questo post era per la simpatica Graziella
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Quoto i discorsi precedenti. Anch'io ho conosciuto educatori o meno che con corsi di counselling di pochi mesi credevano di poter fare i "guaritori" (non conoscendo neanche la differenza tra depressione e ansia!). Ma in questa professione ci vuole non solo molta preparazione (non solo sociologica e pedagogica, ma soprattutto psicopatologica, medica e diagnostica...cosa che gli educatori ignorano, non perchè sia una loro mancanza, ma perchè non rientra nelle loro competenze), ma soprattutto molta Umiltà (e l'iniziale maiuscola non è un caso!). Neanche noi psicologi dopo 5 anni di università, 1 di tirocinio professionale gratuito+esame di stato+4/5 anni di psicoterapia ci possiamo considerare "guaritori", anzi sappiamo bene come sia difficile approcciarsi ad una materia tanto delicata e impenetrabile come la sofferenza e il disagio umani.
Io auguro a Graziella di entrare alla specialistica, avere l'occasione di svolgere un reale percorso formativo da Psicologo e/o Psicoterapeuta e poi parlare....
Si in effetti, la scarsità di lavoro, o il fantasma della scarsità di lavoro spinge il conflitto psicologi educatori a livelli insostenibili. Tanto da far partire predisposti i selezionari del personale (educatori) che non voglio sentir parlare di psicologi come educatori perchè per "loro" siamo persone con la puzza sotto al naso che vogliono comandare il lavoro altrui. Anche se molto spesso ascoltando psicologi parlare di educatori la solfa è lo stessa, vengono descritti come tecnici al servizio del più esperto, più profondo, più sano, psicologo. Questo tutto a svantaggio dell'utente del servizio e dal mio punto di vista della formazione dello psicologo che esce ultrateorico dall'università e la possibilità di lavorare come educatore permette di avvicinarsi alla realtà di persone con disagio. Purtroppo molti colleghi hanno addirittura "schifo" del lavoro come educatore, o dell'utenza dei servizi educativi.
Certo che se la laurea in scienze dell'educazione ti abilita ad essere psicologo , allora noi siamo stati degli sciocchi a prepararci per i test di ammissione e studiare alla facolta di psicologia.....mah quindi anche un infermiere puo' dire di essere un medico.....da non crederci!!!!
sono d'accordo
guarda che l'arroganza è tua.Citazione:
Cominciamo col chiarire ad esempio che a Scienze della Formazione ogni esame, sottolineo, ogni esame, richiede un accurato approfondimento su n°6/7 testi:skunk:. Mi sono laureata quest'anno in questa Facoltà con il vecchio ordinamento, e ho svolto circa una decina di esami di psicologia con gli stessi docenti dell'Università di Psicologia. Quasi altrettanti di sociologia e alcuni di filosofia e pedagogia. Ho affrontato un tirocinio universitario di 400 ore, al Ceis, a S.Salvi ecc..con i migliori esperti di counseling e psicoterapie varie. Ho ricevuto una formazione completa per chi voglia affrontare il lavoro di psicoterapeuta. Perchè dovrei sentirmi, come voi dite, un'infermiera di fronte a un collega psicologo in veste di medico?
ma per questi pregiudizi e per l'arroganza di non voler riconoscere ai laureati come me di accedere allo stesso albo o comunque di potercompletare gli studi di psicoterapia ed altri vari intralci..Spero che a ottobre mi accettino alle magistrali di psicologia per poter andare avanti.
MI dispiace ma andava Chiarito!!!!! Graziella:skunk::corteo:
Anche io, che sono psicologo, ho fatto esami con docenti di sociologia che insegnano alla facoltà di sociologia, non per qeusto sono sociologo.
Ho fatto esami di antropologia con docenti della facoltà di antropologia, non per qeusto mi sento antropologo.
Ho fatto svariati esami con docenti e fondatori di scuole di psicoterapia, non per questo sono psicoterapeuta.
Conosco perfettamente i principi del comportamentismo e le varie leggi stimolo-risposta, ho fatto vari tirocini affiancando educatori, non per questo sono un educatore.
Allo stesso modo tu, che sei laureata in sc.della formazione, avrai fatto esami di psicologia, ok, ma non hai studiato "la psicologia", bensì saranno stati trattati argomenti di psicologia utili alla tua professione di educatrice.
beate te che ritieni di aver una formazione "completa". Questa sensazione spesso ce l'ha chi non si rende conto della complessità della materia che sta affrontando, quindi sapendo 3 cavolate crede che la psicologia sia tutta lì.Citazione:
Ho ricevuto una formazione completa per chi voglia affrontare il lavoro di psicoterapeuta.
Mi mancava un'opinione come quella di Graziella!!:asd: assurdo!!! Comunque io conosco gente laureata in scienze della formazione continua che dicono cose simili a quelle dette da Graziella! Ho capito che la psicologia affascina un po' tutti ma mettete i piedi a terra, non ci si può credere psicologi solo perché si sa quello che ha detto Melanie Klein o WInnicott.
sono pienamente d'accordo , non basta fare degli esami di psicologia per essere psicologi... è una brutta presunzione , e poi se si vuole diventare psicoterapeuti non è che ci si scrive a scienze della formazione... dare la possibilità a certe lauree di intraprendere un percorso in psicoterapia è sbagliatissimo , per una questione di rispetto nei riguardi di laureandi e laureati che intraprendono studi piu lunghi e molto piu faticosi rispetto ad altri corsi di laurea.
prendiamo un medico , studia 6 anni per la laurea base , altri tot anni per la specializzazione in psichiatria per poi intraprendere lo studio della psicoterapia....lo stesso vale per chi studia psicologia (laurea - specializzazione- scuola psicoterapia)...poi arriva un laureato in scienze della formazione o educazione vuole sentirsi in diritto di essere uno psicoterapeuta!
ma che scherziamo...a ognuno i propri ruoli e il proprio rispetto...
a volte sembra che determinate categorie nutrono inviadia nei riguardi degli psicologi , o pensano che questi abbiano la puzza sotto al naso , il problema è che bisogna avere piu rispetto per la professione di psicologo e per la psigologia in quanto scienza , tutti possiamo fare della psicologia ingenua non c'è nemmeno bisogno di fare 2 o 3 esami di psico .....ma abbiate l'umiltà di rispettare chi veramente professa questa scienza e di riconoscere i propri limiti e le proprie competenze.
Ciao, volevo dire che la psicologia non è poi quella cosa complicata che tutti dite....alla fine sono tutte robe tipo "se incroci le braccia vuol dire che hai un atteggiamento di chiusura" etc etc, quindi una volta che ti impari quelle poche regolette il gioco è fatto. Alla fine se uno è depresso o ha l'ansia basta dargli consigli e fargli capire che non deve, e poi anche la forza di volontà fa tanto, no? Cioè, alla fine se uno non migliora è perchè non vuole guarire magari. Domani comprerò "L'interpretazioni dei sogni" di Freud così potrò anche specializzarmi in un altro settore e aiutare così tante tante persone come psicologa. Non serve studiare, solo tanta voglia di aiutare gli altri e documentarsi un pò. Ah, inoltre ho visto tutte le stagioni di "Lie to me", quindi anche sul comportamento non verbale so tutto!!!
:sbonk::sbonk::sbonk::sbonk::sbonk:
p.s. io ho fatto l'esame di statistica con prof. di economia e tutti gli esami di biologia, neuroanatomia, fisiologia e genetica con prof di medicina....alla fine quante lauree potrei prendere? Chiedo la specializzazione in neurochirurgia già che mi ci trovo???
Lalepap, se la psicologia fosse così semplice come sostieni, allora le università di psicologia dovrebbero chiudere tutte! La tua visione è davvero molto riduttiva e semplicistica, scusa se te lo dico! Sempre meglio riflettere prima di parlare, dammi retta....
scusa ma tu stai studiando psicologia all'università o fai altro?
leggiti questa pagina di wikipedia se ti sembra una cosa semplice
http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia
poi quando hai finito approfondisci ogni argomento con letture specifiche.
Ci vediamo tra 10 anni
ciao
Ehm, ragazzi...il mio voleva essere un intervento ironico sui luoghi comuni di vedere la psicologia...purtroppo il fatto che abbiate creduto alle cose che ho scritto lascia capire quante cavolate come queste dobbiamo sentire ogni volta e quanto siano diffuse. Che tristezza, lo condivido. E sono questi i luoghi comuni contro cui ci scontriamo ogni giorno (amici, parenti, sconosciuti).
P.s. Per la cronaca sono studentessa di psicologia anche io alla magistrale dell'Aquila :)
Spero davvero che il tuo post sia stato ironico perchè (studiando psicologia lo saprai anche tu) questa disciplina non è per nulla semplice e richiede in primis un grande impegno, una passione vera e anche talento...che non guasta!
Tutti i luoghi comuni escono da chi non conosce la profondità e la bellezza della psicologia ed erroneamente crede sia qualcosa di banale e alla portata di chiunque...
Si, decisamente ironico, ma fidati che queste frasi le ho sentite davvero! Purtroppo e' pieno di persone che credono che la psicologia coincida con la spicciola psicologia da strada e lo psicologo sia uguale a tanti santoni e ciarlatani che propinano sui giornali e in tv regole per ogni aspetto di vita (stile : come essere felici in 10 mosse). A me cadono le braccia se poi penso allo studio che abbiamo affrontato e a quello che ci aspetta negli anni a venire, ma tant'e', possiamo solo continuare a rivadire che non e' cosi e dimostrare che, nella pratica, la differenza esiste ed e' anche notevole
Hai ragione Johnny, non ho mai pensato a questo punto di vista, ma effettivamente potrebbe essere una sorta di difesa di molte persone che negano il loro bisogno di un percorso di sostegno....
Probabilmente mi attirerò l'ira di qualcuno ma, nonostante mi sia letto tutta la discussione, sinceramente non riesco ancora a comprendere cosa abbia di speciale la figura dell' educatore:
sul piano formativo, non studia niente di particolare che uno studente di psicologia non studi già. Mi sono letto diversi piani di studi, sia di Scienze dell' Educazione sia pure di Scienze della Formazione Primaria, e sinceramente ho visto solo tanta pedagogia, qualche cosa di filosofia, sociologia e antropologia culturale e ogni tanto qualche esame di psicologia dello sviluppo. Se ci togliamo quei 30 crediti totali tra i vari esami di pedagogia, che almeno per quello che ho studiato io sembra abbia veramente poco da dire (ma su questo punto lascio che qualcuno mi dia una seria controprova che non è così), non rimane granchè di diverso rispetto a noi.
sul piano pratico, tutte le mansioni che ho letto finora e che ho visto anche con i miei occhi in un centro sono svolte tranquillamente anche da OSA e OSS.
Badate bene anche a Psicologia si studiano delle materie che altre facoltà studiano meglio e applicano meglio (tipo Medicina). Nessuno lo mette in dubbio! potrei fare tanti esempi di esami per noi veramente inutili, ma nonostante ciò la facoltà di psicologia riesce a trovare una sua specificità, ad esempio nelle materie di psi generale e sociale, a differenza dell'educatore che secondo me è proprio "ridondante"
Io penso che non dobbiamo avere paure di ammettere a noi stessi che forse il corso di laurea che abbiamo scelto è una bufala, perchè il più delle volte ci facciamo una idea prima di iscriverci e poi nella realtà ne troviamo un' altra, e su questo c' è anche la forte complicità dei "piani alti" che non sono sempre così chiari verso di noi...
qualcuno mi dirà che nonostante ciò gli educatori lavorano: tutto giusto, ma bisogna tenere seriamente in considerazione anche delle loro condizioni contrattuali molto più economiche rispetto ad altre figure
qualcuno ha anche detto "se le facoltà di psicologia e scienze dell' educazione sono separate un motivo ci sarà":
assolutamente falso.
Il proliferare e il nascere dei corsi di laurea non segue affatto le reali differenze nelle professioni (basti pensare per esempio all' esistenza di corsi come "Scienze della Felicità", "Terapia della riabilitazione psichiatrica" e "Relazioni pubbliche"...)
beh comunque la figura dell'educatore è essenziale perchè lavora più sul piano pratico.
Io ora sono in una casa-famiglia e abbiamo un'educatrice e una psicologa.
L'educatrice ci aiuta nelle cose riguardanti l'organizzazione della casa e verso la nostra autonomia, verso una crescita. Ci mostra come fare cose che magari non sappiamo, perchè nessuno ci ha insegnato. Insomma, ci educa.
Mentre la psicologa ci segue più sui nostri rispettivi disturbi mentali
Sono importanti entrambe
Tu chi sei? L'immagine speculare di quell'educatrice che nei post precedenti affermava di avere le competenze per fare la psicoterapeuta? Per sintesi ti informo semplicemente quanto banalmente di una cosa. Di quella " tanta pedagogia " cui fai riferimento nel tuo post evidentemente non ne conosci granchè i contenuti; ne tanto meno le finalità nella formazione di uno sguardo sulle situazioni e le persone necessario ad un educatore per svolgere quel lavoro da te tanto squalificato. La banalizzazione delle altrui competenze è tipica espressione dell'ignoranza con la quale persone come te si approcciano con sguardo superficiale a commentare percorsi di studio e di formazione dei quali in realtà non sanno una beneamata cippa. Tant'è vero che per te la riabilitazione in ambito psichiatrico e le "scienze della felicità" appaiono come la stessa cosa...
Penso che Paranor abbia ottime ragioni.
La professione dell'educatore ha una sua specificità, che non è facilmente ricopribile dagli psicologi (e, in particolare, dagli psicologi con formazione clinica, a mio parere).
L'educatore, come dice il suo nome, educa. Che è cosa diversa (e, in certo senso più ampia, dell'insegnare). Penso all'educazione alla legalità, all'educazione alle "buone maniere" (che non sono affatto "roba da vecchiette"). Ho visto educatori, in comunità con ragazzi che ne avevano passate di tutti i colori, aiutarli pazientemente a rispettare i turni in un gruppo di discussione, insegnare loro come coltivare un orto, aiutarli a piallare una porta (e, al tempo stesso, aiutarli a comprendere il funzionamento del loro corpo, e a trarre piacere dal suo buon funzionamento).
Insomma, tante, tantissime cose che io, psicologo, con quattro anni di scuola di specializzazione alle spalle, non so fare (e non ho intenzione di fare).
E non so farle proprio perché la mia formazione è clinica e, di conseguenza, non si occupa di educare. Nemmeno di educare a cose che vengono ritenute da tutti "buone". Non è compito mio, non ne conosco le tecniche specifiche.
L'educatore non fa diagnosi psicologica. Lo psicologo non educa nessuno. Insieme, ognuno per la sua parte, possono fare moltissime cose.
E, penso, credere di saper svolgere una professione che non si conosce a fondo (e, per conoscerla, occorre - giustamente - laurearsi nella disciplina propria di quella professione) è un errore.
Buona vita
innanzitutto non ho mai detto che la riabilitazione in ambito psichiatrico e scienze della felicità sono la stessa cosa. Ho solo affermato che sono due corsi di laurea che non riflettono una reale differenza tra professioni (tecniche di riab. psichiatrica non si differenzierebbe da una specializzazione in psichiatria, scienze della felicità si commenta da sé)
poi fammi tu un esempio di questi contenuti "speciali" di scienze dell' educazione, così mi aiuti a capire se ho detto qualcosa di sbagliato. Ti premetto però che, oltre ad aver visionato diversi piani di studi tra scienze dell' educazione e scienze della formazione, dalla mia ho anche tre esami dati tra pedagogia e scienze dell' educazione. Questo per dirti che prima di averti espresso l'opinione che mi hai criticato sopra mi sono informato. Non sono solito sparare sentenze in modo superficiale.
Mi deve perdonare se le sembrerò caustico, ma non mi risulta che a scienze dell' educazione si insegni a coltivare un orto ed a piallare una porta. Al massimo si insegna a rispettare i turni in un gruppo di discussione, ma quella è una cosa che insegnano anche a Psicologia (e almeno dalle mie parti la insegnano proprio agli psicologi clinici). E torniamo così sempre allo stesso punto di prima.
Voglio però sottolineare questa cosa molto importante, altrimenti rischio di essere frainteso: non nego assolutamente che in una comunità o in un centro psicologi ed educatori si ritrovano a svolgere mansioni diverse. Anzi, ne sono ben consapevole perchè l'ho visto anche io fare. Quello che voglio affermare però è che secondo me una figura basterebbe per fare entrambe le mansioni, e secondo me tra i due è proprio lo psicologo, perchè ha più competenze e perchè il piano di studi dell' educatore non ha niente di speciale (insomma quello che ho detto sopra). Quando ho visto un educatore fare qualcosa di diverso, era sempre qualcosa imparato lì per lì alla comunità, come insegnare ai bambini come usare coltello e forchetta o invogliarli a prendersi cura della loro igiene.
non sto dicendo tutte queste cose per "patriottismo professionale", perchè quando è stato il momento mi sono scagliato anche pesantemente verso la mia laurea (basta leggersi i miei post per avere conferma). Le affermo perchè sono stufo di tutti questi corsi e corsetti vari che non solo fregano gli studenti ma appesantiscono il mercato del lavoro e il settore sanitario con figure ridondanti e quasi indistinguibili l'una dell' altra (quindi inutili).
Premesso che ci possiamo anche dare del tu (siamo colleghi e stiamo discutendo su un forum, non ad una riunione aziendale), io non sono d'accordo.
Sarà perché sono un vecchio "tecnico" (nel senso che, prima di fare lo psicologo ho lavorato come tecnico di laboratorio e tecnico in produzione), ma "tecnico della riabilitazione psichiatrica" e "psichiatra" non sono la stessa cosa.
Sto accompagnando, proprio in questo periodo, un signore che - a forza di vecchia romagna - si è procurato una bella sindrome di korsakoff. Una di quelle cose affascinanti (per chi le osserva) che si incontrano solo sui libri di scuola. Hai presente il mitico "paziente H.M." dei corsi di neuroscienze? Ecco, una cosa del genere.
Memoria a breve termine, zero. Capacità di apprendere, conservata. Tempo massimo di latenza di un ricordo: 35 secondi. Lo incontro una volta ala giorno, per tre ore, da aprile. Quando mi vede, mi sorride e mi chiede chi sono.
Che faccio con lui? Cerco di fare in modo che le sue abilità e capacità residue non vadano a quel paese. Lo aiuto a cucinare, a tenere la casa minimamente in ordine, ci chiacchiero, lo accompagno dal medico, gli ricordo i farmaci. E cerco di tenere i contatti con la sua famiglia, di farli un po' discutere e ragionare, di diminuire un po' le loro difficoltà. E' un lavoro da educatore, non da psicologo. Ma se riesco a farlo non è certo per le informazioni o le conoscenze acquisite alla facoltà di psicologia, né per quelle apprese nella scuola di specializzazione. E' perché ho fatto le stesse cose con mia nonna, per anni, tempo fa.
In più ci ho aggiunto un po' di tecnologia, ma costruire un ambiente facilitato non me lo avevano insegnato da nessuna parte.
Sinceramente, fossi stato un educatore, avrei fatto la metà della fatica.
Voglio dire che ci sono cose, che si chiamano "tecniche", che sono altamente specifiche di ogni singola professione, e che non si imparano in cinque minuti.
E che non vanno disprezzate, perché sono quelle cose lì che ti consentono di lavorare.
Ma, se le cose sono così intercambiabili, perché non potrebbe essere l'educatore a fare quel che fa lo psicologo?
In fondo, come dici, "una figura basterebbe per entrambe le mansioni", no?
Già mi pare di udire le grida di dolore... Ma se una relazione logica è biunivoca...
Sui corsi di laurea inutili ti do perfettamente ragione. Ma non includo Scienze dell'Educazione tra questi.
Buona vita
il tuo post mi ha ricordato quanto spesso gli psicologi si scandalizzino (giustamente) quando un medico o uno psichiatra pontifica dicendo che il nostro corso di studi non e' "speciale". Ancora peggio quelli che aggiungono che una figura (psichiatra con abilitazione come psicoterapeuta) e' piu' che sufficiente per entrambe le mansioni dato che lo psichiatra ha piu' "competenze"
Cerchiamo di evitare svalutazioni banali del tipo "il mio giocattolo e' piu' bello del tuo".......psichiatra>psicoterapeuta>psicologo>edu catore>operatore OSS eccetera eccetera. Molto piu' maturo accettare e rispettare le differenze di ciascuna figura
Vorrei dare il mio ultimo contributo a questo tema, perchè altrimenti diventerei ripetitivo e ciò va contro le buone regole del forum di ops. Quindi risponderò in due punti:
1. Allo stato attuale della formazione in psicologia, io la penso esattamente come questi medici che pontificano. E non sono medico, sono uno studente di psicologia ad un passo dalla laurea. Secondo me, sempre allo stato attuale della formazione in psicologia, hanno ragione loro.
2. Io non svaluto la persona che ha scelto di intraprendere il percorso di educatore, assistente sociale, psicologo, OSS, ecc. ecc. Io svaluto i percorsi formativi in sè per sè, poichè sono stati creati in modo ambiguo, superficiale e senza tenere conto degli accavallamenti di competenze con altre professioni, incuranti delle conseguenze che tali scelte avrebbero avuto su noi studenti. Questo accavallamento di competenze ha delle enormi ricadute sul lavoro di tutti i giorni, sia per quanto riguarda le nostre possibilità di lavoro, sia per quanto riguarda l'utenza che difficilmente ha una visione completa delle differenze tra ciascuna figura.
Quindi, sempre secondo me, non è immaturo avere uno sguardo critico su questi percorsi formativi. Anzi, sempre secondo me, è molto più rischioso fare finta di niente o trovare differenze artificiose che nel mondo del lavoro, almeno quello in cui vivo io, nessuno rispetta.
Se qualcuno volesse continuare questa dicussione con me, mi può scrivere in privato. A me può fare solo piacere :approved:
Il paradosso e' che dici di svalutare percorsi formativi di altri corsi/professioni quando non hai nemmeno finito il tuo :asd:....quindi a miglia e miglia dal mondo del lavoro e delle specializzazioni :sbonk:
Sulla necessita' di uno sguardo critico sono in completo accordo: non sullo svalutare gratuitamente :asd:
1. "ad un passo dalla laurea" significa che devo finire di scrivere la tesi e di consegnare i documenti in segreteria. I miei 39 esami già me li sono lasciati alle spalle.
2. esperienze nel mondo del lavoro e delle specializzazioni si hanno già prima della laurea (tirocinio, volontariato, incontri, ecc.). Dove sta scritto che bisogna aspettare di laurearsi prima di poter parlare di ciò che si è già visto in queste esperienze? c'è la censura per caso prima dell' esame di Stato per psicologi?
3. svalutare gratuitamente almeno per me significa offendere senza argomentare. Mi pare invece nel mio caso di aver argomentato abbastanza il perchè delle mie opinioni. Ho citato i piani di studi, ho citato il lavoro che ho visto fare ad operatori diversi del campo, ho citato le esperienze degli altri. Che devo fare più?
4. Per piacere evitiamo di metterla sul personale, che non è intellettualmente onesto. Cerchiamo di controbattere opinione per opinione.
Cerchiamo di rimanere in topic! Evitiamo attacchi personali e polemiche che portano a perdere il tema del thread. Grazie :approved:
Concordo sul fuori tema ma, ti chiedo perdono, fatico a vedere attacchi personali. Se una persona argomenta un'idea usando come base esperienze personali o opinioni che derivano da esperienze personali e' ovvio che qualora si voglia contestare tale tesi (e penso di averlo fatto in modo civile) si fara' riferimento a suddette esperienze! Mi sembra parte di una normale dialettica piu' che un attacco 'ad personam'.
Se un amico mi dice che non gli piace la cucina italiana dopo averla provata 4 volte gli contestero' il fatto che il suo giudizio potebbe essre lacunoso dato che si basa su un'esperienza limitata :asd: ...chiedo venia per l'excursus :argh:
Non fraintendermi, il mio rimprovero era riferito ad entrambi, è chiaro che, se uno dei due utenti contesta di essere stato accusato e/o offeso da attacchi personali, si finisce per creare un totale botta e risposta sulla veridicità e autenticità delle polemiche e delle affermazioni. Il mio intento è solo quello di frenare questo comportamento per non perdere l’argomento del thread :approved:
In generale, non è del tutto sbagliato fondare la propria opinione su esperienze personali, o su un breve percorso formativo. Quest’ultimo non preclude comunque il fatto che una persona possa essersi adeguatamente informata. Io personalmente mi trovo nella stessa situazione di armomarx, anche se onestamente non la penso come lui. Anche io non ho terminato il mio percorso, sono anzi piuttosto agli inizi, ma nel lavoro ho avuto a che fare più volte con entrambe le figure in questione. Lavoro in una struttura ricettiva, quindi non ho pienamente la consapevolezza dell’operato di queste persone aldilà dei progetti che hanno seguito qui. Ritengo però che le due figure, seppur con finalità differenti, possano a loro volta completarsi, ma con una “pecca” in più per l’educatore, non me ne vogliano, quando operano senza la piena consapevolezza del loro paziente. Cosa che invece ritengo possa avere uno psicologo.
Mi è capitato, ad esempio, di seguire un ragazzo, che tramite un’importante associazione regionale, è stato mandato nella struttura per cui lavoro, a conseguire alcune ore di lavoro per compensare alcuni “problemi comportamentali” che gli impediscono di vivere normalmente come altri ragazzi della sua età. Conoscevo già questo ragazzo, e ho avuto modo di osservare già da prima i suoi scompensi, che non erano solo comportamentali. Ma non ho le competenze per poterle esaminare ed emettere una “diagnosi”.
Quello che mi ha sorpreso è che, parlando con le varie educatrici che lo accompagnavano da noi, nessuna di loro aveva consapevolezza di questi problemi. Avevano solo il compito di “educare” questo ragazzo a compiere le più comuni attività della vita di tutti i giorni.
Infine, quoto a pieno quanto scrive Willy più indietro
Se anche nel percorso formativo delle due figure ci possono essere dei parallelismi, questo non vuol dire che ognuno di noi abbia la possibilità di scegliere il percorso più facile per raggiungere una meta, e poi possa fare quello che vuole. Lo psicologo avrà il suo compito, e l'educatore ne avrà un altro. Potranno forse incontrarsi, ma ognuno avrà le proprie responsabilità.
nessuna critica, svolgi giustamente il tuo ruolo di moderazione
assolutamente si: pero' se una contestazione ad una opinione personale viene vista come attacco personale allora ogni dibattito diventa impossibile. Ogni opinine espressa in base ad esperienze personali rischia di divenire simile ad una tautologia :asd:
Concordo in pieno....e aggiungo che accettare le diversita' non significa astenersi dal mantenere un 'occhio critico'.
Purtroppo il problema (almeno c'era quando ero ancora in italia) e' che nei luoghi di lavoro c'e' molta confusione sui ruoli e su 'chi' fa 'cosa'. La cosa terribile e' il caso di colleghi psicoterapeuti che no trovando lavoro sono stati costretti a reinventarsi come educatori (e' ancora possibile?)...per la gioia dei datori di lavoro che hanno personale iper qualificato a prezzi di saldo :sbonk: Alcuni oserebbero parlare di sfruttamento :zott:
L'educatore si occupa anche di orientamento. Vedete le statistiche istat. Informatevi e non parlate a vanvera. Lo psicologo sta al medico come l'educatore all'infermiere??? Ma state scherzando??? Che razza di psicologi siete se avete tanta superbia? Il pedagogista si occupa anche e soprattutto di progettazione, gestione degli interventi formativi, educativi e riabilitativi, sempre nel suo ambito, oltre che di consulenza e di tant'altro.
Ed io ho fatto esami di neurofisiologia, medicina sociale, igiene, criminologia, psicologia generale, psicologia dello sviluppo ecc. Non ho competenze medico-psicologiche??? Non mi sognerei mai di definirmi una psicologa, ma voi non vi azzardate di definirvi educatori o pedagogisti.
Io non ce l'ho ne con gli psicologi ne con gli ordini. Ognuno deve fare il suo lavoro senza invadere quello degli altri. Non credi? In questo sito ho letto tanti psicologi con tanta naturalezza dicono di fare il lavoro degli educatori sapendo di invadere il campo degli educatori/pedagogisti, ammettendolo. Ti sembra corretto? La formazione per questo lavoro è diversa. Ci sono tante professioni che non hanno un ordine e sono più che rispettate senza invasioni di campo. Il vostro ordine è nato recentemente, ricordatevelo. Per motivi che non sto qui a dire c'è un ritardo nell'istituzione di un ordine,ma non significa che non verrà istituito. Poi con la legge monti anche le professioni non regolamentate sono state riconosciute a livello di legge.
seguendo il tuo ragionamento è vero anche il contrario, che educatori/pedagogisti fanno anche mansioni "da psicologo", visto che l'orientamento (per citarne uno...ma anche selezione del personale, test, psicologia sportiva ecc....) è una delle mansioni racchiuse nel "tariffario" degli psicologi (tariffario tra virgolette perché con la legge del 2006 sono stati abolite le tariffe minime e massime ma cmq resta l'elenco delle prestazioni professionali).
Capisco che educatori e pedagogisti ora vogliano difendere il loro orticello escludendo per legge gli psicologi da certe mansioni (ad es. gli psicologi non possono più lavorare come educatori in certe strutture...) ma allora contemporaneamente bisognerebbe anche rendere obbligatoria la figura dello psicologo per i compiti che gli competono (ad es. il coordinamento, supervisioni, formazione...).
Altrimenti chiudiamo le facoltà di psicologia, visto che non c'è lavoro e veniamo esclusi anche da lavori che abbiamo sempre fatto.
Competenze vs Titolo:
Per finire, se proprio vogliamo protendere verso una posizione a favore delle competenze (ossia "non conta il titolo di studio, l'importante è avere competenze a riguardo") anziché del titolo (ossia "per fare cere cose bisogna avere un certo titolo conseguito con percorso di studi specifico") non vedo perché noi psicologi non possiamo fare assistenza educativa, e invece gli educatori possono fare, tanto per dirne una, colloqui evidentemente di natura psicologica.
Infatti così come (detto da te) educatori/pedagogisti hanno competenze per svolgere certe mansioni tipicamente da psicologo, non vedo perché lo psicologo non abbia competenze tipiche per svolgere l'attività di educatore (ad es. anche noi facciamo svariati esami di pedagogia e affini, le tecniche educative servono per sviluppare abilità cognitive e comportamentali che noi psicologi ben conosciamo essendo oggetto di studio della psicologia :argh: , che dire del comportamentismo alla base di tante tecniche educative -che è una scuola di psicologia :argh: -, e così via)
Non rispondo più, c'è molta chiusura e ignoranza. Io mi limito a svolgere quello che dice il MIUR e non quello che con presunzione credo di dover fare.
Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati
Percorso formativo del curriculum Pedagogia e Scienze umane:
I laureati rientrano nel gruppo ISTAT degli "Specialisti della formazione, della ricerca ed assimilati", classe 2.6.5: "Altri specialisti dell'educazione e della formazione".
I laureati potranno essere impiegati all'interno di una molteplicità di aree occupazionali con particolare riferimento
all'ambito extrascolastico, assumendo la funzione di:
- Coordinatore di servizi educativi;
- Coordinatore di équipe professionali;
- Responsabile/dirigente di organizzazioni educative e formative;
- Esperto nelle ricerca educativa e formativa in ambito universitario o di eccellenza;
- Consulente nei servizi della formazione e della cooperazione delle ONG e del no-profit;
- Docenti di scuola superiore (dopo aver completato la formazione con la SSIS).
I laureati rientrano nel gruppo ISTAT degli "Specialisti della formazione, della ricerca ed assimilati", classe 2.6.5: "Altri specialisti dell'educazione e della formazione"; categoria 2.6.5.1: "Insegnanti specializzati nell'educazione e nella formazione degli handicappati (in possesso di laurea)"; professione 2.6.5.1.0: "Specialisti nell'educazione e nella formazione di soggetti diversamente abili".
I laureati potranno essere impiegati all'interno di una molteplicità di aree occupazionali con particolare riferimento all'ambito extrascolastico, assumendo la funzione di:
- Consulente nei servizi della formazione e della cooperazione delle ONG e del no-profit;
- Coordinatore di servizi educativi;
- Coordinatore di équipe professionali;
- Esperto nelle ricerca educativa e formativa in ambito universitario o di eccellenza;
- Docenti di scuola superiore (dopo aver completato la formazione con la SSIS);
- Pedagogista in studi professionali privati singoli o associati;
- Pedagogista in centri di accoglienza o comunità di recupero o servizi similari;
- Pedagogista nei centri specialistici di riabilitazione;
- Pedagogista nei servizi giudiziari;
- Pedagogista scolastico;
- Pedagogista nei servizi sociali;
- Pedagogista, gestore o direttore di servizi per la terza età;
- Responsabile/dirigente di organizzazioni educative e formative.
Il corso prepara alle professioni di
Professione
Specialisti nell'educazione e nella formazione di soggetti diversamente abili - (2.6.5.1.0)
Esperti della progettazione formativa e curricolare - (2.6.5.3.2)
Consiglieri dell'orientamento - (2.6.5.4.0)
Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati
Il Corso di studi prevede sbocchi occupazionali in attività di ricerca educativa e di consulenza nella programmazione e gestione di interventi nelle istituzioni scolastiche, nella formazione continua e nei diversi tipi di servizi in campo educativo e formativo, erogati da enti pubblici e privati nonché da organizzazioni del terzo settore e da imprese, da organismi di direzione, orientamento, valutazione e accreditamento attivati anche presso i diversi livelli della Pubblica Amministrazione. I laureati nel Corso di laurea magistrale potranno svolgere attività di: progettazione, valutazione e gestione direzionale di azioni di formazione continua; elaborazione di modelli e di interventi di educazione degli adulti; aggiornamento professionale e di formazione lungo tutto l'arco della vita nei differenti ambiti e organizzazioni (aziende private, agenzie ed enti di formazione professionale, servizi alle imprese, servizi per l'impiego, servizi socio-educativi e culturali, musei, organismi del Terzo Settore, nonché servizi formativi della Pubblica Amministrazione); progettazione di modelli e interventi di formazione continua e interculturale; promozione e gestione di attività imprenditoriali nella formazione e nella consulenza; consulenza, progettazione, direzione e coordinamento nell'elaborazione e attuazione di programmi educativi e politiche formative connesse all'integrazione e alla diffusione e promozione del sapere e della cultura, in relazione al sistema delle autonomie scolastiche, sociali e territoriali. I laureati magistrali potranno accedere ai dottorati di ricerca, secondo la normativa vigente in materia.
Si prevede la formazione delle seguenti figure professionali: a) Consulenti pedagogici nelle diverse agenzie e nei servizi educativi; b) Coordinatori dei servizi educativi; c) Consulenti nella progettazione e gestione di interventi nelle istituzioni scolastiche e nei diversi tipi di servizi in campo educativo e formativo; d) Consiglieri d'orientamento; e) Coordinatore responsabile di sedi formative; f) Progettista e coordinatore di ricerche e interventi educativi e formativi; g) Progettista e coordinatore pedagogico in contesti di giustizia minorile; h) Consulente esperto e gestore dei processi, dei servizi, delle strutture e dei sistemi formativi.
Il corso prepara alle professioni di
Professione
Specialisti della gestione nella Pubblica Amministrazione - (2.5.1.1.1)
Specialisti della gestione e del controllo nelle imprese private - (2.5.1.2.0)
Specialisti in risorse umane - (2.5.1.3.1)
Specialisti dell'organizzazione del lavoro - (2.5.1.3.2)
Specialisti delle pubbliche relazioni, dell'immagine e professioni assimilate - (2.5.1.6.0)
Specialisti nell'educazione e nella formazione di soggetti diversamente abili - (2.6.5.1.0)
Docenti della formazione e dell'aggiornamento professionale - (2.6.5.3.1)
Esperti della progettazione formativa e curricolare - (2.6.5.3.2)
Consiglieri dell'orientamento - (2.6.5.4.0)
si ok, è praticamente tutto sovrapponibile a ciò che può fare lo psicologo, a volte cambiando intervento "pedagogico" con la parola "psicologico" o cambiando appunto piccole terminologie
http://www.humantrainer.com/psico-cl...sicologia.html
e con ciò vorresti eliminare la figura dello psicologo?
Sono due figure essenziali. Ho amici psicologi che rispettano la mia professione e colgono l'importanza del mio intervento. Solo un bravo psicologo e un bravo pedagogista sa la differenza delle due professioni anche se gli ambiti sono gli stessi, ma cambia il tipo di intervento. C'è la necessità di un lavoro di equipe dove devono essere inserite tutte le figure necessarie.
benissimo...
sono d'accordo, sarebbe bello se nelle varie strutture (centri diurni, cooperative, ecc.) oltre al pedagogista, all'educatore e agli asa/oss....fosse obbligatoria anche la presenza dello psicologo per svolgere le mansioni che ad esso competono e ce ne sarebbero tante (dal sostegno agli operatori, alla formazione, e così via).Citazione:
C'è la necessità di un lavoro di equipe dove devono essere inserite tutte le figure necessarie.
Ovviamente l'alto numero di laureati (in tutti i campi) e i pochi posti disponibili alimentano una "guerra fra poveri" e alla fine "vince" chi è più rappresentato in parlamento con leggi a proprio favore (e gli psicologi non sono certo fra questi)