I miei voti sono molto piu alti di quanto mi aspettassi!!!! che sollievo!!!!!
X la preparazione io uso il DSM, l'abc della psicopatologia, e casi clinici svolti trovati qui e la. E il confronto su questo forum :D
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I miei voti sono molto piu alti di quanto mi aspettassi!!!! che sollievo!!!!!
X la preparazione io uso il DSM, l'abc della psicopatologia, e casi clinici svolti trovati qui e la. E il confronto su questo forum :D
'trovati qua e là'....dove ??
ma poi è vero che possiamo scegliere l'indirizzo ? se clinico oppure sviluppo ? in quel caso molti consigliano il libro di celi...
Andrea scrivimi a [email protected] ti passo tutto
Grande romyyyy :metal2:
ma quindi ?? si può scegliere ??
non mi è chiara questa cosa....
Aleeeeeeeee passata anche io!!! Scusate ma avevo problemi con la connessione e non sono più entrata sul forum!! Forza forza che tra poco c'è la terza! Io pensavo di fare il caso di sviluppo visto che ho fatto tirocinio prevalentemente in area minori.. Io mi faccio il falabella e il libro della cursio (guida alla consultazione psicodiagnostica) che è fatto molto bene ed è anche sintetico.. Chi come me fa sviluppo come si prepara? Grazieeeeee
facciamo questo?
Un avvocato di 45 anni richiede un trattamento su insistenza della moglie, che è stanca del loro matrimonio, non può più tollerare la sua freddezza emotiva, le richieste rigide, la sua prepotenza, il disinteresse sessuale, i lunghi orari di lavoro e i frequenti viaggi d'affari. Il paziente non prova alcun disagio particolare nel suo matrimonio e ha accettato la consulenza solo per accontentare la moglie.
Ben presto,tuttavia,emerge che il paziente è preoccupato da problemi lavorativi. E' conosciuto come l'uomo di punta di uno studio legale ben avviato. E' stato l più giovane socio nella storia dello studio ed è famoso per la sua capacità di gestire molti casi contemporaneamente. Recentemente si trova sempre più incapace di sostenere quei ritmi. E' troppo orgoglioso per rifiutare un nuovo caso e troppo perfezionista per rimanere soddisfatto dal lavoro svolto dai suoi assistenti. Scontento dello stile di vita e della struttura delle sìfrasi che scrivono, si trova costantemente a correggere le loro difese giudiziarie ed è quindi incapace di stare al passo con i suoi impegni. I suoi collaboratori lamentano che la sua attenzione per i dettagli, la sua incapacità di delegare la responsabilità stanno riducendo la sua efficienza. In 15 anni ha cambiato 2 o 3 volte segretarie all'anno; nessuna di esse può tollerare di lavorare con lui per molto tempo, perchè è troppo critico riguardo agli errori commessi dagli altri. Quando vengono assegnati i compiti, non riesce a decidere quale discutere per primo, comincia a fare programmi per sè e per i collaboratori, ma poi non riesce a rispettarli e lavora 15 ore al giorno. Trova difficile essere risoluto adesso che il suo lavoro è aumentato al di là del suo diretto controllo.
Il paziente tratta i suoi figli come se fossero delle bambole meccaniche, ma tuttavia prova per loro un affetto evidente anche se nascosto. Descrive sua moglie come una "compagna adeguata" e ha difficoltà a capire perchè sia insoddisfatta. E' puntiglioso nei modi e nell'abbigliamento, il suo eloquio è lento e monotono, arido e privo di humor con una testarda determinazione nel far intendere le sue ragioni.
E' figlio di due genitori "in carriera", estremamente dediti al lavoro. E' cresciuto con la sensazione di non lavorare mai abbastanza, di avere molto da raggiungere e poco tempo a disposizione. E' stato uno studente modello, un "topo da biblioteca", goffo e impopolare nelle attività sociali adolescenziali. E' sempre stato competitivo e ambizioso. Ha difficoltà a rilassarsi in vacanza, sviluppa complessi programmi di attività per ciascun membro della famiglia e diventa impaziente e furioso se essi rifiutano di seguire i suoi piani. Gli piacciono gli sport, ma ha poco tempo per praticarli e rifiuta di giocare se non è al massimo della forma. Sui campi da tennis è ferocemente competitivo e ha difficoltà a perdere
scusate se non rispondo a chi chiede del caso evolutivo, ma non saprei come rispondere.
a chi ha chiesto se si può scegliere il caso: sì! ti consegnano 4 casi: evolutivo, adulto, sociale/comunità e lavoro. e tu devi sceglierne uno. il tempo (due ore) di certo non ti permette di leggerli tutti e decidere poi quale fare. dovresti arrivare magari con una scelta tra due.
i casi clinici li ho trovati un po' nelle discussioni di questo forum, e un po' l'ho reperito in giro da amici/conoscenti che hanno già dato l'esame di stato. non ho problemi a scambiare il materiale, se volete scrivetemi in privato.
Ciao ragazze passata anch'io.. Io farò quasi sicuramente il caso di sviluppo perché ho maggior materiale.. I dubbi che ho riguardano i tipi di intervento e che tipo di psicoterapia proporre..
CONGRATULAZIONI A TUTTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII IIII!
Siamo certi, che possiamo scegliere tra adulto e sviluppo, no???
Grazie mille e buon lavoro!!!!!!
manca una settimana e poco più! poi vacanza! ma ci pensate che bello!??????
ps chiara sto facendo il caso del'altro giorno poi ti scrivo cosa ho messo. oggi invece faccio questo che hai messo!
grazie anche a te,
rospino!!!
Buono studio!
volevo chiedere una cosa.....per chi si sta preparando adulto....ma voi fate anche bambino? nel senso preparate tutti e due e nel caso ce ne fosse uno troppo difficile vi buttate sull'altro? io vorrei fare solo adulto, perchè di bambino all'università ho fatto davvero poco.......oddio non so. una mia amica mi ha consigliato di prepararli tutti e due. Ma la mia memoria non riesce a memorizzare sia adulto che bambino tutti i disturbi le diagnosi differenziali e trattamenti di entrambi!!!!!!
si infatti anch'io.......poi un altra cosa che nn riesco a capire, ma voi il modello teorico all'inizio del caso clinico lo citate (es psicodinamico oppure cognitivo)? anche qua ci sono voci contrastanti, io sinceramente non voglio ad andarmi ad incasinare con cose che non so....trovo dei casi clinici con spiegazioni dello sviluppo psicosessuale freudiano....il falabella su questo non aiuta. ok fermarsi alle relazioni oggettuali, al processo di separazione-individuazione, alle fasi del ciclo di vitaa di erikson...ma più...no...voi che dite? non è meglio solo nel trattamento mettere l'orientamento? o meglio gli orientamenti ?
guarda io la penso esattemente così!!!mai non esporsi troppo!!!!però ho sentito voci contrastanti su questo!!!!sempre questa mia amica mi ha detto di mettere due o tre alternative di trattamento!!!! non ho tutta questa competenza e poi mi spaventa scrivere ad esempio psicodinamico se poi lo legge un cognitivo comportamentale che potrebbe non essere assulamente d'accordo!!!!io ragazze non so non ho mai fatto un caso in vita mia!!!! studierò bene i principali disturbi dal dsm (che citerò nella fase iniziale del compito per fare le ipotesi diagnostiche e poi basta) tutto il resto sarà analisi della domanda e aree da approfondire!!!è giusto fare così????grazie mille della risposta!!!!!
Allora, io metterò solo l'orientamento dell'ipotesi tella terapia. Comunque io non mi spaventerei di chi legge, sono psicologi, sappiamo tutti che non dobbiamo essere assolutisti, credo bene che siano coscenti del fatto che alcuni trattamenti sono più adatti di altri anche se non sono del loro orientamento.
Al massimo potete consigliarne più di uno (ad esempio in alcuni possono essere adatti sia il cognitivo-comportamentale che lo psicodinamico, come nei borderline, proponete entrambi).
ok grazie mille a tutte!!!!!!!!!!!!!! :cheerleader:
Altra cosa, anche se non pensate di metterli studiacchiate qualche orientamento, perché in Bicocca quest'anno nella traccia era indicato espressamente di scrivere l'orientamento dell'approccio terapeutico (solo del trattamento). Sappiamo che in Cattolica le tracce di solito non sono così dettagliate, ma non rischiamo!
Ragazze voi studiare il dsm perché io volevo evitare perché sarebbe un elenco di sintomi.. Credo e spero che valutino il ragionamento e poi facendo caso di sviluppo ho un libro di clinica che fa un elenco di disturbi..
io l'ho letto un po' il DSM. è utile soprattutto per la parte "Manifestazioni e disturbi associati" perché ti inquadra ogni disturbo, descrivendo come dovrebbe presentarsi il soggetto nella vita di tutti i giorni, e questo mi ha aiutato ad avere una sorta di rappresentazione "tipo" di ogni patologia. ma è solo un aiuto, che ho trovato utile io.
poi anche la parte di diagnosi differenziale e utile quando magari si è incerti sulle differenze tra alcune patologie (ma per la maggior parte dei casi sono piuttosto intuitive). ma secondo me non bisogna studiarsi il DSM. è giusto conoscere i criteri diagnostici, ma non sapere a memoria tutti i criteri, e quanti se ne devono presentare. per me non bisogna citarli (come invece fa spesso il Kaneklin :| )
magari in altre sedi si aspettano una terza prova più rigorosa, ma io ho la sensazione che in Cattolica non vogliano troppa aderenza al DSM
Ciao Ilaria.7 visto che fai sviluppo anche tu hai voglia di confrontarsi con me? Che scaletta segui? Quali strumenti utilizzi?
ciao ragazze...
ma non penso ci sia differenza tra le scalette tra sviluppo o clinica..
voi che dite???
Buono studio!
concordo con chiara! ma tu lo citi quando farai la diagnosi? un altro mio dubbio è che ho visto, che molti casi clinici iniziano così : " per l'inquadramento diagnostico del caso si fara riferimento il dsm" è giusto iniziare così un compito in cattolica secondo voi? visto che il dsm non è nemmeno tra la bibliografia? tra l'altro io ho i libri consigliati e cioè la lis e sanavio, quest'ultimo è una breve sintesi descrittiva dei disturbi, inquadrati secondo il dsm, ma molto scorrevole e leggibile.....oddio che ansia io il dsm lo sto guardando perchè mi da una griglia di lettura, per il resto mi sto basando su gabbard e tutte le cose trovate su internet......il libro della lis parla di come si deve inquadrare un caso, ma non dice nulla di nuovo mi pare. grazie mille ragazze siete un aiuto indispensabile!!
anche secondo me.
ma abbiamo deciso se mettere prima o dopo l'analisi della domanda?
perché se si parte da un riassunto del caso, collegando i sintomi a certe categorie diagnostiche, poi si arriva a fare un'ipotesi. e in base a quell'ipotesi si propone un intervento. questo intervento prevede degli incontri dove appunto avverrà
-l'analisi della domanda
-storia del sintomo
-proposta di trattamento
se non facessi così, dovrei partire subito dicendo "a partire dai dati del caso inizierei facendo un'analisi della domanda ecc..."
perché sono d'accordo che l'analisi della domanda è la prima cosa che deve essere fatta, ma nel concreto. cioè, è la prima cosa da fare con il paziente. ma leggendo un caso clinico la prima cosa è cercare di inquadrare il soggetto. sulla base delle info poi proporre un piano. questo piano avrà per l'appunto l'analisi della domanda come prima cosa. no??? sento che sto straparlando :omg2:
anche io ho visto che molti partono con questa frase. che non può essere considerata scorretta. però io non la vorrei usare. magari se nella traccia del 22 chiedono espressamente una diagnosi e una diagnosi differenziale, mi sentirei legittimata di parlare tanto dei sintomi e di ricondurli alle varie patologie, e magari a quel punto sarebbe opportuno citare il testo di riferimento. se invece chiedono solo di discutere il caso starei più sul vago, anche per quanto riguarda il nome delle patologie (non starei a dire disturbo bipolare I, più recente episodio ipomaniacale, a cicli rapidi, ma piuttosto direi "un disturbo dell'umore, di tipo bipolare")
ragazze scusate ancora, ma ho mille mila dubbi in relazione al trattamento. Allora a me terapia supportiva ed espressiva mi sembra una terminalogia dinamica però qua nel forum ho letto che prima si decide se sarà supportiva oppure espressiva e poi si sceglierà l'orientamento. Quindi la terapia supportiva è generalmente utilizzata in quei casi dove l'Io è disfunzionale quando non vi è un corretto esame di realtà ecc. e l'obiettivo sarà ripristinare queste funzioni, mentre espressiva è maggiormente finalizzata a lavorare sul conflitto che presenta il soggetto e a lavorare sulle sue capacità di acquisizione delle consapevolezze eccetera. Poi decido l'orientamento per esempio nei disturbi bipolari e depressivi potrebbe essere utile una terapia cognitivo comportamentale che lavora sulle erronee interpretazioni e valutazioni che l'individuo ha di se stesso, del mondo e sul futuro, si lavora in tal modo su pensieri credenze e convinzioni rendendole da disfunzionali a funzionali, modificando i comportamenti problematici (ad esempio l'isolamento sociale) e si lavorerà inoltre per ridurre la vulnerabilità e prevenire le ricadute.è corretto? Scusatemi tanto, ma davvero io questo supportivo espressivo non la capisco molto.......grazie mille :P
sì Sury, è come hai detto tu. sono terminologie dinamiche, ma vengono utilizzate per qualsiasi approccio. io ho capito così...
vediamo cosa ci dicono gli altri
Ciao.. Io iniziò con analisi della domanda.. Poi faccio un breve riassunto e inquadro i sintomi.. Poi dico che magari servirebbero colloqui x somministrare strumenti in modo da confermare diagnosi e infine terapia e obiettivi.. Ma su qst ultimo punti ho mille dubbi.. Perché eviterei quella psicodinamica x evitare concetti Freud.. E quindi cercherei più di inserire quella cognitiva- comportamentale ma non so..
tu farai clinica o età evolutiva? io su ste cose non ci sono ancora arrivata, sulla griglia di come sviluppare il caso. Tanti che ho letto iniziano con la breve sintesi dei sintomi. Io sono ancora incasinata con i trattamenti ...ma davvero uno per ogni disturbo? anche per il disturbo algico ad esempio? o in questo caso si sviluppano due indicazioni di trattamento per l'area "dist di somatizzazione"? più che atro io non riesco a ricordare tutto. Io credo che mi farò gli interventi specifici per ogni disturbo di personalità, d'ansia, affettivo, disturbi dell'alimentazione...e poi credo che l'intervento che propongo lo faccio per la mia H diagnostica principale vero?uff a me incasina questo. Da quanto ho capito lì in cattolica non chiedono nemmeno la diagnosi e mettono casi con tanti sintomi di disturbi diversi. uff come fare a inquadrare il caso e il trattamento piu idoneo? uff a me preoccupa questo!!
Ciao io farò sviluppo perché mi sento più sicura.. Io poi sto seguendo un libro "strategie e interventi in psicologia clinica dello sviluppo" in cui dopo il disturbo ti mette la terapia.. Io non leggo il dsm perché non riuscirei a ricordare tutti i sintomi e non credo sia lo scopo di qst prova.. Secondo me la commissione valuta se siamo in grado di giustificare la nostra diagnosi.. È fare un'analisi coerente.. Io comunque da domani pome provo a fare i caso di psicologo domani.. Quelli in fondo che non c'è soluzione.. Se c'è qualcuno che li fa mi piacerebbe confrontarmi..
Buongiornooooo!
Si prova a svolgere questo di sviluppo?
Vi va?
Una scuola situata in un quartiere di periferia di una grande città chiede una consulenza allo
psicologo del
servizio materno-infantile del distretto sanitario per un bambino, Andrea, di 9 anni, che frequenta
la quarta
elementare. A scuola, Andrea presenta un comportamento aggressivo, spesso violento: rompe gli
oggetti,
colpisce i compagni a volte in modo grave. Una bambina è stata ferita sul viso mentre giocavano in
giardino
e per questo la scuola è stata denunciata dai genitori. Le insegnanti descrivono Andrea come un
bambino
aggressivo, un “bulletto”, con difficoltà di apprendimento, problemi di attenzione e di pensiero,
socialmente
isolato. Un colloquio con la madre evidenzia che Andrea ha avuto uno sviluppo fisico normale, ha
frequentato regolarmente il nido e la scuola dell’infanzia, non ha avuto malattie degne di rilievo.
La famiglia
vive in condizioni di estremo disagio economico e socio-culturale. Andrea divide la camera da letto
con i
genitori. Entrambi i genitori sono disoccupati e “si arrangiano come possono”. Trascorrono molto
tempo
fuori casa e il bambino rimane spesso da solo o gioca per strada con un gruppo di ragazzi più
grandi di lui.
La sera resta spesso sveglio fino a tardi a vedere la televisione.
Buon lavoro!
Condividiamo le nostre discussioni!!!
Buona domenica!
Allora provo a farlo..
Per le finalità diagnostiche richieste verrà fatto riferimento al manuale diagnostico e statistico dei
disturbi mentali (DSM-IV).
Dai dati disponibili emerge che l'analisi della domanda è relativa alla richiesta di intervento da parte delle insegnanti e questo potrebbe comportare il fatto che i genitori non accettino tale segnalazione e andare contro alle insegnanti e di conseguenza non collaborare non accompagnando il figlio ad eventuali accertamenti.
Da quanto descritto emerge che il profilo di A. è aggressivo e spesso tende alla violenza rompendo oggetti e colpendo compagni a volte gravemente, ha anche ferito al volto una bambina anche se non abbiamo informazioni riguardo alla gravità di questa ferita.
inoltre emergono difficoltà di apprendimento e problemi di attenzione e di essere isolato socialmente.
da un primo colloquio fatto alla madre emerge che A. ha avuto un decorso di sviluppo normale e non ha avuto malattie degne di rilievo.
Inoltre sappiamo che le condizioni socio economiche e ambientali di A. sono disastrose. Spesso rimane a casa da solo e si trova a svolgere giochi in strada.
Da quanto emerge si potrebbe ipotizzare un disturbo del comportamento, soprattutto un distrubo di condotta in quanto si sono manifestati episodi di violenza con aggressione a persone. se di questo si trattasse potremo collocarlo nella categoria "moderato".
Spesso chi è affetto da tale disturbo ha un'intelligenza sotto la media, e l'apprendimento scolastico sarebbe al di sotto del livello per quella età e questo sarebbe connesso ai problemi di apprendimento che hanno riferito le insegnanti.
non possiamo collocarlo nella categoria "DOP" Disturbo oppositivo provocatorio in quanto sono presenti comportamenti di aggressione.
Dal momento che vengono descritti anche comportamenti di disattenzione si potrebbe pensare anche un ADHD in quanto anche questi comportano spesso eccessi di ira, prepotenza, caparbietà, per fare una diagnosi più certa dovremo chiedere agli insegnanti condotte più specifiche di A. comunque ha presentato episodi di aggressività fisica e questo è escluso dal ADHD.
Per verificare se A. avesse un ADHD potrebbe essere somministrata la SDAI (Scala di Attenzione e iperattività) sia agli insegnanti che ai genitori inoltre gli ultimi tre item di questa scala sono chiesti per essere sicuri che il bambino con ADHD non presenti anche o solo un disturbo del comportamento spesso associato. In questa maniera potremo avere un quadro più completo sulla diagnosi di A. che potrebbe essere di solo Disturbo di condotta, o di Disturbo di Condotta con un ADHD.Inoltre potremo somministrare anche il TRI (Test delle Relazioni Interpersonali) per valutare la qualità o la compromissione delle relazioni.
importante sarebbe un intevento multimodale quindi non centrato solamente sul bambino ma anche sulla famiglia e gli insegnanti.
Quindi si potrebbero svolgere attività di teacher training e parent training e un intervento educativo per informare meglio famiglia e scuola sul disturbo che potrebbe avere A. e quindi come far fronte a determinate situazioni che potrebbero presentarsi.
Su A. se si trattasse di un disturbo di condotta il trattamento risulterebbe difficoltoso, si potrebbe proporre una psicoterapia individuale, inviandolo ad un esperto in psicoterapia, per individuare se qualcosa è andato storto nella sua storia personale. é importante un intervento immediato in quanto col tempo questi soggetti rischiano di chiudersi maggiormente in sè stessi. allo stesso tempo risulta difficile da attuare in quanto potrebbe mancare la motivazione da parte di A. importante sarebbe un lavoro sugli aspetti emozionali per un maggiore riconoscimento e gestione della rabbia). se fosse presente anche un ADHD potremo provare ad applicare su A. tecniche di natura comportamentale atte a valorizzare i comportamenti giusti che mette in atto e a sminuire ciò che sbaglia. una tecnica specifica potrebbe essere quella della Token Economy che prevedere l'erogazione di gettoni, punti e aiuta i bambini con difficoltà a controllare gli impulsi.
Che dite?
Cosa cambiereste, aggiungereste o togliereste??
Grazie e buon appetito!:yahoo:
Secondo me l'hai svolto bene e penso che mi baseró sul tuo modo di risolvere il caso io ancora sono indietro con lo studio.. Non so come faró.. Se riesco provo anche io a risolverlo! Ma tu del dsm hai guardato solo la parte sui disturbi diagnosticati per la prima volta nell'infanzia e adolescenza o l'hai atto tutto? Siccome manca poco sto cercando di fare l'indispensabile.. Ho anche il falabella ma non mi pare serva così tanto per il caso di evolutiva.. Boh?! Aiutooooooo
Ciao ho letto il caso.. Io inizierei con analisi della domanda ( come l'hai fatta te) e inoltre magari indagherei che strategie hanno usato gli insegnanti per cercare di gestire il comportamento del bambino).. Quando elenco sintomi ( metterei la prima tua frase x introdurre dsm iv).. E poi anch'io ho ipotizzato i tuoi stessi disturbi!!! Ah un altro cosa mi farei domande perché nel primo colloquio il padre non c'era siccome non lavora..
Comunque mi devo studiare meglio i test perché non li so bene!!!
Comunque a parte le modifiche x me l'hai svolto molto bene!!!
Ottimo Ilaria il discorso di chiedersi come mai il padre non c'era! e hai ragione sul fatto di domandarsi che criteri di valutazione hanno utilizzato le insegnanti per arrivare a dire certe cose!!
Grazie!!!
Metti pure i casi che vuoi svolgere insieme!
Io ci sono!!!
Grazie mille per la risposta!!!
Buono studio!!!:dance: