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Originariamente postato da neuromancer
"Già.. direi che la natura ci ha predisposti filogeneticamente per i meccanismi di evasione del dolore"
non sono daccordo con il termine "evasione", lo sostituirei con il termine "attenzione al dolore", uno schema specifico comportamentale innato e sviluppato nell'esperienza. evolutivamente l'organismo registra costantemente i valori di equilibrio omeostatici, l'attivazione del dolore è un segnale elettrochimico che desta l'attenzione su un parametro sfasato.
non si tratta quindi di ricerca del piacere ed evasione dal dolore.
parlavo di una situazione di precarietà intollerabile per il soggetto... quindi non della funzione del dolore in sé ma del modo istintivo di fronteggiare il dolore quando diventa intollerabile: diventa piacevole... ha un senso anche questo evolutivamente parlando...
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Originariamente postato da neuromancer
"a dire il vero la distinzione tra natura e cultura diventa drammatica qualora la prima viene cannnibalizzata dalla seconda"
contestavo l'utilizzo dell'espressione "la natura predispone".... la natura come una personaggio staccato dall'uomo che agisce come un burattinaio e le sue marionette...
ma io non credo di aver usato quell'espressione... va beh..
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Originariamente postato da neuromancer
"il dolore è meglio strutturato filogeneticamente a livello cerebrale rispetto al piacere"
esattamente.
:)
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Originariamente postato da neuromancer
"analogico e digitale sono due belle metafore che possono suggerirci due diverse modalità di computazione e di rappresentazione"
non andrei oltre, se no potremmo dire di tutto quando invece non esistono soltanto i processi cognitivi. e poi dovremmo allora cominciare a spiegare cosa è intanto il pensiero... insomma cerchiamo di tenere a bada l'uso delle metafore. il pensiero ha innnumerevoli declinazioni.
no non credo che esista una forma di coscienza retroattiva. piuttosto non voglio continuare a utilizzare la terminologia annni sessanta della teoria dell'infomazione e dell'informatica "digitale vs. analogico".
il pensiero è un po' diverso da un nastro elettromagnetico di una videocassetta e da una piastrina di silicio.
ok, allora parliamo di rimosso e cosciente? va bene? decidi tu...
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Originariamente postato da neuromancer
penso piuttosto che vi sia una coscienza primaria che è lo stato di consapevolezza del mondo eccetto quella di essere una persona, di avere una identità, di avere una biografia. Edelman direbbe consapevolezza di immagini mentali del mondo (alcuni animali ce l'hanno, ovviamente senza linguaggio nè semantica).
e una coscienza di ordine superiore, secondaria, quella che riguarda le conoscenze estese per dirla alla damasio, noi che abbiamo un modello di identità personale, che sappiamo di essere noi stessi continuamente nel tempo, ciò che eravamo ieri siamo oggi (credimi è molto affascinante questo passaggio), la coscienza secondaria è il riconoscimento di noi stessi, del mondo, del tempo concettuale, è la sede delle cosidette funzioni metacognitive.
siamo coscienti di essere coscienti.
"il sentimento del piacere paradossale è costituito dal reclutamento dei centri del piacere quando quelli del dolore sono saturi"
sai dirmi dove stanno i centri del piacere e del dolore? avresti fatto una scoperta straordinaria nella storia delle scienze.....
non ho scoperto niente io... faccio riferimenti agli studi di Gianluca Mattioli...
i centri del dolore e piacere sono distribuiti nel cervello limbico...
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Originariamente postato da neuromancer
"saturi"? siamo ancora ad una concezione idraulico-energetica ottocentesca della mente?
al contrario, si parla di soglie cerebrali e non di pulsioni... che centra la termodinamica con la saturazione di una zona cerebrale? possiamo dire "piena operatività" se ti gusta di più...
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Originariamente postato da neuromancer
"tronco dell'encefalo genera un sintomo"
i sintomi li creiamo noi con le nostre teorie... il tronco encefalico è una classica denominazione dell'archipallio. la struttura cosidetta rettile... dove sono concentrati una serie di circuiti neurofisiologici antichi che partecipano alla regolazione dei principali equilibri omeostatici.
perchè le nostre teorie dove stanno? nell'etere o nel nostro cervello?
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Originariamente postato da neuromancer
"tutte le emozioni classificate si dividono in 2 sole categorie: emozioni piacevoli e spiacevoli"
che triste riduzione! le emozioni sovrvaordinate da due sole etichette? credi proprio che il mondo emotivo sia così ridotto? è una concezione che aveva un grande divulgatore culturale come Freud. oggi sappiamo che le emozioni sono moltissime e tutte con specifiche funzioni regolatrici e di informazione sul nostro organismo, sui nostri processi cognitivi, sui nostri comportamenti, sulle nostre conoscenze semantiche, ect ect.
come categorizzeresti un'emozione come la tristezza?
leggera precarietà? :D
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Originariamente postato da neuromancer
spiacevole quanto la rabbia
la rabbia non è un'emozione ma un sentimento... paradossale.
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Originariamente postato da neuromancer
o il disgusto?
il disgusto corrisponde ad un lievissimo dolore :D
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Originariamente postato da neuromancer
il senso di colpa, di vergogna?
spesso il senso di colpa è un sintomo, segnale di pericolo nei confronti del desiderio trucido rimosso
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Originariamente postato da neuromancer
e la timidezza
idem
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Originariamente postato da neuromancer
, la pudicizia, la delusione, il disprezzo?
bla bla... semplicissimo...
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Originariamente postato da neuromancer
e tantissime altre importantissime, e mettiamo da parte le ricerche, anche da un punto di vista clinico non credi che sia piuttosto lacunosa la preparazione di un terapeuta che non tenesse conto del valore conoscitivo e sintomatico di ciascuna irriducubile emozione?
sicuramente è utile conoscerle anche come sono state studiate e come sono presentate nei manuali di psicologia che ci fanno studiare......
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Originariamente postato da neuromancer
scusami, è un argomento che mi sta molto a cuore, quello delle emozioni. nei manuali di psicologia e similia le emozioni sono spesso state trattate come qualcosa di cui bisogna trovare una solzione, l'elemento irrazionale che irrompe nella vita quotidiana e crea i disturbi psichici.... quantità energetiche non sufficientemente incanalate, irruenti, torrenti che salgono non si sa da dove e fuoriescono se tutto va bene dopo dieci anni di analisi....
vorrei sentire la vostra sulle emozioni, e ricordiamoci anche del tempo. secondo me ripeto con relazioni incredibilmente imprevedibili e stimolanti.
ciaz
ciao