Credo che si dovrebbero scindere il topic del senso della vita dal topic della critica all'evoluzionismo.
Uhm, ma forse parlo troppo presto :P in fondo son giusto due post a riguardo
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Credo che si dovrebbero scindere il topic del senso della vita dal topic della critica all'evoluzionismo.
Uhm, ma forse parlo troppo presto :P in fondo son giusto due post a riguardo
ma cos'è il "senso"??
Dimenticavo: qualche link ricco ed interessante anche per te :)
http://www.pandasthumb.org/
http://www.geocities.com/CapeCanaveral/Hangar/2437/
Citazione:
Originariamente postato da Isildur
Credo che si dovrebbero scindere il topic del senso della vita dal topic della critica all'evoluzionismo.
Uhm, ma forse parlo troppo presto :P in fondo son giusto due post a riguardo
si stavo notando la stessa cosa... però mi son detta: ok, per ora stiamo "criticando" l'evoluzionismo che era partito come spunto per dare un senso alla vita.....
Citazione:
Originariamente postato da Lpd
Ripeto, non scambiamo le teorie scientifiche con miti o filosofie.
Non mi è invece chiarissimo il riferimento alle "scimmie quanto meno in trasformazione" :confused: , ma fammi capire: secondo te l'Homo Sapiens NON fa parte dei Primati, ed è stato creato "sic et simpliciter", fuori dalle leggi di natura e dell'evoluzione ? :)
Ti faccio un esempio tra i tantissimi possibili.
Gli occhi con cui stai leggendo queste righe sono "macchine fisiologiche" straordinariamente sofisticate che permettono un'elevata fitness adattativa con l'ambiente circostante; tali occhi si sono evoluti e diffusi, con alcune differenze, nella maggior parte del mondo animale, a partire dai semplici recettori luminosi presenti nei più antichi invertebrati (che nell'arco di milioni di anni e con l'evoluzione delle nicchie ecologiche si sono via articolati e perfezionati nel riconoscimento di ulteriori informazioni ambientali: dal movimento, alle forme, al colore).
Una teoria non evoluzionistica della realtà non può limitarsi a dire, in negativo, "mancano forse alcuni fossili per avere un quadro coerente e definitivo dell'evoluzione del nostro genere e specie",
L'evoluzionismo NON è certo dimostrato da un paio di fossili, ma da TUTTA la realtà biologica che ci circonda, e di cui siamo "fatti" noi stessi... dal macrolivello strutturale al microlivello molecolare e genetico. In uno schema evoluzionistico tutto diviene coerente, mentre in uno schema antievoluzionistico ogni singola molecola, cellula, tessuto, essere vivente o specie diverrebbe prova esplicita di incoerenza e di "impossibilità" logica e scientifica. :)
Ciao !
Lpd [/B]
Lpd, non nego l'evoluzionismo, non nego la scienza ma mi chiedo: il senso della vita è scientifico? tutto qui? non credo, perchè la scienza 1 cosa importantissima non sa spiegarla fino in fondo, resta un mistero...: dove finiamo quando muoriamo?
Ma com'è che tanta gente si preoccupa tanto di dove ansrà a finire da morta e non sembra importargliene granché di cosa le succede da viva?Citazione:
resta un mistero...: dove finiamo quando muoriamo?
Buona vita
Guglielmo
Già detto :PCitazione:
Originariamente postato da Willy61
Ma com'è che tanta gente si preoccupa tanto di dove ansrà a finire da morta e non sembra importargliene granché di cosa le succede da viva?
Citazione:
Originariamente postato da Isildur
Molte persone passano così tanto tempo a domandarsi del senso della vita, che spesso dimenticano di vivere.
Citazione:
Originariamente postato da Sinonimo
So che il rischio maggiore di chi pensa troppo è di non godere della vita; non dico vivere, perchè per me, vivere, è pensare al senso della vita, coniugando ciò all'agire concreto.
Concordo sul fatto che pensare troppo comporti dei rischi di vivere a metà i; direi che chi pensa e basta...probabilmente, forse, sta girando intorno ai dei conflitti che ha senza affrontarli di petto....chissà.
Citazione:
Originariamente postato da willy61
Ma com'è che tanta gente si preoccupa tanto di dove ansrà a finire da morta e non sembra importargliene granché di cosa le succede da viva?
Buona vita
Guglielmo
Non è il mio caso. Io penso e vivo anche in funzione di un senso che ricerco continuamente e non posso far a meno di pensare a cosa ne sarà di me da morta: morta non mi sento , nè sarò mai del tutto, per sentirla a mo' di insight..:P
Certo non ci penso tutti i giorni, ma ci penso.
Cosa mi succede da viva, come agisco è anche in funzione di come vedo la vita : passato e futuro. Io non vivo solo nel presente, O meglio, non vivo "del presente" e basta.
ripropongo la domanda che ho fatto qualche post fa perchè forse può aprire nuove strade. Cosa significa "senso"?
tu che dici?
non è una domanda facile.
con una certa sicurezza posso dire che il significato di qualcosa(o meglio di una percezione) emerge dalla collocazione di quella percezione all'interno di un contesto di idee (e di sentimenti), che si trovano già nella mente della persona. Ed è per questa sua caratteristica constestuale che è possibile il cosiddetto "cambiare prospettiva", il "guardare le cose da un altro punto di vista".. basta cambiare il contesto in cui inquadrare la percezione. Ad esempio un fiore posso gaurdarlo pensando all'amore con cui mia madre curava i fiori (e da qui si attivano tutta una serie di associazioni e sentimenti più o meno consci), e allora lo vedo in un modo, oppure da un punto di visto botanico e via dicendo.. E quelle idee che fanno da contesto hanno già dei significati. Diciamo quindi che il significato di qualcosa è un prodotto sistemico, un riflesso di altri significati.. e questi altri significati come si formano? Da altri significati.. Ma il primo significato non può essere il riflesso di un altro significato.. come si forma il primo significato?
poi mi vengono in mente altre cose ma sono molto parziali e con lacune.. devo rifletterci ancora..
il senso della domanda sul senso sarebbe questo: che senso ha la vita? Se capiamo cos'è il senso, e cos'è la vita, allora possiamo cercare di capire come possono combianarsi tra di loro..:ciao:
La Risposta è 42...
:)
La Risposta alla Domanda Finale sulla Vita, l'Universo e Tutto Quanto...
Citazione:
Originariamente postato da Lpd
La Risposta è 42...
:)
La Risposta alla Domanda Finale sulla Vita, l'Universo e Tutto Quanto...
:zott:
Citazione:
Originariamente postato da ciaoragazzi!
non è una domanda facile.
con una certa sicurezza posso dire che il significato di qualcosa(o meglio di una percezione) emerge dalla collocazione di quella percezione all'interno di un contesto di idee (e di sentimenti), che si trovano già nella mente della persona. Ed è per questa sua caratteristica constestuale che è possibile il cosiddetto "cambiare prospettiva", il "guardare le cose da un altro punto di vista".. basta cambiare il contesto in cui inquadrare la percezione. Ad esempio un fiore posso gaurdarlo pensando all'amore con cui mia madre curava i fiori (e da qui si attivano tutta una serie di associazioni e sentimenti più o meno consci), e allora lo vedo in un modo, oppure da un punto di visto botanico e via dicendo.. E quelle idee che fanno da contesto hanno già dei significati. Diciamo quindi che il significato di qualcosa è un prodotto sistemico, un riflesso di altri significati.. e questi altri significati come si formano? Da altri significati.. Ma il primo significato non può essere il riflesso di un altro significato.. come si forma il primo significato?
Vedi, anche tu non sai dire, come tutti noi, da dove ha origine il primo significato....non si può saperlo!
poi mi vengono in mente altre cose ma sono molto parziali e con lacune.. devo rifletterci ancora..
il senso della domanda sul senso sarebbe questo: che senso ha la vita? Se capiamo cos'è il senso, e cos'è la vita, allora possiamo cercare di capire come possono combianarsi tra di loro..:ciao:
il senso è un significato soggettivo...eppure io credo vi sia un senso sovraordinato che non stabiliamo noi, ci è dato e dobbiamo scoprirlo...
cos'è la vita....ironicamente direi: una commedia tragicomica....
seriamente: un mistero un pò crudele
una caccia al tesoro:noone: :)Citazione:
Originariamente postato da sinonimo
il senso è un significato soggettivo...eppure io credo vi sia un senso sovraordinato che non stabiliamo noi, ci è dato e dobbiamo scoprirlo...
ma cos'è che ti fa pensare che ci sia un senso sovraordinato da scoprire?
Citazione:
Originariamente postato da ciaoragazzi!
una caccia al tesoro:noone: :)
ma cos'è che ti fa pensare che ci sia un senso sovraordinato da scoprire?
Non è una caccia e non si vince ...:swear: :P
Perchè non posso fare a meno di percepirmi legata a un Qualcosa:confused:
forse dovresti analizzare questo "qualcosa", cercare di capire com'è questo qualcosa a cui ti percepisci legata: quali stati d'animo ti suscita, in quali ti troveresti in assenza di questo qualcosa..Citazione:
Originariamente postato da sinonimo
Perchè non posso fare a meno di percepirmi legata a un Qualcosa:confused:
io, per dirti, mi sento legato a me stesso, anzi alle mie paranoie su me stesso.. sento che se mi dimenticassi di me stesso verrei catapultato nella vita, senza un punto fisso(me). La cosa mi spaventa perchè sento che sarebbe una strada senza ritorno.. ma mi attrae anche molto e anzi sento che sarebbe la vita giusta. se mi dimenticassi di me stesso mi libererei nel flusso del divenire, dove la mia stessa identità non sarebbe più statica (e quindi rassicurante, seppur torturante) ma dinamica, mutevole.. sarebbe una vita sicuramente più avvincente.. e vivendo in quel modo, pienamente, non mi preoccuperei dlela morte, che mi preoccupa solo perchè ho paura di ritrovarmi in punto di morte a capire che ho sprecato la vita in assurde paranoie, invece di trovare il coraggio per taglare tutti gli ormeggi.
che 3d angosciante.
Quando nasciamo, è già determinato il nostro destino: la morte.
Siccome si muore, la vita ha un limite e ogni istante della vita è unico;
quindi il senso della vita è essere felici in più istanti possibili; però siccome sappiamo che abbiamo un limite (la vita stessa) e che lo stesso vale x gli altri, il senso della vita lo si trova aiutandosi reciprocamente, prendendosi cura l'un l'altro (ke in fondo è l'esistenzialismo).
almeno credo :sisi:
Citazione:
Originariamente postato da rasputin
che 3d angosciante.
Quando nasciamo, è già determinato il nostro destino: la morte.
Siccome si muore, la vita ha un limite e ogni istante della vita è unico;
quindi il senso della vita è essere felici in più istanti possibili; però siccome sappiamo che abbiamo un limite (la vita stessa) e che lo stesso vale x gli altri, il senso della vita lo si trova aiutandosi reciprocamente, prendendosi cura l'un l'altro (ke in fondo è l'esistenzialismo).
almeno credo :sisi:
Sì, questa è una buona soluzione a cui penso spesso.:)
Collochiamo la morte solo nel futuro, ma la morte è anche nel passato: non siamo sempre stati vivi, prima di essere vivi com'eravamo? Veniamo dalla morte e ritorneremo alla morte.
Questa prospettiva mi piace di più, rispetto a quella che colloca la morte esclusivamente nel futuro, alla fine della vita. Perchè se mettiamo la morte eslusivamente alla fine della vita, allora della morte resta solo il suo lato distruttivo, quello contrario alla vita. E di conseguenza tenderemo a percepirla come nemica, e a temerla.
Se invece la vediamo anche come principio, come ventre cosmico da cui veniamo alla vita, allora la morte acquista tutt'altra connotazione, molto più rassicurante e amica. La morte ci ha permesso di vivere la vita per un pò, e ci sta aspettando come una madre che aspetta che il suo bambino esca dall'asilo dov'è stato a giocare, per riportarlo a casa.
Inoltre la morte è anche nel presente: qualsiasi istante appare e muore. E così un nuovo istante può nascere. E se noi vivessimo per sempre, sulla terra non ci sarebbe spazio per nuove vite. Voler vivere per sempre è molto egoistico.
Siamo venuti dalla morte a fare una vacanza nella vita.
Al primo posto non c'è la vita ma la morte. Che abbiamo davvero diffamato.. altre culture hanno una visione della morte molto più serena.
Citazione:
Originariamente postato da ciaoragazzi!
Collochiamo la morte solo nel futuro, ma la morte è anche nel passato: non siamo sempre stati vivi, prima di essere vivi com'eravamo? Veniamo dalla morte e ritorneremo alla morte.
Questa prospettiva mi piace di più, rispetto a quella che colloca la morte esclusivamente nel futuro, alla fine della vita. Perchè se mettiamo la morte eslusivamente alla fine della vita, allora della morte resta solo il suo lato distruttivo, quello contrario alla vita. E di conseguenza tenderemo a percepirla come nemica, e a temerla.
Se invece la vediamo anche come principio, come ventre cosmico da cui veniamo alla vita, allora la morte acquista tutt'altra connotazione, molto più rassicurante e amica. La morte ci ha permesso di vivere la vita per un pò, e ci sta aspettando come una madre che aspetta che il suo bambino esca dall'asilo dov'è stato a giocare, per riportarlo a casa.
Inoltre la morte è anche nel presente: qualsiasi istante appare e muore. E così un nuovo istante può nascere. E se noi vivessimo per sempre, sulla terra non ci sarebbe spazio per nuove vite. Voler vivere per sempre è molto egoistico.
Siamo venuti dalla morte a fare una vacanza nella vita.
Al primo posto non c'è la vita ma la morte. Che abbiamo davvero diffamato.. altre culture hanno una visione della morte molto più serena.
Interessante visione, a cui ho pensato a volte ma tu l'hai espressa in modo più compiuto: grazie:)
la morte prima della nascita, o addirittura della morte come principio, è un controsenso :mumble: sarebbe meglio parlare di "vuoto", o di "nulla"
perkè esista la "morte" è necessario che prima esista la "vita", di cui la morte ne costituisce la fine...può anke non essere una successione lineare, può essere circolare, ma comunque resta il fatto ke la morte si colloca nella vita e ne costituisce un momento, (quello finale) come la nascita è il momento iiziale:
NULLA | VITA | NULLA --> condizioni
| nascita - morte | --> momenti all'interno del periodo "vita"
Hai ragione, la morte, per definizione, è la cessazione della vita. :wrong:E quindi presuppone la vita. E la nascita è l'inizio della vita.Citazione:
Originariamente postato da rasputin
la morte prima della nascita, o addirittura della morte come principio, è un controsenso :mumble: sarebbe meglio parlare di "vuoto", o di "nulla"
perkè esista la "morte" è necessario che prima esista la "vita", di cui la morte ne costituisce la fine...può anke non essere una successione lineare, può essere circolare, ma comunque resta il fatto ke la morte si colloca nella vita e ne costituisce un momento, (quello finale) come la nascita è il momento iiziale:
NULLA | VITA | NULLA --> condizioni
| nascita - morte | --> momenti all'interno del periodo "vita"
In effetti la formulazione classica di quello che ho detto è "polvere siamo e polvere ritorneremo" o "dal nulla veniamo e al nulla ritorneremo".
Chiamamolo pure nulla, dal nulla veniamo e al nulla ritorneremo. Nascita e morte come le soglie di questo tunnel variopinto.
Ciò che resta imporetante, secondo me, è riappacificarsi con la morte.
Potremmo anche considerare il vivere come un continuo morire.
Era la visione, da quanto ho capito, di un mio professore di filosofia, che collegato con qualche altra rappresentazione faceva sorgere il sentimento della pietà, della compassione e della solidarietà con gli altri uomini: siamo carne che muore, e quando ci incontriamo e ci relazioniamo stiamo morendo insieme. Non so a voi ma a me questa prospettiva mette le lacrime agli occhi, e mi porta a provare commozione e gratitudine profonda per chi mi sta vicino. D'altra parte cosa c'è di più intimo e profondo che starsi vicini nel momento della morte?
Invece ieri ho pensato a questo: vivere la vita intensamente, come fare? Per vivere l'attimo, così come dicevi tu prima? Se la morte mi aspetta, amorevole, e mi permette di restare nella vita finchè mi ci fa restare, posso vivere la vita come un addio a tutto quello che sto vivendo. Un'addio amichevole, amorevole, pieno di gratitudine.. che porta a vivere un vita senza attaccamento egoistico alle cose e alle persone, perchè già nel momento in cui le vivi le consideri per quello che sono, passeggere, e te le godi, perchè le vedi come un dono che avrebbe potuto non esserci.
Citazione:
Originariamente postato da ciaoragazzi!
Invece ieri ho pensato a questo: vivere la vita intensamente, come fare? Per vivere l'attimo, così come dicevi tu prima? Se la morte mi aspetta, amorevole, e mi permette di restare nella vita finchè mi ci fa restare, posso vivere la vita come un addio a tutto quello che sto vivendo. Un'addio amichevole, amorevole, pieno di gratitudine.. che porta a vivere un vita senza attaccamento egoistico alle cose e alle persone, perchè già nel momento in cui le vivi le consideri per quello che sono, passeggere, e te le godi, perchè le vedi come un dono che avrebbe potuto non esserci.
Sì, in genere la penso così e credo che questo sia il modo più sano, meno destabilizzante per accettarsi in questo flusso esistenziale.