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secondo me le tue affermazioni si basano su assunti di senso comune: cosa vuol dire che un pz ha "poca autostima"? "fiducia in se stessa"? cioè, è una psicopatologia avere poca autostima e avere poca fiducia in sé stessi"?? Cosa vuol dire che ha "manie ossessive compulsive"? ( forse dicendo "manie" intendi "idee e fissazioni strane", che è quel che erroneamente si intende di solito nel senso comune con la parla "mania" :mumble: ).
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Per quel poco che ne so la mania oss. comp. è il desiderio irrefrenabile di fare qualcosa e non riuscire a smettere....non per mancanza di volontà e consiste nel ripetere atti quotidiani....
cmq Johnny...perchè dici questo? lo psicologo si occupa solo di psicopatologie?per quanto mi riguarda no. Avere poca autostima dipende da tanti fattori...ecco.. è qui che lo psicologo psicoterapeuta è chiamato a ricercare le cause di questa mancanza....è qui che lo psicologo rientra perfettamente nel suo campo d'azione!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Per quel poco che ne so la mania oss. comp. è il desiderio irrefrenabile di fare qualcosa e non riuscire a smettere....non per mancanza di volontà e consiste nel ripetere atti quotidiani....
allora, "mania" è un termine che si riferisce alla fase di eccitazione del disturbo bipolare (detto anche "maniaco-depressivo"), in cui si alternano periodi di depressione (fase depressiva) a periodi di mania (fase maniacale). Poi ci sono varti tipi di disturbo bipolare, a seconda del tipo di alternanza tra questi due stati.
"Ossessione e compulsione" sono termini che si riferiscono sia al Distubo ossessivo compulsivo (che fa parte dei disturbi d'ansia"), sia alla Personalità ossessivo compulsiva (che è un disturbo della personalità).
A seconda che si tratti del primo o del secondo, si attua un tipo di psicoterapia diverso.
Citazione:
cmq Johnny...perchè dici questo? lo psicologo si occupa solo di psicopatologie?per quanto mi riguarda no. Avere poca autostima dipende da tanti fattori...ecco.. è qui che lo psicologo psicoterapeuta è chiamato a ricercare le cause di questa mancanza....è qui che lo psicologo rientra perfettamente nel suo campo d'azione!
Si ma il punto è che avere poca autostima o avere poca fiducia in sé stessi non è una psicopatologia.
Dire che questi due stati d'animo sono patologici in sé e per sé, significa assumere una posizione giudicante e avere la pretesa di dire cosa è normale e cosa no, cosa è giusto e cosa no. E nessuno può prendersi la briga di stabilire questi valori. AD ESEMPIO: se uno ha provato 1000 volte a fare il cantante ma è sempre stato stonato come una campana, è "normale" che abbia poca fiducia in sé e poca autostima quando prova per l'ennesima volta a cantare. Sarebbe patologico il contrario (sarebbe una negazione).
Il vedere uno stato d'animo, come ad esempio "avere poca autostima", oppure "avere poca fiducia in sé stessi" come una psicopatologia è un esempio di modello medico applicato alla psicologia. Lo possono diventare se si presentano con una certa intensità e associati anche ad altri "sintomi" (cioè, questi due stati d'animo sarebbero indice di psicopatologia se si presentassero in un quadro depressivo, e non presi singolarmente )
Hai ragione quando dici che uno psicologo non si occupa solo di psicopatolgia, ed è infatti l'applicazione del modello medico che fa sì che l'obiettivo dell'intervento sia esclusivamente di natura ortopedica: rimettere le cose a posto, ripristinare la normalità) dopo che il soggetto ha deviato da tale norma (psicopatologia = deviazione dalla norma).
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infatti l'avere poca fiducia in sè stessi non è una patologia ma se è una sensazione che insiste nella vita delle persone può portare dei problemi come l'essere incapace di affrontare qualsiasi situazione ad es., quindi l'intervento psicologico è auspicato dall'utente che può rivolgersi di sua spontanea volontà ad uno psicologo! la mancanza di autostima potrebbe derivare da episodi che l'utente si porta dietro dall'infanzia....ecco che qui lo psicologo deve essere bravo a far venire fuori tali vissuti e a rielaborarli.....Ecco....qui non vedo sovrapposizioni di ruoli.
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Grazie che ci hai finalmente detto dove relegare lo psicologo, e quale dovrebbe essere il suo ruolo, anzi, ciò che rientra perfettamente nel suo campo d'azione;
1) visto che siamo tornati al punto di partenza di spostare la psicoterapia esclusivamente verso la sfera dello psichiatra che é quello cui tieni di più, perché non provi a fare una proposta di legge all'Ordine Nazionale degli Psicologi, al CNOP, al Ministero della Sanità ed al Miur?
Sono le principali Autorità preposte alla Legislazione relativa alla Psicoterapia ed alla sua organizzazione in Italia. Le motivi, senza essere reiterante o "ossessiva" come su questo forum dove ripeti sempre le stesse cose; noi non ti possiamo aiutare a cambiare le cose come le vedi bene secondo te, loro, magari, si. E le cose potrebbero cambiare in base alla tua visione.
2)O forse, hai bisogno di qualcuno che plachi qualche tuo intenso timore che si riverbera in questa visione della psicologia clinica, per motivi tuoi, personali o ti rassicuri sul fatto che la psichiatria nei termini in cui la descrivi tu, stia agendo bene?
E qui, é un altro tipo di discorso.
3)Comunque, é notevole che l'assistente sociale, seconda la tua affermazione, non condivida niente con nessuno, considerando che non può mai agire da solo. A meno di considerarsi capace di ricoprire un insieme di cariche istituzionali con le quali, deve necessariamente interagire nel corso del suo lavoro, compresi - ahimé - anche gli psicologi e gli psicoterapeuti. (magari, non é il tuo caso, ma le collaborazioni richieste da AS, sono all'ordine del giorno)
4)In fondo questa visione in sé compiuta senza dover condividere nulla con altre, é molto simile a quella che hai dello psichiatra/ farmacologo/psicoterapeuta/comprensivo di malattie organiche.
In fondo mi fa pena questo psichiatra che tu descrivi, solo soletto, a fare tutto in modo unilaterale, relegato stantivamente nel suo ruolo. E' come se vivessi in un secolo passato.
5)Lo psicologo clinico si occupa di psicopatologie:sisi: La mancanza di autostima é correlata a moltissime psicopatologie o ne é la conseguenza; secondo te si dovrebbe parcellizzare una persona?
6)Se una persona é depressa, é piena di autostima?:mumble:
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non si tratta di parcellizzare......ma di intervenire con i professionisti giusti che possono essere.....a seconda delle situazioni : psicologo e assistente sociale.....psichiatra e neurologo, assistente sociale e avvocato....insomma le più varie! Non si tratta di voler cambiare le cose....anche perchè personalmente in tasca non mi entra nulla ma solo la possibilità di esprimere un'opinione con delle motivazioni che ha lo stesso valore di eventuali opinioni di altre persone.....
Vi sentite continuamente attaccati.......sinceramente questo non dovrebbe succedere a chi sa "il fatto suo"!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
infatti l'avere poca fiducia in sè stessi non è una patologia ma se è una sensazione che insiste nella vita delle persone può portare dei problemi come l'essere incapace di affrontare qualsiasi situazione ad es., quindi l'intervento psicologico è auspicato dall'utente che può rivolgersi di sua spontanea volontà ad uno psicologo! la mancanza di autostima potrebbe derivare da episodi che l'utente si porta dietro dall'infanzia....ecco che qui lo psicologo deve essere bravo a far venire fuori tali vissuti e a rielaborarli.....Ecco....qui non vedo sovrapposizioni di ruoli.
Perché dici che l'intervento dello psicologo é auspicato dall' utente che ci si può rivolgere di "sua volontà", come a sottolineare una differenza con lo psichiatra? E' raro che dallo psichiatra in genere ci vada solo,di sua spontanea volontà ? In genere, ce lo portano altri? Non sono certa di aver ben capito questo punto; me lo potresti spiegare meglio, per favore?
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nel senso che è molto più probabile che, in caso di poca fiducia in sè stessi e con la voglia di migliorare la propria capacità nell'affrontare le situazioni quotidiane, l'utente si rivolga di persona al professionista(ovviamente ci sono le eccezioni)piuttosto che nell'ipotesi di maltrattamento femminile(in questo caso la donna che ha subito maltratt. dal proprio uomo difficilmente riesce a presentarsi da sola....(eccezioni anche qua)...tutto qui.....così come succede anche per lo psichiatra!
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Ciao Zuccherina,
mi sembra che tu abbia questa idealizzazione di questa figura che tutto sa, questo Guru del medico-psichiatra-psicoterapeuta. Lui metterà tutte le cose a posto; chimica, psicologia, farmaci, redenzione.
Non capisco se è un tuo transfert, se stai cercando di autoconvincerti o se solamente, magari a causa del tuo lavoro, sei in conflitto con psicologi clinici. Potremmo parlare anche di collaborazione tra assistenti sociali e psicologi.
Non metto in dubbio che il medico-psichiatra-psicoterapeuta (intendo dire che abbia fatto anche la scuola di specializzazione in psicoterapia) se ha fatto anche un buon lavoro su di se ed è un bravo professionista possa aiutare; ma quanti ce ne sono? Quanti sono davvero liberi da condizionamenti di stampo medico, Psicopatologia=Psicofarmaco. Basterebbero questi illuminati stile Carl Jung a prendersi cura del mondo? E credi davvero che non possano esserci in mezzo ai bravi professionisti anche Psicologi-Psicoterapeuti con una buona preparazione e un buon lavoro su di se alle spalle.
A volte un buon lavoro psicologico, la cura della psicopatologia e una crescita personale lo può fare al meglio proprio uno psicologo-psicoterapeuta, proprio perchè non è un medico ma uno psicologo. E' chiaro che questo professionista quando necessario dovrebbe collaborare con altri professionisti.
Spero di essere stato chiaro sul mio punto di vista.
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Ciao Evolution.....mi piace il tuo tono tranquillo con cui affronti il discorso.....almeno non vedo ostilità nel tuo intervento ma solo volontà di discutere.......
Senza dubbio il mio lavoro porta anche a collaborazioni con psicologi e non solo....e ovviamente deve esserci anche un'intesa professionale per il buon esito di ogni intervento....anche se poi durante il tirocinio ho imparato che questo è un pò utopia...anche se non ho capito perchè visto che si hanno ruoli ben distinti....
Io credo invece con tutta tranquillità che gli psicologi psicoterapeuti vogliono in qualche modo scimmiottare il ruolo medico....e il motivo di tutto ciò è il contendersi della psicoterapia....ecco perchè non c'è collaborazione tra medici e psicologi....ho solo risposto al quesito..tranquillamente per esprimere una mia opinione condivisibile o meno senza offendere nessuno...
E' un dato di fatto che le persone, quando si ha a che fare con la salute, si fidino di più del medico...rispetto ad un non medico...e non credo che tale situazione cambierà nel tempo.....per questo dico che il futuro di professioni non mediche è al di fuori del ssn....ciò non vuol dire che non vi debbano essere delle collaborazioni...anzi.....se succedesse questo aumenterebbe anche la collaborazione!
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Ciao evolution, é possibile da come zuccherina ne parla, che non sappia che lo psichiatra fa pochissima psiclogia clinica, e psicologia di base tranne a fare una Scuola di psicoterapia ma che comunque, gli mancano elementi fondamentali, tranne se li studia per sua personale passione o propensione all'approfondimento e che é proprio questo essere privo di fondamentali conoscenze psicologiche sui processi, sulle dinamiche ( in senso più ampio) che lo porta spesso, anche in psicoterapia, in casi difficililmente gestibili a livello relazionale, ad identificare il rimedio con il farmaco, sovrapponendo la molecola all'espressione e così condizionandola anche quandi ciò sarebbe evitabile. Certo, non é sempre così, ma lo é stato per moltissimo tempo, e, purtroppo, in molti casi, proprio in termini di scelte operative, lo é anche oggi.
Del resto, basta vedere i disastri che accadono nella psicoterapia emanata dal ssn (oltre che per altri servizi) in moltissimi quartieri di molte città e le persone che subiscono gli effetti devastanti dei farmaci qui utilizzati - oltre al livello qualitativo degli interventi psicoterapeutici di 10, 15 minuti - usualmente usufruibili dagli utenti - per mettere a tacere la "parola", per farsi un'idea. Poi, nelle utopie o gioielli rari, vi sono anche centri funzionanti, ma sono pochi rispetto alle reali esigenze delle persone.
Tu citi C. G. Jung, come illuminato, ma lui visse sulla sua pelle oltre che nell' ospedale di B. , con i suoi pazienti, in Svizzera - la sofferenza psichica, proprio per questo sentì l'isufficienza della psichiatria e suì dedicò allo studio della psicologia e divenne uno studioso in tal senso, a tutto campo ed ebbe intuizioni molto importanti, ome quella del ruolo dell'esperienza personale , cioé sul lavoro su di sé.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
E' un dato di fatto che le persone, quando si ha a che fare con la salute, si fidino di più del medico...rispetto ad un non medico...
Se uno ha un problema fisico (influenza, varicella, ecc...) ha ragione a fidarsi del medico (dottore in medicina). Ma se una persona ha un problema psicologico, non vedo perché non dovrebbe fidarsi di uno psicologo-psicoterapeuta, visto che è dottore in psicologia. Non mi par poco, visto che si tratta di problemi psicologici :mumble:
Se durante il tuo tirocinio hai avuto esperienze negative, questo non vuol dire che è generalizzabile a tutte le situazioni. Ci sono servizi in cui assistenti sociali, psicologi e psichiatri collaborano pacificamente senza problemi. I conflitti possono nascere in ogni contesto.
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infatti quando si tratta di problemi strettamente psicologici(che non comportano una diagnosi di altro tipo)gli unici competenti sono giustamente gli psicologi....ognuno è competente nella sua materia
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Originalmente inviato da
Zuccherina
infatti quando si tratta di problemi strettamente psicologici(che non comportano una diagnosi di altro tipo)gli unici competenti sono giustamente gli psicologi....ognuno è competente nella sua materia
e come fai a distinguere i problemi "strettamente psicologici" da quegli altri?
Quali sono i problemi "sterttamente psicologici"?
ti faccio un esempio: tu prima parlavi di "poca autostima" e "poca fiducia in sé stessi". Bene, secondo un approccio di stampo biologico duro, si potrebbe dire che questi stati d'animo sono causati da un calo di serotonina e l'ansia che ne deriva è dovuta a un aumento dell'attività di neurotrasmettitori responsabili dell'ansia. E quindi sono eliminabili grazie ad alcuni tipi di psicofarmaci.
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Zuccherina
infatti quando si tratta di problemi strettamente psicologici(che non comportano una diagnosi di altro tipo)gli unici competenti sono giustamente gli psicologi....ognuno è competente nella sua materia
Ma quali sono ad es., secondo te i problemi strettamente psicologici per i quali gli unici competenti sono gli psicologi , problemi che non comportano diagnosi d' altro tipo, essendo strettamente psicologici? (In quale punto collochi una differenziazione anche solo semantica tra questi aspetti, per capire?).
A parte lo scimmmiottamento che secondo te fanno gli psicologi come hai detto in altro post, cosa ti fa tanta paura nell'agire degli psicologi/psicoterapeuti? Ciò che trovi criticabile, é espresso abbastanza nella parola "scimmiottare", mentre ciò che tanto temi e non è chiaro, a parte una paura generale che per qualche motivo tu provi probabilmente verso la nostra categoria professionale che sembri controbilanciare con un certo tipo di ancora medica. Come fonte di sicurezza.
E' possibile che tu abbia dei motivi per provare questa paura per cui cerchi di delimitare lo spazio che dovrebbero occupare gli psicologi - psicoterapeuti :mumble:
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anche qui c'è una differenza....poichè la mancanza di autostima può essere dovuta ad episodi particolari della vita....e l'utente sa benissimo di cosa si tratta.....cioè sa che non è "nato" così...ma è diventato tale in seguito a degli eventi nel corso della vita.......e questo è strettamente psicologico poichè dipende da cause "esterne". Così è per una persona che deve elaborare un lutto o per una persona che ha subito maltrattamenti. In quest'ultimo caso la depressione o qualsiasi altra conseguenza è dovuta ai maltrattamenti subiti e non a fattori congeniti!
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no....non vi è alcun motivo per avere paura...però mi piace discutere su queste cose ed esprimere come la penso..in particolare confrontarmi con altri che non svolgono la mia stessa professione!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
anche qui c'è una differenza....poichè la mancanza di autostima può essere dovuta ad episodi particolari della vita....e l'utente sa benissimo di cosa si tratta.....cioè sa che non è "nato" così...ma è diventato tale in seguito a degli eventi nel corso della vita.......e questo è strettamente psicologico poichè dipende da cause "esterne". Così è per una persona che deve elaborare un lutto o per una persona che ha subito maltrattamenti. In quest'ultimo caso la depressione o qualsiasi altra conseguenza è dovuta ai maltrattamenti subiti e non a fattori congeniti!
no, le cause organiche valgono anche per "stati d'animo" acquisiti strada facendo. Organico non vuol dire "innato". Uno può nascere perfettamente sano, ma una serie di abusi, maltrattamenti, privazioni, ecc... in generale esperienze durante l'infanzia, lo sviluppo o l'età adulta possono determinare una "condizione organica " che causa un malessere psicologico.
Ad esempio, a una persona perfettamente "normale" (geneticamente, biologicamente, e psicologicamente) succede una disgrazia e diventa depresso. La causa organica c'è anche in questo caso: il calo di serotonina. A questo livello possiamo agire con degli psicofarmaci antidepressivi.
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RosadiMaggio
Ma quali sono ad es., secondo te i problemi strettamente psicologici per i quali gli unici competenti sono gli psicologi , problemi che non comportano diagnosi d' altro tipo, essendo strettamente psicologici? (In quale punto collochi una differenziazione anche solo semantica tra questi aspetti, per capire?).
A parte lo scimmmiottamento che secondo te fanno gli psicologi come hai detto in altro post, cosa ti fa tanta paura nell'agire degli psicologi/psicoterapeuti? Ciò che trovi criticabile, é espresso abbastanza nella parola "scimmiottare", mentre ciò che tanto temi e non è chiaro, a parte una paura generale che per qualche motivo tu provi probabilmente verso la nostra categoria professionale che sembri controbilanciare con un certo tipo di ancora medica. Come fonte di sicurezza.
E' possibile che tu abbia dei motivi per provare questa paura per cui cerchi di delimitare lo spazio che dovrebbero occupare gli psicologi - psicoterapeuti :mumble:
:approved: :D
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Johnny scusa la domanda diretta ma allora perchè solo i medici possono prescrivere farmaci?se lo psicologo è in grado di valutare ciò e di sapere se è il caso di far assumere psicofarmaci...perchè complicarsi la vita in questo modo?è più comodo dare anche i farmaci in questo caso, no?
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Zuccherina
E' un dato di fatto che le persone, quando si ha a che fare con la salute, si fidino di più del medico...rispetto ad un non medico...e non credo che tale situazione cambierà nel tempo.....per questo dico che il futuro di professioni non mediche è al di fuori del ssn....ciò non vuol dire che non vi debbano essere delle collaborazioni...anzi.....se succedesse questo aumenterebbe anche la collaborazione!
Io non parlerei di medico e non medico quando si parla di salute. Ci sono molte figure sanitarie che non sono "medici" eppure la gente ci va. Se hai una carie vai da un Odontoiatra o dal tuo medico di base? Per fare riabilitazione magari dopo un incidente vai da un fisioterapista (ha solo una laurea triennale) o dal medico? Magari il Fisiatra prescriverà qualche farmaco o esercizio, ma il lavoro tecnico lo fa solitamente il fisioterapista. La persona non dice: "ah, lei non è un medico, non mi tocchi...". Nell'ambito della salute psicologica potremmo allora parlare di Psicologo e non psicologo a questo punto. Il fatto è che lo psicologo-psicoterapeuta ha più esperienza e competenze per quanto riguarda la psicoterapia. Difficilmente il medico ne ha, ma vuole comunque avere la possibilità di farla. Lo psichiatra è automaticamente psicoterapeuta, la questione è politica. Io sono psichiatra ma voglio essere anche psicoterapeuta, anche se non ho fatto un'apposita formazione ma ho assistito a qualche corso. Capisci che a livello pratico chi normalmente ne sa di più di psicoterapia è proprio lo psicologo? Nel pubblico funziona così, lo psichiatra si preoccupa dei farmaci e lo psicologo fa psicoterapia. Se dobbiamo scegliere di lasciare la psicoterapia solo ad una di queste figure, allora spetterebbe proprio agli psicologi, che sono quelli che maggiormente la applicano e sono formati. Questo comunque non credo succederà mai, a livello politico ammetto che i medici sono molto più forti; ma credo che la salute sia un'altra cosa.
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Zuccherina
Johnny scusa la domanda diretta ma allora perchè solo i medici possono prescrivere farmaci?se lo psicologo è in grado di valutare ciò e di sapere se è il caso di far assumere psicofarmaci...perchè complicarsi la vita in questo modo?è più comodo dare anche i farmaci in questo caso, no?
E' "solo" una questione politica, purtroppo, che in Italia, in tal senso, é molto distorta e riesce a determinare visioni contorte o confuse - che però appaiono chiare e "lineari" - nei cittadini o a livello popolare, grazie anche agli agganci con i media, perché ancorata a questioni di privilegi economici tramite i legami con determinate case industriali. Che a loro volta, promuovono l'attività di determinati cattedratici di psichiatria ( e di chi con e per loro) purché utilizzino certe molecole per certi disturbi, in determinati periodi "utili", anche per fare le prove cosidette post - marketing, cioé sul campo o prova "in vivo", su aspetti collaterali previsti ed imprevisti, con pazienti ambulatoriali o di studio, nel periodo in cui é in corso tale legame. D'altro canto, la questione essendo politica ed economica, determina un tornaconto non da poco in chi la politica gestisce, in generale, da qualsiasi parte o colore sia essa rappresentata; anche se pure qui eccezioni, ci sono. Fondamentalmente, é questa la base motivante, rispetto alla tua domanda.
Certo, può essere più comodo; bisogna vedere a monte per chi e per quali motivi realistici.( Cioé al di là del singolo paziente cui mi sembri forse riferirti tu.)
Indipendentemente dal fatto che poi, nel loro privato - in accezione generale - ci siano psichiatri che somministrano farmaci realmente utili quando e se realmente utili; soprattutto se in collaborazione con psicoterapeuti e quindi, quando devono necessariamente tener conto della reale domanda che viene loro posta e rispondere in modo adeguato, quanto meno con il maggiore impegno possibile in tal senso. E, quindi, anche in grado e motivati in tal senso, di "toglierli" che é un aspetto particolarmente critico, in specie per determinate molecole.
Negli USA, sono gli psicologi a poter dare gli psicofarmaci, in quanto in grado di capire se necessari e quando no, grazie alla capacità (e, soprattutto, perché se ne prendono la briga, grazie alla conoscenza del DSM, della conoscenza psicologica nei suoi diversi aspetti - compresa la componente organica e neurofisiologica,* di fatto sempre presente, sia essa causa primaria come in certe precise psicopatologie molto note, dove le cause, non essendoci per ora altre conoscenze, sono notoriamente definite come endogene, [ es. Bipolare I] sia essa conseguenza di un evento subito o vissuto, come una violenza o deprivazione nel 1° caso, o come un lutto, nel 2° caso, anche se qui il discorso tra punti 1 e 2, sarebbe più ampio - di griglie teoriche di riferimento da raccordare con teorie della tecnica o metodologia, che comprende più aspetti ) *di fare diagnosi differenziali, mentre ai medici di base - che in realtà, non li conoscono, così come non conoscono le interazioni con altri farmaci eventualmente di loro uso comune come ad es., certi anticoaugulanti o lo stesso acido acetilsalicilico, con i quali possono esserci serie interfenze, anche se (ad es., in Italia), li prescrivono, perché hanno il ricettario - é appunto vietato.
Spero di essere stata chiara.
Ciao.
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allora anche gli infermieri dovrebbero avere la capacità di diagnosticare una malattia...in quanto il loro ruolo è principalmente sanitario....perchè non succede?la risposta è politica come dite voi e posso anche concordare.....ma allora anche per gli psicologi vale il discorso politico e non di competenza?insomma si possono decidere le cose solamente a livello politico?
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Perchèhai questo bisogno di ancorarti in ogni modo ad una figura sanitaria con un camice, come se dovessi/volessi essere sempre certa di poter essere soccorsa prontamente? Perchè allo stess tempo tu la temi e la mitizzi.Ti rendi conto delle manovre che fai ogni volta per evitare il vero focus del discorso in atto riproponendo la stessa domanda solo con una veste diversa, in apparenza, mentre i contenuti sono uguali, come se ti dvessi..rassicurare da sola autoconvincendoti?
Che se poi é un tuo problema come sembra trasparire piuttosto chiaramente, secondo me, da vari post non ci sarebbe nulla di male-
E' charo che quando si parla di questione politica, economica e di marketing, ci si riferisce ad un tema complesso, in cui chi gestisce queste situazioni a monte, via via sulle scale gerarchiche, non [si] fanno un discorso di competenze adeguate per i relativi profili, ma ben altro. Che non sto qui a spiegarti perché non é il luogo adatto per parlare dello stesso,, dato che é già stato esplicitato.
Un industriale frmaceutico, avrà maggiore premura a fare pressioni di un certo tipo e ad avallare determinate ipotesi convienti ed intervienti anche se non comprovate da dati certi piuttosto che altre e di certo, é ben attento a scegliersi interlocutori che possano rendere sul mercato piuttosto che altri-
Non mi sembra tanto diffcile da capire soprattutto per unapersona laureata seppire in una materia che comporta una professionalità differente e che molto probabilmente, non conosce i reali percorsi di studio della psicologia clinica.
Quando dico che non mi sembra tanto difficile da capire, non mi riferisco assolutamente ad un discorso di intelligenza, sia chiaro, che nessuno mette in dubbio.
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quale sarebbe il reale percorso dello psicologo clinico? Se ti riferisci ai titoli di studio che bisogna possedere allora siamo (i non psicologi)ben informati.....se ti riferisci ai contenuti beh dimmi......
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Zuccherina
belle parole...a cui credo anch'io.....ma il problema resta.......io penso che le possibilità ci sono.....per tutte le professioni non mediche...ma al di fuori del ssn!
Ma tu hai qualche problema con il ssn?
Vorresti che in qualche modo la psicoterapia vi fosse inclusa, facilitando la risoluzione dei problemi, secondo te, attraverso l'esclusione degli psicologo/psicoterapeuti dallo stesso? In modo che lo psichiatra torni a fare tutto, all'interno del ssn? O hai problemi opposti, anche circa la figura dell'Assistente Sociale?
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Originalmente inviato da
Zuccherina
quale sarebbe il reale percorso dello psicologo clinico? Se ti riferisci ai titoli di studio che bisogna possedere allora siamo (i non psicologi)ben informati.....se ti riferisci ai contenuti beh dimmi......
Infatti, non mi riferisco certo ai titoli che non esauriscono l'informazione in proposito, ma ne sono appunto i titoli.
Ciao
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no...non ho nessun problema verso il ssn anche perchè il mio ruolo è da ponte, diciamo, tra il sociale e il sanitario all'interno di un asl ad esempio anche se il campo per eccellenza è il sociale....
Ma trovandomi a lavorare con persone che hanno un percorso professionale diverso dal mio provo interesse(in realtà...questo modo di vedere le cose dovrebbe essere più diffuso)verso altri "punti di vista" che possono integrarsi e dare una visione globale delle cose anzichè settoriale ed autoreferenziale......
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Sembreresti ben poco interessata a visioni realmente integrate, dato che appiattisci sempre tutto su un unico referente medico, al di là di ogni possibile spiegazione che ti viene data sull'interdisciplinarietà, soprattutto rispetto alla psicologia - basta che leggi tutti i post di tutti quelli che inutilmente, finora, nei vari thread ti hanno spiegato e rispiegato le stesse cose per fartene un'idea; d'altro canto non puoi riferire all'autoreferenzialità il fatto che non ti abbia spiegato i contenuti della psicologia clinica, dato che ci sono thread appositi, oltre al già detto, in cui puoi trovare questi argomenti - a meno che non corrisponda alla tua immagine di essa. E ciò comporta una visione da parte tua, doppiamente autorefenziale, che forse non vedi.
Comunque, nella vita quotidiana degli psicologi, fortunatamente, tutti i problemi che ti crei tu, non ci sono, dato che le collaborazioni esistono e sono molto richieste là dove mancano, in molti contesti; quindi, probabilmente tendi a confondere qualsiasi spiegazione che si discosti da ciò che non riesci a vedere, come autoreferenzialità.
Esattamente il contrario di ciò che la psicologia e noi che la rappresentiamo, fa e promuove, nel proprio lavoro sul campo e culturalmente. Ti é stato già detto che la psicologia si occupa della globalità dell'uomo nel e del, suo contesto, interagendo con molte figure, in diversi modi. E spiegato che ciò é esattamente il contrario della settorialità, sia nel modo di vedere l'uomo che di affrontare in modo adeguato e multilivello, i suoi problemi, oltre che nel promuovere il Benessere.
Poi, se tu persisti nel voler vedere le cose diversamente, é un tuo problema o un tuo privilegio, a seconda di come lo vivi tu.
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nel post si faceva riferimento ad una spiegazione per dare risposta al perchè della mancata collaborazione tra medici e psicologi ed io non ho fatto altro che dare la mia spiegazione delle cose. Poi se non corrisponde a verità...non sono problemi miei...ma il solo fatto che una persona abbia fatto una domanda vuol dire che almeno per quella persona il problema c'è!
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A me interessa sapere quando c'è collaborazione e quando non c'è. Vorrei capire le cause di entrambe le situazioni. E' chiaro che ci sono dei ruoli professionali da rispettare, ma Zuccherina capisci che se qualcuno vuole eliminare una figura nella sua parte centrale di competenza (psicoterapia) e dare tutto a questa figura mitologica del medico-...-...-... allora è difficile iniziare un confronto. Il fatto è che quello che dici tu forse è il pensiero di molti, anche medici; e forse è una delle possibili cause della non collaborazione tra medici e psicologi.
Al contrario molti medici sanno che lo psicologo specializzato ha molte più competenze di lui in ambito psicologico e psicodiagnostico (es. test) e forse questo crea delle paure. Al contrario ci sono psicologi che non si sentono medici (non si rendono conto che sono psicologi e non non-medici) e anche questo può creare dinamiche negative per una collaborazione.
Si sa che quando una persona si sente debole spesso fa la voce grossa, maschera un complesso di inferiorità con il suo opposto. Forse questo capita a certi medici e a certi psicologi, non sò.
Un altro fattore può essere una mentalità chiusa e non mettere in discussine le proprie idee.
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si...in effetti potrebbero essere queste le risposte....ma io ne aggiungo un'altra: se è vero che i medici hanno "paura" di questo strumento che è la psicodiagnosi è altrettanto vero che molti psicologi si sentono medici e ciò è avvertito fortemente dalla professione medica tanto che come giusta conseguenza si mettono sulla difensiva per tutelare il loro "territorio"!
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E come esprimono i medici il loro mettersi sulla difensiva e necessità di tutelare il loro "territorio"? Inoltre, qual'é il territorio che di fatto é di loro esclusiva pertinenza, in campo psicologico rispetto alla Persona e paziente e che avvertono come fortemente minacciato, come giusta conseguenza di questo loro sentire? :mumble:
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Zuccherina
si...in effetti potrebbero essere queste le risposte....ma io ne aggiungo un'altra: se è vero che i medici hanno "paura" di questo strumento che è la psicodiagnosi è altrettanto vero che molti psicologi si sentono medici e ciò è avvertito fortemente dalla professione medica tanto che come giusta conseguenza si mettono sulla difensiva per tutelare il loro "territorio"!
secondo me tutte queste paranoie mentali se le fa chi non pone al centro del proprio interesse il PAZIENTE e il suo benessere, ma il proprio narcisismo gareggiando con gli altri al gioco "chi ce l'ha più lungo" (simbolizzato qui in "chi è più bravo e qualificato sulla carta"). In questo discorso possono rientrare tutti, anche assistenti sociali (attuali e future :approved: )
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voi confondete la competenza medica psicologica o sociale con il non fare il bene del paziente: sono 2 cose diverse......poichè se ognuno facesse quello che è "suo" si eviterebbero conflitti e ciò porterebbe al bene del paziente!
I medici avvertono questo modo di fare e si difendono mostrando "superiorità" nella loro materia(non travisate le cose...anche gli altri professionisti sono "superiori" in un determinato ambito).
Per quando riguarda il "territorio" dei medici già ho espresso le mie idee.
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Zuccherina
voi confondete la competenza medica psicologica o sociale con il non fare il bene del paziente: sono 2 cose diverse......poichè se ognuno facesse quello che è "suo" si eviterebbero conflitti e ciò porterebbe al bene del paziente!
I medici avvertono questo modo di fare e si difendono mostrando "superiorità" nella loro materia(non travisate le cose...anche gli altri professionisti sono "superiori" in un determinato ambito).
Per quando riguarda il "territorio" dei medici già ho espresso le mie idee.
sinceramente non vedo da cosa si debbano "difendere" i medici visto che per legge lo psicologo non somministra farmaci né fa tante altre cose che un medico può e sa fare.
E' più facile che sia un medico (in questo caso, comunque, non un buon medico) a sottovalutare una condizione psicopatologica credendo che i cosiddetti "problemi psicologici" siano dovuti ad un capriccio del paziente (come ad esempio le lamentele di un'isterica che vengono prese per capricci anziché manifestazioni si una struttura sottostante su cui è necessario intervenire). Ma questo è un altro discorso.
In secondo luogo, credo che rispettare la propria competenza vuol già dire "fare per il bene del paziente" perché ognuno opera a livelli diversi sullo stesso fenomeno, e grazie alla collaborazione questi saperi si integrano e completano a vicenda.
Forse tu che sei ancora studente non sai che periodicamente, e di frequente, vengono fatte riunioni di equipe in cui TUTTI gli operatori (psicologi, medici, psichiatri, assistenti sociali, infermieri) discutono sui casi? E quindi quella collaborazione di cui tu tanto dubiti è invece una realtà.
Ora tu risponderai "si, ma....." :asd:
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si ma:asd::asd::asd::asd:anch'io credo che la collaborazione ci sia...solo tra medici e psicologi però....
tra psichiatri e psicologi non credo ce ne sia molto.....
Si tratta di decidere chi tra le due professioni è più competente a condurre una psicoterapia senza farmaci(per capirci)!Qualora mi dicessi che sono competenti entrambi io ti risponderei che è strano visto che hanno percorsi totalmente diversi.....per il resto ognuno(sia psichiatra che psicologo)può ritenersi competente dal canto suo!
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Dovrebbe esserti già chiaro da molto tempo che uno psichiatra non ha competenze specifiche nel condurre una psicoterapia (con o senza l'ausilio dei farmacologico), così come non lo è lo psicologo. Chi è competente in materia è solo ed unicamente lo psicoterapeuta che abbia svolto una formazione in tal senso, quindi al di là del titolo che possiede.
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la psicoterapia deve "poter avere la possibilità di essere integrata con farmaci"..Il fatto che lo psicologo-psicoter. non può per legge prescrivere farmaci la dice lunga.....senza nulla togliere alla figura e alle peculiarità dello psicologo!bisogna ragionare su questo...Nel campo sanitario (purtroppo o per fortuna) il medico è sempre al vertice dell'organizzazione....come ho già ribadito....bisogna prenderne atto......quando si tratta di terapia..il medico è sempre in prima linea....che sia salute fisica o psichica!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
quando si tratta di terapia..il medico è sempre in prima linea....che sia salute fisica o psichica!
Se si parla degli aspetti "organici" siamo d'accordo, sugli aspetti psichici i medici ne sanno spesso quanto l'uomo della strada. A volte anche gli psichiatri ne sanno veramente poco, riducendo tutto a questioni di chimismo cerebrale, ovvero rientrando nell'alveo della salute fisica. Grazie al cielo molti psichiatri invece si formano in psicoterapia e i farmaci non li utilizzano.
Comunque basti ricordare che gli aspetti psicologici sono stati seriamente presi in considerazione per la prima volta da un certo medico viennese in tempi relativamente recenti. Interessante osservare che il suddetto abbandonò la medicina e non ritenne necessario che chi praticasse la psicoterapia fosse medico (anzi pensava che fosse controproducente).
Certo che le semplificazioni e gli stereotipi non aiutano proprio...
Saluti