Riferimento: Discussione Casi Clinici
ben ritrovati a tutti!!!vedo che vi siete dati da fare....ho un po' di problemi di connessione per cui mi collego raramente e in più sto cercando di imparare a memoria tutti criteri....:stress:
se mi permettete, visti i casi presentati e i dubbi sulle diagnosi, a parer mio non è necessario, nè consigliabile (secondo me), fare una diagnosi precisa e sicura...anche nei casi in cui il quadro sembra suggerire una diagnosi ma non sono soddisfatti tutti i criteri non incaponitevi a formulare una diagnosi per forza....io personalmente direi che il quadro mi fa pensare a un certo disturbo ma visto che non vengono soddisfatti tutti i criteri sarebbe opportuno approfondire alcuni aspetti (indicando quali)...
come si diceva qualche post fa l'importante è la coerenza e la logica del ragionamento, secondo me è meglio mostrare cautela piuttosto che ostentare sicurezza
per il resto buono studio a tutti e se non ci si becca lunedì...in bocca al lupo....
Riferimento: Discussione Casi Clinici
ragazzi cmq sto caso è un problema - Lutto non è una diagnosi a se stante, depressivo maggiore non va bene perchè è assocato al lutto e dura da 6 mesi e non 2, che cacchio di disturbo è?????
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
arabafenice82
non farmici pensare...io andrei ad interrogare al presidente dell'ordine con il DSM in mano e ad ogni errore sbang in testa!!! :polemico: :regole: :sasso: :martello:
ci andiamo insieme... la prima c.....a che dice gli diamo una steccata sulle mani!!!
tanto senza DSM non l'azzecca la diagnosi... :tajo:
Riferimento: Discussione Casi Clinici
dimenticavo, non è neppure un disturbo dell'adattamento, perchè non soddisfa i criteri
Criteri diagnostici per il
Disturbo dell’Adattamento
A.Lo sviluppo di sintomi emotivi o comportamentali in risposta ad uno o più fattori stressanti identificabili che si manifesta entro 3 mesi dell’insorgenza del fattore, o dei fattori stressanti.
B.Questi sintomi o comportamenti sono clinicamente significativi come evidenziato da uno dei seguenti:
1)marcato disagio che va al di là di quanto prevedibile in base all’esposizione al fattore stressante
2)compromissione significativa del funzionamento sociale o lavorativo (scolastico).
C.L’anomalia correlata allo stress non soddisfa i criteri per un altro disturbo specifico in Asse I, e non rappresenta solo un aggravamento di un preesistente disturbo in Asse I o in Asse II.
D.I sintomi non corrispondono a un Lutto.
E.Una volta che il fattore stressante (o le sue conseguenze) sono superati, i sintomi non persistono per più di altri 6 mesi.
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
disappear
ben ritrovati a tutti!!!vedo che vi siete dati da fare....ho un po' di problemi di connessione per cui mi collego raramente e in più sto cercando di imparare a memoria tutti criteri....:stress:
se mi permettete, visti i casi presentati e i dubbi sulle diagnosi, a parer mio non è necessario, nè consigliabile (secondo me), fare una diagnosi precisa e sicura...anche nei casi in cui il quadro sembra suggerire una diagnosi ma non sono soddisfatti tutti i criteri non incaponitevi a formulare una diagnosi per forza....io personalmente direi che il quadro mi fa pensare a un certo disturbo ma visto che non vengono soddisfatti tutti i criteri sarebbe opportuno approfondire alcuni aspetti (indicando quali)...
come si diceva qualche post fa l'importante è la coerenza e la logica del ragionamento, secondo me è meglio mostrare cautela piuttosto che ostentare sicurezza
per il resto buono studio a tutti e se non ci si becca lunedì...in bocca al lupo....
ottima sintesi!!! sono d'accordo... la nostra diagnosi è più "relazionale" per quella categoriale non dobbiamo essere troppo scrupolosi...
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
ghostchild
"B. è una vedova di 36 anni inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 anni alla quale deve pensare ormai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da quando ha perso il marito, è diventata inappetente, si sveglia alle tre di notte e non si riaddormenta nonostante l'uso di tranquillanti o sonniferi.
Tende ad isolarsi, rifiuta le visite delle amiche. Vede quasi quotidianamente la madre, anch'essa vedova, ma questo non pare esserle di aiuto. Si sente infatti, dopo tali visite, ancora più scoraggiata e sola. La donna asserisce che, da quando il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi. Si chiede se anche la figlia ha bisogno dello psicologo.
B. non se la sente di riprendere il lavoro sospeso dalla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
Sulla base dei dati anamnestici, il candidato indichi gli approfondimenti che ritiene necessari, formuli un'ipotesi diagnostica, ed illustri un piano di intervento in cui specifichi il metodo e gli obiettivi"....
scusate ma perchè avete il dubbio che non sia un disturbo depressivo maggiore?
la donna non dice esplicitamente di avere umore depresso ma credo sia inferibile...c'è la perdita di appetito, alterazioni del sonno, diminuzione alla partecipazione ad attività (rifiuta le visite delle amiche), ideazione suicidaria
e già qui ci sarebbero i 5 criteri richiesti...il disturbo dura da 6 mesi, quindi non è attribuibile al lutto e, a causa dell'ideazione suicidaria, non lo sarebbe stato comunque...
il dsm dice infatti:
E. I sintomi non sono meglio giustificabili da Lutto, cioè dopo la perdita di una persona amata i sintomi persistono per più di 2 mesi o sono caratterizzati da una compromissione funzionale marcata, autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o rallentamento psicomotorio.
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
disappear
scusate ma perchè avete il dubbio che non sia un disturbo depressivo maggiore?
la donna non dice esplicitamente di avere umore depresso ma credo sia inferibile...c'è la perdita di appetito, alterazioni del sonno, diminuzione alla partecipazione ad attività (rifiuta le visite delle amiche), ideazione suicidaria
e già qui ci sarebbero i 5 criteri richiesti...il disturbo dura da 6 mesi, quindi non è attribuibile al lutto e, a causa dell'ideazione suicidaria, non lo sarebbe stato comunque...
il dsm dice infatti:
E. I sintomi non sono meglio giustificabili da Lutto, cioè dopo la perdita di una persona amata i sintomi persistono per più di 2 mesi o sono caratterizzati da una compromissione funzionale marcata, autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o rallentamento psicomotorio.
il fatto è proprio questo... l'alterazione dell'umore è dovuta al lutto del marito, l'unica cosa anomala è la sua risposta [forse] sproporzionata... comunque al di là dei criteri diagnostici la donna insieme alla figlia hanno [giustamente] difficoltà nell'adattarsi ad una nuova condizione... secondo me siamo al limite tra un disturbo depressivo maggiore e un disturbo dell'adattamento...
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
xeroxxerox
mi puoi spiegare che cosa è HCS
grazie :sbonk:
è una scala pr la misurazione del desiderio compulsivo (craving) per le sostanze tipo eroina cocaina.....
Riferimento: Discussione Casi Clinici
ma casi di bambini o adolescenti?? nessuno farà questa prova?????cerco qualcuno di sviluppoooooooooooooo ciao;)
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
bluesriver
il fatto è proprio questo... l'alterazione dell'umore è dovuta al lutto del marito, l'unica cosa anomala è la sua risposta [forse] sproporzionata... comunque al di là dei criteri diagnostici la donna insieme alla figlia hanno [giustamente] difficoltà nell'adattarsi ad una nuova condizione... secondo me siamo al limite tra un disturbo depressivo maggiore e un disturbo dell'adattamento...
la differenziazione di tempo e di sintomi di accompagnamento è necessaria proprio per distinguere un lutto da un disturbo depressivo....nel senso che viene considerato non patologico un quadro sintomatologico che soddisfa i criteri di un episodio depressivo maggiore quando si manifesta dopo la prdita di una persona cara, ma solo se persiste per non più di 2 mesi e non si accompagna a compromissione funzionale, rallentamento psicomotorio, ideazione suicidaria, sintomi psicotici e autosvalutazione patologica. nel momento in cui si presenta un soggetto che ha perso una persona cara da meno di due mesi e presenta un quadro che soddisfa i criteri per un episodio depressivo maggiore non si fa diagnosi di disturbo depressivo maggiore ma i sintomi vengono attribuiti al lutto. se invece l'individuo in questione ha perso la persona cara da più di 2 mesi (o meno se nel quadro è presente compromissione funzionale, rallentamento psicomotorio, sintomi psicotici, autosvalutazione patologica e ideazione suicidaria) e soddisfa i criteri per un episodio deprssivo maggiore è appropriata la diagnosi di disturbo depressivo maggiore.
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
disappear
la differenziazione di tempo e di sintomi di accompagnamento è necessaria proprio per distinguere un lutto da un disturbo depressivo....nel senso che viene considerato non patologico un quadro sintomatologico che soddisfa i criteri di un episodio depressivo maggiore quando si manifesta dopo la prdita di una persona cara, ma solo se persiste per non più di 2 mesi e non si accompagna a compromissione funzionale, rallentamento psicomotorio, ideazione suicidaria, sintomi psicotici e autosvalutazione patologica. nel momento in cui si presenta un soggetto che ha perso una persona cara da meno di due mesi e presenta un quadro che soddisfa i criteri per un episodio depressivo maggiore non si fa diagnosi di disturbo depressivo maggiore ma i sintomi vengono attribuiti al lutto. se invece l'individuo in questione ha perso la persona cara da più di 2 mesi (o meno se nel quadro è presente compromissione funzionale, rallentamento psicomotorio, sintomi psicotici, autosvalutazione patologica e ideazione suicidaria) e soddisfa i criteri per un episodio deprssivo maggiore è appropriata la diagnosi di disturbo depressivo maggiore.
ok grazie, adesso ho capito
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
bluesriver
il fatto è proprio questo... l'alterazione dell'umore è dovuta al lutto del marito, l'unica cosa anomala è la sua risposta [forse] sproporzionata... comunque al di là dei criteri diagnostici la donna insieme alla figlia hanno [giustamente] difficoltà nell'adattarsi ad una nuova condizione... secondo me siamo al limite tra un disturbo depressivo maggiore e un disturbo dell'adattamento...
per quanto riguarda il disturbo dell'adattamento, che vedo che menzionate molto spesso, non rischiate di usarlo, invece che come categoria residua, come categoria "spazzatura", in cui fare rientrare tutti i disturbi che non corrispondono ad una diagnosi precisa :asd:
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
ritapsico83
ma casi di bambini o adolescenti?? nessuno farà questa prova?????cerco qualcuno di sviluppoooooooooooooo ciao;)
le colleghe di sviluppo discutono in questo topic
http://www.opsonline.it/forum/psicol...-51-75653.html
Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
disappear
per quanto riguarda il disturbo dell'adattamento, che vedo che menzionate molto spesso, non rischiate di usarlo, invece che come categoria residua, come categoria "spazzatura", in cui fare rientrare tutti i disturbi che non corrispondono ad una diagnosi precisa :asd:
be' residua o spazzatura... più o meno siamo li
Riferimento: Discussione Casi Clinici
ragazzi, qualcuno ha capito la differenza tra disturbo algico e disturbo somatoforme indifferenziato ???
e quello tra il disturbo d'ansia generalizzato e il disturbo dell'adattamento?
sono leggermente in crisi