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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
ciao sara!
condivido appieno quello che hai scritto. anch'io credo che sia davvero una disciplina molto bella ma purtroppo qui in italia è davvero difficile trovare dei tirocini o un lavoro che non si riduca tutto a fare delle fotocopie, ovviamente gratis. io mi laureo in neuropsicologia a marzo a torino e sarei davvero interessata ad andarmene fuori. sai per caso dove posso cercare? se c'è un sito che ti guida per borse di stuido o altro? io vorrei restare in europa, se è possibile.
a presto!!!
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
scusate la mia ignoranza.... ho letto la discussione.. volevo solo capire in che senso la figura del neuropsicologo non ha un vero e proprio titolo ed è poco tutelato?
grazie in anticipo
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Nel senso che non c'è un albo dei neuropsicologi...e nessuno si può firmare neuropsicologo. Si può al massimo essere esperti in neuropsicologia.
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Puoi mettere specialista in neuropsicologia solo se hai fatto la scuola di specializzazione in neuropsicologia (e non la specialistica o magistrale o come si chiama adesso!). Altrimenti formato in...esperto in....
all'ordine mi hanno chiarito che non c'è e non ci sarà mai un albo dei neuropsicologi, ma non c'è neanche un albo per gli psicoterapeuti. L'albo è unno solo. Poi c'è la sezione degli psicoterapeuti, è una dicitura in più, ma l'albo è unico.
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Calethiel dato che mi sembri molto informata, avrei una domanda... con un master di secondo livello in Neuropsicologia che cosa sono? Posso scrivere sui biglietti da visita esperta in Neuropsicologia? Che confusione...:sbonk:
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
che io sappia, dovresti chiamare l'ordine della tua regione,specificare che tipo di master hai fattoe che esperienza su campo hai e poi lorotidanno o meno il nulla osta. Per lo meno, per la Lombardia dovrebbe funzionare così....
Buona giornata
Eli
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
sarebbe auspicabile, ma la realtà non è sempre quella che vorremmo comunque buona la scelta perchè neuropsicologia aiuta veramente le persone e le scienze cognitive spiegano il mondo com'è
ciao
tatabeta74
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
scusate ma la scuola di roma lo dà il titolo di psicoterapeuta? quando sn le lezioni durante la settimana o il week end? perchè il sito non è aggiornato inoltre volevo capire se è possibile frequentandola stando fuori e avere la possibilità di lavorare visto i costi... inoltre esistono altre scuole orientate sull'adulto? xchè quella di parma non è malòe ... ma mi sembra che l'adulto non lo menzionino nemmeno....
grazie
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
scusate se insisto ma nel frattempo magari ora l'italia si sta aggiornando ho trovato oltre parma e roma (sito inesistente) altre scuole di neuropsicologia: milano bicocca padova e trieste... qualcuno ha qualche informazione???... in più c'è la famosa slop... scuola di psicoterapia ad indirizzo cognitivo-neuropsicologiaco... cos'è uno specchietto per allodole?
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Quella di parma è solo sull'età evolutiva (si chiama Accademia di Neuropsicologia dello Sviluppo).
Quella di roma le lezioni sono durante la settimana, così come i tirocini, quindi senza vivere a roma è impossibile farla. Non so se adesso rilascia il titolo di psicoterapeuta, fino a qualche anno fa no.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Calethiel
Quella di parma è solo sull'età evolutiva (si chiama Accademia di Neuropsicologia dello Sviluppo).
Quella di roma le lezioni sono durante la settimana, così come i tirocini, quindi senza vivere a roma è impossibile farla. Non so se adesso rilascia il titolo di psicoterapeuta, fino a qualche anno fa no.
grazie tante per l'informazione... e sai per caso qualche informazione sulle lezioni di milano torino o trieste???? sempre su com sono distribuite le lezioni... perche non so prorpio come fare a non riuscire a lavorare per altri 5 anni... senza nenanche la opportunità di fare o commessa o cameriera.. ah ma la scuola di zoccoletti e quella di santa lucia sono la stessa cosa?
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Secondo me la risposta alla domanda "c'è possibilità di lavoro?" è "No, perchè lo psicologo (o neuropsicologo) non fa niente che altre figure non facciano già da tempo". Mi spiego meglio: secondo me all'università ci fanno studiare tante materie che altre figure professionali studiano già e anche molto meglio di noi ed invece non ci preparano sulle cose che le altre figure sanno fare peggio.
So che potrei forse offendere qualcuno che già lavora da tempo in questo campo, ma più osservo quello che si studia e si pratica in questo campo e più mi convinco di quello che ho appena detto. Se lo dico è solo perchè sto cominciando a sentirmi preso in giro da questo sistema.
Sono mesi ormai che confronto i nostri libri di "neuropsicologia" (anche io sono studente di Psicologia) con quelli che si usano a Medicina per gli esami di neurologia o a Logopedia per gli esami di riabilitazione. Francamente non trovo nulla di nuovo nei nostri manuali che non sia già presente in questi altri testi, peraltro molto più approfonditi ed integrati con materie di cui noi sappiamo poco e niente, tipo neuroanatomia e neurofisiologia. A confronto, i nostri "libri" sembrano i loro riassuntini. Andatevi a leggere il Victor Adams, il Mazzucchi, il Pizzamiglio tanto per avere un' idea.
Agli studenti che fanno la tesi in neuropsicologia e ai tirocinanti viene chiesta per la maggiore una ed una sola cosa: uso ed interpretazione dei test neuropsicologici. Ebbene, se le cose stanno così nella realtà perchè ci fanno invece studiare cose tipo "Neurologia Clinica", "Elementi di Psichiatria", "Riabilitazione cognitiva", "Psicofarmacologia" (?!), "Neuropsichiatria infantile(!)" ?. Un fantomatico esame come "Teorie e Tecniche dei Test Neuropsicologici" dovrebbe essere istituito come esame di base, ed invece è alla mercè della decisione dell' università o del prof. di turno.
Sto cominciando anche a sospettare che se ci sono "neuropsicologi" che lavorano, ciò è dovuto semplicemente al fatto che non hanno incontrato nel loro ambiente neurologi o logopedisti abbastanza bravi. Se non risulto convincente non c'è problema: basta andare a farsi un giro nei programmi di studio e nelle offerte didattiche delle Specializzazioni in Neurologia, Psichiatria o nelle discipline sanitarie come Logopedia, Riabilitazione della Neuromotricità, ecc. Troverete molti argomenti e molti libri (per non parlare di molti test!) familiari a noi...
ma basterebbe anche meno: anche solo andarsi a vedere i curriculum di chi scrive libri di neuropsicologia o pubblica su riviste come "Acta Neuropsicologica" per capire. La sproporzione tra psicologi e altre figure professionali è enorme.
in conclusione: sto cominciando a sospettare che in Italia il neuropsicologo non lavora semplicemente perchè non ha niente da offrire di diverso come figura professionale. Non c'entrano nulla le trite e ritrite "resistenze socio-culturali alla figura dello psicologo" e altre cose simili. Quelle resistenze le hanno avute tutte le figure professionali sanitarie, ma nessuna sta avendo i problemi che abbiamo noi attualmente.
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
per curiosità, dove studi e quale indirizzo?
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Originalmente inviato da
sirvanoBB
per curiosità, dove studi e quale indirizzo?
ti riferisci a me? se sì, io studio a Psicologia e ora sono alla specialistica ad indirizzo cognitivo.
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sì, mi riferisco a te. in quale ateneo studi?
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Io lavoro come neuropsicologa e collaboro con neurologi e logopedisti (e neuropsichiatri, psichiatri, terapisti della neuropsicomotricità ed educatori).
Credo che tu abbia un po di confusione sulle varie competenze. Certo alcune conoscenze sono in comune, ma gli ambiti di lavoro sono diversi. Il neurologo si occupa più della parte neurologica appunto, neuroimmagini ecc.... e chiede al neuropsicologo l'effettivo funzionamento delle funzioni cognitive. Idem come le logopediste, che si occupano solo di linguaggio (comunicazione in generale) e dsa. La logopedista non tratta disturbi prassici, attentivi ecc... E la logopedista in quanto "tecnico" non può fare diagnosi e somministrare test di livello. Quindi si collabora.
All'università ti fanno studiare cose come farmacologia, riabilitazione, neurologia è perchè se ti arriva un paziente che riferisce difficoltà attentive e prende ad es. il depakin tu DEVI sapere che il depakin ha effetti sull'attenzione nel senso di un rallentamento. Se ti arriva in psicoterapia un paziente che riferisce un cambiamento di carattere DEVI sapere che può essere dovuto anche ad un tumore nel lobo frontale. E quando ti arriva un paziente per fare una valutazione neuropsicologica perchè ha avuto una rottura di un aneurisma nell'arteria comunicante anteriore tu DEVI sapere di cosa sta parlando. E dopo che hai fatto una valutazione DEVI sapere impostare un piano di terapia, anche se poi la terapia la farà la logopedista, la psicomotricista o la terapista occupazionale.
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Citazione:
Originalmente inviato da
Calethiel
Io lavoro come neuropsicologa e collaboro con neurologi e logopedisti (e neuropsichiatri, psichiatri, terapisti della neuropsicomotricità ed educatori).
Credo che tu abbia un po di confusione sulle varie competenze. Certo alcune conoscenze sono in comune, ma gli ambiti di lavoro sono diversi. Il neurologo si occupa più della parte neurologica appunto, neuroimmagini ecc.... e chiede al neuropsicologo l'effettivo funzionamento delle funzioni cognitive. Idem come le logopediste, che si occupano solo di linguaggio (comunicazione in generale) e dsa. La logopedista non tratta disturbi prassici, attentivi ecc... E la logopedista in quanto "tecnico" non può fare diagnosi e somministrare test di livello. Quindi si collabora.
All'università ti fanno studiare cose come farmacologia, riabilitazione, neurologia è perchè se ti arriva un paziente che riferisce difficoltà attentive e prende ad es. il depakin tu DEVI sapere che il depakin ha effetti sull'attenzione nel senso di un rallentamento. Se ti arriva in psicoterapia un paziente che riferisce un cambiamento di carattere DEVI sapere che può essere dovuto anche ad un tumore nel lobo frontale. E quando ti arriva un paziente per fare una valutazione neuropsicologica perchè ha avuto una rottura di un aneurisma nell'arteria comunicante anteriore tu DEVI sapere di cosa sta parlando. E dopo che hai fatto una valutazione DEVI sapere impostare un piano di terapia, anche se poi la terapia la farà la logopedista, la psicomotricista o la terapista occupazionale.
E' anche normale avere un po' di confusione sulle varie competenze se i miei insegnanti di neuropsicologia sono neurologi, se il mio insegnante di riabilitazione è sempre neurologo, se attualmente sto studiando da due libri di neuropsicologia scritti da neurologi in collaborazione con altri neurologi e logopedisti (anche se devo dire la verità, su dieci collaboratori ho trovato uno psicologo!), se ultimamente ho letto un libro di "Neuropsicologia della coscienza" scritto da una neurologa, se i neurologi e i logopedisti studiano, somministrano e standardizzano tranquillamente alcuni test. Se i logopedisti si occupano di neuropsicologia ad ampio raggio (mai visto un logopedista che si occupa solo di linguaggio), se la neuropsicologia dai vari De Renzi, Spinnler, Tognoni fino agli anni '70 l'hanno fatta i medici, se esistono specializzazioni in neurologia che prevedono due (ripeto due) anni di preparazione teorico/pratica in neuropsicologia. Ecco, dopo tutto questo penso sia normale avere un po' di confusione sulle competenze. E potrei continuare così per ore...
Per quanto riguarda la storia dei farmaci: ribadisco che la vedo un' inutile perdita di tempo perchè così come nella pratica il neurologo chiede al neuropsicologo l'effettivo funzionamento delle funzioni cognitive, allo stesso modo il neuropsicologo potrebbe chiedere al neurologo l'effettivo funzionamento del depakin, del naloxone, L-Dopa, ecc. ecc. sostituendo quindi il tempo di un esame dedicato alla psicofarmacologia con attività ben più formative.
Malgrado tutto ciò non voglio screditare nessuno degli attuali neuropsicologi che lavorano seriamente e fanno il loro mestiere. Tutto ciò che voglio dire è che, per come stiamo messi attualmente come formazione, noi psicologi siamo un di più per la sanità. Se un giorno avremo delle competenze esclusive (tipo l'uso dei test), le cose potrebbero cambiare. Ho la netta impressione che lavoreremmo molti più in questo modo da "tecnici", che come succede attualmente per alcuni di noi (non tutti) come teorici/riabilitatori a metà.
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Credo sia fondamentale per uno psicologo/psicoterapeuta/neuropsicologo conoscere anche l'effetto dei farmaci... Spesso si fanno errori mostruosi perché queste cose non si sanno.
La mia esperienza personale mi ha insegnato che laddove la neuropsicologia sia davvero lasciata al neuropsicologo che si interfaccia con l'équipe multidisciplinare, (al posto che al neurologo o logopedista che si improvvisano neuropsicologi) il lavoro risulta più coordinato e spesso porta a risultati più ampi (il neuropsicologo si coordina spesso anche con educatori ed assistenti sociali per un buon reintegro a livello sociale del paziente...).
Mi spiace che tu abbia una visione così medicalizzata... I neuropsicologi con cui ho collaborato fino ad ora, grazie al cielo, sono tutti psicologi e spesso anche psicoterapeuti.
Buona giornata
Elisa
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
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Originalmente inviato da
pimo_eli
Credo sia fondamentale per uno psicologo/psicoterapeuta/neuropsicologo conoscere anche l'effetto dei farmaci... Spesso si fanno errori mostruosi perché queste cose non si sanno.
La mia esperienza personale mi ha insegnato che laddove la neuropsicologia sia davvero lasciata al neuropsicologo che si interfaccia con l'équipe multidisciplinare, (al posto che al neurologo o logopedista che si improvvisano neuropsicologi) il lavoro risulta più coordinato e spesso porta a risultati più ampi (il neuropsicologo si coordina spesso anche con educatori ed assistenti sociali per un buon reintegro a livello sociale del paziente...).
Mi spiace che tu abbia una visione così medicalizzata... I neuropsicologi con cui ho collaborato fino ad ora, grazie al cielo, sono tutti psicologi e spesso anche psicoterapeuti.
Buona giornata
Elisa
I manuali di neuropsicologia più studiati in Italia sono quasi tutti scritti da medici (il Pizzamiglio, quello della Mazzucchi, Lineamenti di Grossi e Trojano, il Victor Adams, il Guyton, il Carlson, ecc.). Evidentemente anche questi medici si sono improvvisati neuropsicologi nello scrivere i libri, ma direi che l'hanno fatto piuttosto bene se hanno cresciuto una buona generazione di neuropsicologi.
Cosa dovremmo pensare a questo punto? che tutti gli studenti di psicologia italiani hanno una visione così medicalizzata?
A me dispiace sinceramente discutere in modo così provocatorio con voi che siete miei colleghi e che state facendo un lavoro bellissimo, però credo sia ingiusto sminuire una realtà molto diffusa a livello nazionale. Magari a voi non tocca così tanto che siete già inseriti in un ambiente lavorativo, ma a noi studenti invece sì perchè ci stiamo giocando il futuro sulla laurea.
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
ciao calethiel e pimo_eli . leggendo i vostri messaggi sull'argomento si vede che avete esperienza nel campo,e quindi mi rivolgo a voi! ho una gran confusione e spero mi possiate far chiarezza! premetto subito che sono iscritta al 2 anno di specialistica in psicologia clinica, perchè mal consigliata dai professori ritenendo la clinica la base di tutto, e scoraggiata dal fatto che non c'è un albo specifico per Neuropsicologi e quindi poco tutelati,(ma questo a mio parere vale anche per gli psicologi pur avendo un Ordine!). Comunque mi prendo tutte le responsabilità per questa scelta!In ogni caso, dopo la laurea, so per certo che non voglio fare la psicoterapeuta,non è la mia strada!! ma sono invece molto interessata a lavorare come neuropsicologa. mi è parso di capire che anche io con una laurea in psicologia clinica, posso seguire questa strada.
vorrei qualke consiglio, su come avvicinarmi a questo lavoro, quali sono gli studi che bisogna fare, se i Master ti rendono specialista in Neuropsicologia e ti consentono di lavorare con questo ruolo, poi x il tirocinio, io abito in un paese vicino Caserta, ma posso spostarmi anche a Napoli e quindi vorrei sapere se conoscete una buona struttura in merito.in questo periodo mi sento un pò dubbiosa, spero di aver fatto le scelte giuste finora,ma la strada è tutta in salita.
qualche tuo consiglio mi sarebbe utile. Grazie mille!!!
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Comprendo le obiezioni di armomarx, visto che quando ero studente ho riflettuto a lungo su questo problema. In realtà, la ragione per cui la quasi totalità dei docenti italiani di neuropsicologia (e degli autori dei manuali più famosi) sono neurologi di formazione è principalmente storica. Con la formazione dei corsi di laurea in psicologia e, progressivamente, le relative facoltà (quella di Padova nasce nel 1992!), i docenti di neuropsicologia erano necessariamente neurologi che, per vari motivi, si erano avvicinati alla neuropsicologia (questo discorso si può fare, però, per ogni altri settore della psicologia... in generale i docenti universitari di psicologia erano laureati in lettere, filosofia, biologia, medicina, fisica, etc che si erano avvicinati ad una delle varie "anime" della psicologia). Pian piano questa situazione sta cambiando, nel senso che avremo l'ingresso di docenti e ricercatori più giovani (questo, chiaramente, si spera… per come è messa l'università italiana oggi è forse più probabile la chiusura delle università che un ricambio generazionale, ma questo è un altro discorso!). Se pensiamo a famosi neuropsicologi all'estero, chiaramente ci sono quelli che hanno alle spalle una formazione medica (penso a Damasio), ma anche quelli che hanno una formazione psicologica (ad esempio, Brenda Milner).
Non faccio il neuropsicologo di professione (mi sono occupato di neuroscienze a livello di ricerca però), ma per quel che ho visto io, medici che fanno la specializzazione in neurologia molto raramente hanno competenze neuropsicologiche (a meno che i loro docenti, ovviamente, non si occupino di neuropsicologia a vario titolo), nel senso che sanno che esiste un manuale come il Pizzamiglio, ma a meno di concorsi particolari, non lo studiano.
Tra l'altro, ho notato un forte interesse da parte dei neurologi in tematiche tipicamente psicologiche, come la testistica (e non solo quella classicamente neuropsicologica, ma anche questionari etc).
Con questo non voglio dire che per i neuropsicologi è tutto rosa e fiori e non avranno problemi di "concorrenza" rispetto ai neurologi (specialmente in strutture pubbliche, etc), però mi interessava sottolineare che è sbagliato pensare "perché io, psicologo, devo studiare neuropsicologia? Tanto ci sono i neurologi che studiano queste cose meglio di me". In primo luogo, secondo gli ordinamenti didattici, è probabile che uno psicologo con indirizzo neuropsicologia/neuroscienze abbia fatto più esami di neuroscienze rispetto a un medico; in secondo luogo, uno psicologo che si occupa di neuropsicologia ha alle spalle altre competenze (che possono essere a livello di funzionamento dei processi cognitivi, di teoria e tecniche dei test, di psicologia dinamica) che il medico/neurologo che lavora nell'ambito della neuropsicologia non ha.
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Riferimento: Neuropsicologi c'è possibilità di lavoro??
Armomarx, libri come il Denes/Pizzamiglio e il Mazzucchi (e molti altri come il Bear/Connor/Paradiso, il Carlson, il Purves, il Kandel, il Gazzaniga/Ivry/Mangun...) sono programma di esame di molti corsi di neuropsicologia delle facoltà di psicologia, al contrario, per la mia esperienza (non lo considero un dato scientifico ovviamente), infermieri, fisioterapisti, logopediste, neuropsicomotriciste (qui parlo al femminile perché sto ancora aspettando di trovarne del sesso opposto:dunno:), neurologi, psichiatri, neuropsichiatri e fisiatri (almeno quelli con cui sono entrato in contatto) di neuropsicologia ne sanno poco o niente. Devo dire però che anche la maggior parte degli psicologi che lavorano in ambito neuropsicologico (almeno la maggior parte di quelli che ho conosciuto, non tutti, è ovvio) sono "improvvisati" nella materia e non hanno sufficienti basi teoriche (ma comunque maggiori rispetto alle altre figure professionali). La differenza è che da diversi anni la formazione degli psicologi, nei corsi di laurea triennale e lauree magistrali (a Roma l'indirizzo di neuropsicologia, almeno quando ero iscritto alla Sapienza, riguardava sia la triennale che la magistrale, quindi 5 anni di studio di psicologia cognitiva e neuropsicologia), è sempre più specifica nell'ambito (almeno per gli indirizzi specifici di neuropsicologia), e contemporaneamente sono sorte scuole di specializzazione pubbliche quinquennali in neuropsicologia (solo per psicologi), mentre, per quanto riguarda le altre figure che ho elencato, continuo a vedere una scarsa preparazione nella materia.
Tanto per fare un esempio, poco tempo fa una mia amica prossima alla laurea in logopedia lamentava il fatto di dover preparare un esame in riabilitazione neuropsicologica senza che nel suo corso fossero state date le minime conoscenze teoriche in neuropsicologia (ed è solo uno dei tanti esempi che potrei fare, riguardanti anche gli altri professionisti citati).
Per quanto riguarda l'insegnamento da parte di medici (soprattutto neurologi e neuropsichiatri) di materie di stampo neuropsicologico, la mia opinione è che questo sia inevitabile dal momento che in Italia la figura dello psicologo è stata "inventata" nel 1989, prova a immaginare il neuropsicologo... Infatti quello che ho potuto notare è che i professori più anziani tendono a non essere psicologi di formazione (e non parlo solo di medici: ho trovato laureati in lettere, in biologia, in filosofia...) mentre tra i professori/ricercatori più giovani tende ad esserci (sempre di più) una netta prevalenza di psicologi (almeno questo è quello che ho notato basandomi sulla mia esperienza in due diversi atenei, ma anche su ricerche fatte in rete). I professori più anziani solitamente non sono esperti della materia grazie alla loro formazione universitaria ma per gli interessi di ricerca, molto spesso limitata a uno specifico settore della disciplina (ho trovato anche fisici che avendo fatto tanta ricerca nel settore, insegnano materie neuroscientifiche/neuropsicologiche).
Non concordo neppure sul fatto che vadano eliminati quegli esami delle "zone di confine" con la nostra futura (si spera) professione (farmacologia, neurologia, psichiatria, neuropsichiatria...) perché tornano molto utili per capirsi con i professionisti con cui, quasi inevitabilmente (se si lavora nel campo), si ha a che fare. Se per esempio lavoro con un cerebroleso che prende antiepilettici (molto frequente), sapere che questi possono portare una diminuzione delle capacità attentive può avere una sua importanza dal momento che parliamo di una funzione cognitiva che va a modulare tutte le altre. Questo può metterci nella condizione di consultarci con il suo medico curante per un'eventuale riduzione del dosaggio che ci consenta di fare le varie riabilitazioni cognitive (in caso contrario potremmo ignorare del tutto il problema). Oppure sapere che un paziente con sclerosi multipla può avere problemi visivi non è di scarsa rilevanza dal momento che ci sono molte riabilitazioni e training neuropsicologici che prevedono l'uso di computer (ma questo può essere un problema anche con i test carta e matita).
Infine condivido il tuo parere sulla necessità di approfondire di più materie che dovrebbero caratterizzare il nostro sapere di psicologi, come la psicometria, per rifarmi al tuo esempio sugli esami di teorie e tecniche dei test.
Penso inoltre che molti più studenti dovrebbero porsi e porre domande come le tue invece di pensare che una volta ottenuto il titolo di psicologo (o neuropsicologo in questo specifico caso) verranno in automatico riconosciuti come i massimi esperti della materia.