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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Non mi riferivo a te, ma a chi opera senza competenze adeguate.
Tu fai Counseling? In Mediazione familiare? O altro?
Io lavoro per una cooperativa che ha in gestione alcuni sportelli nei servizi pubblici.
Lavorando al pubblico sono a contatto con tipi di utenza diversi, che poi indirizzo ai servizi spacialistici, ma in passato ho lavorato in progetti con gli immigrati, in una struttura per senza fissa dimora,con i minori a rischio, sempre per la mia cooperativa e anche in un comune ( a termine :divina: ) area aiuto alle famiglie
Non sempre vengono da me persone con problemi profondi, a volte solo persone che hanno bisogno di consigli e consulenze, di essere indirizzati o solo di essere ascoltati in questo senso e in questi casi io faccio " counseling"
Sto seguendo adesso un corso di mediazione familaire e sto raccogliendo informazioni riguardo la libera professione perchè nel privato sociale ahimè il guadagno è limitato.
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
però lo psicologo e/o psicoterapeuta che ha sbagliato subirà conseguenze legali proprio perché esiste un albo degli psicologi, e i clienti saranno tutelati.
Ciò non vale per i counselor che provengono da percorsi diversi
Mi sembra che per tutti e due c'è voluta la denuncia del paziente (o pazienti, visto c'era di mezzo una famiglia), mi avrebbe fatto più piacere sapere che i due "colleghi" (tra loro, non con me) fossero stati denunciati da colleghi dello studio o altri...non dal paziente che è utente finale del servizio, cioè che è colui che non dovrebbe provare sulla propria pelle, la follia di un c.d. Counselor (non era in alcun modo un Counselor, per la formazione e tutto il resto) con deliri di onnipotenza.
Io temo, invece, (temo rispetto all'aspettativa generale dei 3D della "condanna, finalmente!"...che porterà giustizia per tutti e spazzerà via tutti i Counselor...) che lo psicologo-psicoterapeuta si riciclerà tranquillamente perchè esiste un Albo e l'altro "suo amico" si riciclerà tranquillamente, magari come Counselor psicologico (perchè oggi Psicologo laureato e iscritto all'Albo). L'Albo dovrebbe essere una garanzia per l'utente , sia riguardo alla formazione, competenze ed etica dello psicologo-psicoterapeuta e sia nel senso che sicuramente non sarà lui/lei ad agevolare un sedicente Counselor. Questa condanna (solo in primo grado, per ora) prova il contrario: non è valso a nulla come deterrente.
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
ce ne saranno sicuramente counselor onesti e corretti [...] E poi siamo sicuri che un counselor che fa solo il counselor riuscirà ad avere abbastanza clienti da mantenere un proprio studio privato solo con interventi di counseling?
Come Te, anch'io senza nessuna reticenza (perchè non ne ho bisogno) faccio il mio caso: io non lavoro solo con il Counseling individuale, ma se mi viene richiesto ed io verifico che si tratta di un caso trattabile con il Counseling, allora lo prendo in carico, ma non ho nessuna pretesa di "mantenere uno studio privato" di Counseling o Coaching (serio, vero, non altro).
Citazione:
SE il counselor può compiere interventi solo interventi in situazioni " normali" cioè senza forte disagio quanti clienti saranno disposti a spendere per un intervento di couseling???
Non capisco questo tentativo di "marketing plan"...vuoi dire che sono più numerosi quelli a "forte disagio"?? Se anche fosse, se ho l'etica (dentro e non scritta su un pezzo di carta), allora tratterò solo quelli in situazioni che Tu definisci "normali" e quelli me ne manderanno altri in situazioni c.d. "normali". Si lavorerà secondo il modello del Counseling - ecco perchè quello era un falso Counselor (parole mie, stavolta) - cioè sicuramente "time-limited" (limitato nel tempo). In alcun modo non sarò mai tentato, perchè l'ho integrato nel mio modo di essere, di trattenere un cliente, se è vera come è vera la definizione di Rogers che avete citato, oppure ancora più grave di trovarmi casi più difficili, metodologicamente lontani dal Counseling, magari anni luce
come ha fatto lo studente di Psicologia (sedicente Counselor)...se lo è cercato il caso...una famiglia con problemi del genere non cerca solitamente un Counselor, tant'è che c'è voluto un "intermediario" (iscritto all'Albo).
Ti faccio un semplice esempio: si presenta a me un collega Counselor che non riesce decidere "del suo lavoro" e ci vediamo solo per due volte. Poi mi dice che è riuscito a riorganizzare i suoi obiettivi e che il Counseling sarà in cima alla lista e che ha trovato anche un buon supervisore (psicoterapeuta-didatta), mi ringrazia e non ci vediamo più...ragazzi questo è un caso di Counseling (forse al limite del Coaching), questo è vero Counseling, non perchè l'ho fatto io, ma perchè ci sono filmati (on line, andate a vedere e verificate) in cui Carl Rogers dimostra la stessa cosa con una donna, con difficoltà di "organizzare" i propri affetti, che lui incontra solo tre volte e quella dopo un anno torna per un feedback che lascia "senza parole" e senza dubbi, di nessun tipo.
Sì, di nessun tipo: cioè se, eventualmente, si fosse trattato di psicoterapia (che Rogers avrebbe potuto cominciare, se solo avesse voluto) o Counseling.
Per me questa è la prova, oltre a un insegnamento senza pari, che il Counseling onesto intellettualmente esiste! Come in tutto il mondo (ma, attenti a non citare gli "americani"...).
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
e che ha trovato anche un buon supervisore (psicoterapeuta-didatta)
Questo comunque resta un bel paradosso, perchè il counsellor dovrebbe andare in supervisione da uno psicoterapeuta?
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Riferimento: Condanna penale counselor
sono perplesso. Sembra che Rogers stia prenderndo il posto di Freud. Fra un po' tutti saranno esperti di Rogers come negli ultimi decenni lo sono stati di Freud.
Ci saranno film di Woody Allen su Rogers, riviste che invece dell'oroscopo parlano del potenziale rogersiano (invece dell'inconscio freudiano) e così via. ..questa è una mia impressione :dunno:
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Riferimento: Condanna penale counselor
Io non dubito, ma resta il fatto che anche la psicologia insegna che spesso all' utente (che orrenda parola) o meglio, persona umana, che si trova in difficoltà e consulta uno psicologo clinico per capire se e decidere come affrontare i suoi problemi, spesso, già dopo i chiarimenti o le interazioni dei primi due o tre incontri, quando non di uno iniziale, in certi casi, afferma e spesso si sente, già meglio. Dietro questa affermazione, che c'é, a volte? Inoltre che potrebbe essere accaduto durante un anno dopo il quale avviene un follow up, come normali eventi di vita positivi e negativi? Quali scelte ulteriori ptrebbero essere state fatte?
Non parliamo però di persone già consapevoli di certe possibilità perché loro materia - neppure in termini psicologici, seppure in molti casi é piuttosto diverso - ma di persone che quotidianamente ai rivolgono ad altri per chiedere aiuto, consigli, orientamenti, anche con l'intenzione di iniziare un percorso e poi, uno o due incontri, stanno megio o hanno preso le loro decisioni effettive, quelle dichiarate.
La psicologia in questo, per chi la studia e sa studiare, fornisce ottimi insegnamenti, almeno fino a poco tempo fa.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Come Te, anch'io senza nessuna reticenza (perchè non ne ho bisogno) faccio il mio caso: io non lavoro solo con il Counseling individuale, ma se mi viene richiesto ed io verifico che si tratta di un caso trattabile con il Counseling, allora lo prendo in carico, ma non ho nessuna pretesa di "mantenere uno studio privato" di Counseling o Coaching (serio, vero, non altro).
Non capisco questo tentativo di "marketing plan"...vuoi dire che sono più numerosi quelli a "forte disagio"?? Se anche fosse, se ho l'etica (dentro e non scritta su un pezzo di carta), allora tratterò solo quelli in situazioni che Tu definisci "normali" e quelli me ne manderanno altri in situazioni c.d. "normali". Si lavorerà secondo il modello del Counseling - ecco perchè quello era un falso Counselor (parole mie, stavolta) - cioè sicuramente "time-limited" (limitato nel tempo). In alcun modo non sarò mai tentato, perchè l'ho integrato nel mio modo di essere, di trattenere un cliente, se è vera come è vera la definizione di Rogers che avete citato, oppure ancora più grave di trovarmi casi più difficili, metodologicamente lontani dal Counseling, magari anni luce
come ha fatto lo studente di Psicologia (sedicente Counselor)...se lo è cercato il caso...una famiglia con problemi del genere non cerca solitamente un Counselor, tant'è che c'è voluto un "intermediario" (iscritto all'Albo).
Ti faccio un semplice esempio: si presenta a me un collega Counselor che non riesce decidere "del suo lavoro" e ci vediamo solo per due volte. Poi mi dice che è riuscito a riorganizzare i suoi obiettivi e che il Counseling sarà in cima alla lista e che ha trovato anche un buon supervisore (psicoterapeuta-didatta), mi ringrazia e non ci vediamo più...ragazzi questo è un caso di Counseling (forse al limite del Coaching), questo è vero Counseling, non perchè l'ho fatto io, ma perchè ci sono filmati (on line, andate a vedere e verificate) in cui Carl Rogers dimostra la stessa cosa con una donna, con difficoltà di "organizzare" i propri affetti, che lui incontra solo tre volte e quella dopo un anno torna per un feedback che lascia "senza parole" e senza dubbi, di nessun tipo.
Sì, di nessun tipo: cioè se, eventualmente, si fosse trattato di psicoterapia (che Rogers avrebbe potuto cominciare, se solo avesse voluto) o Counseling.
Per me questa è la prova, oltre a un insegnamento senza pari, che il Counseling onesto intellettualmente esiste! Come in tutto il mondo (ma, attenti a non citare gli "americani"...).
Non sono io a definirle " normali" ma Fabio Folgheraiter che è un docente e studioso dei più prestigiosi a proposito della metodologia del servizio sociale
( non sarà Rogers ma è uno dei massimi esperti del nostro campo)
e li definisce in questo suo articolo "situazioni di vita ordinarie" e "sitazioni nornmali" per distinguerle da altre situazioni "connotate da marchio stigmatizzante" cioè di gravità sociale tale da non poter essere trattate con un approccio di tipo rogersiano.
Detto questo, esisterà di sicuro il counselling onesto, ma ce n'è veramente bisogno in ITalia? Mah...su questo ho i miei forti dubbi.....
Modeler, scusa se vado nel personale, ma tu che lavoro fai oltre al couselor?
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Riferimento: Condanna penale counselor
Tratto dalle voci " counseling" e " storia del counseling" di Wikipedia
"Il Italia si possono rintracciare attività affini al counseling nella storia dell'assistenza sociale[7] che ha inizio intorno agli anni '20.
Tali iniziative assistenziali, formalmente costituitesi nel 1929[8] hanno un carattere prettamente filantropico e volontario. Nello stesso periodo nascono le prime scuole-convitto - esclusivamente femminili - per assistenti sociali.
A partire dagli anni '50 iniziano a svilupparsi scuole aperte anche a diplomati di sesso maschile. Intorno agli anni '70 alcune scuole di formazione in psicoterapia iniziano a formare figure professionali orientate alla relazione e centrate sull'individuo, pur tuttavia non avendo ancora una definizione di competenza
Vorrei far notare a chi a scritto queste voci di Wikipedia che ha fatto coincidere la storia del counseling in Italia con la " Storia dell'assistenza sociale" ( di questo parla)
che non è assolutamente corretto far risalire il counseling alle prime scuole di servizio sociale, poichè noi:
- non ci siamo estinti nel 1950 ma esistiamo ancora come assitenti sociali per cui non sono i couselor che hanno ereditato il nostro percorso di nascita professionale
- non siamo diventati counselor ma abbiamo ancora le nostre scuole che sono diventate facoltà universitarie
- abbiamo un nostro albo professionale e un nostro ordine che è totalmente distinto dai counselors
quindi credo che sia TOTALMENTE FAZIOSO far risalire la nascita del counseling alle nostre prime scuole di servizio sociale. Quella è la storia della nostra professione nonla storia del couseling!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Tratto dalle voci " counseling" e " storia del counseling" di Wikipedia
"Il Italia si possono rintracciare attività affini al counseling nella storia dell'assistenza sociale[7] che ha inizio intorno agli anni '20.
Tali iniziative assistenziali, formalmente costituitesi nel 1929[8] hanno un carattere prettamente filantropico e volontario. Nello stesso periodo nascono le prime scuole-convitto - esclusivamente femminili - per assistenti sociali.
A partire dagli anni '50 iniziano a svilupparsi scuole aperte anche a diplomati di sesso maschile. Intorno agli anni '70 alcune scuole di formazione in psicoterapia iniziano a formare figure professionali orientate alla relazione e centrate sull'individuo, pur tuttavia non avendo ancora una definizione di competenza
Vorrei far notare a chi a scritto queste voci di Wikipedia che ha fatto coincidere la storia del counseling in Italia con la " Storia dell'assistenza sociale" ( di questo parla)
che non è assolutamente corretto far risalire il counseling alle prime scuole di servizio sociale, poichè noi:
- non ci siamo estinti nel 1950 ma esistiamo ancora come assitenti sociali per cui non sono i couselor che hanno ereditato il nostro percorso di nascita professionale
- non siamo diventati counselor ma abbiamo ancora le nostre scuole che sono diventate facoltà universitarie
- abbiamo un nostro albo professionale e un nostro ordine che è totalmente distinto dai counselors
quindi credo che sia TOTALMENTE FAZIOSO far risalire la nascita del counseling alle nostre prime scuole di servizio sociale. Quella è la storia della nostra professione nonla storia del couseling!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Prova a tirare un pò le somme.....
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Io non dubito, ma resta il fatto che anche la psicologia insegna che spesso all' utente (che orrenda parola) o meglio, persona umana, che si trova in difficoltà e consulta uno psicologo clinico per capire se e decidere come affrontare i suoi problemi, spesso, già dopo i chiarimenti o le interazioni dei primi due o tre incontri, quando non di uno iniziale, in certi casi, afferma e spesso si sente, già meglio. Dietro questa affermazione, che c'é, a volte? Inoltre che potrebbe essere accaduto durante un anno dopo il quale avviene un follow up, come normali eventi di vita positivi e negativi?
Che debbo dire?? Del miglioramento iniziale ne sapevo anch'io (me lo hanno insegnato al Corso di Counseling triennale, non all'Università), poi, se anche Rogers si sia sbagliato nel caso di specie, non ne ho idea. Forse è un filmato-"hype", costruito, finto. Tipo <<Capricorn one>>, sempre gli "americani" c'erano di mezzo. Però che film!
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Non sono io a definirle " normali" ma Fabio Folgheraiter che è un docente e studioso dei più prestigiosi a proposito della metodologia del servizio sociale
(non sarà Rogers ma è uno dei massimi esperti del nostro campo)
E', infatti, non era scritto in senso offensivo o provocatorio. Anzi se è un grande studioso, a maggior ragione è valida la sua asserzione.
Citazione:
Detto questo, esisterà di sicuro il counselling onesto, ma ce n'è veramente bisogno in ITalia? Mah...su questo ho i miei forti dubbi.....
Grazie della citazione-simbolica la "IT" come iniziale di ITalia, sono orgogliosamente Italiano, ma credo che per migliorare la c.d. mentalità italiana (anche professionale, che ben appare da questi 3D sul Counseling e la "condanna" penale...) ci si potrebbe rivolgere (per valutarle) ad aspetti altre mentalità di altre culture occidentali (es. anglosassone). Infatti, ci sono altri 3D di colleghi che si stanno informando per trovare lavoro all'estero, questo vuol dire che quelle culture non sono incompatibili con la nostra.
Citazione:
Modeler, scusa se vado nel personale, ma tu che lavoro fai oltre al couselor?
Da venti anni faccio formazione degli adulti nelle aziende; da 12 mi occupo di formazione manageriale, selezione e Change management. A 11 anni fa risale il mio primo Corso in PNL negli Stati Uniti (maledetti americani...), poi nel 2002 la certificazione di Trainer con Richard Bandler (quindi, vera). Nel 2001 ho conseguito il diploma triennale di Counselor (vero, nessun Corso biennale da addurre artatamente come "di Counseling"). Ora sono laureando in Psicologia e sto pubblicando un libro su "Modellamento e Counseling".
Ma, può darsi, che ho sbagliato tutto: forse per la mentalità "italiana" bastava un biglietto da visita con su scritto "Counselor" o solo "Studio........" (perchè il Counselor è una professione non regolamentata, quindi lo può scrivere anche chi non lo è...) e un bell'amico psicoterapeuta e poi si può fare di tutto in Italia (ad es. una bella certificazione finta di percorso psicoterapeutico, mai eseguito). Poi, la cosa più importante sono avere un appoggio (una tutela di comodo), i titoli e tanto pelo sullo stomaco. Ma la prima cosa sono i titoli, poi viene il resto, compreso quello che per me (ma mi rendo conto che sono "controcorrente") viene e verrà per sempre per primo: le competenze. Insieme al cliente chiunque esso sia: azienda o singolo. Mi rendo conto che è uno strano modo di concepire la professionalità, In Italia. Mai guardare agli altri paesi: scommetto che in America se uno falsamente e coscientemente fa quello che è capitato da noi...altro che due mesi e 500 Euro di multa...altro che riciclarsi...là Ti fanno passare la voglia. Sono un po' fissati con le regole e le fanno rispettare.
Ma mai guardare oltre confine.
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Riferimento: Condanna penale counselor
In Italia ci sono gli ordini professionali, e gli esami di stato, in molti pensano che sono poco utili, che sarebbero da abolire. Beh....finchè ci saranno è giusto che certe prefessioni normate siano svolte solo da chi è iscritto ad un albo e paga per questa iscrizione.
Semplicemente giustizia. L'esame di stato costa soldi e tempo, l'iscrizione all'albo annuale anche a qualcosa dovranno servire.
Non possiamo paragonare la situazione con altre realtà dove non esistono gli ordini professionali.
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
In Italia ci sono gli ordini professionali, e gli esami di stato, in molti pensano che sono poco utili, che sarebbero da abolire. Beh....finchè ci saranno è giusto che certe prefessioni normate siano svolte solo da chi è iscritto ad un albo e paga per questa iscrizione.
Non mi sembra che c'entri con quello che ho scritto.
Se c'è un Ordine (mi riferivo a quello degli Psicologi) che non vigila e non fa rispettare le violazioni, tanto che deve intervenire da ultimo livello la legge
rispetto alla denuncia di un paziente. Allora a che serve??
In ogni caso in Europa sapevo che il 2010 è il termine dato all'Italia per l'abolizione degli Ordini. Forse l'hanno prorogato?
Citazione:
Semplicemente giustizia. L'esame di stato costa soldi e tempo, l'iscrizione all'albo annuale anche a qualcosa dovranno servire.
E' ciò che ho sostenuto anch'io: anche la formazione ha un costo, eppure
uno Psicologo (l'ipnoterapeuta-mago, in cerca d'autore) insegnava PNL anche lui, dopo aver visto la mala parata...a quale titolo?? La formazione costa.
Il sedicente "Counselor" dei fatti di MI, aveva frequentato un Corso che nn c'entrava nulla col Counseling, perchè si è presentato come Counselor?? Io la formazione l'ho pagata come Te, ma se mancano gli scrupoli di affrontare un caso "da psicoterapia", pensa a quello che gliene frega di presentare un biglietto da visita con su scritto "Counselor...+aggettivo" o "Studio......." con sotto anche il suo nome o altro.
Citazione:
Non possiamo paragonare la situazione con altre realtà dove non esistono gli ordini professionali
Perchè no? Io ho scritto di "valutare" altre realtà... magari per ispirarsi ad aspetti di tutela più forti della nostra. Se in un luogo non ci sn gli Ordini, ma ci sono Associazioni di garanzia che si fanno rispettare. Mi interessebbe sapere come fanno. Forse a Te no. Forse l'Albo degl i AS funziona bene. Sulla tutela di quello degli Psicologi ho dei dubbi.
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Riferimento: Condanna penale counselor
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Perchè no? Io ho scritto di "valutare" altre realtà... magari per ispirarsi ad aspetti di tutela più forti della nostra. Se in un luogo non ci sn gli Ordini, ma ci sono Associazioni di garanzia che si fanno rispettare. Mi interessebbe sapere come fanno. Forse a Te no. Forse l'Albo degl i AS funziona bene. Sulla tutela di quello degli Psicologi ho dei dubbi.
Premesso che é proprio l'Ordine della Lombardia - cosa che mi sembra non sia risaltata oppure é stata ignorata, qui - che da tempo sta in realtà conducendo finalmente indagini e lotta all'abusivismo ai fini della tutela delle persone che si rivolgono alla nostra categoria e della professione dei veri psicologi;
a me, invece interessa, questo aspetto diverso di tutela in altri paesi privi di Ordini Professionali. Quali sono e come agiscono, queste Associazioni di garanzia? Chi, come, cosa garantiscono? Su entrambi i fronti? Cosa chiedono in cambio? A parte la serietà e l'etica, il che é ovvio o almeno, dovrebbe esserlo; ci sono ed in caso quali sono, degli standard previsti e richiesti? Perché se così fosse e come, dovrebbero essere esportati ed importati in Italia?
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Riferimento: Condanna penale counselor
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IT_Modeler
Non mi sembra che c'entri con quello che ho scritto.
Se c'è un Ordine (mi riferivo a quello degli Psicologi) che non vigila e non fa rispettare le violazioni, tanto che deve intervenire da ultimo livello la legge
rispetto alla denuncia di un paziente. Allora a che serve??
In ogni caso in Europa sapevo che il 2010 è il termine dato all'Italia per l'abolizione degli Ordini. Forse l'hanno prorogato?
E' ciò che ho sostenuto anch'io: anche la formazione ha un costo, eppure
uno Psicologo (l'ipnoterapeuta-mago, in cerca d'autore) insegnava PNL anche lui, dopo aver visto la mala parata...a quale titolo?? La formazione costa.
Il sedicente "Counselor" dei fatti di MI, aveva frequentato un Corso che nn c'entrava nulla col Counseling, perchè si è presentato come Counselor?? Io la formazione l'ho pagata come Te, ma se mancano gli scrupoli di affrontare un caso "da psicoterapia", pensa a quello che gliene frega di presentare un biglietto da visita con su scritto "Counselor...+aggettivo" o "Studio......." con sotto anche il suo nome o altro.
Perchè no? Io ho scritto di "valutare" altre realtà... magari per ispirarsi ad aspetti di tutela più forti della nostra. Se in un luogo non ci sn gli Ordini, ma ci sono Associazioni di garanzia che si fanno rispettare. Mi interessebbe sapere come fanno. Forse a Te no. Forse l'Albo degl i AS funziona bene. Sulla tutela di quello degli Psicologi ho dei dubbi.
Modeler, continui a citare fatti singoli, conoscenze personali, sicuramente elementi sui quali non si può darti torto, ma che poco portano alla questione centrale di questa discussione,
Il fatto che tu abbia conosciuto uno psicologo che insegnava la PNL senza averla imparata cosa comporta? Nulla....
Potrebbe al limite essere interessante per fare un confronto sapere quanti counselor con il solo diploma di maturità operano in Italia, e quanti psicologi poco onesti o che fanno male il loro lavoro ci sono iscritit agli ordini. ( lo so una statistica del genere non è verosimile poichè gli psicologi sono migliaia) Idem per Assistenti Sociali.
Quanti fanno questa professione con grande passione e rispetto per gli utenti? ( noi guadagniamo anche poco, molto meno degli psicologi, se non avessimo amore per il nostro lavoro...) Eppure ho conosciuto assitenti sociali cialtroni e poco compententi. Gli incompetenti ci sono in ogni professione, credo che la poca onesta di qualcuno sia un fenomeno inevitabile.
Ma che questo non vada a intaccare l'integrità di una intera categoria.
Perchè si può diventare counselor senza aver fatto gli studi universitari? perchè è l'unica professione d'aiuto che si può fare solo con un diploma?
Perchè- vorrei chiedere a un counselor con uno studio - hai scelto questa professione e non la psicologia o il servizio sociale?
Personalmente l'unica counselor che conosco è una mia cara amica che dopo aver preso il diploma a una scuola triennale di counseling si è iscritta all'università (servizio sociale) a 27 anni, perchè, mi disse, il corso di couseling da solo serve poco. Certo può darsi che ci siano conrsi migliori.
Ma con il relativismo si va poco lontani.
E' chiaro che ci possano essere dei counselor più onesti alcuni psicologi iscirtti all'albo( come quello che è stato denunciato insieme al counselor)
è chiaro che ci possono essere degli assitenti sociali poco bravi e dei couselor bravissimi.
In questo modo si relativizza tutto.
Ci possono- anche- essere inferimieri che curano meglio di alcuni medici....o dei muratori con maggiore esperienza di un geometra giovane.....
allora aboliamo le università, aboliamo gli ordini, e apriamo tutti i lavori al " libero mercato" perchè di questo si tratta, di mercato.
Dire " Counselor" può apparire più moderno, più adatto ad attirare una clinetela che identifica lo psicologo col "medico dei matti"
E allora ho deciso, appena apro il mio studio privato invece di scrivere assitente sociale ( che suona male, sa di disagio) ci metto su una bella targhetta con su scritto
" Monidal - Counselor professionista" :D:tajo:
Quanto agli ordini non so se li aboliranno nel 2010. Mi sembra strano dal momento che ci sono già le date per l'esame di stato per assitenti sociale albo A e B per dicembre 2009
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Riferimento: Condanna penale counselor
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Originalmente inviato da
monicadal
Modeler, continui a citare fatti singoli, conoscenze personali, sicuramente elementi sui quali non si può darti torto, ma che poco portano alla questione centrale di questa discussione,
Il fatto che tu abbia conosciuto uno psicologo che insegnava la PNL senza averla imparata cosa comporta? Nulla....
Cito i fatti e le mie esperienze, invece che generalizzazioni, e la mia pelle come quella del cliente (oltre che i soldi per la formazione che hai citato anche Tu) ha un valore. Conta almeno come quella degli altri colleghi. Uno Psicologo-psicoterapeuta se è senza scrupoli nel farsi "passare" come "esperto PNL", perchè ne dovrebbe avere di più con il proprio paziente...vedi il "collega" (della sua risma) denunciato e condannato (solo in primo grado, per ora).
Citazione:
Potrebbe al limite essere interessante per fare un confronto sapere quanti counselor con il solo diploma di maturità operano in Italia, e quanti psicologi poco onesti o che fanno male il loro lavoro ci sono iscritit agli ordini. ( lo so una statistica del genere non è verosimile poichè gli psicologi sono migliaia)
Ti sei data la risposta da sola. Incontro anche persone poco preparate in giro, ma molto ben tutelate...difficilmente qualcuno testimonierà che "non è bravo" o "non è competente" (la c.d. "bravura" è differente dalla competenza, perchè in questo caso dovrebbe contare anche la formazione, l'esperienza e i risultati). Invece di: ormai è nella scuola da anni...; è figlio/a di...; è assistente universitario...+figlio del Prof...; ecc.
Citazione:
Gli incompetenti ci sono in ogni professione, credo che la poca onesta di qualcuno sia un fenomeno inevitabile.
Ma che questo non vada a intaccare l'integrità di una intera categoria.
Monica, semplicemente, se la competenza=possedere il titolo come sembra sia in Italia, allora è molto difficile tutelare "la qualità del servizio" e il cliente (compresi i pazienti, che infatti nel caso di MI si sono dovuti tutelare da soli...) e ciò che si tutela apparentemente è la categoria. Ma, apparentemente, perchè, oltre alle sentenze, esiste anche in questo campo il "passaparola negativo", ma quando questo accade è già un danno per l'intera categoria. Il danno, infatti, dalla sentenza è anche per i Counselor corretti e onesti, così come per gli psicoterapeuti onesti.
Il danno di uno che insegna "abusivamente" (cioè senza la minima esperienza) PNL o Gestalt e, avendo fatto valere solo il suo titolo, i partecipanti uscendo diranno <<la PNL non vale niente...>> - il danno è fatto per tutti coloro che si sono formati seriamente, non per lui/lei, perchè cambierà dicitura sul bilgietto da visita e il gioco è fatto.
Citazione:
perchè è l'unica professione d'aiuto che si può fare solo con un diploma?
Io ho già una Laurea alle spalle e questa per me è la seconda. Ma di Counselor diplomati che esercitano come Counselor, ne ho visti ben pochi (in aula dal 2001 a oggi ne ho conosciuti almeno un paio di centinaia, ma la statistica pubblica non l'ho fatta, perchè i dati personali, come saprai, sono tutelati dalla legge).
Citazione:
Perchè- vorrei chiedere a un counselor con uno studio - hai scelto questa professione e non la psicologia o il servizio sociale?
Io gli unici Counselor che conosco con attività propria lo fanno part-time e si contano sulle dita di una mano. Una sola mia collega ha lasciato il suo lavoro e ora è laureanda in Psicologia come me.
Citazione:
è chiaro che ci possono essere degli assitenti sociali poco bravi e dei couselor bravissimi. In questo modo si relativizza tutto.
A me sembra che sia la realtà a essere "relativa" e non assoluta.
Non si tratta di confrontare categorie vs. altre, ma coloro che ci stanno dentro. E da quanto sopra, secondo me, poco competenza alla fine "relativizza" (stavolta le parole sono mie) anche l'etica...cioè si dirà:
<< ma si va, faccio fare un po' di esperienza a questo figlio di.../amico di..., in fondo cosa potrà succedermi?>>
Citazione:
allora aboliamo le università, aboliamo gli ordini
Io riguardo all'Università non l'ho mai proposto, nè mai pensato. Riguardo gli Ordini professionali,
il libero mercato è già in Europa, anzi è l'Europa che dai Trattati del 1957, è fondata sul libero mercato.
Citazione:
E allora ho deciso, appena apro il mio studio privato invece di scrivere assitente sociale ( che suona male, sa di disagio) ci metto su una bella targhetta con su scritto
" Monidal - Counselor professionista"
E' quello che fanno in parecchi e io ho aggiunto che altri hanno, preso l'esempio, scrivono allora "Coach" senza nessun titolo o formazione oppure "Esperto PNL -motivatore", senza nessun titolo o formazione, ecc. - cioè la tipica furbizia italiana, a catena.
Citazione:
Quanto agli ordini non so se li aboliranno nel 2010. Mi sembra strano dal momento che ci sono già le date per l'esame di stato per assistenti sociale albo A e B per dicembre 2009
L'Italia rispetto alla regolamentazione europea delle professioni è in ritardo da anni e anni. Poi, saprai meglio di me, la furbizia della società civile si estende (all'ennesima potenza) anche alla politica...<<Se non ci sono gravi penali per il paese...lasciamo tutto com'è...così nessuna categoria potrà lamentarsi!>>.
E magari qualche politico, leggendo o assistendo a questa "querelle", si farà una risata e dirà <<Lasciamoli scannare fra loro...>>.
Lo stesso Machiavelli non è nato mica in America, ma in Italia [<<Un giorno volpe, un giorno leone>> - Il Principe, N. Machiavelli]
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IT_Modeler
Cito i fatti e le mie esperienze, invece che generalizzazioni, e la mia pelle come quella del cliente (oltre che i soldi per la formazione che hai citato anche Tu) ha un valore. Conta almeno come quella degli altri colleghi. Uno Psicologo-psicoterapeuta se è senza scrupoli nel farsi "passare" come "esperto PNL", perchè ne dovrebbe avere di più con il proprio paziente...vedi il "collega" (della sua risma) denunciato e condannato (solo in primo grado, per ora).
Ti sei data la risposta da sola. Incontro anche persone poco preparate in giro, ma molto ben tutelate...difficilmente qualcuno testimonierà che "non è bravo" o "non è competente" (la c.d. "bravura" è differente dalla competenza, perchè in questo caso dovrebbe contare anche la formazione, l'esperienza e i risultati). Invece di: ormai è nella scuola da anni...; è figlio/a di...; è assistente universitario...+figlio del Prof...; ecc.
Monica, semplicemente, se la competenza=possedere il titolo come sembra sia in Italia, allora è molto difficile tutelare "la qualità del servizio" e il cliente (compresi i pazienti, che infatti nel caso di MI si sono dovuti tutelare da soli...) e ciò che si tutela apparentemente è la categoria. Ma, apparentemente, perchè, oltre alle sentenze, esiste anche in questo campo il "passaparola negativo", ma quando questo accade è già un danno per l'intera categoria. Il danno, infatti, dalla sentenza è anche per i Counselor corretti e onesti, così come per gli psicoterapeuti onesti.
Il danno di uno che insegna "abusivamente" (cioè senza la minima esperienza) PNL o Gestalt e, avendo fatto valere solo il suo titolo, i partecipanti uscendo diranno <<la PNL non vale niente...>> - il danno è fatto per tutti coloro che si sono formati seriamente, non per lui/lei, perchè cambierà dicitura sul bilgietto da visita e il gioco è fatto.
Io ho già una Laurea alle spalle e questa per me è la seconda. Ma di Counselor diplomati che esercitano come Counselor, ne ho visti ben pochi (in aula dal 2001 a oggi ne ho conosciuti almeno un paio di centinaia, ma la statistica pubblica non l'ho fatta, perchè i dati personali, come saprai, sono tutelati dalla legge).
Io gli unici Counselor che conosco con attività propria lo fanno part-time e si contano sulle dita di una mano. Una sola mia collega ha lasciato il suo lavoro e ora è laureanda in Psicologia come me.
A me sembra che sia la realtà a essere "relativa" e non assoluta.
Non si tratta di confrontare categorie vs. altre, ma coloro che ci stanno dentro. E da quanto sopra, secondo me, poco competenza alla fine "relativizza" (stavolta le parole sono mie) anche l'etica...cioè si dirà:
<< ma si va, faccio fare un po' di esperienza a questo figlio di.../amico di..., in fondo cosa potrà succedermi?>>
Io riguardo all'Università non l'ho mai proposto, nè mai pensato. Riguardo gli Ordini professionali,
il libero mercato è già in Europa, anzi è l'Europa che dai Trattati del 1957, è fondata sul libero mercato.
E' quello che fanno in parecchi e io ho aggiunto che altri hanno, preso l'esempio, scrivono allora "Coach" senza nessun titolo o formazione oppure "Esperto PNL -motivatore", senza nessun titolo o formazione, ecc. - cioè la tipica furbizia italiana, a catena.
L'Italia rispetto alla regolamentazione europea delle professioni è in ritardo da anni e anni. Poi, saprai meglio di me, la furbizia della società civile si estende (all'ennesima potenza) anche alla politica...<<Se non ci sono gravi penali per il paese...lasciamo tutto com'è...così nessuna categoria potrà lamentarsi!>>.
E magari qualche politico, leggendo o assistendo a questa "querelle", si farà una risata e dirà <<Lasciamoli scannare fra loro...>>.
Lo stesso Machiavelli non è nato mica in America, ma in Italia [<<Un giorno volpe, un giorno leone>> - Il Principe, N. Machiavelli]
Questo tuo metodo di rispondere a un discorso smontando ongi singola frase è dispersivo al massimo e ci vuole molto tempo per seguirlo.
Ad ogni modo non riesci a convincermi. Forse perchè ho poco tempo per leggere i tuoi lunghissimi interventi.
Solo una cosa voglio dire:
se io scrivo sul mio biglietto da visita " Monidal - couselor" non si tratta di furbizia italiana. Non mi approprio di un titolo che non mi spetta.
Io sono abilitato a fare counseling anche senza nessun corso.
Motivare le persone al cambiamento è già il mio lavoro per il quale sono qualificata dalla legge italiana e che faccio tutti i giorni in un servizio pubblico.
Lo posso fare in uno studio privato ma la sostanza non cambia.
Farò le stesse cose nello stesso modo. Motiverò le persone al cambiamento. Non ho bisogno del permesso di nessuno per continuare a fare il mio lavoro, non ho bisogno di nessun " certificato" pagato migliaia di euro.
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Riferimento: Condanna penale counselor
Io non comprendo perché la discussione abbia preso una pericolosa deriva... OT! Non possiamo rimanere all'oggetto del 3d?
Qui il punto è che la sentenza non condanna affatto l'attività di counseling come abusiva rispetto alla professione di psicologo.
Sarebbe interessante discutere di questo... per le discussioni infinite rispetto a tutto il resto, c'è già un (lunghissimo) 3d dedicato...
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Riferimento: Condanna penale counselor
Da un punto di vista strettamente giuridico la giudice differenzia nettamente il counseling dalla psicoterapia e, di fatto, legittima sia l'uno sia l'altra. Difficilmente l'Ordine potrà inoltre costituirsi parte civile, e inoltre c'è da notare che allo stato attuale non esiste rischio di reiterazione del reato e quindi non sussiste un reale pregiudizio per l'utenza (l'abusante non è più tale in quanto nel frattempo è diventato... psicologo!).
Peraltro tale sentenza (che, ricordiamolo, comunque è di primo grado anche se francamente non credo si procederà oltre... ma questa è una mia sensazione) è assolutamente in linea con molte altre.
Io a tutt'oggi non conosco una sola sentenza che abbia condannato un counselor per esercizio abusivo della professione di psicologo. E,a quanto ne so io, in Italia allo stato attuale esistono un altro paio di processi in corso che daranno il medesimo esito.
Giuridicamente occorre notare di come i vari Tribunali abbiamo di volta in volta riconosciuto totale autonomia alla professione di counseling, distinguendola nettamente da quella di psicologo.
La questione è (culturalmente, politicamente e giuridicamente) assai spinosa. E tutto ruota sostanzialmente attorno a due questioni:
- l'articolo 1 della 56/89 è molto vago
- in ventanni di vita la professione di psicologo non è riuscita ad accaparrarsi riserve di legge chiare (eccezion fatta per la sentenza Platè che comunque è molto restrittiva in quanto si inquadra solo all'interno della selezione del personale)
Come già detto altre mille volte, credo che i tempi siano maturi per aprire una riflessione culturale che parta dal confronto. Passare a forza per i Tribunali non mi sembra stia dando buoni esiti...
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Riferimento: Condanna penale counselor
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Originalmente inviato da
quattrostracci
La questione è (culturalmente, politicamente e giuridicamente) assai spinosa. Come già detto altre mille volte, credo che i tempi siano maturi per aprire una riflessione culturale che parta dal confronto. Passare a forza per i Tribunali non mi sembra stia dando buoni esiti...
Q/Stracci,
Ti quoto (o non capisco se 6 Tu a quotare me...).
Avevo portato la discussione sugli aspetti culturali, appunto: dalla difesa della "categoria", alle competenze che distinguono chi ci sta dentro e alla tutela delle competenze, che è anche tutela dell'utente finale (cliente o paziente che sia, che in questo caso si è dovuto tutelare da solo).
E come spesso, chi ha scarse competenze ha anche scarsa etica (strano connubio). Prima di arrivare alle sentenze, chi tutela l'utente finale?? Basta essere iscritto a un Ordine?? Se è così, ci sarà bisogno di parecchie sentenze per far pulizia sia dai Counselor disonesti, che dagli psicoterapeuti della stessa risma.
Non mi sembrava che il ragionamento fosse Off Topic.
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Da un punto di vista strettamente giuridico la giudice differenzia nettamente il counseling dalla psicoterapia e, di fatto, legittima sia l'uno sia l'altra.
Io una questione ce l'avrei, ho provato a porla ma nessuno mi ha risposto. Se, come il giudice stabilisce, counselling e psicoterapia sono nettamente differenziate, perchè allora il counsellor si rivolge ad uno psicoterapeuta per la supervisione?
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Riferimento: Condanna penale counselor
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Originalmente inviato da
quattrostracci
Come già detto altre mille volte, credo che i tempi siano maturi per aprire una riflessione culturale che parta dal confronto. Passare a forza per i Tribunali non mi sembra stia dando buoni esiti...
Se i tempi sono maturi, sarebbe ora di passare ad una discussione epistemologica, l'unica in grado di distinguere in maniera fondata lo specifico dei diversi interventi e la loro applicabilità.
Saluti
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Originalmente inviato da
monicadal
Questo tuo metodo di rispondere a un discorso smontando ongi singola frase è dispersivo al massimo e ci vuole molto tempo per seguirlo.
Ad ogni modo non riesci a convincermi. Forse perchè ho poco tempo per leggere i tuoi lunghissimi interventi.
Ho espresso solo la mia opinione e l'esperienza di anni, rispondendo a Tuo lungo intervento.
Se leggi con calma, mi sembra pure che per la maggior parte delle questioni concordo con Te.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Non mi sembrava che il ragionamento fosse Off Topic.
No, infatti non mi riferivo ai tuoi interventi.
Che gli Ordini professionali non siamo più istituzioni capaci di tutelare l'utenza, questo mi pare un dato sufficientemente scontato... attualmente gli Ordini sono solo strumenti infernali deputati ad intascare quattrini ogni anno dai propri iscritti e a fare poco o nulla per gli iscritti stessi.
Questi stessi tentativi fatti dall'Ordine (denunce, costituirsi parte civile nei processi, etc.) rappresentano né più né meno che la fase crepuscolare di un'istituzione che sta morendo e che tenta di giocarsi il tutto per tutto prima di esalare l'ultimo respiro.
Quando non si ha autorevolezza si ricorre all'autorità ( = Tribunale ), ma è da ventanni che l'Ordine degli Psicologi prende sane batoste nei Tribunali...
A nessuno verrebbe mai in mente di costituire una nuova figura professionale che abbia, tra i suoi obiettivi, quello di difendere un imputato in un tribunale. Che senso avrebbe visto che esiste già l'avvocato che è previsto dal nostro ordinamento?
E allora, il fatto che invece attorno alla psicologia siano nate molte figure limitrofe, dovrebbe far riflettere. E riflettere vuol dire aprire una discussione, non andare nei Tribunali (Ordine degli Psicologi contro il resto del mondo).
Io ho la mia spiegazione (che peraltro è da qualche anno che posto per questo forum...): l'Ordine degli Psicologi (istituzione nata già vecchia in partenza) non è stato capace di stare al passo con le istanze che la società poneva ed è peranto evidente che, quando si crea un vuoto, lo stesso viene colmato in qualche modo.
Ergo mi ripeto: non sono i counselor, i mediari familiari, chi fa coach, etc. da perseguire. Sono gli psicologi da perseguire! O meglio: la scellerata dirigenza che da ventanni goverana l'ordine...
Auspico quanto prima l'apertura di un tavolo tra ordini professionali e associazioni d categoria, sperando che questa mia non sia solo un'utopia...
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Io ho la mia spiegazione (che peraltro è da qualche anno che posto per questo forum...): l'Ordine degli Psicologi (istituzione nata già vecchia in partenza) non è stato capace di stare al passo con le istanze che la società poneva ed è peranto evidente che, quando si crea un vuoto, lo stesso viene colmato in qualche modo.
E, nel caso specifico, quale sarebbe questo vuoto che poi è stato colmato?
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Originalmente inviato da
ikaro78
Io una questione ce l'avrei, ho provato a porla ma nessuno mi ha risposto. Se, come il giudice stabilisce, counselling e psicoterapia sono nettamente differenziate, perchè allora il counsellor si rivolge ad uno psicoterapeuta per la supervisione?
Il counselor ha di fronte a se due strade: o si rivolge ad un counselor supervisore o ad uno psicoterapeuta.
In questa cosa non ci vedo niente di strano: il supervisore funge da terzo neutro tra il counselor e il suo cliente, così come il counselor è il terzo neutro tra il cliente e il suo problema.
Le questioni trattate in supervisione non sono strettamente relative alla pratica professionale (in questo caso sarebbe più opportuno parlare di supervisione professionale), quanto a come il counselor è capace di gestire la relazione.
Lo stesso accade nelle altre professioni: io spesso ho fatto supervisione a gruppi di infermieri, ma non certo supervisione professionale (so assai io come si mette un catetere...), quanto supervisione legata alla gestione delle emozioni e dei vissuti degli infermieri rispetto ai loro pazienti.
Lo stesso mi è capitato con insegnanti, assistenti sociali e counselor.
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Originalmente inviato da
ikaro78
E, nel caso specifico, quale sarebbe questo vuoto che poi è stato colmato?
Cambiamo argomento così da avere maggiore lucidità di giudizio e di critica. Prendiamo il caso della mediazione familiare.
Nel momento in cui la società pone istanze che tendono a mettere in discussione il percorso giudiziale di una separazione piuttosto che a porre l'accento sulla tutela del minore anziché sul patrimonio dei coniugi, e nel momento in cui le categorie esistenti (in questo caso gli avvocati) non sono capaci di rispondere a tali istanze si crea un vuoto. Ed ecco che questo vuoto viene colmato dalla figura del mediatore.
E' poi interessante notare di come, culturalmente, il vuoto abbia visto anche un processo normativo di colmazione (modifica dell'art. 155 del codice civile sull'affido condiviso).
Differentemente da come avviene nella pubblicità con finalità esclusive di marketing, non c'è stato - in questo caso - un tipo sveglio che prima ha inventato la mediazione e poi ha fatto nascere il bisogno della stessa tra la gente... bensì qualcuno che ha saputo rispondere ad una domanda che la società stessa poneva.
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Originalmente inviato da
gieko
Se i tempi sono maturi, sarebbe ora di passare ad una discussione epistemologica, l'unica in grado di distinguere in maniera fondata lo specifico dei diversi interventi e la loro applicabilità.
Saluti
Sì gieko, hai ragione. Però la discussione epistemologica non la si fa nei Tribunali (scontro), ma su un piano culturale e scientifico (confronto). E non mi pare che mai l'Ordine abbia deciso di intraprendere questa strada (almeno per ora).
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Riferimento: Condanna penale counselor
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Il counselor ha di fronte a se due strade: o si rivolge ad un counselor supervisore o ad uno psicoterapeuta. In questa cosa non ci vedo niente di strano: il supervisore funge da terzo neutro tra il counselor e il suo cliente, così come il counselor è il terzo neutro tra il cliente e il suo problema. Le questioni trattate in supervisione non sono strettamente relative alla pratica professionale (in questo caso è più opportuno parlare di supervisione professionale), quanto a come il counselor è capace di gestire la relazione.
Lo stesso accade nelle altre professioni: io spesso ho fatto supervisione a gruppi di infermieri, ma non certo supervisione professionale (so assai io come si mette un catetere...), quanto supervisione legata alla gestione delle emozioni e dei vissuti degli infermieri rispetto ai loro pazienti.
Lo stesso mi è capitato con insegnanti, assistenti sociali e counselor.
Ah, pensavo ad una supervisione sulla conduzione dell'intervento sul caso, che mi sembra peraltro la cosa più logica nel counselling.
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Riferimento: Condanna penale counselor
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Originalmente inviato da
ikaro78
Ah, pensavo ad una supervisione sulla conduzione dell'intervento sul caso, che mi sembra peraltro la cosa più logica nel counselling.
In tal caso va da sé che il counselor dovrebbe rivolgersi ad un altro counselor (con esperienza).
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Cambiamo argomento così da avere maggiore lucidità di giudizio e di critica. Prendiamo il caso della mediazione familiare. Nel momento in cui la società pone istanze che tendono a mettere in discussione il percorso giudiziale di una separazione piuttosto che a porre l'accento sulla tutela del minore anziché sul patrimonio dei coniugi, e nel momento in cui le categorie esistenti (in questo caso gli avvocati) non sono capaci di rispondere a tali istanze si crea un vuoto. Ed ecco che questo vuoto viene colmato dalla figura del mediatore. E' poi interessante notare di come, culturalmente, il vuoto abbia visto anche un processo normativo di colmazione (modifica dell'art. 155 del codice civile sull'affido condiviso). Differentemente da come avviene nella pubblicità con finalità esclusive di marketing, non c'è stato - in questo caso - un tipo sveglio che prima ha inventato la mediazione e poi ha fatto nascere il bisogno della stessa tra la gente... bensì qualcuno che ha saputo rispondere ad una domanda che la società stessa poneva.
Perchè uno psicologo clinico non è capace di rispondere ad un intervento di mediazione familiare?
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Riferimento: Condanna penale counselor
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Originalmente inviato da
ikaro78
Perchè uno psicologo clinico non è capace di rispondere ad un intervento di mediazione familiare?
La Mediazione Familiare prevede tutta una serie di abilità e di competenze che non sono previste nel bagaglio culturale dello psicologo (indipendentemente dall'essere clinico).
Tuttavia, se lo psicologo intende formarsi alla mediazione familiare, l'essere psicologo non è mica... una pregiudiziale!
Il mediatore familiare è un professionista con una formazione multidisciplinare: giuridica, psicologica, sociologica. A cui si aggiungono le competenze specifiche.
Deve pertanto possedere competenze e conoscenze proprie all'ambito giuridico (diritto di famiglia, conoscenza delle procedure tecniche di separazione e di divorzio, etc.); all'ambito sociologico (sociologia della famiglia) e a quello psicologico (comprensione dell'area del conflitto).
Le sue competenze specifiche sono le tecniche di negoziazione e di mediazione.
Ricordiamolo, anche se non ce n'è sicuramente bisogno, che l'obiettivo della mediazione familiare (dividere) è esattamente opposto a quello della terapia di coppia (unire e rinsaldare ove possibile).
Infine le tecniche specifiche della mediazione, se applicate ad altre competenze trasversali, vanno a formare la professionalità di altri soggetti (mediatore penale, mediatore intercultrale, etc.).
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
Sì gieko, hai ragione. Però la discussione epistemologica non la si fa nei Tribunali (scontro), ma su un piano culturale e scientifico (confronto). E non mi pare che mai l'Ordine abbia deciso di intraprendere questa strada (almeno per ora).
Ovvio che l'epistemologia in tribunale non sappiano nemmeno cosa sia, e nutro molti dubbi anche sull'Ordine, che peraltro non ha questo specifico compito. La questione va trattata nella sede opportuna ovvero la comunità scientifica degli specialisti in materia. Ovvio che quindi rimanda a noi.
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
La Mediazione Familiare prevede tutta una serie di abilità e di competenze che non sono previste nel bagaglio culturale dello psicologo (indipendentemente dall'essere clinico).
Tuttavia, se lo psicologo intende formarsi alla mediazione familiare, l'essere psicologo non è mica... una pregiudiziale!
Il mediatore familiare è un professionista con una formazione multidisciplinare: giuridica, psicologica, sociologica. A cui si aggiungono le competenze specifiche.
Deve pertanto possedere competenze e conoscenze proprie all'ambito giuridico (diritto di famiglia, conoscenza delle procedure tecniche di separazione e di divorzio, etc.); all'ambito sociologico (sociologia della famiglia) e a quello psicologico (comprensione dell'area del conflitto).
Le sue competenze specifiche sono le tecniche di negoziazione e di mediazione.
Ricordiamolo, anche se non ce n'è sicuramente bisogno, che l'obiettivo della mediazione familiare (dividere) è esattamente opposto a quello della terapia di coppia (unire e rinsaldare ove possibile).
Infine le tecniche specifiche della mediazione, se applicate ad altre competenze trasversali, vanno a formare la professionalità di altri soggetti (mediatore penale, mediatore intercultrale, etc.).
Non sono assolutamente d'accordo, lungi da me l'idea di una terapia di coppia, un intervento clinico di mediazione familiare è assolutamente appanaggio di uno psicologo clinico che possegga competenze giuridiche e sociologiche, competenze che possono facilmente essere acquisite già all'università e che, a mio parere, non sono il cuore dell'intervento di mediazione familiare, ma piuttosto la cornice entro la quale si situa l'intervento.
Saluti,
ikaro
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Premesso che é proprio l'Ordine della Lombardia - cosa che mi sembra non sia risaltata oppure é stata ignorata, qui - che da tempo sta in realtà conducendo finalmente indagini e lotta all'abusivismo ai fini della tutela delle persone che si rivolgono alla nostra categoria e della professione dei veri psicologi;
Puoi citare le iniziative condotte prima della sentenza?
Citazione:
A parte la serietà e l'etica, il che é ovvio o almeno, dovrebbe esserlo; ci sono ed in caso quali sono, degli standard previsti e richiesti? Perché se così fosse e come, dovrebbero essere esportati ed importati in Italia?
Batti su Google "false counselor" e guarda quello che esce.
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Riferimento: Condanna penale counselor
Ikaro stai dicendo che la mediazione familiare è compito esclusivo dello psicologo?:sbonk:
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Ikaro stai dicendo che la mediazione familiare è compito esclusivo dello psicologo?:sbonk:
No, dico che sicuramente uno psicologo clinico può fare mediazione familiare, esattamente come uno psicologo che lavora in tutela minori o in altri ambiti non psicoterapeutici e in equipe multidisciplinari.
Saluti,
ikaro
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Riferimento: Condanna penale counselor
Forse quattrostracci si riferiva al fatto che la maggior parte degli psicologi scelgono l'area clinica(psicoterapia..etc. etc. )....quindi anche i percorsi di studi sono indirizzati in tal senso......
La società ha sentito il bisogno di avere persone preparate nel campo della mediazione familiare...quindi sono nati i master..etc. etc.....rivolti a diversi laureati che nella loro formazione hanno molti esami richiesti(diritto di famiglia, sociologia della famiglia...etc.etc. )....il diritto non è solo una cornice...direi che riveste un ruolo essenziale poichè tutte le decisioni e gli accordi intrafamiliari devono comunque scontrarsi sulla fattibilità da un punto di vista giuridico...ad es....quindi avere un'ottima conoscenza del diritto di famiglia non solo aiuta...direi che è determinante!
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Riferimento: Condanna penale counselor
Citazione:
Forse quattrostracci si riferiva al fatto che la maggior parte degli psicologi scelgono l'area clinica(psicoterapia..etc. etc. )....quindi anche i percorsi di studi sono indirizzati in tal senso......
La società ha sentito il bisogno di avere persone preparate nel campo della mediazione familiare...quindi sono nati i master..etc. etc.....rivolti a diversi laureati che nella loro formazione hanno molti esami richiesti(diritto di famiglia, sociologia della famiglia...etc.etc. )....il diritto non è solo una cornice...direi che riveste un ruolo essenziale poichè tutte le decisioni e gli accordi intrafamiliari devono comunque scontrarsi sulla fattibilità da un punto di vista giuridico...ad es....quindi avere un'ottima conoscenza del diritto di famiglia non solo aiuta...direi che è determinante!
Sì, infatti io sono per un lavoro integrato tra un legale e un clinico, gli ibridi, si sarà capito, non mi piacciono!! :P
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Riferimento: Condanna penale counselor
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Forse quattrostracci si riferiva al fatto che la maggior parte degli psicologi scelgono l'area clinica(psicoterapia..etc. etc. )....quindi anche i percorsi di studi sono indirizzati in tal senso......
La società ha sentito il bisogno di avere persone preparate nel campo della mediazione familiare...quindi sono nati i master..etc. etc.....rivolti a diversi laureati che nella loro formazione hanno molti esami richiesti(diritto di famiglia, sociologia della famiglia...etc.etc. )....il diritto non è solo una cornice...direi che riveste un ruolo essenziale poichè tutte le decisioni e gli accordi intrafamiliari devono comunque scontrarsi sulla fattibilità da un punto di vista giuridico...ad es....quindi avere un'ottima conoscenza del diritto di famiglia non solo aiuta...direi che è determinante!
Zuccherina....:zott:
Ikaro ha tutto l'interesse a dire che la mediazione familiare è un intervento ad assoluto appannaggio psicologico perchè quello è il suo campo e il suo punto di vista.
Così come io che sto seguendo un corso di mediazione familiare potrei dirti che adesso, in questo preciso contesto storico, non in futuro, gli unici che hanno alla base una formazione specifica che permette loro di fare mediazione familiare sono gli assitenti sociali perchè hanno sia compentenze di aiuto, che di sociologia e in particolare sociologia della famiglia, che competenze giuridiche.
DIpende da quello che uno intende per mediazione, ci sono anche avvocati che fanno mediazione familiare, così come psicologi.
Ognuno di loro tenderà a dare alla professione un taglio diverso, più giuridico o più centrato sulla relazione.
Ovviamente le conoscenze giuridiche nn si possono improvvisare e non basta un corso per averle .....ops sto andado off topic
Insomma volevo dire il confronto è bello perchè è vario e arricchisce....il litigio no Zuccherina!!!
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Riferimento: Condanna penale counselor
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Originalmente inviato da
ikaro78
Non sono assolutamente d'accordo, lungi da me l'idea di una terapia di coppia, un intervento clinico di mediazione familiare è assolutamente appanaggio di uno psicologo clinico che possegga competenze giuridiche e sociologiche, competenze che possono facilmente essere acquisite già all'università e che, a mio parere, non sono il cuore dell'intervento di mediazione familiare, ma piuttosto la cornice entro la quale si situa l'intervento.
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da
ikaro78
No, dico che sicuramente uno psicologo clinico può fare mediazione familiare, esattamente come uno psicologo che lavora in tutela minori o in altri ambiti non psicoterapeutici e in equipe multidisciplinari.
Saluti,
ikaro
Mi occupo di mediazione familiare da quasi 15 anni... e francamente sono un po' basito rispetto a tale affermazione.
Ad oggi non conosco una facoltà di psicologia italiana che abbia nel proprio corso di studi materie specifiche e aspecifiche inerenti l'intervento di mediazione familiare, per cui non comprendo dove uno studente in psicologia si possa formare in mediazione già a partire dal corso di laurea.
Al di là di materie di ampio respiro culturale, vi sono tutta una serie di materie tecniche che il mediatore familiare non può non possedere. Così, a puro titolo esemplificativo, ricordo che una separazione stesa da un mediatore in accordo con i coniugi deve poi essere presentata in Tribunale per avere l'omologa del Giudice. Per far questo c'è una prassi, prassi che non ho mai sentito si apprendesse alla facoltà di psicologia...
Parimenti non mi risulta che nel bagaglio professionale dello psicologo vi siano quelle nozioni che spiegano la differenza tra omologa e sentenza... e potrei andare avanti all'infinito.
Nemmeno mi pare che all'università si studi il diritto di famiglia. Questo solo per rimanere sulle materie aspecifiche.
Se poi si va in quelle specifiche (tecniche di negoziazione e mediazione) peggio che andar di notte...
Ora non vorrei che l'intervento di MF fosse scambiato per un intervento di buon senso dello psicologo...: la casa a lei, la macchina a li, i figli un po' per uno, etc. Ci vogliono competenze (parecchie e specifiche).
Nemmeno il mediatore si può confondere con l'attività di ct fatta da uno psicologo (che comunque ha bisogno di formazione aggiuntiva pure per fare il ct), per cui davvero non comprendo proprio come si possa affermare che uno psicologo è capace di fare mediazione familiare solo per il fatto di essere psicologo.
Non ho neppure ben capito l'affermazione sull'equipe multidisciplinare: il mediatore lavora individualmente (al massimo possono essere in due, uomo e donna), ma non lavora affatto in equipe (quanto meno per ciò che concerne la messa in atto dell'intervento di mf).
Un'ultima cosa: l'intervento di mediazione familiare non è un intervento clinico, come tu lo hai definito. Ma chi ve le racconta queste cose?