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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
bella primavera
psicoanalisti moderni esistono, Aron: (MENTI CHE SI INCONTRANO), descrive la psicoanalisi relazionale
A parte che, dal mio punto di vista che è proprio quello della psicoanalisi relazionale, Aron non "descrive la psicoanalisi relazionale" in quel libro, al massimo fornisce alcune indicazioni relative ad una lettura in chiave relazionale a concetti clinici (identificazione proiettiva, partecipazione dell'analista. La psicoanalisi relazionale è un movimento estremamente composito ma che si situa in continuità con la psicoanalisi ed in particolare con autori come Winnicott, Ferenczi, Sullivan etc. Come dice ikaro innova secondo le proprie coordinate teoriche molti concetti.
Penso che esista una psicoanalisi contemporanea, che si confronta con i problemi contemporanei e lo fa con strumenti teorici basati su una tradizione ma continuamente rinnovati, che ha molte sfaccettature, con filoni che si differenziano anche in grande misura, ma che ha come punto comune il riconoscersi nell'alveo freudiano.
Sinceramente il fatto che chi conosce due o tre nozioni di psicoanalisi imparate all'università o che ha una vaga idea della sua storia, spari sentenze a spron battuto e non faccia neanche il tentativo di dialogare, non è esaltante...
Un saluto
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
No! la mia non è un'interpretazione, è una descrizione e al massimo una similitudine...
Il costruttivismo sembrerebbe dimostrare che tutto è interpretazione...
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Interpreta chi ritiene che quei vasetti abbiano un valore profondo... ho letto per esempio che alcuni sostengono che il significato è l'artista che dona parte di se...
Insomma, rimettiamo in discussione tutta la produzione artistica. In fondo è oggettivo che un'opera non abbia alcun valore, non veicoli significati, non descriva un contesto sociale e culturale... Perchè la cappella Sistina dovrebbe essere "bella" e la "merda d'artista" brutta? Non si tratta di questioni soggettive? Se i vasetti hanno il loro valore evidentemente qualche importanza chi è del settore gliela avrà attribuita. Poi a te possono non piacere, ma questa è tutta un'altra storia. Ovviamente le implicazioni cliniche di una mentalità così oggettivizzante sono facilmente intuibili...
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Il mio è un ipse dixit? ma sono io che devo dimostrare che non c'è un senso e un'utilità nell'interpretare o chi interpreta deve dimostrare che c'è ?
Se proprio vogliamo restare sul terreno dell'oggettivazione che ti sembra più congeniale, di articoli che dimostrano l'efficacia dei trattamenti di tipo psicoanalitico c'è n'è a bizzeffe. Basta fare un giro sull'autorevole pubmed... Non parliamo poi del fatto che interpretare non significa fornire la Verità al paziente ma co-costruire insieme letture delle relazione e degli stati emotivi...
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Io rispondevo ad alcuni che argomentavano i buoni motivi per non riascoltare la seduta! E criticavo questa smania di trovare interpretazioni nascoste. Io sostengo che invece c'è tutto il mondo dei deficit metacognitivi che a volte non permette di mantenere la seduta e che quindi la registrazione può essere utile!
Appunto: ma che interpretazioni nascoste?! Si interpretano aree che emergono nel "campo" che si crea tra paziente ed analista ("campo" che si crea sempre ma che in altri orientamenti non viene letto e decifrato). E poi perchè ci sono questi deficit metacognitivi? Non hanno alcun senso? Compaiono per capriccio? Mi sembra che Liotti, tanto per citare uno che qualcosa dalla psicoanalisi ha preso, inserisca i fattori affettivi.
Saluti
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
capisco che per voi la teoria non esiste, ed è questo che rende cieche le vostre pratiche terapeutiche, ammantate dietro uno scientismo che è il nuovo volto del totalitarismo, il vostro ottimismo è pari solo alla vostra ingenuità, beati voi!
E meno male che sopravvive la fede psicoanalitica :asd: l'unica che ha una teoria vera! Eretici tutti coloro che hanno altri punti di vista e che provano a verificare se sono più efficaci!:skunk:
Citazione:
Vedi Vincent, per come la capisco io, uno può decidere di registrare o meno. Non è l'azione in sé ad avere senso, ma il significato che viene assegnato dal soggetto a quell'azione. Che è analizzabile, come ogni altro significato.
Secondo me è proprio l'azione ad essere utile perchè citando Francesco Rovetto:
Citazione:
Una settimana è formata da 168 ore.
Nel tipico formato della terapia cognitivo-comportamentale, si prevede
un colloquio settimanale della durata di circa un’ora. Anche in terapie che
prevedono 3 o 4 incontri alla settimana, la sproporzione tra le ore di terapia
e le altre ore di vita è impressionante. Sperare che una, o comunque poche
ore, di semplice colloquio possano contrastare abitudini oramai consolidate,
insegnare capacità mancanti, modificare motivazioni, correggere pregiudizi
circa se stessi, il mondo e il futuro è probabilmente irrealistico.
e come sostiene invece Franco Baldini nel suo libro sugli homework:
Citazione:
Il riascoltare la seduta, una o più volte,
a casa, da parte del paziente, è un lavoro molto utile perché gli permette di
acquisire maggior consapevolezza dei passaggi importanti del processo terapeutico.
Frasi o affermazioni del terapeuta e del paziente stesso che, sfuggite
all’attenzione in seduta, possono essere riprese e rianalizzate attentamente con
tutto il tempo a disposizione per riflettere. Oltre al riascolto della seduta viene
prescritto al paziente di appuntarsi su di un quaderno le osservazioni più
importanti che durante questo compito gli passano per la mente, in modo tale
da poterle discutere e analizzare con lo psicoterapeuta nella seduta successiva
Ci sono ricerche che dimostrano l'efficacia di tutto ciò... quindi tutto molto pratico e ben lontano dalla magia o da interpretazioni... rilancio, un'altra tecnica che si utilizza sono i Promemoria o coping cards
I promemoria sono dei bigliettini su cui il paziente e il terapeuta scrivono le strategie cognitive e comportamentali che il paziente dovrebbe mettere in atto durante la situazione problematica. Il paziente viene incoraggiato dal terapeuta a tenere i promemoria sempre con sé (es. in tasca, nel portafogli) e ad utilizzarli regolarmente (es. due volte al giorno) o al bisogno.
per quanto riguarda i deficit metacognitivi rimando a una letteratura bipartizan:
I disturbi di Personalità. Modelli e trattamento. Stati mentali, metarappresentazione, cicli interpersonali
Dimaggio G.; Semerari A.; 2007; Laterza
Il trattamento basato sulla mentalizzazione. Psicoterapia con il paziente borderline
Bateman Anthony; Fonagy Peter, 2006, Cortina Raffaello
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
E meno male che sopravvive la fede psicoanalitica :asd: l'unica che ha una teoria vera! Eretici tutti coloro che hanno altri punti di vista e che provano a verificare se sono più efficaci!:skunk:
Non ho detto assolutamente questo, inutile che cerchi di mescolare le carte, se non riesci a portare un argomento uno che sia serio forse è meglio tacere, ci faresti una figura decisamente migliore...
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Ci sono ricerche che dimostrano l'efficacia di tutto ciò... quindi tutto molto pratico e ben lontano dalla magia o da interpretazioni...
Ci sono ricerche che dimostrano che non è la consapevolezza cognitiva ad essere il fattore terapeutico. Come la mettiamo?
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Non parliamo poi del fatto che interpretare non significa fornire la Verità al paziente ma co-costruire insieme letture delle relazione e degli stati emotivi...
Co-costruire che è diverso dal dire è sbagliato registrare perchè lo dico io come viene affermato a inizio discussione? giusto?
Citazione:
Il costruttivismo sembrerebbe dimostrare che tutto è interpretazione...
Si ma se io interpreto ciò che il paziente costruisce e non lo descrivo o al limite lo riformulo come dice Rogers non corro il rischio di metterci della roba mia? per me l'abilità del terapeuta è astenersi da giudizi o interpretazioni ma aiutare a costruire altri punti di vista..
Citazione:
Non parliamo poi del fatto che interpretare non significa fornire la Verità al paziente ma co-costruire insieme letture delle relazione e degli stati emotivi...
Allora sono d'accordo ma questo allora non vuol dire che è una cosa è sbagliata perchè la dico io e che riascoltare la seduta è sbagliato... se no che co-costruzione è? Io decido cosa è giusto e cosa no....
Citazione:
Appunto: ma che interpretazioni nascoste?! Si interpretano aree che emergono nel "campo" che si crea tra paziente ed analista ("campo" che si crea sempre ma che in altri orientamenti non viene letto e decifrato). E poi perchè ci sono questi deficit metacognitivi? Non hanno alcun senso? Compaiono per capriccio? Mi sembra che Liotti, tanto per citare uno che qualcosa dalla psicoanalisi ha preso, inserisca i fattori affettivi.
Sì ma io sono daccordo, erano i tuoi colleghi che parlavano dell'inconscio che ha motivazioni intelligenti e che decide cosa scordare e per questo non bisogna forzarlo tramite il riascolto audio delle sedute perchè se no chissà che succede... che incidano i fattori affettivi sono d'accordo e anche altro...
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Una settimana è formata da 168 ore.
Nel tipico formato della terapia cognitivo-comportamentale, si prevede
un colloquio settimanale della durata di circa un’ora. Anche in terapie che
prevedono 3 o 4 incontri alla settimana, la sproporzione tra le ore di terapia
e le altre ore di vita è impressionante. Sperare che una, o comunque poche
ore, di semplice colloquio possano contrastare abitudini oramai consolidate,
insegnare capacità mancanti, modificare motivazioni, correggere pregiudizi
circa se stessi, il mondo e il futuro è probabilmente irrealistico.
Un ragioniere mancato!
E' proprio questo che trovo assurdo in queste pratiche, l'ossessione per la misura e per il dato quantitativo per cui il tempo psichico viene ridotto al tempo cronologico (e fanno pure i calcoli, un tot al chilo!), il bello è che poi si indignano quando facciamo loro notare che riducono l'uomo ad un calcolatore! :asd:
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Sì ma io sono daccordo, erano i tuoi colleghi che parlavano dell'inconscio che ha motivazioni intelligenti e che decide cosa scordare e per questo non bisogna forzarlo tramite il riascolto audio delle sedute perchè se no chissà che succede... che incidano i fattori affettivi sono d'accordo e anche altro...
A onor del vero, io non ho detto che ''l'inconscio decide cosa scordare'' (piuttosto è il contrario, l'inconscio non scorda!!!) né ho detto che sia controindicato registrare le sedute, dico piuttosto che non è possibile stabilire a priori se ha un senso registrare o meno, e in ogni caso quel senso è sempre singolare, quello che vale per quel paziente lì non vale per un altro.
Saluti,
ikaro
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Ci sono ricerche che dimostrano che non è la consapevolezza cognitiva ad essere il fattore terapeutico. Come la mettiamo?
Ci sono ricerche che dimostrano che non è solo la consapevolezza cognitiva ad essere il fattore terapeutico...
Citazione:
Non ho detto assolutamente questo, inutile che cerchi di mescolare le carte, se non riesci a portare un argomento uno che sia serio forse è meglio tacere, ci faresti una figura decisamente migliore...
eh come siamo totalitaristi e scentisti... sai a volte bisognerebbe anche tollerare anche gli altri punti di vista e non solo bollarli come poco seri perchè son diversi dai tuoi...:medito:
Citazione:
A onor del vero, io non ho detto che ''l'inconscio decide cosa scordare'' (piuttosto è il contrario, l'inconscio non scorda!!!) né ho detto che sia controindicato registrare le sedute, dico piuttosto che non è possibile stabilire a priori se ha un senso registrare o meno, e in ogni caso quel senso è sempre singolare, quello che vale per quel paziente lì non vale per un altro.
Beh se leggi le discussioni prima il senso era che non si può riascoltare le sedute perchè se non hai recepito una cosa vuol dire che va bene così, e così è venuta la cosa dell'inconscio intelligente che funziona come un homuncolus che decide cosa rendere consapevole e cosa tenere per sé... tu hai affermato che l'inconscio è intelligente e io ho interpretato che ritenessi vere le cose dette prime, se io fossi stato un buon terapeuta avrei riformulato dicendo se ho capito bene stai dicendo che pensi ci sia un omino nel cervello che decide... e tu mi avresti detto no hai capito male... e mi avresti spiegato e non avremmo perso tempo... ecco perchè interpretare crea problemi...
Se leggi la mia prima risposta è
Citazione:
Concordo che la cosa migliore sia parlarne col tuo terapeuta...
Personalmente in certi casi trovo utile registrare le sedute e darle al paziente da riascoltare, non ci trovo niente di deleterio, anzi... poi va visto caso a caso...
quindi non tanto lontano da come la vedi tu...
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
eh come siamo totalitaristi e scentisti... sai a volte bisognerebbe anche tollerare anche gli altri punti di vista e non solo bollarli come poco seri perchè son diversi dai tuoi...:medito:
Poco serie sono le tue argomentazioni, non tutto il mondo cognitivo-comportamentale ovviamente (anche se l'ipse dixit di Rovetto potevi pure risparmiartelo, ti sei dato la zappa sui piedi da solo... :asd:), detto questo m'hai provocato? E mo' me te magno!! (ipse dixit, Alberto Sordi, non Freud :asd:)
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Si ma se io interpreto ciò che il paziente costruisce e non lo descrivo o al limite lo riformulo come dice Rogers non corro il rischio di metterci della roba mia? per me l'abilità del terapeuta è astenersi da giudizi o interpretazioni ma aiutare a costruire altri punti di vista..
"Roba tua", come la chiami, ce la metti sempre perchè sei un essere vivente, ovvero un sistema aperto e non chiuso, se vogliamo usare i termini della teoria dei sistemi non lineari. Quindi sei sempre in relazione, anche a livello emotivo. è per questo motivo che noi facciamo un'analisi personale, in modo da conoscere, da fare esperienza di questo livello "non razionale" e potere riconoscere cosa succede in quest'area difficilmente identificabile a parole. Quindi le descrizioni o le riformulazioni possono cercare di essere asettiche e standardizzate, non giudicanti quanto vuoi, ma qualcosa di emotivo passa...
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Allora sono d'accordo ma questo allora non vuol dire che è una cosa è sbagliata perchè la dico io e che riascoltare la seduta è sbagliato... se no che co-costruzione è? Io decido cosa è giusto e cosa no....
Mi sembra che i miei colleghi abbiano tentato di spiegare per quale motivo ritengono che non sia utile che il paziente riascolti le sedute, cosa sulla quale sono pienamente d'accordo. Ma è ovvio che il nostro lavoro è orientato in tutt'altra direzione (la dimenticanza ha un significato) rispetto al tuo, dove sembra di capire che si tratti di "riflettere" su conoscenze acquisite in seduta.
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Sì ma io sono daccordo, erano i tuoi colleghi che parlavano dell'inconscio che ha motivazioni intelligenti e che decide cosa scordare e per questo non bisogna forzarlo tramite il riascolto audio delle sedute perchè se no chissà che succede... che incidano i fattori affettivi sono d'accordo e anche altro...
Bisogna intendersi su cosa significa per te "intelligente". In un certo senso credo che l'inconscio lo sia perchè trova strategie e modalità geniali per esprimersi. è un altro livello di organizzazione dell'essere umano, perchè dovrebbe essere stupido? Proprio perchè non è così non lo si "forza" e non succede niente, se non che l'ascolto della seduta rimane unicamente atto razionale e si permane un livello di collusione.
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Vincent, messa così la discussione assume una forma del tutto diversa. Anche più piacevole, se me lo consenti.
Circa quel che afferma Rovetto, potrei anche essere d'accordo. Ma avrei alcune considerazioni in merito:
a) che, seppure "la sproporzione tra le ore di terapia e le altre ore di vita è impressionante", a qualcosa la terapia serve. Le ricerche che ricordo mi pare siano concordi nel sostenere che esiste una relazione tra durata della terapia (in termini di numero di ore) e miglioramento dei pazienti. Ma questo, semmai, andrebbe a favore delle forme di psicoterapia psicoanalitiche, più che di altre.
b) definire una psicoterapia come "alcune ore di semplice colloquio" lo si può fare se si vuole scherzare, o avanzare un ragionamento per paradosso. Dal punto di vista dell'esperienza personale, una psicoterapia può essere tutto tranne che "alcune ore di colloquio" e, sicuramente (sia per esperienza personale, sia in base ai risultati di ricerche) tutt'altro che "semplice".
Circa Baldini, invece, posso benissimo essere d'accordo con quanto sostiene lui (e penso che anche tu sia della stessa idea). Sinceramente, vedo poche differenze (dal punto di vista pratico-pragmatico, sia chiaro) tra Baldini, quando dice:
Citazione:
Frasi o affermazioni del terapeuta e del paziente stesso che, sfuggite all’attenzione in seduta, possono essere riprese e rianalizzate attentamente con tutto il tempo a disposizione per riflettere.
e me quando dico:
Citazione:
Non è l'azione in sé ad avere senso, ma il significato che viene assegnato dal soggetto a quell'azione. Che è analizzabile, come ogni altro significato.
Inoltre, mi pare che assegni un significato molto ristretto al termine "azione". L'azione non è il "comportamento"; quello potrebbe essere il lato visibile dell'azione. Devo dire che questa confusione mi stupisce un poco, perché la teoria dell'azione dovrebbe essere abbastanza nota. In fondo è dai tempi di Aristotele che la si studia. E il buon vecchio Austin ne ha fatto il suo cavallo di battaglia filosofico.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Ci sono ricerche che dimostrano che non è solo la consapevolezza cognitiva ad essere il fattore terapeutico...
No, no, ci sono ricerche che situano il livello del cambiamento in terapia al di là della consapevolezza cognitiva. Vedi il Boston Group di Stern...
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
eh come siamo totalitaristi e scentisti... sai a volte bisognerebbe anche tollerare anche gli altri punti di vista e non solo bollarli come poco seri perchè son diversi dai tuoi...:medito:
Sarà, ma mi sembra che sia tu che hai iniziato a fare analogie tra alcune teorie e materiale escrementizio...
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Circa quel che afferma Rovetto, potrei anche essere d'accordo. Ma avrei alcune considerazioni in merito:
a) che, seppure "la sproporzione tra le ore di terapia e le altre ore di vita è impressionante", a qualcosa la terapia serve. Le ricerche che ricordo mi pare siano concordi nel sostenere che esiste una relazione tra durata della terapia (in termini di numero di ore) e miglioramento dei pazienti. Ma questo, semmai, andrebbe a favore delle forme di psicoterapia psicoanalitiche, più che di altre.
Io trovo abberrante quello che dice Rovetto, non sto scherzando, come si può non differenziare minimamente tra un tempo psichico e un tempo cronologico?
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Sarà, ma mi sembra che sia tu che hai iniziato a fare analogie tra alcune teorie e materiale escrementizio...
No io ho fatto analogie tra alcune teorie e l'arte... il materiale escrementizio era il lapsus del caso che viene interpretato come un'opera d'arte...
Come sai l'arte però non è una scienza...
Citazione:
No, no, ci sono ricerche che situano il livello del cambiamento in terapia al di là della consapevolezza cognitiva. Vedi il Boston Group di Stern...
Sempre? non conosco la ricerca se l'hai la leggo volentieri...
Citazione:
Circa Baldini, invece, posso benissimo essere d'accordo con quanto sostiene lui (e penso che anche tu sia della stessa idea). Sinceramente, vedo poche differenze (dal punto di vista pratico-pragmatico, sia chiaro)
Probabilmente ho interpretato male quello che mi volevi dire... :asd:
Citazione:
Io trovo abberrante quello che dice Rovetto, non sto scherzando, come si può non differenziare minimamente tra un tempo psichico e un tempo cronologico?
Se ho capito bene vorresti dire che il tempo della seduta è di qualità diversa rispetto al tempo che per esempio la paziente passa coi figli o il marito? e che quindi il tempo della seduta ha un peso maggiore?
riporto questo perchè mentre modificavo il post precedente mi avete risposto e mi sa che è andata perso:
Citazione:
A onor del vero, io non ho detto che ''l'inconscio decide cosa scordare'' (piuttosto è il contrario, l'inconscio non scorda!!!) né ho detto che sia controindicato registrare le sedute, dico piuttosto che non è possibile stabilire a priori se ha un senso registrare o meno, e in ogni caso quel senso è sempre singolare, quello che vale per quel paziente lì non vale per un altro.
Beh se leggi le discussioni prima il senso era che non si può riascoltare le sedute perchè se non hai recepito una cosa vuol dire che va bene così, e così è venuta la cosa dell'inconscio intelligente che funziona come un homuncolus che decide cosa rendere consapevole e cosa tenere per sé... tu hai affermato che l'inconscio è intelligente e io ho interpretato che ritenessi vere le cose dette prime, se io fossi stato un buon terapeuta avrei riformulato dicendo se ho capito bene stai dicendo che pensi ci sia un omino nel cervello che decide... e tu mi avresti detto no hai capito male... e mi avresti spiegato e non avremmo perso tempo... ecco perchè interpretare crea problemi...
Se leggi la mia prima risposta è
Citazione:
Concordo che la cosa migliore sia parlarne col tuo terapeuta...
Personalmente in certi casi trovo utile registrare le sedute e darle al paziente da riascoltare, non ci trovo niente di deleterio, anzi... poi va visto caso a caso...
quindi non tanto lontano da come la vedi tu...
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Se ho capito bene vorresti dire che il tempo della seduta è di qualità diversa rispetto al tempo che per esempio la paziente passa coi figli o il marito? e che quindi il tempo della seduta ha un peso maggiore?
Se avesse lo stesso peso, come mai il paziente verrebbe da te, invece che starsene con sua moglie?
Buona vita
Guglielmo
P.S.:
Citazione:
Beh se leggi le discussioni prima il senso era che non si può riascoltare le sedute perchè se non hai recepito una cosa vuol dire che va bene così, e così è venuta la cosa dell'inconscio intelligente che funziona come un homuncolus che decide cosa rendere consapevole e cosa tenere per sé...
Possiamo discutere solo se siamo rispettosi delle parole nostre e altrui. Io non ho detto che "non si può". Ho detto che non mi pare utile:
Citazione:
Uno può fare quel che vuole, finché non è illegale. Questo, dal punto di vista della legge. Da un altro punto di vista, penso sarebbe interessante, sia per te che per il tuo terapeuta, che tu gli dicessi che vuoi fare questa cosa. Così potreste discutere del senso che ha per te il voler registrare quel che vi dite.
Non so che tipo di psicoterapia segui, né se sia una psicoterapia. Dal mio punto di vista, mi viene voglia di dirti: "Fidati dell'inconscio. Se ti dimentichi qualche pezzo un motivo c'è, se te ne ricordi altri, pure". Un po' come il vecchio proverbio confuciano: "Quando torni a casa, picchia tua moglie. Tu non sai perché, ma lei si" (perdonatemi o donne, giuro che non lo ritengo un consiglio saggio. Quantomeno, rispetto ai rapporti uomo-donna).
E anche di questo ricordare-non ricordare/perdere pezzi, a mio parere, varrebbe la pena parlarne con il tuo terapeuta.
Se ti va, facci sapere come continua la storia.
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Secondo me viene da me proprio perchè ha molto più peso il tempo con le persone per lui significative per quanto riguarda i suoi cambiamenti o il suo non cambiare...
Non mi sento così onnipotente... voi davvero pensate di avere più peso della famiglia o delle persone care del paziente?
Citazione:
Possiamo discutere solo se siamo rispettosi delle parole nostre e altrui.
Citazione:
Poco serie sono le tue argomentazioni
come quando le mie vengono definite così senza argomentare?
Comunque vada per il "non si dovrebbe" riascoltare... mi sembrava che il senso ci fosse più o meno e non volevo non essere rispettoso... avevo cercato di riassumere. Ma evidentemente ancora una volta ho interpretato :asd:
e da un po' di interventi che sottolineo come sia pericoloso interpretare e sia più utile riformulare e abbiamo conferme empiriche in continuazione....
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
e da un po' di interventi che sottolineo come sia pericoloso interpretare e sia più utile riformulare e abbiamo in continuazioni conferme...
Concordo con te: interpretare quando non si sa come farlo può essere assai dannoso :). Perdonami ma "interpretare", in senso psicoanalitico, non significa "tirare a indovinare su quello che l'altro avrebbe voluto dire".
Quanto all'onnipotenza... mi appartiene. Come a tutti quelli che hanno scelto di fare questo mestiere. Per fortuna, facendo questo mestiere, l'onnipotenza diminuisce in misura sufficientemente significativa da consentirci di ottenere risultati.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Stavo per scrivere la stessa cosa, Vincent è convinto di trovarsi di fronte -in questa discussione- a "interpretazioni psicoanalitiche", dimostrando di confondere tra queste appunto (peraltro possibili solo entro un setting analitico) e gli ordinari fraintendimenti della comunicazione (peraltro mediata dal pc), che pasticcione!! :asd:
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Se avesse lo stesso peso, come mai il paziente verrebbe da te, invece che starsene con sua moglie?
ma secondo me non è una questione di peso ma di competenze, ad esempio per usare un'analogia si va dal dentista perché si suppone che sia capace di risolvere certi problemi che tua moglie non è capace di risolvere (o magari perché anche se ne fosse capace non desidererebbe affatto impiegare tante risorse per risolvere i tuoi problemi).
Sul tempo io direi che è difficile dare una valutazione generale, se ti rivolgi a chi sa individuare facilmente cosa è necessario fare magari risolvi il problema più velocemente, mentre se incappi in chi è più maldestro può darsi che il problema non lo risolvi affatto. Con certi dentisti io ho avuto proprio questo tipo di esperienza, ho ottenuto risultati migliori con quelli che ci hanno messo meno tempo, in genere però questi non si facevano pagare in base al tempo impiegato ma rispetto al problema da risolvere, ma può darsi che con la psicoterapia sia diverso.
Certo che immagino sia complicato per uno psicoterapeuta dare una valutazione dei risultati soprattutto perché spesso alcuni problemi non possono essere effettivamente risolti, e spesso è possibile soltanto avvicinarsi ad una soluzione parziale (una specie di surrogato di quello che si aveva in mente all'inizio) che dovrebbe rendere abbastanza soddisfatto il paziente (o cliente).
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Basta non confondere il determinismo con il meccanicismo. Ma io ritengo che un determinismo esista.
Cos'è il meccanicismo?
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Allora, paradossalmente, il vedere una dimenticanza come un evento casuale imprevedibile, generato da cause non controllabili, non è altro che un modo per allearsi con le difese del paziente, un modo per continuare a mantenerlo in una posizione infantile di non prendersi cura e responsabilità di se stesso.
Ma se un cliente volesse impedire allo psicoanalista di usare una segretaria o una agenda, sostenendo che il farne uso per ricordare i suoi appuntamenti durante la settimana è un modo per mantenere una posizione infantile e non prendersi cura di se stesso, lo psicoanalista prenderebbe sul serio questo tipo di ragionamento?
Ciao a tutti
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Se ho capito bene vorresti dire che il tempo della seduta è di qualità diversa rispetto al tempo che per esempio la paziente passa coi figli o il marito? e che quindi il tempo della seduta ha un peso maggiore?
Non so se il tempo della seduta abbia un peso maggiore del tempo che il paziente passa con moglie e figli (anche se non escludo che per qualcuno possa anche essere così, e se anche fosse?), in ogni caso io porrei la questione in maniera diversa. Non è tanto, o non solo, il tempo della seduta che è qualitativamente diverso, è il tempo dell'accadere psichico che non è a misura di orologio. Prova ne è il fatto che il percorso di cura non è mai lineare e continuo né progressivo/cumulativo, ma soggetto a continui rovesciamenti e involuzioni a cui seguono magari cambiamenti imprevisti, apparenti risoluzioni sintomatiche e ritorni del sintomo per spostamento.
Saluti,
ikaro
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Ma se un cliente volesse impedire allo psicoanalista di usare una segretaria o una agenda, sostenendo che il farne uso per ricordare i suoi appuntamenti durante la settimana è un modo per mantenere una posizione infantile e non prendersi cura di se stesso, lo psicoanalista lo prenderebbe sul serio?
Chiaramente non può impedirgli di usare l'agenda o la segretaria, però può dire qualsiasi cosa, sapendo che qualsiasi cosa verrà presa sul serio.
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
No io ho fatto analogie tra alcune teorie e l'arte... il materiale escrementizio era il lapsus del caso che viene interpretato come un'opera d'arte...
Come sai l'arte però non è una scienza...
E come saprai altrettanto bene l'arte è una forma di conoscenza differente dalla scienza ma pur sempre relativa alla lettura della cultura in cui l'artista è immerso. Ecco perchè l'opera di Manzoni (ma ricordiamo anche il cesso firmato, oltre che la sopra citata "merda d'artista") è opera d'arte mentre se faccio uno scarabocchio sulla mia tazza non ha alcun valore...
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Sempre? non conosco la ricerca se l'hai la leggo volentieri...
L'idea del gruppo di Stern è che l'interpretazione psicoanalitica (che come chiariscono i colleghi, nulla ha a che vedere con il tirare ad indovinare...) può avvenire completamente al di là della parola e, quindi, del versante razionale-cognitivo. Potresti provare a recuperare di Stern et al. The non interpretative mechanisms in the psychoanalytic psychotherapy. The something more than interpretation"; Int. J. Psycho-Anal. (1998) 79: 903-921, oppure leggere Sern D. N., Il momento presente, Cortina e/o Beebe B., Lachmann F., Infant research e trattamento degli adulti, Cortina.
Citazione:
Originalmente inviato da
vincentvang
Se ho capito bene vorresti dire che il tempo della seduta è di qualità diversa rispetto al tempo che per esempio la paziente passa coi figli o il marito? e che quindi il tempo della seduta ha un peso maggiore?
Che abbia un peso maggiore non saprei, sicuramente dovrebbe essere un momento con qualità differenti, perchè ci si occupa di qualcosa che con la famiglia non si tratta ma si agisce...
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Chiaramente non può impedirgli di usare l'agenda o la segretaria, però può dire qualsiasi cosa, sapendo che qualsiasi cosa verrà presa sul serio
Per prendere qualcosa sul serio bisogna credere che sia vera. Per il cliente vale il discorso di assunzione di responsabilità e per lo psicoanalista no? Lo psicoanalista può dimenticare casualmente le sedute e far uso di un'agenda senza dover poi andare ad analizzare il perché fa uso di quell'agenda non ricordando i suoi appuntamenti, mentre il cliente questo non può farlo?
Ma in tutta onestà, con una persona che magari ha già una miriade di problemi da risolvere, vi sembra così importante andare a cercare i motivi per cui siccome dimentica gli appuntamenti o cose del genere usa un'agenda, prende appunti o al limite registra certi avvenimenti con i mezzi che la tecnologia offre? Non è meglio occuparsi di qualcosa di più importante per lei durante la seduta?
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ikaro78
Non so se il tempo della seduta abbia un peso maggiore del tempo che il paziente passa con moglie e figli (anche se non escludo che per qualcuno possa anche essere così, e se anche fosse?), in ogni caso io porrei la questione in maniera diversa. Non è tanto, o non solo, il tempo della seduta che è qualitativamente diverso, è il tempo dell'accadere psichico che non è a misura di orologio. Prova ne è il fatto che il percorso di cura non è mai lineare e continuo né progressivo/cumulativo, ma soggetto a continui rovesciamenti e involuzioni a cui seguono magari cambiamenti imprevisti, apparenti risoluzioni sintomatiche e ritorni del sintomo per spostamento.
Saluti,
ikaro
secondo me il tempo in seduta ha un peso maggiore, innanzitutto perché ci si incontra tramite appuntamento e quindi è la seduta la si "attende", si ha modo di aspettarla, di pensarci e rifletterci (sia a quella precedente, sia a quelle che dovrà venire) e poi perché ci si incontra appositamente per discutere di questioni importanti per il paziente per le quali ci si impegna in un lavoro comune
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ikaro78
Stavo per scrivere la stessa cosa, Vincent è convinto di trovarsi di fronte -in questa discussione- a "interpretazioni psicoanalitiche", dimostrando di confondere tra queste appunto (peraltro possibili solo entro un setting analitico) e gli ordinari fraintendimenti della comunicazione (peraltro mediata dal pc), che pasticcione!! :asd:
Ah già perchè il setting psicoanalitico ortodosso è un mondo parallelo dove le regole della comunicazione non valgono... ma per piacere!!! Pasticcioni sono quegli analisti che fanno spendere 30'000 euro ai pazienti e non gli consentono di aprire il vasetto e vedere cosa c'è effettivamente dentro...
Citazione:
secondo me il tempo in seduta ha un peso maggiore, innanzitutto perché ci si incontra tramite appuntamento e quindi è la seduta la si "attende", si ha modo di aspettarla, di pensarci e rifletterci (sia a quella precedente, sia a quelle che dovrà venire) e poi perché ci si incontra appositamente per discutere di questini importanti per il paziente per cui ci si impegna in un lavoro comune
Beh convinti voi di avere tutto sto potere... secondo me l'emozioni in vivo sono molto più potenti...
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Per prendere qualcosa sul serio bisogna credere che sia vera. Per il cliente vale il discorso di assunzione di responsabilità e per lo psicoanalista no? Lo psicoanalista può dimenticare casualmente le sedute e far uso di un'agenda senza dover poi andare ad analizzare il perché fa uso di quell'agenda non ricordando i suoi appuntamenti mentre il cliente questo non può farlo?
Non ho capito cosa vuoi dire con 'per prendere qualcosa sul serio bisogna credere che sia vera', in ogni caso per lo psicoanalista vale eccome la reponsabilità, quella della 'direzione della cura' innanzitutto e dei suoi atti, ivi compresi eventuali 'atti mancati' di cui dovrà risponderne comunque. Chi ti dice, infine, che non andrà poi ad analizzare i suoi perchè?
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vincentvang
Avete mai sentito parlare di Piero Manzoni?
a volte quando sento parlare di queste interpretazioni mi viene in mente la sua opera più famosa:
la merda d'artista
quei 90 barattoli di merda oggi vengono venduti a 30'000 euro l'uno...
quando si vuole trovare un senso profondo a qualcosa, lo si trova sempre anche alla merda... basta un po' di fantasia mischiato all'ipse dixit....
sull'inconoscio intelligente non commento neppure, penso che nemmeno gli psicoanalisti moderni credano a questa cosa...
Ho francamente trovato sgradevole la tua associazione di idee. Detto ciò il post che precedeva quello quotato non intendeva essere una interpretazione, e di fatti non lo è, ma una strategia clinica in cui non ci si chiede il perchè di una cosa ma semplicemente ci si lascia trasportare dai contenuti che emergono progressivamente in seduta. Tra le altre cose non ha solo un supporto psicoanalitico ma anche cognitivista. Un esempio di una persona che disse mazza al posto di mamma. Tra le altre cose venne fuori che spesso descriveva le discussioni con sua madre come delle mazzate, da qui poi si è navigato in mari ben lontani dal lapsus iniziale, il quale può essere visto in termini analitici o cognitivisti. In termini analitici il mare era lo stesso, in termini cognitivista i mari erano ben lontani. L'esistenza di un fatto prescinde, a mio modesto parere, la spiegazione più o meno plausibile del fatto stesso. La teoria del fluido animale di mesmer non ha mai potuto invalidare l'esistenza dell'ipnotismo, benché condannato da una commisione regia (presieduta anche da guillottine, il tipo che inventò la ghigliottina e che ho sicuramente scritto male).
Detto ciò, non esiste il profondo anche negli escrementi, ma esiste un significato che manzoni voleva dare a quel gesto, esiste il fatto umano che sono venduti a prezzi così elevati. Potrebbe essergli venuto in mente anche solo perchè non sapeva dove fare i suoi bisogni, ma ciò che è succeduto ha un valore indipendentemente dalle sue intenzioni iniziali.
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Ah già perchè il setting psicoanalitico ortodosso è un mondo parallelo dove le regole della comunicazione non valgono... ma per piacere!!! Pasticcioni sono quegli analisti che fanno spendere 30'000 euro ai pazienti e non gli consentono di aprire il vasetto e vedere cosa c'è effettivamente dentro...
Ci riprovo per l'ultima volta, anche se la mia è 1 impresa disperata, direi persa in partenza. Le regole della comunicazione cosciente, ovviamente, valgono (nel senso che esistono) anche nel setting psicoanalitico ortodosso. Il punto è che ciò che l'analista tende ad ascoltare è il soggetto dell'inconscio e non l'io del paziente che parla come potrebbe parlare all'amico, al cane, al macellaio, a Pinco Pallo o allo psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Di qui l'uso del lettino, che ha -tra gli altri- il compito di spezzare le condizioni di 1 normale conversazione tra due individui, proprio per facilitare l'apertura dell'inconscio e per porre in evidenza che non è in gioco tanto una relazione intersoggettiva, quanto quella del soggetto con il proprio inconscio. Da qui alla 'regola fondamentale' il passo è breve. Questo è, in soldoni, il dispositivo psicoanalitico. Ed è questo dispositivo -e solo questo- che rende possibile che 'il povero cristo' che si rivolge allo psicoanalista possa interrogarsi su 1 lapsus, su 1 sogno, su 1 godimento mortifero di 1 sintomo a cui non può rinunciare (anche se lo fa soffrire) o su qualsiasi altra manifestazione che per voi 'non ha senso'. E, infine, per rispondere al secondo cavallo di battaglia dei cognitivisti a corto di argomenti, può persino prendersi il lusso di stendersi 4 volte alla settimana e pagare 1 analista per accedere alla sua verità più intima, piuttosto che impegnare il resto della sua vita a pagare le rate di 1 mutuo che si è trovato costretto ad assumersi perchè incapace di dire un 'No!' a chi ha deciso tutta la vita per lui. Tassametro per tassametro, ognuno prenda la strada che vuole. Sappiate che c'è anche questa e che qualcuno decide di intraprenderla, con buona pace dei cognitivisti e dei loro noiosissimi homeworks...
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da
ikaro78
Non ho capito cosa vuoi dire con 'per prendere qualcosa sul serio bisogna credere che sia vera'
Se una persona mi dice "sto parlando con i morti" io non crederei che sia vero quello che mi sta raccontando e non la prenderei sul serio altrimenti magari le chiederei di parlare con qualche mio caro defunto.
Per testare se una persona crede davvero a quel che racconta bisogna osservare come si comporta nei confronti della sua credenza. Io non credo che sia vero che gli psicoanalisti vanno ad analizzarsi i motivi per cui dimenticano una qualsiasi cosa, se si impegnassero realmente nel far questo, non avrebbero più il tempo nemmeno per grattarsi il capo.
Il punto è: cosa analizzare? cosa comprendere meglio?
Continuo a pensare che sia meglio che scelga il paziente quello di cui desidera occuparsi durante le sedute ed affrontare prima i problemi che per lui sono più urgenti, rendendo così la terapia anche meno autoreferenziale, io ovviamente non sono un esperto parlo soltanto da utente insoddisfatto :D.
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Se una persona mi dice "sto parlando con i morti" io non crederei che sia vero quello che mi sta raccontando e non lo prenderei sul serio altrimenti magari gli chiederei di parlare con qualche mio caro defunto.
Per testare se una persona crede davvero a quel che racconta bisogna osservare come si comporta nei confronti della sua credenza. Io non credo che sia vero che gli psicoanalisti vanno ad analizzarsi i motivi per cui dimenticano una qualsiasi cosa, se si impegnassero realmente nel far questo, non avrebbero più il tempo nemmeno per grattarsi il capo.
Il punto è: cosa analizzare? cosa comprendere meglio?
Continuo a pensare che sia meglio che scelga il paziente quello di cui desidera occuparsi durante le sedute ed affrontare prima i problemi che per lui sono più urgenti, rendendo così la terapia anche meno autoreferenziale, io ovviamente non sono un esperto parlo soltanto da utente insoddisfatto :D
Non so quale sia la tua esperienza, non mi pare -da quel che ci dici-un'esperienza di analisi (tra l'altro, per i non addetti ai lavori è molto difficile distinguere tra psicoterapie e tra psicoterapeuta analiticamente orientato e psicoanalista), effettivamente la 'regola fondamentale' -possibile quando il soggetto entra nel dispositivo analitico, generalmente dopo un periodo di lavoro preliminare vis à vis- permette al paziente di parlare di quel che desidera. Quanto alla formazione dello psicoanalista, per la mia esperienza, posso dirti che non ha mai fine, questo è il motivo per cui si ricorre ad un lavoro di supervisione e, in alcuni casi, ad ulteriori anni di lavoro analitico su di sè.
Saluti,
ikaro
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Char_Lie
Se una persona mi dice "sto parlando con i morti" io non crederei che sia vero quello che mi sta raccontando e non lo prenderei sul serio altrimenti magari gli chiederei di parlare con qualche mio caro defunto.
Chi si occupa di psicosi sa che, per entrare in contatto col paziente, è necessario entrare anche nel delirio (cosa che peraltro i pazienti fanno, inserendo spesso il terapeuta nella costruzione delirante...) ed al contempo rimanerne fuori. Operazione non di certo semplice ma indispensabile per non "respingere" ciò che il paziente porta. E questo significa prendere sul serio non il contenuto del delirio ma la sofferenza che il paziente porta.
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Io non credo che sia vero che gli psicoanalisti vanno ad analizzarsi i motivi per cui dimenticano una qualsiasi cosa, se si impegnassero realmente nel far questo, non avrebbero più il tempo nemmeno per grattarsi il capo.
Credi male, perchè un analista si interroga anche sui propri "sintomi", sui momenti di mancata sintonia, e lo fa per portare avanti il processo analitico, se no si arriva allo stallo.
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Continuo a pensare che sia meglio che scelga il paziente quello di cui desidera occuparsi durante le sedute ed affrontare prima i problemi che per lui sono più urgenti, rendendo così la terapia anche meno autoreferenziale, io ovviamente non sono un esperto parlo soltanto da utente insoddisfatto :D.
Ma è il paziente che porta il tema, poniamo nel caso la dimenticanza di qualcosa, non è l'analista che propone di parlarne. Ci sono le libere associazioni proprio per questo motivo. Il tema emerge nel campo emotivo che si crea tra analista e paziente, l'atmosfera ne è, per così dire pregna. è questa l'urgenza che il paziente porta nella seduta, anche se magari è poco evidente (magari emerge dal tono della voce, dalla postura, e, perchè no?, da un lapsus)
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Ciao gieko,
io avevo capito che sostenevate che era necessario parlarne per forza di queste cose :D.
Chiedo venia, sono nuovo è la prima volta che intervengo in questo forum.
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vincentvang
Beh convinti voi di avere tutto sto potere... secondo me l'emozioni in vivo sono molto più potenti...
e chi ha parlato emozioni? qui si discuteva del peso del tempo, in terapia e nella vita.
Certo, nella vita ci sono emozioni molto forti (forse anche per questo alcuni vanno in analisi), ma cosa c'entra?
Se UN ora di analisi ogni settimana (ad esempio) ti cambia la visione del mondo e ti fa cambiare atteggiamenti, idee, convinzioni, e quindi i sintomi, dandoti maggiore felicità e serenità e permettendoti di affontare in modo nuovo e migliore il mondo, UN ora di terapia ha un peso maggiore che dieci nella vita reale, non ti sembra?
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Citazione:
L'idea del gruppo di Stern è che l'interpretazione psicoanalitica (che come chiariscono i colleghi, nulla ha a che vedere con il tirare ad indovinare...) può avvenire completamente al di là della parola e, quindi, del versante razionale-cognitivo. Potresti provare a recuperare di Stern et al. The non interpretative mechanisms in the psychoanalytic psychotherapy. The something more than interpretation"; Int. J. Psycho-Anal. (1998) 79: 903-921, oppure leggere Sern D. N., Il momento presente, Cortina e/o Beebe B., Lachmann F., Infant research e trattamento degli adulti, Cortina.
ho provato a recuperare e ho trovato informazioni sul sito di Migone davvero interessanti:
Citazione:
Stern dice che il problema della scientificità della psicoanalisi a lui non interessa, in quanto per "scienza" oggi si possono intendere tante cose, troppe. A lui preme se una cosa può essere interessante o meno. E, a questo riguardo, la psicoanalisi tradizionale (la questione dell'inconscio dinamico, la teoria tradizionale della cura, ecc.) si può dire non sia più interessante quasi per nessuno.
bella partenza...
prosegue:
Citazione:
E' interessante invece fare altri discorsi in psicoanalisi, ad esempio come quelli che lui e il suo gruppo di Boston hanno fatto nell'articolo su quel "qualcosa in più" dell'interpretazione sul n. 5/1998 dell'International Journal a cui si accennava prima. In quell'articolo Stern e collaboratori avevano parlato di quelli che loro chiamano "present moment" e "now moment", momenti critici della seduta, importanti per il cambiamento. Questi momenti vogliono essere "esterni al transfert", cioè "reali", ricchi di esperienza affettiva, di scambio intersoggettivo e di riconoscimento reciproco
molto interessante...
Citazione:
Sono questi "now moments" quelli che con tutta probabilità inducono cambiamenti nella "memoria procedurale" del paziente, che per Stern è la cosa che più conta.
che se leggo bene non significa che sono gli unici importanti... e soprattutto si parla di probabilità non di verità oggettiva...
prosegue Migone:
Citazione:
Una cosa comunque l'ho capita bene: i "now moment" sono imprevedibili, accadono e basta. Possiamo solo essere grati alla divina provvidenza - si potrebbe dire - se accadono questi momenti di autentico "incontro" tra paziente e analista. Non ci avviciniamo ad essi tramite le libere associazioni, ad esempio, né con l'atteggiamento analitico standard, qualunque esso sia, casomai di più col nostro atteggiamento umano, personale, non stereotipato, non con quello ritualizzato dello psicoanalista nel suo ruolo di professionista. Pare dunque che lo scopo sia quello di destrutturare il paziente, di aprirlo a esperienze, vissuti e "momenti" nuovi (mistici, direbbe qualcuno?), onde condurlo verso strade che aprano nuove possibilità comportamentali ed affettive.
Mi piace questa cosa.... si fa anche nell'approccio metacognitivo di Semerari...
Citazione:
A questo riguardo, Stern ha fatto una sorta di elogio della stupidità, cioè di quell'atteggiamento del paziente non finalizzato, non facilmente comprensibile, "stupido", in cui non capiamo niente e non sappiamo dove sta andando. Magari sono questi i momenti più importanti. Stern chiama questa stupidità "sloppyness", cioè trasandatezza, confusione, trascuratezza. Naturalmente non ho saputo trattenermi dal fargli una domanda, e chiedergli di spiegare esattamente come lui vede la differenza tra la sua sloppyness e le associazioni libere, dato che noi sappiamo che Freud e la tradizione psicoanalitica avevano appunto visto nelle associazioni libere (la "regola aurea") questo modo per destrutturare il paziente, per spezzare il ciclo della ripetizione, scoprire cose nuove e impreviste (si pensi al concetto di "sorpresa" nel Muraro di Sorpresa ed enigma [Milano: Franco Angeli, 1994], derivato da Theodor Reik [Der überraschte Psychologe ("Lo psicologo sorpreso"), Leida: A.W. Sijthoff's Uitgeversmij N.V., 1935]). Da questa destrutturazione, recita sempre la psicoanalisi, si può passare a una ristrutturazione dei significati del paziente secondo nuove configurazioni e più in generale a una maggiore integrazione psichica in cui determinati contenuti non siano più difesi dalla rimozione. Stern mi ha risposto qui con facilità, dicendomi che le associazioni libere si basavano sul concetto di "determinismo psichico", cioè per Freud esse non erano affatto stupide, ma intelligentissime, andavano da qualche parte, erano guidate da una ben precisa causalità (ed era proprio per questo che Freud le utilizzava - ma allora io mi chiedo: se sono "guidate", perché Freud le chiamava "libere"?). Ma, dice Stern, noi ora non aderiamo più a questo tipo di scienza, la nostra scienza è quella del XX (o XXI) secolo, dove non a caso si parla di fuzzy logic, di fuzzy physics, di chaos theory, di causalità circolare invece che lineare, e così via. Era il concetto di causalità lineare che, a parer suo, stava dietro alle associazioni libere di Freud (io qui dissento nettamente, si pensi solo ai concetti freudiani di "sovradeterminazione del sintomo", di "interpretazione parziale", ecc., tutti esempi dell'uso freudiano della causalità circolare - rimando qui al mio articolo sul Il Ruolo Terapeutico, 1987/88, 46/47, pp. 50-54). Sono rimasto perplesso, e non sono riuscito dal trattenermi dal fargli una seconda domanda, ben consapevole di rubare spazio alle poche domande concesse all'immenso uditorio (la sala delle Stelline era piena e molti non hanno potuto iscriversi per mancanza di spazio). Gli ho chiesto: se un fenomeno non è prevedibile, come facciamo a riprodurlo? Come facciamo a insegnare la psicoterapia, la psicoanalisi? Che tipo di scienza è questa, se esula dai concetti di controllo e predizione? Stern si è limitato a rispondere "Well, that's the real problem, that's a very good question. We have to work on it" ("Beh, questo è un vero problema, è una ottima domanda. Ci stiamo lavorando"). Trattenendo a malapena la mia aggressività, ho preferito non dire altro.
Ah si adesso sono convinto della bontà della psicoanalisi...
per chi vuole leggere il resto:© PSYCHOMEDIA - Paolo Migone, 'Riflessioni sulla linea di ricerca di Daniel Stern'
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Qualcuno gli dica che Daniel Stern NON è uno psicoanalista...
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
*-ras-*
e chi ha parlato emozioni? qui si discuteva del peso del tempo, in terapia e nella vita.
Certo, nella vita ci sono emozioni molto forti (forse anche per questo alcuni vanno in analisi), ma cosa c'entra?
Se UN ora di analisi ogni settimana (ad esempio) ti cambia la visione del mondo e ti fa cambiare atteggiamenti, idee, convinzioni, e quindi i sintomi, dandoti maggiore felicità e serenità e permettendoti di affontare in modo nuovo e migliore il mondo, UN ora di terapia ha un peso maggiore che dieci nella vita reale, non ti sembra?
eh si cosa c'entrano le emozioni che proviamo con la nostra visone del mondo?
sono le idee e le convinzioni a determinare i sintomi? ma non ero io lo psicoterapeuta cognitivo? mi sta venendo una crisi d'identità...
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
:asd:
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Qualcuno gli dica che Daniel Stern NON è uno psicoanalista...
Genio l'ha citato geko per argomentare le vostre ipotesi..:asd:
e poi viene definito tale:..:: Boston Change Process Study Group ::..
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Riferimento: si può registrare la propria seduta di psicoterapia?
Citazione:
:asd:
Genio l'ha citato geko per argomentare le vostre ipotesi..:asd:
Ah beh, allora Alberto Sordi è 1 psicoanalista, visto che l'ho citato... :asd:
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Citazione:
e poi viene definito tale:[url=http://www.changeprocess.org/index.html]..:: Boston Change Process Study Group ::
Sì, anche Gabbard viene definito tale (tutti amano definirsi psicoanalisti alla fin fine, speciamente quelli che non lo sono diventati e hanno ripiegato su 1 compromesso).