Mi piace la tua idea!
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come si diceva, fai le ipotesi:
1) se viene confermata l'ipotesi di somatoforme indifferenziato ->
psicodinamica espressiva, obiettivi:
- rielaborare e aumentare la consapevolezza del conflitto sottostante il disturbo
- indagare perché è stata investita quella determinata parte del corpo
- arrivare a mentalizzare il conflitto espresso tramite il corpo
2) se viene confermato il disturbo d'ansia NAS:
psicoterapia cognitivo-comportamentale, obiettivi:
- sostituire il comportamento disadattivo con un comportamento adattivo mediante desensibilizzazione sistematica unita a training di rilassamento
- valutare e sostituire le attribuzioni disfunzionali
oppure
psicoterapia psicodinamica espressiva, obiettivi:
- rielaborare e aumentare consapevolezza conflitto
- trovare quali parti del sé sono vissute come minacciose e proiettate all'esterno
3) se disturbo sessuale: non ne ho idea. penso dipenda dal tipo... o no? non lo so, boh.
Questo lo metto adesso per poi farlo domani se vi va:
Il Sig. F. 44 anni, viene inviato a una Asl di Roma per una valutazione ai fini dell'opportunità diı
affidargli il figlio sedicenne. All'interno della documentazione del tribunale risulta saliente un suo
precedente ricovero, circa tre anni prima, presso un reparto psichiatrico, per abitudini di curaı
personali cosi frequenti da inficiare -sia le relazioni personali che ii suo adattamento al contesto di lavoro.
Al primo colloquio appare molto teso, si muove nervosamente, a volte mostra sensibiliı
abbassamenti di voce. TI suo atteggiamento nei confronti dell'esaminatore è inizialmenteı
estremamente compiacente, ma in un secondo momento appare piuttosto aggressivo. F. lamenta ilı
fatto di essere stato sottoposto.a numerosi colloqui negli ultimi tempi. In particolare mostra grande
aggressività nei confronti di un precedente perito il quale, a suo dire, "aveva dei pregiudizi nei suoi
confronti". E' estremamente sospettoso e riluttante a parlare del suo privato.ı
Durante i test cognitivi mostra una considerevole quota d'ansia, rileggendo più volte gli stessi item
e le istruzioni del test. Spesso tende a giustificarsi quando ha difficoltà a rispondere a un item
attribuendo la sua esitazione a cause esterne (stress, mancanza di sonno, condizione fisica nonı
ottimale).
Nei test grafici si evidenziano continue correzioni e richiesta di utilizzo della gomma. Nel test diı
Rorscbach produce una preponderanza di risposte di dettaglio piccolo e di non buona forma Nelı
corso del colloquio emergono idee e pensieri ricorrenti e monotematici.
Sulla base dì quanto sopra esposto il candidato indichi in modo sintetico:
l) l'ipotesi diagnostica più rispondente ai comportamenti e alla sintomatologia espressa,
motivandola anche sulla base delle sue modalità di rapporto con lo psicologo;
2) i passi successivi da effettuare nella valutazione del paziente, comprese le aree da indagare e gli
eventuali strumenti psicodiagnostici da utilizzare (motivando)
3) una valutazione sulle possibilità di trattamento, specificandone l'orientamento, gli obiettivi, il setting e il modo di proporlo al paziente.
Il candidatola è invitato a rispondere a tutti i punti indicandone il numero, e fornendo per ognuno le
motivazioni delle scelte fatte.
l) l'ipotesi diagnostica più rispondente ai comportamenti e alla sintomatologia espressa, motivandola anche sulla base delle sue modalità di rapporto con lo psicologo;
il ricovero precedente con abitudini di cura personali disadattive potrebbe fare pensare a compulsioni, presenti in un disturbo ossessivo-compulsivo di asse I. Non ci sono altri dati a riguardo, tuttavia.
La tensione che mostra nel colloquio potrebbe essere normale, oppure essere sintomo di un disturbo d’ansia o di personalità come la sospettosità del disturbo paranoide, del disturbo narcisistico, dello schizotipico. Idee paranoidee sono suggerite anche dal fatto che ritiene che il precedente perito "aveva dei pregiudizi nei suoi confronti", e che sembra riluttante a parlare di sè.
L’ansia, la tendenza a giustificare i propri errori, le continue correzioni, possono essere sintomatici di un’ansia per il giudizio altrui, come in una fobia sociale, in un disturbo evitante, paranoide o schizotipico. Le continue correzioni possono anche essere sintomo di perfezionismo, come nel DOC di personalità; questo sarebbe rinforzato dalle risposte di dettaglio piccolo e dalle idee ricorrenti e monotematiche. Queste ultime possono anche essere idee di riferimento schizotipiche. Non ha però eloquio strano, né altri sintomi schizotipici.
Ricapitolando: DDP DOC oppure DDP paranoide oppure DOC d’ansia…?
2) i passi successivi da effettuare nella valutazione del paziente, comprese le aree da indagare e gli eventuali strumenti psicodiagnostici da utilizzare (motivando)
Strumenti: MMPI-2, WAIS, SCID-II per i DDP.
Aree da indagare:
- analisi della domanda: consapevolezza del disturbo, aspettative, motivazioni, vantaggi secondari, precedenti tentativi di affrontare i sintomi, sempre che li riconosca: se sono egosintonici, siamo sul DDP, in caso contrario siamo sul DOC di ansia, almeno per quell’episodio di 3 anni fa;
Secondo voi ha senso dire perché proprio ora? In fondo è inviato per la valutazione sull’affidamento…
- funzionamento globale: affettivo, sociale, lavorativo, familiare, pregresso e attuale;
- sintomatologia: da quanto tempo, in quali circostanze è emersa, se è evoluta nel tempo, quale disfunzione provoca;
- CMG o sostanze;
3) una valutazione sulle possibilità di trattamento, specificandone l'orientamento, gli obiettivi, il setting e il modo di proporlo al paziente.
a) Se DDP DOC o DDP d’ansia:
psicodinamico, supportivo-espressivo, obiettivi:
- indagare la fase anale e la tematica del controllo
- rielaborare il conflitto sottostante il sintomo
- lavorare con lui per fargli capire che le proibizioni sessuali sono interne, per fargli vedere gli altri come meno controllanti e giudicanti e quindi ridurre il perfezionismo
- ridurre l’angoscia
- contenimento per evitare lo scivolamento psicotico
b) se paranoide:
psicodinamico supportivo singolo perché nel gruppo avrebbe eccessive idee paranoidi, obiettivi:
- visione + integrata di sé e del mondo, attraverso l’interiorizzazione di un oggetto buono che riduca la scissione
- sviluppo della fiducia
- contenimento per evitare lo scivolamento psicotico
- indagare quali aree del sé sono minacciose e proiettate all’esterno
Io probabilmente come diagnosi principale a pelle leggendolo ora la prima volta mi verrebbe paranoide di personalità...
Ma quindi se la traccia dà i punti da seguire voi seguite solo quelli senza metterci altro o fate un discorso macro generale approfondendo di più i punti richiesti in traccia?
Io mi orienterei sull'Ossessivo-Compulsivo di Asse II in (probabile) comorbilità con Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Asse I (per il ricovero avvenuto qualche anno prima), tuttavia sembra esserci un disturbo del pensiero, per cui si dovrebbe prendere anche in considerazione un eventuale disturbo psicotico (non ci sono abbastanza informazioni per poter specificare di che tipo, ma al Rorschach, probabilmente emergerà un problema a tale livello date le molteplici risposte di cattiva forma, anche se questo potrebbe essere giustificato dal fatto che andando a ricercare il dettaglio è più probabile perdere di vista i contorni formali dello stimolo). Prenderei poi in considerazione una probabile diagnosi di Disturbo Paranoide (anche qui le informazioni sono scarse per poter porre una diagnosi, per cui sono necessari degli approfondimenti), in tal caso è possibile che gli aspetti di ipervigilanza, emersi anche ai test, non siano dovuti ad una tendenza al perfezionismo (come nel D. Ossessivo-Compulsivo di Personalità), ma dal bisogno di tenere sotto controllo la situazione, per prevenire eventuali attacchi esterni (per escludere la diagnosi di paranoide sarebbe opportuno capire se il paziente si presenti così normalmente, anche in altre situazioni di vita, o se tale atteggiamento sia esacerbato dal fatto di essere valutato per una questione che si presume essere, per lui, importante; a favore del disturbo paranoide, ci sono invece i comportamenti aggressivi, che non sono tipici delle persone che vengono valutate per un affidamento, in quanto in genere in tali circostanze i genitori cercano di presentarsi meglio di quanto siano in realtà).
Mi scuso per la forma, ma ho davvero sonno...Ho buttato giù qualche idea, senza badare troppo alla forma!
Eh lo so ma tipo qui non chiede le differenziali... Meglio metterle cmq o si rischia di tirarsi una zappa da sole sui piedi???
In questo caso, secondo me, è inevitabile, perché ci sono informazioni che potrebbero condurre a disturbi vari e il ragionamento diagnostico porta a più ipotesi...Ho letto un caso ch, invece, portava solo ad un Disturbo Post-Traumatico da Stress e che non richiedeva diagnosi differenziali, per cui non le ho messe (lì mi sarei sparata se avesse chiesto le differenziali!),
anche se in ritardo, grazie mille per le risposte alla mia domanda!! dubbi chiariti!!
L'avete letto il caso del kaneklin non svolto di pagina 137???? Tipo la prima parte d testo mi fa pensare a un disturbo mentre l'altro pezzo me ne fa venire un altro..... Secondo voi???
E dato che xi siamo anche l'ultimo a pagina 138..... Così poi li abbiam fatti tutti (tranne i progetti!)
quale trattamento proponete per i disturbi PSICOTICI e soprattutto come lo giustificate? cioè, dite, faccio questo trattamento, PERCHE'...?
oggi faccio i casi del kaneklin che avete citato, così vediamo :)
Io ho messo Fobia sociale (da valutare l'eventuale presenza di attacchi di panico negli approfondimenti diagnostici) e probaible disturbo depressivo maggiore per i sintomi più recenti...Eventualmente valutare un disturbo d'ansia da separazione approfondendo la storia passata del ragazzo (essendo un disturbo che si individua per la prima volta nella fanciullezza)
L'ansia da separazione è più della madre mi sa ahahahah!!! Cmq anche io per la prima parte avevo messo fobia sociale (o specifica situazionale [scolastica]) e per l'altra parte ddm... Ma non saprei mettere una diagnosi principale tra le due... Poi negli approfondimenti avrei messo la parte dell'attaccamento alla madre ovviamente perché essendo tanto insistente nella traccia non si può tralasciare..
Eh ma il distimico devono essere almeno due anni....
Io propongo un trattamento integrato che preveda interventi psiceducazionali con il paziente (volti a sfruttare al massimo le competenze del paziente, a ridargli speranza, ad incoraggiare il suo coinvolgimento attivo nella terapia e ad aiutarlo a sviluppare abilità sociali) e con i familiari (i familiari vengono educati a riconoscere segni e sintomi prodromici che fanno presagire una ricaduta, viene insegnato loro a ridurre le critiche e l’ipercoinvolgimento, oltre ad essere aiutati a capire come un programma farmacologico costante possa preservare un funzionamento ottimale; in questo modo è possibile contare anche sulla collaborazione della famiglia per prevenire le recidive) e una terapia individuale supportivo-espressiva psicodinamica (volta a creare un'alleanza terapeutica, stabilizzare i sintomi, aiutare il paziente a divenire gradualmente sempre più consapevole dei propri processi interiori)
Quindi eventualmente metteresti principale il depressivo maggiore e differenziale distimico per il criterio temporale non soddisfatto... Tra l'altro mo' la sparo più grossa di me ma quanto ho letto "si sente a volte abbandonata" mi si è accesa la lampadina del border ma non c'entra nulla...
la tendenza a giustificarsi per timore di sbagliare o di compiancere non la vedo nel paranoide
per i disturbi psicotici sicuramente un trattamento farmacologico e quindi invio dallo psichiatria.quindi trattarlo quando è sotto farmarci e sinceramente sarei in difficoltà nello scegliere tra approccio psicodinamico e quello cognitivo comportamentale
comunque ho trovato questo thread dove se ne parla:
http://www.opsonline.it/forum/psicol...ile-24760.html
Non ne saprei porre una principale...Indagherei questi due, ma per nessuno dei due sono soddisfatti i criteri (per il deoressivo maggiore non si sa se ci siano episodi depressivi maggiori in cui siano presenti tutti i sintomi o se i sintomi siano "spalmati" nell'arco di tempo preso in consdierazione)
Però c'è il criterio di perdita di interesse per attività prima considerate piacevolmente...
Dipende...Se non è più in fase acuta e dopo un certo periodo di terapia potrebbe essere possibile (ma dipende da caso a caso, questa cosa va specificata)
Non so se gli interventi psicoeducazionali abbiano un orientamento, forse cognitivo-comportamentale, ma non ne sono certa...E' una sorta di educazione sul disturbo...
Esatto, quello mi fa propendere per il depressivo maggiore (nel distimico non c'è), però non mi convince al 100%...Non riuscirei a specificarne una precisa, riuscirei a motivarne due, ma pur sempre da indagare ulteriormente...
Secondo voi, è sempre necessario proporne una principale??? Perché io spesso ne ho più di una, ma da valutare...
Altra cosa...Panico e disperazione: io proprio gli obiettivi delle terapie non riesco a ricordarli...Ci riesco solo con quelli d0nai perché li ho riformulati proponendo un approccio integrato (cognitivo-comportamentale e psicodinamico), ma per il resto non mi appartengono molto e quindi non riesco a memorizzarli decentemente :jd:
Altra cosa è che nei primi due anni di dist distimico non deve essere diagnosticano le un episodio depressivo maggiore... Questa cosa è un po' strana ma l'ho trovata scritta da qualche parte...
Sì, è nei criteri del DSM ed è quello che mi manda in confusione, perché è difficile scindere le due cose, i criteri sono molto simili...
Io l'ho interpretato così: se i sintomi ci sono stati tutti insieme per almeno una settimana, quello è un Episodio Depressivo Maggiore (e sono sintomi più "forti" rispetto alla Distimia), nel caso in questione non si sa come siano distribuiti, per cui lascio aperta la possibilità (non sono certa che sia corretto, però...)
CASO KANEKLIN PAGINA 135: A. DI 40 ANNI
Il motivo della richiesta di aiuto è una crisi lavorativa scatenata da cambiamenti organizzativi che hanno comportato lo spostamento di un collaboratore fidato e la sua sostituzione con uno nuovo con cui non c’è sintonia.
L’episodio infantile in cui è stato portato dallo psicologo per eccessivo attaccamento alla madre e timidezza a scuola andrebbe ulteriormente indagato: potrebbe essere fisiologico oppure indice di un possibile disturbo d’ansia da separazione.
L’insicurezza, l’indecisione, la ricerca di continue conferme, e la responsabilità sentita come peso eccessivo possono fare pensare ad un problema di disturbo di personalità dipendente.
Il prendere impegni e non riuscire a mantenerli può fare pensare ad un problema di instabilità di funzionamento, che potrebbe essere una diretta conseguenza del suo modo pervasivo di approcciarsi agli altri e al mondo.
La mancanza di soddisfazione per quello che fa potrebbe derivare da una scarsa stima di sé oppure da una tendenza al perfezionismo (DOC di personalità) ma non ci sono altre indicazioni in questo senso.
L’insonnia, il pessimismo, la scarsa stima di sé, possono rientrare in un quadro di disturbo dell’umore, in particolare un disturbo depressivo maggiore, o in un quadro di disturbo dell’adattamento, causato dall’evento stressante sul lavoro. Il fatto che tuttavia si dichiari così “da sempre”, può fare propendere per una modalità più pervasiva e radicata come un DDP. In particolare i DDP evitante e dipendente si distinguono dagli altri per la poca fiducia nelle proprie capacità e la considerazione di sé come inetti o incapaci. La difficoltà di rapporto con superiori e collaboratori potrebbe essere di varia natura; concorderebbe con questi disturbi nel caso dipendesse dal disagio relazionale e dalla difficoltà a riporre la propria fiducia (evitante) oppure dalla sua scarsa capacità di assumersi responsabilità e dal bisogno continuo di rassicurazione (dipendente).
Numerosi altri sintomi potrebbero rientrare in una diagnosi di DDP dipendente: il fatto che ci sia sempre stato qualcuno a sostenerlo, che il suo collaboratore rientrasse tra questi e il suo spostamento abbia causato la crisi, il fatto che di fronte al “bisogno” della famiglia egli si sia defilato, forse perché non sopporta la responsabilità.
L’ipotesi diagnostica principale potrebbe essere di disturbo dipendente, quella differenziale di disturbo evitante. L’insonnia attuale è da indagarsi; potrebbe essere sorto un disturbo d’ansia o dell’umore su di un DDP premorboso.
Giovane uomo di 23 anni, inviato dal medico di base, al quale si è rivolto ripetutamente nell'arco dell'ultimo mese.
Teme di aver contratto il virus HIV.
Operaio in un mobilificio. Recentemente i dipendenti della sua azienda sono stati sottoposti a degli esami medici. Lui è convinto che il medico abbia usato con lui, per un prelievo di sangue, la stessa siringa utilizzata per un suo collega, il quale poco tempo prima gli aveva confidato di essere stato con delle prostitute. Per questo motivo teme di aver contratto il virus.
Ha la licenza media inferiore, vive con i genitori e una sorella, con i quali riferisce di avere buoni rapporti. Descrive la madre come ansiosa ed invadente con i figli.
Non fuma, non beve, non si droga. Pratica sport a livello agonistico.
Non ha mai avuto una relazione sentimentale, né rapporti sessuali completi.
Costruire una prima ipotesi diagnostica.
Specificare quali altri strumenti (test, indici, scale di livello) sarebbero necessari per la validazione dell'ipotesi e perché.
Specificare quali altre aree del colloquio andrebbero approfondite per il completamento dell'anamnesi.
In base all'ipotesi fatta e alle ulteriori indagini ipotizzare un progetto di intervento.
CASO KANEKLIN PAGINA 136: F, 51 anni
F riporta distacco e freddezza nelle relazioni con gli altri, nonostante una vita sociale piena. La quantità di contatti relazionali escluderebbero un isolamento sociale come ci si aspetterebbe in un disturbo depressivo, o in un ddp schizoide o schizotipico. Sono invece comuni a molti altri disturbi di personalità, tra cui narcisistico, DOC. la notevole attività finalizzata non si accompagna ad un umore elevato, il che esclude un aspetto maniacale.
L’imprecisione altrui provoca rabbia in F, mentre una deviazione dai piani provoca frustrazione. Questo potrebbe essere un segnale di perfezionismo e bisogno di ordine e precisione, che si ritrovano nei DOC d’ansia e di personalità. Anche la presenza di rituali, la mancanza di umorismo, la continua preoccupazione, vanno in questa direzione.
L’infelicità percepita di F farebbe propendere per un egodistonia di questa modalità di comportamento, più simile ad un disturbo d’ansia DOC che non di personalità, ma mancano anche dati relativi alla presenza di vere ossessioni e compulsioni, come da definizione di Doc d’ansia. Inoltre la modalità della signora sembra piuttosto pervasiva.
CASO KANEKLIN PAGINA 136, X, 30 anni
I sintomi fisiologici riportati da X rientrano nel quadro di un attacco di panico. Anche nei disturbi somatoformi e dell’umore si ritrovano sintomi fisiologici, ma solitamente non sono accompagnati dalla paura di morire dovuta ad essi. Nell’ipocondria questa può esser presente ma è maggiormente connessa alla paura di una malattia sottostante ad essi che non causata dalla sintomatologia di per sé.
La richiesta di accompagnamento del collega può essere sintomatica di agorafobia. Se gli atatcchi fossero inaspettati e seguiti da almeno un mese di preoccupazione a riguardo (come in effetti ammette alla fine) si potrebbe porre la diagnosi di disturbo di panico con agorafobia. Non si potrebbe invece porre la diagnosi di agorafobia senza anamnesi da disturbo di panico, poiché gli attacchi non sembrerebbero paucisintomatici (ci sono 4 o + criteri).
Gli attacchi di panico sono tipici anche di altri disturbi, ad es, i disturbi d’ansia fobici; tuttavia in una fobia sociale la presenza di un accompagnatore peggiora il disturbo.
La metafora del viaggiatore e del treno potrebbe richiamare un sintomo dissociativo di depersonalizzazione, compatibile con disturbi somatoformi o d’ansia (PTSD e acuto da stress), o con periodi di stress in un DDP.
La paura di rifiuti e delusioni affettive si può inserire entro un quadro di personalità evitante, di timore abbandonico borderline o istrionico (ma non mi sembra vi siano ulteriori indicazioni in merito) o di fobia sociale (nel caso la paura del rifiuto fosse dovuta all’imbarazzo che ne segue). Tuttavia egli ricerca attivamente i contatti sociali, quindi anche evitante e fobia sociale sarebbero da escludere.
Ipotesi diagnostica: disturbo di panico con agorafobia. Differenziale: non ce l’ho.
Ho messo anche io Disturbo di Attacco di Panico con Agorafobia, poi negli approfondimenti ho scritto che, nel caso in cui emergesse che sono legati a situazioni specifiche (es. la macchina o il contatto coi clienti in quanto consulente), si dovrebbe prendere in considerazione la diagnosi di un altro disturbo d'Ansia, quale ad esempio la Fobia Sociale o Specifica...