Originalmente inviato da
willy61
Che ti devo dire? Per me, in questa fase della mia vita, ha senso sì. L'anno scorso non ne aveva. Due anni fa nemanco per idea.
Perché? Perché, ad esempio, non sapevo bene che tipo di scuola scegliere. Avevo fatto colloqui a una scuola psicoanalitica, a una di analisi transazionale, a una sistemica. Ma, pur se mi interessavano tutte e tre, mancava qualcosa. Mancava un'esperienza mia, mancava la possibilità di "provare". Mancava anche la capacità di crederci in quel che sapevo e potevo fare, nella mia capacità di "abbassare l'asticella", di non pensarmi necessariamente come futuro premio Nobel della psicologia clinica.
Così, per due anni ho fatto corsi di espressione corporea, ho tenuto un gruppo di genitori di adolescenti per una parrocchia, ho cercato di aiutare mia figlia a crescere, mi sono innnamorato, insomma, ho cercato di vivere.
Poi ho iniziato. In fondo, per me è più semplice che per molti di voi. Dopotutto, ho 46 anni. Diventare psicoterapeuta a 49, a 50 o anche più in là non è cosa che mi preoccupi chissà quanto. Mentre per chi è più giovane mi pare ci sia molto la sensazione che "bisogna prendere il treno rapidamente". Ma pensateci: quando avrete 70 anni, sarà così importante aver inizato un anno prima o dopo? E non potrebbe essere parte della formazione di un terapeuta anche il masticare la vita adulta, fuori dal mondo dello studio?
Inoltre, io mi accorgo che la scuola di specializzazione (almeno, per me è così) non è solo un'acquisizione di nozioni. E' soprattutto un'esperienza pratica, concreta, quasi quotidiana, di crescita professionale ed umana. Mi sta dando strumenti che un anno fa non possedevo. Se ora riesco a "leggere" la postura e il corpo degli altri, mi ritrovo praticamente obbligato a leggere anche il mio, ad esempio. E a ritrovarmi di fronte ad una consapevolezza non sempre semplice da sostenere, ma bella e importante. E adesso mi sento di poter iniziare a condurre i gruppi di bioenergetica, cosa che un anno fa non avrei nemmeno saputo da che parte iniziare a fare.
Porta soldi? Qualcuno sì. E saranno pochi, ma - se le cose andrano bene - mi ci pagherò la scuola, quantomeno.
Insomma, ognuno avrà la sua risposta. Ma, francamente, a me pare assurdo che psicologi laureati e magari masterizzati si iscrivano a scuole di counselling, ad esempio. Il counselling è qualcosa che uno psicologo, alla fine dell'università, dovrebbe saper fare senza bisogno di corsi. Credo sarebbe preferibile vivere per due - tre anni. Vivere, semplicemente. Cercando di imparare da quel che la vita ci riserva ogni giorno. Leggendolo con le nozioni che abbiamo appreso, lasciando la porta aperta all'inaspettato, al colpo che butta in aria le carte. Dopo ci si potrebbe accorgere, con piacere e sorpresa, che non si ha bisogno di scuole, non di quel tipo.
Troppo lungo, lo so. Ma mi fa piacere parlarne. E ho dentro tante cose che prima non riuscivo a raccontare.
Buona vita
Guglielmo