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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
no mi leggo i casi clinici
Esame di stato Psicologia. Casi clinici, temi svolti ed altre risorse per le varie prove dell'esame di stato in Psicologia
per i strumenti penso basti essere molto vaghi:
mmpi
wais/wisc
rorschach
sdag/sdai e ipda (per distrubi di apprendimento)
poi credo che i casi clinici che ci presenteranno saranno abb. evidenti e palesi per la diagnosi.
alla fine se ci rileggiamo i pronostici fatti su questo forum per le possibili domande delle precedenti prove sono tutti molto catastrofici e molto piu' complicati di quello che e' stato in realtà. La commissione mi sembra molto "serena", e senza voglia di complicarci la vita.
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
quindi tu alex ti concentri sull'adulto? io mi sa che mi dedico all'evolutivo che mi sembra più breve come argomento...
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
qualcuno ha trovato casi clinici gia svolti sui distrurbi di personalità?
grazie mille
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Ciao ragazzi!io sto studiando solo sull'abc e sto integrando quelllo che manca, da altri libri di psichiatria , la il tutto è un po contorto...........ufffffffffff
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
si io mi concentro sull'adulto.. e' impossibile che nn esca una traccia secondo me. me la sto tirando?
cmq ragazzi solo una cosa... DAJE ROMA DAJE (KOMBO PAOL)
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
vi propongo un caso che ho trovato sul sito.. e vi do una mia soluzione (scritta al volo e in modo orrido)
B è una vedova di 36 aa inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 aa alla quale deve pensare ormai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da qdo ha perso il marito, è diventata inappetetnte, si sveglia alle 3 di notte e non si riaddormenta nonostante l’uso di tranquillanti o sonniferi . tende a isolarsi , rifiuta le visite delle amiche. Vede quasi quotidianamente la madre , anch’essa vedova , ma questo no n pare esserle d’aiuto. Si sente, infatti, dopo tali visite ancora più scoraggiata e sola . la donna asserisce che, da qdo il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi . si chiede se anche la figlia bisogno dello psicologo.
B. non si sente di riprendere il lavoro sospeso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
Per l’analisi del caso utilizzero’ come punto di riferimento il Manuale dei Distrubi Mentali , quarta edizione.
B. e’ una donna di 36 anni, a circa sei mesi dalla perdita del marito riferisce di essere divenuta inappetente, di avere disturbi del sonno, di utilizzare sonniferi e tranquillanti e non averne benefici, inoltre dichiara in modo consapevole di attivare condotte di isolamento sociale ed evitamento.
I rapporti interpersonali sembrano essere circoscritti a quelli con la madre, anche questa vedova, e con la figlia che dal colloquio sembra anch’essa gravare sul disagio psicologico dichiarato.
Dal colloquio emerge inoltre l’incapacità per B. di riprendere il proprio lavoro e pensieri di suicidio.
Per arrichire i dati a mia disposizione indagherei sul rapporto che B. ha con la madre e la figlia, sembra infatti che per loro siano un peso piu’ che una risorsa.
E’ importante chiedersi il perche’ sia stata consigliata dal medico ad intraprendere un iter terapeutico e valutarne le motivazioni.
Dall’insieme dei sintomi raccolti in questa fase si potrebbe ipotizare un disturbo dell’umore, in particolar modo dai deficit del sonno, dall’isolamento sociale, dal inappetenza e dai pensieri di suicidio sembrerebbe emergere un disturbo depressivo maggiore.
Sarebbe importante valutare da quanto tempo e’ presente questa sintomatologia e con quale frequenza, e se ci fossere sintomi non riferiti, ad esempio maniacali che potrebbero spostare l’attenzione su un disturbo bipolare. Amplierei quindi le mie conoscenze su B. sia con la somministrazione di scale quali HRSD, sia attraverso la somministrazione del MMPI per avere un quadro della personalità e come i disturbi riferiti possono essere collocati in esso.
L’intervento terapeutico dovrebbe inizialmente essere di tipo supportivo, per ricompattare l’Io di B. e sostenrla nel suo rapporto con la realtà, in seguito prediligerei un intervento di tipo sistemico familiare atto a rielaborare il trauma dovuto al lutto cercando di coinvolgere anche la figlia e la nonna al fine di migliorare le capacità comunicative e senso di autoefficacia.
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
alexandro
vi propongo un caso che ho trovato sul sito.. e vi do una mia soluzione (scritta al volo e in modo orrido)
B è una vedova di 36 aa inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 aa alla quale deve pensare ormai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da qdo ha perso il marito, è diventata inappetetnte, si sveglia alle 3 di notte e non si riaddormenta nonostante l’uso di tranquillanti o sonniferi . tende a isolarsi , rifiuta le visite delle amiche. Vede quasi quotidianamente la madre , anch’essa vedova , ma questo no n pare esserle d’aiuto. Si sente, infatti, dopo tali visite ancora più scoraggiata e sola . la donna asserisce che, da qdo il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi . si chiede se anche la figlia bisogno dello psicologo.
B. non si sente di riprendere il lavoro sospeso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
Per l’analisi del caso utilizzero’ come punto di riferimento il Manuale dei Distrubi Mentali , quarta edizione.
B. e’ una donna di 36 anni, a circa sei mesi dalla perdita del marito riferisce di essere divenuta inappetente, di avere disturbi del sonno, di utilizzare sonniferi e tranquillanti e non averne benefici, inoltre dichiara in modo consapevole di attivare condotte di isolamento sociale ed evitamento.
I rapporti interpersonali sembrano essere circoscritti a quelli con la madre, anche questa vedova, e con la figlia che dal colloquio sembra anch’essa gravare sul disagio psicologico dichiarato.
Dal colloquio emerge inoltre l’incapacità per B. di riprendere il proprio lavoro e pensieri di suicidio.
Per arrichire i dati a mia disposizione indagherei sul rapporto che B. ha con la madre e la figlia, sembra infatti che per loro siano un peso piu’ che una risorsa.
E’ importante chiedersi il perche’ sia stata consigliata dal medico ad intraprendere un iter terapeutico e valutarne le motivazioni.
Dall’insieme dei sintomi raccolti in questa fase si potrebbe ipotizare un disturbo dell’umore, in particolar modo dai deficit del sonno, dall’isolamento sociale, dal inappetenza e dai pensieri di suicidio sembrerebbe emergere un disturbo depressivo maggiore.
Sarebbe importante valutare da quanto tempo e’ presente questa sintomatologia e con quale frequenza, e se ci fossere sintomi non riferiti, ad esempio maniacali che potrebbero spostare l’attenzione su un disturbo bipolare. Amplierei quindi le mie conoscenze su B. sia con la somministrazione di scale quali HRSD, sia attraverso la somministrazione del MMPI per avere un quadro della personalità e come i disturbi riferiti possono essere collocati in esso.
L’intervento terapeutico dovrebbe inizialmente essere di tipo supportivo, per ricompattare l’Io di B. e sostenrla nel suo rapporto con la realtà, in seguito prediligerei un intervento di tipo sistemico familiare atto a rielaborare il trauma dovuto al lutto cercando di coinvolgere anche la figlia e la nonna al fine di migliorare le capacità comunicative e senso di autoefficacia.
Ciao ,
volevo chiederti un consiglio riguardo la diagnosi differenziale del caso sopra citato. io avrei proposto inizialmente 2 tipi di ipotesi diagnostiche, che poi avrei riportato anche nella diagnosi differenziale indagando ulteriormente ossia:
disturbo depressivo o disturbo post traumatico da stress (consideando la causa della morte prematura del marito) è corretto impostare il lavoro in questo modo, proponendo più ipotesi diagnostiche. Inoltre nella diagnosi differenziale bisogna necessariamente riporatare tutti i disturbi riportati nel DSM IV o ne cito soltanto alcuni per me più significativi???? Spero di essermi espressA correttamente...:asd:
Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeee
Buona serata
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
si , credo che tu abbia ragione..pero' io nn citerei tutti i disturbi del dsm, non e' un interrogazione. il disturbo post traumatico nn mi viene mai in mente ! ahuuhauhauha:argh:
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
vi pongo un caso strano.
1) Dati anamnestici: età 25 anni, figlio unico. Sviluppo psicofisico nella norma. Genitori viventi, entrambi pensionati.
Frequenza scolastica: Terzo anno Istituto Tecnico Industriale. Professione: operaio (industria di Stato).
Abitudini di vita regolari, modico fumatore e bevitore. Prima crisi verificatasi all'età di 19 anni mentre prestava servizio di leva.
Sintomi manifestati: allucinazioni visive e uditive, disorientamento spaziale e temporale, attacchi di panico.
Il paziente si descrive come tranquillo, un po' introverso, timido e insicuro. Frequenta coetanei con alcuni dei quali ha rapporti di amicizia. Alla visita presenta i seguenti sintomi: inappetenza, disturbi gastrici, cardiopalmo, insonnia, disagio, senso di devalorizzazione. Un tentativo sentimentale fallito di recente riacutizza idee a contenuto persecutorio; si sente spiato, seguito, calunniato. Ha interrotto il rapporto di lavoro isolandosi anche dagli amici.
Sulla base delle informazioni presentate, il candidato formuli una diagnosi clinica e un piano terapeutico che preveda il tipo di intervento, specificando il metodo e gli obiettivi che si ritengono raggiungere.
Secondo voi che diagnosi si può ipotizzare?
le allucinazioni a 19 anni e i sintomi attuali mi creano delle difficoltà!
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
COICAKINA
vi pongo un caso strano.
1) Dati anamnestici: età 25 anni, figlio unico. Sviluppo psicofisico nella norma. Genitori viventi, entrambi pensionati.
Frequenza scolastica: Terzo anno Istituto Tecnico Industriale. Professione: operaio (industria di Stato).
Abitudini di vita regolari, modico fumatore e bevitore. Prima crisi verificatasi all'età di 19 anni mentre prestava servizio di leva.
Sintomi manifestati: allucinazioni visive e uditive, disorientamento spaziale e temporale, attacchi di panico.
Il paziente si descrive come tranquillo, un po' introverso, timido e insicuro. Frequenta coetanei con alcuni dei quali ha rapporti di amicizia. Alla visita presenta i seguenti sintomi: inappetenza, disturbi gastrici, cardiopalmo, insonnia, disagio, senso di devalorizzazione. Un tentativo sentimentale fallito di recente riacutizza idee a contenuto persecutorio; si sente spiato, seguito, calunniato. Ha interrotto il rapporto di lavoro isolandosi anche dagli amici.
Sulla base delle informazioni presentate, il candidato formuli una diagnosi clinica e un piano terapeutico che preveda il tipo di intervento, specificando il metodo e gli obiettivi che si ritengono raggiungere.
Secondo voi che diagnosi si può ipotizzare?
le allucinazioni a 19 anni e i sintomi attuali mi creano delle difficoltà!
Io ipotizzerei un disturbo paranoide o disturbo schizofrenico con spunti paranoici..pertanto solo ulteriori elementi potrebbero indirizzarci verso una diagnosi corretta...
Riguardo i sintomi a 19 anni è un evento che va indagato sicuramente ma credo ci dia poche informazioni circa la sintomatologia potrebbe esseri trattato di disturbo psicotico breve o schizofreniforme che si differenzia dalla schizofrenia per la durata e il non ritiro sociale se nn ricordo male...:sbonk::sbonk:
Notte
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
ciao a tutti, compagni di sventura!!! volevo chiedervi un paio di cose. fate anche i disturbi dissociativi? qualcuno sa cosa è uscito nella sessione precedente. Ho anche un dubbio su come svolgere il caso, se fare un'ipotesi di diagnosi precisa o mantenermi molto sul vago, visto che ho avuto una sorta di "doppio messaggio" ma forse anche triplo viste le fonti... buono studio a tutti!
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
allora secondo me su asse I : indagare l'attacco di panico + episodio schizofrenico (psicotico breve)+ episodio depressivo? asse 2: indagere possibile disturbo paranoide.
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
si effettivamente quello a 19 anni potrebbe essere un dist psicotico breve (anche a seguito della condizione stressante dell'arruolamento militare) con anche attacchi di panico.
Gli altri sintomi a 25 anni sembrano più nevrotici tranne le paranoie... (quindi forse personalità paranoica o disturbo delirante... bohhhh
episodio depressivo non lo vedo..
che casino... speriamo siano più evidenti quelli che ci capiteranno!
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
inappetenza, disturbi gastrici, cardiopalmo, insonnia, disagio, senso di devalorizzazione, piu' isolamento lavoro amici.. io dei sintomi depressivi li vedo..pero' booo... nn mi e' chiarissimo
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
si riflettendoci è vero!
vabbè dai un caso fin troppo complesso!
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
COICAKINA
si riflettendoci è vero!
vabbè dai un caso fin troppo complesso!
Ciao Coicakina posso chiederti una cosa? Ma per ogni disturbo bisogna farsi diagnosi differenziale e strumenti di valutazione, io su qest'ultimi sto avendo un pò di difficoltà, tu come li stai organizzando?
ps.: Puoi suggerirmi un sito in cui ci sono esempi di casi clinici?
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
ciao!
allora per i casi il link è Superare l'esame di stato: raccolta di prove d'esame - Sito "Psicologo: verso la professione - Dall'esame di Stato al mondo del lavoro 3/ed" - Psicologia - The McGraw-Hill Companies S.r.l.
io non mi faccio la diagnosi differenziale, studio sull'ABC.
Come strumenti io consiglio di fare sempre MMPI e la WAIS oltre a qualche proiettivo... poi dipende dai casi!
spero di esserti stata utile!
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Buongiorno,
volevo augurarvi in bocca al lupo x domani!!!Speriamo bene..
Ciao
Antonella
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
COICAKINA
Grazie mille, sei stata utilissima, alla fine neanche io ho fatto la diagnosi differenziale...in bocca al lupo a tutti!!!!
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
ma voi riuscite ad entrare nella sezione esame di stato dell'universitò di chieti???non si capisce più niente!
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
COICAKINA
ma voi riuscite ad entrare nella sezione esame di stato dell'universitò di chieti???non si capisce più niente!
Sì Coicakina, t'interessa sapere qualcosa?
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
ok roberta grazie!, stamattina non funzionava ora invece è tutto ok!
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
ALLORA, COM'E' ANDATA?
Qualcuno ha risolto il caso n 3?
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
MariaRita84
ALLORA, COM'E' ANDATA?
Qualcuno ha risolto il caso n 3?
anche mia moglie ha fatto il terzo caso....tu idem?
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Bhè ragazzi come è andata??? Chi ha fatto il caso n.1
Io sono andata in ansia....cmq spero bene dai...!!!
:bua::bua::bua:
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
giopotenza sono riuscita a scriverti in privato! dai un'occhiata... e magari rispondimi :)
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
io ho fatto caso 2.
depressione maggiore
+ indagare personalità evitante e schizoide
boo...mi sembrava semplice, l'unica cosa che credo di aver sbagliato e' di aver messo come possibile causa della depressione il cambiamento liceo università
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
sono lamoglie di giopotenza ....pe mariarita84.....se mi lasci il tuo numero ti chiamo
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
ti lascio la mail [email protected]
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
ciao a tutti. per alexandro. anche io ho fatto il caso 2, ma ho messo disturbo dell'umore in generale e poi nel secondo punto ho messo che dopo gli approfondimenti vari si poteva parlare di disturbo depressivo maggiore anche perchè mi è sembrato che non ci fossero 5 sintomi come richiede il dsm nella traccia, ma solo 4. riguardo al fatto del passaggio dal liceo all'uni credo sia giusto nell'ottica della separazione, così come potrebbe essere il distacco dalle sorelle. diagnosi differenziale non ne ho fatta perchè la traccia non lo chiedeva quindi ho cercato di evitare cose in più ,tu che ne pensi?
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
alicemobili
Bhè ragazzi come è andata??? Chi ha fatto il caso n.1
Io sono andata in ansia....cmq spero bene dai...!!!
:bua::bua::bua:
@alicemobili: finalmente qualcun altro che ha svolto il primo caso!!!! Anche io sono andata nel pallone, ho fatto la diagnosi differenziale: un possibile disturbo da deficit di attenzione/iperattività ma da approfondire anche un'eventuale diagnosi di disturbo oppositivo-provocatorio (vista la tematica dell'aggressività).
Tu che hai scritto?
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
pasqualina83
@alicemobili: finalmente qualcun altro che ha svolto il primo caso!!!! Anche io sono andata nel pallone, ho fatto la diagnosi differenziale: un possibile disturbo da deficit di attenzione/iperattività ma da approfondire anche un'eventuale diagnosi di disturbo oppositivo-provocatorio (vista la tematica dell'aggressività).
Tu che hai scritto?
Allora io ho ipotizzato, visto la descrizione dei sintomi un disturbo schizofrenico(aggressività, anaffettività, pensieri deliranti...etc) poi però ho precisato negli interventi che bisognava innanzi tutto approfondire il discorso: -con i genitori che negano le problematiche del figlio e indagare il loro metodo educativo e un eventuale evento stressante che abbia provocato questi problemi.
-con gli insegnanti per vedere il reale comportamento del bambino a scuola, il suo rendimento scolastico e se hanno notato un cambiamento comportamentale oppure il bambino all'ingresso della scuola dell'infanzia aveva già di questi problemi.
- con il bambino ho consigliato
indagine livello cognitivo per escludere DDAI
indagine del livello emotivo
e la somministrazione di test proiettivi per vedere il suo ruolo nella
famiglia visto che con l'esaminatore si era dimostrato volenteroso di
relazionarsi. Un tma per l'autostima
e infine una visita neurologica per escludere eventuali danni.
Come trattamenti ho consigliato
- terapia sistemico relazionale per la famiglia
-terapia cognitivo comportamentale per la coppia genitoriale al fine di fornire indicazioni sul metodo educativo da mettere in atto col bambino
inoltre indicazioni per le insegnanti al fine di fornire strategie per affrontare il comportamento problematico.
Non so...credo che con la schizofrenia forse forse l'ho sparata un po' grossa...però i sintomi ci stavano tutti...
AIUTOOOO ILLUMINAMIII DAMMI UNA SPERANZAAA :argh:
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Io ho fato il caso del bambino, ho messo diagnosi di iperattività in differenziale disturbo oppositivo-provocatorio e in più un analisi approfondita, oltre che su questi argomenti, sulla famiglia, e sul ruolo della nascita dell'altro bambino, in quanto potrebbe anche essere un post traumatico da stres... però boh non so!! che mi dite gente di sviluppo?
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Io mi sono preoccupata molto dei messaggi durante l'interazione con lo psicologo...morte, sangue etc...e poi il fatto dell'anaffettività per i genitori che anche nel gioco escludeva volontariamente.
Non so ADHD forse ci sta...ma non comprende l'aggressività, io sarei più propensa per un disturbo oppositivo provocatorio, ma secondo me la chiave per risolvere il caso è nell'atteggiamento dei genitori...troppo ambigui...booo speriamo non tengano conto della diagnosi ma delle buone intenzioni...cmq potevano anche mettere una cosa più chiara... UFF...:swear:
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
raga al 3 caso che avete messo?
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
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Originalmente inviato da
aenima83
ciao a tutti. per alexandro. anche io ho fatto il caso 2, ma ho messo disturbo dell'umore in generale e poi nel secondo punto ho messo che dopo gli approfondimenti vari si poteva parlare di disturbo depressivo maggiore anche perchè mi è sembrato che non ci fossero 5 sintomi come richiede il dsm nella traccia, ma solo 4. riguardo al fatto del passaggio dal liceo all'uni credo sia giusto nell'ottica della separazione, così come potrebbe essere il distacco dalle sorelle. diagnosi differenziale non ne ho fatta perchè la traccia non lo chiedeva quindi ho cercato di evitare cose in più ,tu che ne pensi?
si si.. credo vada bene. io ho messo un po di tutto negli approfondimenti, tipo:
personalità:evitante/schizoide?
ansia:fobia sociale?
relazione familiare ecc ecc
tutto molto ipotetico cmq..il testo dava poche informazioni quindi ho pensato di spaziare un po..cmq il punto centrale era il disturbo depressivo
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
alicemobili
Bhè ragazzi come è andata??? Chi ha fatto il caso n.1
Io sono andata in ansia....cmq spero bene dai...!!!
:bua::bua::bua:
Io ho messo come probabile diagnosi un disturbo della condotta ad esordio nella fanciullezza, perchè c'è la componente di aggressività e violenza verso gli altri (le ferite e i lividi dei compagni), che manca nell'oppositivo-provocatorio..come differenziale ho messo l'ADHD, ma precisando che è poco probabile, perchè i sintomi sono pochi, e l'età di esordio è al limite (7 anni).
Le aree da approfondire, secondo me, erano quelle delle dinamiche familiari, specie nel rapporto con il fratello (la rabbia e la frustrazione derivante dal non essere più l'unico e incontrastato oggetto d'amore), e l'aggressività verso i genitori («gli animali non avevano i genitori»), tramite test cognitivo, test proiettivi, colloquio, gioco e disegno libero. Con i genitori avrei indagato sulle loro aspettative riguardo al figlio, il loro stile educativo e le dinamiche all'interno del nucleo familare. Con le insegnanti avrei programmato un incontro per chiarire bene il comportamento all'interno della classe, ed escludere definitivamente una diagnosi di ADHD.
Itervento cognitivo-comportamentale (rinforzi, token economy, parent training, ecc.), intervento centrato sul ragazzino per incanalare in maniera adattiva le componenti aggressive e, nel caso il comportamento dirompente non cessi o peggiori, attivazione alla Rete dei Servizi Sociali per l'inserimento di una figura educativa scolastica.
Boh, speriamo bene.. :)
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
sul fatto della personalità evitante/schizoide inizialmente lo avevo messo anch'io, l'ho chiesto alla candelori e lei ha detto che andava bene ma mi ha fatto capire che era meglio concentrarsi su un'ipotesi centrale diciamo per evitare di spaziare troppo quindi poi l'ho citato solo come tratto di personalità e non come di sturbo in diagnosi differenziale. Poi negli approfondimenti ho messo tutto ciò che serviva per diagnosticare un depressivo maggiore visto che avevamo solo 4 sintomi e il dsm ne richiede 5. penso saranno di manica larga stavolta, non credo guarderanno il particolare. speriamo bene...
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
alicemobili
Allora io ho ipotizzato, visto la descrizione dei sintomi un disturbo schizofrenico(aggressività, anaffettività, pensieri deliranti...etc) poi però ho precisato negli interventi che bisognava innanzi tutto approfondire il discorso: -con i genitori che negano le problematiche del figlio e indagare il loro metodo educativo e un eventuale evento stressante che abbia provocato questi problemi.
-con gli insegnanti per vedere il reale comportamento del bambino a scuola, il suo rendimento scolastico e se hanno notato un cambiamento comportamentale oppure il bambino all'ingresso della scuola dell'infanzia aveva già di questi problemi.
- con il bambino ho consigliato
indagine livello cognitivo per escludere DDAI
indagine del livello emotivo
e la somministrazione di test proiettivi per vedere il suo ruolo nella
famiglia visto che con l'esaminatore si era dimostrato volenteroso di
relazionarsi. Un tma per l'autostima
e infine una visita neurologica per escludere eventuali danni.
Come trattamenti ho consigliato
- terapia sistemico relazionale per la famiglia
-terapia cognitivo comportamentale per la coppia genitoriale al fine di fornire indicazioni sul metodo educativo da mettere in atto col bambino
inoltre indicazioni per le insegnanti al fine di fornire strategie per affrontare il comportamento problematico.
Non so...credo che con la schizofrenia forse forse l'ho sparata un po' grossa...però i sintomi ci stavano tutti...
AIUTOOOO ILLUMINAMIII DAMMI UNA SPERANZAAA :argh:
Ovviamente anche io ho fatto il caso 1, anche se all'inizio non sapevo proprio cosa spararci!!! Ho iniziato con una possibile diagnosi di un esordio di ADHD di tipo combinato perchè c'erano sia iperattività che disattenzione in classe, queste manifestazioni avvenivano sia a scuola che a casa (anche se in quest'ultimo caso era da approfondire visto che i genitori sostenevano che fossero affermazioni "un po' esagerate" ma al tempo stesso hanno affermato che il fratello più piccolo gli stava lontano..); in più l'esordio di queste manifestazioni deve avvenire prima dei 7 anni, per cui ho dato per scontato che poteva rientrarci. Ho messo però anche la comorbidità con il Disturbo della Condotta ad Esordio nella fanciullezza che mi sembrava più adatto visto che bastava il sintomo dell'aggressività con esordio prima dei 10 anni di età. Il bambino confermava questa ipotesi anche perchè questi soggetti di solito sono maschi e mostrano spesso aggressioni fisiche verso i coetanei.
Ho escluso l'Oppositivo Provocatorio perchè non mi risultavano soddisfatti i criteri del DSM IV
Gli aspetti da approfondire erano sicuramente il rapporto con i genitori e come questi si mostravano nei confronti del figlio, quale sistema di educazione hanno utilizzato per trasmettergli valori e regole, se sono abbastanza permissivi e gli permettono di fare qualsiasi cosa o al contrario troppo restrittivi, approfondire di che tipo di famiglia si tratta (disimpegnata), se e quali rapporti di comunicazione ci sono fra i membri, quale è stato il fattore scatenante del comportamento del bambino (se c'è stato) e come il bambino ha vissuto la nascita del fratello più piccolo.
Come tipo di intervento ho proposto la sistemico relazionale per la famiglia, il parent training per i genitori, un'attività di monitoraggio a scuola da parte degli insegnanti per osservare i comportamenti del bambino ecc.
Non sono proprio convinta al 100% ma confidando nel fatto che alla fine quelle che abbiamo scritto erano tutte ipotesi penso che nessuna di quelle che abbiamo scritto dovrebbe essere sbagliata...almeno, me lo auguro!!!!!!
Siamo fiduciosi dai!!!!
Ciaooooooooo
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Riferimento: Parliamo solo di terza prova !!!!!!
ciao a tutti e scusate se mi intrometto ma vorrei davvero una mano... devo sostenere la terza prova dell'albo b qualcuno sa dirmi su cosa mi preparo? progetto o caso clinico? magari c'è qualcuno che ne sa più di me e più della segreteria dato che nessuno ha saputo risolvermi st'enigma... vi ringrazio di cuore...