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ikaro78
Ripeto, per la 484esima volta: solo una piccola parte dei pazienti che arrivano allo psicoanalista segue un percorso "ad libitum o quasi" a 3 sedute settimanali, è così difficile da capire? Eh sì, il diniego è proprio una pessima difesa...
Saluti,
ikaro
Come la mettiamo con l'analisi obbligatoria che richiedono molte scuole di specializzazione?
Non credo che la SPI si accontenti di mezza seduta al mese.
:rolleyes:
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Sigmund1977
Come la mettiamo con l'analisi obbligatoria che richiedono molte scuole di specializzazione?
Non credo che la SPI si accontenti di mezza seduta al mese.
:rolleyes:
E credo che la SPI faccia bene.. non credo infatti che un'analista (ma nemmeno un qualsivoglia altro psicoterapeuta) ci faccia qualcosa con "mezza seduta al mese"!!
..ancora una volta, Sigmund, non sei certo OBBLIGATO a fare l'analisi.
Mettila così: l'analisi non è "obbligatoria", bensì parte integrante (e aggiungerei pregnante) del percorso formativo di molte scuole di specializzazione.
Non intendi farla? Fortunamente esistono scuole che non la prevedono nel proprio percorso.. sono lì apposta per chi vive la terapia personale come un obbligo e non come un'opportunità formativa.
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Sigmund1977, se tu vorresti fare las Spi, dovrai fare anche il numero di sedute personali richieste, perchè è coerente con il loro approccio classico freudiano-kleiniano-bioniano.
Se tu vuoi fare altre scuole psicoanalitiche idem.
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Come la mettiamo con l'analisi obbligatoria che richiedono molte scuole di specializzazione?
Non credo che la SPI si accontenti di mezza seduta al mese.
Infatti non sono d'accordo con l'obbligo e il monte ore di analisi da raggiungere, manco fosse il tagliando dell'automobile. E ho grandi perplessità sul training formativo proposto dalla SPI, questo non significa che non sia necessaria una analisi per chi desideri diventare psicoanalista.
Saluti,
ikaro
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Sigmund1977, se tu vorresti fare las Spi, dovrai fare anche il numero di sedute personali richieste, perchè è coerente con il loro approccio classico freudiano-kleiniano-bioniano.
Se tu vuoi fare altre scuole psicoanalitiche idem.
In base a cosa dici che è coerente con l'approccio classico? Bisognerebbe studiare almeno un po' di storia della psicoanalisi, in particolare la storia del movimento istituzionale e del training IPA, prima di fare affermazioni così forti.
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da
ikaro78
Infatti non sono d'accordo con l'obbligo e il monte ore di analisi da raggiungere, manco fosse il tagliando dell'automobile.
Persino uno che stima la psicoanalisi come me si sente avvilito di fronte a un metodo del genere...
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Vorrei capire cosa c'è di così avvilente nel fare un percorso di analisi personale se si ci si sta formando come analisti.
Come dovrebbe avvenire la formazione secondo te?
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ikaro78
In base a cosa dici che è coerente con l'approccio classico? Bisognerebbe studiare almeno un po' di storia della psicoanalisi, in particolare la storia del movimento istituzionale e del training IPA, prima di fare affermazioni così forti.
Saluti,
ikaro
Nel senso che è coerente per "loro", cosi' come per i lacaniani, puo' esserlo farne una a settimana; non come sistema assoluto.
Io posso anche non essere d'accordo, conoscendo tra l'altro, la SPI, la sua storia, anche della sua travagliata accettazione el regolamento Miur per essere riconosciuta infine come scuola e l'IPA e delle varie istituzioni internazionali che vi afferiscono (pensa un po':asd:) ma purtroppo, non dipende da me, il loro funzionamento, cosi' come quello di altre.
Chiaro il concetto?
Se vai all'estero, puoi anche formarti diversamente ..e poi..e poi....(Giorgia:P)
:ciao:
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Vorrei capire cosa c'è di così avvilente nel fare un percorso di analisi personale se si ci si sta formando come analisti.
Come dovrebbe avvenire la formazione secondo te?
Non credo sia avvilente il fare un percorso di psicoanalisi personale, ma posso capire che qualcuno possa pensare che sia avvilente un training standardizzato. Così come è molto discutibile l'essere obbligati a scegliere un analista entro una lista, lo stesso dicasi per il controllo e per la laurea in medicina o psicologia come conditio sine qua non. A Rosa vorrei chiedere con che cosa sarebbe coerente questo tipo di formazione, non so se sia stata "travagliata" la questione SPI/MIUR, ai tempi della Legge Ossicini la posizione della SPI fu molto ambigua e questo ha e avrà, a mio modesto parere, conseguenze non da poco sul futuro della psicoanalisi in Italia.
Saluti,
ikaro
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Sai che condivido in buona parte la tua critica al sistema formativo psicoanalitico. Tuttavia in un certo senso essa è sempre standardizzata da quelle che vengono considerate caratteristiche fondamentali per l'instaurarsi del processo analitico. Così come dalla spinta (più o meno esplicita) a rivolgersi ad un analista che abbia un orientamento congruente con quello dell'istituto di formazione.
Il traning IPA ha sicuramente delle falle, come credo però anche modelli formativi che si sono formati in alternativa.
Altra cosa è invece criticare aprioristicamente il modello formativo psicoanalitico.
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Secondo me il problema è anche economico; l'analisi può durare molti anni e con più sedute settimanali, e con la crisi che c'è le persone cercano soluzioni più brevi contenendo i costi; tra portare a casa la pagnotta, e viaggiare nell'inconscio, per chi è del ceto medio è preferibile la prima opzione.
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bella primavera
Secondo me il problema è anche economico; l'analisi può durare molti anni e con più sedute settimanali, e con la crisi che c'è le persone cercano soluzioni più brevi contenendo i costi; tra portare a casa la pagnotta, e viaggiare nell'inconscio, per chi è del ceto medio è preferibile la prima opzione.
Trovo curiosa una posizione come questa da parte di chi, come te, in altri post, ha sostenuto con forza che "tutto dipende dalle nostre credenze".
Ne deduco che anche il problema economico possa essere visto come una "credenza" e che, quindi, rappresenti - o possa rappresentare - una sorta di ideologia (nel senso marxiano del termine: ideologia=falsa coscienza).
Oppure potrebbe dipendere anche da una qualche forma di collusione tra interessi immediati del terapeuta (gli propongo una terapia breve, anche se avrebbe bisogno di molto di più, perché anch'io devo portare a casa la pagnotta e ho bisogno di questo paziente) e gli interessi immediati del paziente (voglio togliermi di dosso questo problema in fretta, così posso tornare a fare quel che ho sempre fatto).
Voglio dire, fino a che punto l'incontro tra domanda e offerta (di brevità e rapidità, in questo caso) è semplicemente una risposta corretta ad un problema esistente e quando diventa, a tuo parere, qualcosa che non ha nulla a che vedere con la salute e le necessità del paziente?
Buona vita
Guglielmo
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willy61
Voglio dire, fino a che punto l'incontro tra domanda e offerta (di brevità e rapidità, in questo caso) è semplicemente una risposta corretta ad un problema esistente e quando diventa, a tuo parere, qualcosa che non ha nulla a che vedere con la salute e le necessità del paziente?
Concordo con quanto dice Guglielmo e aggiungo che in un modello che esplicitamente si nega la possibilità di avere un referente complesso quale il soggetto nella sua globalità, è evidente come le necessità globali, appunto, non possano venire considerate, a favore di una parcellizzazione che poco ha a che vedere con ciò che può aiutare il paziente.
Senza contare poi che un'analisi ben fatta può mobilitare risorse in modo tale che sia possibile uscire da situazioni di "ristrettezza" psichica (e di conseguenza a volte pure di natura economica...). Dal momento che questo processo "costa" in termini di impegno e di messa in gioco è comprensibile che lo si tenda a "risparmiare", negandosi però opportunità preziose.
Saluti
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bella primavera
Secondo me il problema è anche economico; l'analisi può durare molti anni e con più sedute settimanali, e con la crisi che c'è le persone cercano soluzioni più brevi contenendo i costi; tra portare a casa la pagnotta, e viaggiare nell'inconscio, per chi è del ceto medio è preferibile la prima opzione.
Questa volta mi trovi quasi d'accordo: la crisi economica può essere una varuabile importante,
Il punto é che l'alternatiiva alle "brevi", non é solo la Psicoanalisi (entrata in crisi comunque non da qualche mese).
Bisogna però stare attentii che la pagnotta non sia vuota dentro.
Ciao.
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Originalmente inviato da
willy61
Trovo curiosa una posizione come questa da parte di chi, come te, in altri post, ha sostenuto con forza che "tutto dipende dalle nostre credenze".
Ne deduco che anche il problema economico possa essere visto come una "credenza" e che, quindi, rappresenti - o possa rappresentare - una sorta di ideologia (nel senso marxiano del termine: ideologia=falsa coscienza).
Oppure potrebbe dipendere anche da una qualche forma di collusione tra interessi immediati del terapeuta (gli propongo una terapia breve, anche se avrebbe bisogno di molto di più, perché anch'io devo portare a casa la pagnotta e ho bisogno di questo paziente) e gli interessi immediati del paziente (voglio togliermi di dosso questo problema in fretta, così posso tornare a fare quel che ho sempre fatto).
Voglio dire, fino a che punto l'incontro tra domanda e offerta (di brevità e rapidità, in questo caso) è semplicemente una risposta corretta ad un problema esistente e quando diventa, a tuo parere, qualcosa che non ha nulla a che vedere con la salute e le necessità del paziente?
Buona vita
Guglielmo
Proprio tutte credenze limitanti no! la crisi economica esiste, anche se poi pure in questa situazuione non si abbatte e trova le risorse per tirate fuori ottimi profitti economici e risultati positivi per la propria vita! (non in ambito terapeutico, ma per qualsiasi situazione della vita), sul secondo punto è difficile risponderti, perchè penso che dipenda molto dall'onestà del terapeuta!
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Originalmente inviato da
bella primavera
Proprio tutte credenze limitanti no! la crisi economica esiste, anche se poi pure in questa situazuione non si abbatte e trova le risorse per tirate fuori ottimi profitti economici e risultati positivi per la propria vita! (non in ambito terapeutico, ma per qualsiasi situazione della vita), sul secondo punto è difficile risponderti, perchè penso che dipenda molto dall'onestà del terapeuta!
Di qualsiasi orientamento, aggiungerei io, dal piu' breve al medio al piu' lungo; l'onesta', disonesta' ed egogentrismo del terapeuta, con altre variabili, sono molto influenti, talvolta, cosi' come l'onesta' puo' molto ben coniugarsi con una buona qualita' della pagnotta da offrire al paziente.
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Originalmente inviato da
bella primavera
Proprio tutte credenze limitanti no! la crisi economica esiste, anche se poi pure in questa situazuione non si abbatte e trova le risorse per tirate fuori ottimi profitti economici e risultati positivi per la propria vita! (non in ambito terapeutico, ma per qualsiasi situazione della vita), sul secondo punto è difficile risponderti, perchè penso che dipenda molto dall'onestà del terapeuta!
Ancora mi trovo in accordo con te, nonostante le affermazioni di Gaia che non mi risulta essere né psicologa né psicoterapeuta,
Vedi la pagnotta, secondo me, ha bisogno di essere riempita non tanto con l'onestà (chi la mette in dubbio?), ma con alternative valide che incontrino le esigenze del paziente,
Ciao. Lucio
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Ancora mi trovo in accordo con te, nonostante le affermazioni di Gaia che non mi risulta essere né psicologa né psicoterapeuta,
Vedi la pagnotta, secondo me, ha bisogno di essere riempita non tanto con l'onestà (chi la mette in dubbio?), ma con alternative valide che incontrino le esigenze del paziente,
Ciao. Lucio
E due.
Magari a te ora, non risulta, per problemi tuoi, magari di di memoria a LT, ma e, mi spiace per te, doverti ricordare, mentre è un piacere per me farlo, e ri-comunicarti, come gia' fatto, e come molti altri qui sanno, avendo fatto l'EdS con me, che io sono regolarmente abilitata allo svolgimento di Professione di Psicologa, dopo regolare superamento delle prove dell'EdS, aver svolto i regolari tirocini (come da documenti firmati e controfirmati dai tutor o supervisori, segreterie) e poter aver avuto ed avere accesso ad altre strutture formative, con regolare documentazione depositata e presso la Segreteria Univeritaria Eds, dove ho conseguito l'Abilitazione alla Professione, per inciso, al primo tentativo, e dove di dovere. Poi, che a te non risulti, non è un problema mio, visto che per motivi tuoi, te lo stai ponendo tu. Sia qui che altrove, in un altro thread.
Buonanotte, sperando che essa ti porti consiglio e riposo.
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Ancora mi trovo in accordo con te, nonostante le affermazioni di Gaia che non mi risulta essere né psicologa né psicoterapeuta,
Vedi la pagnotta, secondo me, ha bisogno di essere riempita non tanto con l'onestà (chi la mette in dubbio?), ma con alternative valide che incontrino le esigenze del paziente,
Ciao. Lucio
A volte, il senso del ridicolo dovrebbe far prevenire l'aprire bocca, quando non si sa cosa si sta dicendo.
Om shanti :medito:
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
E due.
Magari a te nn risulta, ma mi spiace per te, mentre è un piacere per me, comunicarti, come molti qui gia' sanno, che io sono regolarmente abilitata allo svolgimento di Professione di Psicologa, dopo regolare superamento delle prove dell'EdS, aver svolto i regolari tirocini (come da documenti firmati e controfirmati dai tutor o supervisori, segreterie) e poter aver avuto ed avere accesso ad altre strutture formative, con regolare documentazione depositata e presso la Segreteria Univeritaria Eds, dove ho conseguito l'Abilitazione alla Professione, per inciso, al primo tentativo, e dove di dovere. Poi, che a te non risulti, non è un problema mio, visto che per motivi tuoi , te lo stai ponendo tu. Sia qui che altrove, in un altro thread.
Buonanotte, sperando che essa ti porti consiglio e riposo.
Grazie; riposo bene.
Grazie anche per la comunicazione che corregge quanto avevo capito.
Buon riposo anche a te.
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Originalmente inviato da
Hermes Ankh
A volte, il senso del ridicolo dovrebbe far prevenire l'aprire bocca, quando non si sa cosa si sta dicendo.
Om shanti :medito:
Forse non so cosa dico, certamente non ho capito quello che vuoi dire tu.
Non approfitto oltre di questa discussione, eventualmente ci sono i P.M.
Ciao
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Originalmente inviato da
gieko
Vorrei capire cosa c'è di così avvilente nel fare un percorso di analisi personale se si ci si sta formando come analisti.
Come dovrebbe avvenire la formazione secondo te?
I prezzi ed il trattamento sono avvilenti.
Solo soldi, soldi e soldi, altro che formazione.
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Facciamo così sigmund, il prezzo è avvilente, il trattamento non è poi così male, non lamentarti di te stesso, puoi guardarti allo specchio e dire: ho fatto proprio un lavoro interessante!
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I prezzi ed il trattamento sono avvilenti.
Solo soldi, soldi e soldi, altro che formazione.
All'inizio dell'analisi io ho esplicitato le difficoltà economiche e mi è venuta incontro e non credo sia un caso isolato...
Saluti,
ikaro
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Sigmund1977
I prezzi ed il trattamento sono avvilenti.
Solo soldi, soldi e soldi, altro che formazione.
Se spiegassi meglio questa tua considerazione, specificando se è tratta da esperienze personali o da altre fonti, sarebbe possibile capirsi meglio.
Hai iniziato l'analisi con Belfagor?
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No, ho semplicemente toccato con mano il mondo del disagio psichico ed ho notato come la fetta di utenti che fa uso delle terapie psicanalitiche nel 2008 sia lo 0,0001%.
Mi sembra quantomeno motivo di riflessione, no?
Perchè se le scuole di specializzazione costassero 500 euro all'anno, per dire, potremmo anche lanciarci così, tanto per provare.
Ma se parliamo di 4000 e rotti euro l'anno SOLO per l'iscrizione è il caso di valutare anche il rientro dell'esborso.
Metaforicamente: io adoro i ghiaccioli, ma perchè devo investire 40.000 e rotti euro in costosissimi ghiaccioli da rivendere tra molti anni a prezzo ancor maggiore ai quattro pinguini del Polo?