ma se il governo è andato fino ad ora a fare la legge, secondo voi accetteranno di fare un referendum??
ci stanno solo rovinando.
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ma se il governo è andato fino ad ora a fare la legge, secondo voi accetteranno di fare un referendum??
ci stanno solo rovinando.
è quello ke dicevo....non si può fermare la protesta ora,anke xke sarebbe stata inutile...io capisco ki si deve laureare tra poco...ma cercate di capire noi ke dobbiamo stare ancora degli anni in facoltà(si spera poki!!!!)
SI ALLA PROTESTA:corteo::corteo::corteo::corteo::corteo:
Ma nessuno dice NO alla protesta.. in questa stanza del forum si sta solo criticando il metodo ed i suoi scarsi esiti.. Credo che le persone che fino ad ora hanno postato la propria opinione qui dentro, me compresa, siano tutte a favore della protesta contro la legge Gelmini.. Il problema è: questa occupazione è il mezzo giusto, il più adeguato, per protestare senza tuttavia andare a ledere i nostri stessi diritti di studenti? E soprattutto, è stata, questa occupazione, una scelta di noi studenti, della maggioranza??
Poi sulla questione della protesta nulla da dire.. anzi.. appoggiamo! :corteo: ma con i mezzi giusti!!
si...si blocca tutto!
Amn3sia ha centrato uno dei punti. Volevo sottolineare, perchè chi non ha frequentato porta di massa in quest'ultimo mese e mezzo non lo saprà, che la protesta in corso è una protesta che vede moltissimi studenti mobilitarsi da ogni corso di laurea, anche di psicologia. Ogni giorno si sono fatte assemblee, ogni giorno volantini e documenti, di cui il più lungo è quello distribuito all'assemblea di facoltà del 15 ottobre in cui è descritta l'università che vogliamo e non solo: la lotta che si intende praticare. L'occupazione di quest'annno, diversamente dalle occupazioni del passato, è un'occupazione in cui non sono più gli studenti contro tutti, ma la popolazione universitaria contro il governo, quindi NESSUNO HA INTERESSE A DANNEGGIARVI PERCHE' PROTESTATE! L'occupazione termina il 14, chiederemo a ogni singolo docente di spostare gli esami a dopo il 14 e al preside di prolungare a dicembre. Se le risposte dovessero essere negative protesteremo più di quanto stiamo facendo, perchè lottiamo anche per loro, non solo per noi. Forza e coraggio, ragazzi, non lasciatevi prendere dall'ansia: se condividete i presupposti di questa protesta partecipate e appassionatevi, la didattica cmq continuerà ma in maniera "insolita", a partire da lunedì. Abbiamo un appuntamento, docenti e studenti, alle 10:00 in Piovani per organizzare dei workshop quotidiani da lunedì a venerdì. La settimana successiva gli stessi workshop lavoreranno per la costruzione di una giornata seminariale da tenere fuori le mura dell'università. In programma tanti altri laboratori tematici a cui aggiungersi o da inventare, siamo solo al primo giorno e già l'atmosfera qui è vogliosissima di studiare, ma studiare in maniera nuova, comunitaria e produttiva, e studiare con mente critica, quindi concentrandoci sui nodi cruciali di questo momento storico. A chi dice che chi occupa non vuole studiare lo invito a farsi un giro all'università in questi giorni e a chiedersi se ha mai visto tanto fermento a porta di massa. Rispetto al referendum: un decreto trasformato in legge non è abrogabile tramite referendum, è al massimo modificabile in alcuni suoi punti, ma modificarlo non ci interessa, perchè la lotta non si propone di combattere SOLO la 133, ma l'intero sistema universitario che ci troviamo a vivere già oggi (perchè i privati nell'università ci sono già e da molto), che ci fa salire l'ansia al punto da doverci preoccupare degli esami invece di pensare ai nostri diritti!!!!!
Stiamo calmi, è il modo migliore di sopravvivere!
Ribadisco ke anke io VOGLIO fare l'esame a novembre e voglio anke seguire i corsi visto ke ne ho il diritto e dovrò fare degli esami a gennaio...ma non credere ke se non ci facciamo sentire con tutti i mezzi ke abbiamo nn si risolverà niente???
Questa legge è una cosa gravissima...ed è solo l'inizio secondo me...certo l'occupazione va contro i nostri corsi e i nostri esami ,è vero,anke e soprattutto xkè è in un mese delicato come novembre, io nn è ke sono d'accordo ma sicuramente nn me la sento di kiedere di fare 1 esame(nel caso non ci fosse la possibilità)mentre ci sn ragazzi ke stanno guardando anke i miei diritti...
comunque ovviamente questo è il mio pensiero personale...aspettiamo e vediamo ke succede!!!anke xke ho sentito ke la settimana prossima la Gelmini renderà pubblico il piano x le università...speriamo bene!
io nn capisco a che serve ora occupare l'università, visto ke il decreto è legge ormai. lo trovo inproduttivo per tutti. visto ke le lauree si sn svolte regolarmente, sarebbe giusto far svolgere regolarmente gli esami. nn si tratta di egoismo, però tutto ciò, cm è stato ampiamente detto, va a nostro svantaggio. nn lo trovo affatto giusto, e mi dispiace, a questo punto fare l'egoista, ma spero tanto che gli esami nn vengano spostati. bloccare un'università per 15 giorni...a che cosa porta??? nn capisco...
(rispetto alle domande posta da myra: in un mese e mezzo abbiamo protestato cercando di non dare troppo fastidio agli stduenti, ma non è servito a molto. Quello che ci interessa di più è praticare l'università che vogliamo, con gruppi di lavoro e seminari, aprendo l'università alla città e portando la città all'università. Questo non si può fare a didattica normalmente attiva. Ci abbiamo provato, era impraticabile. Mi spiace che all'assemblea del 29, essendo in 10000, non siamo riusciti a fare una discussione spiegando tutto questo, nè tantomeno una votazione, era in scaletta, ma non c'è stato il modo. Tuttavia posso assicurarvi che il portico e il giardino oggi erano pieni e che forse chi viene di persona alle assemblee non ha voglia di mettersi anche su internet, per questo leggete solo di chi è contro. Io ho la febbre, solo questo poteva fermarmi.)
elisa, io avrei voluto tanto partecipare, ma non essendo di napoli, perderei giornate intere e cm la metterei cn lo studio????
cmq, io condivido quello che dici sul fatto che queste attività nn potrebbero svolgersi cn il regolare andamento della didattica, ma perchè fare spostare gli esami???
Non è che tra 15 giorni cessa tutto. Tra 15 giorni si va a Roma, poi finiscono gli esami e poi chissà...si potrebbe rioccupare...! Ovviamente ironizzo, ma la mobilitazione è pensata per essere di lunga durata, non si tratta di una semplice occupazione, ma della costruzione di un'università diversa, in barba a tutti i provvedimenti legislativi che si approvano da soli lì in parlamento...non so se riesco ad essere chiara...
[QUOTE= ma perchè fare spostare gli esami???[/QUOTE]
perchè rientrano nel regolare andamento della didattica!
ma che discorso è tanto la legge è già passata?
Cioè se tutti ragionassimo così potremmo subire qualsiasi cosa dal governo, potrebbero alzarsi domani e continuare a fare cambiamenti, a peggiorarci la situazione, ma tanto è il governo le leggi le hanno fatte, che senso ha ribellarsi e protestare....
Meno male che non tutti la pensano come te, sennò oggi invece che repubblica italiana ci chiameremmo ancora Sacro Romano Impero
perchè se ci sono gli esami le aulee sono occupate, i dipartimenti aperti, gli studenti alienati sui libri ecc... Abbiamo bisogno, come università, di prenderci una pausa per ripensarci e ridefinirci. Non va bene dire non mi piace ma lo faccio, no va bene più. Ora è il momento di lottare e non solo perchè stiamo sull'orlo del baratro ma soprattutto perchè tutte le università italiane sono congestionate e a lungo andare il governo cederà. Se non ora, quindi, quando?!
APPELLO NAZIONALE
"Noi la crisi non la paghiamo", è questo lo slogan con cui poche settimane fa abbiamo iniziato le mobilitazioni all'interno dell'università la Sapienza. Uno slogan semplice, ma nello stesso tempo diretto: la crisi globale è crisi del capitalismo stesso, della speculazione finanziaria e immobiliare, di un sistema senza regole né diritti, di manager e società senza scrupoli; questa crisi non può ricadere sulle spalle della formazione, dalla scuola all'università, della sanità, dei contribuenti in genere. Lo slogan è diventato famoso, correndo veloce di bocca in bocca, di città in città. Dagli studenti ai precari, dal mondo del lavoro a quello della ricerca, nessuno vuole pagare la crisi, nessuno vuole socializzare le perdite, laddove la ricchezza è stata per anni distribuita tra pochi, pochissimi.
Ed è proprio il contagio che si è determinato in queste settimane, la moltiplicazione delle mobilitazioni nelle scuole, nelle università, nelle città, che deve aver suscitato molta paura. Si sa, il cane che ha paura morde, altrettanto la reazione del presidente del Consiglio Berlusconi non si è fatta attendere: "polizia per le università e le scuole occupate", "faremo fuori la violenza dal paese". Soltanto ieri Berlusconi aveva dichiarato di voler aumentare i sostegni economici alle banche e di voler fare dello stato e della spesa pubblica garanti in ultima istanza per i prestiti alle imprese: in una parola, tagli alla formazione, meno risorse per gli studenti, tagli alla sanità, ma soldi alle imprese, alle banche, ai privati. Ci chiediamo allora dove si trova la violenza: è violenta un'occupazione o piuttosto è violento un governo che impone la legge 133 e il decreto Gelmini, in barba a qualsiasi discussione parlamentare? E' violento il dissenso o chi intende soffocarlo con la polizia? E' violento che si mobilita in difesa dell'università e della scuola pubblica o chi intende dismetterle per favorire gli interessi economici di pochi? La violenza sta dalla parte del governo Berlusconi, dall'altra parte, nelle facoltà o nelle scuole occupate, c'è la gioia e l'indignazione di chi lotte per il proprio futuro, di chi non accetta di essere messo all'angolo o costretto al silenzio, di chi vuole essere libero.
Ci è stato detto che sappiamo soltanto dire no, che non abbiamo proposte. Niente di più falso: proprio le occupazioni e le assemblee di questi giorni stanno costruendo una nuova università, un'università fatta di conoscenza, ma anche di socialità, di sapere ma anche di informazione, di consapevolezza. Studiare è per noi fondamentale, proprio per questo riteniamo indispensabili le proteste: occupare per poter far vivere l'università pubblica, dissentire per poter continuare a studiare o fare ricerca. Molte cose nell'università e nelle scuole vanno cambiate, ma una cosa è certa, il cambiamento non passa per il de-finanziamento. Cambiare l'università significa aumentare le risorse, sostenere la ricerca, qualificare i processi formativi, garantire la mobilità (dallo studio alla ricerca, dalla ricerca alla docenza). Il de-finanziamento, invece, ha un solo scopo: trasformare le università in fondazioni private, decretare la fine dell'università pubblica.
Il disegno è chiaro, anche gli strumenti: la legge 133 è stata approvata nel mese d'agosto, di fronte al dissenso di decine di migliaia di studenti si invoca l'intervento della polizia. Questo governo vuole distruggere la democrazia, attraverso la paura, attraverso il terrore. Ma oggi, dalla Sapienza in mobilitazione e dalle facoltà occupate diciamo che noi non abbiamo paura e di certo non torneremo indietro sui nostri passi. È nostra intenzione, piuttosto, far retrocedere il governo: non fermeremo le lotte fin quando la legge 133 e il decreto Gelmini non verranno ritirati! E questa volta andiamo fino in fondo, non vogliamo perdere, non vogliamo abbassare la testa di fronte a tanta arroganza. Per questo invitiamo tutte le facoltà in mobilitazione del paese a fare la stessa cosa: vogliono colpire le occupazioni e allora che altre mille scuole e facoltà occupino!
In più, al seguito dello straordinario successo dello sciopero e delle manifestazioni del 17 ottobre, indetti dai sindacati di base, riteniamo giunto il momento di dare una risposta unitaria e coordinata nelle piazze delle nostre città. Proponiamo di dare vita a due scadenze nazionali: una giornata di mobilitazione per venerdì 7 novembre, con manifestazioni dislocate in tutte le città; una grande manifestazione nazionale del mondo della formazione, dall'università alla scuola, a Roma per venerdì 14 novembre, giornata in cui i sindacati confederali hanno decretato lo sciopero dell'università, giornata da costruire dal basso e che veda protagonisti in primo luogo gli studenti, i ricercatori ed i docenti in mobilitazione. Altrettanto riteniamo utile attraversare, con le nostre forme e i nostri contenuti, lo sciopero generale della scuola promosso dai sindacati confederali fissato per giovedì 30 ottobre.
Quello che sta accadendo in questi giorni ci parla di una mobilitazione straordinaria, potente, ricca. Una nuova onda, un'onda anomala che non intende fermarsi e che piuttosto vuole vincere. Facciamo crescere l'onda, facciamo crescere la voglia di lottare. Ci vogliono idioti e rassegnati, ma noi siamo intelligenti e in movimento e la nostra onda andrà lontano!
Dalle facoltà occupate della Sapienza di Roma, dall'ateneo in mobilitazione
forse nn è chiaro, se leggi i miei precedenti interventi, puoi ben capire che la sottoscritta nn è affatto d'accordo al provvedimento e condivide al 100% la protesta!è solo che, secondo me, nn è giusto bloccare gli esami e la didattica per tutto questo tempo.allora se la protesta dura per un altro mese, come si mette??? abbandono la discussione, altrimenti mi innervosisco solo.
Elisa, mi trovi d'accordo con tutto ciò che scrivi.. il problema è che forse questa "università che vogliamo" è fatta anche della didattica svoltasi fino ad ora.. parlo a nome di più persone, non solo per me stessa, ovviamente..
Amn3sia88, è sempre giusto non restare in silenzio e a testa bassa quando un problema grave si presenta.. ma il timore di molti di noi che scriviamo in questa stanza del forum è che questa tipologia di protesta rischi di diventare una protesta fine a se stessa.. la nostra ansia forse è dettata dal fatto che rischiamo di danneggiarci nello stesso momento in cui, paradossalmente, lottiamo per i nostri diritti.. E non credo di tratti di pensiero egoistico, non è egoismo pensare anche ai propri diritti di studio ed alle proprie necessità, se in linea con la scia di protesta attuale.. chiedere di poter sostenere un esame non va a bloccare la protesta.. l'importante, poi, è credere veramente in ciò per cui si lotta, e non perdere di vista gli obiettivi.. tutto qui..
Stamattina in facoltà ho sentito dire che domani in mattinata ci sarà un'assemblea per discutere del modo in cui vogliamo partecipare a questa protesta noi di psicologia.
Qualcuno mi dice se questa voce è vera, ed il luogo e l'ora precisi?
Sarei d'accordo a spostare gli esami di Novembre
e partecipare alla protesta.
Basta che non annullano completamente la sessione perchè
io devo fare gli ultimi esami.
Comunque sarebbe davvero utile, a questo punto, un confronto tra tutti noi di psicologia.. è possibile un incontro che comprenda gli studenti della triennale, della specialistica e della magistrale? Tanto per far sentire la nostra voce!
mi dispiace che ci sn dei contrasti anche tra noi studenti, che dovremmo essere veramente uniti in questo momento. però come giustamente dice myra, stiamo lottando per i nostri diritti, ma paradossalmente stiamo andando contro noi stessi.
In tutta sincerità anche io penso che questa protesta non servirà proprio a niente...anche perchè il referendum NON SI PUò FARE.
Tuttavia non mi sembra neanche il caso di far finta di niente visto che si è mobilitata l'università in tutta italia.
Dunque, sto cercando di farmi un'idea + chiara della cosa, per capire se effettivamente ci sia qualcosa di concreto che possiamo fare, organizzare...anche solo per far sentire la nostra voce, anche se resterà inascoltata.
Ci vogliamo un attimo confrontare tutti noi, così almeno decidiamo come ci vogliamo muovere?
Qualcuno mi dice se le voci dell'assemblea di domani sono vere, e se si, dove si terrà e quando?
ecco appunto
Guarda ke forse nn hai capito ke nn vogliono boigottare l'università e farne un circo x coloro ke nn vogliono studiare...hanno detto ke kiederanno ai prof di spostare le date,gli esami si faranno...ma poi sinceramente nn capisco cm fai ad essere così indifferente..io nn dico ke dovresti protestare(nn mi permnetterei mai)ma se sei davvero contro questa legge come dici,come puoi kiedere di mettere i tuoi esami davanti ad una protesta ke è anke a tuo favore...
Ok ragazzi, purtroppo abbiamo visto che non è facile confrontarsi per iscritto nella stanza di un forum, siamo pochi, siamo tesi, rischiamo di fraintenderci, ed in un momento così delicato è importante cercare di ascoltarci ed essere quanto più è possibile COMPATTI.. un incontro dal vivo in cui possiamo avere lo spazio di esprimere opinioni e magari consigliare iniziative sarebbe l'ideale.. a me non è giunta voce di questo incontro di domattina, Tiritiritu, ma forse Elisa può saperne di più... teniamoci informati!
x elisa.cotena, dal momento ke tu ne sai + di me...
domani doveva tenersi un altro appuntamento del seminario organizzato da voi studenti in aula invalidi...si fa oppure no??a me interessava perkè era in programma l'intervento della prof marino, ma in effetti nn lo seguo dall'inizio...
ti prego di rispondermi grazie :approved:
elisa nella sezione dedicata ai seminari ha detto che si terrà il seminario al quale dovrebbe partecipare la marino...
Elisa dunque?
io sono d accordo all occupazione.
Ma li vedete i telegiornali e quello che sta succedendo nelle facoltà di tutta italia? ln questi casi ci vogliono risposte forti e di rottura.
Stamane all'assemblea c'erano anche dei nostri professori.L'occupazione cmq non durerà a lungo,forse fino al 14.
provate a venire in facoltà e ad informarvi voi stessi.Io per prima ho un esame il 6 ma per me è assurdo che si resti a casa o a parlare di psicoanalisi come se niente fosse in un momento storico di tale importanza.
del resto anche tutti gli altri studenti di Italia che si stanno mobilitando hanno gli esami come noi...
Non credo che la sessione di esami salti,anche perchè molti dei nostri professori appoggiano i movimenti studenteschi.credo che forse verranno rimandati a quando le acque saranno piu calme.Bidogna vedere quello che scriveranno sul sito.
Cmq sicuramente lunedì sarà tutto più chiaro.Intanto lunedì mattina alle 10 vi invito tutti ai workshop che si terranno in facoltà,saranno presenti anche dei nostri professori .Così forse potrete capire un pò meglio cos'è questa occupazione che non condividete.E poi non si può non condividere qualcosa se prima non si prova a conoscerla...
io penso che ci siamo fraintesi...tutti siamo favorevoli alla protesta...è giusto fare sentire la nostra voce, fare valere i nostri diritti...solo che al tempo stesso, nn vorremo che tutto ciò poi si ripercuota negativamente su di noi...tutto qui... :mano:
Questo governo mi ha rotto le palle!
Lo dico a voce piena!
Non ne possiamo più di questi suprusi, si alzano al mattino e fanno le leggi come gli pare!
L'università sono io, siete voi...SIAMO TUTTI!
E' nostra!
Sarà quella dei nostri figli!
E dobbiamo difenderla fino all'ultimo.
Quindi, sì alla protesta in ogni modo!
E non preoccupatevi, chi si deve laureare a Febbraio lo farà....chi, come me, doveva sostenere gli esami a Novembre li farà, non sarà una sessione persa, su questo potete e dovete stare tranquilli. Se dovevate fare un esame, che so, il 3 novembre che vi cambia se lo fate il 23??? Alcuni prof. hanno dato la loro disponibilità a spostare le date..spostare le date significa posticiparle, non cancellare la sessione...altrimenti che cacchio di spostamento sarebbe???
Abbiamo delle persone in gamba che rappresentano noi studenti e molti prof. sono dalla nostra parte, so che faranno il possibile per venire incontro alle esigenze e alle necessità di tutti.
Quello che sta succedendo in questi giorni é STORIA e noi, anziché scannarci su un forum, dobbiamo unirci, essere solidi e compatti, pretendere l'università così come noi la vogliamo e non come la vuole il primo imbecille al governo che si alza un bel mattino con la luna di traverso e la voglia di "novità" !
Sono loro il vero discapito di noi studenti...non di certo questa protesta.
Uniamoci tutti e state sereni. Io credo in tutto questo e so che andrà tutto bene.