Rispetto alla socialità e alla solitudine: quindi potremmo anche inserire una fase di raccolta dati demografici, al fine di quantificare gli anziani che vivono da soli (e non in famiglia) e identificando così un gruppo specifico?
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Ragazzi siete meglio di un ansiolitico...
Oggi ho chiesto ad un amico che ha già dato l'esame se poteva darmi delle bozze di progetti fatti da lui in sede di studio per ampliare un po' i miei orizzonti, e mi ha detto di no perché altrimenti poi li copio.
Al di là dell'offesa per me intrinseca (IO COPIO.... ma se non copierei mai neanche lo smalto di mia cognata!!!), dico... ma si può??
Appunto. Anche perché i progetti (per quel che possiamo fare in sede di esame) pressapoco hanno una struttura simile... Poi vengono arricchiti dalle nostre esperienze, dalla nostra impostazione teorica, dal nostro studio e dalle nostre intuizioni.
Santo Esame di Stato che ci aiuta a vedere chi o cosa è degno di essere importante nella nostra vita...
E scusate l'improduttiva uscita dall'argomento...
io il progetto sugli anziani l ho impostato così
Ambito clinico
Una cittadina di media grandezza intende promuovere un progetto prevenzione del disagio e di
promozione del benessere nella popolazione, in relazione al declino cognitivo connesso
all’invecchiamento. Il candidato individui le modalità di screening, suggerisca possibilità di
intervento e individui metodologia e fasi di valutazione, nel breve e lungo periodo, dell’efficacia del
progetto indicando procedure statistiche adeguate per l’ analisi dei risultati
TITOLO
Attiva-mente
PREMESSA
La vecchiaia costituisce l’ultima fase del ciclo di vita e come tale può rappresentare un periodo critico per quanto riguarda il declino psico-fisico della persona..varie ricerche hanno mostrato come promuovere l’allenamento e l’attività mentale negli anziani, così come favorire il sostegno e l’interazione sociale, possa prevenire o diminuire il deterioramento cognitivo e migliore la qualità di vita degli anziani...
SCOPO GENERALE: promuovere il benessere della popolazione in relazione al declino cognitivo connesso all’invecchiamento.
OBIETTIVI SPECIFICI:
- promuovere il sostegno sociale strutturale e funzionale nella popolazione anziana
- diminuire le conseguenze del declino cognitivo attraverso la stimolazione cognitiva
- determinare un miglioramento nella percezione della propria qualità di vita nell’anziano
DESTINATARI
Diretti: il progetto è destinato alla popolazione anziana
Indiretti: famiglie e società (minor spesa sociale)
METODOLOGIA, ATTIVITà E FASI
Il progetto fa riferimento alla “th dell’attività”, secondo la quale gli anziani vogliono mantenersi attivi, impegnandosi in ruoli e attività consuete o creandosi anche nuove occasioni di svago. A questo si ricollega anche l’aspetto del mantenere la mente attiva, stimolandola attraverso varie attività...
Il progetto, che ha la durata di 12 mesi, è diviso in varie fasi:
1): Creazione del gruppo di lavoro e presentazione del progetto (1 incontro, 2 ore)
Tale fase è dedicata alla creazione di un lavoro di rete, che comprenderà i professionisti che a vario titolo si occupano di questa fascia d’età nei servizi sociali (medici, psicologi etc) unitamente ai volontari, che saranno impegnati in prima persona.
2) Scelta delle attività (2 incontri di 2 ore): attraverso il lavoro di rete, coordinato da 2 psicologi, il gruppo si dedica alla progettazione delle attività da eseguire, compresi i tempi, i luoghi e le modalità. Le attività da proporre dovranno integrare l’aspetto delle relazioni sociali con quello della stimolazione cognitiva. Potranno riguardare attività culturali, discussioni a carattere tematico, gruppi di giochi per l’allenamento cognitivo, cooperazione sociale.
3) Informazione (1 mese):
Per ottenere un buon risultato sarà necessaria una campagna di pubblicizzazione dell’iniziativa, così che i volontari si occuperanno di creare del materiale informativo e delle campagne pubblicitarie che possano raggiungere gli anziani.
In questa fase, gli stessi volontari si recheranno nei diversi enti per entrare in contatto con i destinatari del progetto e iniziare a conoscerli.
4) Lavoro sul campo (9 mesi):
I volontari si occuperanno di mettere in pratica le attività selezionate. Una volta al mese il gruppo di lavoro si riunirà per confrontarsi sulle tematiche e il procedimento del progetto.
RISULTATI ATTESI
- aumento della qualità di vita percepita dagli anziani, in particolare in relazione ai rapporti sociali e il mantenimento dell’attività cognitiva.
VALUTAZIONE
In itinere: confonto tra gli operatori sulla riuscita del progetto
Pre- post: somministrazione di un questionario creato ad hoc sulla percezione della qualità di vita connessa ai rapporti sociali e alle prestazioni cognitive alle persone coinvolte nel progetto, all’inizio e al termine di questo. L’analisi statistica dei dati verrà effettuata attraverso gli indici di correlazione tra relazioni sociali e qualità di vita percepita, prestazioni cognitive e qualità di vita percepita.
valutazione d'efficienza del progetto: affidata a psicologo esterno
RISCHI
Mortalità, soprattutto nei termini della compromissione delle relazioni sociali
LIMITI
Budget economico
COSTI
Neanche se le mie sinapsi fossero stimolate dalla cocaina riuscirei a stendere un capolavoro del genere.....
Mi piace molto la valutazione dell'efficienza da parte di uno psicologo esterno!
Per quanto riguarda le risorse, anche se descritte nella metodologia e nelle fasi, forse è meglio riportarle in un punto dedicato. Ma mentre dico ciò mi sembra di dare un consiglio a un luminare, e per questo molto scontato...
"Indicando procedure statistiche adeguate per l’ analisi dei risultati"............Davvero potrebbero chiederlo?????
a. Si definiscano in modo dettagliato gli obiettivi, le metodologie e la tempistica per l’attuazione di un progetto di sostegno rivolto ad un gruppo di pazienti tossicodipendenti da realizzarsi nel contesto di un’istituzione pubblica.
TITOLO
PREMESSA
Il termine tossicodipendenza indica quel fenomeno secondo cui un individuo fa un utilizzo eccessivo e compulsivo di una data sostanza, correlato a disagio significativo e menomazione del funzionamento sociale...Interventi a carattere prettamente ambulatoriale sono risultati spesso inefficaci...sono molte le proposte che vedono nelle comunità residenziali degli interventi di prima scelta per la prima fase di trattamento intensivo.... Ultimamente è stato riscontrato come anche interventi in comunità di tipo supportivo e breve, rispetto ai lunghi ricoveri, possono risultare efficaci per impostare il percorso terapeutico, che richiederà poi di essere continuato
TARGET
Il progetto è destinato a un gruppo di soggetti tossicodipendenti di ambo i sessi, maggiorenni, inseriti in una comunità terapeutica residenziale pubblica. Esclusione di pazienti psicotici.
SCOPO GENERALE
Attuare un progetto di sostegno breve e mirato a un gruppo di pazienti tossicodipendenti
OBIETTIVI SPECIFICI
-motivare il paziente al trattamento e all’astinenza
-facilitare l’apprendimento di tecniche di fronteggiamento dello stress e emozioni negativi con aumento del senso d’autoefficacia
RISULTATI ATTESI
-alta motivazione al trattamento e all’astinenza dei pazienti (vari tipi d’indicatori come il tasso di drop-out o l’impegno e la capacità adattiva, ottenuti mediante osservazione)
-miglioramento senso di autoefficacia connesso alle tecniche imparate (indicatore: questionario)
METODOLOGIA, FASI E TEMPI, ATTIVITA’
Il modello teorico di riferimento del progetto fa capo alla teoria dell’autoefficacia di Bandura, che vede nella capacità del soggetto di sentirsi efficaci nei compiti del quotidiano un fattore fondamentale per impegnarsi e motivarsi all’affrontamento degli stessi.
L’approccio metodologico, direttamente collegato al modello teorico, è di tipo partecipativo, individualizzato e multi-componenziale, poichè la complessità del fenomeno tossicodipendenza richiede l’azione su diversi fattori.
Il progetto, della durata di 6 mesi, è suddiviso in diverse fasi:
1- selezione dei pazienti da parte dello psichiatra e dello psicologo, tempo 1 mese, mediante colloqui 3 per la valutazione delle problematiche e della motivazione al trattamento supportivo
2- inserimento del paziente alla vita residenziale e alle attività, tempo 4 mesi. Vengono proposte varie attività: 3 incontri individuali a settimana con lo psicologo di un’ora ciascuno, nei quali verranno insegnate tecniche quali rilassamento, desensibilizzazione, controcondizionamento, gestione delle emozioni negative e incremento della motivazione; 2 incontri di gruppo pazienti a settimana (2 ore), sempre in presenza dello psicologo nel ruolo di facilitatore, nei quali poter condividere i propri vissuti e la propria esperienza, facilitare la coesione di gruppo e sostegno reciproco; attività creative e laboratori professionali per permettere al paziente di esprimersi e impegnarsi in attività pratiche.
3-progressiva dimissione del paziente e invio presso altra struttura specializzata o servizi territoriali (es SERT)
RISORSE PERSONALI
1 psichiatra, 2 psicologi, 3 educatori, 1 infermiere, volontari
RISORSE MATERIALI
Logistica messa a disposizione dalla struttura della comunità; materiale pèr le attività
VINCOLI
Temporali, economici
RISCHI
Emergere di patologie più gravi, bassa tolleranza all’intervento supportivo di tipo intensivo e drop-out (per questo un obiettivo riguardava la focalizzazione sulla motivazione)
COSTI
A seconda del budget del progetto i costi verranno suddivisi in maniera proporzionale con la gestione, il personale, le necessarie attività e la valutazione
VALUTAZIONE
In itinere: valutazione motivazione del paziente e dell’andamento del percorso individuale e di gruppo, con discussioni nelle riunioni d’equipe
Pre-post: somministrazione questionario sull’autoefficacia e confronto tra i diversi indici
Efficienza: verrà richiesto il parere di un giudice esterno, psicologo esperto in materia, per la valutazione d’efficienza del progetto (costi-benefici)
Follow-up: a un anno i pazienti verranno ricontattati per un colloquio individuale nel quale ottenere i pareri dei pazienti riguardo all’importanza dell’intervento supportivo come fase iniziale del trattamento (la risomministrazione del questionario avrebbe infatti bassa validità, in quanto si suppone che il pz abbia continuato il suo percorso terapeutico)
A maggior ragione... domani sveglia all'alba e progetti, progetti, progetti,.....
Ma la correlazione o il chi-quadrato si applicano anche tra pre e post test e su qualsiasi test?
Costi: mi è stato suggerito che si può stabilire un budget previsto sul materiale, ad esempio si può dire: "200 euro da destinare alla creazione, stampa e distribuzione del materiale pubblicitario". Secondo voi può essere un buon metodo?
No, infatti.
Ma puoi decidere tu di fare una valutazione ex-post su due gruppi: uno sarebbe quello relativo ai destinatari del progetto e l'altro è relativo ad un campione di soggetti rappresentativo della popolazione che non ha partecipato al progetto (nel caso di anziani, per esempio, anziani che hanno partecipato Vs. anziani che non hanno partecipato).
budget: credo vada bene se te lo inventi.
analisi statistiche: il chi quadro riguarda variabili nominali o ordinali, nel senso di categorie, perchè lavoro con le frequenze (confronto tra frequenza osservate e attese). io credo che le analisi statistiche, vista la difficoltà, le chiedano solo nei casi dove dal progetto viene fuori la correlazione. nel progetto d prima diceva d farlo su disagio in relazione al declino cognitivo..va da sè che sono correlazioni. cmq nel caso, fai in modo d fare correlazioni tra 2 variabili..
cmq, chi quadro, correlazioni ecc non si fanno tra pre e post test con una variabile. x il chi quadro non so, ma x le correlazioni devi avere sempre 2 variabili, anche se fai test e post test. tra test e retest sarebbe l'affidabilità, cioè la costanza nel tempo. secondo me se hai un gruppo e fai pre e post test, si fa una regressione, ma potrei sparare cagate
ciao a tutti! io sto provando a risolvere i casi clinici degli anni passati... mi sono imbattuta in quello della prima sessione 2009... qualcuno è riuscito a svolgerlo? secondo di cosa si tratta? io proprio non lo capisco.... grazie a chiunque voglia darmi una mano!
Non viene chiesta la diagnosi...
"In relazione al seguente caso descrivere le modalità di lavoro per una valutazione del profilo
psicologico e accenni dell'intervento clinico che si considera più indicato.
Luca, 24 anni, si presenta all'appuntamento accompagnato dai genitori. Al momento in cui viene
invitato ad accomodarsi anche i familiari chiedono di entrare per riferire, in particolare la madre,
cosa non ha funzionato nei precedenti incontri svolti con altri psicologi. Attualmente Luca studia
all'università, frequenta come pendolare, ma ha cambiato varie sedi e questo ha comportato
secondo lui un ritardo negli studi. Il padre si rende disponibile ad accompagnarlo perchè lui perda
meno tempo negli spostamenti. La madre è molto impegnata nel suo lavoro ma cerca anche lei di
aiutarlo non caricandolo di altri impegni familiari. Ci sono altre due sorelle e la madre si rivolge
preferibilmente a loro che sono anche più grandi e indipendenti. Luca riferisce molti pensieri in
relazione ai compagni del liceo che stanno ormai per concludere gli studi universitari mentre per lui
è difficile individuare uno scopo. Ha dato di recente un esame molto importante e adesso sente
una maggiore ansia e si trova spesso assorto nel pensare al futuro; pensa a quali altre difficoltà
potranno esserci ma poi aggiunge che il ritardo negli studi può in compenso avergli fatto acquisire
molta maturità. Quando studia si isola. In generale frequenta pochi coetanei e non ha altri interessi
tranne un hobby nel campo del collezionismo, interesse che condivide con un suo familiare. I
precedenti contatti, avuti negli ultimi tre anni, con psicologi li ha sempre interrotti per sua scelta,
un po' perchè si sente incapace di fare delle analisi profonde di sé e un po' perchè non nasconde
che vorrebbe farcela da solo."
Modalità di lavoro per una valutazione del profilo psicologico: altri colloqui nei quali sondare l'anamnesi, l'insorgenza dell'ansia, la relazione con la madre, le interruzioni terapeutiche precedenti..
Somministrazione di SCID, MMPI, RORSCHACH...
Intervento clinico indicato?????
non so manco cos'è l analisi transazionale..
grazie! adesso ho le idee molto più chiare!
A mio avviso manca un'informazione importante: chi ha detto cosa? Emerge che i genitori, ed in particolare la madre, insistono nel voler fornire informazioni. Queste informazioni che abbiamo nella descrizione, da chi sono state date? Dalla madre? Inoltre il paziente arriva alla consultazione accompagnato dai genitori, i quali vogliono riferire il perché è andata male con altri psicologi (quindi erano presenti anche nelle altre occasioni), e l'unico hobby che il paziente riferisce lo condivide con un familiare (quale?). Per questo sarebbe necessario un ulteriore colloquio di valutazione con Luca senza l' "ausilio" dei genitori.
Mi sorge un'ipotesi: genitori onnipresenti, padre che lo accompagna, madre che lo aiuta, sorelle definite "indipendenti"... sembra inficiato il processo di separazione-individuazione?
Aggiungo: Eysenk Personality Questionnaire (EPQR inserito nel CBA 2.0) per la valutazione dei tratti di personalità e delle risorse
Per il pre e post test forse potrebbe essere sufficiente un banale confronto tra medie... Ipotesi così scarna da essere tralasciata.
No, negativo. Sparato caxxata immane. Quale analisi statistica si usa per verificare una significatività statistica nel confronto tra medie?
Detto questo, vado a letto che è meglio....
ok ragazzi, da quanto mi sembra di aver capito leggendo qua e là su internet, il confronto pre-post si fa anche col T-TEST (confronto le medie di due gruppi o anche due condizioni), però le scale devono essere a intervalli o a rapporti. se la scala è ordinale si usa il test dei segni per ranghi di wilcoxon, se su scala nominale il test di Mcnemar. il Chi quadro per l'analisi del trend. se riuscite a legger qualcosa e a darmi conferenze chiudiamo il capitolo!
ok ragazzi, da quanto mi sembra di aver capito leggendo qua e là su internet, il confronto pre-post si fa anche col T-TEST (confronto le medie di due gruppi o anche due condizioni), però le scale devono essere a intervalli o a rapporti. se la scala è ordinale si usa il test dei segni per ranghi di wilcoxon, se su scala nominale il test di Mcnemar. il Chi quadro per l'analisi del trend. se riuscite a legger qualcosa e a darmi conferenze chiudiamo il capitolo!
Buongiorno a tutti, ahimè ho già la mia richiesta del giorno da farvi. Stupida e contorta, per di più.
Se MBT e MLAVORO coincidono, questo può portarci a descrivere la memoria a breve termine come composta da Loop articolatorio, Taccuino visuo-spaziale e da un sistema "padrone" esecutivo? Oppure logica vuole che questi aspetti debbano essere associati solo parlando specificatamente della memoria lavoro?
Che delirio!
Non è affatto stupida e contorta. Mi sono arrovellata anch'io su questo concetto.... Da quanto ho capito (anche Wikipedia docet), la memoria di lavoro è stata inserita da Baddeley come
modifica al modello di Atkinson e Shiffrin. Ma più che una modifica, sembra un'integrazione, cioè: la memoria di lavoro è una delle diverse funzioni della MBT.
E' una mia interpretazione. Per cui chiedo aiuto anch'io riguardo a questo....
Al di là del fatto che ti ho seguito fino al punto "a intervalli o a rapporti" e dopo per me è tutto arabo, ho trovato anch'io le stesse condizioni per l'uso del t-test. Due gruppi, quindi possono essere il gruppo "pre" e il gruppo "post". Se somministro ad esempio un EAT prima e dopo il trattamento con pazienti con DCA, posso confrontare i due questionari e verificare se sussiste significatività nel confronto tra le medie. Ma anch'io qui lo dico e qui lo nego. Certezze: poche.
Grazie per la condivisone del macigno! Credo però di non riuscire a risolvere l'enigma, mi spiego. Loop articolatorio,taccuino visuo spaziale e sistema padrone sono componenti della memoria a breve termine?! Posso osare, oppure evito il rischio e le associo solo a quella lavoro (che, come dici tu è una funzione...)
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhh
Qualcuno ci illumini, pls!!!
ma se non ci si complica la vita e si descrivono prima i 3 magazzini scrivendo MBT, e poi successivamente si parla di Baddley e del fatto che ha messo in evidenza l'importanza
del magazzino a breve termine, proponendo in concetto di memoria di lavoro composta da ecc ecc..? :asd:
mi sono un pò persa nei post precedenti invece... mi spiegate come siete arrivati a parlare di test statistici?! dove si dovrebbero inserire?!? perchè io non li ho proprio guardati nemmeno di sfuggita! :sbonk:
Sono d'accordo con te! Dalla MBT si parla della Memoria di Lavoro come funzione interna, all'interno della quale a sua volta verranno descritti i meccanismi.
Per quanto riguarda le analisi statistiche, erano venute fuori perché in un esame si richiedeva di specificare le misurazioni da utilizzare per la valutazione finale (non so in quale, non so quando, vedi posti precedenti). Se mi esce una roba del genere mi sparo...
uhm tanto per sapere.. un temino sulla coscienza l'avete fatto? se si, che ci avete inserito?
perchè mi ritrovo tipo 30 righe buttate a caso in cui viene citato solo Freud (conscio,inconscio, preconscio) e il continuum degli stati di vigilanza (dal sonno all'eccitazione diffusa) più 3 righe su ipnosi... e sono tentata di cestinarlo del tutto! :asd: