Precisazione x Geko (quello con la foto di Freud)
...Quando ho utilizzato le espressioni "BUTTARSI" e "SPORCARSI LE MANI" forse mi sono spiegato male. NON INTENDEVO INVITARE ORDE DI NEO LAUREATI AL PRESSAPOCHISMO, ma focalizzare un aspetto secondo me MOLTO PRESENTE negli ambienti in cui siamo soliti "formarci" durante il tirocinio e forse anche in molte scuole di specializzazione. Mi riferisco ai moltissimi tirocinanti che conosco che hanno fatto tirocini di 1 anno senza MAI FARE UN COLLOQUIO CLINICO o UNA DIAGNOSI. Magari hanno studiato moltissima epistemologia, ancor più teorie e autori, sempre più tecniche e protocolli....e poi, di fronte ad uno psicotico, non sanno che fare. D'accordissimo con te per quanto riguarda la teoria di riferimento. E' indispensabile. Io ragiono in senso PSICODINAMICO sul paziente. Faccio una diagnosi psicodinamica, la discuto con il mio supervisore, e insieme a lui (apprendendo da lui) studio che fare, come farlo, perché farlo. E' IN QUESTO MODO ("SPORCANDOSI LE MANI") CHE SECONDO ME SI IMPARA IL "COME FARE". Certamente servono autori e teorie, ma è altrettanto indispensabile l'aspetto applicativo, concreto di ciò che studiamo. Nella mia facoltà anni fà, fare le "esperienze pratiche guidate" significava seguire corsi, conferenze, seminari. Ma uno psicologo deve SAPERE, SAPER FARE, SAPER ESSERE.......
CIAO CIAO
Riferimento: UN SALVAGENTE SENZA BUCO IN UN MARE DI INGANNI ovvero LO PSICOLOGO NON P
Benissmo, allora la specializzazione (e aggiungerei il lavoro personale) diventa strumento indispensabile per colmare lacune teoriche e cliniche che l'università non può fornire, per una formazione che non lasci il terapeuta incapace di intervenire in situazioni difficoltose, che consenta alla creatività di esprimersi a livello tecnico.
Riferimento: UN SALVAGENTE SENZA BUCO IN UN MARE DI INGANNI ovvero LO PSICOLOGO NON P
..oppure avere un buon supervisore che controlli ciò che facciamo col paziente, un continuo studio e aggiornamento (fatto se possibile per passione e non perché ci serve il diploma finale) e molto buon senso.
Sono stufo e arcistufo di psicoterapeuti squali, conosciuti e vanesi, militanti della loro scuolettina che arrivano tutti spocchiosi e cinici ai convegni trattando tutti come esseri inferiori. La realtà che nessuno vuole dire è che il nostro è un settore pieno di gente disonesta, cinica e scorretta che per 100 euro in più farebbe qualsiasi cosa. Vorrei vedere più spazio per la passione, e meno per le iscrizioni da 10000 euro l'anno che implicano la netta divisione tra "chi può" e "chi non può". Il nostro dovrebbe essere il primo degli ambiti lavorativi in cui trovare chiarezza, spazio e attenzione verso questo tipo di problematiche. Anche perché questo è uno dei motivi scatenanti della crisi del nostro settore. Invece, è uno dei peggiori, almeno la "fettina" che ho sempre visto io. ciao ciao
Riferimento: UN SALVAGENTE SENZA BUCO IN UN MARE DI INGANNI ovvero LO PSICOLOGO NON P
Non credo che basti per il semplice motivo che una buona supervisione necessita anche di una buona formazione teorica (con cui il rimando è continuo, anche se non sempre in maniera esplicita, sia per il supervisionato che per il supervisore) e personale, per le quali il continuo studio e il buon senso non sono sufficienti.
E' chiaro a tutti che la formazione in psicoterapia è diventata questione di affari, tuttavia non è sempre così. Oltre a professionisti disonesti, c'è chi fa una formazione seria e qualificata, spesso costosa per via della qualità offerta e non di bisogni economici, dove c'è una grande chiarezza rispetto sia ai compiti del formatore sia di chi viene formato. Starà a te, se vorrai, impiegare la tua passione anche nella tua formazione teorico-clinica presso chi riterrai in grado di garantire che venga effettuata in maniera adeguata.
Un saluto
Riferimento: UN SALVAGENTE SENZA BUCO IN UN MARE DI INGANNI ovvero LO PSICOLOGO NON P
Torno a scrivere su questa discussione perché leggendo gli ultimi messaggi mi sono venute in mente alcune riflessioni. Prendetele per quello che sono: riflessioni e nulla più.
Secondo me formazione continua ed aggiornamento professionale sono elementi fondamentali per un agire tecnico e pratico di qualità. Vedo però troppi colleghi legati ad un concetto di specializzazione totalmente slegato dall'attuale contesto sociale. Concetto distante anche dagli attuali saperi scientifici.
La psicologia è una scienza a tutti gli effetti. Lo psicologo è un professionista "formato" agli occhi della scienza e della legge. La psicoterapia è una (e solo una) delle possibili specializzazioni a disposizione della scienza psicologica. Lo psicologo può diventare infatti anche esperto in psicologia clinica o nella valutazione psicologica. Naturalmente uno psicologo iscritto all'albo può fare psicologia clinica e può fare valutazione psicologica. Solo per la psicoterapia serve un'abilitazione.
Il concetto di abilitazione non nasce dall'esame di questioni etiche (legate ad esempio alla profondità dell'intervento, al costrutto di cura, al metodo di intervento); esso è strettamente legato alla vicinanza con le discipline mediche. Vicinanza storica, ma soprattutto pratica. In poche parole gli psichiatri sono abilitati alla psicoterapia (senza ulteriori specializzazioni) e che lo fossero anche gli psicologi era sconveniente.
Solo riflessioni personali lo ripeto: ma non si può negare il fatto che, ad oggi, non esista una visione condivisa delle differenze tra intervento psicologo/clinico e psicoterapia, così come non esiste una dimostrazione scientifica della efficacia della psicoterapia (altro che differenze tra i vari approcci).
Ora ai medici psichiatri questo può anche non interessare (tanto se va male la cura della parola hanno i farmaci). Gli psicologi invece dovrebbero essere turbati dal fatto che chi vende formazione in psicoterapia ha poche evidenze scientifiche per dimostrare la qualità e l'efficacia del suo prodotto.
Le esperienze individuali di formazione non si discutono: sono sicuro che molti specializzandi hanno trovato nella loro scuola la via per migliorare il loro operato.
Vorrei però che tali esperienze personali entrassero nell'ambito generale della formazione post-laurea (post-professione). E non parlo di scuole valide o meno valide. Per me sono (devono essere) tutte valide. Parlo di modifiche al sistema della formazione: variazione nella sua gestione e nella verifica dei suoi esiti.
Soltanto allora si potrà parlare di una scientificità che vada oltre l'esperienza individuale (seppur splendida); finalmente svincolata da dogmi e verità di fede. Per superare quella necessaria distinzione legale tra psicologo e psicoterapeuta: non nel senso dell'omologazione e dell'integrazione, ma per riempire di scienza parole spesso vuote.
Solo riflessioni personali sparse. Le butto lì, magari saranno utili a qualcuno. Forse anche solo nell'ottica di prendere da esse le distanze.
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Citazione:
Originalmente inviato da
PsicoBart
[...]Per superare quella necessaria distinzione legale tra psicologo e psicoterapeuta: non nel senso dell'omologazione e dell'integrazione, ma per riempire di scienza parole spesso vuote.
[...]
ciao PsicoBart,
potresti spiegarti più approfonditamente, per favore?
leggendo questa frase, che forse ho frainteso, da cui la richiesta di approfondimenti, mi è infatti, venuto da pensare ad eventualità tremende che spero non si avverino, mai ... ma aspetto la tua risposta perchè forse ho frainteso.
intanto vorrei aggiungere la psicologia non è solo cura.
sembra un'ovvietà, ma secondo me non lo è ancora abbasstanza. quando mi sono avvicinata a questo thread ero molto interessata ... ma dopo un po' mi è sembrato di vederci tornare sempre alle stesse cose:
si dice psicologo, ma si intende psicoterapeuta o psicoclinico (nomino così lo specialista in psicologia clinica così non si confonde con il laureato in psicologia ad indirizzo clinico)
si nega il supporto psicologico come strumento dello psicologo e lo si annovera nelle tecniche psicoterapeutiche o psicoclinicnhe, quindi specilistiche
non si fa riferimento alcuno a strumenti peculiari della professione di psicologo e della consulenza psicologica, come i test ad es.
si discute ancora sul fatto che la psicoterapia non sia scientifica rispetto alla psicologia
sinceramente mi pare (sensazione personale), senza offesa alcuna che in questo thread lo psicologo sia solo un tizio che aspetta di specializzarsi per fare il lavoro dello psicoterapeuta o dello psicoclinico e questo lo trovo triste e svilente per gli psicologi
buona domenica a tutti:smile:
ciao
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Citazione:
Originalmente inviato da
psicosarix
[FONT="Courier New"]ciao PsicoBart,
potresti spiegarti più approfonditamente, per favore?
leggendo questa frase, che forse ho frainteso, da cui la richiesta di approfondimenti, mi è infatti, venuto da pensare ad eventualità tremende che spero non si avverino, mai ... ma aspetto la tua risposta perchè forse ho frainteso.
Due precisazioni: la mia frase che riporti ha senso solo all'interno del contesto in cui è inserita. Secondo: se non mi dici quali sono le "eventualità tremende" che speri non si avverino è difficile dare significato alla tue richiesta.
Azzardo un'ulteriore spiegazione, sperando che venga incontro ai tuoi dubbi.
Non esistendo spiegazioni scientifiche universalmente riconosciute in grado di distinguere tra intervento psicologico clinico ed intervento di stampo psicoterapeutico, ad oggi l'unico parametro distintivo è quello legale. Ora, secondo me la psicologia non può chiedere al diritto di sbrogliare le sue problematiche: ed infatti l'articolo 3 delle legge c.d. Ossicini non spiega, non definisce, non risolve e, soprattutto, non è scienza.
Credo sia necessaria una riflessione articolata all'interno del sapere psicologico al fine di definire in maniera autonoma teorie, strumenti, metodologie e prassi. Riflessioni i cui risultati, mi ripeto, devono essere basati su prove scientifiche. Ad oggi, purtroppo, nel campo della psicoterapia di scienza se ne vede ben poca.
In questo senso credo sia ora di riempire di scienza parole vuote, troppo spesso trasmesse come dogmi. Soprattutto quando una formazione viene proposta come indispensabile (e qui la colpa è di tutta la nostra categoria professionale) e venduta a cifre francamente incomprensibili e fuori mercato.
Spero che questa ulteriore riflessione inserita all'interno di quanto ho detto nel precedente messaggio abbia reso più chiaro ciò che intendevo dire.
Citazione:
Originalmente inviato da
psicosarix
sinceramente mi pare (sensazione personale), senza offesa alcuna che in questo thread lo psicologo sia solo un tizio che aspetta di specializzarsi per fare il lavoro dello psicoterapeuta o dello psicoclinico e questo lo trovo triste e svilente per gli psicologi
Se nei miei messaggi ho dato questa impressione devo assolutamente rivedere il mio modo di esprimermi.
Scherzo ovviamente.
Guarda, io la vedo in maniera diametralmente opposta. Lo psicologo è un professionista riconosciuto ed abilitato. Prendo atto che molti giovani colleghi non si sentono in grado di agire in ambito clinico senza prima aver fatto una specializzazione in psicoterapia. Secondo me in essa non possono trovare ciò può colmare le loro eventuali "carenze" di psicologia, perché si tratta di un settore di specializzazione dell'agire psicologico. La formazione in psicoterapia non specializza in psicologia. Vero è che una specializzazione in psicoterapia può aumentare il proprio senso di efficacia anche come psicologi, ed in questo non ci vedo niente di male, anzi fa onore a chi, non sentendosi sicuro, aspetta in panchina prima di scendere in campo.
Magari le mie riflessioni sono tutte errate, ma io proprio non riesco a vedere un futuro roseo per una professione in cui giovani colleghi lavorano come "educatori ad ore" al fine di pagare rette "extralusso". Il rischio di veder crollare tutto appena questa ruota inizia a rallentare mi sembra proprio dietro l'angolo.
Riferimento: UN SALVAGENTE SENZA BUCO IN UN MARE DI INGANNI ovvero LO PSICOLOGO NON P
Citazione:
Originalmente inviato da
PsicoBart
[...] Non esistendo spiegazioni scientifiche universalmente riconosciute in grado di distinguere tra intervento psicologico clinico ed intervento di stampo psicoterapeutico, ad oggi l'unico parametro distintivo è quello legale. [...]
assolutamente chiarito! evviva l'aggettivo "clinica" che specifica il sostantivo psicologia ... se ho capito bene confronti due specializzazioni, quella psico-clinica e quella psico-terapica. se è così benissimo, non entro nel merito.
è che, quando si dice genericamente psicologo, io intendo esattamente quello della legge 56/89 che è tanto vaga (anche) perchè richiama tante aree di intervento. (lavoro, generale (ricerca), sociale ... ecc. ) che non hanno per forza a che fare con l'area clinica ... secondo me ad ogni modo è sempre bene specificare che ambito e nel caso che specializzazione :)
mi spiace essere pedante, davvero!!! ma credo nell'assoluta necessità per noi psicologi laureati di non confonderci e non farci confondere con gli psicologi specializzati, che rispetto al massimo, ma che in virtù della loro specializzazione vanno ad operare in ambiti diversi. cosa che dovremmo sempre tenere presente, come dici benissimo tu nel post.
per il resto niete da dire :smile:
buona domenica :ciao: ciao!!!