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Riferimento: psicologo psichiatra
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Originalmente inviato da
Johnny
nello specifico, cerco di rispondere io
lo psicoterapeuta non è necessariamente un medico, può essere sia medico che psicologo
che i farmaci diano dipendenza sia psicologica che fisiologica è documentato scientificamente. Ora non ho sottomano il libro, altrimenti ti posso elencare i vari psicofarmaci e i rispettivi studi sull'argomento. Quindi non è né offensiva, né una bugia, né una cosa sdtupida da pensare. Al contrario, è vero scientificamente.
uno psicoterapeuta non "cura con la parola", ma mette in atto una serie di tecniche, in base a una specifica teoria di riferimento, per modificare gli schemi mentali che portano alla patologia.
Comunque non sono le affermazioni in sé che danno l'idea della provocazione, quanto piuttosto il "modo" di dire certe cose (lo psicologo è "uno che ha studiato psicologia", dare implicitamente dello "stupido, bugiardo e offensivo" a chi dice che i famaci danno dipendenza , dire che lo psicoterapeuta "cura con le parole").
Grazie per le precisazioni Johnny!:approved:
Oltre a questo vorrei aggiungere i tanti effetti collaterali che moltissimi farmaci provocano. Con questo non sto a dire che i farmaci siano inefficaci: dico solo che spesso farmacoterapie e psicoterapie sono entrambe strettamente necessarie. Un lutto, un evento traumatico sia recente che passato........pensate veramente che bastino 6 mesi di pilloline e poi tutto è passato?
L'unica cosa con cui non concordo è che lo psicologo metta in atto una serie di tecniche in base ad una determinata teoria di riferimento......qua mi sa che non sei aggiornato: forse non sapevi che molto più spesso si ricorre ad "imposizione delle mani", "esorcismi" (con gli psicotici funzionano alla grande), "amichevoli pacche sulle spalle" (ottime con i depressi ma meno con gli ossessivi) più altri rituali vari che ora non sto qua a menzionare.
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Riferimento: psicologo psichiatra
non avete risposto ancora alla mia domanda: io, persona comune, a chi mi dovrei rivolgere?ad uno psichiatra psicoterapeuta che oltre ad una psicoterapia può somministrare farmaci(se ne ho bisogno è chiaro) o ad uno psicologo-psicoterapeuta che fa psicoterapia? Cioè in base a quale criterio scelgo? E' chiaro che bisognerebbe revisionare la legge o a favore dei medici o degli psicologi. :jd:
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Riferimento: psicologo psichiatra
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non avete risposto ancora alla mia domanda: io, persona comune, a chi mi dovrei rivolgere?ad uno psichiatra psicoterapeuta che oltre ad una psicoterapia può somministrare farmaci(se ne ho bisogno è chiaro) o ad uno psicologo-psicoterapeuta che fa psicoterapia?
A mio parere è comunque bene tenere separate le 2 figure (lo psichiatra per la cura medico-farmacologica e lo psicoterapeuta, psicologo o psichiatra che sia, per la cura psicoterapeutica).
Saluti,
ikaro
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Riferimento: psicologo psichiatra
Infatti la mia domanda è: come fa una persona a scegliere dove andare, da uno psichiatra psicoterapeuta o psicologo psicoterapeuta?
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Riferimento: psicologo psichiatra
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Infatti la mia domanda è: come fa una persona a scegliere dove andare, da uno psichiatra psicoterapeuta o psicologo psicoterapeuta?
Se cerca una cura farmacologica è bene che si rivolga ad uno psichiatra, altrimenti si rivolgerà ad uno psicoterapeuta e a quel punto è indifferente che sia psicologo o psichiatra, purchè quest'ultimo abbia intrapreso una vera formazione in psicoterapia (quindi al di là del titolo legale acquisito automaticamente con la specialità in psichiatria).
Saluti,
ikaro
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Riferimento: psicologo psichiatra
Ma è proprio questo il punto!!!!Voi nel forum avete parlato spesso di compromesso con l'ordine dei medici.....mi chiedo ma a quale prezzo???Forse era meglio non accettare visto che adesso la psicoterapia potete svolgerla entrambi(lo psichiatra senza ulteriori scuole)e questo crea tanta confusione nel paziente per non parlare del paragone che costantemente si trova a dover fare con il medico, categoria maggiormente valutata socialmente(senza nulla togliere a voi ovviamente)!
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Riferimento: psicologo psichiatra
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Ma è proprio questo il punto!!!!Voi nel forum avete parlato spesso di compromesso con l'ordine dei medici.....mi chiedo ma a quale prezzo???Forse era meglio non accettare visto che adesso la psicoterapia potete svolgerla entrambi(lo psichiatra senza ulteriori scuole)e questo crea tanta confusione nel paziente per non parlare del paragone che costantemente si trova a dover fare con il medico, categoria maggiormente valutata socialmente(senza nulla togliere a voi ovviamente)!
Eh, c'hai ragione pure tu... Che ognuno sia responsabile dei propri atti verso il paziente e il paziente delle proprie scelte, non so che altro dire!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Infatti la mia domanda è: come fa una persona a scegliere dove andare, da uno psichiatra psicoterapeuta o psicologo psicoterapeuta?
Per un primo contatto è sempre meglio un medico. Poi se non ci sono condizioni mediche che possano giustificare lo stato di disagio allora puoi andare da chi preferisci. E' uguale. Lo specializzato in psicoterapia ha la stessa preparazione, sia uno psicologo sia uno psichiatra.
Dipende da che tipo di terapia potrebbe essere più efficace per il paziente. Dipende dal disturbo, dipende dalla cronicizzazione, dipende dalla quantità e la qualità di farmaci che assume...dipende da tantissime cose.
Come possiamo rispondere alla tua domanda??
Per esempio:
E' Ansia?
Abbiamo controllato la tiroide?
Prendi medicinali?
Hai una storia di disturbi alle spalle?
Hai già provato interventi psichiatrici e ancora non fai progressi?
Hai già provato un tipo di terapia e non ha funzionato?
Quale tipo di terapia?
Hai buona capacità di insight?
e ci sono miriadi di altre domande da porsi quando si prende in carico un paziente o lo si invia.
La tua domanda non è pertinente.
Ti potrei rsipondere così:
Come preferisci. E' assolutamente uguale. Se parliamo di psicoterapia non c'è differenza tra uno psicoterapeuta e uno psichiatra. Cambia solo l'approccio che usano, il quale potrebbe essere più o meno efficace a seconda dell'intervento da fare e dalla tipologia di disturbo che il paziente ha.
Saluti
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Ma è proprio questo il punto!!!!Voi nel forum avete parlato spesso di compromesso con l'ordine dei medici.....mi chiedo ma a quale prezzo???Forse era meglio non accettare visto che adesso la psicoterapia potete svolgerla entrambi(lo psichiatra senza ulteriori scuole)
In realtà per fare psicoterapia lo psichiatra studia 4 anni , proprio come lo psicoterapeuta.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Quattrostracci sei stato chiarissimo!!!!Quindi è come dicevo io: l'unica differenza sta nella somministrazione di farmaci. Il medico psicoterapeuta ha tutte le competenze per fare psicoterapia ma in più può dare anche i farmaci....
A johnny: senti, io ho dato un'occhiata al sito ma non mi è chiara la parte sull'alimentazione: non dovrebbe essere un nutrizionista a consigliare ciò?????
Zuccherina, non è esattamente così. Il fatto che la differenza consista nella sola somministrazione dei farmaci attiene alla così detta "realtà normativa". Cioè, su un piano giuridico, è così. Su altri piani, invece (quello epistemologico, quello teorico, quello tecnico, etc.), direi proprio di no.
C'è molta differenza tra un medico specialista in psichiatria che, in virtù di una legge, è tout court anche psicoterapeuta, e uno psicologo o un medico che dopo la laurea si è fatto quattro anni di specializzazione ad hoc in psicoterapia.
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Riferimento: psicologo psichiatra
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shippuden
ciao quattrostracci, scusa se approfitto delle tue conoscenze, ma mi potresti spiegare meglio questo punto?dal momento che sono laureata con il V.O. proprio indirizzo clinico e di comunità (non ancora abilitata ma ci sto lavorando...) mi interesserebbe avere maggiori chiarimenti sull' equipollenza di cui parli.....grazie
L'equipollenza giuridica di cui parlo è tra la specializzazione triennale pubblica in psicologia clinica e quella quadriennale privata in psicoterapia.
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Riferimento: psicologo psichiatra
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Infatti la mia domanda è: come fa una persona a scegliere dove andare, da uno psichiatra psicoterapeuta o psicologo psicoterapeuta?
Benché l'asimmetria informativa tra il professionista e il suo cliente stia piano piano livellandosi, permane tuttavia una indubbia posizione one-up del professionista rispetto al cliente.
Le professioni legate alla psicologia in generale dimostrano, ancor più che altre, questo gap.
Il motivo risiede principalmente nella natura frammentata dello sviluppo delle scienze psicologiche: in parte legate alla filosofia, in parte alla fisiologia (è da queste due materie che nasce, con Wundt, il primo laboratorio), in parte alla medicina e poi alla psicologia vera e propria.
Frammentazione che tutt'oggi è perfettamente rispecchiata nelle molte figure professionali che si occupano di psicologia in senso lato.
Quindi la risposta alla tua domanda è: allo stato attuale la maggior parte della popolazione non è nelle condizioni di fare una corretta distinzione tra le varie figure professionali.
E questo risulta abbastanza evidente se lo si paragona - statisticamente - a quanto già in questo forum studenti di psicologia - e a volte anche professionisti della psicologia - non conoscono essi stessi per primi certe differenze...
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Originalmente inviato da
quattrostracci
C'è molta differenza tra un medico specialista in psichiatria che, in virtù di una legge, è tout court anche psicoterapeuta, e uno psicologo o un medico che dopo la laurea si è fatto quattro anni di specializzazione ad hoc in psicoterapia.
Esattamente...ma è troppo difficile da capire per chi non è del mestiere...se non parli la stessa lingua di zuccherina non capisce....
Saluti
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Riferimento: psicologo psichiatra
Prima di sentirmi offesa per quello che hai detto.....voglio concederti il beneficio del dubbio: cosa intendi per...se non parli la stessa lingua di zuccherina non capisce?!?
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Riferimento: psicologo psichiatra
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Originalmente inviato da
quattrostracci
L'equipollenza giuridica di cui parlo è tra la specializzazione triennale pubblica in psicologia clinica e quella quadriennale privata in psicoterapia.
giusto per capirci meglio...quindi in pratica questo vuol dire che se un ente bandisce un concorso per titoli in cui è richiesta la specializzazione quadriennale in psicoterapia, io con il titolo di laurea V.O. indirizzo Clinico e di Comunità ho le carte in regola per partecipare al concorso? :mumble:
scusate le domande, so che potrebbero apparire idiote ma penso che come me, molti neolaureati abbiano le idee poco chiare riguardo questi aspetti della nostra professione...
grazie ancora per la disponibilità
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Riferimento: psicologo psichiatra
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Originalmente inviato da
shippuden
se un ente bandisce un concorso per titoli in cui è richiesta la specializzazione quadriennale in psicoterapia, io con il titolo di laurea V.O. indirizzo Clinico e di Comunità ho le carte in regola per partecipare al concorso?
No, non potrai partecipare. Quattrostracci parla infatti della Scuola di specializzazione in Psicologia Clinica, ovvero di una specialità post-laurea presente nelle Università pubbliche, solitamente spresso la facoltà di medicina. Questa specializzazione dà il titolo di "specialista in Psicologia clinica" che viene richiesto in alcuni concorsi. L'equipollenza è relativa al fatto che in precedenza chi aveva il titolo di "specialista in Psicoterapia" grazie alla frequentazione di specializzazioni private non poteva formalmente partecipare a concorsi pubblici perchè destinati ai soli "specialisti in Psicologia clinica". Essendo di fatto i due percorsi estremamente simili è stata istituita l'equipollenza dei titoli.
La laurea dà il titolo di "dottore in psicologia con indirizzo clinico e di comunità" che, dopo l'abilitazione diviene titolo ufficiale di "Psicologo" senza alcuna specializzazione.
Spero le cose ti risultino più chiare.
Saluti
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Riferimento: psicologo psichiatra
Gieko non poteva essere più chiaro. Mi dispiace se mi sono spiegato male... volevo sortire anzi l'effetto contrario ovvero sottolineare la differenza tra uno "Psicologo Clinico" e uno "Psicologo specialista in Psicologia Clinica".
L'equipollenza sta infatti tra lo Psicologo Specialista in Psicologia Clinica (specializzazione pubblica triennale) e lo Psicologia Specialista in Psicoterapia o Psicoterapeuta che dir si voglia (specializzazione quadriennale in psicoterapia).
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Riferimento: psicologo psichiatra
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Prima di sentirmi offesa per quello che hai detto.....voglio concederti il beneficio del dubbio: cosa intendi per...se non parli la stessa lingua di zuccherina non capisce?!?
Non sono concetti facilissimi da comprendere se non si lavora nel campo. Ho già risposto qualche post fà alla tua domanda e come hai visto sono tanti i parametri da considerare nella presa in carico del paziente.
Il nostro lavoro è particolare e molto articolato. Rispondere alla tua domanda è semplicissimo, infatti non capisco neppure come si possano spendere troppe parole.
Psichiatra o Psicoterapeuta? Dipende dal paziente e dalla sua anamnesi. Una domanda se vuoi stupida.
Capisci che non è possibile parlare di psicologia con chi non la conosce o con chi ne ha una vaga idea? Come se mi mettessi a discutere sulla costruzione di un ponte con un ingegnere o la preparazione di un dolce con uno cheff.
Saluti
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Riferimento: psicologo psichiatra
Mi sono solo messa nei panni dell'utente...visto che non lo si fa mai.....e mi sono chiesta...io persona comune come faccio a scegliere tra psich.-psicoter. e psicol.-psicoterapeuta....la domanda è semplice ma non ho ancora ottenuto una risposta adeguata......
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Riferimento: psicologo psichiatra
Credo tu non voglia capire.
Questo è l'ultimo post che ti dedico.
Se una persona si sente male, sicuramente sarà il medico di famiglia che lo consiglia e lo invierà da chi riteiene opportuno.
Se il paziente viene direttamente dallo psicologo, lo psicologo valuta se mandarlo dallo psicoterapeuta o dallo psichiatra a seconda della patologia che presenta e delle ulteriori valutazioni (mediche) che possono essere necessarie.
Se il paziente va dallo psichiatra sarà lui a valutare se c'è bisogno di uno psicologo per una diagnosi psicologica, uno psicoterapeuta con un particolare indirizzo oppure se è in grado di fare psicoterapia senza ausilio di nessuno ( sempre a seconda della patologia che il paziente presenta)
Quindi...o cerchi di capire sforzandoti un pò oppure è meglio lasciar perdere. Nella professione reale funziona come ti ho detto.
Se per chiarirti definitivamente le idee ti faccio un esempio.
Mi si presenta un paziente.
Riferice stati di ansia e attacchi di panico. Inoltre sembra non sostenere la situazione ansiogena.
Io lo invio dallo psichiatra per calmarlo con dei farmaci ( che deciderà lui) proprio perchè il suo stato non gli permette neppure di entrare in comunicazione con me e quindi con una terapia.
Allo psichiatra gli telefono preannunciandogli l'invio ed il mio progetto terapeutico. A seconda di come mi risponde mi comporterò.
Quando il paziente ritorna da me ( lo psichiatra ha già escluso cause organiche come una tiroide o altro magari mediante delle analisi che gli ha prescritto ( io non sarei stato in grado).
A questo punto faccio una diagnosi psicologica.
Il paziente risulta ossessivo compulsivo.
A questo punto c'è di nuovo il feedback con lo psichiatra per valutare se le medicine che prende siano efficaci per il tipo di patologia.
Se non lo sono le cambia, se lo sono valuto come andare avanti.
A questo punto valuto la capacità di insight e la motivazione e tutto una serie di cose per decidere a quale tipo di psicoterapia il paziente può rispondere meglio.
Dopo le mie valutazioni decido se tenerla in carico o se inviarla di nuovo.
Naturalmente lo stesso processo lo fa lo psichiatra se il paziente va direttamente da lui.
Come vedi è inutile che tu ti metta nei panni di un paziente senza avere le consocenze adeguate, rischi solo di confonderti di più.
Quando un disagio è psicologico o psichiatrico puoi andare da qualunque di queste due figure. Saranno poi le competenze e le capacità di ognuno a guidare gli interventi successivi.
Ti rispondo per l'ultima volta:
E UGUALE!!
Se ti entra bene sennò cerca di rimediare.....
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Riferimento: psicologo psichiatra
Togliendo di mezzo per un pò i farmaci.....se io vado da uno psichiatra psicoterapeuta....sei tanto sicuro che lo psich-psic invierà l'utente da te???????????????Se anche lo psichiatra è in grado di fare psicoterapia perchè dovrebbe inviarti il paziente???????
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Riferimento: psicologo psichiatra
Io non ne sarei tanto sicuro, così come non sarei sicuro di tante altre cose riguardo a ciò che dovrebbe essere un iter terapeutico corretto. Ma tant'è...
Il problema è che, in mancanza di altro il paziente non può che andare alla cieca. Potrebbe trovare casualmente un bravo psichiatra, magari che abbia pure frequentato la specializzazione in psicoterapia, assolutamente preparato ad affrontare un percorso psicoterapico. Potrebbe trovare l'esatto contrario.
Ecco perchè solitamente si arriva dal professionista in base ad invio di amici o conoscenti, di persone di fiducia, o ci si rivolge a società che garantiscono sulla professionalità dei propri membri.
Poi c'è lo stabilirsi dell'aggancio tra paziente e terapeuta, ma lì i pezzi di carta non contano più...
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Riferimento: psicologo psichiatra
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Togliendo di mezzo per un pò i farmaci.....se io vado da uno psichiatra psicoterapeuta....sei tanto sicuro che lo psich-psic invierà l'utente da te???????????????Se anche lo psichiatra è in grado di fare psicoterapia perchè dovrebbe inviarti il paziente???????
Vedi cara, il problema a questo punto non è tuo o del paziente. E' una libera scelta che lo psichiatra fà, avendone le capacità e le competenze. Come libera scelta è quella dello psicoterapeuta di non fare nessun invio llo psichiatra. Libera scelta di una libera professione.
Comunque lo psichiatra potrebbe inviare perchè non a tutti i pazienti va bene un tipo di terapia.
Per questo dicevo che non possiamo parlare, non parliamo la stessa lingua e non ci capiamo.
Ci sono molte forme di psicoterapia, comportamentista, cognitivista, gestaltica ecc...ed ognuna di queste terapie si sposa più o meno bene con gli eventuali disagi del paziente, ogni terapeuta può lavorare più o meno bene con determinati pazienti e con determinate patologie. Molti colleghi possono essere esperti in determinate patologie e non conoscere i trattamenti per altre.
Non so come funziona per gli assistenti sociali, ma in psicologia la tuttologia non esiste.
Inoltre nessuno può essere sicuro di nulla.
L'unica persona ad essere sicura di quello che dice sulla psicologia sembri proprio tu, e bada bene, non sei neppure psicologa.
Quindi ti ripeto...è semplicissimo e la tua domanda e facilmente rispondibile, c'è però una necessità in tutto questo :
che tu voglia o lo possa capire.
Saluti
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Riferimento: psicologo psichiatra
La tuttologia non esiste da nessuna parte.....neanche per gli Assistenti Sociali!!!Ognuno si specializza in un determinato campo anche perchè nessuno può sapere tutto di tutto compresa io.....
Ma la discussione sta andando troppo sul personale, non credi?Io ho fatto una domanda e tu hai risposto.......ma io cambierei i toni...come dice palazzeschi!!Ah.....siccome hai detto che io e te parliamo lingue diverse....probabilmente non lavoreremo mai in èquipe....anche perchè in quel contesto la comunicazione tra professioni è INDISPENSABILE!!!!!!non so come la vedi tu......:medito:
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Riferimento: psicologo psichiatra
Concordo per la comunicazione indispensabile. Ma indispensabile è anche avere diretta esperienza sul campo.
Sono sicuro che avrai modo di imparare molto anche da queste discussioni.
Non preoccuparti, è il mio modo di scrivere non un modo di offendere....
Saluti
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Riferimento: psicologo psichiatra
Se lo scopo è quello di guarire il paziente, il fatto che si raggiunga questo scopo con un intervento chimico diretto sul cervello attraverso farmaci, oppure stimolando la produzione naturale delle giuste sostanze chimiche attraverso la parola, l’ascolto e l'interazione o transfert, non credo che dovrebbe dipendere dalla formazione accademica dello psicoterapeuta (medico o psicologo) ma dalla concreta situazione del paziente stesso e dal suo potenziale riabilitativo.
Evitare i farmaci, quando è possibile, è naturalmente sempre cosa buona. Questo vale ad esempio anche per gli antibiotici, ma a chi ha la polmonite mi pare che sia il caso di somministrare gli antibiotici opportuni piuttosto che curarlo con impacchi caldi sul torace. Se invece si tratta di un po’ di irritazione superficiale delle prime viee aeree basterà una bella spalmata di Vick e qualche bevanda calda col miele per far sparire la tosse. Dipende dall’età e dalle condizioni generali del paziente, nonchè dall’entità e tipo della patologia in atto. Questo occhio clinico dovrebbe averlo qualunque psicoterapeuta, sia medico che psicologo, e decidere se i farmaci sono necessari o no, indipendentemente dal fatto che li possa o meno prescrivere lui stesso. L’importante è che il paziente guarisca, o quantomeno raggiunga il punto di salute e benessere massimo che può raggiungere, considerato il punto di patologia e disagio da cui parte. Così stando le cose, la psicoterapia migliore sarebbe quella offerta dallo psichiatra, visto che questi può alla bisogna anche prescrivere farmaci. C’è tuttavia il rischio che questa possibilità di ricorrere al deus-ex-machina spinga lo psichiatra a tagliar corto e prescrivere medicine prima di aver sondato tutte le possibilità di ottenere i cambiamenti desiderati con metodi (apparentemente) più lunghi ma più naturali e meno invasivi. Metodi che nel suo percorso formativo ha studiato meno a fondo degli psicologi. Il rischio per lo psicoterapeuta di formazione psicologica potrebbe essere invece quello di sottovalutare lo stato chimico-organico del cervello di chi gli sta di fronte e pensare di riuscire ad attivare i necessari processi risolutivi solo con interventi verbali, interattivi e di ascolto. Direi che ci sono buoni e cattivi psicoterapeuti e basta, e che per decidere da chi andare il paziente dovrebbe chiedere un po’ in giro e sapere come e da chi sono state curate persone con problemi simili ai suoi.
È sicuramente un peccato che nel nostro sistema giuridico e sanitario, non solo in Italia ma credo a livello mondiale, esistano due figure distinte che si occupano di curare la stessa cosa. Credo che questo faccia nascere dubbi ed incertezze non solo nei pazienti ma anche tra noi professionals. Ma forse questa è la conseguenza dello stato di incertezza filosofica in cui il mondo contemporaneo si trova. Prima esisteva la figura del neuropsichiatra, che negli anni ’80 è stata scissa in due figure professionali diverse, il neurologo e lo psichiatra, che evidentemente non si occupano più della stessa cosa. Ed a questi è stato aggiunto lo psicologo-psicoterapeuta.
Per stabilire chi-cura-che e chi-cura-meglio-che, in realtà dovremmo aver più certezze sull’ineffabile psiche, sul rapporto mente-cervello, sulla genetica molecolare e sui fenomeni elettrici e chimici dei nostri neuroni. La verità è che ne sappiamo poco. Descartes o Damasio? Personalmente non ho ancora risolto in modo definitivo la questione, ma comunque la si pensi sul nucleo intimo della persona, rimane il fatto che il cervello è pur sempre un organo fatto di materia proprio come lo stomaco o i reni, e far finta di ignorarlo mi sembra un fariseismo. Certamente i problemi mentali si producono anche per cause psicologiche e sociali, ma alla fine queste cause possono agire su di noi solo in quanto trasformate e codificate in impulsi elettrici e chimici che possono agire sul nostro cervello, quindi, per così dire, materializzate.
Qualcuno si è offeso perchè qualcun’ altro ha detto che “lo psicoterapeuta cura con le parole”. Francamente non ho capito il perchè, a me sembra la pura verità. Si tratta naturalmente di scegliere quelle giuste e darvi anche la giusta prosodia ed accompagnarle con la giusta mimica facciale e pronunciarle al momento giusto, e qui comincia il difficile. Senza mai perdere di vista il fatto che con quelle parole si vogliono attivare certi processi chimici ed elettrofisiologici in quel particolare cervello con quella particolare costellazione di capacità (fisico-chimiche) affettive ed intellettive, esperienze e memorie, che purtroppo non rivela nessuna TAC. Perciò sono importanti l’ascolto e l’osservazione ed il saper provocare in seduta risposte e comportamenti che ci rivelano cose che nessuna indagine strumentale ci può rivelare. Questa, naturalmente, è un’arte.
L’ideale sarebbe che ci fosse una sola figura professionale per gestire i problemi mentali, la quale fosse in grado di capire valore, limiti e conseguenze della stimolazione sia attraverso psicofarmaci sia attraverso la parola, l’ascolto e l’interazione personale.
La stessa parola “psicoterapia”, intesa come terapia della psiche fatta senza farmaci, mi sembra sbagliata a livello metacognitivo. La psico-terapia o terapia della psiche è una sola e si dovrebbe fare usando tutto ciò che è necessario per guarirla, in alternanza, combinazione e dosi da valutare a seconda delle singole necessità di ciascun paziente.
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Riferimento: psicologo psichiatra
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Originalmente inviato da
gieko
No, non potrai partecipare. Quattrostracci parla infatti della Scuola di specializzazione in Psicologia Clinica, ovvero di una specialità post-laurea presente nelle Università pubbliche, solitamente spresso la facoltà di medicina. Questa specializzazione dà il titolo di "specialista in Psicologia clinica" che viene richiesto in alcuni concorsi. L'equipollenza è relativa al fatto che in precedenza chi aveva il titolo di "specialista in Psicoterapia" grazie alla frequentazione di specializzazioni private non poteva formalmente partecipare a concorsi pubblici perchè destinati ai soli "specialisti in Psicologia clinica". Essendo di fatto i due percorsi estremamente simili è stata istituita l'equipollenza dei titoli.
La laurea dà il titolo di "dottore in psicologia con indirizzo clinico e di comunità" che, dopo l'abilitazione diviene titolo ufficiale di "Psicologo" senza alcuna specializzazione.
Spero le cose ti risultino più chiare.
Saluti
Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
Gieko non poteva essere più chiaro. Mi dispiace se mi sono spiegato male... volevo sortire anzi l'effetto contrario ovvero sottolineare la differenza tra uno "Psicologo Clinico" e uno "Psicologo specialista in Psicologia Clinica".
L'equipollenza sta infatti tra lo Psicologo Specialista in Psicologia Clinica (specializzazione pubblica triennale) e lo Psicologia Specialista in Psicoterapia o Psicoterapeuta che dir si voglia (specializzazione quadriennale in psicoterapia).
ok...adesso mi è tutto più chiaro...grazie ancora per la disponibilità
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Riferimento: psicologo psichiatra
Millelune ti straquoto!!!!!!!!!Sono totalmente d'accordo con quello che hai scritto....E' necessario che vi sia una sola figura di riferimento che faccia psicoterapia......per non creare confusione.....
Forse però la cosa non è così semplice visto che il tutto è nato da un compromesso.....cosa accadrebbe se il compromesso non venisse rispettato?????sinceramente non lo so...:mumble:
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Riferimento: psicologo psichiatra
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Riferimento: psicologo psichiatra
Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
Millelune ti straquoto!!!!!!!!!Sono totalmente d'accordo con quello che hai scritto....E' necessario che vi sia una sola figura di riferimento che faccia psicoterapia......
Potrei essere d'accordo con te...ma purtroppo viviamo in un mondo diverso da quello che auspichi.
Poi comunque l'approccio alla disciplina cambia da persona a persona. Io personalmente ho chiaro sia la differenza tra psicologo e psicoterapeuta sia la differenza tra psichiatra e psicoterapeuta.
Poi vi posso asssicurare che nella realtà gli psichiatri che fanno psicoterapia non hanno solo la specializzazione in psichiatria ma anche proprio in psicoterapia. Questo perchè professionisti seri sentono il bisogno di essere preparati davanti al paziente, e in senso psicoterapeutico non so quanto prepara la sola psichiatria.
Poi come sempre è libera coscienza del professionista.
Saluti
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Riferimento: psicologo psichiatra
Citazione:
Originalmente inviato da
millelune
Se lo scopo è quello di guarire il paziente, il fatto che si raggiunga questo scopo con un intervento chimico diretto sul cervello attraverso farmaci, oppure stimolando la produzione naturale delle giuste sostanze chimiche attraverso la parola, l’ascolto e l'interazione o transfert, non credo che dovrebbe dipendere dalla formazione accademica dello psicoterapeuta (medico o psicologo) ma dalla concreta situazione del paziente stesso e dal suo potenziale riabilitativo.
Evitare i farmaci, quando è possibile, è naturalmente sempre cosa buona. Questo vale ad esempio anche per gli antibiotici, ma a chi ha la polmonite mi pare che sia il caso di somministrare gli antibiotici opportuni piuttosto che curarlo con impacchi caldi sul torace. Se invece si tratta di un po’ di irritazione superficiale delle prime viee aeree basterà una bella spalmata di Vick e qualche bevanda calda col miele per far sparire la tosse. Dipende dall’età e dalle condizioni generali del paziente, nonchè dall’entità e tipo della patologia in atto. Questo occhio clinico dovrebbe averlo qualunque psicoterapeuta, sia medico che psicologo, e decidere se i farmaci sono necessari o no, indipendentemente dal fatto che li possa o meno prescrivere lui stesso. L’importante è che il paziente guarisca, o quantomeno raggiunga il punto di salute e benessere massimo che può raggiungere, considerato il punto di patologia e disagio da cui parte. Così stando le cose, la psicoterapia migliore sarebbe quella offerta dallo psichiatra, visto che questi può alla bisogna anche prescrivere farmaci. C’è tuttavia il rischio che questa possibilità di ricorrere al deus-ex-machina spinga lo psichiatra a tagliar corto e prescrivere medicine prima di aver sondato tutte le possibilità di ottenere i cambiamenti desiderati con metodi (apparentemente) più lunghi ma più naturali e meno invasivi. Metodi che nel suo percorso formativo ha studiato meno a fondo degli psicologi. Il rischio per lo psicoterapeuta di formazione psicologica potrebbe essere invece quello di sottovalutare lo stato chimico-organico del cervello di chi gli sta di fronte e pensare di riuscire ad attivare i necessari processi risolutivi solo con interventi verbali, interattivi e di ascolto. Direi che ci sono buoni e cattivi psicoterapeuti e basta, e che per decidere da chi andare il paziente dovrebbe chiedere un po’ in giro e sapere come e da chi sono state curate persone con problemi simili ai suoi.
È sicuramente un peccato che nel nostro sistema giuridico e sanitario, non solo in Italia ma credo a livello mondiale, esistano due figure distinte che si occupano di curare la stessa cosa. Credo che questo faccia nascere dubbi ed incertezze non solo nei pazienti ma anche tra noi professionals. Ma forse questa è la conseguenza dello stato di incertezza filosofica in cui il mondo contemporaneo si trova. Prima esisteva la figura del neuropsichiatra, che negli anni ’80 è stata scissa in due figure professionali diverse, il neurologo e lo psichiatra, che evidentemente non si occupano più della stessa cosa. Ed a questi è stato aggiunto lo psicologo-psicoterapeuta.
Per stabilire chi-cura-che e chi-cura-meglio-che, in realtà dovremmo aver più certezze sull’ineffabile psiche, sul rapporto mente-cervello, sulla genetica molecolare e sui fenomeni elettrici e chimici dei nostri neuroni. La verità è che ne sappiamo poco. Descartes o Damasio? Personalmente non ho ancora risolto in modo definitivo la questione, ma comunque la si pensi sul nucleo intimo della persona, rimane il fatto che il cervello è pur sempre un organo fatto di materia proprio come lo stomaco o i reni, e far finta di ignorarlo mi sembra un fariseismo. Certamente i problemi mentali si producono anche per cause psicologiche e sociali, ma alla fine queste cause possono agire su di noi solo in quanto trasformate e codificate in impulsi elettrici e chimici che possono agire sul nostro cervello, quindi, per così dire, materializzate.
Qualcuno si è offeso perchè qualcun’ altro ha detto che “lo psicoterapeuta cura con le parole”. Francamente non ho capito il perchè, a me sembra la pura verità. Si tratta naturalmente di scegliere quelle giuste e darvi anche la giusta prosodia ed accompagnarle con la giusta mimica facciale e pronunciarle al momento giusto, e qui comincia il difficile. Senza mai perdere di vista il fatto che con quelle parole si vogliono attivare certi processi chimici ed elettrofisiologici in quel particolare cervello con quella particolare costellazione di capacità (fisico-chimiche) affettive ed intellettive, esperienze e memorie, che purtroppo non rivela nessuna TAC. Perciò sono importanti l’ascolto e l’osservazione ed il saper provocare in seduta risposte e comportamenti che ci rivelano cose che nessuna indagine strumentale ci può rivelare. Questa, naturalmente, è un’arte.
L’ideale sarebbe che ci fosse una sola figura professionale per gestire i problemi mentali, la quale fosse in grado di capire valore, limiti e conseguenze della stimolazione sia attraverso psicofarmaci sia attraverso la parola, l’ascolto e l’interazione personale.
La stessa parola “psicoterapia”, intesa come terapia della psiche fatta senza farmaci, mi sembra sbagliata a livello metacognitivo. La psico-terapia o terapia della psiche è una sola e si dovrebbe fare usando tutto ciò che è necessario per guarirla, in alternanza, combinazione e dosi da valutare a seconda delle singole necessità di ciascun paziente.
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Riferimento: psicologo psichiatra
Non vorrei essere ripetitiva ma se lo psichiatra può legalmente svolgere la psicoterapia senza ulteriore scuola un motivo ci sarà........Ricordo che sono i medici ad aver concesso questo.......
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Riferimento: psicologo psichiatra
Sicuro che c'è! Perchè sono autorizzati all'uso dello strumento " Psicoterapia".
Continuo a non vedere il problema.
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Riferimento: psicologo psichiatra
Citazione:
Se lo scopo è quello di guarire il paziente, il fatto che si raggiunga questo scopo con un intervento chimico diretto sul cervello attraverso farmaci, oppure stimolando la produzione naturale delle giuste sostanze chimiche attraverso la parola, l’ascolto e l'interazione o transfert, non credo che dovrebbe dipendere dalla formazione accademica dello psicoterapeuta (medico o psicologo) ma dalla concreta situazione del paziente stesso e dal suo potenziale riabilitativo. Evitare i farmaci, quando è possibile, è naturalmente sempre cosa buona. Questo vale ad esempio anche per gli antibiotici, ma a chi ha la polmonite mi pare che sia il caso di somministrare gli antibiotici opportuni piuttosto che curarlo con impacchi caldi sul torace. Se invece si tratta di un po’ di irritazione superficiale delle prime viee aeree basterà una bella spalmata di Vick e qualche bevanda calda col miele per far sparire la tosse. Dipende dall’età e dalle condizioni generali del paziente, nonchè dall’entità e tipo della patologia in atto. Questo occhio clinico dovrebbe averlo qualunque psicoterapeuta, sia medico che psicologo, e decidere se i farmaci sono necessari o no, indipendentemente dal fatto che li possa o meno prescrivere lui stesso. L’importante è che il paziente guarisca, o quantomeno raggiunga il punto di salute e benessere massimo che può raggiungere, considerato il punto di patologia e disagio da cui parte. Così stando le cose, la psicoterapia migliore sarebbe quella offerta dallo psichiatra, visto che questi può alla bisogna anche prescrivere farmaci. C’è tuttavia il rischio che questa possibilità di ricorrere al deus-ex-machina spinga lo psichiatra a tagliar corto e prescrivere medicine prima di aver sondato tutte le possibilità di ottenere i cambiamenti desiderati con metodi (apparentemente) più lunghi ma più naturali e meno invasivi. Metodi che nel suo percorso formativo ha studiato meno a fondo degli psicologi. Il rischio per lo psicoterapeuta di formazione psicologica potrebbe essere invece quello di sottovalutare lo stato chimico-organico del cervello di chi gli sta di fronte e pensare di riuscire ad attivare i necessari processi risolutivi solo con interventi verbali, interattivi e di ascolto. Direi che ci sono buoni e cattivi psicoterapeuti e basta, e che per decidere da chi andare il paziente dovrebbe chiedere un po’ in giro e sapere come e da chi sono state curate persone con problemi simili ai suoi.
È sicuramente un peccato che nel nostro sistema giuridico e sanitario, non solo in Italia ma credo a livello mondiale, esistano due figure distinte che si occupano di curare la stessa cosa. Credo che questo faccia nascere dubbi ed incertezze non solo nei pazienti ma anche tra noi professionals. Ma forse questa è la conseguenza dello stato di incertezza filosofica in cui il mondo contemporaneo si trova. Prima esisteva la figura del neuropsichiatra, che negli anni ’80 è stata scissa in due figure professionali diverse, il neurologo e lo psichiatra, che evidentemente non si occupano più della stessa cosa. Ed a questi è stato aggiunto lo psicologo-psicoterapeuta.
Per stabilire chi-cura-che e chi-cura-meglio-che, in realtà dovremmo aver più certezze sull’ineffabile psiche, sul rapporto mente-cervello, sulla genetica molecolare e sui fenomeni elettrici e chimici dei nostri neuroni. La verità è che ne sappiamo poco. Descartes o Damasio? Personalmente non ho ancora risolto in modo definitivo la questione, ma comunque la si pensi sul nucleo intimo della persona, rimane il fatto che il cervello è pur sempre un organo fatto di materia proprio come lo stomaco o i reni, e far finta di ignorarlo mi sembra un fariseismo. Certamente i problemi mentali si producono anche per cause psicologiche e sociali, ma alla fine queste cause possono agire su di noi solo in quanto trasformate e codificate in impulsi elettrici e chimici che possono agire sul nostro cervello, quindi, per così dire, materializzate.
Qualcuno si è offeso perchè qualcun’ altro ha detto che “lo psicoterapeuta cura con le parole”. Francamente non ho capito il perchè, a me sembra la pura verità. Si tratta naturalmente di scegliere quelle giuste e darvi anche la giusta prosodia ed accompagnarle con la giusta mimica facciale e pronunciarle al momento giusto, e qui comincia il difficile. Senza mai perdere di vista il fatto che con quelle parole si vogliono attivare certi processi chimici ed elettrofisiologici in quel particolare cervello con quella particolare costellazione di capacità (fisico-chimiche) affettive ed intellettive, esperienze e memorie, che purtroppo non rivela nessuna TAC. Perciò sono importanti l’ascolto e l’osservazione ed il saper provocare in seduta risposte e comportamenti che ci rivelano cose che nessuna indagine strumentale ci può rivelare. Questa, naturalmente, è un’arte.
L’ideale sarebbe che ci fosse una sola figura professionale per gestire i problemi mentali, la quale fosse in grado di capire valore, limiti e conseguenze della stimolazione sia attraverso psicofarmaci sia attraverso la parola, l’ascolto e l’interazione personale.
La stessa parola “psicoterapia”, intesa come terapia della psiche fatta senza farmaci, mi sembra sbagliata a livello metacognitivo. La psico-terapia o terapia della psiche è una sola e si dovrebbe fare usando tutto ciò che è necessario per guarirla, in alternanza, combinazione e dosi da valutare a seconda delle singole necessità di ciascun paziente.
Non sono d'accordo con la tua visione perchè -pur nel dubbio che giustamente poni sul rapporto tra psichismo e cerebrale- tende a ridurre il primo al secondo, per cui il cambiamento anche nella "cura parlata" produrrebbe la produzione naturale di sostanze chimiche, naturalmente c'è anche questo effetto ma non è solo questo e soprattutto non è il principale effetto, almeno per quel che riguarda l'esperienza della psicoanalisi (che è quella che conosco di più e sulla quale mi esprimo, sulle altre cure attraverso la parola lascio che siano altri ad esprimersi). Se uno psicoanalista psichiatra somministrasse farmaci al suo paziente non potrebbe portare avanti una cura analitica con quella persona, per cui credo che sia sempre buona cosa, in una cura integrata, avere 2 figure distinte, cosa ce del resto si verifica anche nei servizi psichiatrici ospedalieri e territoriali dove, generalmente, la funzione dello psichiatra e quella dello psicoterapeuta sono svolte da due figure separate che lavorano in sinergia.
Saluti,
ikaro
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Riferimento: psicologo psichiatra
Il problema esiste per l'eventuale paziente e per voi, credo........
E' come se dicessi che sia l'educatore prof. che lo psicologo potessero somministrare entrambi test psicogici a scopo educativo....La psicoterapia dovrebbe essere svolta da una sola categoria di professionisti....o, o, altrimenti si genera confusione essendo ambedue(psichiat-psicologo)abilitati a svolgere LO STESSO TIPO di psicoterapia!
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Riferimento: psicologo psichiatra
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Non sono d'accordo con la tua visione perchè -pur nel dubbio che giustamente poni sul rapporto tra psichismo e cerebrale- tende a ridurre il primo al secondo, per cui il cambiamento anche nella "cura parlata" produrrebbe la produzione naturale di sostanze chimiche, naturalmente c'è anche questo effetto ma non è solo questo e soprattutto non è il principale effetto, almeno per quel che riguarda l'esperienza della psicoanalisi (che è quella che conosco di più e sulla quale mi esprimo, sulle altre cure attraverso la parola lascio che siano altri ad esprimersi). Se uno psicoanalista psichiatra somministrasse farmaci al suo paziente non potrebbe portare avanti una cura analitica con quella persona, per cui credo che sia sempre buona cosa, in una cura integrata, avere 2 figure distinte, cosa ce del resto si verifica anche nei servizi psichiatrici ospedalieri e territoriali dove, generalmente, la funzione dello psichiatra e quella dello psicoterapeuta sono svolte da due figure separate che lavorano in sinergia.
Saluti,
ikaro
Riconcordo...molto dipende dall'approccio che ognuno di noi ha sulla materia.
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Riferimento: psicologo psichiatra
Visto che il paziente non sa se effettivamente ha bisogno di farmaci o di psicoterapia o di tutte e due si rivolgerà ad uno psichiatra che fa entrambi le cose.....Non sono io a ragionare così.....ma la gente comune! Ditemi se sbaglio!!
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Riferimento: psicologo psichiatra
Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
Il problema esiste per l'eventuale paziente e per voi, credo........
E' come se dicessi che sia l'educatore prof. che lo psicologo potessero somministrare entrambi test psicogici a scopo educativo....La psicoterapia dovrebbe essere svolta da una sola categoria di professionisti....o, o, altrimenti si genera confusione essendo ambedue(psichiat-psicologo)abilitati a svolgere LO STESSO TIPO di psicoterapia!
Infatti la psicoterapia viene svolta dagli psicoterapeuti. Sia essi medici, psicologo o psichiatri.
"LO STESSO TIPO di psicoterapia" è uno sfondone. O non leggi gli interventi precedenti o fai finta di nulla.
Comunque mi sto divertendo e rilassando....
Saluti
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Riferimento: psicologo psichiatra
Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
Visto che il paziente non sa se effettivamente ha bisogno di farmaci o di psicoterapia o di tutte e due si rivolgerà ad uno psichiatra che fa entrambi le cose.....Non sono io a ragionare così.....ma la gente comune! Ditemi se sbaglio!!
Si rivolgerà sicuramente ad un medico. Molto probabilmente ad uno psichiatra, ma non necessariamente. Potrebbe andare anche dal medico di famiglia e farsi prescrivere per una semplice ansia dei benzodiazepinici, per poi assumerli magari 2 anni e strutturarsi al farmaco senza nessun benefiscio se non solo quello di aver peggiorato la situazione.
Potrebbe invece rivolgersi direttamente ad un consuellor e riuscire a risolvere completamente la situazione.
Potrebbe essere che un domani io e te ci ritroveremo a fare equipe insieme!!!:approved:
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Riferimento: psicologo psichiatra
Con LO STESSO TIPO di psicoterapia intendo la psicoterapia senza farmaci....simile alla vostra con tutti i diversi approcci che vuoi......