Ciao,
provo ad intervenire nella discussione a due ;)
In quanto donna, dotata di dubbia razionalità :P provo a vedere se ci ho capito qualcosa...
Mi sembra che sostanzialmente la discussione verta su due tematiche:
la prima é la "direttività" del terapeuta, ovvero quanto e come il terapeuta debba dirigere appunto il processo terapeutico oppure lasciarlo condurre dal paziente. Su questo tema le diverse "scuole" psicoterapeutiche hanno opinioni diverse, e si collocano in differenti punti del continuum direttività-non direttività. Questo rimane, comunque, un continuum, non é formato da due sole posizioni antitetiche ma da mille sfumature, senza togliere che alcune scuole prediligono una maggiore funzione di orientamento e guida del terapeuta e altre hanno un approccio basato sull'espressione del paziente (o cliente) molto libera. Apprezzando molto l'approccio rogersiano io propendo per la non direttività, pur rispettando ovviamente gli altri approcci e credendo nell'integrazione dei diversi contributi alla psicoterapia dati da differenti scuole. A questo proposito consiglierei a ccarlo, che sembra un po' terrorizzato dalla direttività di leggersi (se non l'ha già fatto) qualche libro di Rogers che già 60 anni fa proponeva una terapia centrata sulla persona.
L'altra tematica, molto complessa, é quella della funzione adattiva piuttosto che creativa della terapia, e mi sembra che su questo ccarlo dimostri un certo pessimismo, scorgendo volontà manipolatorie e da "servi dei padroni" in tutti gli psicoterapeuti, che tenderebbero a fare da garanti del pubblico ordine. Io penso che senza dubbio una persona che sta bene (a suo proprio insidacabile giudizio :P ) sia al contempo più adattiva (nei confronti di alcuni contesti, persone, idee) e più creativa (nei confronti di altri, o per altri aspetti). Penso che chi ha fatto o sta facendo una psicoterapia possa esserti testimone di questa trasformazione che unisce entrambi gli aspetti apparentemente antitetici. Quanto al rischio che la terapia possa tarpare le ali a un genio naturale, é importante ricordare che la terapia é volontaria, quindi se il genio non ne sente il bisogno non la fa, a meno di situazioni molto rare, gravissime o di rischio per la società in cui la terapia é "coatta" (invii dal tribunale, ecc. )
