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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Originalmente inviato da
isoladel
S
Per quanto riguarda le capacità ribadisco che ci sono, nella mia conoscenza, delle scuole di counseling che danno più strumenti di una laurea triennale, provare e conoscere per credere, purtroppo ci sono anche delle scuole di counseling che danno una preparazione ridicola.
Sempre ovviamente parlo della mia limitata esperienza.
Infatti, il counseling psicologico, (o con nomi di fantasia aggiunti a counseling al posto di "psicologico" dai non laureati in psicologia, per farlo bypassando l'Università) si può fare esclusivamente con la laurea quinquennale, il tirocinio , dopo aver superato l'esame di stato e l'iscrizione all'Albo A, non certamente prima; e questo paragone, pur in buona fede e, forse ancora di più per questo, la dice lunga. Su parecchie cose.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Originalmente inviato da
Johnny
e non ti sembra che questo sia un po' contro l'articolo 21 del codice deontoogico degli psicologi?
Io credo che se l'ordine degli psicologi permette ai suoi iscritti di fondare delle scuole di counseling e se una legge già citata permette questa professione anche se ancora non regolamentata, sarebbe utile che chi la fa sia preparato, sarebbe bene che fosse molto preparato in modo da poter conoscere bene i propri limiti e collaborare con psicologi e psicoterapeuti, inviando loro le persone che hanno effettivamente bisogno di un altro professionista e limitandosi ad un campo molto circoscritto.
Sapete che la regione lazio e umbria hanno finanziato dei corsi di counseling??? Come può essere fuori legge una attività anche finanziata dalla regione???
Io ritengo che collaborazione e regolamentazione potrebbero aiutare entrambe le categorie, oltre ad una buona informazione agli utenti finali per far comprendere le differenze di qualità e professionalità (sperando che poi queste differenze ci siano concretamente, ma io sono ottimista e penso che ci siano).
Mi sembra anche sempre molto interessante questo scambio, lo amplierei a quali strade utilizzare per rendere la nostra professione più accettata, negli stati uniti tutti fanno un lavoro personale su se stessi come tutti vanno dal medico a fare un controllo...qui siamo ancora molto indietro.
Questo proporrei all'ordine, campagne di prevenzione, di informazione, di SENSIBILIZZAZIONE.
Voi che ne dite?
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Originalmente inviato da
monicadal
Non è che tutti quelli che non sono regolamentati tramite un albo non possono fare fattura o mettere una attività in proprio.....facciamo l'esempio di un massaggiatore, non esiste un albo, basta che faccia un corso, e può operare
Mi sembra di aver letto in questo forum che la professione è riconosciuta dal CNEL. Il counselor non è abusivo, i corsi sono fatti nelle scuole di specializzazione per psicoterapeuti e pubblicizzati tranquillamente, non è una figura vietata dalla legge e può operare tranquillamente facendosi pagare.
Semmai si dovrebbe regolamentare ma questo è un altro discorso....
A proposito del "riconoscimento" del CNEL (che non viene ormai più sbandierato da scuole che tentano di assumere una veste "seria" con regolamentazioni interne di autoverifiche periodiche, sempre all'interno dell'Associazione con counselor non appartenenti alla stessa scuola... ).
Alcune professioni censite dal CNEL
Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro
Attualmente alcune Associazioni accreditano, per l'iscrizione alle Associazioni stesse, delle Scuole di Counseling.
Per non ingenerare equivoci, va sottolineato immediatamente che l'accreditamento presso qualcuna tra le varie Associazione di counselor non significa nient'altro se non il fatto che la persona può eventualmente iscriversi a tali associazioni (del tutto private), in genere dopo alcuni adempimenti e il pagamento delle quote associative.
Tale accreditamento, per la legge italiana, non ha alcun valore legale.
Queste Associazioni non rappresentano assolutamente un Albo Professionale e l'unico "Reistro" che ciascuna di esse può gestire è il registro dei loro soci che si sono liberamente uniti alla singola Associazione.
L'unico "riconoscimento" che tali Associazioni possono fornire è quello di essere iscritti alla propria Associazione.
Ciascuna di tali associazioni altro non è che una tra le molte associazioni (private e prive di alcun riconoscimento giuridico, a parte quello di qualsiasi associazione tra privati in genere) che, tra l'altro, sono state registrate al CNEL (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro).
Si tratta di tutte le Associazioni che hanno inviato una qualche documentazione al CNEL stesso.
Il CNEL non le ha "riconosciute" o particolarmente autorizzate o ufficializzate in un qualche modo, ma solo e semplicemente registrate.
Il CNEL è un organo ausiliario previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana all'art 99 che recita: "Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa. È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l'iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge".
Avvendo dunque il CNEL stesso scelto di fare un primo tentativo di censimento delle libere Associazioni relative a professioni non regolamentate, ha raccolto alcune centinaia di voci (limitandosi a registrare i nomi delle Associazioni che spedivano una qualche documentazione).
Attualmente presso il CNEL è stato raccolto, come fatto puramente amministrativo e a fini genericamente conoscitivi, un elenco di oltre 150 libere associazioni tra quelle relative alle professioni non regolamentate.
Tale Associazioni riguardano gruppi che si sono associati con riferimento ad attività quali (riportando solo qualche semplice esempio, tra tanti altri): allenamento sportivo, animazione, biblioteconomia, educazione cinofila, fotografia, internet, interpretariato per sordomuti, shiatzu ecc
Per ciascuna di queste, e tante altre, attività ci sono molte associazioni diverse.
Da qui c'é un lungo elenco di denominativi "scolastici" ed "associativi".
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
A proposito del "riconoscimento" del CNEL (che non viene ormai più sbandierato da scuole che tentano di assumere una veste "seria" con regolamentazioni interne di autoverifiche periodiche, sempre all'interno dell'Associazione con counselor non appartenenti alla stessa scuola... ).
Alcune professioni censite dal CNEL
Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro
Attualmente alcune Associazioni accreditano, per l'iscrizione alle Associazioni stesse, delle Scuole di Counseling.
Per non ingenerare equivoci, va sottolineato immediatamente che l'accreditamento presso qualcuna tra le varie Associazione di counselor non significa nient'altro se non il fatto che la persona può eventualmente iscriversi a tali associazioni (del tutto private), in genere dopo alcuni adempimenti e il pagamento delle quote associative.
Tale accreditamento, per la legge italiana, non ha alcun valore legale.
Queste Associazioni non rappresentano assolutamente un Albo Professionale e l'unico "Reistro" che ciascuna di esse può gestire è il registro dei loro soci che si sono liberamente uniti alla singola Associazione.
L'unico "riconoscimento" che tali Associazioni possono fornire è quello di essere iscritti alla propria Associazione.
Ciascuna di tali associazioni altro non è che una tra le molte associazioni (private e prive di alcun riconoscimento giuridico, a parte quello di qualsiasi associazione tra privati in genere) che, tra l'altro, sono state registrate al CNEL (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro).
Si tratta di tutte le Associazioni che hanno inviato una qualche documentazione al CNEL stesso.
Il CNEL non le ha "riconosciute" o particolarmente autorizzate o ufficializzate in un qualche modo, ma solo e semplicemente registrate.
Il CNEL è un organo ausiliario previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana all'art 99 che recita: "Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa. È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l'iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge".
Avvendo dunque il CNEL stesso scelto di fare un primo tentativo di censimento delle libere Associazioni relative a professioni non regolamentate, ha raccolto alcune centinaia di voci (limitandosi a registrare i nomi delle Associazioni che spedivano una qualche documentazione).
Attualmente presso il CNEL è stato raccolto, come fatto puramente amministrativo e a fini genericamente conoscitivi, un elenco di oltre 150 libere associazioni tra quelle relative alle professioni non regolamentate.
Tale Associazioni riguardano gruppi che si sono associati con riferimento ad attività quali (riportando solo qualche semplice esempio, tra tanti altri): allenamento sportivo, animazione, biblioteconomia, educazione cinofila, fotografia, internet, interpretariato per sordomuti, shiatzu ecc
Per ciascuna di queste, e tante altre, attività ci sono molte associazioni diverse.
Da qui c'é un lungo elenco di denominativi "scolastici" ed "associativi".
Grazie per questo intervento.spesso ci si gioca troppo sul fatto che si è iscritti a quella o questa associazione. Bisogna andare a vedere cosa compporta quella iscrizione.
PS le campagne di sensibilizzazione a volte sono state fatte ma costano care e anche se c'è ormai necessità non credo sia poi tanto giusto che gli ordini debbano spendere i proprio fondi per "difendersi" (il termine passatelo, l'ho messo anche tra virgolette)
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Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
A proposito del "riconoscimento" del CNEL (che non viene ormai più sbandierato da scuole che tentano di assumere una veste "seria" con regolamentazioni interne di autoverifiche periodiche, sempre all'interno dell'Associazione con counselor non appartenenti alla stessa scuola... ).
Alcune professioni censite dal CNEL
Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro
Attualmente alcune Associazioni accreditano, per l'iscrizione alle Associazioni stesse, delle Scuole di Counseling.
Per non ingenerare equivoci, va sottolineato immediatamente che l'accreditamento presso qualcuna tra le varie Associazione di counselor non significa nient'altro se non il fatto che la persona può eventualmente iscriversi a tali associazioni (del tutto private), in genere dopo alcuni adempimenti e il pagamento delle quote associative.
Tale accreditamento, per la legge italiana, non ha alcun valore legale.
Queste Associazioni non rappresentano assolutamente un Albo Professionale e l'unico "Reistro" che ciascuna di esse può gestire è il registro dei loro soci che si sono liberamente uniti alla singola Associazione.
L'unico "riconoscimento" che tali Associazioni possono fornire è quello di essere iscritti alla propria Associazione.
Ciascuna di tali associazioni altro non è che una tra le molte associazioni (private e prive di alcun riconoscimento giuridico, a parte quello di qualsiasi associazione tra privati in genere) che, tra l'altro, sono state registrate al CNEL (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro).
Si tratta di tutte le Associazioni che hanno inviato una qualche documentazione al CNEL stesso.
Il CNEL non le ha "riconosciute" o particolarmente autorizzate o ufficializzate in un qualche modo, ma solo e semplicemente registrate.
Il CNEL è un organo ausiliario previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana all'art 99 che recita: "Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa. È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l'iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge".
Avvendo dunque il CNEL stesso scelto di fare un primo tentativo di censimento delle libere Associazioni relative a professioni non regolamentate, ha raccolto alcune centinaia di voci (limitandosi a registrare i nomi delle Associazioni che spedivano una qualche documentazione).
Attualmente presso il CNEL è stato raccolto, come fatto puramente amministrativo e a fini genericamente conoscitivi, un elenco di oltre 150 libere associazioni tra quelle relative alle professioni non regolamentate.
Tale Associazioni riguardano gruppi che si sono associati con riferimento ad attività quali (riportando solo qualche semplice esempio, tra tanti altri): allenamento sportivo, animazione, biblioteconomia, educazione cinofila, fotografia, internet, interpretariato per sordomuti, shiatzu ecc
Per ciascuna di queste, e tante altre, attività ci sono molte associazioni diverse.
Da qui c'é un lungo elenco di denominativi "scolastici" ed "associativi".
Ok capito. Io il regolamento dl CNEL non lo conoscevo bene, grazie.
Resta il fatto che comunque Il counselor può issare regolare fattura ai suoi clienti. Quindi avrà una partita IVA. Sotto quale categoria produttiva è registrato?
E poi mi piacerebbe sapere qual è la dicitura sulle fatture...consulenza? Colloquio? Colloquio di consulenza???
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Avevo già letto, stavo appunto per linkarlo. Finalmente qualcosa si muove. Ho studiato 10 anni, anni di terapia individuale e di gruppo per cosa?per farmi aprire lo studio davanti al mio da chi in tre anni (se va bene) si mette a fare lo psicologo con altro nome dicendo che però non cura ma sostiene la salute.basta basta basta.
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
Ho studiato 10 anni, anni di terapia individuale e di gruppo per cosa?per farmi aprire lo studio davanti al mio da chi in tre anni (se va bene) si mette a fare lo psicologo con altro nome dicendo che però non cura ma sostiene la salute.basta basta basta.
:tajo::tajo::tajo: sostiene la salute è bellissima... la gente ha proprio la faccia come il CUL....:asd:
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Originalmente inviato da
monicadal
Ok capito. Io il regolamento dl CNEL non lo conoscevo bene, grazie.
Resta il fatto che comunque Il counselor può issare regolare fattura ai suoi clienti. Quindi avrà una partita IVA. Sotto quale categoria produttiva è registrato?
E poi mi piacerebbe sapere qual è la dicitura sulle fatture...consulenza? Colloquio? Colloquio di consulenza???
La cosa è molto semplice, sarà registrato sotto la voce "professioni altre e diverse" non esistendo una posizione IVA autonoma per il counseling. Emetterà fatture con la maggiorazione dell'IVA e scriverà nella descrizione della prestazione: "Colloquio di counseling".
Molte associazioni di categoria suggeriscono delle posizioni IVA apposite che ritengono avvicinarsi maggiormente all'attività svolta.
Ciao
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Originalmente inviato da
evolution
I counselor non la pensano allo stesso modo sulla giurisprudenza...: A proposito dell'esercizio abusivo - AssoCounseling
La sentenza che hai postato tu fa comunque riferimento ad un naturopata, mentre l'articolo che ho postato io si riferisce alla sentenza di Milano, questa: http://www.opl.it/Allegati//OPL%20In...20allegare.pdf
Ciao
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Counseling: Esercizio abusivo della professione di psicologo
Sulla Sentenza del Giudice GATTO ebbi a scriverne nel giugno scorso... ed esprimevo forte scetticismo ed amaro stupore
Ordine Psicologi Lombardia in piena confusione su una sentenza a sfavore della PSICOLOGIA? - Altra Psicologia - il primo movimento di contrinformazione psicologica .................................................. ................., scuola di psicolo
Sulla Sentenza ABELA e l'intervista La tutela contro l’abuso di counselor, reflector e coach e simili è possibile! invece ritengo si tratti di un viatico importante, che se fosse adeguatamente colto e sostenuto dai vari Ordini potrebbe generare situazioni molto interessanti
Per tale motivo invito tutti voi a scaricare il PDF ed a diffonderlo a tutti i colleghi... ad inviarlo ai vs ordini regionali
Proprio ieri abbiamo pubblicato un nuovo scempio ai danni della Psicologia: Psicologo Penitenziario e lo scippo dei Counselor nelle carceri italiane
Cosa ancora dovremo subire prima di svegliarci e riprenderci il governo della NOSTRA professione??? :swear:
buona vita
Nicola Piccinini - Elezioni Ordine Psicologi Lazio Roma -
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Originalmente inviato da
quattrostracci
ho letto il link del tuo articolo riportato dall'assocounseling. interessante: è vero che le cause riguardano singoli soggetti e non la categoria, ma non si fa assolutamente autocritica sul fatto che tantissimi counsellor continuano a sconfinare.tanti tanti tanti. Sarò anche sfigato ma mi sembra strano che i counsellor che giocano a fare gli psicologi li becco tutti io. Può essere ma mi sembra strano. Proprio su questo topic tempo fa ho riportato un sito di un counsellor che curava. Allora: ho sono un cecchino delle indagini e quindi mi aspetto presto di essere contattato da qualche agenzia per essere assunto con uno stipendio dorato o veramente il fenomeno è dilagante.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione di psicologo
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Originalmente inviato da
nico
Cosa ancora dovremo subire prima di svegliarci e riprenderci il governo della NOSTRA professione??? :swear:
Nico, facciamo un discorso proprio terra terra: è un cane che si morde la coda. Degli spazi di mercato venono lasciati vuoti, e c'è qualcuno che li riempie. Dopodiché qualcuno si sveglia pretendendo che quello spazio gli appartenga di diritto.
Io ebbi lo stesso sentore a suo tempo con la mediazione familiare. All'epoca (tempi dei tempi..., anche se questo mi invecchia :-) gli psicologi se ne occuparono il giusto. Un po' per disinteresse vero e proprio, un po' perché avevano paura di confliggere con gli avvocati.
A distanza di anni lo spazio viene riempito dai mediatori non psicologi, ed ecco che gli psicologi si fanno avanti... pretendendo quello spazio.
Come ebbi modo di scrivere su questo forum già un'altra volta, sono stati molto più furbi gli avvocati che, anziché contrastare il fenomeno tacciandolo di abusivismo, semplicemente hanno iniziato a formarsi alla mediazione, sicuri di offrire un "prodotto" migliore sul mercato ottenendo la duplice competenza.
Io ho questa idea:
a. gli psicologi in generale tendono ad essere forti con i deboli (counselor, mediatori & co.) e deboli con i forti (medici in primis, avvocati, etc.)
b. gli psicologi non sono capaci di cogliere i cambiamenti della società e dunque non sono capaci di trasformare i nuovi spazi in spazi di mercato
c. in un mondo che cambia così in fretta sarebbe il caso di ripensare seriamente la logica dell'ordine e di tutte le professioni in genere
Ciao
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
ho letto il link del tuo articolo riportato dall'assocounseling. interessante: è vero che le cause riguardano singoli soggetti e non la categoria, ma non si fa assolutamente autocritica sul fatto che tantissimi counsellor continuano a sconfinare.tanti tanti tanti. Sarò anche sfigato ma mi sembra strano che i counsellor che giocano a fare gli psicologi li becco tutti io. Può essere ma mi sembra strano. Proprio su questo topic tempo fa ho riportato un sito di un counsellor che curava. Allora: ho sono un cecchino delle indagini e quindi mi aspetto presto di essere contattato da qualche agenzia per essere assunto con uno stipendio dorato o veramente il fenomeno è dilagante.
Non ho difficoltà a credere che li trovi tutti te, anzi ritengo che sia abbastanza la norma (nel senso che succede un po' a tutti spulciando la rete e non solo). Ma trovo anche che la cosa sia ovvia: quando uno spazio è aperto a tutti... ci si infila di tutto.
Personalmente apprezzo quei counselor che si pongono in maniera critica verso quelli che definiscono i "sedicenti" counselor. Visto che, in sostanza, si sentono i primi ad essere sput****ti (autocensura preventiva :-). E non hanno torto, visto che gli effetti si vedono.
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Originalmente inviato da
quattrostracci
a. gli psicologi in generale tendono ad essere forti con i deboli (counselor, mediatori & co.) e deboli con i forti (medici in primis, avvocati, etc.)
b. gli psicologi non sono capaci di cogliere i cambiamenti della società e dunque non sono capaci di trasformare i nuovi spazi in spazi di mercato
c. in un mondo che cambia così in fretta sarebbe il caso di ripensare seriamente la logica dell'ordine e di tutte le professioni in genere
Ciao
Ottime considerazioni
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Buongiorno ragazzi
vi aggiorno su quanto accaduto alla mia ormai ex scuola di counseling che alla notizia che non intendevo continuare ha reagito con una vera e propria campagna di marketing che mi ha lasciato perplesso. A parte riaffermare come ciò che conti per iniziare a lavorare sia il titolo di counselor e non quello di psicologo, le direttrici in aula hanno ribadito ai non psicologi aspiranti counselor che: 1) oggi la maggior parte dei clienti non cerca più una psicoterapia o uno psicologo ma il counseling in quanto si adatta meglio alle loro esigenze e bisogni. Il futuro è dei counselors quindi, tanto che loro, psicologhe e psicoterapeute, ormai fanno quasi solo counseling perchè questo la gente chiede; 2) la vera formazione è quella della scuola di counseling in quanto solo lì si impara a praticare ascolto, sostegno, aiuto, mentre la laurea in psicologia ha un valore teorico che non è necessario per lavorare nella pratica. Hanno ribadito che in tutti i casi di crisi, separazioni, orientamento, problemi legati ai compiti evolutivi, cambiamenti di vita, insicurezze di vario genere ciò che serve è il counselor e non lo psicologo, tanto meno lo psicoterapeuta; 3) hanno inoltre affermato - e questo mi pare notevole - che tutto ciò che non comporta la patologia può essere affrontato dal counselor e che inoltre, dopo un'adeguato numero di ore di colloqui e supervisioni è possibile diventare counseliors clinici e quindi affrontare anche la patologia.
A me non risulta che l'ambito clinico possa essere di competenza di qualcuno che non sia psicologo o medico. Mi ha lasciato perplesso il modo in cui hanno con estrema fermezza promosso il counseling. Le 15 persone in aula naturalmente pensano di poter poi svolgere tutti gli interventi da loro elencati, quindi ci sono persone che lavoreranno come counselor trattando tutti i disagi non patologici e che magari pensano di trattare a un certo punto anche la patologia grazie alla loro esperienza di counseling.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Il fatto che una scuola venda il counseling in questo modo e quindi formi persone che si applicheranno in questi settori è assolutamente corretto dal punto di vista della regolamentazione professionale?
le due ore di descrizione dei compiti del counselor in aula non hanno mai menzionato in senso positivo la necessità di una laurea in psicologia, considerata invece una formaizone teorica assolutamente trascurabile per lavorare con il disagio psicologico non patologico. E' stato anche precisato che tutti gli elementi di psicologia utili al counseling fengono insegnati dalla scuola triennale. Qualcuno ha espresso il rammarico di non aver fatto psicologia all'università e la risposta è stata che per lavorare basta la scuola di counseling, che è altra cosa dalla laurea e forma in maniera più completa e professionalizzante.
Mi sarebbe piaciuto che in aula ci fosse il nostro Nicola visto che sa bene, certamente meglio di me, dove si collocano i confini professionali e dove si colloca l'abuso.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
non capisco se queste scuole gestite da psicologi/psicoterapeuti che formano counselor lo fanno intenzionalmente, con uno scopo, e sono coscienti di infrangere l'articolo 21 del codice, o se invece è soltanto per racimolare soldi.
Perciò mi è venuta in mente una considerazione, che ora espongo anche a voi: c'è un nesso tra l'accorpamento della psicologia nelle professioni sanitarie e il proliferare del counseling (che non è una professione sanitaria, così come in origine non lo era la psicologia)?
...poi, non è possibile scrivere a qualcuno, a chi di competenza, una lettera firmata da psicologi / studenti di psicologia per protestare? siamo talmente tanti che nondovremmo far fatica a roccogliere un numero minimo di firme per fare qualcosa a liello legale
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Originalmente inviato da
PsicoArt
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Il fatto che una scuola venda il counseling in questo modo e quindi formi persone che si applicheranno in questi settori è assolutamente corretto dal punto di vista della regolamentazione professionale?
Volenti o nolenti, credo che in fondo questa posizione rispecchi una realtà con cui bisognerà fare i conti. Non penso che interventi normativi o il ribadire i confini professionali riusciranno ad arginare il problema. Le prospettive per la professione non saranno a mio parere rosee: probabilmente ci sarà da aspettarsi un vasto scollamento tra una quantità impressionante di figure che a vario titolo si occuperanno di benessere/patologia con una concorrenza spietata e prezzi da svendita; e pochi formatissimi professionisti che lavoreranno secondo canoni tecnici estremamente elevati con conseguenti onorari.
Saluti
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Originalmente inviato da
Johnny
non capisco se queste scuole gestite da psicologi/psicoterapeuti che formano counselor lo fanno intenzionalmente, con uno scopo, e sono coscienti di infrangere l'articolo 21 del codice, o se invece è soltanto per racimolare soldi.
Gli Ordini che hanno tentato di aprire un procedimento disciplinare per l'articolo 21 ai responsabili di scuole di counseling iscritti all'Ordine degli psicologi, hanno fatto un buco nell'acqua. E questo è quanto... d'altra parte la storia dell'articolo 21 del codice deontologico è lunga e travagliata. Ricordo che l'Ordine è stato condannato illo tempore dall'antitrust proprio per l'articolo 21... e che anche l'ultima indagine dell'antitrust sugli ordini mette quello degli psicologi tra i "cattivi"...
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Originalmente inviato da
PsicoArt
1) oggi la maggior parte dei clienti non cerca più una psicoterapia o uno psicologo ma il counseling in quanto si adatta meglio alle loro esigenze e bisogni. Il futuro è dei counselors quindi, tanto che loro, psicologhe e psicoterapeute, ormai fanno quasi solo counseling perchè questo la gente chiede;
Sulla prima parte sono perfettamente daccordo, è il riscontro che ho anche io. Sulla seconda parte, si vedrà se il futuro sarà dei counselor... non credo che ora vi siano elementi per dirlo con certezza.
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Originalmente inviato da
PsicoArt
2) la vera formazione è quella della scuola di counseling in quanto solo lì si impara a praticare ascolto, sostegno, aiuto, mentre la laurea in psicologia ha un valore teorico che non è necessario per lavorare nella pratica. Hanno ribadito che in tutti i casi di crisi, separazioni, orientamento, problemi legati ai compiti evolutivi, cambiamenti di vita, insicurezze di vario genere ciò che serve è il counselor e non lo psicologo, tanto meno lo psicoterapeuta;
Sono quasi totalmente daccordo. Chi, dopo la laurea, si è fatto seriamente specializzazioni e analisi personali, sa bene che l'ascolto non si apprende all'università.
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Originalmente inviato da
PsicoArt
3) hanno inoltre affermato - e questo mi pare notevole - che tutto ciò che non comporta la patologia può essere affrontato dal counselor e che inoltre, dopo un'adeguato numero di ore di colloqui e supervisioni è possibile diventare counseliors clinici e quindi affrontare anche la patologia.
Qui non sono daccordo, specialmente nella forma. Da un punto di vista formale in Italia il termine "clinico" è usato con un'accezione diversa rispetto al resto del mondo... nel mondo il termine "clinico" differenzia l'attività di chi vede "esseri umani con finalità cliniche, appunto", da chi vede test, questionari, topi e scimmie in laboratorio, fa esperimenti sul sonno, etc.
Peraltro quasi ovunque la locuzione "psicologo clinico" è sinonimo del nostro "psicoterapeuta". In quei paesi dove le due cose sono differenziate invece (l'Australia, ad esempio), lo psicologo clinico rappresenta il top della qualifica che puoi raggiungere. In Australia, ad esempio, si passa dallo psicologo, allo psicoterapeuta, per arrivare allo psicologo clinico.
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Ciao io mentre studio psicologia difendo il counseling pero' mi sembra (da quello che tu scrivi) che questa scuola forse non è una delle più serie...vi sorprende???
Proprio ieri ho avuto modo di ricevere le confidenze di un ennesima persona che è stata portata a letto dal proprio psicoanalista...ne vogliamo parlare????
Voglio dire che nessuna etichetta difende dalla mancanza di professionalità, onesta, o serietà. Ci sono scuole di counseling non serie ed io stessa ne ho fatto esperienza, ci sono counselor seri e psiconalisti poco seri e viceversa..
Io continuo a proporre una regolamentazione più seria e non una repressione...tra l'altro i colleghi che sono poco seri oltre a danneggiare fortemente i pazienti danneggiano enormemente la categoria ed impediscono un maggiore sviluppo della nostra professione, perchè questi fatti generano paura e diffidenza negli utenti che preferiscono tenersi il disagio a volte pur di non rischiare di cadere in cattive mani
Un sereno natale ed un felice e proficuo anno nuovo a tutti
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Originalmente inviato da
PsicoArt
Buongiorno ragazzi
vi aggiorno su quanto accaduto alla mia ormai ex scuola di counseling che alla notizia che non intendevo continuare ha reagito con una vera e propria campagna di marketing che mi ha lasciato perplesso. A parte riaffermare come ciò che conti per iniziare a lavorare sia il titolo di counselor e non quello di psicologo, le direttrici in aula hanno ribadito ai non psicologi aspiranti counselor che: 1) oggi la maggior parte dei clienti non cerca più una psicoterapia o uno psicologo ma il counseling in quanto si adatta meglio alle loro esigenze e bisogni. Il futuro è dei counselors quindi, tanto che loro, psicologhe e psicoterapeute, ormai fanno quasi solo counseling perchè questo la gente chiede; 2) la vera formazione è quella della scuola di counseling in quanto solo lì si impara a praticare ascolto, sostegno, aiuto, mentre la laurea in psicologia ha un valore teorico che non è necessario per lavorare nella pratica. Hanno ribadito che in tutti i casi di crisi, separazioni, orientamento, problemi legati ai compiti evolutivi, cambiamenti di vita, insicurezze di vario genere ciò che serve è il counselor e non lo psicologo, tanto meno lo psicoterapeuta; 3) hanno inoltre affermato - e questo mi pare notevole - che tutto ciò che non comporta la patologia può essere affrontato dal counselor e che inoltre, dopo un'adeguato numero di ore di colloqui e supervisioni è possibile diventare counseliors clinici e quindi affrontare anche la patologia.
A me non risulta che l'ambito clinico possa essere di competenza di qualcuno che non sia psicologo o medico. Mi ha lasciato perplesso il modo in cui hanno con estrema fermezza promosso il counseling. Le 15 persone in aula naturalmente pensano di poter poi svolgere tutti gli interventi da loro elencati, quindi ci sono persone che lavoreranno come counselor trattando tutti i disagi non patologici e che magari pensano di trattare a un certo punto anche la patologia grazie alla loro esperienza di counseling.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Il fatto che una scuola venda il counseling in questo modo e quindi formi persone che si applicheranno in questi settori è assolutamente corretto dal punto di vista della regolamentazione professionale?
le due ore di descrizione dei compiti del counselor in aula non hanno mai menzionato in senso positivo la necessità di una laurea in psicologia, considerata invece una formaizone teorica assolutamente trascurabile per lavorare con il disagio psicologico non patologico. E' stato anche precisato che tutti gli elementi di psicologia utili al counseling fengono insegnati dalla scuola triennale. Qualcuno ha espresso il rammarico di non aver fatto psicologia all'università e la risposta è stata che per lavorare basta la scuola di counseling, che è altra cosa dalla laurea e forma in maniera più completa e professionalizzante.
Mi sarebbe piaciuto che in aula ci fosse il nostro Nicola visto che sa bene, certamente meglio di me, dove si collocano i confini professionali e dove si colloca l'abuso.
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Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
Gli Ordini che hanno tentato di aprire un procedimento disciplinare per l'articolo 21 ai responsabili di scuole di counseling iscritti all'Ordine degli psicologi, hanno fatto un buco nell'acqua. E questo è quanto... d'altra parte la storia dell'articolo 21 del codice deontologico è lunga e travagliata. Ricordo che l'Ordine è stato condannato illo tempore dall'antitrust proprio per l'articolo 21... e che anche l'ultima indagine dell'antitrust sugli ordini mette quello degli psicologi tra i "cattivi"...
questo non lo sapevo e sinceramente non capisco il perché. Mi verrebbe da pensare che forse è uno dei tanti modi per danneggiare la categoria degli Psicologi. Non vedo altra ragione per cui l'uso di strumenti conoscitivi e di intervento psicologici , andando a incidere su aspetti profondi della persona, dovrebbe essere insegnato a non psicologi
Citazione:
Originalmente inviato da
isoladel
Proprio ieri ho avuto modo di ricevere le confidenze di un ennesima persona che è stata portata a letto dal proprio psicoanalista...ne vogliamo parlare????
ammesso che questa notizia sia vera (non conoscendo la fonte), se questo psicoanalista è psicologo può essere denunciato, un counselor no.
Inoltre, se una paziente riesce a portare a letto il "proprio" psicoanalista (che ha alle spalle 10 anni di studio + analisi personale, supervisone, ecc...) dovrebbe essere 100 volte più facile per lei fare altrettanto con un counselor.
Inoltre sono sicuro che questi episodi avvengono anche con altre figure (medici, infermieri, ecc...) solo che non esiste lo stereotipo come per lo psicoanalista e nessuno ci fa caso
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Perdonami ma riquoto "se una paziente riesca a portare a letto il proprio psicoanlista" ...ti faccio notare che la paziente è la parte debole (perchè dovrebbe avere dei problemi e difficoltà) ed il terapeuta la parte sana (perchè dovrebbe aver fatto già un percorso) e quindi se i due vanno a letto non stiamo parlando di una normale coppia di adulti che decidono di fare sesso, non per niente qualsiasi codice deontologico sia di psicologi che di counselor lo vieta espressamente, sarebbe come se un ginecologo approfittasse di una visita per fare altro...che mi rispondi che un ginecologo è un uomo e quindi è normale che si ecciti..oppure che è colpa della paziente che si spoglia??
Personalmente ho ricevuto una proposta da un terapeuta a cui ho detto di no (guarda guarda me lo volevo portare a letto ma poi ho detto di no ..che strano :) e questi casi sono frequentissimi, non vengono spesso denunciati proprio per il transfert che si crea per cui la paziente spesso non è neanche consapevole dell'abuso che subisce..neanche io ho denunciato la persona, perchè comunque gli volevo bene ..mi sono solo allontanata. E ti garantisco che questi casi sono appunto molto frequenti.
Sono d'accordo con te, questo può succedere anche per un counselor, infatti secondo me per questo tutto andrebbe regolamentato, non represso. Se uno psicologo od uno psicoterapeuta è bravo non dovrebbe temere la concorrenza ma collaborare perchè si lavora in ambiti diversi ed i counselor che conoscono bene i propri limiti di azione potrebbero inviare clienti agli psicoterapeuti.
buon natale,
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
questo non lo sapevo e sinceramente non capisco il perché. Mi verrebbe da pensare che forse è uno dei tanti modi per danneggiare la categoria degli Psicologi. Non vedo altra ragione per cui l'uso di strumenti conoscitivi e di intervento psicologici , andando a incidere su aspetti profondi della persona, dovrebbe essere insegnato a non psicologi
ammesso che questa notizia sia vera (non conoscendo la fonte), se questo psicoanalista è psicologo può essere denunciato, un counselor no.
Inoltre, se una paziente riesce a portare a letto il "proprio" psicoanalista (che ha alle spalle 10 anni di studio + analisi personale, supervisone, ecc...) dovrebbe essere 100 volte più facile per lei fare altrettanto con un counselor.
Inoltre sono sicuro che questi episodi avvengono anche con altre figure (medici, infermieri, ecc...) solo che non esiste lo stereotipo come per lo psicoanalista e nessuno ci fa caso
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
isoladel
Se uno psicologo od uno psicoterapeuta è bravo non dovrebbe temere la concorrenza ma collaborare perchè si lavora in ambiti diversi ed i counselor che conoscono bene i propri limiti di azione potrebbero inviare clienti agli psicoterapeuti.
molto "romantico",ma nel mondo del lavoro se un professionista (di qualsiasi genere) viene minacciato nel proprio mercato da altre figure non collabora, ma si "arrabbia". Nel nostro caso poi i counsellor si sovrappongono a parte delle azioni di uno psicologo. Facendo in 2-3 anni di corso quello che uno psicologo può legalmente fare in 5 anni più tirocinio ed esame di stato. Se vi sembra giusto questo possiamo anche non continuare il dibattito dato che non siamo neanche sullo setsso piano di comunicazione.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
isoladel
Perdonami ma riquoto "se una paziente riesca a portare a letto il proprio psicoanlista" ...ti faccio notare che la paziente è la parte debole (perchè dovrebbe avere dei problemi e difficoltà) ed il terapeuta la parte sana (perchè dovrebbe aver fatto già un percorso) e quindi se i due vanno a letto non stiamo parlando di una normale coppia di adulti che decidono di fare sesso, non per niente qualsiasi codice deontologico sia di psicologi che di counselor lo vieta espressamente, sarebbe come se un ginecologo approfittasse di una visita per fare altro...che mi rispondi che un ginecologo è un uomo e quindi è normale che si ecciti..oppure che è colpa della paziente che si spoglia??
è appunto per questa asimmetria che esistono vari articoli nel codice deontologico a cui lo psicologo deve attenersi, a difesa del paziente.
Per la cronaca esistono anche delle condizioni psicopatologiche, ad esempio l'isteria, in cui la paziente utilizza ogni mezzo disponibile (corpo, comunicazione, ecc...) in modo seduttivo.
Citazione:
Se uno psicologo od uno psicoterapeuta è bravo non dovrebbe temere la concorrenza ma collaborare perchè si lavora in ambiti diversi ed i counselor che conoscono bene i propri limiti di azione potrebbero inviare clienti agli psicoterapeuti.
il problema è che non si lavora in ambii diversi. I colloqui di counseling (in italiano sostegno psicologico) sono attività di competenza dello psicologo, e il counselor svolge quindi un'attività di competenza dello psicologo senza averne titolo.
Il fatto stesso che tu parli di concorrenza in riferimento al counselor nei confronti dello psicologo/psicoterapeuta la dice lunga.
per il resto concordo con peterpan:
Citazione:
molto "romantico",ma nel mondo del lavoro se un professionista (di qualsiasi genere) viene minacciato nel proprio mercato da altre figure non collabora, ma si "arrabbia". Nel nostro caso poi i counsellor si sovrappongono a parte delle azioni di uno psicologo. Facendo in 2-3 anni di corso quello che uno psicologo può legalmente fare in 5 anni più tirocinio ed esame di stato. Se vi sembra giusto questo possiamo anche non continuare il dibattito dato che non siamo neanche sullo setsso piano di comunicazione
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Tutti gli psicoterapeuti bravi che conosco non hanno tempo per soddisfare tutte le richieste di visite, se un professionista si sente minacciato da un counselor potrebbe farsi qualche domanda sul perchè non sta lavorando abbastanza, ha prezzi troppo alti, cosa potrebbe migliorare della sua professionalità, o del suo "marketing", lavora in una zona troppo difficile da raggiungere? cosa non funziona della sua immagine?
Comunque ad oggi la professione del counselor è accettata dalla legge purchè non entri negli ambiti di azione di uno psicologo..
Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
molto "romantico",ma nel mondo del lavoro se un professionista (di qualsiasi genere) viene minacciato nel proprio mercato da altre figure non collabora, ma si "arrabbia". Nel nostro caso poi i counsellor si sovrappongono a parte delle azioni di uno psicologo. Facendo in 2-3 anni di corso quello che uno psicologo può legalmente fare in 5 anni più tirocinio ed esame di stato. Se vi sembra giusto questo possiamo anche non continuare il dibattito dato che non siamo neanche sullo setsso piano di comunicazione.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Quello che dici è ovviamente esatto, ci sono delle pazienti che per problematiche, o come forma di "gioco" tendono a cercare di sedurre, proprio per questo magari si rivolgono ad un professionista, perchè sono fragili ed instabili...e il professionista le aiuta portandosele a letto?????????????????
Mi sorprende che una persona così ligia nel condannare senza mezzi termini i counselor, sembri poi abbastanza caritatevole con eventuali professionisti che portano avanti un'azione fuori da qualsiasi codice deontologico (non solo degli psicoterapeuti ma anche dei counselor (che hanno anche loro, per scelta, un codice deontologico). E per sapere quanto questa azione sia frequente basterebbe un semplice sondaggio anonimo via internet...ne verrebbero fuori delle belle.
Ovviamente a fronte di questo ci sono milioni di seri ed onesti professionisti, che appunto vengono danneggiati da persone che purtroppo fanno questo lavoro senza aver prima imparato a gestire la propria sessualità.
Grazie comunque del tuo punto di vista e della tua apertura al dibattito
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
è appunto per questa asimmetria che esistono vari articoli nel codice deontologico a cui lo psicologo deve attenersi, a difesa del paziente.
Per la cronaca esistono anche delle condizioni psicopatologiche, ad esempio l'isteria, in cui la paziente utilizza ogni mezzo disponibile (corpo, comunicazione, ecc...) in modo seduttivo.
il problema è che non si lavora in ambii diversi. I colloqui di counseling (in italiano sostegno psicologico) sono attività di competenza dello psicologo, e il counselor svolge quindi un'attività di competenza dello psicologo senza averne titolo.
Il fatto stesso che tu parli di concorrenza in riferimento al counselor nei confronti dello psicologo/psicoterapeuta la dice lunga.
per il resto concordo con peterpan:
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Citazione:
Originalmente inviato da
isoladel
Tutti gli psicoterapeuti bravi che conosco non hanno tempo per soddisfare tutte le richieste di visite, se un professionista si sente minacciato da un counselor potrebbe farsi qualche domanda sul perchè non sta lavorando abbastanza, ha prezzi troppo alti, cosa potrebbe migliorare della sua professionalità, o del suo "marketing", lavora in una zona troppo difficile da raggiungere? cosa non funziona della sua immagine?
Comunque ad oggi la professione del counselor è accettata dalla legge purchè non entri negli ambiti di azione di uno psicologo..
sull'ultimo punto, il problema è proprio questo: qual è la linea di demarcazione che il counselor non può superare? Esiste questa linea? può il counselor accorgersi quando il paziente che gli si rivolge non ha, ad esempio, una struttura di personalità psicotica e quindi eventuali interventi, ad esempio le interpretazioni, non vanno attuati perché il paziente non può sostenerli e porterebbero a scompensi psicotici? (qeuste erano alcune argomentazioni emerse nei vari thread aperti qui su OPS sul counselng).
Per il discorso "marketing", prezzi e quantaltro: il codice deontologico norma come deve essere svolta la pubblicità e quali devono essere i prezzi proprio per evitare che si crei il "procacciamento della clientela" e la "creazione di bisogni" (non so se è il termine giusto) che nell'ambito della salute psicologica sono pericolosi e scorretti per il decoro della professione.
Citazione:
Originalmente inviato da
isoladel
Quello che dici è ovviamente esatto, ci sono delle pazienti che per problematiche, o come forma di "gioco" tendono a cercare di sedurre, proprio per questo magari si rivolgono ad un professionista, perchè sono fragili ed instabili...e il professionista le aiuta portandosele a letto?????????????????
ho detto esattamente l'opposto, proprio perchè esistono queste "problematiche" bisogna studiarle e conoscerle, per accorgersene, evitare di colludere ed elaborarle con il paziente. Poi è ovviamente fondamentale la supervisione.
Citazione:
Grazie comunque del tuo punto di vista e della tua apertura al dibattito
noto una vena sarcastica....ho solo esposto le mie opinioni argomentandole...non sono certo il detentore della verità assoluta, dico solo quello che penso. se non coincide con il tuo pensiero sta a te portare argomentazioni valide per farmi cambiare idea
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Originalmente inviato da
Johnny
sull'ultimo punto, il problema è proprio questo: qual è la linea di demarcazione che il counselor non può superare? Esiste questa linea? può il counselor accorgersi quando il paziente che gli si rivolge non ha, ad esempio, una struttura di personalità psicotica e quindi eventuali interventi, ad esempio le interpretazioni, non vanno attuati perché il paziente non può sostenerli e porterebbero a scompensi psicotici? (qeuste erano alcune argomentazioni emerse nei vari thread aperti qui su OPS sul counselng).
Si paventa, ancora una volta, la presenza di falsi-psicoterapeuti che offrono interpretazioni al vero-paziente. Cosa diversa dalla sentenza più recente.
Ancora una volta NON si delinea la linea di confine, come NON la delinea
l'ultima sentenza che ha coinvolto l'Ordine dell'Emila Romagna.
Si conferma che il Counselor NON deve sovrapporsi alle competenze dello Psicologo stabilite dalla legge. Chi l'avrebbe messo in dubbio??
I Counselor oppure chi scrive <<medico-specializzato in Psicologia>> sul proprio biglietto da visita (v. sentenza Abela)??
Se è vero che basterebbe il <<sostegno psicologico>> e non le <<interpretazioni e il supporto>>, perchè non denunciare subito la trasmissione "SOS Tata", dove alcune signore e signorine NON-psicologhe eseguono una sorta di "Coaching di coppia" a famiglie in difficoltà?
Sarebbe una causa vinta in partenza(!) SE si potesse dimostrare il <<sostegno psicologico>>, che secondo me è difficilmente dimostrabile (nella sentenza del naturopata in Emilia si parla di <<diagnosi e interpretazioni che hanno presupposto il sostegno>>, cosa diversa).
E, sull'altro fronte?? Quello innominabile di coloro che sono iscritti all'Albo e magari anche psicoterapeuti?? NON nominiamoli, per carità...
MA per chi fosse interessato alla tutela dell'immagine di tutta la categoria, oltre che la tutela del cliente/paziente, ho ricevuto 2 min. fa l'ennesima pubblicità da parte di uno Psicologo che "offre" (a pagamento) Corsi di Ipnosi per tutti! Evviva l'Ipnosi anche per il paziente che si potrà travestire da "cliente" di un Corso di "formazione"! Iscriviamoci in massa...nel numero tutto si confonde in Italia: sia i sedicenti Counselor, sia gli Psicologi/ipnotisti -formatori che salgono sul palco. Evviva l'Italia.
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Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
E, sull'altro fronte?? Quello innominabile di coloro che sono iscritti all'Albo e magari anche psicoterapeuti?? NON nominiamoli, per carità...
MA per chi fosse interessato alla tutela dell'immagine di tutta la categoria, oltre che la tutela del cliente/paziente, ho ricevuto 2 min. fa l'ennesima pubblicità da parte di uno Psicologo che "offre" (a pagamento) Corsi di Ipnosi per tutti! Evviva l'Ipnosi anche per il paziente che si potrà travestire da "cliente" di un Corso di "formazione"! Iscriviamoci in massa...nel numero tutto si confonde in Italia: sia i sedicenti Counselor, sia gli Psicologi/ipnotisti -formatori che salgono sul palco. Evviva l'Italia.
"professionisti" (il tra le virgolette è voluto) che sput....la professione ci sono ma questo non autorizza svalicamenti da altre professioni.
Nel caso specifico non so bene come muovermi, perchè con questi corsi di iponisi parecchi "colleghi" ci hanno giocato troppo. Mandami pure il nominativo e qualche info in privato e vodo cosa posso fare, non è il primo che segnalo all'ordine nazionale e al regionale di competenza.
La salvaguardia della professione è anche questo.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
ho ricevuto 2 min. fa l'ennesima pubblicità da parte di uno Psicologo che "offre" (a pagamento) Corsi di Ipnosi per tutti! Evviva l'Ipnosi anche per il paziente che si potrà travestire da "cliente" di un Corso di "formazione"! Iscriviamoci in massa...nel numero tutto si confonde in Italia: sia i sedicenti Counselor, sia gli Psicologi/ipnotisti -formatori che salgono sul palco. Evviva l'Italia.
evviva l'Italia e, aggiungerei, chi ci sguazza dentro. Tutto a danno dei pazienti che usufruiranno di prestazioni scadenti e dannose.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
evviva l'Italia e, aggiungerei, chi ci sguazza dentro. Tutto a danno dei pazienti che usufruiranno di prestazioni scadenti e dannose.
Caro Johnny,
c'è chi protetto dal titolo di psicoterapeuta ha inventato una serie di Corsi di formazione di "ipnosi per tutti", Corsi che potrebbero essere partiti proprio da gruppi di propri pazienti...perchè no??
Chi mi assicurerebbe nel caso, la correttezza anche prima di convocarli a un Corso di tal genere?? Andrebbe fatta pulizia anche di costoro.
Di casi come il <<dottore>> della sentenza dell'Emilia Romagna, non credo ce ne siano molti: chi è che con il concorso di altri fa convocare nel proprio studio genitori e figli per intepretare i disegni di questi ultimi, presentandosi vagamente come <<specializzato in Psicologia>>, con una Laurea in Filosofia??? Chi è un suicida, che si vuole scavare la fossa da solo?
Nella sentenza NON si parla assolutamente di Counseling, ma di <<diagnosi e intepretazioni che hanno presupposto il sostegno psicologico...>>, cosa diversa dal Counseling vero e proprio che è tutt'altro. Ripeto che se bastasse il <<sostegno>>, si dovrebbe denunciare anche la trasmissione "SOS Tata" e, forse, anche qualche altra. Trasmissioni di cui sono protagoniste NON-laureate in Psicologia che conducono una sorta di Coaching per coppie.
Io, per esperienza personale, posso confermare che la maggior parte di coloro che <<sguazzano>>, sguazzano nella formazione, quando vista la mala parata con i clienti (da parte dei sedicenti Counselor) si buttano nella formazione a danno di chi nella Formazione è professionista da venti anni...
e NON siamo molti. Per qualcuno, quindi, sarà ancora "Evviva l'Italia!".
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Premetto che non ho letto tuti i ppst quindi non so se ripeto qualcosa di già detto: io sono psicologa e difendo il counseling, MA le scuole di counseling dovrebbero essere aperte SOLO a chi ha una laurea in PSICOLOGIA.
Per il resto, counseling e psicoterapia intervengono su sfere diverse e a profondità diverse quindi non c'è rischio che entrino in collisione, anzi, se un counsleor è bravo NON permette che entrino in collisione perchè appena si rende conto che non è il suo campo e che la perosna ha problemi piu profondi, non colmabili con la sola comunicazione/ascolto, lo spedisce in analisi. Diciamocelo, se una persona è in crisi con il marito, non importa che vada per forza in analisi, sono situazioni di vita comuni... se poi escono motivi particolari per cui è in crisi con il marito (traumi, violenze, incapacità di gestire i rapporti etc...) allora si cambia campo professionale...
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Assolutamente Astrea! Il counseling come campo di intervento psicologico è di indubbio valore. E' assai dubbio invece il fatto che si consenta di praticarlo anche ai non psicologici con corsi di 3 anni. E' questo che assolutamente non va! E se fosse riservato agli psicologi penso che il counseling stesso acquisirebbe un valore professionale maggiore.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
volete mettere studiare 5 anni, farsi 1 anno di tirocinio, un esame di stato-mattone che bisogna studiare un anno per preapararlo bene...quando si può fare il counseling psicologico con soli 3 anni nel week-end? (quando va bene sono 3, altrimenti di meno) è molto più comodo e facile. Lo scandalo è che esistono scuole di psicoterapia che formano counselor non psicologi...perché, anche se non lo si dice apertamente, è sottinteso che quando si parla di counseling si intende il counseling psicologico .
E tutto parte da una svalutazione di base della psicologia e della figura dello psicologo, infatti i counselor si vantano di "trattare le relazioni"...ma questo è esattamente ciò che fa lo psicologo! lavorare sulla relazione, per promuovere il benessere dell'individuo, del gruppo, della comunità. Il counseling è uno strumento che permette di fare ciò.
Sarei perfettamente d'accorso su master in counseling psicologico riservati agli psicologi, che durino magari 1 anno anziché 3, visto che si parte conoscendo già la psicologia e si tratta soltanto di acquisire la "pratica", ossia di applicare le conoscenze teoriche acquisite nello studio e nei tirocini nella pratica e facendo le a supervisioni....ma questa pare essere utopia.
EDIT: leggendo qua e là ho trovato nel sito della e l form questa presentazione :jd:
Citazione:
La professione del counselor sta in un certo senso sostituendo la figura dello psicoterapeuta. Egli non lavora con la patologia, ma da orientamento alle crisi
personali. Leggi fiscali in vigore dal gennaio 2007: le attività minime possono adottare la franchigia dell'iva, questo significa che il protagonista non è più obbligato a tenere i registri contabili ma basta il taccuino di ricevute fiscali. La
riforma fiscale ha introdotto gli studi di settore, per cui il professionista non può dichiarare meno di ciò che è previsto dal MInistero delle Finanze, per cui molti professionisti stanno trasformando la propria attività in quella del counselor che non prevede studi di settore.
la parte più bella è la contraddizione "la professione del counselor sta in un certo senso sostituendo la figura dello psicoterapeuta" e poi afferma !"Egli non lavora con la patologia, ma da orientamento alle crisi". Se non lavora con la patologia, come fa a sostituirsi alla psicoterapia? :mah, misteri :medito:
ah dimenticavo, questo corso è tenuto da uno psicoterapeuta, è online, e dura 4 settimane, costa 1000 euro, è nella sezione "scienze della formazione" quindi è aperto a tutti ...evviva l'onestà...è proprio un modo per spennare 1000 euro all'illuso di turno....forse lo segnalo all'ordine perché no mi sembra decoroso :medito: :medito: :medito:
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Citazione:
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Johnny
leggendo qua e là ho trovato nel sito della e l form questa presentazione
Eh eh... ma li trovi tutti te? :asd:
Auguri
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Originalmente inviato da
quattrostracci
Eh eh... ma li trovi tutti te? :asd:
Auguri
:asd: in realtà stavo cercando corsi di counseling...siccome ho letto, proprio qui du OPS, che prossimamente le scuole di psicoterapia saranno aumentate a 5 anni (sempre se questa informazione è esatta), sto valutando varie possibilità, corsi, master, ecc...per evitare di fare la specializzazione...allora ho cercato anche corsi di counseling.
Da una parte sarebbe utile, e interessante, ma quando mi imbatto in questi "corsi" da quattro soldi o penso che è inutile aver studiato 5 anni (più tirocinio e esame di stato) per fare quello che può fare un counselor (3 anni, se va bene, nel week-end, che sono in grado di "fare" ma senza sapere il "perché") e avere loro come concorrenti, non mi esalta più di tanto
.
Non è che se faccio un corso biennale fra qualche anno non potrò più fare counseling (che ora è per legge una delle competenze dello psicologo) perché sarà diventata attività esclusiva dei coounselor? Ormai va tutto al contrario:mumble:
Fra l'altro, mi sto anche chiedendo perché in Italia esiste questa situazione. Da quando hanno costituito l'Ordine delgli Psicologi, la psicologia è andata frammentandosi anziché compattarsi. Come mai? E' intenzionale, o è solo dovuto alla "distrazione" di certe persone?
Pensandoci bene, l'unico ambito che è rimasto ancora solo ed esclusivamente dello psicologo sono i test :mumble: o sbaglio?
mi piacerebbe anche sapere se questa sitauzione ha a che fare col fatto che la psicologia è diventata una professione sanitaria
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Johnny
sull'ultimo punto, il problema è proprio questo: qual è la linea di demarcazione che il counselor non può superare? Esiste questa linea? può il counselor accorgersi quando il paziente che gli si rivolge non ha, ad esempio, una struttura di personalità psicotica e quindi eventuali interventi, ad esempio le interpretazioni, non vanno attuati perché il paziente non può sostenerli e porterebbero a scompensi psicotici? (qeuste erano alcune argomentazioni emerse nei vari thread aperti qui su OPS sul counselng).
purtroppo, per quella che è la mia esperienza quando si parla di counseling si parla di tutto e di niente, ci sono scuole di counseling con programmi di 1.000 ore (beh si in quel caso secondo me il counselor è in grado di fare delle differenze) e ci sono scuole con programmi brevi e poco approfonditi (ed anche io dubiterei delle capacità di questi counselor)..purtroppo non esistono regolamentazioni comuni..ma uno psicologo con laurea di primo livello riesce sempre a fare queste differenze? Perchè anche lui fa dei colloqui, mi sembra..
Per il discorso "marketing", prezzi e quantaltro: il codice deontologico norma come deve essere svolta la pubblicità e quali devono essere i prezzi proprio per evitare che si crei il "procacciamento della clientela" e la "creazione di bisogni" (non so se è il termine giusto) che nell'ambito della salute psicologica sono pericolosi e scorretti per il decoro della professione.
Bhe il marketing si fa in modo serio, per me era scontato, pero' bisogna farsi conoscere in qualche modo per lavorare, anche i professionisti straseri hanno dei canali per farsi conoscere..altrimenti non si lavora e poi si teme la concorrenza dei counselors..
ho detto esattamente l'opposto, proprio perchè esistono queste "problematiche" bisogna studiarle e conoscerle, per accorgersene, evitare di colludere ed elaborarle con il paziente. Poi è ovviamente fondamentale la supervisione.
noto una vena sarcastica....ho solo esposto le mie opinioni argomentandole...non sono certo il detentore della verità assoluta, dico solo quello che penso. se non coincide con il tuo pensiero sta a te portare argomentazioni valide per farmi cambiare idea
Perdonami ma la vena sarcastica da parte mia non c'era proprio, se però ho involontariamente trasmesso questo messaggio me ne dispiace, sinceramente io apprezzavo il dibattito e non avevo la presunzione di far cambiare idea a nessuno solo di far vedere le situazioni anche da diverse angolature.
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Johnny
:asd: in realtà stavo cercando corsi di counseling...siccome ho letto, proprio qui du OPS, che prossimamente le scuole di psicoterapia saranno aumentate a 5 anni (sempre se questa informazione è esatta), sto valutando varie possibilità, corsi, master, ecc...per evitare di fare la specializzazione...allora ho cercato anche corsi di counseling.
Mah, io ho avuto modo più volte di scrivere per cercare di fare un po' di chiarezza... una formazione in counseling non è affatto la stessa cosa di una formazione in psicoterapia: presupposti, modalità e - soprattutto - lavoro che si va a fare dopo è molto diverso.
La mia storia personale vede un approccio all'inverso... prima ho scoperto la psicoterapia e dopo... il counseling. Posso certificarti - per quella che è la mia esperienza - che non si tratta affatto della stessa professione. Non solo, essendomi formato alla psicoterapia, ho avuto non poche difficoltà, in seguito, per adeguarmi all'intervento di counseling.
Al di là della confusione generale che impera... spesso si tende a fare confusione per una ragione molto semplice: ci sono psicoterapeuti che si prendono in carico pazienti che non avrebbero affatto bisogno di una psicoterapia (ma di un buon intervento di counseling sì) e ci sono counselor che si prendono in carico clienti che non avrebbero affatto bisogno di un intervento di counseling (ma di un buon intervento di psicoterapia sì).
E' sempre la vecchia storia... dipende da come si vuol guardare la faccenda.
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Johnny
Da una parte sarebbe utile, e interessante, ma quando mi imbatto in questi "corsi" da quattro soldi o penso che è inutile aver studiato 5 anni (più tirocinio e esame di stato) per fare quello che può fare un counselor (3 anni, se va bene, nel week-end, che sono in grado di "fare" ma senza sapere il "perché") e avere loro come concorrenti, non mi esalta più di tanto.
Non è vero, non sono tutti corsi da quattro soldi... dipende. Anche qui occorre non generalizzare.
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Non è che se faccio un corso biennale fra qualche anno non potrò più fare counseling (che ora è per legge una delle competenze dello psicologo) perché sarà diventata attività esclusiva dei coounselor? Ormai va tutto al contrario:mumble:
Anche questa è una leggenda da smentire... non è affatto vero che il counseling sia per legge competenza dello psicologo. Dove sta scritto? Una cosa è "cosa piacerebbe agli psicologi", altra cosa è "quello di di fatto è". Mi spiego: non esiste legge che dica questo, e per una sentenza (all'apparenza) favorevole alla causa degli psicologi, ce ne sono almeno dieci che dicono il contrario. la verità è che una norma certa, ad oggi, non c'è. Ma su questo mi sentirei di dirti: stai tranquillo. Stiamo andando in una direzione che sembra tollerare poco le riserve professionali... figurati se domani potrebbe venir mai fuori o l'albo dei counselor o una riserva di legge che vieti di fare counseling a chi non è counselor...
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Fra l'altro, mi sto anche chiedendo perché in Italia esiste questa situazione. Da quando hanno costituito l'Ordine delgli Psicologi, la psicologia è andata frammentandosi anziché compattarsi. Come mai? E' intenzionale, o è solo dovuto alla "distrazione" di certe persone?
Pensandoci bene, l'unico ambito che è rimasto ancora solo ed esclusivamente dello psicologo sono i test :mumble: o sbaglio?
Eh eh... qui ci sarebbe da scrivere tutta la notte. Se proprio non hai di meglio da fare :asd: prova a cercarti i miei vecchi post: ho scritto paginate di interventi su questo punto.
Citazione:
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Johnny
mi piacerebbe anche sapere se questa sitauzione ha a che fare col fatto che la psicologia è diventata una professione sanitaria
Questa cosa è uno degli ultimi tasselli (in negativo).
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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volete mettere studiare 5 anni, farsi 1 anno di tirocinio, un esame di stato-mattone che bisogna studiare un anno per preapararlo bene...quando si può fare il counseling psicologico con soli 3 anni nel week-end? (quando va bene sono 3, altrimenti di meno) è molto più comodo e facile. Lo scandalo è che esistono scuole di psicoterapia che formano counselor non psicologi...perché, anche se non lo si dice apertamente, è sottinteso che quando si parla di counseling si intende il counseling psicologico .
E tutto parte da una svalutazione di base della psicologia e della figura dello psicologo, infatti i counselor si vantano di "trattare le relazioni"...ma questo è esattamente ciò che fa lo psicologo! lavorare sulla relazione, per promuovere il benessere dell'individuo, del gruppo, della comunità. Il counseling è uno strumento che permette di fare ciò.
Sarei perfettamente d'accorso su master in counseling psicologico riservati agli psicologi, che durino magari 1 anno anziché 3, visto che si parte conoscendo già la psicologia e si tratta soltanto di acquisire la "pratica", ossia di applicare le conoscenze teoriche acquisite nello studio e nei tirocini nella pratica e facendo le a supervisioni....ma questa pare essere utopia.
Questo è anche esattamente quello che fa l'assitente sociale. Probabilmente non siete i solo a lavorare con le relazioni per promuovere il benessere dell'individuo e della comunità. Non siete i soli a fare consulenze e trattare i disagi vari dei singoli e dei gruppi.
Uno sguardo alle altre professioni e meno autorefenzialità forse aiuterebbe anchhe chi ha fatto psicologia a relazionarsi meglio nel proprio lavoro e nelle professioni limitrofe.