ahahahahah
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ahahahahah
A dire il vero, io m'aspettavo anche qualche presa di culo nei confronti delle propedeuticità. Non c'entra nulla, ma per curiosità, che fine ha fatto la Maria, cioè quella donna grassa con le gote rosse che entrava durante le lezioni e vociava nei corridoi?
Questa signora l'ho incontrata in zona Coverciano poco tempo fa ed il suo sguardo pareva che mi dicesse "già ti ho visto da qualche parte" :asd:
Anche io l'ho trovata dal Badiani qualche tempo fa...e sullo sguardo ho avuto la stessa identica sensazione di Gianma :asd:
Chissà icchè le è capitato e perchè si comporta in quel modo...secondo me, potrebbe essere un interessante caso da analizzare per quelli di clinica! :D
L'autore è una ragazza.. è una grande XD
Io preferirei dire che "le femmine sono tutte fidanzate e se la tirano" :D
Anche la seconda parte è tristemente vera...anzi, io direi che....come non detto: mi cheto, perchè è meglio non generalizzare e non rischiare di cadere in stereotipi o in pregiudizi maschilisti :D
vabbè ma mica lo penso IO che sono tutti gay, l'ho sentito ripetrere così tante volte il primo anno :medito:
femmine: tiratevela meno!!!! e venite in facoltà meno fie!!!
Secondo me, più che tutti froci, i maschi sono tutti arrapati! Le femmine, invece, se la tirano, ostentano il loro fidanzamento e credono sia peccato mortale rivolger loro la parola soltanto perchè fidanzate...
Io non penso che i ragazzi a Psicologia siano tutti gay.. anzi.
Penso che facciano finta di essere gay per accalappiare le girls :asd:
le dovete trattà male le fie di gomma come loro, tanto dopo la laurea per loro inizia il declino: si fanno ingravidare e fanno le casalinghe, ma laureate e col marito.
(di gomma, tira tira non si spezza mai)
Davvero? Io non ho mai visto nessuno che si spaccia per gay per imbroccare meglio. L'unico omosessuale che ho conosciuto a psicologia lo è per davvero, e pare una persona normalissima, anche se un po' esibizionista per altri motivi.
Comunque, tutto questo mi ricorda una persona che conobbi 2 anni fa a psicologia...
Mi astengo da ogni commento... :P
mhmhmh....ce n'è uno in classe cn me...persona normale,tranquillissimo.....certo che dire, se sono tutti ghè, meglio pemme e pippo cun siamo di quippartito....magari riguardo le donne si potrebbe di che il 90 per cento sono tutte sciamannate. Non che debbano veni in facolta come le donne che fo entra il giovedi al Meccanò però manco modello sacchetto dell ANSU per raccolta differenziata, ahahahhahaa
La maglia con la scritta "C'è hani", secondo me, fu introdotta per la prima volta da qualcheduno di psicologia! :D
Preannunciando che per venire all'uni la mattina non ci penso nemmeno a truccarmi o infighettarmi, preferisco passare quei 10 min nel letto...
Credo che la possibilità di vestirci come ci pare sia davvero una fortuna. Che volete: le divise tipo college??? Vi ho beccati!!! Ci vorreste tt in gonnellina, ma bravi!!! :P:P:P
Cioè che capita spesso che anche quelle apparentemente più tranquille, in realtà, sono fatte in un certo modo. Io ricordo, per esempio, che 2 anni fa ebbi il dispiacere di conoscere una persona appartenente a questa categoria...la conobbi a statistica, quando ancora ritenevo -erroneamente!- che seguire le lezioni potesse avere qualche utilità a livello d'esame.
La cosa che più mi colpì di questa figliola fu che, nonostante il suo aspetto appariscente come tante altre a psicologia -lunghi capelli biondi visibilmente tinti, fisico a modella e maglie scollate anche in pieno inverno che lasciavano intravedere un gradevole panorama :D !-, aveva un carattere piuttosto riservato e praticamente nessuno s'avvicinava a lei. Così, spinto dalla curiosità, io mi feci avanti, ci si scambiò il numero e si cominciò a parlare sempre di più. Lì per lì mi sembrava la classica ragazzina spensierata e anche un po' ingenua, felice di aver fatto il "salto di qualità" dal suo piccolo paese della Romagna alla grande città universitaria, e per questo desiderosa di fare nuove conoscenze e ambientarsi al meglio, spinta dalla sua grande passione per la psicologia. Mi disse che nel tempo libero faceva sfilate di moda, ma a prima vista non mi sembrava il tipo di persona adatto per un certo ambiente.
Lo ammetto: il mio intento non fu di certo quello di conoscerla per meditare sull'essere e sul divenire o ragionare sulla teoria della Gestalt secondo Wertheimer, però il suo atteggiamento, il suo farsi sempre sentire per prima, i suoi ripetuti riferimenti al suo "essere single" ecc mi fecero pensare che anche da parte sua ci fosse qualcosa di più. Però io continuavo a pensare che ci fosse qualche cosa che non andava, o che lei mi nascondeva qualcosa, e come al solito avevo ragione.
Per questo, capitò spesso di litigare...da un lato, io le chiedevo spiegazioni o le domandavo il perchè di certi atteggiamenti, e dall'altro lei cercava di tranquillizzarmi e di farmi capire che certe cose esistevano soltanto nella mia fantasia, ragion per cui non avevo nessun motivo per pensare male. Se poi io non mi facevo sentire, era sempre lei a cercarmi.
Vi risparmio i particolari e le vicende successive, ma vi dico subito che il suo ultimo messaggio fu qualcosa del tipo: "Fabri, scusa se ti disturbo, ma il mi ragazzo ha visto un tuo squillo e s'è incazzato parecchio...ha voluto il tuo numero e forse tra un po' ti chiamerà o ti manderà un messaggio. Se tu lo senti, digli che io e te ci s'è sentiti soltanto una volta per appunti all'università e non siamo mai usciti". Dopodichè, dopo aver preso le meritate infamate, la figliola in questione cambiò numero e fu vista all'università soltanto in rarissime circostanze...inutile dire che, se capita di vedersi a un esame, non ci si parla e non ci si saluta più.
A dire il vero, ci sono tanti motivi che mi spingono a pensarla in un certo modo nei confronti della maggior parte delle ragazze di psicologia, ma questa è l'apoteosi.
"a psicologia ci sono i matti":approved:
vi vorrei agevolare le cose, cari maschi, introducendovi la descrizione delle cosiddette fie di gomma, manifesto ufficiale di queste femmine, parecchie frequentatrici di psicologia, scritto in collaborazione con la mia cara amica con la quale condivido parecchie idee a riguardo della vita:
Il concetto di Phya di Gomma(PdG) è una rara perla d'astrazione concettuale toscana nell'orizzonte del pensiero contemporaneo. Voglio farlo mio per essere a la page. La PdG E' a la page. Chi non è una PdG è demodé. Io sono demodé e decadente come un'eroina di Jane Austen. Anacronistica e inopportuna.
La PdG non ha un look, ha un'attitudine. Tutte possiamo essere PdG.
Al contrario di me e delle mie amiche la PdG legge Cosmopolitan e si appropria delle tecniche del gioco.
E' immune ad ogni forma di solidarietà per le sue simili.
Agguerrita e deretta alla meta come un utente delle poste in fila, spietata come un tassista contro un pedone in attraversamento pedonale, scioltamente accanita contro le rivali come un governo di centro-destra contro gli immigrati.
Non ho niente contro le PdG, a volte le ho anche inviadiate, nella loro disinvolta arte del flirtaggio.
La PdG non ha un habitat privilegiato. Si aggira furtiva- ma non troppo- per party minimal chic e falò campestri.
La lotta per la conservazione della specie la porta ad ingaggiare faide intestine parafrasando il leit motiv di Highlander "NE RESTERA' SOLO UNA".
Il maschio italico ha imparato ad apprezzare gli indubbi vantaggi della PdG(salvo poi bollarla come zoccola nel suo retropensiero da macho-man latino).
La PdG è infatti user friendly come l'interfaccia di windows (se non sei una PdG sei ostico come Linux, un prodotto di nicchia, per alternativi del dopopranzo, oppure semplicemente una rottura di palle come VISTA).
La PdG dice sempre si anche quando scandisce un no.
La PdG non necessita manutenzione.
E' intercambiabile e barattabile come le figurine Panini.
Flessibile.
La PdG non è necessariamente stupida, ha anzi sapientemente assimilato l'arte del "nonproporrediscorsicherichiedanol'usodipiùdiunlob otemporaleallavolta".
L'unica profondità che il macho-man chiede alla PdG è quella vaginale.
Dopo tutto se non sei una PdG sei una bacchettona.
Non facciamo di tutta l'erba un fascio... Una così potevi trovarla anche ad un altra facoltà, anzi, anche fuori dall'uni...
Poi l'abbiamo studiato anche a sociale: i pregiudizi derivano da stereotipi sbagliati a priori, essendo stereotipi... :P:P:P
Premesso che sono fidanzato, quella l'era una ragazza, ma l'ho citata come esempio estremo...purtroppo ne avrei tante altre da raccontare. Purtroppo, di fronte a certi eventi che sembrano ripetersi con costanza ciclica, secondo me è praticamente impossibile mettere da parte certe idee...
MiracleBlade: :tajo: :tajo: :tajo: :tajo:
Dogali tutta la vita....altro che pugi :asd:
Concordo, ma al Dogali si spende di più. Io introdurrei anche un lampredottaio...:D
Gli stereotipi, però, sono dotati di una base culturale e pertanto un minimo di verità la presentano:asd:
Non si può assolutizzare, ma sicuramente si può dire che una parte di ragazze preferisca il ruolo della "diavola" a quello della "santa" :rolleyes:
Quello si, ma se non "assolutizziamo", non possiamo riferirci al gruppo femmine, con un suo sottogruppo "diavole". Qsto è fare di tutta l'erba un fascio: allora si potrebbe anche dire che siam tutte sante... :argh:
Oddio secondo me un fondo di verità nel fatto dell'esistenza di un sottogruppo "diavole" c'è...ma è che i maschi vedono solo quelle perchè in realtà si potrebbe aggiungere anche il sottogruppo "allupate" :tajo:! In corso con me ce ne sono diverse e a sentire i loro discorsi non possono essere chiamate in altro modo... se avete bisogno ve le indico!!! :asd:
Questo viedeo è inquietante...:aaaa:soprattutto per il fatto che è TUTTO VERO..:zott:
mamma mia..io per fortuna faccio parte di quelle che " dopo la laurea vado a cesena":bounce:
dai ragazzi/e alla fine sono contenta che abbia smosso un pò di reazioni, che sia piaciuto o apprezzato o visto storto non importa, la cosa importante è che siamo stati bravi a riconoscere che questi luoghi comuni esistono da anni alla torretta e siamo pieni di spirito critico e autoironia.
sinceramente l'ho fatto in cinque minuti, quando son tornata reduce da una serata brava, cazzeggiando su youtube m'è venuto spontaneo farlo così senza pensare alle conseguenze (purtroppo è il mio principale difetto), però secondo me se vogliamo un pò cambiare le cose, dobbiamo smuoverci, ma non facendo chissà che, cambiando atteggiamento e modo di vedere e percepire le cose, in modo che se un cambiamento arriva da un singolo, può iniziare una reazione a catena effetto domino che coinvolge tutto il resto; sarà retorica, ma quando entro all università mi assale la terribile sensazione di apatia, dello scontato, della routine di quel luogo, che palle gente..io dico che ci vuole la rivoluzione, il bordello, l'abbattimento delle barriere individuali che percepisco ogni volta che arrivo in facoltà, stanno tutti sulle sue, de, che palle!! per i maschi le fie sono inavvicinabili, per le fie i maschi sono scemi, insomma diamoci tutti una patta e socializziamo di piu tra di noi per poter fare un branco di cose invece che lasciarci trasportare dagli eventi della torretta