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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
vi segnalo che ieri sera la trasmissione Report (Rai3, ore 21:30) ha parlato della situazione della psichiatria in Italia a 30 anni dalla legge Basaglia ed ha mostrato la situazione scandalosa dell'azienda sanitaria di milano!!
Potete trovarlo sul sito www.report.rai.it
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Sto impostando la lettera :)
Conto di finirla a breve poi ve la giro e mi dite cosa ne pensate e cosa ritenete sia giusto aggiungere:)
Su non demordiamo!!!
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Ho finito adesso, quindi vista l'ora tarda può essere che non sia perfetta da un punto di vista grammaticale :D
In ogni caso ditemi cosa ne pensate!
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On.Silvio Berlusconi
Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
On. Mariastella Gelmini
Al Ministro della Salute
On. Maurizio Sacconi
Al Presidente del CUN
Prof. Andrea Lenzi
Al Presidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi
Dr. Giuseppe Luigi Palma
Gli Psicologi in ambito clinico, appartenenti ai diversi Ordini regionali, ritengono opportuno esprimere, attraverso la presente lettera aperta sottoscritta, alcune considerazioni relative alla attuale situazione lavorativa in Italia ed avanzare alcune richieste.
La prima considerazione riguarda la situazione del mercato occupazionale. La maggior parte degli Psicologi, che ad oggi si laureano in Psicologia Clinica (dell’adulto o dello sviluppo) e si abilitano, non trova sbocchi professionali adeguati, sia rispetto alle competenze acquisite sia per quanto riguarda un reddito dignitoso. Non devono trarre in inganno i dati che vengono diffusi dalle Agenzie preposte in base ai quali risulta che i laureati in Psicologia trovano occupazione in massima parte entro i tre anni dalla laurea. Tali risultati, infatti, non riportano mai il tipo di occupazione in cui queste persone sono utilizzate e che spesso risulta essere non attinente con il percorso di studi effettuato oppure usurpatore di altre professioni (si veda, tra le altre, il ruolo di Educatore professionale) decisamente sottopagate.
Questa situazione non può che trovarsi in forte contrasto con l’incremento degli Psicologi in Italia, che dal 1994 al 2008 sono aumentati del 198%, tanto che in Europa, attualmente, uno Psicologo su tre è italiano. Che lavoro svolgono però tutti questi Psicologi, la maggior parte dei quali ha studiato in ambito clinico (indirizzo che rimane il preferito)? Continuano a barcamenarsi tra corsi, seminari, convegni, master, scuole, terapie personali e quant’altro la formazione consenta loro di crescere, spesso sostenuti non sulle proprie forze ma su quelle familiari oppure su altri tipi di lavoro che ben poco hanno a che fare con ciò che si è studiato e approfondito per anni.
Viste queste premesse, noi vorremmo chiedere:
- che venga ristretto il numero chiuso di ogni Facoltà di Psicologia in Italia, almeno fino a che il mercato del lavoro non giunga a produrre un’offerta il più possibile paragonabile alla domanda;
- che questa situazione sia resa chiara fin dall’inizio del percorso universitario, attraverso seminari o approfondimenti appositi che delineino il quadro del mercato occupazionale che attende gli studenti, per tutti gli indirizzi di studio, così da rendere più sicura la scelta del percorso.
Una seconda riflessione attiene alle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia (anche pubbliche, e quindi Psicologia Clinica e Psicologia della Salute), a cui molti Psicologi che hanno studiato in ambito clinico puntano per aggiungere quel tassello in più alla loro formazione che ne preveda il trattamento e la cura dei pazienti. E non solo, visto che per quasi tutti i Concorsi in ambito ospedaliero è richiesta la Specializzazione. Gli Psicologi che si iscrivono a queste scuole hanno un monte ore formativo di tirocinio all’anno costituito da circa 100-200 ore per le private e circa 400 ore per le pubbliche. Nulla ha questo tirocinio a che vedere con quello post-lauream, naturale proseguimento del percorso universitario, propedeutico per lo svolgimento dell’Esame di Stato e quindi per diventare Professionisti a tutti gli effetti. Qui si sta parlando di tirocinio svolto da Psicologi già PROFESSIONISTI, che, in quanto specializzandi, gestiscono i propri pazienti e sono liberi di svolgere le comuni attività riconosciute alla figura professionale, semplicemente con la supervisione di un Tutor. Tutto questo, però, in Italia avviene GRATUITAMENTE. Anzi, alcune scuole non riconoscono neppure la copertura assicurativa e quindi gli Psicologi si ritrovano anche a stipulare una polizza assicurativa privata per adempiere al loro tirocinio. Nessun rimborso spese per trasferimenti o quant’altro è previsto. E questo perché nessuna borsa di studio è garantita dal MIUR e dal ministro della Salute, contrariamente a quanto invece accade per le scuole di Specializzazione per Medici, che possono usufruire di cospicue borse (veri e propri stipendi!) per il lavoro svolto. Anche perché, a tutti gli effetti, non si può parlare altro che di LAVORO.
Inoltre, il monte ore di tirocinio annuali, sicuramente meno impegnative dell’equivalente svolto nel settore medico, è decisamente in contrasto con quanto si POTREBBE fare nell’ambito della Psicologia Clinica. Sottolineiamo il “potrebbe” proprio perché, soprattutto in ambito ospedaliero, la nostra figura tende ad essere scarsamente considerata e facilmente sostituita da altre che, tuttavia, non hanno neppure conoscenze psicologiche di base.
Viste queste premesse, noi vorremmo chiedere:
- dignità e diritti pari tra psicologi e medici, a cominciare dall'introduzione di borse di studio per le scuole di specializzazione e incremento delle ore di tirocinio regolarmente pagate tramite l’ammontare delle borse.
Una terza considerazione riguarda il riconoscimento e la reputazione della figura dello Psicologo in Ospedale e nei vari reparti sanitari. In molte strutture ospedaliere, la presenza dello Psicologo, nonostante i diversi servizi di Psicologia Clinica interni, è considerata superflua, secondaria, facilmente sostituibile, non richiesta dal personale sanitario stesso nonostante situazioni critiche di alcuni pazienti ricoverati. Eppure tutti noi sappiamo quanto il nostro ruolo nei vari reparti ospedalieri è fondamentale per riconoscere al malato il diritto di essere una persona che soffre o ai familiari il diritto di ricevere il sostegno adeguato per affrontare la malattia di un proprio caro. Non bastano farmaci e tecnicismi di medici di fronte ad eventi traumatici, lutti improvvisi, scoperta di malattie gravi o terminali, nascite premature o aborti. La nostra figura è spesso evocata dai pazienti stessi che però non possono usufruire del nostro sostegno in quanto non previsto nel reparto in cui sono ricoverati. I pazienti spesso non sanno neanche della presenza di un servizio di Psicologia Clinica in ospedale e quindi non richiedono agli assistenti sanitari la nostra figura. Il nostro intervento dovrebbe, infatti, essere stabilito da un protocollo medico-psicologico che garantisca non solo il benessere e il sostegno del paziente, ma anche una sana collaborazione interdisciplinare. Collaborazione a volte difficoltosa proprio perché permane nei nostri confronti, da parte di alcuni medici e dirigenti, una forma pregiudiziale di reputazione che non ci permette di svolgere il nostro lavoro come dovremmo, riconoscendo ad ognuno le proprie competenze e rispettando gli specifici confini professionali.
Inoltre, è noto che le ASL tendono a promuovere una politica di tagli al personale che si reputa non necessario. Gli Psicologi rientrano, purtroppo, in diversi Ospedali, in questa categoria, col risultato che, oltre al Dirigente Psicologo a capo di un servizio, difficilmente si trovano altri collaboratori Psicologi regolarmente assunti! Le altre figure solitamente sono beneficiarie di qualche borsa per un progetto o assegno di ricerca, con conseguente grande impegno lavorativo (anche perché si ritrovano a svolgere l’attività di “tappabuchi” non portando quindi solo a termine il progetto o la ricerca) ma compenso decisamente basso.
Viste queste premesse, noi vorremmo chiedere di:
- incentivare il ruolo dello Psicologo in Ospedale, attraverso la stesura di protocolli che garantiscano una collaborazione tra le diverse figure professionali sanitarie all’interno dei vari reparti ospedalieri, promuovendo, dove possibile, la presenza fissa dello Psicologo nei reparti che maggiormente presentano pazienti a rischio da un punto di vista psicologico (ad esempio: Traumatologia, Oncologia, Cardiologia, Nefrologia, Ostetricia e Ginecologia)
- incrementare l'accettazione della figura dello Psicologo agendo sull'opinione pubblica, sulle ASL, sulle RSA, sulle strutture sanitarie, con l'obiettivo di superare la concezione dello psicologo come figura secondaria, di cui si può fare a meno, che può essere sostituita tranquillamente da altro personale non specializzato. A tal fine potrebbero essere idonee adeguate campagne promozionali promosse dal Ministero della Salute.
Un’ultima riflessione concerne la figura dello Psicologo di base, più volte invocata dal Presidente dell’Ordine e da anni attesa dalle migliaia di Psicologi italiani. Potrebbe rappresentare una svolta nel mercato occupazionale. Potrebbe essere la vera occasione per far conoscere la nostra figura al cittadino (che tra Psicologo, Psichiatra, Psicoterapeuta e pure Counselor non riesce ad avere la minima chiarezza) sminuendo la paura e la vergogna che ancora, in tanti Paesi, si associano alla nostra professione. Potrebbe diventare il metodo giusto per garantire la collaborazione con il medico di base, grazie al dialogo aperto tra professionisti che hanno in cura gli stessi pazienti e si consultano per le diagnosi e le terapie. Potrebbe rappresentare una crescita in termine di benessere socio-individuale e, nel lungo termine, una riduzione di spesa per il sistema sanitario.
Tutto questo però rimane nel regno del “potrebbe”…
Perché non si sta ottenendo nulla in questa direzione? Che cosa impedisce che la figura dello Psicologo di base diventi realtà? Con dispiacere, riteniamo che la risposta sia da ricercare in quanto già detto. Finché non riusciremo a fare qualcosa per difendere la nostra categoria professionale, per far riconoscere il nostro ruolo, per urlare i nostri diritti, rischiamo di restare in questo limbo popolato da figure egregiamente preparate e specializzate che si adattano a qualsiasi tipo di lavoro non potendo spendere sul campo quanto appreso.
Per tutto questo, confidiamo in questa lettera, auspicando che tutte le nostre richieste e osservazioni non restino nel magico mondo dell’utopia ma che diventino, finalmente, un’occasione per essere riconosciuti per quello che siamo e che amiamo essere. Psicologi.
Psicologi Italiani iscritti ai vari Ordini Regionali
(firme)
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Ciao ama 77,
la lettera mi piace e a mio avviso è ben fatta. Quando puntualizzi il fatto del test di ingresso farei presente che per tutte le lauree che formano operatori sanitari (e lo psicologo ora lo è a tutti gli effetti) c'e un test di ingresso a numero chiuso a livello nazionale, proprio per non abilitare più persone di quante ne siano necessarie.
La lettera da chi verrebbe firmata?
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Grazie evolution, aggiorno la lettera con quanto dici. Ma, giusto per essere sicura, attualmente in Italia tutte le Facoltà di Psicologia sono a numero chiuso o ne esiste
qualcuna che non lo è? Sapevo tempo fa di Chieti se non sto dicendo un'eresia...
Ah si potrebbe anche aggiungere il controllo presso le varie sedi delle specializzazioni pubbliche in Clinica di effettivo non accesso dei medici e quindi di ottemperanza della Legge.
Appena la lettera viene definita in ogni punto, avviso gli admin e propongo di renderla visibile in ogni forum, chiedendo agli admin stessi di poter procedere ad una raccolta di firme in formato elettronico, prima di inviarla agli intestatari. Dite che ce ne dovrebbero essere altri, oltre a quelli citati?
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Nelle lauree sanitarie l'accesso programmato è deciso a livello centrale. Psicologia per qualche ragione è diversa, le università fanno un pò come vogliono. Nell'anno accademico 2008/2009 Parma è stata a numero aperto senza test d'ingresso, credo si siano iscritti in 1000. Chieti non ha il numero chiuso, anche se nell'anno accademico 2008/2009 era programmato il test per 900 posti. I partecipanti erano meno, quindi niente test. (900 posti sono tanti).
Un altro problema ancora più grosso sono le università telematiche, le quali non hanno il numero chiuso, non c'è il test di ingresso e ci si può iscrivere in qualsiasi periodo dell'anno. E-Campus pubblicizza proprio questo:"laureati in Psicologia senza test di ingresso e iscriviti in qualsiasi momento".
Concordo con il fatto che bisogna controllare che la specializzazione in Psicologia Clinica sia riservata effettivamente agli psicologi come per legge.
Brava, buon lavoro! Ciao
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Scusate la domanda diretta ...ma non riesco a capire il motivo del non consentire l'accesso alla specializz. in psicologia clinica per il medico visto che alla fine può esercitare lo stesso la psicoterapia:mumble:
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
Scusate la domanda diretta ...ma non riesco a capire il motivo del non consentire l'accesso alla specializz. in psicologia clinica per il medico visto che alla fine può esercitare lo stesso la psicoterapia:mumble:
Lo dice la legge, perchè nelle scuole di specializzazione di psicologia clinica si insegna anche la psicoterapia ma non solo, si insegna anche la psicologia clinica con relative tecniche psicodiagnostiche, di intervento e cura.
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
io invece ero convinta che la specializz. in psicologia clinica fosse equiparata alla specializz. in psicoterapia...e che per la psicodiagnosi servisse l'apposito master!
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Per la psicodiagnosi a livello legale basta essere psicologo, infatti per superare l'esame di stato bisogna saperla fare e la diagnosi psicologica è una delle competenze riservate per legge allo psicologo. Che poi si facciano master o scuole di specializzazione è tutto di guadagnato.
Se vogliamo paragonare alla diagnosi medica, il medico finita l'università e passato l'esame di stato legalmente può fare diagnosi medica, ma in realtà anche il medico di base dopo la laurea deve frequentare ulteriori corsi. Però se un medico non facesse ulteriori specializzazioni potrebbe lavorare nel privato e fare diagnosi medica.
Per quanto riguarda il fatto che le scuole private di psicoterapia e quelle pubbliche di psicologia clinica siano equiparate credo sia per l'ingresso degli psicologi nel pubblico a livello di concorsi.
Non solo in Italia, ma in tutta Europa la psicologia clinica è riservata agli psicologi, mentre la psicoterapia non lo è. La psicologia clinica utilizza anche la psicoterapia ma non solo.
Negli ultimi anni in Italia c'è stata molta confusione perchè alcune facoltà di medicina hanno aperto dei corsi in psicologia clinica aperti a medici e psicologi, e credo che in qualche università facciano orecchie da mercanti e vadano avanti a farlo, anche se contro la legge.
E' come se le facoltà di psicologia aprissero delle scuole di specializzazione in psichiatria aperte anche agli psicologi. Ad ognuno il suo.
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Evolution....cosa "utilizza" la psicologia clinica(specializz.)oltre la psicoterapia???
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
E' una domanda che mi pongo da sempre anch'io....:zott:
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Vorrei rispondere a Pietro e a tutte/i gli / le altre: io direi di incanalare al meglio questa rabbia e....andare sotto le finestre dell'Ordine a protestare oppure il prossimo anno non pagare le stasse in massa, oppure intasare la loro casella elettronica con decine di migliaia di mail...Ragazzi...siamo tutte/i stanche / chi...BASTA DAVVERO
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Citazione:
Originalmente inviato da
ama77
Grazie evolution, aggiorno la lettera con quanto dici. Ma, giusto per essere sicura, attualmente in Italia tutte le Facoltà di Psicologia sono a numero chiuso o ne esiste
qualcuna che non lo è? Sapevo tempo fa di Chieti se non sto dicendo un'eresia...
Ah si potrebbe anche aggiungere il controllo presso le varie sedi delle specializzazioni pubbliche in Clinica di effettivo non accesso dei medici e quindi di ottemperanza della Legge.
Appena la lettera viene definita in ogni punto, avviso gli admin e propongo di renderla visibile in ogni forum, chiedendo agli admin stessi di poter procedere ad una raccolta di firme in formato elettronico, prima di inviarla agli intestatari. Dite che ce ne dovrebbero essere altri, oltre a quelli citati?
Ciao ama77! Vedo che hai fatto in fretta! Complimenti!
Hai fatto un bel lavoro, la lettera è molto esauriente! L'unica cosa che avrei aggiunto, ma in cui mi hai preceduto è il controllo presso le varie sedi delle specializzazioni pubbliche in Clinica di effettivo non accesso dei medici e quindi di ottemperanza della Legge.
Riguardo alla Psicologia Clinica, non è una questione di "se utilizza la psicoterapia o meno" ma piuttosto il tipo di approccio che utilizza, che detto sinteticamente è un approccio più medico. Lo psicologo clinico solitamente fa attività di diagnosi all'interno di strutture ospedaliere assumendo un approccio eclettico nella migliore delle ipotesi e principalmente medico.
Poi lo psicologo clinico può iscriversi all'albo degli psicoterapeuti, ma sono due titoli diversi.
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Nel Lazio, le Scuole di Psicologia Clinica pubbliche dell'Università - ad es., alla Facoltà di Psicologia della Università La Sapienza- sono state già chiuse ai medici, dato che essi mancano della formazione base specifica, in psicologia generale e clinica, richiesta per accedervi e proseguire nella preparazione ed aquisizione di specifiche competenze, con tutti i problemi che ciò comporta, insieme a quelli delineati bene da Ama; l'Ordine regionale, ha ottenuto questo risultato.
Nello stesso tempo, le Scuole private di Psicoterapia invece, sono aperte ad entrambi, medici - la maggior parte di esse richiede una linea preferenziale per una pre - preparazione psichiatrica - ed agli psicologi. Comunque, ci sono anche normalmente collaborazioni in studi e centri che prevedono entrambe le figure, secondo le specifiche competenze.
Ho l'impressione che in Lombardia sia più grave la situazione.
In Toscana, invece, c'é ancora il problema.
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Citazione:
Originalmente inviato da
Angelofex
Siamo sicuri? Io sono di Genova e la scuola di specializzazione in Psicologia Clinica (Galini), almeno ancora quest'anno (Anno Accademico 2008/2009), ha un bando di partecipazione valido sia per medici, sia per psicologi...:mumble:
Ciao!
Posso chiederti di postare questo bando o di indicare un sito internet di riferimento di questa scuola di specializzazione perfavore?
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Citazione:
Originalmente inviato da
ama77
Questo vuole essere uno sfogo, ma anche un tentativo di raccogliere voci e forze per fare qualcosa contro il sistema italiano.
Come molti di voi sono una Psicologa, SPECIALIZZANDA sia in una scuola di Psicoterapia che in un master clinico sanitario.
Come altrettanti molti di voi, i lavori che faccio nell'ambito psicologico sono GRATUITI (volontaria), ho mandato curriculum a destra e manca, mi sono presentata in varie strutture con progetti, sono in attesa di alcuni colloqui, ma per ora nulla di nulla. Mi devo barcamenare con altri mille lavoretti non inerenti alla professione pur di portare a casa qualcosa, avendo anche un bambino.
Il mio sogno è entrare in ospedale: per poter accedere ai concorsi di dirigente bisogna attendere la specializzazione, le rimanenti borse di studio o assegni di ricerca vengono simpaticamente assegnate ai figli dei cugini dei nipoti della sorella di qualche primario.
Ho fatto il tirocinio post-lauream e sto facendo il tirocinio di specialità in ospedali diversi e mi rendo conto sempre più di quanto in buone parte delle strutture ospedaliere vige una mentalità tipicamente medicalizzata e fortemente screditoria nei nostri confronti, che veniamo relegati, nel settore sanitario, ad un ruolo di "riserva", di serie b, a volte completamente anonimo, non essendo (ahinoi) medici!
Un esempio per tutti: mi reco al mio primo appuntamento con una paziente, all'interno di un ospedale (grossa struttura pubblica, di un capoluogo di provincia). Mi dicono che la stanza (perchè di più non c'è) di psicologia si trova "vicino al reparto di endocrinologia (notare l'attinenza). Mi reco al reparto e chiedo. Mi guardano come se fossi un'appestata: "Ma questo è il reparto di endocrinologia!!!". Probabilmente pensano che sia la paziente e non la Psicologa! Allora mi sposto su quel piano (perchè mi han detto che era lì) e mi reco in otorinolaringoiatria. Chiedo nuovamente e mi guardano sempre più come pazza. Questa persona esce dal suo studio, si incammina nel corridoio e scopre in quel momento, con me, che la porta accanto al suo studio ha un fogli A4 sopra con scritto "Stanza di psicologia". Aggiungendo ironizzando: "Ma pensa te, ho scoperto una cosa nuova!".
Ecco, io oggi mi sento più o meno come quella stanza: gli altri ti stanno vicino ma non sanno che ci sei e per cosa sei lì, o fanno finta di non vederti.
Per non parlare dell'impero farmaceutico, della facilità con cui la nostra figura viene rapidamente sostituita da un antidepressivo o un ansiolitico. Pazienti o familiari che in ospedale chiedono un supporto psicologico (io stessa testimone) e che si trovano un bel Lexotan sul comodino. Per chiacchierarci è fenomenale!!!
O anche della facilità con cui, chiunque, riesce a fare diagnosi psicologiche, anche in pronto soccorso! Sindromi depressive che fioccano solo perchè un paziente vi si reca col mal di pancia e lo sguardo un po' spento di chi ha i crampi (sempre io stessa testimone).
Dulcis in fundo, cosa leggo ieri? Che hanno aumentato gli stipendi agli specializzandi di medicina. Si parla di circa 2000 euro al mese. Che possono arrotondare con guardie notturne, per esempio, di circa 250 euro l'una.
E se leggete nei forum di alcuni specializzandi medici, troverete chi si LAMENTA!!!!!!!!!!!
Beh, che dire? Che sono stufa? Che sto pensando di cambiare vita e di ingegnarmi con qualcos'altro?
Ma io non voglio demordere!!! Questo è quello che voglio fare, questa è la mia passione, il mio sogno e non voglio smettere di rincorrerlo.
Poi però faccio i conti con un bell'esame di realtà e mi dico: ma quanto si può andare avanti così, pagando e pagando per la formazione, per un curriculum stellare, sperando che prima o poi qualche santo ci illumini la via professionale? E che possibilità ci sono che quel santo non sia una "conoscenza" o un parente?
Allora mi chiedo: perchè dobbiamo sempre abbassare la testa e adattarci ad ogni forma di lavoro, che spesso non c'entra nulla con quelli che sono stati i nostri sacrifici di anni di studio? Perchè lo Stato non fa niente per noi, non accoglie almeno quella benedetta richiesta del Presidente dell'Ordine nazionale di valutare la possibilità di istituire la figura dello Psicologo di base che affiancherebbe il medico di famiglia? Perchè non possiamo farci sentire, raccogliere firme, petizioni, far sapere ai piani alti che se l'Italia vanta 1/3 degli Psicologi di tutta Europa, dovrebbe far qualcosa per assicurare a buona parte di questi un futuro che non sia solo di disoccupazione?
Io da sola non penso di poter fare molto, ma se ci uniamo e se qualcuno sa come possiamo muoverci, forse riusciamo a fare qualcosa. Per noi. Per il nostro futuro.
Perchè la maggiorparte degli studenti di Psicologia (essendo a numero aperto e con nessun criterio di selezione) sono dei dementi...
Perchè il corpo docente universitario è molto spesso culluso col potere medico e completamente estraneo alle problematiche della professione...
Perchè gli Psicologi 50-60 enni hanno come unico mezzo di sostentamento la formazione e non parleranno mai chiaro a noi giovani Psicologi...
Secondo me l'unica arma che abbiamo e far scoppiare il sistema, ovvero non iscriverci a scuole di specializzazione, master o qualsivoglia amenità e mettere in serie difficoltà i pezzi da novanta della Psicologia e il potere accademico.
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Ho modificato la lettera, introducendo quanto mi avete fatto notare e alcune interessanti notizie che ho appreso in questi giorni (ad esempio che perfino in Albania sono previsti gli Psicologi in tutti i reparti ospedalieri!!! Info che ho ricevuto direttamente da una Psicologa (giovanissima!) albanese che lavora in un reparto di Cardiochirurgia!!!).
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On.Silvio Berlusconi
Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
On. Mariastella Gelmini
Al Ministro della Salute
On. Maurizio Sacconi
Al Presidente del CUN
Prof. Andrea Lenzi
Al Presidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi
Dr. Giuseppe Luigi Palma
Gli Psicologi in ambito clinico, appartenenti ai diversi Ordini regionali, ritengono opportuno esprimere, attraverso la presente lettera aperta sottoscritta, alcune considerazioni relative alla attuale situazione lavorativa in Italia ed avanzare alcune richieste.
La prima considerazione riguarda la situazione del mercato occupazionale. La maggior parte degli Psicologi, che ad oggi si laureano in Psicologia Clinica (dell’adulto o dello sviluppo) e si abilitano, non trova sbocchi professionali adeguati, sia rispetto alle competenze acquisite sia per quanto riguarda un reddito dignitoso. Non devono trarre in inganno i dati che vengono diffusi dalle Agenzie preposte in base ai quali risulta che i laureati in Psicologia trovano occupazione in massima parte entro i tre anni dalla laurea. Tali risultati, infatti, non riportano mai il tipo di occupazione in cui queste persone sono utilizzate e che spesso risulta essere non attinente con il percorso di studi effettuato oppure usurpatore di altre professioni (si veda, tra le altre, il ruolo di Educatore professionale) decisamente sottopagate.
Questa situazione non può che trovarsi in forte contrasto con l’incremento degli Psicologi in Italia, che dal 1994 al 2008 sono aumentati del 198%, tanto che in Europa, attualmente, uno Psicologo su tre è italiano. Che lavoro svolgono però tutti questi Psicologi, la maggior parte dei quali ha studiato in ambito clinico (indirizzo che rimane il preferito)? Continuano a barcamenarsi tra corsi, seminari, convegni, master, scuole, terapie personali e quant’altro la formazione consenta loro di crescere, spesso sostenuti non sulle proprie forze ma su quelle familiari oppure su altri tipi di lavoro che ben poco hanno a che fare con ciò che si è studiato e approfondito per anni.
Viste queste premesse, noi vorremmo chiedere:
- che venga reso obbligatorio e ristretto il numero chiuso di OGNI Facoltà di Psicologia in Italia, almeno fino a che il mercato del lavoro non giunga a produrre un’offerta il più possibile paragonabile alla domanda;
- che venga negata la possibilità alle scuole telematiche di consentire l’accesso indiscriminato ed in qualsiasi momento dell’anno alla Facoltà di Psicologia (si veda, ad esempio, l’Università on line di E-Campus);
- che la situazione occupazionale sia resa chiara fin dall’inizio del percorso universitario, attraverso seminari o approfondimenti appositi che delineino il quadro del mercato lavorativo che attende gli studenti, per tutti gli indirizzi di studio, così da rendere più sicura la scelta del percorso.
Una seconda riflessione attiene alle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia (anche pubbliche, e quindi Psicologia Clinica e Psicologia della Salute), a cui molti Psicologi che hanno studiato in ambito clinico puntano per aggiungere quel tassello in più alla loro formazione che ne preveda il trattamento e la cura dei pazienti. E non solo, visto che per quasi tutti i Concorsi in ambito ospedaliero è richiesta la Specializzazione. Gli Psicologi che si iscrivono a queste scuole hanno un monte ore formativo di tirocinio all’anno costituito da circa 100-200 ore per le private e circa 400 ore per le pubbliche. Nulla ha questo tirocinio a che vedere con quello post-lauream, naturale proseguimento del percorso universitario, propedeutico per lo svolgimento dell’Esame di Stato e quindi per diventare Professionisti a tutti gli effetti. Qui si sta parlando di tirocinio svolto da Psicologi già PROFESSIONISTI, che, in quanto specializzandi, gestiscono i propri pazienti e sono liberi di svolgere le comuni attività riconosciute alla figura professionale, semplicemente con la supervisione di un Tutor. Tutto questo, però, in Italia avviene GRATUITAMENTE. Anzi, alcune scuole non riconoscono neppure la copertura assicurativa e quindi gli Psicologi si ritrovano anche a stipulare una polizza assicurativa privata per adempiere al loro tirocinio. Nessun rimborso spese per trasferimenti o quant’altro è previsto. E questo perché nessuna borsa di studio è garantita dal MIUR e dal Ministro della Salute, contrariamente a quanto invece accade per le scuole di Specializzazione per Medici, che possono usufruire di cospicue borse (veri e propri stipendi!) per il lavoro svolto. Anche perché, a tutti gli effetti, non si può parlare altro che di LAVORO.
Ed il monte ore di tirocinio annuali, sicuramente meno impegnative dell’equivalente svolto nel settore medico, è decisamente in contrasto con quanto si POTREBBE fare nell’ambito della Psicologia Clinica. Sottolineiamo il “potrebbe” proprio perché, soprattutto in ambito ospedaliero, la nostra figura tende ad essere scarsamente considerata e facilmente sostituita da altre che, tuttavia, non hanno neppure conoscenze psicologiche di base.
Inoltre, ci si interroga ancora sul senso dell’attribuzione delle Specializzazioni in Psicologia Clinica alle sedi delle Facoltà di Medicina. In Italia, su 12 sedi universitarie di questa Specializzazione, ben 10 si svolgono nella Facoltà di Medicina, Considerando la recente normativa che ha vietato ai Medici l’accesso a questa tipo di Specializzazioni, la cosa appare a dir poco ridicola.
Viste queste premesse, noi vorremmo chiedere:
- dignità e diritti pari tra psicologi e medici, a cominciare dall'introduzione di borse di studio per le scuole di Specializzazione ed incremento delle ore di tirocinio regolarmente pagate tramite l’ammontare delle borse;
- controllo sull’effettivo non accesso di Medici alle Scuole di Specializzazione in Psicologia Clinica, come previsto dalla recente sentenza n. 4483/2007 del 23 agosto 2007 della sezione sesta del Consiglio di Stato, ed impegno per istituire le suddette nelle sedi italiane delle Facoltà di Psicologia.
Una terza considerazione riguarda il riconoscimento e la reputazione della figura dello Psicologo in Ospedale e nei vari reparti sanitari. In molte strutture ospedaliere, la presenza dello Psicologo, nonostante i diversi servizi di Psicologia Clinica interni, è considerata superflua, secondaria, facilmente sostituibile, non richiesta dal personale sanitario stesso nonostante situazioni critiche di alcuni pazienti ricoverati. Eppure tutti noi sappiamo (ma a quanto pare lo sa anche buona parte dell’Europa, si vedano anche i Paesi meno all’avanguardia, come l’Albania, dove uno Psicologo è assegnato ad ogni reparto!!!) quanto il nostro ruolo nei vari reparti ospedalieri è fondamentale per riconoscere al malato il diritto di essere una persona che soffre o ai familiari il diritto di ricevere il sostegno adeguato per affrontare la malattia di un proprio caro. Non bastano farmaci e tecnicismi di medici di fronte ad eventi traumatici, lutti improvvisi, scoperta di malattie gravi o terminali, nascite premature o aborti. La nostra figura è spesso evocata dai pazienti stessi che però non possono usufruire del nostro sostegno in quanto non previsto nel reparto in cui sono ricoverati. I pazienti spesso non sanno neanche della presenza di un servizio di Psicologia Clinica in ospedale e quindi non richiedono agli assistenti sanitari la nostra figura. Il nostro intervento dovrebbe, infatti, essere stabilito da un protocollo medico-psicologico che garantisca non solo il benessere e il sostegno del paziente, ma anche una sana collaborazione interdisciplinare. Collaborazione a volte difficoltosa proprio perché permane nei nostri confronti, da parte di alcuni medici e dirigenti, una forma pregiudiziale di reputazione che non ci permette di svolgere il nostro lavoro come dovremmo, riconoscendo ad ognuno le proprie competenze e rispettando gli specifici confini professionali. Eppure in alcune (poche) grandi strutture ospedaliere che ben accettano la nostra figura professionale, si è riusciti a instaurare un rapporto collaborativo di alto livello, anche grazie all’istituzione di alcune associazioni, a grande vantaggio degli utenti malati, che usufruiscono di un serio supporto psicologico (si veda, tra gli altri, il Centro Nemo all’interno dell’Ospedale Niguarda di Milano, che consente addirittura l’accesso dello Psicologo in sala operatoria, per garantire un adeguato sostegno anche prima di un intervento chirurgico).
Inoltre, è noto che le ASL tendono a promuovere una politica di tagli al personale che si reputa non necessario. Gli Psicologi rientrano, purtroppo, in diversi Ospedali, in questa categoria, col risultato che, oltre al Dirigente Psicologo a capo di un servizio, difficilmente si trovano altri collaboratori Psicologi regolarmente assunti! Le altre figure solitamente sono beneficiarie di qualche borsa per un progetto o assegno di ricerca, con conseguente grande impegno lavorativo (anche perché si ritrovano a svolgere l’attività di “tappabuchi” non portando quindi solo a termine il progetto o la ricerca) ma compenso decisamente basso.
Viste queste premesse, noi vorremmo chiedere di:
- incentivare il ruolo dello Psicologo in Ospedale, attraverso la stesura di protocolli che garantiscano una collaborazione tra le diverse figure professionali sanitarie all’interno dei vari reparti ospedalieri, promuovendo, dove possibile, la presenza fissa dello Psicologo nei reparti che maggiormente presentano pazienti a rischio da un punto di vista psicologico (ad esempio: Traumatologia, Oncologia, Cardiologia, Nefrologia, Ostetricia e Ginecologia)
- incrementare l'accettazione della figura dello Psicologo agendo sull'opinione pubblica, sulle ASL, sulle RSA, sulle strutture sanitarie, con l'obiettivo di superare la concezione dello psicologo come figura secondaria, di cui si può fare a meno, che può essere sostituita tranquillamente da altro personale non specializzato. A tal fine potrebbero essere idonee adeguate campagne promozionali promosse dal Ministero della Salute.
Un’ultima riflessione concerne la figura dello Psicologo di base, più volte invocata dal Presidente dell’Ordine e da anni attesa dalle migliaia di Psicologi italiani. Potrebbe rappresentare una svolta nel mercato occupazionale. Potrebbe essere la vera occasione per far conoscere la nostra figura al cittadino (che tra Psicologo, Psichiatra, Psicoterapeuta e pure Counselor non riesce ad avere la minima chiarezza) sminuendo la paura e la vergogna che ancora, in tanti Paesi, si associano alla nostra professione. Potrebbe diventare il metodo giusto per garantire la collaborazione con il medico di base, grazie al dialogo aperto tra professionisti che hanno in cura gli stessi pazienti e si consultano per le diagnosi e le terapie. Potrebbe rappresentare una crescita in termine di benessere socio-individuale e, nel lungo termine, una riduzione di spesa per il sistema sanitario.
Tutto questo però rimane nel regno del “potrebbe”…
Perché non si sta ottenendo nulla in questa direzione? Che cosa impedisce che la figura dello Psicologo di base diventi realtà? Con dispiacere, riteniamo che la risposta sia da ricercare in quanto già detto. Finché non riusciremo a fare qualcosa per difendere la nostra categoria professionale, per far riconoscere il nostro ruolo, per urlare i nostri diritti, rischiamo di restare in questo limbo popolato da figure egregiamente preparate e specializzate che si adattano a qualsiasi tipo di lavoro non potendo spendere sul campo quanto appreso.
Per tutto questo, confidiamo in questa lettera, auspicando che tutte le nostre richieste e osservazioni non restino nel magico mondo dell’utopia ma che diventino, finalmente, un’occasione per essere riconosciuti per quello che siamo e che amiamo essere. Psicologi.
Psicologi Italiani iscritti ai vari Ordini Regionali
Se avete qualsiasi informazione da aggiungere che vi sembra interessante o altro da comunicare, mi raccomando fatevi sentire!
Io sarò assente per una settimana, quando torno vi voglio combattivi perchè per fine giugno pensavo di inoltrarla!
Buona settimana a tutti
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Ciao ama, nel frattempo ho fatto una ricerca (ho fatto anche molte telefonate alle scuole) sulle scuole di psicologia clinica ed attualmente non risulta esserci nessuna scuola che abbia un bando o consenta l'accesso anche ai medici, molte addirittura non sono state attivate quest'anno perchè si stanno adeguando, per cui io consiglio di eliminare il punto sul controllo delle scuole di specializzazione in Psicologia clinica.
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Grazie levais! Però dici di lasciare l'appunto sull'assurdità che tali scuole siano per la maggior parte dipendenti dalle sedi di Medicina, se poi i Medici non vi hanno effettivo accesso? Solo 2 in Italia dipendono dalle Facoltà di Psicologia!
E sul numero esiguo di specializzazioni pubbliche? Ci sono 12 scuole in Italia, con accessi minimi per ognuna. Nella tua in quanti siete levais? Io ho letto che a Varese sono in 6!!! Supponendo circa una decina per sede, ogni anno la bellezza di 120 Psicologi ha il diritto di accedere a queste scuole. E considerando i migliaia che si abilitano, direi che è veramente scandaloso!!!
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Io eviterei di toccare questo punto perchè dalla ricerca che ho fatto mi sono resa conto che le cose stanno cambiando radicalmente e probabilmente dall'anno prossimo le scuole in psicologia clinica saranno sotto psicologia con conseguente reazione dei medici... :zott:
Sul numero degli iscritti all'anno si direi che a varese sono un po pochi, ma anche altre scuole si sono adeguate, addirittura a genova i posti sono 5... nella mia siamo in 15... a padova 20 se nnn di più...
Anche questo secondo me è un punto controverso perchè se si chiedono borse di studio come i medici, non si possono avere neanche così tanti iscritti nelle scuole pubbliche perchè i medici per specialità sono davvero pochi e tutti hanno però uno stipendio.
Nella lettera non specifichi per chi dovranno essere erogate qst borse di studio, se per quelli delle scuole pubbliche o private, quindi secondo me bisognerebbe chiarire bene DA CHI (es. anche capire le borse per i medici da chi vengono finanziate, ad es. se fossero finanziate dal ministero della sanità allora anche noi ne avremmo diritto perchè anche noi siamo sotto tale ministero, però per le scuole private di psicoterapia il discorso è diverso perchè penso possano essere erogate da enti privati e quindi se fosse così bisognerebbe fare una distinzione) vengono erogate qst borse di studio per poi capire A CHI possono essere rilasciate, ti trovi?
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Levais scusa ma non ho capito questo passaggio:
"...se si chiedono borse di studio come i medici, non si possono avere neanche così tanti iscritti nelle scuole pubbliche perchè i medici per specialità sono davvero pochi e tutti hanno però uno stipendio".
I medici per singola specialità sono sicuramente pochi, ma quante specialità esistono di Medicina? E quanto sono sparse nelle varie sedi italiane? Noi abbiamo praticamente 1 unica specialità in 12 sedi in Italia, perchè Psicologia della salute è nuova e attivata solo in una sede (se non dico una cavolata!!!).
Avevo letto su Internet che ogni medico che ha intenzione di specializzarsi ha la possibilità di farlo, perchè le diverse specializzazioni coprono una misura pari al numero di richieste e laureati. Vogliamo fare un paragone con noi???
Da Altrapsicologia:
Molti psicologi non sanno che il ritmo di uscita dalle Università sta sfuggendo ad ogni possibilità di governance, con la costituzione di molte nuove Facoltà/Corsi di Laurea. Attualmente, circa 50.000 studenti risultano iscritti alle 26 Facoltà/CdL di Psicologia d'Italia, da Aosta ad Enna. 50.000 studenti che, col Nuovo Ordinamento, si laureranno in una percentuale orientativa dell'80%; quindi, da qui al 2012, avremo circa 100.000 psicologi su 62 milioni di abitanti.
Attenzione, perché stiamo parlando di un rapporto Psicologi/Popolazione di 1/620, ben al di sopra della media europea e quasi doppio rispetto alle reali esigenze della popolazione (stimato circa in 1/1200)
“Schiavi Moderni Professionali”: Essere Psicologo in Italia - Altra Psicologia - il primo movimento di contrinformazione psicologica .................................................. ................., scuola di psicologia, scuola di specializzazione
Cifre da panico direi...
Per la questione del CHI debba garantire le borse studio, io credo non possa intervenire altro che il Miur, come avviene per i medici. Le ore di tirocinio sono stabilite dal Miur stesso, sia per le pubbliche che le private. Che poi siano stabilite in misura diversa è tutto da capire...In ogni caso non vedo perchè, essendo lo stesso tipo di lavoro in buona parte dei casi (io per esempio sto facendo tirocinio di specialità in un servizio di Psicologia Clinica di un'ASL in alcuni Ospedali), non possa essere adeguatamente retribuito da eguali erogazioni.
Tu che dici? E qualcun altro come la pensa?
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Si certo sono d'accordo sul fatto che le scuole pubbliche non siano tante, perlomeno se paragonate alle scuole private. In tutta Italia ce ne saranno una quindicina, di cui almeno due di psicologia della salute.
Rispetto al CHI, tu sei sicura che sia il MIUR ad erogare le borse per i medici?
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Ti riporto uno stralcio del regolamento di un ateneo a caso:
REGOLAMENTO PER LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE DI AREA SANITARIA
Art. 1 – Borse di studio
1.1 L’Università degli Studi di Padova eroga, annualmente, borse di studio per gli immatricolati alle
Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria di tipologia e durata conformi alle norme UE recepite
dalla direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento
dei loro diplomi, certificati ed altri titoli, il cui elenco è formato ed aggiornato con Decreto del MIUR,
sentito il Ministro della Salute, su parere del C.U.N.
1.2 Il numero delle borse di studio è determinato annualmente dal Ministro dell’Istruzione
Università e Ricerca, sentito il Ministro della Salute.
Art. 2 – Finanziamento delle borse di studio
2.1 I fondi da destinare annualmente alle predette borse di studio sono assegnati dal Ministero
dell’Economia e Finanze, su proposta dei Ministri dell’Istruzione Università e Ricerca e della Salute
sentita la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di
Trento e Bolzano sulla base del numero dei posti di ciascuna Scuola, di cui all’art. 2, secondo
comma, del D. L.vo 257/91.
2.2 L'Università potrà integrare i predetti fondi con finanziamenti sufficienti alla corresponsione
delle borse per l'intera durata del corso, da iscrivere in bilancio, provenienti da donazioni e/o
convenzioni con Enti e/o privati, nell'ambito del numero dei posti a statuto delle singole Scuole di
Specializzazione.
Art. 3 – Modalità di assegnazione delle borse
3.1 Le borse di studio vengono corrisposte agli ammessi alle Scuole di Specializzazione, di cui al
precedente art. 1, in relazione all’attuazione dell’impegno a tempo pieno richiesto per la loro
formazione specialistica, ai sensi del D.L.vo 257/91.
3.2 Le borse di studio vengono erogate per tutta la durata del corso, ad esclusione dei periodi di
sospensione della formazione specialistica previsti per il servizio militare, le missioni scientifiche, la
gravidanza, la malattia, il periodo di prova per un posto di ruolo.
3.3 L’importo per la borsa di studio viene annualmente determinato per decreto dal Ministro della
Salute, di concerto con i Ministri dell’ Istruzione Università e Ricerca e dell’Economia e Finanze.
Quanto mi suona brutto pensare che chi, come alcuni di noi, vuole lavorare in Ospedale, non ha la possibilità di specializzarsi in area sanitaria perchè il nostro titolo non viene riconosciuto come tale...
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
in università (psicologia clinica) ho avuto docenti medici-psichiatri , medici-psicologi clinici , e psicologi - psicoterapeuti" puri" . pur troppo questi ultimi sono stati decisamente i peggiori . inoltre non capisco i paragoni con le altre scuole d specializzazione in medicina perchè 1 glistudenti che si laureano in medicina sono infinitamente meno degli psicologi , 2 il numero di materie\scuole di specialità è estremamente ampio quindi i medici-psicologi clinici sono in tale minoranza che non rappresentano un problema. bisogna smettere di lamentarsi e temere il confronto , ma prepararsi al meglio
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
scusate la franchezza,
ma non potete pensare che un medico sia a livello di uno psicologo. mi spiace.
voi tutti sarete certamente molto preparati, ma sono convinto che uno studente medio di medicina lo sia molto di più di uno studente medio di psicologia.
poche storie colleghi. loro studiamo 100 volte tanto, hanno modo di farsi una grandissima esperienza pratica e godono di prestigio sociale.
Come potete immaginare che un medico parli con voi alla pari?
Voi fareste la stessa cosa con un educatore?
Se gli educatori hanno senso di inferiorità verso gli psicologi, gli psicologi lo hanno verso i medici. eheheheheh, poche storie.
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Scusa, Alejandro74, ma quali sono le tue conoscenze per fare queste affermazioni?
Perché a mio parere, queste non fanno che denotare una certa quota di ignoranza.
Che senso ha affermare che uno studente medio di medicina è più preparato di uno studente medio di psicologia? Ma preparato su che, scusa? Mi pare evidente che di tratta di professionalità diverse, per certa parte affini, ma certo non rapportabili in base a criteri di superiorità/inferiorità. E la stessa cosa vale per il rapporto tra educatori e psicologi: si tratta semplicemente di professionalità con conoscenze e competenze differenti.
Ti faccio un esempio: diresti mai che un architetto ha conoscenze superiori rispetto ad un ingegnere, o vicecersa? Non credo: è evidente che anche in questo caso si tratta di professionalità certamente vicine ma differenti, delle quali nessuna può dirsi superiore all'altra... e che senso avrebbe?
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
x chi ha detto che il medico è più preparato di uno psicologo:in famglia e tra conoscenti ho medici e psicologi...ed entrambi credono che ognuno abbia la propria preparzione sensa chi più e chi meno...e alla pari ci si parla anche con la propria donna delle pulizie....il rispetto ci vuole sempre e comunqueuna persona preparata e intelligente non lo è soli in base alla laurea.è ero hai ragione che medicina è più dura di psicologia e che c'è più da sgobbare tate volte...però è anche vero che conosco gente che studua medicina e che studia 10 giorni prima dell'esame esattamente come a psicologia......tutto dipende dalal facoltà ma dalla persona:)per il prestigio sociale bhè..solo perchè la gente è stupida.personalmente non crdo che i lfatto di essere unmedico meriti una medaglia e te lo dico dicendoti che ho medici in famiglia...c'è chi fa il medico,chi l'insegnante e chi ha un negozio.tutti hanno un lavoro più che dignitoso.tutti sono importanti e conribuiscono alla società...esser medii e sentirsi più degli altri è una cosa che non mi è stata insegnante.semmai se sei un medico sfrutta le tue capacità e usale per aiutare gli altri nno per far prevalere il propriop otere...poi forse ho inteso male le tue parole in tal aso chiedo scusa.......
scusate se mi intrometto in questa discussione...io sono ben lontana dalla laurea e sto solo studiando per il momento...però il titolo e poi iltopic m iha spinto a dire la mia.perchè?perchè conosco psicologi e medici.perchè ho sempre amato entrambi questi lavori.all'università mi sarebbe tanto piaciuto fare sia psicologia che medicina,poi perchè molto lunga,per miei problemi di salute e altro ho scelto psicologia che comunque era la mia prima scelta.io parlo d "ignorante" perchè non lavoro ancora non so cosa si prova eccetera...però mi fa male vedere queste invidie che sento anche altrove o se no invidie questi a volte giusti e a volte pregiudizi sul fatto che lo psicologo sia migliore del medico,che il medico sia meglio dello psicologo o che uno si senta inferiore all'altro...ci resto male perchè amo entrambi questi lavoori che reputo molto utili per il benessere comune ed entambi lavori di tutto rispetto(come tutti i lavori anche dove non c'è la laurea daltronde)...personalmente conosco medici che rispettano psicologi come psicologi che rispettano i medici.....quindi non vuol dire che sia sempe come detto sopra.per il fatto che lo psicologo sia sotovalutato...io che faccio psicologia e che mi piace sn contenta di farla penso invece che oggi a volte si parla un pò troppo di psicologi anche in casi in ci non ce ne è realmente bisogno.questo però in generale nel mondo lavorativo non so come funziona...c'è da dire che non psicologia ma anche altre cose sono "incasinate"negli ospedali pezzi di reparti che non ci incastrano niente eccetera....certo che è sbaglito questo condivido...sul fatto che debba sistere uno "psicologo di base"ho qualche dubbio...che cosa si nitende perp sicologo di famiglia o di base?
in ogni caso medicina non è così semplice è un percorso molto difficile da seguire a cominciare dai test di ingresso he sono molto più diffcili di quelli di psicologia....poi è questione di fortuna ma so di psicologi che a 25 anni lavorano(anche se nno hanno moto)mentre chi è laureato in medicina seppur ha più lavoro poi che l opsicologo forse cm lavorerà sempe più tardi...e altro che guadagnare all'inizio nn si guadagna molto....poi tutto come sempre dipende da scelte e fortuna...(e a volte anzi spesso ahimè grossi aiuti).con questo post non viglio offendere nessuno e potrei aver sbagliato in qualcosa io ho raccontato in base a quell oche ho visto e all'esperienza che ho avuto personalmente...certo di raltà come tutti ne vedo solo una parte...
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Citazione:
Originalmente inviato da
diletta89
x chi ha detto che il medico è più preparato di uno psicologo:in famglia e tra conoscenti ho medici e psicologi...ed entrambi credono che ognuno abbia la propria preparzione sensa chi più e chi meno...e alla pari ci si parla anche con la propria donna delle pulizie....il rispetto ci vuole sempre e comunqueuna persona preparata e intelligente non lo è soli in base alla laurea.è ero hai ragione che medicina è più dura di psicologia e che c'è più da sgobbare tate volte...però è anche vero che conosco gente che studua medicina e che studia 10 giorni prima dell'esame esattamente come a psicologia......tutto dipende dalal facoltà ma dalla persona:)per il prestigio sociale bhè..solo perchè la gente è stupida.personalmente non crdo che i lfatto di essere unmedico meriti una medaglia e te lo dico dicendoti che ho medici in famiglia...c'è chi fa il medico,chi l'insegnante e chi ha un negozio.tutti hanno un lavoro più che dignitoso.tutti sono importanti e conribuiscono alla società...esser medii e sentirsi più degli altri è una cosa che non mi è stata insegnante.semmai se sei un medico sfrutta le tue capacità e usale per aiutare gli altri nno per far prevalere il propriop otere...poi forse ho inteso male le tue parole in tal aso chiedo scusa.......
scusate se mi intrometto in questa discussione...io sono ben lontana dalla laurea e sto solo studiando per il momento...però il titolo e poi iltopic m iha spinto a dire la mia.perchè?perchè conosco psicologi e medici.perchè ho sempre amato entrambi questi lavori.all'università mi sarebbe tanto piaciuto fare sia psicologia che medicina,poi perchè molto lunga,per miei problemi di salute e altro ho scelto psicologia che comunque era la mia prima scelta.io parlo d "ignorante" perchè non lavoro ancora non so cosa si prova eccetera...però mi fa male vedere queste invidie che sento anche altrove o se no invidie questi a volte giusti e a volte pregiudizi sul fatto che lo psicologo sia migliore del medico,che il medico sia meglio dello psicologo o che uno si senta inferiore all'altro...ci resto male perchè amo entrambi questi lavoori che reputo molto utili per il benessere comune ed entambi lavori di tutto rispetto(come tutti i lavori anche dove non c'è la laurea daltronde)...personalmente conosco medici che rispettano psicologi come psicologi che rispettano i medici.....quindi non vuol dire che sia sempe come detto sopra.per il fatto che lo psicologo sia sotovalutato...io che faccio psicologia e che mi piace sn contenta di farla penso invece che oggi a volte si parla un pò troppo di psicologi anche in casi in ci non ce ne è realmente bisogno.questo però in generale nel mondo lavorativo non so come funziona...c'è da dire che non psicologia ma anche altre cose sono "incasinate"negli ospedali pezzi di reparti che non ci incastrano niente eccetera....certo che è sbaglito questo condivido...sul fatto che debba sistere uno "psicologo di base"ho qualche dubbio...che cosa si nitende perp sicologo di famiglia o di base?
in ogni caso medicina non è così semplice è un percorso molto difficile da seguire a cominciare dai test di ingresso he sono molto più diffcili di quelli di psicologia....poi è questione di fortuna ma so di psicologi che a 25 anni lavorano(anche se nno hanno moto)mentre chi è laureato in medicina seppur ha più lavoro poi che l opsicologo forse cm lavorerà sempe più tardi...e altro che guadagnare all'inizio nn si guadagna molto....poi tutto come sempre dipende da scelte e fortuna...(e a volte anzi spesso ahimè grossi aiuti).con questo post non viglio offendere nessuno e potrei aver sbagliato in qualcosa io ho raccontato in base a quell oche ho visto e all'esperienza che ho avuto personalmente...certo di raltà come tutti ne vedo solo una parte...
Mi sembra una fiera agostana di luoghi comuni, conditi e farciti per bene! un pò come collegarsi alle 20 su canale5: notizie improponibili ma, suvvia, legittimate dal periodo....spero sia così anche x il tuo sfogo...
ps: tra agrammatismo, scelta implausibile della punteggiatura, errori sintattici e, appunto, qualche luogo comune, è difficile indovinare di che nazionalità tu sia....sei in italia x le ferie?
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
italianissima e il mio post è vero è peno di errori a causa della fretta dello scrivere e dell'orario in cui l'ho scritto...ma credo che si capisca in ogni caso quello che intendevo dire...però il tuo tono mi sembra un pò sarcastico o sbaglio?
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Citazione:
Originalmente inviato da
diletta89
x chi ha detto che il medico è più preparato di uno psicologo:in famglia e tra conoscenti ho medici e psicologi...ed entrambi credono che ognuno abbia la propria preparzione sensa chi più e chi meno...e alla pari ci si parla anche con la propria donna delle pulizie....il rispetto ci vuole sempre e comunqueuna persona preparata e intelligente non lo è soli in base alla laurea.è ero hai ragione che medicina è più dura di psicologia e che c'è più da sgobbare tate volte...però è anche vero che conosco gente che studua medicina e che studia 10 giorni prima dell'esame esattamente come a psicologia......tutto dipende dalal facoltà ma dalla persona:)per il prestigio sociale bhè..solo perchè la gente è stupida.personalmente non crdo che i lfatto di essere unmedico meriti una medaglia e te lo dico dicendoti che ho medici in famiglia...c'è chi fa il medico,chi l'insegnante e chi ha un negozio.tutti hanno un lavoro più che dignitoso.tutti sono importanti e conribuiscono alla società...esser medii e sentirsi più degli altri è una cosa che non mi è stata insegnante.semmai se sei un medico sfrutta le tue capacità e usale per aiutare gli altri nno per far prevalere il propriop otere...poi forse ho inteso male le tue parole in tal aso chiedo scusa.......
scusate se mi intrometto in questa discussione...io sono ben lontana dalla laurea e sto solo studiando per il momento...però il titolo e poi iltopic m iha spinto a dire la mia.perchè?perchè conosco psicologi e medici.perchè ho sempre amato entrambi questi lavori.all'università mi sarebbe tanto piaciuto fare sia psicologia che medicina,poi perchè molto lunga,per miei problemi di salute e altro ho scelto psicologia che comunque era la mia prima scelta.io parlo d "ignorante" perchè non lavoro ancora non so cosa si prova eccetera...però mi fa male vedere queste invidie che sento anche altrove o se no invidie questi a volte giusti e a volte pregiudizi sul fatto che lo psicologo sia migliore del medico,che il medico sia meglio dello psicologo o che uno si senta inferiore all'altro...ci resto male perchè amo entrambi questi lavoori che reputo molto utili per il benessere comune ed entambi lavori di tutto rispetto(come tutti i lavori anche dove non c'è la laurea daltronde)...personalmente conosco medici che rispettano psicologi come psicologi che rispettano i medici.....quindi non vuol dire che sia sempe come detto sopra.per il fatto che lo psicologo sia sotovalutato...io che faccio psicologia e che mi piace sn contenta di farla penso invece che oggi a volte si parla un pò troppo di psicologi anche in casi in ci non ce ne è realmente bisogno.questo però in generale nel mondo lavorativo non so come funziona...c'è da dire che non psicologia ma anche altre cose sono "incasinate"negli ospedali pezzi di reparti che non ci incastrano niente eccetera....certo che è sbaglito questo condivido...sul fatto che debba sistere uno "psicologo di base"ho qualche dubbio...che cosa si nitende perp sicologo di famiglia o di base?
in ogni caso medicina non è così semplice è un percorso molto difficile da seguire a cominciare dai test di ingresso he sono molto più diffcili di quelli di psicologia....poi è questione di fortuna ma so di psicologi che a 25 anni lavorano(anche se nno hanno moto)mentre chi è laureato in medicina seppur ha più lavoro poi che l opsicologo forse cm lavorerà sempe più tardi...e altro che guadagnare all'inizio nn si guadagna molto....poi tutto come sempre dipende da scelte e fortuna...(e a volte anzi spesso ahimè grossi aiuti).con questo post non viglio offendere nessuno e potrei aver sbagliato in qualcosa io ho raccontato in base a quell oche ho visto e all'esperienza che ho avuto personalmente...certo di raltà come tutti ne vedo solo una parte...
Oh mio Dio, non si capisce niente....
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Citazione:
Originalmente inviato da
diletta89
italianissima e il mio post è vero è peno di errori a causa della fretta dello scrivere e dell'orario in cui l'ho scritto...ma credo che si capisca in ogni caso quello che intendevo dire...però il tuo tono mi sembra un pò sarcastico o sbaglio?
allora w l'itaglia!
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
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Originalmente inviato da
ziogargamella
allora w l'itaglia!
Ahahahahahah! :tajo:
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
è vero forse ho un pò divagato nel post precedente (colpa di discorsi che ho sentito spesso ultimamente su litigi e altro tra psicologi e medici).quello che mi ha spinto a rispondere è stato il sentire dire che un medico è più preparato ed è a un piano superiore rispetto allo psicologo cosa che non condivido assolutamente perchè semplicemente i due hanno preparazioni in campi diversi.un medico non può prendere il posto di uno psicologo così come lo psicologo non può prendere il posto di un medico.(in sintesi)
sul fatto che gli psicologi non siano tenuti da conto poi negli ospedali sinceramente non mi sembrava(evidentemente sbagliavo)perchè per quello che ho visto almeno in alcuni ospedali invece sono tenuti molto da conto sopratutto in alcuni reparti citati in questa discussione.ma evidentemente molto spesso non è così.
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Citazione:
Originalmente inviato da
diletta89
un medico è a un piano superiore rispetto allo psicologo
questo è vero, io sono al 3° piano e sopra di me c'è un medico chirurgo che abita al 4°. Non sono mai salito al 5° perchè non vorrei trovare la Montalcini o il megadirettore naturale che poi mi mette a nuotare nel suo acquario personale.
Sul resto, se ho capito quello che vuoi dire, ti do ragione, sono due professioni e ambiti disciplinari diversi anche se il medico (è una casta molto forte) tende a medicalizzare la professione. L'università e la preparazione non c'entrano nulla, del resto ci vogliono meno anni per diventare un bravo chirurgo che gli anni che potresti impiegarci per diventare un buon psicoterapeuta.
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
:approved:
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
Mi sembra una fiera agostana di luoghi comuni, conditi e farciti per bene! un pò come collegarsi alle 20 su canale5: notizie improponibili ma, suvvia, legittimate dal periodo....spero sia così anche x il tuo sfogo...
ps: tra agrammatismo, scelta implausibile della punteggiatura, errori sintattici e, appunto, qualche luogo comune, è difficile indovinare di che nazionalità tu sia....sei in italia x le ferie?
E che cavolo. Finalmente uno che parla senza ipocrisia. :approved:
E' bello che un forum possa ospitare tutti ma diamo un taglio ai luoghi comuni.
Grazie Zio!
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Il riconoscimento del titolo di psicoterapeuta in Europa - Vertici Network di Psicologia e Scienze Affini
andate a leggere questo articolo e tanto per cambiare invece di fare le vittime gli psicologi italiani dovrebbero guardarsi un po' in torno. La possibilità per i medici di fare gli psicoterapeuti è presente in tutti gli altri paesi di Europa. (e lo dico da psicologa) .
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Sono passati alcuni mesi dall'ultimo post e purtroppo non si era concluso molto, anche perchè, io in primis, non ho avuto tempo per portare avanti l'iniziativa.
Ora mi impegno per concludere la lettera da inviare all'Ordine ed avvisare lo staff di Ops per renderla visibile a tutti, qualora alcuni di voi siano interessati ad apporre la propria firma.
Confido in qualche ulteriore suggerimento o consiglio utile per muoverci in questa direzione.
Grazie a tutti
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Riporto l'ultima versione della lettera, così da aggiungere ancora eventuali modifiche qualora ve ne fosse la necessità:
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On.Silvio Berlusconi
Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
On. Mariastella Gelmini
Al Ministro della Salute
On. Maurizio Sacconi
Al Presidente del CUN
Prof. Andrea Lenzi
Al Presidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi
Dr. Giuseppe Luigi Palma
Gli Psicologi in ambito clinico, appartenenti ai diversi Ordini regionali, ritengono opportuno esprimere, attraverso la presente lettera aperta sottoscritta, alcune considerazioni relative alla attuale situazione lavorativa in Italia ed avanzare alcune richieste.
La prima considerazione riguarda la situazione del mercato occupazionale. La maggior parte degli Psicologi, che ad oggi si laureano in Psicologia Clinica (dell’adulto o dello sviluppo) e si abilitano, non trova sbocchi professionali adeguati, sia rispetto alle competenze acquisite sia per quanto riguarda un reddito dignitoso. Non devono trarre in inganno i dati che vengono diffusi dalle Agenzie preposte in base ai quali risulta che i laureati in Psicologia trovano occupazione in massima parte entro i tre anni dalla laurea. Tali risultati, infatti, non riportano mai il tipo di occupazione in cui queste persone sono utilizzate e che spesso risulta essere non attinente con il percorso di studi effettuato oppure usurpatore di altre professioni (si veda, tra le altre, il ruolo di Educatore professionale) decisamente sottopagate.
Questa situazione non può che trovarsi in forte contrasto con l’incremento degli Psicologi in Italia, che dal 1994 al 2008 sono aumentati del 198%, tanto che in Europa, attualmente, uno Psicologo su tre è italiano. Che lavoro svolgono però tutti questi Psicologi, la maggior parte dei quali ha studiato in ambito clinico (indirizzo che rimane il preferito)? Continuano a barcamenarsi tra corsi, seminari, convegni, master, scuole, terapie personali e quant’altro la formazione consenta loro di crescere, spesso sostenuti non sulle proprie forze ma su quelle familiari oppure su altri tipi di lavoro che ben poco hanno a che fare con ciò che si è studiato e approfondito per anni.
Viste queste premesse, noi vorremmo chiedere:
- che venga reso obbligatorio e ristretto il numero chiuso di OGNI Facoltà di Psicologia in Italia, almeno fino a che il mercato del lavoro non giunga a produrre un’offerta il più possibile paragonabile alla domanda;
- che venga negata la possibilità alle scuole telematiche di consentire l’accesso indiscriminato ed in qualsiasi momento dell’anno alla Facoltà di Psicologia (si veda, ad esempio, l’Università on line di E-Campus);
- che la situazione occupazionale sia resa chiara fin dall’inizio del percorso universitario, attraverso seminari o approfondimenti appositi che delineino il quadro del mercato lavorativo che attende gli studenti, per tutti gli indirizzi di studio, così da rendere più sicura la scelta del percorso.
Una seconda riflessione attiene alle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia (anche pubbliche, e quindi Psicologia Clinica e Psicologia della Salute), a cui molti Psicologi che hanno studiato in ambito clinico puntano per aggiungere quel tassello in più alla loro formazione che ne preveda il trattamento e la cura dei pazienti. E non solo, visto che per quasi tutti i Concorsi in ambito ospedaliero è richiesta la Specializzazione. Gli Psicologi che si iscrivono a queste scuole hanno un monte ore formativo di tirocinio all’anno costituito da circa 100-200 ore per le private e circa 400 ore per le pubbliche. Nulla ha questo tirocinio a che vedere con quello post-lauream, naturale proseguimento del percorso universitario, propedeutico per lo svolgimento dell’Esame di Stato e quindi per diventare Professionisti a tutti gli effetti. Qui si sta parlando di tirocinio svolto da Psicologi già PROFESSIONISTI, che, in quanto specializzandi, gestiscono i propri pazienti e sono liberi di svolgere le comuni attività riconosciute alla figura professionale, semplicemente con la supervisione di un Tutor. Tutto questo, però, in Italia avviene GRATUITAMENTE. Anzi, alcune scuole non riconoscono neppure la copertura assicurativa e quindi gli Psicologi si ritrovano anche a stipulare una polizza assicurativa privata per adempiere al loro tirocinio. Nessun rimborso spese per trasferimenti o quant’altro è previsto. E questo perché nessuna borsa di studio è garantita dal MIUR e dal Ministro della Salute, contrariamente a quanto invece accade per le scuole di Specializzazione per Medici, che possono usufruire di cospicue borse (veri e propri stipendi!) per il lavoro svolto. Anche perché, a tutti gli effetti, non si può parlare altro che di LAVORO.
Ed il monte ore di tirocinio annuali, sicuramente meno impegnative dell’equivalente svolto nel settore medico, è decisamente in contrasto con quanto si POTREBBE fare nell’ambito della Psicologia Clinica. Sottolineiamo il “potrebbe” proprio perché, soprattutto in ambito ospedaliero, la nostra figura tende ad essere scarsamente considerata e facilmente sostituita da altre che, tuttavia, non hanno neppure conoscenze psicologiche di base.
Inoltre, ci si interroga ancora sul senso dell’attribuzione delle Specializzazioni in Psicologia Clinica alle sedi delle Facoltà di Medicina. In Italia, su 12 sedi universitarie di questa Specializzazione, ben 10 si svolgono nella Facoltà di Medicina, Considerando la recente normativa che ha vietato ai Medici l’accesso a questa tipo di Specializzazioni, la cosa appare a dir poco ridicola.
Viste queste premesse, noi vorremmo chiedere:
- dignità e diritti pari tra psicologi e medici, a cominciare dall'introduzione di borse di studio per le scuole di Specializzazione ed incremento delle ore di tirocinio regolarmente pagate tramite l’ammontare delle borse;
- controllo sull’effettivo non accesso di Medici alle Scuole di Specializzazione in Psicologia Clinica, come previsto dalla recente sentenza n. 4483/2007 del 23 agosto 2007 della sezione sesta del Consiglio di Stato, ed impegno per istituire le suddette nelle sedi italiane delle Facoltà di Psicologia.
Una terza considerazione riguarda il riconoscimento e la reputazione della figura dello Psicologo in Ospedale e nei vari reparti sanitari. In molte strutture ospedaliere, la presenza dello Psicologo, nonostante i diversi servizi di Psicologia Clinica interni, è considerata superflua, secondaria, facilmente sostituibile, non richiesta dal personale sanitario stesso nonostante situazioni critiche di alcuni pazienti ricoverati. Eppure tutti noi sappiamo (ma a quanto pare lo sa anche buona parte dell’Europa, si vedano anche i Paesi meno all’avanguardia, come l’Albania, dove uno Psicologo è assegnato ad ogni reparto!!!) quanto il nostro ruolo nei vari reparti ospedalieri è fondamentale per riconoscere al malato il diritto di essere una persona che soffre o ai familiari il diritto di ricevere il sostegno adeguato per affrontare la malattia di un proprio caro. Non bastano farmaci e tecnicismi di medici di fronte ad eventi traumatici, lutti improvvisi, scoperta di malattie gravi o terminali, nascite premature o aborti. La nostra figura è spesso evocata dai pazienti stessi che però non possono usufruire del nostro sostegno in quanto non previsto nel reparto in cui sono ricoverati. I pazienti spesso non sanno neanche della presenza di un servizio di Psicologia Clinica in ospedale e quindi non richiedono agli assistenti sanitari la nostra figura. Il nostro intervento dovrebbe, infatti, essere stabilito da un protocollo medico-psicologico che garantisca non solo il benessere e il sostegno del paziente, ma anche una sana collaborazione interdisciplinare. Collaborazione a volte difficoltosa proprio perché permane nei nostri confronti, da parte di alcuni medici e dirigenti, una forma pregiudiziale di reputazione che non ci permette di svolgere il nostro lavoro come dovremmo, riconoscendo ad ognuno le proprie competenze e rispettando gli specifici confini professionali. Eppure in alcune (poche) grandi strutture ospedaliere che ben accettano la nostra figura professionale, si è riusciti a instaurare un rapporto collaborativo di alto livello, anche grazie all’istituzione di alcune associazioni, a grande vantaggio degli utenti malati, che usufruiscono di un serio supporto psicologico (si veda, tra gli altri, il Centro Nemo all’interno dell’Ospedale Niguarda di Milano, che consente addirittura l’accesso dello Psicologo in sala operatoria, per garantire un adeguato sostegno anche prima di un intervento chirurgico).
Inoltre, è noto che le ASL tendono a promuovere una politica di tagli al personale che si reputa non necessario. Gli Psicologi rientrano, purtroppo, in diversi Ospedali, in questa categoria, col risultato che, oltre al Dirigente Psicologo a capo di un servizio, difficilmente si trovano altri collaboratori Psicologi regolarmente assunti! Le altre figure solitamente sono beneficiarie di qualche borsa per un progetto o assegno di ricerca, con conseguente grande impegno lavorativo (anche perché si ritrovano a svolgere l’attività di “tappabuchi” non portando quindi solo a termine il progetto o la ricerca) ma compenso decisamente basso.
Viste queste premesse, noi vorremmo chiedere di:
- incentivare il ruolo dello Psicologo in Ospedale, attraverso la stesura di protocolli che garantiscano una collaborazione tra le diverse figure professionali sanitarie all’interno dei vari reparti ospedalieri, promuovendo, dove possibile, la presenza fissa dello Psicologo nei reparti che maggiormente presentano pazienti a rischio da un punto di vista psicologico (ad esempio: Traumatologia, Oncologia, Cardiologia, Nefrologia, Ostetricia e Ginecologia)
- incrementare l'accettazione della figura dello Psicologo agendo sull'opinione pubblica, sulle ASL, sulle RSA, sulle strutture sanitarie, con l'obiettivo di superare la concezione dello psicologo come figura secondaria, di cui si può fare a meno, che può essere sostituita tranquillamente da altro personale non specializzato. A tal fine potrebbero essere idonee adeguate campagne promozionali promosse dal Ministero della Salute.
Un’ultima riflessione concerne la figura dello Psicologo di base, più volte invocata dal Presidente dell’Ordine e da anni attesa dalle migliaia di Psicologi italiani. Potrebbe rappresentare una svolta nel mercato occupazionale. Potrebbe essere la vera occasione per far conoscere la nostra figura al cittadino (che tra Psicologo, Psichiatra, Psicoterapeuta e pure Counselor non riesce ad avere la minima chiarezza) sminuendo la paura e la vergogna che ancora, in tanti Paesi, si associano alla nostra professione. Potrebbe diventare il metodo giusto per garantire la collaborazione con il medico di base, grazie al dialogo aperto tra professionisti che hanno in cura gli stessi pazienti e si consultano per le diagnosi e le terapie. Potrebbe rappresentare una crescita in termine di benessere socio-individuale e, nel lungo termine, una riduzione di spesa per il sistema sanitario.
Tutto questo però rimane nel regno del “potrebbe”…
Perché non si sta ottenendo nulla in questa direzione? Che cosa impedisce che la figura dello Psicologo di base diventi realtà? Con dispiacere, riteniamo che la risposta sia da ricercare in quanto già detto. Finché non riusciremo a fare qualcosa per difendere la nostra categoria professionale, per far riconoscere il nostro ruolo, per urlare i nostri diritti, rischiamo di restare in questo limbo popolato da figure egregiamente preparate e specializzate che si adattano a qualsiasi tipo di lavoro non potendo spendere sul campo quanto appreso.
Per tutto questo, confidiamo in questa lettera, auspicando che tutte le nostre richieste e osservazioni non restino nel magico mondo dell’utopia ma che diventino, finalmente, un’occasione per essere riconosciuti per quello che siamo e che amiamo essere. Psicologi.
Psicologi Italiani iscritti ai vari Ordini Regionali
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Riferimento: Sfogo contro il sistema medicalizzato
Citazione:
Originalmente inviato da
cecimarghe
Intorno semmai :approved:
I medici possono fare gli psicoterapeuti anche da noi: tutte le scuole di specializzazione private garantiscono l'accesso ai medici e nessuno mi pare stia contestando questo. Qui si sta parlando di una specializzazione in psicologia clinica o in psicologia della salute (che forniscono anche il titolo di psicoterapeuta, ma non solo!): a me non suona così astruso pensare che possano essere a pieno titolo una NOSTRA specializzazione. Mi suonava molto più incoerente il fatto che per la stessa identica specializzazione, anni fa, il medico potesse aver diritto ad una borsa di studio che invece a noi veniva negata.
Non si tratta di vittimizzarsi o peccare di sentimenti di inferiorità o malcelata superiorità: dignità professionale, riconoscimento di competenze differenti ma integrabili, correttezza nell'attribuzione dei ruoli e dei compensi, forse sono concetti più idonei.