Io penso fermamente di sì !
Ho da tempo pensato che inserirò nel mio studio diverse piante......
Il verde e la natura rilassano, penso facciano sembrare l'ambiente più accogliente e quindi più adatto ad aprirsi......
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Io penso fermamente di sì !
Ho da tempo pensato che inserirò nel mio studio diverse piante......
Il verde e la natura rilassano, penso facciano sembrare l'ambiente più accogliente e quindi più adatto ad aprirsi......
questo lo sapevo anch'io ricordo una ricerca in psicologia ambientale dove dei pazienti di una clinica che avevano le finestre sul verde rispetto al gruppo di controllo sembra che guarissero prima..... ho letto anche molte ricerche sul verde pubblico ed in più mi sembra di ricordare che il colore verde è riposante.... mi rimane un pò l'indecisione su quali piante mettere... vorrei optare per qualche bonsai.... oppure qualcosa con i fiori per regalarli agli utenti in modo di metterli di buon umore... in più per tornare alle affordance possiamo aggiungere che alcune piante emanano anche un buon odore...... che ne pensate di usare gli odori (profumi) come affordance in ufficio? qualcuno di voi per caso usa profumi nel proprio studio? quali potrebbero essere i profumi indicati per le nostre utenze?
No. L' ambiente olfattivo deve essere asettico come il vestito! E se poi i clienti sono allergici? A parte gli scherzi, lo studio secondo me, prima di tutto deve essere accogliente per chi ci lavora. Se dovrò starci 8 ore al giorno è normale che rappresenti il mio stile, il mio senso dell' estetica. E' molto importante anche ricordarsi a quale modello epistemologico si fa riferimento. Un sistemico potrà disporre nel proprio studio un sei, sette sedie a cerchio con un tavolino basso al centro.. magari uno specchio unidirezionale e dispositivi per la videoregistrazione; un ipnotista delle poltrone pieghevoli per facilitare il completo rilassamento muscolare e respiratorio del cliente; ecc..
Poi, per il resto, sono sempre dell' idea che nel momento in cui si pensi che qualcosa dell' arredamento possa essere poco gradito al cliente, si fa la cosa "più ovvia": si domanda. E' confortevole per lei questo ambiente? La mette in difficoltà questa scrivania fra di noi? Secondo lei, queste sedie sono comode o stancano presto? A me pare che ci sia poca luce, lei che ne pensa? Se qualche giorno dovesse capitare di uscire da questa stanza e incrociare persone nella sala d' attesa, le darebbe fastidio? C' è questa pianta qui che non vuole crescere, lei se ne intende di piante? La prossima volta, quando verrà con quella "peste" di suo figlio, mi consiglia di nascondere qualche oggetto? E se non lo togliessi cosa potrebbe fare?
ciaociao
anche io penso che per quanto riguarda gli odori e i prifumi sia "pericoloso" scegliere e in realtà imporre ai nostri clienti un qualcosa che noi riteniamo oggettivamente bellissimo ma che a loro potrebbe dar fastidio o ricordare in extremis situazioni spiacevoli....
Non dimentichiamo che la memoria olfattiva é la più antica.....
e i gusti in fatto di profumi (anche per i fiori) sono tantissimi.....
Dunque sì al verde, ma con piante non odorose !!!!
fatto! già, per risolvere questo problema.... ho optato per due stupende piante finte! ;-) così ho risolto sia il problema della manutenzione che quella degli odori... 2 piccioni con una fava.... cmq il cruccio di mettere un bonsai mi rimane.... oppure qualche pianta grassa...
cmq sul discorso degli odori pensavo di trosformare i vizi in virtù nel senso che siete sicuri che aromi quale il pane fresco, i cornetti caldi ecc.. non possono essere di facilitazione terapeutica con pazienti anoressici? a volte quello che è sgradevole per delle cose può essere gradevole per altre... io intendevo questo odori che potrebbero aiutare il setting.... magari anche incensi.... capisco la soggettività sugli aromi.... ma nel caso dei disturbi alimentari qualcuno può essere facilitatorio per la terapia.....
...se ha le spine forse il suo significato simbolico non é dei migliori.....
Perché non un bel rampicante ( tipo edera) rigorosamente finto, da mettere su un mobile alto perché i rami verdi possano "incorniciare" i lati ?
....per i disturbi alimentari.......
Con pazienti anoressiche o bulimiche rischieresti di creare un turbine di emozioni molto probabilmente sgradevoli, più vicine al panico che al sollievo......
si infatti ho usato 2 anfore grandi per vasi e come pianta finta un edera bianca rampicante che scende lungo i bordi dell'anfora...... bè cmq la pianta grassa ha un bel significato..... nonostante l'aridità del terreno e la trascuratezza le piante grasse riescono a crescere maestosamente riescono a dominare anche i terreni più sfavorevoli.... i climi più aridi.... di certo hanno un significato ben diverso dall'orchidea che dura un giorno.... ma non è detto che il significato della pianta grassa sia negativo.... altresì ho visto ricerche diciamo un pò opinabili sulla scia delle pet terapy che mettevano in risalto gli effetti benefici dell'esposizione ad un acquario.... possibilmente tropicale..... la terapia facilitata da questi animali acquatici tipo delfino, orca, pesci rossi, ecc... andava sotto il nome di ittoterapia, quello che differenziava i pesci nella pet terapy da altri animali tipo cavalli, cani ecc.. è il fatto che il pesce rimane un animale non stressante non nervoso poco comunicativo quindi per determinate patologie è più indicato di altre specie animali... io a mettere un acquario in ufficio ci ho pensato molte volte.... però mi manca un impulso decisivo.... penso sempre che a qualcuno potrebbe salire l'angoscia nel vedere dei pesci prigionieri dietro 4 lastre di vetro..... quindi non capisco se inserire un acquario sia in qualche modo realmente rilassante, distensivo, o se sia solo un capriccio estetico come il terapeuta che si attacca alle pareti un quadro otto dix perchè giusto si abbina con gli arredi....
personalmente voi cosa ne pensate dell'acquario nello studio?
girano voci che gli antisociali amano spaccare gli acquari degli studi privati.. e poi i dissociati hanno la tendenza ad immedesimarsi con i pesci, quindi smetterebbero di parlare. La pianta finta potrebbe avere un significato simbolico archetipico pericoloso, il paziente psicotico potrebbe pensare che tutta la terapia è finta come la pianta e lo studio. Il bonsai è una metafora pericolosa per i naniti.. si può abbeverare quanto si vuole ma non cresce mai.
Una domanda Yezidism, tu ed un tuo amico vi trovate sulla tua barca in un mare in tempesta. Il tuo amico non sa nuotare e spera in te perchè sei l' unico che potrebbe portarvi in salvo. Pensi che sia più utile togliere l' acqua da sotto i piedi del tuo amico oppure accendere il motore, virare e ritornare alla terra ferma?
Tutto ciò che ruota in torno alla terapia vera e propria e alla professionalità del terapeuta conta poco......ma quel poco non é comunque nulla, dunque perché non tenerne conto ?!
si una cosa simile mi è capitata..... ci facemmo una barca io ed un mio amico che nn sa nuotare per andare a pesca..... questo mio amico nelle prime uscite si accorse che oltre a non saper nuotare aveva anche il mal di mare, in più aveva paura delle onde.... nsomma morale della favola decisi di vendere direttamente la barca..... pensai che se dovevo fare il terapeuta ogni volta che uscivo in barca per andare a pesca con il mio amico sarebbe stato più professionale fare un proggetto di veloterapia da proporre ai vari comuni della costa..... in modo di abinare l'utile al dilettevole.... anzichè pagare darsene, comprare carburante ed assistere a psicodrammi su una barca di 5 metri alle 3 di notte col mare mosso a 6 miglia dalla costa..... tu scherzi ma il melodramma che fai come esempio io l'ho vissuto in realtà penso una trentina di volte...... e se in quelle situazione non si mantengono i nervi saldi ti garantisco che nn sono belle esperienze..... soprattutto se arriva il panico...... per salvare uno in acqua che nn sapeva nuotare una volta ho dovuto prima tramortirlo con un pugno e poi trascinarlo a riva altrimenti era talmente preso dal panico che trascinava giù anche me.....
ciao Petunialueta, non ho mai detto che bisogna non tenerne conto o che conta poco; ma affermare ad esempio, che l' odore forte di una pianta provochi ricordi spiacevoli nella stanza di terapia e che è quindi meglio evitare ...Citazione:
Originariamente postato da petunialueta
Tutto ciò che ruota in torno alla terapia vera e propria e alla professionalità del terapeuta conta poco......ma quel poco non é comunque nulla, dunque perché non tenerne conto ?!
(cito te in questo caso.. ma potrei farlo anche con altri interventi)Citazione:
anche io penso che per quanto riguarda gli odori e i prifumi sia "pericoloso" scegliere e in realtà imporre ai nostri clienti un qualcosa che noi riteniamo oggettivamente bellissimo ma che a loro potrebbe dar fastidio o ricordare in extremis situazioni spiacevoli....
dove ne può parlare il cliente se non nelle conversazioni psicoterapeutiche? E' vietato provare emozioni spiacevoli in uno studio? Non se ne può parlare?
Io considero questa discussione utilissima nel momento so che se io affermo che il quadro di Dalì potrebbe essere sconveniente perchè suscita scompensi emotivi a certi utenti, siamo consapevoli che stiamo solo 'sviscerando' dei nostri pregiudizi su ipotetiche situazioni e che questo ' svisceramento' risulti utile nel momento in cui effettivamente il cliente racconta di essere turbato dal quadro di Dalì che ho appeso. Per come state avviando questa discussione, sembra che sì 'sviscerate' i pregiudizi però poi questi precludono a priori la possibilità di parlarne con chi vi sta di fronte. A poco a poco, ogni pezzo dell' arredamento che avete citato era destinato a scomparire (quello può provocare manie a quel tizio, quell' altro può favorire un trasfert sfavorevole a caio...); insomma alla fine tutto e niente può essere 'disturbante' per le persone e che si fa allora? Chiudiamo lo studio e ci apriamo un pub, oppure arredo lo studio con i miei gusti e nel momento in cui il cliente mi domanda spaventato della chitarra appoggiata all' angolo del muro, iniziamo a conversare su questa paura?
Non andresti a trovare un amico solo perchè ha in casa un quadro inquietante, colori delle pareti stancanti, piante troppo profumate o un acquario?
Quando parlo dei "miei gusti" naturalmente, questo dovrebbe essere contestualizzato comunque ad uno studio professionale. In questo caso eviterò di appendere il poster degli U2 o di Madonna, ma potrò mettere la chitarra. Se sono un appassionato di balestra è ovvio che non la metterò in bella mostra. Se so che a me la vista e l' odore dei fiori mi rilassano, mi danno l' idea di poter lavorare bene, almeno due vasi li metterò. Se un bis-nonno mi ha regalato un megaorologio a pendolo che ticchettia ogni secondo e ogni ora urla un "dong", lo metterò in casa (rotto) piuttosto che allo studio. Questi sono un pò dei miei pregiudizi che parlano di me e delle relazioni che io ho con certi oggetti, non miei pregiudizi sugli oggetti che potrebbero avere un effetto su altre persone; c'è una grande differenza.
ciaociao
ciao accadue... infatti quello che tu dici per me è sacrosanto... se vedi il mio ufficio ti spaventi.. ho le pareti alte di 4.5 metri tutte completamente bianche... ho solo 2 scrivanie, in una ho il pc e l'altra è vuota... poi ho 3 sedie e una sdraio classica da mare.... non so se è giusto inserire una libreria, un armadietto, un quadro, un acquario... per adesso ho messo 2 piante finte... ma l'ambiente mi sembra ancora molto asettico..... la stanza è grande e voluminosa.... proprio come dici tu mi viene una sorta di paura nell'inserire qualcosa... perchè inizio a pensare che potrebbe essere distorsivo per il setting.... ora mi sto cominciando anche a stranire nel pensare se sia ok installare un condizionatore.... penso che almeno il discorso delle temperature non dovrebbe essere spinoso.... anche se a volte in certi studi terapeutici in inverno ho trovato temperature che sebravano le maldive e a me sinceramente dava fastidio..... sto cercando un modo per rendere accogliente lo studio ma ti garantisco che non è impresa facile..... anche perchè vuoi sia uno stereotipo ma a volte sento clienti di psicologi che più che parlare delle terapie e degli approcci parlano solo di quanto sia bello lo studio del loro psicanalista! ciò mi fa pensare che la gente comune pensa che lo psicologo più abbia lo studio bello più sia bravo..... ma allora mi domando come fanno certi colleghi a rendere il loro studio oggettivamente bello?
posso dire una cosa?
ma davvero ci pensate così tanto a come arredare lo studio?
io sono andato all'ikea e ho scelto sulla base dei miei gusti personali senza pensare troppo...
anche perchè poi le persone che vengono nello studio poi ne escono anche ed è fuori che passano la maggior parte del tempo e possono incontrare il quadro di dalì o qualsiasi altra cosa li possa turbare...
insomma oltre al fatto che lo studio sia accoliente e pulito non me la menerei troppo... in fondo è inevitabile che i posti che abitiamo parlino di noi e anche renderlo asettico direbbe cmq qualcosa di noi...
per dire questa estate ho fatto il cammino di santiago e ho appeso un poster sul cammino e la compostela che è l'attestato che ti danno quando l'hai completato... magari questo potrebbe dire di me delle cose... ma se crea qualche elemento di discussione col paziente tanto meglio... forse però è anche il setting del mio orientamento che è abbastanza soft e poco strutturato...
boh... va beh volevo solo darvi la mia opinione... in questo periodo sono un po' compulsivo su questo forum...
ciao ad accadueo che è da tanto che non incrociavo!
si vincent... tu hai fatto una scelta... hai improntato lo studio secondo un tuo gusto... lo ritengo coinvolgente anche perchè hai messo un attestato tipicamente religioso.... quindi chiunque entra sa di trovarsi di fronte ad un cristiano... per me è lecito... ma qualcuno già fece storia sul crocifisso nelle scuole.... ora che ognuno di noi sia libero di appendere simboli religiosi nel proprio studio è giusto... non so se per chi entra sia giusto..... un paziente potrebbe rispondere che se ha bisogno di fede va in chiesa non dallo psicologo.... poi che il fatto di avere volutamente improntato da un indirizzo a sfondo di fede il proprio setting è altrettanto lecito secondo me... anche se poi rimane ristretto solo ad un particolare setting di utenza..... esempio estremo del terapeuta che si occupa della fobia di qualche fedele nella pratica della confessione cristiana..... ovvero un fedele che non riesce a fare il sacramento della confessione per qualche motivo... oppure è sociofobico e quindi non riesce ad andare a messa..... capisco che tu vincent hai scelto la strada della personalizzazione dell'arredo dell'ufficio... e ti garantisco che sei in buona compagnia perchè secondo me circa il 90% degli psicologi ha già seguito la tua scelta.... basta dare uno sguardo soprattutto agli studi dei terapeuti dei vip..... quello che cercavo di capire è se era possibile creare uno standard.... almeno dei criteri standard magari suddivisi per orientamenti...... già merita un discorso amplissimo quello delle luci.... che tipologie di luci usare.... come categoria professionale siamo la reggina nello studio della percezione, della sensazione e delle emozioni, nessuna categoria professionale conosce meglio di noi gli aspetti di: ergonomia, percezione, sensazione ecc...
abbiamo milioni di ricerche che riguardano l'interazione con l'ambiente e lasciamo viceversa ai nostri umori l'organizzazione delle nostre variabili sull'arredamento.....
mi domando se con tutte le conoscenze che abbiamo in merito si possa creare un minimo di standard poi chi lo vuole adottare lo adotta chi no sceglie la personalizzazione ma almeno che sulla carta esista uno standard riconosciuto....
mi riferivo sopra alle temperature dell'ufficio perchè cmq lessi che c'è una regola in psicologia ambientale che dice: all'aumentare della temperatura aumenta l'aggressività...... poi dopo mi sembra una certa soglia si arriva alla spossatezza fino allo svenimento..... ci sono poi altri discorsi per le basse temperature...
quindi non mi sorprendo se un cliente reagisce aggressivamente nello studio del proprio terapeuta a 36° gradi di gennaio.... la stesura di un vero iso per quanto riguarda lo studio secondo me neutralizzarebbe anche alcune spiacevoli variabili di carattere ambientale che potrebbero incidere sulla relazione e sul setting.... per esempio nessuno mi viete di usare una lampada rossa, ma uno standard mi permetterebbe di capire perchè sia più indicata una lampada bianca.... lasciandomi poi sempre la libertà di usarla rossa se proprio sono obbligato per questioni di setting....
sai qual'è il bello? che io non sono credente... e il cammino l'ho fatto per altri motivi...
torno a ribadire dallo studio poi si esce... quindi insegnare un po' di tolleranza alla frustrazione non fa male.
Se no magari il paziente sta benissimo a 23 gradi, con le lampade bianche, e le poltrone blu....
ma poi quando si trova sul tram a 36 gradi in piedi e con la gente che lo urta, fa un po' fatica a generalizzare...
in pratica il paziente si deve sentire libero di discutere con me qualsiasi cosa lo turbi all'interno del mio studio...
ciao accadue... mi hai letto nel pensiero per adesso sto completamente nella seconda posizione... la secondo foto sembra la fotocopia del mio studio..... ma anche la seconda foto ovvero le condizioni del mio studio basta introdurci un bonsai ed un tavolino basso e abbiamo realizzato quello che è il massimo in eleganza inteso dalla cultura nipponica..... difatti la differenza delle due foto (2 tipi di studio) secondo me mettono in risalto la prima la cultura occidentale e la seconda quella orientale capisco che altresì la seconda tipologia sia più riflessiva più meditativa più introflessa esattamente come lo sono le culture dell'estremo oriente, viceversa la prima foto appare più come un ambiente relazionale, comunicativo, socializzante esattamente come le culture occidentali... un pò come passa la differenza tra un convento eremiti ed una chiesa dove si fa messa....
io personalmente come approccio sono cognitivo in campo clinico opto per gli approcci cognitivo comportamentali e non disdegno lo skinnerismo..... mi interessa anche la bioenergetica i disturbi alimentari la psicosomatica....
una cosa che dici mi ha colpito.... il cammino... ovvero il fuoco.... io c'è l'ho nell'altra stanza... non l'ho voluto nella mia perchè a volte può fare fumo e che faccio proibisco di fumare nello studio e metto un camino che può affumicarmi la stanza? però mi rimane il fascino del fuoco..... molte persone mi dicono che il fuoco acceso da compagnia..... molte volte ho pensato da cosa dipendesse questo legame innato tra l'uomo ed il fuoco.... perchè un cammino è sempre affascinante.... sembra scritto quasi nel nostro dna.... pensare poi che esiste la piromania.... dico per spiegarmi: anche il termosifone, il condizionatore, la stufa scaldano ma perchè non abbiamo con loro lo stesso legame emotivo che abbiamo con il fuoco del cammino? cos'ha il fuoco di così particolare per la nostra specie?
a me il primo mette un'ansia terribile mamma mia..
con quella foto orwelliana che incombe alle spalle...terribile!
comunque io il camino non lo metterei in studio..avevi pensati di metterlo sul serio?
bè se uno è un terapeuta classico, con il tipico lettino, il classico freudiano... un caminetto non guasta.... magari anche un gatto in una cesta vicino al cammino che sonnecchia in penombra... un arredamento con molto legno e luci molto soffuse tipo candela... moquette rossa o palquette... un ambiente quasi ipnotico e rilassante... magari qualche sedia a dondolo....
cmq io ho deciso di aderire al secondo schema...... ecco perchè ho eliminato il cammino... preferisco più uno stile orientale... un minimalismo zen.... tutto lo spazio vuoto per me rappresenta il cliente.... il cliente riempe lo studio e gli da forma.... in sintonia con la filosofia zen vorrei optare per un ambiente fatto di profumi, colori e suoni.... tutti stimoli ambientali più naturali per interagire con l'ambiente cliente.... inserire libri, riviste, titoli, può far capire quello che sapete in modo tale da far capire anche quello che non sapete.... un pò come faceva il discorso sirri sui bigliettini da visita... nel senso che molti considerano il bigliettino da visita un brouchure.... così penso valga per lo studio... chi viene già sa chi siete... inutile tappezzare le pareti di mille attestati....
cmq una curiosità mi rimane... vorrei sapere se qualcuno di voi conosce come sia uno studio attrezzato per l'ipnosi? o meglio quali siano le migliori condizioni ambientali per meglio facilitare il metodo catarchico.....
aiuto, ma uno in mezzo a tutta sta roba riesce a focalizzarsi su di sè?Citazione:
Originariamente postato da Yezidism
in sintonia con la filosofia zen vorrei optare per un ambiente fatto di profumi, colori e suoni.... tutti stimoli ambientali più naturali per interagire con l'ambiente cliente.... inserire libri, riviste, titoli, può far capire quello che sapete in modo tale da far capire anche quello che non sapete....
cmq x molte cose son d'accordo con vincentvang :-)
Ho cominciato a leggere per caso e mi sono letta i vostri post dal primo all'ultimo. Faccio una domanda: Yezidism è tutto uno scherzo vero????
bè come la differenza che passa nell'entrare in una chiesa cristiana ed una ortodossa.... in quella ortodossa non c'è nulla che la croce l'altare e le panche per sedersi, in quelle cristiane a partire dall'entrata abbiamo giravolte, capitelli e frontespizzi interamente ricoperti di angeli, santi e beate... ce ne sono talmente tanti da rimpiccolire o quasi rendere secondario la figura di jesù e il crocefisso... ora i fedeli ortodossi o cattolici sono sempre dei cristiani... ma cambiando l'impostazione degli arredi dei luoghi di culto come cambia la loro relazione con chi porta la parola di dio? volendo essere maligni possiamo interpretare questa questione in ottica economica e poter dire che la chiesa cristiana risulta molto più ricca di quella ortodossa perchè un fedele cristiano in chiesa avrà minimo 10 postazioni per inserire le offerte ovvero 1 postazione delle offerte sotto il dipinto di ogni santo... di contro nelle chiese ortodosse essendoci solo la figura di cristo ci sarà solo una postazione per le eventuali offerte.... condiamo il tutto col fatto che anche le candeline che si accendono sotto i santi prevedono l'offerta.... e come facciamo a non dire che avendo più santi si hanno più feste di patrono quindi più processioni, più messe, più offerte, più utili....
Se cerchiamo di portare questo discorso sulla dicotomia cristiano/ortodossa relativa all'arredo ecclesiastico al contesto degli arredi psicologi possiamo dedurre che un ambiente più ricco si traduce inequivocabilmente in aumento di metodologie e quindi di aumenti economici.... ad esempio se ho un labrador in ufficio posso fare anche pet teraphy... se ho un camminetto posso inventarmi la piroterapia, con dei fiori la floraterapia.... insomma 2000 anni di arredi ecclesiastici cristiani ci hanno insegnato che paga avere un ambiente bello ricco a volte quasi caotico... come si dice più ho più posso usare....
volevo sapere voi cosa ne pensavate sulle scritte sui muri...... ovvero se è meglio attaccare un quadro ad una parete oppure scrivere una frase sensata o magari simpatica per mettere di buon umore... del tipo: "se credi di fare il furbo nel mentire al tuo psicologo sappi che questo ti costerà solo più soldi...." questo è un esempio.. quello che vorrei sapere è se mettere 5 o 6 frasi fatte ad arte non sia migliore di appendere dei quadri? io ad esempio ogni tanto pesno di mettere una frase.... ma nn so che impatto possa creare... datemi un parere voi la frase è la seguente:"Siamo Psicologi curiamo teste malate non teste di cavolo!" insomma delle frasi ironico simpatiche sia rivolte allo psicologo che al cliente un pò come gli aforismi o quelle che diceva freud nel motto di spirito e della sua relazione con l'inconscio... pensate che siano meglio dei classici quadri?
La mia domanda si fa sempre più pressante nella mia testa!!!:eek:
ma infatti secondo me stai iniziando a starparlare!!
teste di cavolo??????
ai pazienti?
non è mica una panetteria...
mettici anche "per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno"...così eviti che ti chiedano sconti!
e che ne pensi di...
"mio nonno campò cent'anni perchè si fece i ca@#@ suoi"?
magari se hai uno con un disturbo oppositivo o istinti suicidi per contrasto parla di più...
prova...il casino è che devi cambiare frase ogni volta che entra un paziente...oppure puoi fare così:
lunedì:solo nevrotici
martedì: istrionici
mercoledì: schizofrenici
....
così fai meno fatica...
mah..
aggiungo solo che l'espressione "teste malate" non è propriamente corretta e mi fa dubitare un po' sulla tua formazione specifica...
come pure il concetto di "inventarmi la piroterapia o floriterapia"...dovresti forse avere un presupposto più solido alle spalle...
che formazione hai?
mi incuriosisce...questo "eclettismo"...
Ok è uno scherzo....
ormai lo penso anch'io....
comunque complimenti...per un po' ci ho creduto, ma in quanto a simpatia strisci proprio per terra
Però...io pensavo....la piroterapia
....magari in casi estremi funziona!!! :asd: :asd: :asd:
dì la verità, Pollon, hai sparso un po' di polverina anche qui! ^^Citazione:
Originariamente postato da pollon2
Però...io pensavo....la piroterapia
....magari in casi estremi funziona!!! :asd: :asd: :asd:
cmq sono proprio curiosa di sapere se yezidism scherza o fa sul serio... :argh:
Vi sottopongo un problema, vediamo se la vostra creatività me lo può risolvere...
Dovrò dividere lo studio con dei medici e dunque non posso arredarlo liberamente. Il problema principale la coabitazione mi pone è quello di procurarmi un lettino che sia però pieghevole e facilmente toglibile/accantonabile quando lavorano gli altri.
Ho cercato soluzioni in giro, ma senza successo. Idee??
Per ora ci è venuto in mente:
- Poltrona comoda con poggiapiedi da unire, in modo il paziente ci si possa circa sdraiare. E' però visibilmente un triste ripiego.
- Lettino prendisole di legno decente, pieghevole (ma poverello e temo scomodo!)
Esistono chaises-longues pieghevoli?
scusa la domanda stupida... ma se non è sdraiato cosa succede?
io ho due normali poltrone... ed è una scelta non è un ripiego!
Con alcuni pazienti si sceglie il vis à vis (ovvero le due poltrone), con altri si può preferire l'uso del lettino. Vorrei avere il lettino (o un "surrogato" di esso!) per poter scegliere sulla base della terapia migliore per la persona e non per i vincoli ambientali.Citazione:
Originariamente postato da vincentvang
scusa la domanda stupida... ma se non è sdraiato cosa succede?
io ho due normali poltrone... ed è una scelta non è un ripiego!
(Mi è un po' difficile scrivere qui un trattato di teoria della tecnica sull'uso del lettino in psicoterapia/psicoanalisi!)
io il lettino pensavo di farlo in muratura.... solo che poi è fisso.... un pò come nella seconda foto di accadue....
quanto alle frasi... erano degli esempi che come al solito sono stati erronamenti presi non per esempi ma per vangelo....
quello che volevo sapere era semplicemente cosa ne pensavate di scritte umoristiche anzichè quadri..... se in un certo senso siano più confacenti ad un setting anzichè un quadro... insomma anche un pò di autoironia non guasta.... non a caso basta entrare in una stazione dei carabienieri per vedere che le pareti sono ricoperte di fumetti che li rappresentano nelle loro barzellette! Ritengo che queste barzellette predispongono cmq di buon umore quasi tutti quelli che entrano nelle stazioni dei carabinieri.... quindi viene usato dall'arma come un sistema per simpatizzarsi nei confronti dei cittadini.... anche cercando di carpirne la fiducia visto il buonismo che diffondo alcune barzellette su di loro....
io pensavo che con simili fumetti o frasi.... si potesse trovare come i carabinieri un modo simpatico per relazionarsi all'utente.... io non so i vostri approcci... il mio punto focale è quello di avere la fiducia del cliente.... di solito la guadagno con la simpatia, il divertimento e buon umore.... insomma mi definisco uno psicologo allegro.... uno a cui piace ridere spesso.... vuoi per fortuna o per sfortuna ho la capacità di trasmettere il buon umore a chi mi circonda.... al di là delle pseudoopinioni di qualcuno che non trova simpatia in me... i miei utenti e anche chi mi circonda non crederebbero mai a quella affermazione..... ora al di là delle pseudopinioni di qualcuno sulla mia simpatia..... mi serviva di sapere se ci sono altri psicologi che fanno uso di scritte o fumetti nel proprio studio..... mi rivolgo in particolare a chi pratica l'ipnosi...
le barzellette sono sui carabinieri..NON sui pazienti..scusa c'è un po' di differenza mi pare...e poi non colgo molto il nesso carabiniere-psicologo....non mi sembrano molto vicini come ambito nè come contesto...Citazione:
Originariamente postato da Yezidism
insomma anche un pò di autoironia non guasta.... non a caso basta entrare in una stazione dei carabienieri per vedere che le pareti sono ricoperte di fumetti che li rappresentano nelle loro barzellette!
se proprio non riesci a farne a meno..metti delle vignette sulla figura dello psicologo...possibilmente di buon gusto..magari lucy van pelt...è carina e non offende nessuno...
o su di te...magariuna caricatura..ma non sui pazienti, nè per carità delle frasi di quel tipo!!!!!!!!!
se non ti piacciono i quadri mettici delle illusioni ottiche piuttosto...o immagini di film famosi in cui c'è uno psicologo...non so...sto improvvisando..
bè mica male per improvvisare.... ai quadri 3d non ci avevo pensato..... si dovrebbero abbinare bene anche con lo zen... ovvio che mi riferivo allo psicologo da mettere nei fumetti... i carabinieri erano un esempio infatti nelle barzellette ci sono loro non gli arrestati... come per lo psicologo se si fa un pò di comicità si fa su lui non sul paziente.... per gli adulti non è difficile farli ridere e metterli di buon umore.... è più difficile con i bambini.... si hanno meno strumenti... ho visto dei psicologi che per mettere buon umore ai bimbi negli ospedali si vestivano da clown.... mentre ad un adulto basta una battuta o una frase ad arte sul muro per farlo ridere un bimbo è più difficile, per ridere ha un determinato tipo di linguaggio e vuole solo quello.... come per esempio cioccolatini, giocattoli ecc...
certo non dico estremismo nel senso di fare risoterapia.... ma come metodo per affiduciarsi, sciogliere il ghiaccio, ecc.. altrimenti il cliente/paziente può dirvi: "che ciò scritto giocondo sulla fronte!"
il troppo non va bene.... ecco perchè pensavo che magari un arredo abbastanza simpatico/divertente con magari qualche fumetto che autoironizzi in chiave comica la figura dello psicologo... dovrebbe essere in qualche misura oggettivamente accogliente.... per ora sono ancora fermo all'arredo zen con una sdraio da mare ripieghevole.... poi volevo sapere se c'è qualcuno di voi che usa il letto anzichè la poltrona per le sedute..... volevo sapere se il letto per l'ipnosi è più indicato della poltrona o sdraio come nel mio caso....
Ho sempre pensato che fosse più facile far ridere un bambino piuttosto che un adulto, sai dicono che sono ancora più ingenui e con meno difese da piccoli...credo che se un adulto è preso dai suoi problemi e tu gli fai una "bella battuta di spirito" rischi pure di prenderti un bel vaffa.....:swear:
dipende..... nel senso che bisogna saper discernere tra ridere, sorriredere e creparsi dalle risate..... un bambino è facile farlo sorridere ma non farlo ridere a crepa pelle.... ovvio come dicevo sopra e come dici tu che il ridere, sorridere e crepa pelle non sono terapie ma supporti per facilitare la relazione col cliente/paziente..... quando parlo vi prego di non prendere quello che dico come riferito per forza al psicanalista dell'io.... io intendo anche lo studio di uno psicologo del lavoro che non ha pazienti ma bensì clienti/utenti.... quindi quando mi riferisco a barzellette, aforismi, risate non mi riferisco di certo ad una relazione psicologo dell'io/paziente depresso ma ad un livello più astratto come psicologo/utente dove per psicologo può stare quello del lavoro, dello sviluppo, sperimentale ed infine quello psicoterapeutico...... e dove per utente ci può stare: bambino, lavoratore, sportivo, soggetto sperimentale, azienda, depresso, ecc....
quello che conta qualsiasi sia il tipo di psicologo e qualsiasi sia l'utente è instaurare una relazione di fiducia e stima reciproca....
avevamo iniziato con il proporre una metodologia generale di arredi o suppellettili che servissero allo psicologo magari nel primo incontro per rompere il ghiaccio con l'utente, cesta di giochi se sono bambini, caffè, tè, cioccolatini per gli adulti....
Abbiamo altresì delineato l'ergonomia dell'ambiente mediante le percezioni.... prendendo in considerazione: profumi, suoni, temperature, ecc...
Stiamo passando in rassegna le varie tipologie di lettini e poltrone.......
ci siamo soffermati sul fatto del buon umore......
adesso vorrei fare la domanda sul telefono.... voi quando siete con il: cliente/paziente/utente lasciate il telefono acceso? se siete con l'utente e vi squilla il telefono cosa fate?