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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Arjuna76
Non parlavo di stregoni che guarscono con le danze, ma chi cercava e a volte riusciva ad aiutare le persone con le parole.
cosa intendi per "aiutare con le parole"? La psicoterapia non è sempicemente un "aiutare con le parole", ma uno scambio verbale fondato su una teoria di riferimento e une teoria della tecnica.
Citazione:
Che poi il lavoro dello psicologo/teraperuta non sia una guida?....strano perchè io pensavo che fosse proprio quello, ma....sono al primo anno, magari ho ancora le idee confuse. Pensavo che lo psicoterapeuta avesse il compito di guidare le persone verso la guarigione.
eh, forse è meglio che studi ancora qualche anno poi mi dirai :sbonk:
Citazione:
Non ho capito la seconda parte del tuo commento. Cosa intendi per medici? Se includi anche gli psicologi siamo pienamente d'accordo, se invece intendi sostenere che tutti gli psicologi laureati siano validi "medici dell'anima", allora non siamo d'accordo.
quando dico medico intendo il medico :mumble: non mi sembra complicato :look:
non si capisce come fa la medicina, che è la disciplina che cura il corpo, a occuparsi di psicopatologia dal momento che la psiche non è un pezzo del corpo.
Citazione:
Ps: lo so che non riesci a fare il duro con me, ti piace troppo il mio gatto :-D.
su questo siamo d'accordo :asd:
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Riferimento: Abuso professione
Va bene, mi prendo la sculacciata e ci ritornerò tra qualche anno con qualche strumento di argomentazione in più. Però non cercando di fare confronti di cui probabilmente non sono capace, rinnovo la mia affermazione che alcuni di quelli che ho chiamato "buffoni con il lenzuono" non sono ciarlatani, ma aiutano davvero le persone ed il solo pensare di denunciarli a priori, solo per il loro aspett/provenienza/aria-da-santone è per me sbagliato.
Col medico intendevi quindi medico, ed escludevi gli psicologi dai possibili ciarlatani. Qui mi sento di poter obbiettare anche senza il bisogno di qualche anno in più di studio, perchè ciarlatani ce ne sono in qualunque professione, e la vostra non è esente.
Ciao amante dei gatti.
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Riferimento: Abuso professione
E di oggi la notizia che il Tribunale di Lucca ha assolto con formula piena due counselor accusati di abuso di professione psicologica.
Qui trovate l'articolo.
Lo dicevo io di non cantare vittoria per la sentenza di Milano...
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Riferimento: Abuso professione
Che bella notizia quattrostracci! grazie:approved::
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
darksky^
Che bella notizia quattrostracci! grazie:approved::
Esultate e andate avanti...a fare danni e scompensazioni. Il counselor non è minimamente in grado di vedere psicopatologie latenti.
Ti ricordo che la sentenza non da nessuna competenza legale al counselor, legalmente non esiste, e quello che fa il counselor lo può fare anche il panettiere. Niente sostegno, riabilitazione o diagnosi!
Ovviamente niente di personale con te, che per quello che ne so puoi essere uno psicologo, almeno, lo spero per te; altrimenti in bocca al lupo per il tuo lavoro... di abusivo.
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Riferimento: Abuso professione
Evolution ti stai proprio sbagliando, respira profondamente prima di rispondere e magari pensa!
Per fortuna che aggiungi alla fine niente di personale eh!
Prima di tutto prendi atto che questa è una sentenza di un tribunale dello Stato italiano, per una delle tante accuse mosse dagli ordini che invece di lavorare per NOI, già noi, psicologi, perde tempo a muovere accuse infondate.
Io stessa nella mia formazione post laurea ho seguito un corso di consueling, che è anche accreditato dal miur, anzi ho iniziato prima di laurearmi perchè nauseata dalla preparazione accademica prettamente teorica e relegata solo ai due orientamenti che hanno piu' potere nelle università.
Ho fatto tantissime ore di moduli residenziali che mi hanno permesso di apprendere nella pratica come relazionarmi nella mia professione.
Ho imparato l'abc, quello che all'università non insegna nessuno, ho imparato delle tecniche e ho lavorato su me stessa nel gruppo, su come mi relazionavo con gli altri, sul mio modo di comunicare ecc.
Al di là di questo aspetto che ho sottolineato dal momento che molti di voi parlano di quest'argomento senza conoscerlo, la mia felicità sta nel fatto che conosco sia professionalmente che personalmente i due consuelor in questione, sono ottime persone e so per certo che non hanno mai fatto abuso della professione dello psicologo.
Non hanno mai fatto diagnosi psicologica proprio perchè non è un argomento che non hanno studiato e che nemmeno gli interessa particolarmente, lavorano in un modo completamente diverso da quello in cui può lavorare uno psicologo.
La cosa peggiore è che nessun utente ha denunciato i due consuellor, nessuno ha avuto i danni e le scompensazioni di cui parli.
C'è la libertà di scelta in Italia, sai quante persone sono scontente di nostri colleghi psicologi? Dopo anni di sostegno psicologico che non portano a nulla?
Perché invece di preoccuparci di fare seriamente il nostro lavoro e di chi svaluta la nostra professione e professionalità ci scagliamo sulle altre professioni?
Tu vai da un professionista qualsiasi solo in base al suo titolo e al pezzo di carta o scegli anche in base ad altri parametri? Solo perchè uno è laureato in psicologia è automaticamente empatico? competente?
Io stessa ho mandato mia madre, dopo anni di cure inutili se non dannose da uno psichiatra e da una psicoterapeuta, da un consuelor molto bravo docente della scuola in cui ho studiato.
Lui non le ha fatto una diagnosi, non le ha detto che era senza speranza e che non sarebbe mai stata bene psicologicamente come facevano i professionisti legalmente abilitati.
Per lei questo è stato molto piu' terapeutico dell'incontro con i professionisti suddetti, in particolare la psicoterapeuta che nel momento in cui ha deciso di smettere le sedute le ha fatto un sacco di pressioni perchè non smettesse, anche dicendole che in futuro non sarebbe piu' stata disponibile se lei aveva bisogno.
Mentre il consuelor in questione in maniera etica, non ha mai fissato un limite nel tempo agli incontri, anzi ha sempre sollecitato in lei un'autonomia nel decidere di terminare gli incontri o continuare.
A me interessava principalmente il benessere di mia madre e soprattutto che non continuasse a spendere soldi con professionisti che non l'aiutavano, anzi le toglievano ogni speranza perché usavano la diagnosi non come una risorsa ma come un'etichetta incancellabile.
Proprio per questo mi sono rivolta a una persona competente con solidi studi alle spalle laurea, formazione sul campo, tirocinio, supervisioni, esperienza pluriennale di consueling ecc., che non avesse una visione di un certo tipo, che non riducesse le sue problematiche a una diagnosi immutabile da accettare senza via di scampo.
E il benessere ritrovato di mia madre mi ha dato ragione.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
darksky^
Non hanno mai fatto diagnosi psicologica proprio perchè non è un argomento che non hanno studiato e che nemmeno gli interessa particolarmente, lavorano in un modo completamente diverso da quello in cui può lavorare uno psicologo.
un lapsus? :asd:
Citazione:
Lui non le ha fatto una diagnosi, non le ha detto che era senza speranza e che non sarebbe mai stata bene psicologicamente come facevano i professionisti legalmente abilitati.
Per lei questo è stato molto piu' terapeutico dell'incontro con i professionisti suddetti, in particolare la psicoterapeuta che nel momento in cui ha deciso di smettere le sedute le ha fatto un sacco di pressioni perchè non smettesse, anche dicendole che in futuro non sarebbe piu' stata disponibile se lei aveva bisogno.
rispetto al primo punto, se c'è uno psicologo che dice "lei è senza speranza e non starà mai bene" sarebbe da denuncia perché lo psicologo deve vedere le potenzialità nei clienti, e lavorare per svilupparle, non per reprimerle! E il cliente fa bene ad andare da un'altra parte.
Sul secondo punto, le pressioni, vale lo stesso discorso.
Se non generalizziamo con i counselor, non generalizziamo neanche con altri professionisti per favore.
Riguardo alla svalutazione della nostra professione, leggendo la presentazione del counseling in siti internet di alcuni counselor (non ricordo se anche nei siti ufficiali delle varie associazioni), in cui descrivono la differenza tra counseling e psicologia, spesso emerge una rappresentazione della psicologia falsata, non vera, forse con lo scopo di promuvere il counseling. Ad esempio quando dicono "il counselor ha un atteggiamento non giudicante a differenza dello psicologo", questo NON E' VERO, perché anche lo psicologo usa un atteggiamento non giudicante; è PROPRIO QUESTO che distingue l'intervento psicologico da quello medico/psichiatrico ed è proprio questa la specificità della psicologia!
Farebbero bene a dire la verità, cioè che esiste un vuoto legislativo, perciò il counseling lo possono fare anche non-psicologi e per questo è nata la figura del counselor. La questione è tutta qui, alla fine.
Per quanto riguarda la formazione universitaria: secondo me, è giusto che sia lunga e nozionistaica, è proprio questa la specificità dell'Università. Lo psicologo può svolgere non solo interventi di counseling, ma tante altre cose, anche delicate (tipo la psicodiagnosi) e da questo punto di vista la formazione nozionistica è necessaria.
Per quanto riguarda l'accanimento di certi psicologi contro i counselor, diciamo che i counselor a volte ci mettono del suo: quando leggi delle castronerie nei siti internet pubblicitari di counselor, consulenti filosofici, e cose del genere (tipo che guariscono patologie come attacchi di panico, depressione, fobie, ecc..che sono di competenza dello psicoterapeuta, oppure fanno un miscuglio tra psicologo/psicoterapeuta/psicoanalista dicendo castronerie su ognuna delle 3 categorie citate) l'accanimento a volte viene spontaneo.
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Riferimento: Abuso professione
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Originalmente inviato da
darksky^
Evolution ti stai proprio sbagliando, respira profondamente prima di rispondere e magari pensa!
Per fortuna che aggiungi alla fine niente di personale eh!
Prima di tutto prendi atto che questa è una sentenza di un tribunale dello Stato italiano, per una delle tante accuse mosse dagli ordini che invece di lavorare per NOI, già noi, psicologi, perde tempo a muovere accuse infondate.
Io stessa nella mia formazione post laurea ho seguito un corso di consueling, che è anche accreditato dal miur, anzi ho iniziato prima di laurearmi perchè nauseata dalla preparazione accademica prettamente teorica e relegata solo ai due orientamenti che hanno piu' potere nelle università.
Ho fatto tantissime ore di moduli residenziali che mi hanno permesso di apprendere nella pratica come relazionarmi nella mia professione.
Ho imparato l'abc, quello che all'università non insegna nessuno, ho imparato delle tecniche e ho lavorato su me stessa nel gruppo, su come mi relazionavo con gli altri, sul mio modo di comunicare ecc.
Al di là di questo aspetto che ho sottolineato dal momento che molti di voi parlano di quest'argomento senza conoscerlo, la mia felicità sta nel fatto che conosco sia professionalmente che personalmente i due consuelor in questione, sono ottime persone e so per certo che non hanno mai fatto abuso della professione dello psicologo.
Non hanno mai fatto diagnosi psicologica proprio perchè non è un argomento che non hanno studiato e che nemmeno gli interessa particolarmente, lavorano in un modo completamente diverso da quello in cui può lavorare uno psicologo.
La cosa peggiore è che nessun utente ha denunciato i due consuellor, nessuno ha avuto i danni e le scompensazioni di cui parli.
C'è la libertà di scelta in Italia, sai quante persone sono scontente di nostri colleghi psicologi? Dopo anni di sostegno psicologico che non portano a nulla?
Perché invece di preoccuparci di fare seriamente il nostro lavoro e di chi svaluta la nostra professione e professionalità ci scagliamo sulle altre professioni?
Tu vai da un professionista qualsiasi solo in base al suo titolo e al pezzo di carta o scegli anche in base ad altri parametri? Solo perchè uno è laureato in psicologia è automaticamente empatico? competente?
Io stessa ho mandato mia madre, dopo anni di cure inutili se non dannose da uno psichiatra e da una psicoterapeuta, da un consuelor molto bravo docente della scuola in cui ho studiato.
Lui non le ha fatto una diagnosi, non le ha detto che era senza speranza e che non sarebbe mai stata bene psicologicamente come facevano i professionisti legalmente abilitati.
Per lei questo è stato molto piu' terapeutico dell'incontro con i professionisti suddetti, in particolare la psicoterapeuta che nel momento in cui ha deciso di smettere le sedute le ha fatto un sacco di pressioni perchè non smettesse, anche dicendole che in futuro non sarebbe piu' stata disponibile se lei aveva bisogno.
Mentre il consuelor in questione in maniera etica, non ha mai fissato un limite nel tempo agli incontri, anzi ha sempre sollecitato in lei un'autonomia nel decidere di terminare gli incontri o continuare.
A me interessava principalmente il benessere di mia madre e soprattutto che non continuasse a spendere soldi con professionisti che non l'aiutavano, anzi le toglievano ogni speranza perché usavano la diagnosi non come una risorsa ma come un'etichetta incancellabile.
Proprio per questo mi sono rivolta a una persona competente con solidi studi alle spalle laurea, formazione sul campo, tirocinio, supervisioni, esperienza pluriennale di consueling ecc., che non avesse una visione di un certo tipo, che non riducesse le sue problematiche a una diagnosi immutabile da accettare senza via di scampo.
E il benessere ritrovato di mia madre mi ha dato ragione.
Non ho nulla in contrario che uno psicologo faccia un corso di counseling per migliorare la sua pratica professionale; il problema è quando una persona fa questi corsi (400 ore) senza aver fatto nemmeno un giorno di università.
Che un titolo di studio o un'abilitazione non sia garanzia di ottima professionalità sono d'accordo con te, ma non per questo al posto di trovare un altro professionista più competente si debba cercare persone (anche brave) non preparate.
Non è che perchè ci sono cattivi chirurghi, la prossima volta che ho bisogno di un'operazione non mi affido ad un bravo chirurgo.
Mi dispiace tu non sia riuscita a far fruttare la tua esperienza universitaria, e addirittura tu sia arrivata alla nausea; io sto apprendendo molto, e grazie ad un'analisi personale e allo studio sto crescendo e apprendendo molto. Forse in futuro per integrare farò una scuola di counseling, anche se sono più orientato a una scuola di psicoterapia.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
un lapsus? :asd:
Nessun lapsus tranquillo, come sottolinea Quattrostracci l'unica specificità della figura dello psicologo per legge è proprio quello di fare la diagnosi, se voi siete contenti così.
A me all'università in una lezione hanno detto che se viene un paziente che non rientra in una patologia precisa di rimandarlo a casa dicendoli che non rientra in nessuna diagnosi precisa del Dsm...
La diagnosi è utile ma può essere un'arma pericolosa, io non me la sentirei di basare tutta la mia professionalità solo sulla capacità di fare diagnosi, poi ognuno si regola come meglio crede
rispetto al primo punto, se c'è uno psicologo che dice "lei è senza speranza e non starà mai bene" sarebbe da denuncia perché lo psicologo deve vedere le potenzialità nei clienti, e lavorare per svilupparle, non per reprimerle! E il cliente fa bene ad andare da un'altra parte.
Sul secondo punto, le pressioni, vale lo stesso discorso.
Se non generalizziamo con i counselor, non generalizziamo neanche con altri professionisti per favore.
Io al contrario vostro non sto generalizzando e parlando di cose che non conosco.
Sto parlando in maniera concreta di professionisti legalmente abilitati che purtroppo ho visto con i miei occhi e ti assicuro che sento moltissime storie di persone che hanno trovato professionisti che hanno detto loro che devono abituarsi e che non guariranno mai totalmente dai loro problemi.
I due consuelor in questione sono persone serie, la mia scuola di consueling lo è, non posso parlare di quello che non conosco, spingo a orientare la discussione non tanto sui consuelor che "rubano" soldi e pazienti agli psicologi, anche se a me non rubano niente sia chiaro, ma sui professionisti legalmente abilitati che con il loro operato svalutano la nostra professione.
Ribadisco le persone hanno libertà di scelta, nello studio dei due consuelor in questione c'è scritto a lettere cubitali cos'è il consueling, che non è una professione sanitaria e che non si fanno diagnosi, terapie psicologiche, mediche ecc. quindi non capisco dove sta il problema.
Per quanto riguarda la formazione universitaria: secondo me, è giusto che sia lunga e nozionistaica, è proprio questa la specificità dell'Università. Lo psicologo può svolgere non solo interventi di counseling, ma tante altre cose, anche delicate (tipo la psicodiagnosi) e da questo punto di vista la formazione nozionistica è necessaria.
Nessuno dice che non ci debba essere una formazione teorica e nozionistica, ma mi sembra ovvio che l'Università non ti prepara al lavoro di psicologo nel concreto ne ti dà gli strumenti ne le competenze.
Io nella mia università non ho mai visto un test, si ho letto gli enormi libroni dei professori che discorrevano sui test, però se volessi imparare a fare psicodiagnosi, dovrei fare un'uteriore formazione per colmare le lacune che ho.
Nell'anno di erasmus ho visto con i miei occhi i test principali, c'erano per ogni materia le ore di pratica e ti insegnavano a calcolare i punteggi, a somministrarli ecc.
Psicologia clinica? non ne parliamo, un esame in cui si studia l'orientamento principale del docente sempre nella teoria e si fa un'analisi clinica di un suo caso, sempre nella teoria.
E da due righe dovresti fare un'analisi di struttura della personalità, delle difese, diagnosi e prognosi, quando nella realtà è tutto molto piu' complesso e nessuno si sognerebbe di fare una diagnosi a distanza senza aver visto di persona un paziente.
Fare la psicodiagnosi ok, ma fare consueling pensi non sia delicato e che non ci voglia una formazione in proposito?
Io non manderei mai un paziente, un amico ecc. da uno psicologo fresco di laurea.
Io stessa non mi sarei sognata di iniziare senza aver investito soldi, tempo ed energie in formazioni che mi dessero le competenze che all'università non mi ha dato nessuno e soprattutto incontrare orientamenti differenti, di cui non avevo sentito parlare, perchè sono del parere che siamo noi a doverci adattare al problema del paziente e non il contrario e avere un solo orientamento è estremamente limitante.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Nessun lapsus tranquillo, come sottolinea Quattrostracci l'unica specificità della figura dello psicologo per legge è proprio quello di fare la diagnosi, se voi siete contenti così.
A me all'università in una lezione hanno detto che se viene un paziente che non rientra in una patologia precisa di rimandarlo a casa dicendoli che non rientra in nessuna diagnosi precisa del Dsm...
La diagnosi è utile ma può essere un'arma pericolosa, io non me la sentirei di basare tutta la mia professionalità solo sulla capacità di fare diagnosi, poi ognuno si regola come meglio crede
non è che "siamo contenti così". Stiamo dicendo quello che è nella realtà dei fatti.
E' ovvio che se non c'è una patologia precisa si rimanda a casa il paziente. Inoltre i test non vengono usato solo per stabilire se una persona ha una sindrome del DSM (a parte che non esiste solo il DSM, ma anche altre classificazioni). Esistono anche test che vengono usati non per diagnosticare patologie, ma nella selezione del personale, test di livello per il QI, ecc...E' anche vero che le diagnosi, o in generale la somministrazione di test o altri strumenti psicologici, vengono fatte su richiesta laddove ce ne sia la necessità.
Se uno psicologo fa un test, c'è qualcuno che ha chiesto di farlo.
Citazione:
Nessuno dice che non ci debba essere una formazione teorica e nozionistica, ma mi sembra ovvio che l'Università non ti prepara al lavoro di psicologo nel concreto ne ti dà gli strumenti ne le competenze.
Io nella mia università non ho mai visto un test, si ho letto gli enormi libroni dei professori che discorrevano sui test, però se volessi imparare a fare psicodiagnosi, dovrei fare un'uteriore formazione per colmare le lacune che ho.
Nell'anno di erasmus ho visto con i miei occhi i test principali, c'erano per ogni materia le ore di pratica e ti insegnavano a calcolare i punteggi, a somministrarli ecc.
Psicologia clinica? non ne parliamo, un esame in cui si studia l'orientamento principale del docente sempre nella teoria e si fa un'analisi clinica di un suo caso, sempre nella teoria.
E da due righe dovresti fare un'analisi di struttura della personalità, delle difese, diagnosi e prognosi, quando nella realtà è tutto molto piu' complesso e nessuno si sognerebbe di fare una diagnosi a distanza senza aver visto di persona un paziente.
in che sede studi?
Citazione:
Fare la psicodiagnosi ok, ma fare consueling pensi non sia delicato e che non ci voglia una formazione in proposito?
Io non manderei mai un paziente, un amico ecc. da uno psicologo fresco di laurea.
Io stessa non mi sarei sognata di iniziare senza aver investito soldi, tempo ed energie in formazioni che mi dessero le competenze che all'università non mi ha dato nessuno e soprattutto incontrare orientamenti differenti, di cui non avevo sentito parlare, perchè sono del parere che siamo noi a doverci adattare al problema del paziente e non il contrario e avere un solo orientamento è estremamente limitante.
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bè, se è per questo anche io non andrei mai da un avvocato che si è appena abilitato per farmi difendere in un processo. E non mi farei operare da un medico fresco di esame di stato. E' anche meglio scegliere un parrucchiere che lavora da anni così sono sicuro che è più bravo a tagliare i capelli. Il problema non è sull'esperienza, ma sulle competenze di ogni specifica professione che sono stabilite per legge, cioè "chi può fare cosa".
A me sta bene che esistano i counselor, ma allora deve esserci una legge che stabilisce i criteri di accesso ai corsi e il modo in cui questi corsi si svolgono (ho trovato scuole di counseling che durano 2 settimane, altre che durano 3 anni ma non insegnano praticamente niente) e una legge che dice chiaramente quali sono le competenze dello Psicologo. Tra le varie figure, fra l'altro, i counselor se vogliamo sono anche i più "seri", perché poi esiste anche la consulenza filosofica, l'antropologia esistenziale e altre cose del genere che dichiaratamente dicono di curare patologie tipo la depressione. Ma questa discussione riguarda nello specifico il counseling.
Probabilmente gli insegnamenti variano da un'Università all'altra. Ad esempio a Padova ci sono tantissimi docenti validi (validissimi) e di ogni orientamento (psicoanalitico, cognitivista, gestalt, sistemico, ecc...) e vengono tutti studiati in modo approfondito. Personalmente ad esempio conosco tutti questi orientamenti abbastanza bene, avendo avuto docenti di ogni "approccio teorico", e c'è anche una varietà di curricula di studi specifici. Io nello specifico ho fatto l'indirizzo psicoanalitico, nel biennio finale, ma nel triennio ho fatto esami e corsi con docenti praticamente di ogni orientamento teorico (sistemico, analisi transaizonale, psicoanalitico, cognitivista, interattivo cognitivo, fenomenologico...insomma, una bella panoramica...alla fine ho identificato l'indirizzo che sentivo più consono a me, se eventualmente vorrò fare una scuola di psicoterapia la sceglierò con coscienza). C'è anche un indirizzo specifico di "assesment della personalità" quindi credo di poter dire che insegnino bene anche i test e la psicodiagnosi, se è questo quello a cui l'allievo aspira.
POI c'è il tirocinio (o meglio, i tirocini). Se non è vissuto come un iter burocratico e se si sceglie la sede e il tutor giusto, puoi imparare un sacco di cose.
Effettivamente quello che manca è la supervisione, quindi la possibilità di esecitare affiancati da un tutor/supervisore. Per il resto non ho nulla da dire.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
evolution
Esultate e andate avanti...a fare danni e scompensazioni. Il counselor non è minimamente in grado di vedere psicopatologie latenti.
Ti ricordo che la sentenza non da nessuna competenza legale al counselor, legalmente non esiste, e quello che fa il counselor lo può fare anche il panettiere. Niente sostegno, riabilitazione o diagnosi!
Ovviamente niente di personale con te, che per quello che ne so puoi essere uno psicologo, almeno, lo spero per te; altrimenti in bocca al lupo per il tuo lavoro... di abusivo.
Evolution, se incorreggibile!
Stai dicendo delle cose che non hanno nè capo nè coda:
- una sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana ha sancito che esercitare il counseling non significa esercitare abusivamente la professione di psicologo, quindi è veramente insensato che tu continui a sostenere che chi fa counseling è un abusivo
- le uniche riserve di Legge che un Tribunale ha dato agli psicologi sono relative alla diagnosi e alla sommiistrazione di test (la riabilitazione e il sostegno te li devi essere sognati stanotte, perché in giurisprudenza non ve ne è traccia)
- una professione legalmente esiste indipendentemente dal fatto di essere regolamentata dalla Legge: continui a confondere il piano del riconoscimento con quello della regolamentazione (e insisti, pure!)
Infine ti ricordo che, in caso di controversia tra due cittadini, nessuno va a chiedere il parere né a quattrostracci né a evolution, ma ad un Giudice. E il Giudice (non solo in questa occasione perché di sentenze specifiche sul counseling ce n'è almeno un'altra, e di sentenze relative agli psicoanalisti non iscritti all'Ordine, ad esempio, ce ne sono a palate...) ha espresso il suo parere.
Ora, va bene il tuo disappunto, ci mancherebbe. Va bene che non sei daccordo, ci mancherebbe. Ma non puoi continuare a sostenere che un counselor è un abusivo, perché questo non sta nè in cielo nè in terra.
Tutto quanto da me riportato non è frutto nè di pareri nè di interpretazioni, ma di sentenze di Tribunali italiani.
Devi saper distinguere i piani, altrimenti rischi di fare confusione.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
evolution
Non ho nulla in contrario che uno psicologo faccia un corso di counseling per migliorare la sua pratica professionale; il problema è quando una persona fa questi corsi (400 ore) senza aver fatto nemmeno un giorno di università.
Che un titolo di studio o un'abilitazione non sia garanzia di ottima professionalità sono d'accordo con te, ma non per questo al posto di trovare un altro professionista più competente si debba cercare persone (anche brave) non preparate.
Non è che perchè ci sono cattivi chirurghi, la prossima volta che ho bisogno di un'operazione non mi affido ad un bravo chirurgo.
Mi dispiace tu non sia riuscita a far fruttare la tua esperienza universitaria, e addirittura tu sia arrivata alla nausea; io sto apprendendo molto, e grazie ad un'analisi personale e allo studio sto crescendo e apprendendo molto. Forse in futuro per integrare farò una scuola di counseling, anche se sono più orientato a una scuola di psicoterapia.
La logica non garantisce la veridicità di quanto si afferma:
scrivere che esistono <<brave, ma non preparate>> ha forse
un senso logico (forse), ma in sè non ne capisco il significato
(e non credo di esser l'unico...).
Domanda: esistono psicologi <<bravi, ma non preparati>>??
Difficile secondo me...semmai esistono psicologi e psicoterapeuti
bravi nei "fondamenti teorici" (<<Anch'io ho studiato la Satir...che credi? -
citazione di una psicoterapeuta, poi, nei fatti, dimostra di contraddire
teoria e pratica della Satir!), ma carenti nella coerenza di ciò che hanno studiato, nella pratica.
Questo è il problema fondamentale, forse (forse), comune anche ad altre professioni. Ma forse...perchè per un avvocato la teoria del diritto (ei principi, soprattutto) hanno un riflesso diretto nella pratica. Per lo psicologo NO. Può avere una buona preparazione teorica, anche alcuni anni di pratica, ma, poi, contraddirsi nella pratica. Di quella "contraddizione" (incoerenza, incongruenza o come volete) ne pagherà le conseguenze il cliente (che è "paziente" per lo psicoterapeuta) che farà una pubblicità negativa a tutta la categoria. Quindi, conviene x tutti che chiunque dei nostri professionisti sia al contrario <<preparata e brava>>.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
Difficile secondo me...semmai esistono psicologi e psicoterapeuti
bravi nei "fondamenti teorici" (<<Anch'io ho studiato la Satir...che credi? -
citazione di una psicoterapeuta, poi, nei fatti, dimostra di contraddire
teoria e pratica della Satir!), ma carenti nella coerenza di ciò che hanno studiato, nella pratica.
forse evolution si riferisce al fatto che tu (dico te, per dire i counselor in generale) hai studiato Virginia Satir, ma hai studiato solo quella. Un counsleor che si ispira alla teoria sistemica, ha studiato solo quella e non sa nulla di cognitivismo, psicologia dinamica, ecc...
Non è un'offesa, anzi visto che la formazione del counselor è orientata alla pratica, più che al nozionismo, può essere più utile conosce una cosa soltanto e ignorare tutto il resto.
Citazione:
Ma forse...perchè per un avvocato la teoria del diritto (ei principi, soprattutto) hanno un riflesso diretto nella pratica. Per lo psicologo NO.
mi puoi spiegare meglio questo concetto per favore? non lo capisco.
Qualunque professionista fa ciò che sa, la pratica deriva dalla teoria. Dalla teoria di riferimento derivano gli strumenti di intervento
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Originalmente inviato da
Johnny
non è che "siamo contenti così". Stiamo dicendo quello che è nella realtà dei fatti.
E' ovvio che se non c'è una patologia precisa si rimanda a casa il paziente. Inoltre i test non vengono usato solo per stabilire se una persona ha una sindrome del DSM (a parte che non esiste solo il DSM, ma anche altre classificazioni). Esistono anche test che vengono usati non per diagnosticare patologie, ma nella selezione del personale, test di livello per il QI, ecc...E' anche vero che le diagnosi, o in generale la somministrazione di test o altri strumenti psicologici, vengono fatte su richiesta laddove ce ne sia la necessità.
Se uno psicologo fa un test, c'è qualcuno che ha chiesto di farlo.
No tu davvero sei del parere che se una persona viene da te con un disagio, con una motivazione a cambiare qualcosa nella sua vita e nelle sue relazioni per esempio, la rimanderesti a casa se non rientra in un quadro psicopatologico da manuale? Spiegati meglio per favore
in che sede studi?
Ho già terminato i miei studi universitari, per fortuna, da 5 anni!
bè, se è per questo anche io non andrei mai da un avvocato che si è appena abilitato per farmi difendere in un processo. E non mi farei operare da un medico fresco di esame di stato. E' anche meglio scegliere un parrucchiere che lavora da anni così sono sicuro che è più bravo a tagliare i capelli. Il problema non è sull'esperienza, ma sulle competenze di ogni specifica professione che sono stabilite per legge, cioè "chi può fare cosa".
Io non ti sto parlando di esperienza, a volte può essere piu' empatico e presente un professionista che sta iniziando la professione che uno che vede da anni centinaia di casi, ma di competenze pratiche e spendibili.
Un laureato in psicologia non ce le ha. E nemmeno l'esame di stato verifica questo.
Mi fai piacere che tu abbia avuto degli ottimi insegnanti, anch'io non mi posso lamentare per la preparazione teorica a parte la scarsa rappresentatività degli orientamenti psicologici, solo psicodinamico in gran parte e qualcosa di cognitivo comportamentale.
Psicologia clinica stendo un velo pietoso, rispondi alla mia precedente domanda: quale professionista potrebbe fare una diagnosi a distanza senza aver mai visto un paziente? Completo di diagnosi di personalità, meccanismi di difesa, prognosi..ecc. Ricordo all'orale una ragazza che disse la prognosi per me è relativamente breve e il prof che disse, quello è stato un mio paziente è venuto anni e non ha risolto un tubo. Grazie tante che lui conosceva la prognosi!
Probabilmente gli insegnamenti variano da un'Università all'altra. Ad esempio a Padova ci sono tantissimi docenti validi (validissimi) e di ogni orientamento (psicoanalitico, cognitivista, gestalt, sistemico, ecc...) e vengono tutti studiati in modo approfondito. Personalmente ad esempio conosco tutti
POI c'è il tirocinio (o meglio, i tirocini). Se non è vissuto come un iter burocratico e se si sceglie la sede e il tutor giusto, puoi imparare un sacco di cose.
Effettivamente quello che manca è la supervisione, quindi la possibilità di esecitare affiancati da un tutor/supervisore. Per il resto non ho nulla da dire.
Non sempre il tirocinio è una valida esperienza e magari, come nel mio caso, ti promettono mari e monti e poi finisci a fare segreteria, i miei tirocini li considero ben altri!
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
forse evolution si riferisce al fatto che tu (dico te, per dire i counselor in generale) hai studiato Virginia Satir, ma hai studiato solo quella. Un counsleor che si ispira alla teoria sistemica, ha studiato solo quella e non sa nulla di cognitivismo, psicologia dinamica, ecc...
Non è un'offesa, anzi visto che la formazione del counselor è orientata alla pratica, più che al nozionismo, può essere più utile conosce una cosa soltanto e ignorare tutto il resto.
Magari avessi studiato solo la Satir. Aggiungici dodici anni di PNL, con Corsi
fatti all'estero e pagati di tasca mia. Poi, una volta tornato, mi sono dovuto confrontare anche con psicoterapeuti e psicologi come quella citata sopra.
C'è un "purtroppo", putroppo (e ne sono orgoglioso) il Modello Satir non me l'ha fornito o erogato nessuno: l'ho dovuto "ricostruire" io in prima persona, andandomi a cercare tutti i testi originali, i video e molto altro. Ora è tutto in un libro che tratta di applicazione del counseling in azienda.
Magari ciò che è racchiuso dentro me l'avesse fornito qualcuno all'Università.
Ma ci sono collegamenti anche con ciò che ho studiato all'Università, Laurea
che sto concludendo.
Citazione:
mi puoi spiegare meglio questo concetto per favore? non lo capisco.
Qualunque professionista fa ciò che sa, la pratica deriva dalla teoria. Dalla teoria di riferimento derivano gli strumenti di intervento
Sta scritto sopra: lo psicologo può sapere, ma può contraddirsi ne proprio lavoro (per limiti propri, tutti "interni"), facendo i conti con se stesso e questa contraddizione la proverà direttamente sulla propria pelle, chi si rivolgerà a lui/lei. Eppure lui/lei avevano detto che avevano studiato....(aggiungi Laurea e Modelli che vuoi...).Tutte belle parole...inesistenti nella pratica. Perchè è mancata la coerenza (interna).
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
No tu davvero sei del parere che se una persona viene da te con un disagio, con una motivazione a cambiare qualcosa nella sua vita e nelle sue relazioni per esempio, la rimanderesti a casa se non rientra in un quadro psicopatologico da manuale? Spiegati meglio per favore
ma che vuol dire? Intanto già parli di una persona che "viene per un disagio, con motivazione a cambiare qualcosa" e questo non l'avevi specificato prima (ed è importante per l'analisi della domanda). Poi, non c'è solo il DSM e soprattutto, come insegnano in ogni corso di psicodiagnosi, è il DSM che deve adattarsi alla persona e non viceversa! Le persone non sono fatte con lo stampino del DSM, se una persona mi riferisce vari sintomi di ansia (ad esempio) ma non a sufficienza per soddisfare i criteri di una specifida sindrome sarà un Disturbo d'ansa NAS (non altrimenti specificato) da approfondire successivamente con strumenti appropriati. E poi non esiste solo il DSM, ci sono anche altre classificazioni. Se non ha patologie evidenti ma un problema di relazioni (visto che parli di quello) invece della diagnosi col DSM si potrebbe tracciare un profilo di personalità usando un test come il 16-PF o il Big Five. Oppure altri test adeguati al problema che porta
Citazione:
Psicologia clinica stendo un velo pietoso, rispondi alla mia precedente domanda: quale professionista potrebbe fare una diagnosi a distanza senza aver mai visto un paziente? Completo di diagnosi di personalità, meccanismi di difesa, prognosi..ecc. Ricordo all'orale una ragazza che disse la prognosi per me è relativamente breve e il prof che disse, quello è stato un mio paziente è venuto anni e non ha risolto un tubo. Grazie tante che lui conosceva la prognosi!
non ho capito, il tuo prof. vi ha fatto fare una diagnosi/prognosi come esercitazione presentandovi il caso di un suo paziente, o lui ha fatto una diagnosi/prognosi a distanza, cioè senza vedere fisicamente il paziente?
Come si dice spesso con i counselor in questo forum, se si tratta di un caso specifico di professionista ciarlatano non bisogna generalizzare
Citazione:
It modeler Magari avessi studiato solo la Satir. Aggiungici dodici anni di PNL, con Corsi
fatti all'estero e pagati di tasca mia. Poi, una volta tornato, mi sono dovuto confrontare anche con psicoterapeuti e psicologi come quella citata sopra.
C'è un "purtroppo", putroppo (e ne sono orgoglioso) il Modello Satir non me l'ha fornito o erogato nessuno: l'ho dovuto "ricostruire" io in prima persona, andandomi a cercare tutti i testi originali, i video e molto altro. Ora è tutto in un libro che tratta di applicazione del counseling in azienda.
Magari ciò che è racchiuso dentro me l'avesse fornito qualcuno all'Università.
Ma ci sono collegamenti anche con ciò che ho studiato all'Università, Laurea
che sto concludendo.
ok, Satir e pnl :asd: ma tu ora stai facendo l'università quindi sei un caso a parte.
Quello che volevo dire, per argomentare l'osservazione di Evolution secondo cui il counselor non ha una conoscenza teorica approfondita, è che, giustamente, un counselor che fa una scuola di counseling sistemico conosce la teoria sistemica e stop. Una scuola di counseling rigersiano insegna Rogers e stop. E così via.
Ripeto, non è un difetto ma la specificità. Il counselor non deve sapere la rava e la fava della teoria (che invece è richiesto dalla formazione universitaria, giustamente), ma il minimo necessario per applicarlo nella pratica, come appunto viene detto su questo forum da tempo ed è in sostanza il motivo per cui il counselor avrebbe maggiori abilità nello svolgimento del counseling
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Riferimento: Abuso professione
Forse scrivo arabo!:)
Sto parlando di casi concreti della mia esperienza universitaria e di cose che ho toccato con mano, non generalizzo come state facendo voi su realtà che non conoscete.
Si a una lezione ci dissero che se viene un paziente che non rientrava in una diagnosi specifica del dsm, gli si doveva dire che non potevamo prenderlo in carico e dirgli questa motivazione.
Secondo esempio, il paziente ovviamente era stato ovviamente paziente del professore. Eravamo noi a dover far la diagnosi per "corrispondenza" in base a una sommaria descrizione e a uno stralcio del colloquio.
E questa è una preparazione adeguata per chi andrà a far lo psicologo?
Per me assolutamente no, anche se la legge lo permette.
Io posso essere preparatissimo sui meccanismi di difesa, sulla diagnosi ecc. e poi non essere in grado nella pratica di stabilire un contatto empatico con un paziente e di relazionarmi con lui.
Capisco perchè temiate tanto i corsi di consueling: perchè insegnano proprio le basi e le competenze pratiche che a noi nessuno ha insegnato all'università.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
evolution
Mi dispiace tu non sia riuscita a far fruttare la tua esperienza universitaria, e addirittura tu sia arrivata alla nausea; io sto apprendendo molto, e grazie ad un'analisi personale e allo studio sto crescendo e apprendendo molto. Forse in futuro per integrare farò una scuola di counseling, anche se sono più orientato a una scuola di psicoterapia.
Uh mi ero persa questa perla, come sei altruista ma non ti dispiacere per me davvero non c'è n'è bisogno.
Ho trovato molta competenza, apertura, disponibilità e una vera motivazione alla ricerca al di fuori nel mondo universitario.
Le mie basi mi sono servite per poter partire ad approfondire altro e a discernere tra cosa mi poteva essere utile nel mio lavoro e cosa no.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
come appunto viene detto su questo forum da tempo ed è in sostanza il motivo per cui il counselor avrebbe maggiori abilità nello svolgimento del counseling
Non so da chi <<viene detto>>, ma su questa affermazione ho molti dubbi.
D'altronde di tutti i miei colleghi di Corso (di Counseling) forse 2 o 3 svolgono
il Counseling "part time". Ed eravamo 33 partecipanti.
Per gli altri, e soprattutto per gli psicoterapeuti che insegnavano, è stata solo un'opportunità di terapia breve (neanche troppo dissimulata) in aula: un pessimo esempio di professionalità e un pessimo esempio di conoscenza di competenze e "saper fare" di Counseling da fornire.
Altro che <<ciarlatani, che per comodità hanno speso poco e guadagnano parecchio>>!
Quest'ultima affermazione non ha nessun fondamento, per quanto mi riguarda.
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Citazione:
Originalmente inviato da
darksky^
Forse scrivo arabo!:)
Sto parlando di casi concreti della mia esperienza universitaria e di cose che ho toccato con mano, non generalizzo come state facendo voi su realtà che non conoscete.
Si a una lezione ci dissero che se viene un paziente che non rientrava in una diagnosi specifica del dsm, gli si doveva dire che non potevamo prenderlo in carico e dirgli questa motivazione.
Secondo esempio, il paziente ovviamente era stato ovviamente paziente del professore. Eravamo noi a dover far la diagnosi per "corrispondenza" in base a una sommaria descrizione e a uno stralcio del colloquio.
E questa è una preparazione adeguata per chi andrà a far lo psicologo?
Per me assolutamente no, anche se la legge lo permette.
Io posso essere preparatissimo sui meccanismi di difesa, sulla diagnosi ecc. e poi non essere in grado nella pratica di stabilire un contatto empatico con un paziente e di relazionarmi con lui.
Capisco perchè temiate tanto i corsi di consueling: perchè insegnano proprio le basi e le competenze pratiche che a noi nessuno ha insegnato all'università.
forse sono io che parlo arabo. Se mi riporti il caso specifico di 2 tue esperienze e da lì fai una critica a tutta l'Università italiana questa si chiama generalizzazione.
Il primo esempio che hai detto si tratta di una frase decontestualizzata e non vuol dire niente di per sé, andrebbe capita nel contesto del corso, della lezione e del concetto che stava esprimendo uel prof.
Il secondo esempio è chiaramente un'esercitazione, cosa deve fare un prof., portarvi i pazienti in carne e ossa? E' ovvio che ll'uni. insegnano la teoria
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Riferimento: Abuso professione
Non concordo, sul fatto che sia corretto, che la formazione universitaria sia lunga e noziaonistica, qui siamo troppo teorici, ma il problema è che un metodo di apprendimento solamente passivo, ore di lezioni con dei prof. svogliati, che parlano a bassa voce, e gli studenti assopiti, d'altronde, è poi scontato, che nessuno si ricordi nulla o quasi, di ciò che ha studiato negli anni precedenti.
per quanto io sia psicologo, non penso che solamenti gli psicogi-psicoterapeuti, possano aiutare una persona, esistono varie strade da poter seguire, quella del consuleor è una di quelle....
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Riferimento: Abuso professione
sì il piccolo problema è la concorrenza sleale. lo psicologo fa cinque anni di università (nel mio caso frequentando i reparti,oltre che corsi e applicazioni anche di counseling), un esame di stato parecchio pesante e un anno di tirocinio in cui NON può ufficialmente avere un paziente, ma in cui in realtà si fa parecchia pratica, "osservando" e spesso facendo test, gruppi e colloqui. queste sono tutte cose che lo psicologo deve fare, e il counselor? cosa è ufficialmente tenuto a fare? c'è troppa disparità di trattamento. se per gli psicologi ci fossero meno vincoli sarebbe una concorrenza corretta
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Riferimento: Abuso professione
e chi li mette questi limiti? chi crea la disparità di trattamento? i nostri ordini professionali che dovrebbero tutelarci in primis.
Come si è già detto lo psicologo e il consueling sono due professionalità completamente diverse, quindi non capisco proprio perchè dovrebbe esserci lo stesso iter e trattamento.
E poi se non sapete come si diventa consuelor e che figura è informatevi.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
cecimarghe
sì il piccolo problema è la concorrenza sleale. lo psicologo fa cinque anni di università (nel mio caso frequentando i reparti,oltre che corsi e applicazioni anche di counseling), un esame di stato parecchio pesante e un anno di tirocinio in cui NON può ufficialmente avere un paziente, ma in cui in realtà si fa parecchia pratica, "osservando" e spesso facendo test, gruppi e colloqui. queste sono tutte cose che lo psicologo deve fare, e il counselor? cosa è ufficialmente tenuto a fare? c'è troppa disparità di trattamento. se per gli psicologi ci fossero meno vincoli sarebbe una concorrenza corretta
Aggiungici che c'è una quota annuale di iscrizione da pagare
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
darksky^
e chi li mette questi limiti? chi crea la disparità di trattamento? i nostri ordini professionali che dovrebbero tutelarci in primis.
Come si è già detto lo psicologo e il consueling sono due professionalità completamente diverse, quindi non capisco proprio perchè dovrebbe esserci lo stesso iter e trattamento.
E poi se non sapete come si diventa consuelor e che figura è informatevi.
Io tutta questa diversità non riesco a vederla. Io vedo due professioni che operano in modo molto simile e sopratutto nello stesso campo...
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Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Aggiungici che c'è una quota annuale di iscrizione da pagare
Quando dico che parlate di cose che non conoscete, anche i veri consuelor pagano un iscrizione annuale al loro albo privato, anche loro fanno un esame e in molti albi devono mandare ogni anno due relazioni con due casi che hanno seguito con il consueling.
In occasione dell'ultimo corso con crediti ecm presso una scuola di consueling, ho controllato e i consuelor pagano 150 euro l'anno.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
darksky^
Quando dico che parlate di cose che non conoscete, anche i veri consuelor pagano un iscrizione annuale al loro albo privato, anche loro fanno un esame e in molti albi devono mandare ogni anno due relazioni con due casi che hanno seguito con il consueling.
In occasione dell'ultimo corso con crediti ecm presso una scuola di consueling, ho controllato e i consuelor pagano 150 euro l'anno.
si ma ci sono tante associazioni di counseling (sico, sicis, assocounseling,....forse altre, non so) e quindi non è un Albo Nazionale, ma associazioni private, come hai detto. Quindi ogni associazione ha i suoi criteri, regole e tasse. Se paghi 150 euro all'anno, puoi cambiare assocazione o toglierti, dopotutto non serve l'iscrizione all'alb o per fare il counseling perché, come hai detto tu, sono albi privati che non hanno valore per lo Stato.
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Riferimento: Abuso professione
dal sito OPL:
Recentemente, un'associazione di counseling ha annunciato l'avvio di un “progetto” con il nostro Ordine professionale, ravvisando in esso un'“apertura” dell'OPL verso una forma di riconoscimento e definizione della professione di counselor, costringendoci a richiedere una rettifica urgente.
La rettifica è stata immediata e la notizia è stata rettificata.
Un consigliere del nostro Ordine, ***, ha effettivamente avviato un dialogo sul tema delle professioni affini, nella forma di una c.d. “mailing list” aperta. Ciò avviene nella cornice di una libertà di espressione che è, peraltro, costituzionalmente sancita.
Posto che il Consiglio dell'OPL non ha ad oggi approvato gruppi di lavoro nè delibere di spesa, il consigliere *** ha effettivamente annunciato di voler proporre ad un prossimo Consiglio un progetto di ricerca sulle professioni affini, finalizzato anche a definire la qualità e quantità del fenomeno del counseling psicologico e non psicologico. Il che può essere utile al fine di tutelare nel migliore dei modi la nostra professione. Su questo progetto l'Ordine informerà puntualmente i colleghi, e, all'occorrenza, chiederemo il parere degli Psicologi tutti usando strumenti di democrazia diretta.
Nessuna azione dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia rappresenta un' “apertura” verso una realtà, il counselling, specie laddove si intenda con questo termine un'auto-attribuzione arbitraria di competenze psicologiche da parte di soggetti privi di abilitazione all'esercizio professionale. I doveri di questo consiglio e dell'ufficio di presidenza vanno in direzione di una tutela seria e ferma di ciascun collega, e dei cittadini, di fronte a qualunque soggetto che eserciti le prerogative di prevenzione, diagnosi, attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno previste dalla l.56/89 come attribuzioni specifiche al ruolo professionale dello psicologo senza possederne i titoli.
Su questo siamo già attivi nel considerare alcune situazioni che ci vengono segnalate.
Il Presidente
cpsa ne pensate? sapete qual è l'associazione di counseling che ha annunciato l'avvio di questo "progetto"?
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Riferimento: Abuso professione
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Originalmente inviato da
Johnny
dopotutto non serve l'iscrizione all'alb o per fare il counseling perché, come hai detto tu, sono albi privati che non hanno valore per lo Stato.
Se è per questo qualcuno ha addirittura creato un'Associazione propria con cui si auto-riconosce!
Ma la domanda fondamentale è: che garanzie da' l'Albo riconosciuto dallo Stato? Che lo psicologo può affermare di conoscere e praticare il Modello Satir, erogatogli dalla scuola quadriennale(!) a suo dire per, poi, dimostrare tutto il contrario e utilizzare solo tecniche provocative??
E' questo è iscritto all'Albo ed ha anche la Laurea.
Altro caso: psicologo straniero esercitante in Italia - si diletta a praticare "Coaching al telefono"...mhmm è coerente con il Codice deontologico o è un modo di sfruttare il titolo di Psicologo e la situazione di bisogno di un'altra persona??
E' giusto scagliarsi contro i Counselor ciarlatani (che sono soprattutto "sedicenti Counselor" - senza neppure il titolo triennale), MA
occorrerebbe anche "fare pulizia" di questi signori e signore che svalutano la professione di Psicologo agli occhi dei non-esperti: i clienti e i pazienti che, poi, quindi, cercheranno un'alternativa diversa dalla Psicologia (astro-counseling, ecc.).
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Riferimento: Abuso professione
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Originalmente inviato da
darksky^
Quando dico che parlate di cose che non conoscete, anche i veri consuelor pagano un iscrizione annuale al loro albo privato, anche loro fanno un esame e in molti albi devono mandare ogni anno due relazioni con due casi che hanno seguito con il consueling.
In occasione dell'ultimo corso con crediti ecm presso una scuola di consueling, ho controllato e i consuelor pagano 150 euro l'anno.
Ma non è obbligatorio, serve solo per darsi un tono, non ha nessun valore legale, se vuoi ti iscrivi e se vuoi no.
Comunque non sono i counselor che sbagliano. E' la legge che permette questo che è iniqua.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
si ma ci sono tante associazioni di counseling (sico, sicis, assocounseling,....forse altre, non so) e quindi non è un Albo Nazionale, ma associazioni private, come hai detto. Quindi ogni associazione ha i suoi criteri, regole e tasse. Se paghi 150 euro all'anno, puoi cambiare assocazione o toglierti, dopotutto non serve l'iscrizione all'alb o per fare il counseling perché, come hai detto tu, sono albi privati che non hanno valore per lo Stato.
:approved:
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Se è per questo qualcuno ha addirittura creato un'Associazione propria con cui si auto-riconosce!
Ma la domanda fondamentale è: che garanzie da' l'Albo riconosciuto dallo Stato? Che lo psicologo può affermare di conoscere e praticare il Modello Satir, erogatogli dalla scuola quadriennale(!) a suo dire per, poi, dimostrare tutto il contrario e utilizzare solo tecniche provocative??
E' questo è iscritto all'Albo ed ha anche la Laurea.
Altro caso: psicologo straniero esercitante in Italia - si diletta a praticare "Coaching al telefono"...mhmm è coerente con il Codice deontologico o è un modo di sfruttare il titolo di Psicologo e la situazione di bisogno di un'altra persona??
E' giusto scagliarsi contro i Counselor ciarlatani (che sono soprattutto "sedicenti Counselor" - senza neppure il titolo triennale), MA
occorrerebbe anche "fare pulizia" di questi signori e signore che svalutano la professione di Psicologo agli occhi dei non-esperti: i clienti e i pazienti che, poi, quindi, cercheranno un'alternativa diversa dalla Psicologia (astro-counseling, ecc.).
I casi singoli non contano, la legge ci obbliga a pagare per poter svolgere una professione. Qualcuno fa le stesse cose ( perdonatemi non risco a vedere la differenza tra le due professioni) e non è obbligato a niente.
Poi ci può essere il counselor bravo, lo psicologo non bravo e l'assitente sociale cialtrone. Tutti e 3 hanno uno studio e fanno colloqui di sostegno.
Ma questi due ultimi sono obbligati a pagare un ordine e il primo no.
GIUSTIZIA????
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Riferimento: Abuso professione
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Originalmente inviato da
Johnny
si ma ci sono tante associazioni di counseling (sico, sicis, assocounseling,....forse altre, non so) e quindi non è un Albo Nazionale, ma associazioni private, come hai detto. Quindi ogni associazione ha i suoi criteri, regole e tasse. Se paghi 150 euro all'anno, puoi cambiare assocazione o toglierti, dopotutto non serve l'iscrizione all'alb o per fare il counseling perché, come hai detto tu, sono albi privati che non hanno valore per lo Stato.
I consuelor seri si iscrivono a un albo.
Proprio perchè la loro professionalità è riconosciuta e validata e perchè come è avvenuto in Toscana, in seguito alle farneticazioni di un albo degli psicologi, sono tutelati e hanno dei professionisti a loro disposizione per le questioni legislative.
I nostri albi sono così impegnati in queste cose che ragionevolmente hanno poco tempo per tutelare e promuovere la professione di psicologo.
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Riferimento: Abuso professione
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Originalmente inviato da
monicadal
Ma non è obbligatorio, serve solo per darsi un tono, non ha nessun valore legale, se vuoi ti iscrivi e se vuoi no.
Comunque non sono i counselor che sbagliano. E' la legge che permette questo che è iniqua.
Allora siamo d'accordo su una cosa, fosse per me abolirei l'albo domani stesso, lo ritengo solo inutile e dannoso.
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Poi ci può essere il counselor bravo, lo psicologo non bravo e l'assitente sociale cialtrone. Tutti e 3 hanno uno studio e fanno colloqui di sostegno.
Ma questi due ultimi sono obbligati a pagare un ordine e il primo no.
GIUSTIZIA????
Appunto perchè pagano un Ordine, la diretta conseguenza sarebbe che quest'Ordine avesse una Funzione e fornisse delle Garanzie, che, secondo me, fornisce quasi per nulla. Quindi al termine il cliente/paziente si trova davanti una professione "non-regolamentata" (il Counseling) e una regolamentata, ma pochissime Garanzie (Laurea, percorso personale-ma-non-so-quale-sia, sedicente formazione specialistica, ecc.).
La realtà è costituita dalla somma dei casi singoli, diversi certamente, ma che fanno la realtà. Altrimenti si possono facilmente fare generalizzazioni, ma mi sembra che neppure a Te piacciano.
E i casi singoli contano, perchè dopo che il cliente è stato deluso dal cialtrone di turno (Psicologo clinico-in-azienda; non-Psicologo sedicente specialista in PNL; non-Counselor sedicente Counselor, ecc.). Il cliente si rivolgerà ad altri settori che non saranno più Psicologo, nè PNL e nè Counselor, ma "astrologia-counseling", ecc. Il danno, quindi, è per chi ha la reale formazione nel rispettivo campo che sarà realmente danneggiato.
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Riferimento: Abuso professione
Questo è l'eterno dilemma, ordine sì, ordine no.
Io personalmente ritengo l'Ordine inutile e dannoso. Inutile perché non serve a niente (scausate la tautologia...), dannoso perché di certo non tutela l'utenza.
A ben vedere un professionista iscritto all'ordine, per rimanere tale, è obbligato al pagamento della quota sociale e al rispetto del codice deontologico. Di questi due il pagamento della quota è l'unico atto formale verificabile con certezza. Stop.
Prendiamo ad esempio un'associazione di categoria di counseling tra le più serie e famose: AssoCounseling (una volta tanto non prendiamo i soliti cialtroni, come esempio, ma qualcuno che lavora con serietà).
AssoCounseling prevede una verifica continua in itinere propria al così detto percorso di certificazione.
Verifica iniziale:
- viene verificata la formazione che deve rispondere agli standard previsti dall'associazione e che di fatto sono standard ricondicibili all'associazione europea di counseling
- viene verificato il tirocinio
- viene fatto sostenere un esame scritto e orale
- il codice deontologico è materia d'esame
- gli aspetti legali e professionali sono materia d'esame
Verifica seguente:
- il professionista viene certificato con un livello di accreditamento (ci sono più livelli)
- il professionista viene certificato in specifici ambiti di intervento (ospedale, scuola, comunità, coppia, famiglia, etc.) e non è un "counselor-tuttologo" come di fatto è lo "psicologo-tuttologo" quando si iscrive all'ordine
- l'iscritto è obbligato a stipulare un'assicurazione per responsabilità professionale (lo psicologo, no)
- l'iscritto è obbligato a far firmare il consenso informato ai propri clienti
Verifica periodica ogni 3 anni:
- aver svolto almeno 100 ore di aggiornamento teorico
- aver svolto almeno 30 ore di supervisione professionale
- restano fermi i precedenti requisiti (assicurazione, etc.)
La verità è che l'associazione di categoria, così facendo, tutela di molto di più i clienti dei counselor di quanto l'Ordine non tuteli i pazienti degli psicologi.
L'unica differenza è che:
- lo psicologo è costretto a buttare via 150 euro l'anno di... ehm... è obbligato ad iscriversi all'ordine
- il counselor non è obbligato ad essere iscritto all'associazione
Peggio, direte voi. No, molto meglio! Perché tra il fare una cosa perché si è obbligati e il farne una perché la si sceglie liberamente c'è molta differenza (vedi esame di Psicologia Generale, capitolo sulla motivazione :asd:).
Anzi, gli psicologi e le istituzioni psicologiche dovrebbero confrontarsi con chi opera seriamente così da rafforzare il loro lavoro.
Un counselor cialtrone non giova nè agli psicologi nè ai counselor seri.
L'idea che solo l'Ordine professionale possa tutelare una professione è un'idea risalente al medioevo e poi tornata in voga durante il fascismo (arti e corporazioni).
Spesso si tende a confondere la regolamentazione di una professione con l'esistenza di un ordine, ma non è affatto così.
E non ha molto senso colpevolizzare i counselor perché non hanno una regolamentazione. E' il legislatore italiano che gliela deve dare, mica se la possono inventare...
Anzi, è del tutto lodevole che si siano auto-regolamentati con le associazioni di categoria in attesa (forse...) che il legislatore si occupi di loro. Così come è successo per tante altre professioni tra cui, guarda caso, quella di psicologo...
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Riferimento: Abuso professione
Pienamente d'accordo con quattostracci.
Abbasso l'ordine per com'è fatto ora. Avesse una funzione vera di tutela, di verifica, selezione e filtraggio degli incompetenti (pur laureati) dagli psicologi validi, sarebbe uno strumento utilissimo. Così com'è ora è solo una tassa, un pizzo che gli psicologi devono pagare, ne tutela in parte gli interessi, ma da un'ottica di protezionismo "medioevale" piuttosto che da quella di un identificazione di validità e serietà professionale.
Saluti
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Originalmente inviato da
Arjuna76
Pienamente d'accordo con quattostracci.
Abbasso l'ordine per com'è fatto ora. Avesse una funzione vera di tutela, di verifica, selezione e filtraggio degli incompetenti (pur laureati) dagli psicologi validi, sarebbe uno strumento utilissimo. Così com'è ora è solo una tassa, un pizzo che gli psicologi devono pagare, ne tutela in parte gli interessi, ma da un'ottica di protezionismo "medioevale" piuttosto che da quella di un identificazione di validità e serietà professionale.
Saluti
Menomale che non sono il solo a pensarla così... :approved:
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
dal sito OPL:
Recentemente, un'associazione di counseling ha annunciato l'avvio di un “progetto” con il nostro Ordine professionale, ravvisando in esso un'“apertura” dell'OPL verso una forma di riconoscimento e definizione della professione di counselor, costringendoci a richiedere una rettifica urgente.
La rettifica è stata immediata e la notizia è stata rettificata.
Un consigliere del nostro Ordine, ***, ha effettivamente avviato un dialogo sul tema delle professioni affini, nella forma di una c.d. “mailing list” aperta. Ciò avviene nella cornice di una libertà di espressione che è, peraltro, costituzionalmente sancita.
Posto che il Consiglio dell'OPL non ha ad oggi approvato gruppi di lavoro nè delibere di spesa, il consigliere *** ha effettivamente annunciato di voler proporre ad un prossimo Consiglio un progetto di ricerca sulle professioni affini, finalizzato anche a definire la qualità e quantità del fenomeno del counseling psicologico e non psicologico. Il che può essere utile al fine di tutelare nel migliore dei modi la nostra professione. Su questo progetto l'Ordine informerà puntualmente i colleghi, e, all'occorrenza, chiederemo il parere degli Psicologi tutti usando strumenti di democrazia diretta.
Nessuna azione dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia rappresenta un' “apertura” verso una realtà, il counselling, specie laddove si intenda con questo termine un'auto-attribuzione arbitraria di competenze psicologiche da parte di soggetti privi di abilitazione all'esercizio professionale. I doveri di questo consiglio e dell'ufficio di presidenza vanno in direzione di una tutela seria e ferma di ciascun collega, e dei cittadini, di fronte a qualunque soggetto che eserciti le prerogative di prevenzione, diagnosi, attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno previste dalla l.56/89 come attribuzioni specifiche al ruolo professionale dello psicologo senza possederne i titoli.
Su questo siamo già attivi nel considerare alcune situazioni che ci vengono segnalate.
Il Presidente
cpsa ne pensate? sapete qual è l'associazione di counseling che ha annunciato l'avvio di questo "progetto"?
E' Assocounseling.
E il consigliere OPL che ha avviato il dialogo è, guarda caso, socio MoPI (il MoPI accoglie psicologi, counselor, assistenti sociali, pedagogisti, e chi più ne ha più ne metta).
Non è necessario omettere i nomi, sono notizie pubbliche
Al via la mailing list dell'OPL sul counseling - AssoCounseling
Non c'è dubbio che Assocounseling tuteli molto bene i suoi iscritti. Se fate un giro sul loro sito, ve ne accorgerete.
Cosa ne penso di quest'iniziativa? Per ora non penso bene, ma si vedrà....
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Riferimento: Abuso professione
Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
Questo è l'eterno dilemma, ordine sì, ordine no.
Io personalmente ritengo l'Ordine inutile e dannoso. Inutile perché non serve a niente (scausate la tautologia...), dannoso perché di certo non tutela l'utenza.
A ben vedere un professionista iscritto all'ordine, per rimanere tale, è obbligato al pagamento della quota sociale e al rispetto del codice deontologico. Di questi due il pagamento della quota è l'unico atto formale verificabile con certezza. Stop.
Prendiamo ad esempio un'associazione di categoria di counseling tra le più serie e famose: AssoCounseling (una volta tanto non prendiamo i soliti cialtroni, come esempio, ma qualcuno che lavora con serietà).
Anzi, è del tutto lodevole che si siano auto-regolamentati con le associazioni di categoria in attesa (forse...) che il legislatore si occupi di loro. Così come è successo per tante altre professioni tra cui, guarda caso, quella di psicologo...
Standing ovation!:clap2: