Citazione:
Originariamente postato da ikaro78
"Il fatto fondamentale apportatoci dall'analisi è che l'ego è una configurazione immaginaria. Se ci si acceca di fronte a questo fatto si va a finire su quella strada in cui tutta l'analisi, o quasi, ai giorni nostri s'impegna senza indugi. Se l'ego è una funzione immaginaria, non si confonde col soggetto"
(J.L., Seminario I, "Gli scritti tecnici di Freud" 1953-1954)
Lacan, in altre parole, recupera e rilancia la sovversione freudiana del soggetto: l'io non è padrone nemmeno in casa propria, ma appare piuttosto subordinato per struttura ad un'altra ragione, quella dell'inconscio - a cui la maggior parte della psicoanalisi post-freudiana, specialmente quella figlia della psicologia dell'Io -sembra aver completamente rinunciato a favore di un rafforzamento progressivo dell'io.
Sono d'accordo: la psicologia dell'Io ha reificato fortemente le istanze psichiche. Come ho già scritto, però, Freud stesso è stato quantomeno ambiguo sulla natura dell'Io, riconducendolo alla pulsione. Credo che l'unico merito della psicologia dell'Io, o meglio, di Hartmann sia stato quello di parlare di una sfera dell'Io libera da conflitti. Si introduce così l'idea che l'Io non sia solo un'istanza difensiva, frutto dello scontro tra pulsione (Es) e civiltà (Super-io), ma che abbia un'area di autonomia.