Grazie per averlo proposto,anche io spesso leggo solo le ultime pagine e non mi ero accorta che qualcuno lo aveva già nominato!
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Grazie per averlo proposto,anche io spesso leggo solo le ultime pagine e non mi ero accorta che qualcuno lo aveva già nominato!
Fiuuu, meno male che è servito a qualcuno...
Del resto si sa: repetita iuvant! :asd:
ciao, qualcuno ha informazioni da darmi riguardo L'ISIPSé di roma????.....
salve a tutti,
ho terminato la Scuola di specializzazione sistemico-relazionale del Dott.Boscolo e del Dott. Cecchin nel gennaio 2000. Devo dire che la scelta venne fatta perchè già lavoravo con i malati terminali e quindi avevo modo di osservare come sia utile un approccio che tenga conto dell'intero sistema (pz., fam.,operatore).
Personalmente la consiglio a me ha sempre permesso di lavorare in vari contesti: AD, RSA, H, psicoterapia della coppia e della famiglia, scuola (sia progetti solo per gli alunni che solo per gli insegnanti) e da qualche mese Università.
Credo che sia importante scegliere l'approccio anche per la sua flessibilità e adattabilità ai contesti istituzionali e non cui si ambisce lavorare.
in bocca al lupo
Grazie mille per il tuio consiglio!!!
[QUOTE]
Io per esempio ho sempre visto il sintomo come un'acutizzazione più o meno temporanea di una situazione (personalità) che è disfunzionale. Ovviamente con una visione del genere non potevo certo scegliere una scuola cognitivo-comportamentale!
QUOTE]
Scusa Lilagrace, ma a me questa visione sembra perfettamente compatibile con un orientamento cognitivo-compartamentale (funzionale/disfunzionale), non certo con un orientamento psicoanalitico, in cui il sintomo è, piuttosto, metafora, creazione soggettiva e come tale funzionale, altro che acutizzazione...
Saluti,
ikaro.
P.S. Situazione = personalità ?! In che senso?
Ciao questa è la prima volta che scrivo! devo scegliere la scuola di specializzazione ma sono molto indecisa. Adesso lavoro con bambini sordi e con problemi comunicativi nelle scuole, vorrei trovare una scuola di specializzazione attinente...ho letto dell'Istituto di ortofonologia a Roma qualcuno sa darmi notizie?
Mi piace molto l'approccio sistemico relazionale ma lavori soprattutto con le famiglie dei bambini, le scuole di specializzazione a indirizzo evolutivo sono tutte psicodinamiche help me! grazie mille!!!:rolleyes:
ciao, ieri ho fatto il colloquio di ammissione per l'Istituto dell'Approccio Centrato sulla Persona (IACP) di Verese e penso sia andato bene, ora però vorrei confrontarmi con qualcuno che sta già facendo questa scuola per capire un pò se sto scegliendo bene. l'orientamento rogersiano mi piace, ma so ben poco della scuola, c'è qualcuno che la sta frequentando? grazie mille!!!
scusa che tu sappia lo IACP è solo a Varese?Citazione:
Originariamente postato da aruals80
ciao, ieri ho fatto il colloquio di ammissione per l'Istituto dell'Approccio Centrato sulla Persona (IACP) di Verese e penso sia andato bene, ora però vorrei confrontarmi con qualcuno che sta già facendo questa scuola per capire un pò se sto scegliendo bene. l'orientamento rogersiano mi piace, ma so ben poco della scuola, c'è qualcuno che la sta frequentando? grazie mille!!!
Grazie
x Tipolina83: lo IACP ha varie sedi, oltre varese ci sono roma, firenze e messina. come mai me lo chiedi? ti interessa iscriverti a questa scuola?
mi iscriverò alla specialistica solo l'anno prossimo..ho ancora tempo prima di 1 eventuale iscrizione! :)Citazione:
Originariamente postato da aruals80
x Tipolina83: lo IACP ha varie sedi, oltre varese ci sono roma, firenze e messina. come mai me lo chiedi? ti interessa iscriverti a questa scuola?
comunque, l'approccio rogersiano è quello che ho sentito più "mio" fin da subito....quindi , con i dovuti "se" e "ma" credo che opterò per una scuola di specializzazione che utilizzi come approccio quello rogersiano centrato sulla persona...
Oltre allo IACP esistono altre scuole di specializzazione che fondino i loro insegnamenti su Rogers?
PREMETTO: SCUSATE L'IGNORANZA!!!
Ma ci provo ugualmente a fare una domanda (DA IGNORANTE APPUNTO...) :
Quali sono le differenze sostanziali tra l'Approccio Centrato sulla Persona e la Gestalt?
Grazie mille a tutti in anticipo... :)
nessuno conosce o sta frequentando "il ruolo terapeutico" a milano?? grazie!
Ciao non conosco la sede di Milano ma quella di Genova.
Qui sembra che il livello di apprendimento sia alto, i docenti seri e preparati. Una giovane psicologa che fa supervisione da me e che la frequenta ne è soddisfatta perchè dice che accoglie spunti da vari approcci e di ciascuno gli strumenti applicativi.
La mia responsabile clinica del sert dove ho lavorato per un incarico che l'aveva fatta la consigliava a tutte le tirocinanti che aveva in carico. Forse però ciascuno consiglia la formazione che ha fatto per una forma di affetto verso i docenti.
Non so se ti sono stata utile però......:rolleyes:
anche per me la scelta si presenta tra un anno, ma siccome ho una formazine in psicodramma penso che mi orientero sul COIRAG, che fa terapia di gruppo nalitica pur utilizzando tecniche anche moreniane.
se qualcun altro è interessato teniamoci in contatto, io sono di milano.
by
Lella
Ciao Elisa.Citazione:
Originariamente postato da elisa pagliarin
nessuno conosce o sta frequentando "il ruolo terapeutico" a milano?? grazie!
Lo sta frequentando la mia compagna, da due anni. E' una scuola ad indirizzo psicoanalitico molto interessante e ben condotta, mi pare. La difficoltà, forse, consiste nel fatto che - di solito - cercano persone che lavorino già nel campo delle professioni di aiuto e che desiderino formarsi come psicoanalisti. Insomma, senza esperienza o un lavoro nel settore non è facile che ti accettino.
Però il livello è alto, la formazione teorica è di tutto rispetto e la parte esperienziale è notevole e interessante.
Non richiedono una psicoterapia con docenti della scuola o legati al loro indirizzo teorico. Considerano necessario che le persone trovino la loro strada da sole e, quindi, pur ritenendo che una psicoterapia o un'analisi personale siano fondamentali, lasciano che ognuno cerchi e trovi l'indirizzo terapeutico che meglio gli si addice. I docenti provengono dall'universo psicoanalitico, appartengono a correnti e linee di pensiero diverse. In sostanza, mi pare una scuola non ingessata, aperta, dinamica.
Facci un colloquio, poi vedi.
Buona vita
Guglielmo
Ciao a tutti,
volevo chiedere se qualcuno sa darmi qualche informazione sulla scuola di specializzazione sistemica relazionale di Teramo (Abruzzo). Vorrei iscrivermi ma prima di prendere una decisione volevo sapere se chi la sta frequentando ci si trova bene, o se qualcuno l'ha terminata come si è trovato.
Grazie!:)
ciao a tutti :) vorrei inserirmi anch'io nella discussione...
@lelluzza: anche io, come te, sarei interessata alla coirag (sono di palermo però)
e mi interessa anche lo psicodramma...com'è? che tipo di formazione hai fatto? psicodramma moreniano o analitico?
qua a palermo dovrebbe esserci anche una scuola di specializzazione per lo psicodramma ma è analitico-lacaniano e io...uhmmm non ho mai condiviso a fondo l'approccio lacaniano (forse perchè l'ho sempre studiato male...non saprei)
cosa ti ha fatto scegliere la coirag? (oltre la formazione in psicodramma, intendo)
grazie...:)
mi sento un pò confusa
Ciao!
Anch'io sono orientata verso la Coirag di Roma, vuoi sapere come è nato il miO interesse? Dunque, più o meno da due anni ho scelto che l'orientamento psicoanalitico sarebbe stato il mio, questo durante l'università.. ora sono laureata da dicembre, ho fatto esperienza come volontaria in due posti ma quello che mi ha coinvolto maggiormente è stato in una comunità terapeutica dove si lavora molto con i gruppi e lo psicodramma, per cui l'esperienza mi ha dato lo stimolo, spero giusto. Posso consiglarti di rivedere un po' le tue esperienze e trarre, da quella che ti ha dato di più, le tue conclusioni. Mi piacerebbe scambiarci informazioni..
In bocca al lupo!!
Stefinaxxx:approved:
ciao, a tutti vedo con piacere che continua ad essere utilizzato molto il forum per orientarsi nel mare magnum delle scuole di specializzazione. Qualcuno potrebbe dirmi se gli è stato utile, ha trovato buoni suggerimenti?
qualcuno sa darmi informazioni sulle varie specializzazioni in psicologia a torino(mi interessava sapere soprattutto da un punto di vista organizzativo) e in particolare su quella che hanno aperto qualche anno fa a l'aquila(si avvicina a scienze investigative o criminali)?
ciao. anche io mi occupo di psicodramma; nel senso che sono iscritto al primo anno all'istituto mosaico psicologie di Bologna (psicodramma analitico) diretta dal dott. Rapaggi. La nostra è certo una scelta bellissima.
Ciaoo...eh si la scelta della scuola di specializzazione è difficile...
bisogna informarsi e soprattutto non soffermarsi all'apparenza..:skunk:ce ne sono così tante che credo sia importante sentire anche le opinioni di chi la sta facendo o magari l'ha già terminata...
a questo proposito qualcuno sa darmi informazioni sulla Scuola Transazionale (E.Berne)?
Grazie
ciao ciao
Sara:P
mi spiace ma non la conosco. io invece <stoi frequentando la scuola di psicodramma di bologna "mosaico psicologie", e per ora mi trovo molto bene.
ciao ragazzi...scusate se mi intrometto...:rolleyes:
c'è qualcuno che frequenta o vorrebbe frequentare la scuola di specializzazione in psicologia della salute (università di roma)?
sarei intenzionata a specializzarmi lì ma prima di fare la selezione ed eventualmente iscrivermi volevo sapere qualche informazione...
per favore se ci siete battete un colpo!!!! :medito:
grazie!!!! :P
ragazzi sono nuovo è non sono sicuro di essermi orientato bene nel blog delle discussioni. Volevo sapere se c era qualcuno che poteva chiarirmi un idea. sono interessato alla fenomenologia esistenziale e conosco buone scuole di specializzazione che trattano l'individuo in sé e come fautore di azioni. il campo d'applicazione di uno psicoterapeuta specializzato con questo indirizzo e squisitamente analitico psicodinamico. la mia domanda è.. applicabilità e tale come nella psicoanalisi classica o junghiana oppure si tratta di tanta teoria filosofica tralasciando tecniche e strumenti d'analisi? grazie ragazzi e attendo un vostro commento
personalmente credo che sia qualcosa che si avvicina più alla teoretica filosofica che non ai pratici risvolti terapeutici....vedi tu.ciao
hai scoperto qualcosa sulla transazionale Sara?!
ragazzi ma la scuola Fenomenologico-Esistenziale?!?!?!? ne sapete qualcosa?!
ciao loriscrue...tu vorresti una risposta breve su cosa sia la fenomenologia e l'esistenzialismo?non credo sia possibile...ad ogni modo l'impianto teorico di queste scuole mira alla integrazione (ri-fondazione) dell'approccio psicodinamico con la fenomenologia di Husserl e Heidegger in primis quindi puoi già intuire quanto sia complesso questo indirizzo.In ogni caso esiste una vasta letteratura di psichiatria fenomenologica che include grandi maestri tra cui Jaspers,Binswanger...il problema fondamentale di questo approccio risiede nel fatto che una solida base filosofica è imprescindibile e non so quanto le scuole che promettono una formazione di questo tipo siano in grado di darla...anche molti junghiani tendono verso questo approccio ma molto è ancora da fare...lo so di non aver risposto al tuo interrogativo ma spero di aver chiarito lo scenario...
saluti
Luigi
Come hai detto tu, luigi, vi sono scuole che si "etichettano" psicoanalitico-fenomelogico per poi fare un'insieme di discorsi separati e confusivi, come ad es., alcune di quelle post freudiane, che si rifanno magari a Bion e predecessori, tipo la Klein, qd, ci mettono l'ermeneutica di Ricouer, per spiegare disturbi gravi che furono affrontati anche in chiave psichiatrica-fenomenologica, da Binswarger, Jaspers, Minkoski, ecc, i quali, trassero spunto filosofico da solo per citare i piu' recenti rispetto a loro, da N., husserl, Hedeigger,fornendo in realta' una scarsissima preparazione in tal senso. Ovvero, alla fine, sei uno psicoanalista post freudiano con nozioni antropologiche, qualcosa di filosofia ed una metodologia spesso confusa.
Qs, perchè, come ha detto Luigi, la conoscenza dell'orientamento Fenomenologico-Esistenziale, per non diventare un gran miscuglio, insieme a concetti psicoanalitici scelti dalle prferenze di alcuni docenti di certe scuole, richiede solide basi filosofiche che ben difficilmente in esse vengono date; l'approccio forse piu' vicino ed integrabile, è appunto, quello Junghiano ma, gli junghiani, il problema di qs difficolta', generalmente, se la pongono e ne conoscono le grandi difficolta', a differenza di altri, almeno tutti coloro che lavorano con onesta' intellettuale ed umana. Spero di essere riuscita a spiegarmi.
Ciao
sono d'accordo Gaia...ovviamente (ma con tutte le difficoltà del caso)per fare una scuola di stampo fenomenologico occorre perlomeno essere filosofi ed essere stati a contatto con la filosofia per molto tempo...questo non accade e dunque non mi riesce di immaginare quanta confusione e difficolta possa incontrare un allievo...a meno che come dici tu Gaia la formazione in queste scuole non lasci veramente a desiderare!io sono convinto che anche xla scuola junghiana il discorso sia simile ma è vero anche che ognuno coltiva il suo modello concettuale come crede essendoci svariati livelli di esegesi a secondo della persona che si pone davanti ad un determinato pensiero.Ad ogni modo se loriscrue decidi per la scuola fenomenologico-.esistenziale sappi che bisogna studiare tantissimo…Husserl è tutt’altro che semplice…ricordo che per preparare il ‘metodo fenomenologico statico e genetico’ (un libricino di poco più di 20 pag.) ho studiato per sei mesi…
spero che questi chiarimenti siano stati utili…
saluti
Luigi
a me questo indirizzo piace tantissimo ma mi chiedevo..a livello terapeutico, che strumenti usa? se non sbaglio è molto legata alla psicoanalisi..ma alora perchè tanta filosofia se poi in pratica è la stessa cosa?!
tanta filosofia??...la filosofia è da sempre impegnata nella ricerca di senso...questo è stato ribadito da tutte le correnti contemporanee.Dopo il razionalismo e ed il positivismo sembrava infatti che la filosofia si fosse lasciato alle spalle il suo vero compito:la chiarificazione dell'esistenza...compito che diverrà con Husserl e Heidegger irriducibile.Ora,con buona pace di tutta la psicologia,essa si basa su presupposti filosofici (come d'altro canto l'intera scienza moderna)e da quei presupposti si deve partire...a meno che non si consideri 'psicologia' l'insieme di quelle teorie che si basano su inferenze 'come se',che scambiano la cosa con qualcos'altro (psiche=comportamento,uomo=computer,anima=cervello e via dicendo con queste assurdità...).Gli psicologi (gli esperti dell'anima suppongo...)dovrebbero leggere di più i filosofi così si eviterebbero confusioni inutili.Io non posso ora spiegarti bene come procede la fenomenologia ma essa rappresenta non un modello operativo quanto una fondazione epistemologica della psicologia e in campo clinico della psichiatria...è chiaro poi che con un modello alle spalle anche l'agire si trasforma.La cosa migliore comunque se ti interessa questo orientamento è iniziarne a leggere:un buon sunto e introduzione al metodo fenomenologico è una breve opera di Roberta De Monticelli 'la conoscenza personale-introduzione alla fenomenologia' che ti consiglio vivamente...
ti saluto...
Luigi
Cari giovani psicologi,
la scelta non è facile, ma penso che negli anni universitari, studiando le varie teorie, vi siate formati un opinione, anche se mi rendo conto non è sempre facile. Nel tirocinio avrete invece toccato con mano la difficoltà, se avete fatto o presenziato a colloqui clinici, di saper ascoltare ciò che dice un paziente. Oltre al lamento, e ai sintomi portati, a cosa dare ascolto e come operare? Offrendo un modello di "normalità"? Certamente no! Chi sono gli psicologi da poter dire qual è il bene per l'altro? Non esistono soluzioni generali, valide per tutti, ma un accompagnamento a trovare la propria.
Tuttavia questo lo si può fare solo se ci si mette, nei confronti del soggetto che formula una domanda di sapere perché gli succede di star male, in una posizione particolare, che si può assumere solo dopo un percorso personale approfondito: un'analisi.
Si tratta di una trasformazione soggettiva, che non si acquisisce attraverso un sapere o un apprendimento di tecniche. Vi piacerebbe essere addomesticati alla normalità o indottrinati su come dovete imparare a pensare in maniera corretta?
La psicanalisi è una pratica, che si impara sulla propria pelle, per venire a capo di ciò che ci sostiene al mondo come esseri desideranti..
Scusa se mi permetto, ma a parte il resto che noi psicologi credo sappiamo abbastanza bene, tipo il fatto che non esiste una soluzione uguale che vada per tutti e, gia' qs con tutto il rispetto, è piuttosto un'ovvieta' che una novita', a te chi ha detto che a noi "piacerebbe essere addomesticati alla normalita' o indrottinati su come dobbiamo imparare a pensare in maniera corretta"? O che non sappiamo ad es., la maggior parte di noi almeno che la psicoanalisi, ma anche altre tecniche, si imparano sulla propria pelle? Anche al limite, facendo ugualmente un percorso contemporaneo di analisi personale? Vuoi forse insegnarci tu, allora a pensare come "non pensare" per imparare cio' che ritieni per noi fondamentale, evidentemente? Ovvero, la tua personale teoria di riferimento? Se è cosi', almeno ci insegni cosa "ci sostiene al mondo come esseri desideranti" e noi, potremmo dire di aver appreso che dovevamo apprendere un fatto molto importante che ci era completamente sfuggito, per la nostra vita e per la nostra professione.
Ciao
vedo che lei è una persona che legge molto e sa bene che spesso le diverse scuole di psicoterapia fanno miscugli fra filosofia e psicanalisi, ad esempio, senza che venga chiarito né l'uno né l'altro. Credo che qualsiasi scelta, sia comunque, quella che in quel momento una persona senta di fare. è nel lavoro della clinica, che poi ci si mette in discussione veramente per capire cosa si fa con un paziente e se quello che ha imparato gli serve veramente od è una semplice sovrastruttura. Il sapere psicanalitico è il frutto dell'esperienza dell'inconscio di cui gli analisti danno testimonianza a partire da Freud, l'inventore della psicoanalisi. Tuttavia Freud stesso era disposto a rivedere la teoria, quando un solo caso la contraddicesse. Ogni analisi è nuova, non comporta l'applicazione di un sapere già definito. Freud è un "mutante" che scopre un nuovo ordine logico dei fenomeni psichici e cerca di trasmetterlo. La sua è una scoperta che fa malgrado le sue intenzioni, che lo portavano nella direzione della Psicologia generale e della neurologia ed invece incontra altro e di fronte a ciò non indietreggia come Breuer, con Anna O. Non ha un sapere precostituito, ma lo inventa e dopo di lui, Lacan ha cercato di mantenere vivo il senso di questa scoperta e la questione della trasmissione di quest'esperienza. Credo che la lezione di Freud e Lacan non possa essere misconosciuta, ma le loro opere vadano studiate e conosciuta approfonditamente a partire dai testi e non dalle vulgate.
Sul fatto che il contributo innovativo di Freud e la sua sempre dichiarata disponibilita' a rivederlo e speranza che potesse sia essere trasmesso sia contemporaneamente, dichiarandolo "provvisorio" in mancanza di una teoria migliore che potesse spiegare cio' che lui andava studiando, sono certamente d'accordo, cosi' come so bene che per molti psicoanalisti, colui che piu' di ogni altro, ha riportato in luce, arricchendolo di contributi personali, il suo pensiero, è J. Lacan. Personalmente, conosco il fatto che anche a qs autore, si deve un nuovo modo di guardare al concetto di "senso" dell'esperienza soggettiva, per il quale trae spunto non solo dalla linguistica di De Saussure e JaKbson, ricavandone l'importanza a tal fine del rapporto della catena del significante con il significato attraverso la quale si puo' appunto ri-costruire un senso della Narrazione soggettiva cui l'analista presta ascolto; a qs concetti si possono ricondurre quelli del rapporto tra Forma e Contenurìto, di Metonimia, ecc. Conosco anche il suo personale rapporto in particolare con l'antropologia di Levy-Strauss ed il fatto che a lui va il grande merito di aver introdotto in modo nuovo, ri-fondandolo, in ambito psicoanalitico freudiano, il concetto di Altro e di Alterita', e che cio', in realta', troppo spesso viene ignorato, attribuendo per qs, una grandissima importanza al Padre.
Quindi, premesso che qui mi sono limitata ad alcuni concetti basilari, trascurandone alti, piu' filosofici e di "logica" e metodologia, seppure noi a volte, rispondendo ad una domanda, ci limitiamo al concetto contenuto in essa, io, personalmente, non darei frettolosomente per scontato che come psicologi, non siamo a conoscenzadi altri aspetti o non abbiamo, sulla nostra pelle, altre esperienze; anche se mi rendo conto che a volte, certi entusiasmi possono anche portare a temporanei scotomi o ad eccessive enfasi su un certo argomento, magari per semplici inclinazioni personali o, per alcuni, anche per non aver avuto ancora molte esperienze, forse per via della giovanissima eta'.
Chi ha un minimo di esperienza, sa bene che esistono tante realta' quanti sono gli individui con cui è a contatto ma anche tante realta' diverse in momenti diversi di uno stesso individuo; non solo, il rapporto tra psicologia ed antropologia insegna anche che esistono tipi di pensiero umano che sono comuni tra individui che hanno un certo tipo di sofferenza ad es., ed individui appartenenti a determinate culture, con un certo tipo di pensiero a cui si puo' cmq attribuire una sua logica interna.
sono certamente d'accordo, avendolo scritto io per prima, che ci sono scuole che utilizzano concetti filosofici, antropologici e psicoanalitici, facendo una gran confusione che non rende poi merito a nessuno di essi e possono anzi generare analisti frustrati e, per qs, proiettivamente aggressivi con i loro pazienti, cosa che ritengo molto grave, non avendo a disposizione una reale metodologia chiara nè sperimentata nè qd, da utilizzare.
Spero di essermi spiegata in modo chiaro.
Buona giornata e buono studio e lavoro.
Vorrei aggiungere, cosa importantissima, che io ho il massimo rispetto per tutti i miei colleghi che non si riconoscono in Freud o ancor meno, in J. Lacan la cui "sua" personale inclinazione e volonta' di comunicazione e diffusione di pensiero mi è parsa subito evidente, seppur inizialmente taciuta, cosi' come in chi riconoscendovisi, opera con onesta' e serieta', senza mai dimenticare che prima di ogni altra cosa, noi abbiamo a che fare con altre persone, essseri umani con dignita' e diritti. Qs, sia che operiamo come freudiani che come junghiani o come analisti che si riconoscono in orientamenti derivati dalle teorie delle Relazioni Oggettuali, quali le piu' moderne Relazionali oppure del Se', se cio' viene fatto in modo tale da aiutare la persona che si ha di fronte realmente; uguale rispetto ritengo vada riservato a tutti quei colleghi, che operando con la massima coscienzieta' e competenza teorica e metodologia, non si riconoscono nella psicoanalisi, ma in altre correnti psicoterapeutiche che non ritengo si abbia il diritto di etichettare, solo perchè non psicoanalitiche, in modo improprio.
Con la massima solidarieta' ai miei colleghi gia' formati ed in via di formazione secondo le loro personali inclinazioni, purchè sempre rispettose di se' e degli altri.