Riferimento: Psicoterapia e felicità
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Studiolover
...Ma la domanda sulla felicità, relativa a una psicoterapia del profondo, è interessante.
Io non credo che si possa garantire la felicità a un analizzando. Lo scopo di una psicoterapia del profondo è lo sviluppo e l'evoluzione della sua personalità..... . E' importante che un uomo acquisisca attraverso la psicoterapia la solidità per far fronte alle delusioni e alle frustrazioni della vita, e la flessibilità per poter regolare i propri scopi poi perseguirli con il massimo dell'entusiasmo....
La psicoterapia non garantisce a nessuno di ottenere dalla vita ciò che desidera e di ottenere in ultima analisi la felicità. Ma dà la possibilità di perseguire i propri scopi e di vivere al massimo questo cammino, nella felicità e nel dolore.
Studiolever dici bene. Aggiungerei che la psicoterapia dovrebbe fare sì che non si perda mai questo anelito verso la felicità, si mantenga sempre la speranza di un futuro migliore:roby: per cui valga la pena andare avanti.
Chi si rivolge ad un analista, generalmente, si sente sopraffatto dai problemi:mattoni: , vede tutto nero :dispero: e ha rinunziato a proseguire nella ricerca della sua felicità.:dunno:
Ciao
Riferimento: Psicoterapia e felicità
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francesca63
Carissima Rosa, fino ad oggi, sia dai moderatori che da tutti gli esperti ho ricevuto solo consigli, incoraggiamenti e apprezzamenti molto amichevoli, anche in MP.:Ops:
Desideravo solo puntualizzare con te. STOP polemiche:mano:
Saggia decisione da parte tua:approved::mano:
non essendocene motivi:P:Ops:
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francesca63
Studiolever dici bene. Aggiungerei che la psicoterapia dovrebbe fare sì che non si perda mai questo anelito verso la felicità, si mantenga sempre la speranza di un futuro migliore:roby: per cui valga la pena andare avanti.
Chi si rivolge ad un analista, generalmente, si sente sopraffatto dai problemi:mattoni: , vede tutto nero :dispero: e ha rinunziato a proseguire nella ricerca della sua felicità.:dunno:
Ciao
Allora, se si rivolge ad un analista, é per riprendere da lì dove aveva rinunciato? O anche per altro?
Non ho ben capito questo punto,:mumble: anche se sembrerebbe che tu stia parlando di un grande momento di disperazione o smarrimento o entrambi, che una persona stia vivendo:medito:
Grazie
Ciao:):ciao:
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RosadiMaggio
Allora, se si rivolge ad un analista, é per riprendere da lì dove aveva rinunciato? O anche per altro?
Non ho ben capito questo punto,:mumble: anche se sembrerebbe che tu stia parlando di un grande momento di disperazione o smarrimento o entrambi, che una persona stia vivendo:medito:
Grazie
Ciao:):ciao:
Cara Rosa, per me sicuramente chi ha bisogno di una terapia, escludendo gli psicoanalisti che dovono farla per la professione, o pochi fortunati che se lo possono permettere a vita senza averne urgente bisogno, esce da delusioni cocenti: un amore finito male, un grave lutto, un tracollo economico, una malattia invalidante, una convivenza con un partner anaffettivo, amici persi , progetti falliti...ecc., ma anche solo entrare in un clichè, in un personaggio, e qualunque cosa tu faccia hai il tuo posto ben definito sul palcoscenico della vita, ma un posto che ti sta sretto, che detesti, che ti fa guardare al domani senza motivazioni, senza voglia di combattere per un obiettivo, un ideale.
Nessun analista può risolvere i problemi concreti, ma almeno avrai qulcuno con cui condividerli e da cui riceverai un'energia nuova per affrontare la vita e sicuramente un certo sollievo, anche se poi il fine della psicoterapia è un qualcosa di molto più complesso e profondo.
Ciao.
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psicoterapia e felicita'.......in tal senso credo che la psicoterapia possa offrire un efficace contributo alle persone che iniziano un percorso terapeutico, aiutarlandole ad essere più consapevoli di ciò che sono, più
autonome e libere
Associare l'idea di psicoterapia con la felicita e' qualcosa di deprimente.
La felicita', o gioia di vivere, se intesa in senso esteso, non puo' e non deve essere il risultato di un percorso "terapeutico", ma uno stato d'animo naturale, che sorge dalla soddisfazione di se.
Tutte le idee del vivere hanno il fine della felicita'.
Dal buon senso comune, alle religioni, alle educazioni, alle filosofie di ogni tipo.
Epicuro ha espresso la sua idea della felicita', che in sostanza e' l'eliminazione della paura.
Della morte, della sofferenza, della nemesi divina. Ma, secondo me, non da appieno il senso.
L'analisi transazionale considera la felicita', o gioia, una delle quattro emozioni naturali e fondamentali. E tutte hanno un fine salvifico. Sia la paura, che la tristezza, che la rabbia, che la gioia.
Tutte sono utili ad una buona amministrazione del se.
Berne parla di un copione di vita positivo vincente, distinguendolo dal non vincente e dal perdente.
Il copione di vita vincente e' quello che realizza gli obiettivi che via via si da, fino all'esito finale.
Si tratta quindi di realizzazione di se' e di cio' che si tende ad essere, secondo i propri impulsi e i propri bisogni.
L'arrampicatore sara' felice se arriva in cima alla vetta e l'anacoreta se trovera' un luogo ideale dove avere pace e solitudine.
Ad ognuno la sua realizzazione. Ad ognuno la possibilita' di sentirsi realizzati.
Che io non chiamerei felicita', ma una profonda e consapevole serenita' d'animo.
Quella che io mi gusto da tempo.:D
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francesca63
Cara Rosa, per me sicuramente chi ha bisogno di una terapia, escludendo gli psicoanalisti che dovono farla per la professione, o pochi fortunati che se lo possono permettere a vita senza averne urgente bisogno, esce da delusioni cocenti: un amore finito male, un grave lutto, un tracollo economico, una malattia invalidante, una convivenza con un partner anaffettivo, amici persi , progetti falliti...ecc., ma anche solo entrare in un clichè, in un personaggio, e qualunque cosa tu faccia hai il tuo posto ben definito sul palcoscenico della vita, ma un posto che ti sta sretto, che detesti, che ti fa guardare al domani senza motivazioni, senza voglia di combattere per un obiettivo, un ideale.
Nessun analista può risolvere i problemi concreti, ma almeno avrai qulcuno con cui condividerli e da cui riceverai un'energia nuova per affrontare la vita e sicuramente un certo sollievo, anche se poi il fine della psicoterapia è un qualcosa di molto più complesso e profondo.
Ciao.
Ciao francesca, grazie della risposta, molto completa ed articolata, :approved:cogliendone la complessità delle singole parti e dell'insieme; io aggiungerei tra quelli che tu hai citato, un altro mtivo: la convivenza con un partener che può farci diventare o sentire come fossimo diventati anaffettivi,pur senza esserlo realmente ma come sentimento difensivo da relazioni troppo dolorose quando non "violente", oppure familiare con queste caratteristiche, il che concorda anche con il fatto che il fine della psicoterapia, oltre a quello che hai citato tu per renderlo anche maggiormente intellegibile, é un qualcosa di molto più profondo e complesso, che solo chi ha vissuto o vive, da una parte e dall'altra, in modi diversi, può comprendere e mai totalmente, essendo destino della mente umana quella di interrogarsi sul divenire oltre che sul qui ed ora, strettamente interrelati:medito:
Ciao:):ciao:
Riferimento: Psicoterapia e felicità
:ciao:
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RosadiMaggio
Ciao francesca, grazie della risposta, molto completa ed articolata, :approved:cogliendone la complessità delle singole parti e dell'insieme; io aggiungerei tra quelli che tu hai citato, un altro mtivo: la convivenza con un partener che può farci diventare o sentire come fossimo diventati anaffettivi,pur senza esserlo realmente ma come sentimento difensivo da relazioni troppo dolorose quando non "violente", oppure familiare con queste caratteristiche, il che concorda anche con il fatto che il fine della psicoterapia, oltre a quello che hai citato tu per renderlo anche maggiormente intellegibile, é un qualcosa di molto più profondo e complesso, che solo chi ha vissuto o vive, da una parte e dall'altra, in modi diversi, può comprendere e mai totalmente, essendo destino della mente umana quella di interrogarsi sul divenire oltre che sul qui ed ora, strettamente interrelati:medito:
Ciao:):ciao:
Ciao Rosa.La cura psicoanalitica offre molto più della eliminazione dei sintomi:STARE BENE E' MOLTO PIU' CHE NON ESSERE MALATI, non consiste nell'assenza della malattia, bensì nella presenza del benessere. Non la mente, né il corpo, ma l'essere umano che pensa e sogna, che ride e piange, l'uomo nella sua totalità .
Per sfuggire al dolore, le soluzioni regressive, come il rifugiarsi nell'isolamento,(o peggio nella droga o nell'alcol), distaccandosi dalla realtà, conducono alla distruttività.
Chiedere aiuto ad una persona competente, invece ci aiuta ad afferrare la verità , superare le soluzioni negative, correlandoci al mondo in modo proficuo con il coglierlo tramite la forza intellettuale ed affettiva.
L'analisi ti fa capire come conoscere, reagire e rispondere a se stessi, alla realtà, a come siamo; a rinunciare alla nostra "volontà" (intesa come desiderio di gestire, governare, soffocare il mondo dentro e fuori di noi) al fine di renderci completamente disponibili e vivi.
Riguardo la felicità e il benessere, la psicoterapia aiuta a comprendere come esperienze, traumi che non sono stati mai filtrati, restano rimossi, esterni alla consapevolezza, inconsci: la comprensione e la conoscenza provocano la trasformazione dell'inconscio nella "coscienza" ponendoci a contatto con la realtà e la verità: la conoscenza può condurre a mutamenti solo nella misura in cui sia anche conoscenza sperimentata, cioè intuizione, consapevolezza.
Il comportamento individuale, il carattere, le circostanze esterne influenzano emozioni e sentimenti felici o angosciosi; l'analisi sviluppa intuizioni per individuare quegli assetti mentali e quei comportamenti che ci possono aiutare. Un utile supporto che ciascuno adatta in modo creativo e personale alla propria vita.
Se il “dolore” e la “felicità” sono le condizioni estreme della nostra esistenza, allora la psicoterapia può aiutare a muoversi verso l’estremo positivo, indipendentemente dalla posizione di partenza. :yahoo:
Ciao