un lucano..:eek: a parte gli scherzi, l'importante alla fine che dicono di essere spontanei si fà e che bisogna sempre domandare all'altro se dice bugie, se risponde "ogni tanto" si ci dice: "ma dici vero?"
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un lucano..:eek: a parte gli scherzi, l'importante alla fine che dicono di essere spontanei si fà e che bisogna sempre domandare all'altro se dice bugie, se risponde "ogni tanto" si ci dice: "ma dici vero?"
L'hai tradotta dall'inglese con google? :eek:Citazione:
Originariamente postato da Accadueo
l'importante alla fine che dicono di essere spontanei si fà e che bisogna sempre domandare all'altro se dice bugie, se risponde "ogni tanto" si ci dice: "ma dici vero?"
delirio delirio... non ci fare caso(altro paradosso:P )
ok :D dimenticherò quello che ho letto.
[mode "rimozione" ON]
ho un dubbio.. ma il titolo Memento, deriva da Me-io mento o il mio mento o ancora, io mi dico le bugie?? o che?
nono nn è preso da nessuna delle tue interpretazioni...Citazione:
Originariamente postato da Accadueo
ho un dubbio.. ma il titolo Memento, deriva da Me-io mento o il mio mento o ancora, io mi dico le bugie?? o che?
io lo sapevo ma... lo ho dimentikato! :confused:
kmq è una parola latina credo...
adesso mi informo e vi farò sapere!
cia :)
per adesso nn ho ankora trovato il significato della parola memento... però vi invito a leggere questo estratto dal sito
http://cinema.castlerock.it
Parabola di un uomo senza ricordi
"Non mi sono ricordato di dimenticarti" dice Leonard Shelby, ed è meditazione granitica, digestione lenta della disillusione.
La scena è situata verso la metà del film. Leonard siede sconsolato attorno ad un fuoco nel quale ha appena gettato alcuni oggetti appartenuti alla moglie. Le fiamme rischiarano la notte buia, il volto contrito dell'uomo senza ricordi. La sua voce over pronuncia la frase che può essere messa come epigrafe di tutto il film, una frase in nuce alla quale si ritrova il senso di tutto il film: “Non mi sono ricordato di dimenticarti”.
Ciò che muove i fili – scomposti, confusi, spigolosi – della storia di Leonard è un desiderio carnale, fisico di vendetta. Un desiderio che si trasforma, marcendo, in ossessione.
Memento è un film sull’ossessione e sulla devianza, puzzle scomposto e spesso impenetrabile come una memoria senza appigli, in caduta libera sulla scoscesa e friabile collina della fallibilità umana. L’originalità del film non è tanto nella storia – un personaggio problematico, un emarginato dalla malattia – ma nel modo di narrarla, il vero fiore all’occhiello di questa pellicola è il come, il montaggio, la scelta di dividere il film in blocchi corrispondenti a tempi narrativi diversi – il bianco e nero per il monologo interiore, il colore per la storia nell’intrecciarsi di personaggi ricorrenti – e la spiazzante idea di mostrarci la storia dalla sua fine e di procede a ritroso, in senso inverso, verso il principio di tutto.
I due filoni del film – il bianco e nero tutto particolari corporei e ricordi, il colore del dipanarsi fitto e concreto della storia – si ritrovano, nella parte finale del film, sulla stessa via che conduce al finale della pellicola ed all'inizio della storia. Complicato?
Insomma, parlare di un film come Memento è nello stesso tempo facile e difficile: facile perché si tratta di una pellicola innovativa, di cinema ad incastro, sfuggente eppur logico laddove un Lynch sarebbe semplicemente sfuggente in barba alla logica, difficile perché arduo e banale è il compito d’esegesi delle storia, la ricapitolazione degli eventi. Per godere appieno di un film come questo il miglior metodo è porsi da spettatori muti e far lavorare, in segreto, il proprio cervello. Non credo sia giusto scomporre e tentare di ricomporre, in questa recensione, la storia ed i suoi fatti.
Partiamo da alcune analogie: Leonard ha un disturbo della memoria a breve che gli fa dimenticare anche i fatti più recenti, vecchi alcuni minuti, e per questo la storia che ci parla di lui – lui ne parla a noi, a ben vedere – è confusa, spezzettata, slitta su se stessa come pezzi di puzzle mai del tutto combacianti. La regia ed il montaggio non fanno che seguire il piglio sincopato e alogico della fabula: montaggio a ritroso, uso di pellicole in bianco e nero ed a colori e di tempi narrativi diversi e, nella prima sequenza del film, uso del reverse: vediamo, in pratica, la scena fatta scorrere lentamente all’indietro cosicché una Polaroid fresca di stampa, se agitata all’aria, scompare e diventa bianca celluloide.
Quello che salta all’occhio è quindi un parallelismo tra la malattia di Lenny e la malattia di un montaggio atipico, espediente intelligente per svecchiare un genere – il thriller, in generale – e per spiazzare volutamente lo spettatore. In questo modo, Christopher Nolan riesce non solo nel compito di stupire o infastidire, ma fa sì che la partecipazione dello spettatore sia mediamente molto più attiva, in modo che non siano solo gli occhi ad essere protagonisti di questo rito, ma anche e soprattutto la mente.
Il film porta con sè altre riflessioni. Se la memoria normalmente si riconduce, per logica, alla mente umana, qui l'assunto non può che essere variato. La mente di Leonard è una sorta di tabula rasa in divenire, piano inclinato sul quale scorrono, per schiantarsi e disintegrarsi poco più sotto, tutti i ricordi recenti, la vita, la quotidianità. E' chiaro quindi come la memoria di Lenny, per tornare ad avere un barlume di funzionalità, non possa essere associata alla sua mente piena di falle. Così il film vira verso una direzione a suo modo geniale. Verba volant, scripta manent cita uno dei più abusati modi di dire latini. Fedele a questa verità, Lenny si dedica completamente alla parola scritta e fa del suo corpo, della sua pelle, un santuario di ricordi scritti: la sede della sua memoria non è più la mente, per ovvi motivi, ma la fisicità del corpo, disseminato com'è di tatuaggi che lo guidano (dovrebbero guidarlo) in un percorso che porta alla vendetta.
John G. ha stuprato e ucciso mia moglie ha tatuato sul petto, poco sopra il cuore, l'uomo senza ricordi. Quella scritta è l'anticamera della follia: il mondo è pieno di John G., la vendetta è un cerchio.
Quello che guida Leonard nella sua parabola spezzata dal labirinto dei fatti, è un metodo che privilegia la parola scritta - a caldo sulla pelle, a freddo su pezzi di carta volante, sul dorso di Polaroid piene di volti vaghi - e che pretende di avere una sola regola: "ordine e metodo". A ben vedere, però, il proposito di Lenny fallisce, perché un piccolo mucchio di fatti spaiati non basta per costruire la verità. Scripta verbaque volant: anche la parola scritta non trova appigli logici e razionali. Il corpo di Leonard è un veicolo traballante: ha un motore sù di giri - il desiderio di vendetta che si fa follia - e le gomme tristemente scuarciate - il labirinto dei fatti liberamente interpretabili, non univochi.
Il nostro percorso di spettatori è quindi disseminato di cartelli sbagliati, di strade non battute, di vicoli ciechi. Condividiamo con Leonard l'assenza di logica e siamo bombardati da fatti che ci paiono collegati per sembrarci, un attimo dopo, distanti e vacui.
Volendo insistere nell'analisi, Memento tratta, nemmeno troppo velatamente, il tema dell'handicap. Leonard è un malato e, in quanto tale, una pecorella tra i lupi cattivi: durante la visione del film ci rendiamo conto, a volte con evidenza, altre meno, che Lenny è una pedina in mano agli altri personaggi, un'arma utilizzabile a proprio piacimento. Vittima due volte, quindi: dell'ossessione e delle persone.
Non è un caso, quindi, che Leonard porti tatuato sulla mano questo monito: Ricordati di Sammy Jankis: un altro uomo senza ricordi, un altro malato ed un'altra vittima, tentativo fallito di condivisione.
Memento ci rende partecipi della fallibilità umana, della pochezza della nostra memoria e del valore assoluto, prezioso ed inestimabile, dei ricordi. Chi non ha ricordi è destinato a perseverare nella follia.
Credo di ricordare che MEMENTO sia l'imperativo presente del verbo memini, meministi, meminisse. Perciò vuol dire RICORDATI.
confermo:)Citazione:
Originariamente postato da evaluna^
Credo di ricordare che MEMENTO sia l'imperativo presente del verbo memini, meministi, meminisse. Perciò vuol dire RICORDATI.
grazie eva!
:nono: bastava ricordarsi "memento mori" :asd:Citazione:
Originariamente postato da noone
io lo sapevo ma... lo ho dimentikato! :confused:
si si... mò me lo tatuo:sbonk:
stiamo diventando ripetitivi :asd:
.... :confused: sucsate... ma di cosa stavamo parlando??? :confused:
:P
Visto :30:
Bello bello mi è piaciuto proprio tanto!! :love:
ellosapevoio :clap:Citazione:
Originariamente postato da evaluna^
Visto :30:
Bello bello mi è piaciuto proprio tanto!! :love:
:D
l'ho visto anche io (registrato e viston con calma) veramente bello (anche se all'inizio non ci capivo una mazza :sbonk: )
grazie a tutti quelli che in chat mi hanno consigliato
(nun continuava a ripetere--> :noone: :lol: )
:rotfl:Citazione:
Originariamente postato da Angelus
(nun continuava a ripetere--> :noone: :lol: )
l'ho visto oggi finalmente!!!:love:
veramente splendido raga!!!!:love:
nei minuti finali so stato così :eek:
bel film bel film bel film!!!!!!!!:love:
e antares arriva col treno merci...anzi a piedi...:asd:
:P
nn si puo' parlare di pirateria antà.. edito
:sbonk: volevo dire che mi so visto il dvd :lode:
:hug:
Ehi rispolvero questa discussione....
dato ke l'ho trovata solo ora....
io vidi Memento un anno fa....
e rimasi assolutamente ESTASIATO...
era il film più bello che avessi visto negli ultimi (allora) 12 mesi.....
x cui condivido pienamente la vostra ammirazione....
ma una cosa che ho notato: a molti non piace.
Infatti io dopo la visione ho consigliato a distribuirlo dicendo che era un filmone, mio frat "ma ke cazzo di film mi hai dato? Fratello mio!!!" una mia amica "Ma ke è successo alla fine? Non ci ho capito nu caaaaazz"
E via dicendo.
Sembra sia un film riservato agli psicologi o simili....
Altri lo trovano solo parzialmente interessante perchè troppo intricato.
Cmq son felice di aver trovato un parere condiviso! Io ho adorato quel film! ciao a tutti!