una certa soglia.
Questo per rifarsi alla logica di fondo che regola la valutazione dei rischi in genere.
Ci tengo a precisare che questa, al momento, è solo la mia personale opinione.
Scusate se ho sollevato questo dubbio, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensano altri colleghi che si occupano di valutazione dei rischi.
Un saluto a tutti.
Io, attraverso una piccola ricerca di materiale, ho avuto modo di leggere alcuni item del Karasek..nella versione di 49 item nn mi sembrava neanche troppo pesante da somministrare..ma se è praticamente impossibile reperirlo! Dovrò anche scartare l'OSI e l' M_DOQ 10 per gli elevati costi e rivolgermi al professore Avallone
Cmq se dovessi avere delle novità ti farò sapere..Grazie mille..
sono d'accordo con Alfeo: lo scopo della legge è diminuire i rischi sul lavoro che possono essere prodotti da fattori psicosocial, agendo sui fattori di stress ambientali più che soggettivi, quindi essenzialmente migiorare l'organizzazione e il monitoraggio: serve a poco rilevare che c'è stress se non analizzo gli orari di lavoro, i turni, la presenza di pericoli o disturbi frequenti. Su questo c'è ampia documentazione dell'ISPESL, del NIOSH, OMS ecc. I questionari soggettivi vengono anche secondo me dopo, per i costi e perchè comunque anche facendoli deve comunque essere fatta una analisi dell'organizzazione nei dettagli, con sopralluoghi interviste ai referenti, analisi documentali ecc. Meglio eventualmente somministrarli dopo che l'analisi è stata fatta. Ricordiamoci che secondo ad es. il NIOSH i primi sui quali si dovrebbe intervenire, anche con formazione e sensibilizzazione, sono i manager, non gli operai stressati: è l'organizzazione che stressa, e dalla quale si deve partire.
Speriamo comunque che presto escano anche le linee guida...
no, non sono la stessa cosa. L'accordo europeo del 2004 che è stato recepito a giugno dall'accordo interconferderale li separa nettamente. La legge 81 parla di fattori di rischio psicosociale, l'inail di fatto indennizza danni dovuti a mobbing, l'ispesl - che è poi l'altoparlante italiano dell'UE - si occupa prevalentemente di rischi psicosociali senza entrare nello specifico nè del mobbing nè del burn out.
Mi pare che convenga mantenersi sul generico.
Io sto diventando pazza! Prima mi ero orientata sul Karasek, ma nn lo trovo..poi ho pensato all'osi, ma avrei un n° elevato, troppo elevato, a cui doverlo somministrare e nn riesco a trovare la versione italiana del karasek..tu nn avresti modo di farmi avere una copia? Scusa la faccia tosta..ma rischio di dover farmi curare io le conseguenze dello stress da lavoro!
Ciao a tutti!
Stessa barca anche per me.... :Ops: ....gran casino insomma!!
Anche io stavo rivalutando e ripensando all'OSI...ma sinceramente non so cosa acquistare dle pacchetto.
Mi date dei consigli in merito... voi come vi state muovendo?!
Ciao a tutti!
Stessa barca anche per me.... ....gran casino insomma!!
Anche io stavo rivalutando e ripensando all'OSI...ma sinceramente non so cosa acquistare dle pacchetto.
Mi date dei consigli in merito... voi come vi state muovendo?!
ciao a tutti...
anch'io sto cercando di reperire materiale sullo stress lavoro correlato...è un gran casino!!!
tutti mi hanno parlato del karasek, ma daquanto leggo è praticamente irreperebile...mi potete dare qualche consiglio???
L'obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato è stato prorogato al 30 Giugno.
Dal sole 24h:
"Proroga mirata per la sicurezza. Sulla sicurezza lavoro il Cdm ha varato una proroga mirata. A gennaio 2009 entra in vigore l'obbligo di integrare la valutazione dei rischi aziendali alla luce di norme più puntuali fissate dal testo Unico sulla sicurezza lavoro, ma le imprese avranno 6 mesi di tempo per identificare i pericoli per i dipendenti collegati allo stress lavoro-correlato. Slitta sempre a giugno l'obbligo di assicurare data certa al documento sulla valutazione dei rischi e alle conseguenti sanzioni."
All'interno del cosidetto "milleproroghe" passa anche la proroga per la valutazione dello stress correlato: si ha tempo fino al 30 giugno per effettuare la valutazione.
E ora vediamo di quagliare sulle procedure! :approved:
Saluti a tutti.
Ciao!io sto facendo un tirocinio in uno studio a Milano dove ci si occupa proprio dello studio dello stress e ansia sia da un punto di visa clinico che aziendale...non posso fare pubblicità, ma se avete bisogno contattatemi nel privato!!!ciao ciao
Ciao.
Il test della PRIMA lo conosco in quanto ho frequentato il corso con Ege e sono abilitata a somministrarlo. Però non credo sia quello che cerchi perchè quello è un test che serve per la valutazione del danno da mobbing in termini monetari. Prova invece il MOHQ (questionario multidimensionale sulla salute organizzativa) di F. Avallone in collaborazione con l'OISORG (osservatorio internazionale sulla salute organizzativa). Non è a pagamento perchè lo puoi richiedere in quanto psicologa. E' però un po' complicato in quanto ad elaborazione dei risultati, che loro fanno - a pagamento o al limite, se permetti l'utilizzo dei risultati per la loro banca dati, ti aiutano loro. Comunque è uno strumento validissimo.
Fatti un giro sul sito di TIVA o dell'OISORG, se sei di Roma, contatta direttamente Avallone.
Ciao.
Buongiorno a tutti!
Sono una psicologa e da poco ho cominciato ad occuparmi di valutazione dello stress lavoro correlato. Ho letto molto ma anch'io ho grossi dubbi circa lo strumento da usare, mi sembra che il Karasek sia tra i più accreditati, ma sto cercando uno strumento più agile (soprattutto per quanto riguarda l'analisi dei dati..).
Mi interessava sapere come impostare la relazione, qualcuno può aiutarmi?
nella mia zienda non usiamo nessun test facciamo solo dei focus group
Se qualcuno è interessato posso fornire io un questionario validato per la valutazione dei rischi psicosociali e dello stress lavoro-correlato. Fornisco anche l'elaborazione generale dei dati. Unica condizione è la tempestiva restituzione dei risultati e la conoscenza del collega che farà la somministrazione. Chi fosse interessato mi contatti in pvt che fissiamo un incontro a Firenze...
Da quanto mi risulta il questionario non è l'unico strumento che si può utilizzare, infatti non ci sono linee guida che lo richiedano espressamente ed è per questo che sono alla ricerca di una valida alternativa...
Potresti spiegami meglio come ti muovi tu e come sono strutturati i focus group che organizzi?
Ti lascio anche la mia mail: [email protected]
Grazie!
ciao eat, io sono una nuova iscritta ma ho seguito il vostro forum sull'argomento a cui sono molto interessata, di che tipo di test si tratta quello di cui parli? tra l'altro io sono di firenze, ma non ho capito come si fa a contattarci in privato..
a firenze???io sarei interessata ma sono di roma...
La mia mail per chi volesse è [email protected]. Chiaramente come ho già detto dobbiamo incontrarci di persona perche possa spiegarvi lo strumento. In linea di massima fornisce un indice di rischio su media 100 e deviazione standard 15 basato su cinque indicatori di malessere. Dopo opportuna analisi del campione a rischio si procede con l'individuazione delle fonti (nove classiche dimensioni). La reportistica è chiaramente una cosa da fare sulla base delle esigenze aziendali.
Il questionario non è l'unica via ma è la privilegiata se si hanno grandi numeri (n>50) e se si vuole mettere a confronto i punteggi per una più precisa individuazione dei soggetti a rischio.
Misure qualitative (vedi focus group) sono molto utili in una fase esplorativa, quando cioè voglio crearmi delle ipotesi o approfondire con una scaletta semistrutturata alcune dimensioni che sono peculiari del contesto d'indagine.
Mi risulta difficile però immaginare di estrapolare informazioni oggettive e compiere confronti quando le variabili da considerare non sono quantificabili. La legge non parla di strumenti precisi ma dei mezzi di ricerca più all'avanguardia possibile. Direi che i questionari sono materia scientifica nostra e quindi sono propenso sempre al loro utilizzo là dove le condizioni lo rendano necessarie, ma anch'io son convinto che non ti dicono nulla di utile senza un intervento sul campo e un contatto diretto con i lavoratori.
Comunque nel DVR ancoraggi a misure oggettive dovrebbero esserci essendo un documento ufficiale. Non so quanto i RSPP siano felici delle sbobinature dei focus o delle percezioni accese di qualche sindacalista in erba :asd: !!!!