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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
mirumiru
Secondo me l'hai svolto bene e penso che mi baseró sul tuo modo di risolvere il caso io ancora sono indietro con lo studio.. Non so come faró.. Se riesco provo anhe io a risolverlo! Ma tu del dsm hai guardato solo la parte sui disturbi diagnosticati per la prima volta nell'infanzia e adolescenza o l'hai atto tutto? Siccome manca poco sto cercando di fare l'indispensabile.. Ho anche il falabella ma non mi pare serva così tanto per il caso di evolutiva.. Boh?! Aiutooooooo
Grazie anche a te Mirumiru per la risposta!
Io ho usato il DSM per i disturbi dell'infanzia e all'adolescenza integrando un pò con un manuale di neuropsichiatria infantile e un'altro di psicologia clinica (Sanavio) e Psicopatologia dello Sviluppo (Celi Fontana)..
è tanta roba e ho l'ansia a mille!!!
Buon lavoro e buona domenica!
:ciao:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Come siete messe con i disturbi correlati all'uso di sostanze???
Perchè sono infiniti e mi hanno messo angoscia!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ciao a tutte, sto riguardando tutti i disturbi e in particolare i trattamenti. Volevo condividerli con voianche per sapere se ho sbagliato qualcosa , e comunque per confrontarci!! per ora ho fatto bene i disturbi d'ansia. via via che li riguarderò tutti li posterò qua:
Disturbo D'attacco di Panico senza Agarafobia--> terapia espressiva approccio psicodinamico al fine di permettere l'elaborazione del conflitto sottostante, favorire separazione individuazione e costanza oggettuale , comprendere i significati inconsci dell'ansia.
Alternativa Approccio Cognitivo - Comportamentale = lavorare sui pensieri disfunzionali e sostituirli con pensieri maggiormente funzionali , psicoeducazione su modalità d'insorgenza e mantenimento del disturbo al fine di spezzare il circolo vizioso dell'attacco di panico. insegnare tecinche di gestione dell'ansia e prevenzione delle ricadute.
Agarofobia senza anamnesi di DAP e disturbo d'attacco di panico con Agarofobiaa = anche qui approccio espressivo:
1- psicodinamico : elaborare i conflitti inconsci, comprendere i significati celati dell'ansia sottostante, promozione dei confini interni e favorire lo sviluppo del processo di separazione- individuazione
2- Cognitivo Comportamentale : sostituire pensieri e risposte disfunzionali con pensieri e risp piu funzionali.
Apprendimento di nuove competenze per fronteggiare l'ansia, ristrutturazione cognitiva, desensibilizzazione sistemica.
Fobia Specifica : espressiva approccio psicodinamico : cosa rappresnta oggetto temuto, sviluppare costanza oggettuale
Cognit - comportamentale : Ristrutturazione cognitiva e smantellamento per gli apprendimenti
FObia Sociale : simile a fobia specifica. Cognitiv - comportamentale : tecniche di esposizione graduale allo stimolo fobico associate ad esercizi di rilassamento
PTSD e disturbo Acuto da Stress : Iniziale supporto per rinforzare l'Io traumatizzato
Poi espressivo : consapevolozzazione elaborazione vissuto e tematiche coinvolte, rafforzare armonia della personalità
promozione risosrse e strategie di difesa maggiormente funzionali
Cognitivo Comportamentale : Sostegno immediato gestione ansia tramite tecniche di rilassamento. ristrutturazione cognitiva e desensibilizzazione sistemica
Disturbo d'ansia Generalizzato : Espressivo
Psicodinamico --> elaborare conflitti, comprendere significati inconsci dell'ansia, favorire costanza oggettuale
Cognitivo Comportamentale --> sostituzione pensieri disfunzionali e interpretazioni erronee con visioni più aderenti alla realtà
Tecinche di rilassamento per controllare sintomi neurovegetativi
DOC--> Espressivo . Psiconamico --> convogliare aggressività e pulsionalità dirompente, rielaborare conflittualità
Cognitivo - comport--> identificazione e analisi pensieri irrazionali esposizione alla fonte dell'ossessione, riduzione comportamenti compulsivi tramite tecniche di prevenzione della risposta e desensibilizzazione sistemica
Strumenti --> non ho individuato uno strumento specifico per ogni disturbo. Generalmente Per i disturbi D'ansia va bene una CBA o MMPI-2 o STAI
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
PER QUANTO RIGUARDA SCHIZOFRENIA E ALTRI DISTURBI PSICOTICI Io ho messo in tutti approccio integrato:
Consulenza psichiatrica per intervento farmacologico+ psicoeducazione famiglia+ Trattamento cognitivo (che interviene sui sintomi positivi) comportamentale (token economy)+ riabilitazione psicosociale (apprendimento nuove producedure e adeguato supporto ambientale)
Test --> rorschach in grado di rilevare risposte AMbigue
va bene o devo trovare un trattamento per ogni specifico disturbo in qust'area?
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
AVVISO DEL MODERATORE:
VI comunico che qui su ops è contro il regolamento postare casi, progetti, temi interamente svolti! Potete farlo ma in maniera schematica! Grazie per la collaborazione...e complimenti a Brontolona PERCHè IL CASO CHE HA POSTATO è BEN FATTO! ;)
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
sury2013
PER QUANTO RIGUARDA SCHIZOFRENIA E ALTRI DISTURBI PSICOTICI Io ho messo in tutti approccio integrato:
Consulenza psichiatrica per intervento farmacologico+ psicoeducazione famiglia+ Trattamento cognitivo (che interviene sui sintomi positivi) comportamentale (token economy)+ riabilitazione psicosociale (apprendimento nuove producedure e adeguato supporto ambientale)
Test --> rorschach in grado di rilevare risposte AMbigue
va bene o devo trovare un trattamento per ogni specifico disturbo in qust'area?
cIAO, SE POSSO DARTI UN CONSIGLIO: eviterei il Rorschach......è prettamente psicodinamico e con la Tcognitivo comportamentale ci fa un po' a cazzotti!:look:
;)
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
cIAO, SE POSSO DARTI UN CONSIGLIO: eviterei il Rorschach......è prettamente psicodinamico e con la Tcognitivo comportamentale ci fa un po' a cazzotti!:look:
;)
hai ragione ma che altro test per la schizofrenia? da qualche parte ho anche letto che in effetti non esiste un test specifico e la diagnosi si basa solo sui criteri diagnostici del dsm!!!
forse è meglio non mettere nulla? grazie mille
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
no, bah!!!!
intanto mettere nulla NO, c'è sempre il colloquio (oltre il dsm) che è LO strumento cardine dello psicologo, quindi primo strumento: colloquio, poi ci sono sempre le interviste semi strutturate e come test (se proprio vuoi metterlo) c'è la batteria:
BACS (Brief Assessement of Cognition in Schizophrenia ) :) che contiene diverse scale come la memoria, la fluenza verbale, la coordinazione psicomotoria..)...
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
no, bah!!!!
intanto mettere nulla NO, c'è sempre il colloquio (oltre il dsm) che è LO strumento cardine dello psicologo, quindi primo strumento: colloquio, poi ci sono sempre le interviste semi strutturate e come test (se proprio vuoi metterlo) c'è la batteria:
BACS (Brief Assessement of Cognition in Schizophrenia ) :) che contiene diverse scale come la memoria, la fluenza verbale, la coordinazione psicomotoria..)...
Grazie mille!!!colloquio e osservazione come strumenti li metto sempre,e questa batteria mica la conoscevo.
grazie :approved:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Io sto facendo un master in psicodiagnostica e sinceramente suggeriscono di usare dei test non in base all'orientamento (a meno che non si tratti del Blacky che nella versione originale è molto dinamico o di test specifici e meno conosciuti), ma in base all'effettiva efficacia del test e alla congruenza della scelta per la batteria (non 20 proiettivi e basta).
Questa cosa dell'orientamento che va a limitare anche i test io non la condivido... boh...
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ragazze io non lo so!!!!!! Io a tirocinio una volta l'ho visto fare dal mio tutor per la diagnosi di schizofrenia......cmq poi nell'intervento uno può mettere ciò che ritiene più opportuno per quel caso che si trova all'esame. Uno potrebbe anche mettere intervento supportivo se non è specificatamente richiesto l'orientamento e stop....
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
AVVISO DEL MODERATORE:
VI comunico che qui su ops è contro il regolamento postare casi, progetti, temi interamente svolti! Potete farlo ma in maniera schematica! Grazie per la collaborazione...e complimenti a Brontolona PERCHè IL CASO CHE HA POSTATO è BEN FATTO! ;)
Grazie per i complimenti, Memole!
Quindi ho sbagliato a postare il testo del caso così?
Devo metterlo per punti?
Grazie!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Saloméxx
Io sto facendo un master in psicodiagnostica e sinceramente suggeriscono di usare dei test non in base all'orientamento (a meno che non si tratti del Blacky che nella versione originale è molto dinamico o di test specifici e meno conosciuti), ma in base all'effettiva efficacia del test e alla congruenza della scelta per la batteria (non 20 proiettivi e basta).
Questa cosa dell'orientamento che va a limitare anche i test io non la condivido... boh...
sono d'accordissimo con te. solo che per l'esame di stato è meglio seguire le regole generali, perché forse la commissione potrebbe penalizzarti per non conoscere la teoria di base di un test, o l'approccio che proponi se non sono concordi. a meno che tu non specifichi che il test che vuoi usare è stato ideato da un autore di un certo orientamento e ciò nonostante proponi comunque di usarlo con un altro approccio per dei motivi che poi precisi.
ma sono dell'idea che è meglio non rischiare. nonostante le tue opposizioni siano sensatissime.
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
sury2013
ciao a tutte, sto riguardando tutti i disturbi e in particolare i trattamenti. Volevo condividerli con voianche per sapere se ho sbagliato qualcosa , e comunque per confrontarci!! per ora ho fatto bene i disturbi d'ansia. via via che li riguarderò tutti li posterò qua:
Disturbo D'attacco di Panico senza Agarafobia--> terapia espressiva approccio psicodinamico al fine di permettere l'elaborazione del conflitto sottostante, favorire separazione individuazione e costanza oggettuale , comprendere i significati inconsci dell'ansia.
Alternativa Approccio Cognitivo - Comportamentale = lavorare sui pensieri disfunzionali e sostituirli con pensieri maggiormente funzionali , psicoeducazione su modalità d'insorgenza e mantenimento del disturbo al fine di spezzare il circolo vizioso dell'attacco di panico. insegnare tecinche di gestione dell'ansia e prevenzione delle ricadute.
Agarofobia senza anamnesi di DAP e disturbo d'attacco di panico con Agarofobiaa = anche qui approccio espressivo:
1- psicodinamico : elaborare i conflitti inconsci, comprendere i significati celati dell'ansia sottostante, promozione dei confini interni e favorire lo sviluppo del processo di separazione- individuazione
2- Cognitivo Comportamentale : sostituire pensieri e risposte disfunzionali con pensieri e risp piu funzionali.
Apprendimento di nuove competenze per fronteggiare l'ansia, ristrutturazione cognitiva, desensibilizzazione sistemica.
Fobia Specifica : espressiva approccio psicodinamico : cosa rappresnta oggetto temuto, sviluppare costanza oggettuale
Cognit - comportamentale : Ristrutturazione cognitiva e smantellamento per gli apprendimenti
FObia Sociale : simile a fobia specifica. Cognitiv - comportamentale : tecniche di esposizione graduale allo stimolo fobico associate ad esercizi di rilassamento
PTSD e disturbo Acuto da Stress : Iniziale supporto per rinforzare l'Io traumatizzato
Poi espressivo : consapevolozzazione elaborazione vissuto e tematiche coinvolte, rafforzare armonia della personalità
promozione risosrse e strategie di difesa maggiormente funzionali
Cognitivo Comportamentale : Sostegno immediato gestione ansia tramite tecniche di rilassamento. ristrutturazione cognitiva e desensibilizzazione sistemica
Disturbo d'ansia Generalizzato : Espressivo
Psicodinamico --> elaborare conflitti, comprendere significati inconsci dell'ansia, favorire costanza oggettuale
Cognitivo Comportamentale --> sostituzione pensieri disfunzionali e interpretazioni erronee con visioni più aderenti alla realtà
Tecinche di rilassamento per controllare sintomi neurovegetativi
DOC--> Espressivo . Psiconamico --> convogliare aggressività e pulsionalità dirompente, rielaborare conflittualità
Cognitivo - comport--> identificazione e analisi pensieri irrazionali esposizione alla fonte dell'ossessione, riduzione comportamenti compulsivi tramite tecniche di prevenzione della risposta e desensibilizzazione sistemica
Strumenti --> non ho individuato uno strumento specifico per ogni disturbo. Generalmente Per i disturbi D'ansia va bene una CBA o MMPI-2 o STAI
Grazie mille!! molto utile. e sono d'accordo su tutto :dance2:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Chiara_cookie
sono d'accordissimo con te. solo che per l'esame di stato è meglio seguire le regole generali, perché forse la commissione potrebbe penalizzarti per non conoscere la teoria di base di un test, o l'approccio che proponi se non sono concordi. a meno che tu non specifichi che il test che vuoi usare è stato ideato da un autore di un certo orientamento e ciò nonostante proponi comunque di usarlo con un altro approccio per dei motivi che poi precisi.
ma sono dell'idea che è meglio non rischiare. nonostante le tue opposizioni siano sensatissime.
Probabilmente hai ragione, ma a me sembra così limitante. Allora dovremmo ancora parlare unicamente di Freud, visto che non si può azzardare niente di nuovo :sbonk:
Non è una critica a voi, avete ragione! E' solo un po' di frustrazione...
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ciao.. Guarda oggi mi sono limitata a scrivere il tuo caso perché a voce é tutto più semplice.. Volevo sapere su che libri hai studiato? È secondo te/ voi é possibile che in cattolica mettano i punteggi dei test perché su psicologo domani ci sono qst casi e non saprei come fare
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ciao.. Guarda oggi mi sono limitata a scrivere il tuo caso perché a voce é tutto più semplice.. comunque l'hai svolto davvero bene... su che libri stai studiando? È secondo te/ voi é possibile che in cattolica mettano i punteggi dei test perché su psicologo domani ci sono qst casi e non saprei come fare
Citazione:
Originalmente inviato da
Brontolona
Ottimo Ilaria il discorso di chiedersi come mai il padre non c'era! e hai ragione sul fatto di domandarsi che criteri di valutazione hanno utilizzato le insegnanti per arrivare a dire certe cose!!
Grazie!!!
Metti pure i casi che vuoi svolgere insieme!
Io ci sono!!!
Grazie mille per la risposta!!!
Buono studio!!!:dance:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ragazze a me orientamento o meno, io non sto ad impararmi seimila test non ci riesco mentalmente,io faccio:
mmpi-2, cba, edi per i disturbi alimentali, rorschach, stai per l'ansia, e bdi per depressione e mania. stop.
wais e test neuropsicologici per disturbi come le demenze. Comunque io continuo a leggere casi dove si fanno certi riferimenti psicodinamici (tipo fissazione nella fase sadico-anale nel disturbo compulsivo??) io non riuscirei mai a svolgerlo così!!!!infatti mi viene l'ansia a leggere sti casi.
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Saloméxx
Io sto facendo un master in psicodiagnostica e sinceramente suggeriscono di usare dei test non in base all'orientamento (a meno che non si tratti del Blacky che nella versione originale è molto dinamico o di test specifici e meno conosciuti), ma in base all'effettiva efficacia del test e alla congruenza della scelta per la batteria (non 20 proiettivi e basta).
Questa cosa dell'orientamento che va a limitare anche i test io non la condivido... boh...
beh..non so! io credo invece che sia poco coerente che so ipotizzare tutta una terapia esempio di orientamento cognitivo comportamentale e poi inserire i test psicodinamici e veiceversa!
diverso è il caso se si sceglie di fare un approccio integrato....poi, boh..ognuno fortunatamente è doverso dall'altro!. :)
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Brontolona
Grazie per i complimenti, Memole!
Quindi ho sbagliato a postare il testo del caso così?
Devo metterlo per punti?
Grazie!
per punti e schematico....
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
HO RISOLTO IL CASO NON PRESTANDO ATTENZIONE AI DATI EMERSI DALLA SOMMINISTRAZIONE DEI TEST PERCHè NON LI LEGGO
-in questo caso partirei con l'analisi della domanda. Come mai R. chiede un trattamento psicologico proprio ora? dai dati emerge che le difficoltà lamentate sono insorte circa 10 anni fa in concomitanza alla diagnosi di insufficienza renale, tuttavia il soggetto minimizza difficoltà psicologiche. Sarebbe opportuno approfondire che strategie ha utilizzato nel corso di questi anni per far fronte alle difficoltà lamentate. Una corretta analisi della domanda ci permetterebbe inoltre di comprendere bisogni, aspettative, motivazioni connesse a tale richiesta e a prevedere l'aderenza dell'utente all'eventuale intervento terapeutico progettato.
- R. lamenta difficoltà relative l'area socio- relazionale : dice di avere difficoltà di inserimento, comportamentali, relazionali eperdita dell'autoefficacia personale tuttavia non è chiaro se tali problematiche si siano acutizzate dopo la diagnosi di insufficienza renale . Infatti dai dati a disposizione vengono riferiti dai genitori difficoltà interpersonali e tendenza all'isolamento già in infanzia che R. sembra disconoscere. Indagherei a tal fine i processi di socializzazione primaria e secondaria e la presenza di eventuali eventi traumatici o stressanti (la nascita del fratello minore ad esempio? quanti anni ci sono di differenza)?.
- Emergono inoltre difficoltà riguardanti l'autonomia personale : R. vive ancora in casa con i genitori in una fase della vita in cui l'individuo dovrebbe esser impegnato in una relazione intima stabile e dovrebbe affrontare progetti di "generatività" --> come sono state risolte le fasi precedenti? come ha costruito la propria identità personale e come R. ha affrontato i vari compiti dello sviluppo?In particolare come è stata affrontata l'adolescenza? Indagherei altresì l'area affettiva. Ci sono state relazioni intime significative in passato? dai dati a disposizione sembrerebbe che R. ha una rapporto confuso e frammetario con la realtà circostante. Il ritiro sociale, i comportamenti aggressivi e la negatività (più disinvestimento dall'affettività) potrebbero essere indicatori di una possibile incapacità dell'Io di tollerare l'angoscia e di canalizzare la pulsionalità. Andrebbe inoltre indagato l'esame di realtà del soggetto, la capacità di giudizio, è in grado di progettare il futuro? qual è la percezione che ha del proprio sè (indagherei inoltre anche il sè corpereo dal momento che il soggetto è affetto da insufficienza renale che sembra avere gravi implicazioni nella sua qualità di vita).
Andrei infine ad indagare il rapporto con la madre e con il padre (che vengono descritti come caratterizzati da conflittualità e da atteggiamenti rivendicatoriche nutre nel nucleo famigliare, soprtutto nei confronti del padre). Indagheii inoltre il sistema famigliare e l'eventuale presenza di messaggi contradditori, le alleanze, i confini con l'esterno. Infine l'area lavorativa (rapporti con i colleghi, evenuali cambiamenti lavorativi)
I dati a disposizione non sono sufficienti per orienarci a diagnosi, tuttavia il disinvestimento dalla relatà sociale e il ritiro dell'Affettività e il relativo isolamento potrebbero orientarci al disturbo schizoide di personalità (caratterizzato da isolamento sociale e da inibizione affettiva e grave deficit delle relazioni interpersonali). Relazioni altamente disturbate appiattimento dell'affettività sono anche presenti nel disturbo Schizotipico di personalità che andrebbe escluso per la mancanza di criteri sufficienti per orientarci ad esso (non sembrano esserci comportamenti stravaganti e/o bizzarri o gravi distorsioni cognitive). Tuttavia i dati ci informano anche che il soggetto stabilisce volentieri un buon rapporto con lo psicologo durante la somministrazione dei test (mentre sappiamo che il soggetto con disturbo schizoide di personalità diffcilmente intraprende un trattamento teraputico a motivazione intrinseca, anzi il terapeuta deve fare notevoli sforzi per stabilire un alleanza con questi utenti rispettando il più possibile la parte silenziosa del loro Sè--> che è l'unico modo di esprimere la loro autenticità)
qual ora tale disturbo fosse avvalorato (tramite test e colloquio) proporrei un intervento supportivo ad orientamento psicodinamico finalizzato a :integrare, strutturare, rafforzare l'Io. Consentire un adeguato esame della realtà. Sarebbe opportuno anche associata alla pt individuale una psicoterapia psicodinamica di gruppo poichè consente al soggetto di stabilire nuovi legami in tal modo si interverrebbe sulla socializzazione di R. che sembra essere molto deficitaria
In alternativa, se la famiglia fosse disponibile trattamento sistemico famigliare.
SCUSATE GLI ERRORI E IL PESSIMO ITALIANO: MI STO ADDORMENTANDO SULLA TASTIERA DEL PC
MA VORREI UN VOSTRO FEEDBACK. é il primo caso che provo a svolgere in completa autonomia. Tra l'altro è difficile per me sto caso.
Citazione:
Originalmente inviato da
Chiara_cookie
facciamo questo??
R., 32 anni, chiede una visita psicologica lamentando difficoltà di inserimento, di comportamento e di relazione insorte circa 10 anni orsono e che hanno reso problematica la sua realizzazione personale. Il soggetto soffre da circa dieci anni di una grave insufficienza renale, considerata la vera causa di tutti i suoi problemi e tende a minimizzare il disagio psichico.
Non Ë sposato, non ha relazioni sentimentali, vive in famiglia con padre e madre ed un fratello minore. Ha conseguito un diploma di scuola media superiore, ma non riesce a trovare un'adeguata sistemazione lavorativa, pur accontentandosi di lavori non collegati al suo titolo di studio. Ciò lo ha reso critico ed aggressivo verso la società determinando atteggiamenti di rifiuto, di negativit‡ e di isolamento.
La situazione esistenziale del soggetto Ë caratterizzata da accentuata conflittualit‡ con il padre che crea all'interno del nucleo familiare un'atmosfera carica di tensioni aggravate da spunti aggressivi e atteggiamenti rivendicativi nei confronti dei genitori e del fratello.
La coppia genitoriale appare in crisi e manifesta da sempre una notevole conflittualit‡ ed incompatibilit‡ di carattere fra i coniugi. I genitori del paziente segnalano nella sua infanzia e adolescenza problemi di fragilità emotiva, difficoltà di rapporto interpersonale e tendenza all'isolamento. Il soggetto non riferisce problemi nÈ di tipo infantile, nÈ di tipo adolescenziale.
Il soggetto viene sottoposto ad una valutazione psicodiagnostica, cui aderisce volentieri, per stabilire una ipotesi diagnostica ed un successivo progetto di intervento.
Presentazione delle risposte del soggetto al test di Rorschach, Matrici Progressive 38 di Raven e profilo MMPI. "
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
beh..non so! io credo invece che sia poco coerente che so ipotizzare tutta una terapia esempio di orientamento cognitivo comportamentale e poi inserire i test psicodinamici e veiceversa!
diverso è il caso se si sceglie di fare un approccio integrato....poi, boh..ognuno fortunatamente è doverso dall'altro!. :)
Ma ho il dubbio che mi sfugga qualcosa o che io dia per certo qualcosa che invece non è così scontato. Il caso clinico e l'analisi diagnostica che vado a fare e che, nel caso ce ne fosse bisogno, può comprendere l'utilizzo dei test, precede il trattamento no? E teoricamente nessuno dice che il trattamento debba farlo io, giusto?
Quindi se una persona si rivolge a me per avere una valutazione e un orientamento, teoricamente io se sono cognitivista posso fare la mia indagine diagnostica con il mio orientamento e poi rendermi conto che la persona ha bisogno di un intervento di tipo cognitivo oppure di uno sistemico. No?
Quindi io uso i test per cui io sono competente (magari di tipo cognitivista, ma con Exner il Rorschach lo usano tutti) e poi però posso suggerire un trattamento che è di orientamento diverso dal mio perché so che è più adatto alla persona/al disturbo. No?
Cioè sono cose che ho dato sempre per scontate, anche perché altrimenti uno studierebbe unicamente il proprio approccio, invece di farsi un mazzo su tutte le terapie esistenti. E anche perché io non parlo in quanto terapeuta ma in quanto psicologa.
Non so, chiedo perché voglio chiarirmi se ho una percezione della mia professione distorta e scorretta, perché sinceramente mi sta venendo questo dubbio. Almeno capisco se devo riorientare il mio studio per questa prova...
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Sury scappo al lavoro, oggi ti rispondo. Il tuo caso è molto ben fatto!!!! mi fate prendere ma
le, io non sono capace ancora D: D: D:
Salomex tu hai ragione. Credo che il problema è se espliciti un approccio x il TUO lavoro diagnostico, e poi sempre tu dici di voler usare, a scopo diagnostico, un test di un altro approccio. Che anche qui secondo me ci sta, MA NON RISCHIEREI PER L'ESAME DI STATO. poi nella pratica anche io ho visto usare il Rorschach a tutti XD a noi in università ce l'ha insegnato una profe sistemica XD
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
la terapia supportiva o espressiva el caso evolutivo come la esplicate? mi sto confondendo!:warning:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
ilaria.7
Ciao.. Guarda oggi mi sono limitata a scrivere il tuo caso perché a voce é tutto più semplice.. comunque l'hai svolto davvero bene... su che libri stai studiando? È secondo te/ voi é possibile che in cattolica mettano i punteggi dei test perché su psicologo domani ci sono qst casi e non saprei come fare
Buongiorno Ilaria..
di punteggi so solo il QI per il ritardo mentale, sinceramente..
pensi che vadano saputi di tutti i test?
Io dei test sto facendo le caratteristiche principali, quindi il COSA vanno ad indagare.
Io ho usato il DSM per i disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza integrando un pò con un manuale di neuropsichiatria infantile e un'altro di psicologia clinica (Sanavio) e Psicopatologia dello Sviluppo (Celi Fontana)..
Bacino e buono studio!:yahoo:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Proviamo a svolgere questo caso di sviluppo?
genitori si rivolgono dallo psicologo per J.:
- J. bel bambino 5 anni e mezzo
- ritardi significativi nelle capacità sociali e di auto - aiuto
- produce suoni ma non ancora parole
- qualche volta movimenti particolari delle dita o battito delle mani nelle situazioni in cui era felice o irritato
- i genitori riferiscono alcuni comportamenti di affettuosità del bambino
- non tollerava e non giocava e con gli altri bambini
- genitori riferiscono che J. cercava contatto con gli altri ma era troppo "ansioso" per funzionare bene con gli altri
- spesso scoppi d'ira e grida senza motivo
- quando si faceva male non piangeva
- rituali quotidiani che se venivano interrotti --> disagio per J.
- non si veste ancora da solo
- porta ancora pannolino
- molto attaccato ad un orsacchiotto di peluche
- si separava facilmente dalla madre
- spesso si trastullava a lungo strisciando un fazzoletto/fili d'erba sulla fronte o sulla faccia
- preoccupazione dei genitori perchè lui di fronte a un reale pericolo non aveva paura e aveva bisogno quindi di una costante supervisione
- raramente riesce a completare compiti affidati
- 18 mesi dubbio dei genitori che ci fosse qualcosa di diverso in J: "troppo buono" e poco reattivo
- valutazione dell'udito negativa
- funzionamento intellettivo non è stato inquadrato adeguatamente ma l'esaminatore sentì che doveva essere qualche menomazione
- recente visita --> J. mostra scarse relazioni sociali e capacità molto superficiali
- facilmente prendeva mano esamintatore non discriminando tra la mamma e gli estranei
- rumore di fondo della clinica lo agitava e frequentemente si metteva le dita nelle orecchie
- nei momenti di disagio colpiva la testa della madre e si opponeva al contatto tattile.
Buon lavoro a tutti/e!!! :D
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Chiara_cookie
Salomex tu hai ragione. Credo che il problema è se espliciti un approccio x il TUO lavoro diagnostico, e poi sempre tu dici di voler usare, a scopo diagnostico, un test di un altro approccio. Che anche qui secondo me ci sta, MA NON RISCHIEREI PER L'ESAME DI STATO. poi nella pratica anche io ho visto usare il Rorschach a tutti XD a noi in università ce l'ha insegnato una profe sistemica XD
Allora forse l'incomprensione sta qui. Voi esplicitate il vostro approccio per l'indagine diagnostica? Io no, metto solo che è un'ipotesi secondo il DSM.
Credete che sia necessario?
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Per le finalità diagnostiche richieste verrà fatto riferimento al manuale diagnostico e statistico dei
disturbi mentali (DSM-IV).
Dai dati disponibili emerge che l'analisi della domanda è relativa alla richiesta di intervento da parte dei genitori. quindi dovremo fare in modo, in caso di intervento, di coinvolgere pienamente J. affinchè sia motivato a farsi aiutare, nel caso ce ne fosse bisogno.
Emerge un quadro in cui spiccano difficoltà nelle interazioni sociali e nell'adattamento sociale, infatti i genitori dicono che J. spesso non gioca e non tollera gli altri bambini, viene descritto da loro come un bambino che sembra "troppo buono" e allo stesso tempo non reattivo. Inoltre ha scarse relazioni sociali e capacità molto superficiali, appare stonato e disinteressato rispetto alle cose che ha intorno.
Un altro aspetto importante che emerge è la sua assenza di paura di fronte a pericoli reali e il fatto di non fare differenza tra figure familiari ed estranee. inoltre compie attività ripetitive come lo strusciarsi spesso un fazzoletto o fili d'erba sulla fronte/faccia. Appare disturbato dal rumore di fondo della clinica e si tappa le orecchie. Inoltre compie gesti aggressivi verso la madre, colpendola alla testa quando si sente a disagio. compie rituali durante la giornata e spesso mostra sbalzi d'umore non giustificati come scatti d'ira e gridi senza motivo. Mostra segni di ritardo mentale non potuti accertare attraverso strumenti specifici e anche nel controllo degli sfinteri. inoltre non parla neancora e produce solo suoni.
Tutti questi aspetti farebbero pensare a un disturbo generalizzato dello sviluppo e in particolare al disturbo autistico dello sviluppo in quanto il bambino mostra compromissioni nelle interazioni sociali e nell'adattabilità sociale, inoltre compie comportamenti stereotipati, sembra abbia un RM, magari potremo verificarlo attraverso il Test per la Seconda infanzia (Binet Simon, Terman e Merrill) in quanto rispetto alla WISC e alle Matrici di Raven può essere utilizzato partendo dai 4 anni e non dai 6 anni come gli altri due test menzionati. Infatti nell'autismo è possibile riscontrare un RM moderato mentre per gli altri disturbi generalizzati dello sviluppo, ad esclusione dell'Asperger, i soggetti possono avere un ritardo mentale grave/gravissimo. inoltre per verificare il suo comportamento adattivo potremo condurre una Vineland sia con i genitori sia con gli insegnanti. Potremo fare un incontro direttamente con J. attraverso il PEP-R: abbiamo detto che l'autismo comporta, oltre a un ritardo nello sviluppo, anche dei comportamenti atipici. La particolarità del PEP-R è proprio quella di prendere in considerazione entrambi gli aspetti. La scala permette di valutare il livello del bambino rispetto ai suoi coetanei. In questo modo potremo avere un quadro più ampio su J. per quanto riguarda la diagnosi differenziale rispetto agli altri disturbi generalizzati dello sviluppo, potremo escludere da subito un disturbo di Rett, in quanto si manifesta solo nelle femmine. inoltre non potremmo parlare di Asperger in quanto i disturbi si manifestano più tardivamente rispetto all'autismo e inoltre nell'asperger non ci sono ritardi significativi sia da un punto di vista cognitivo che del linguaggio. non potremmo parlare di un disturbo disintegrativo della prima fanciullezza in quanto non è stato descritto un declino di capacità dai 2 anni in poi preceduto da uno sviluppo apparentemente normale.
Se quindi si trattasse di un disturbo autistico i principali obiettivi che ci possiamo dare solo relativi all'aumento di comportamenti socialmente accettabili, la riduzione di comportamenti strani e il favorire in qualche maniera la comunicazione verbale/non verbale.
Importante sarebbe un intervento multimodale che possa coinvolgere gli ambienti in cui si trova a vivere J. in maniera da lavorare tutti insieme alla stessa maniera per i soliti obiettivi.
si potrebbe organizzare il programma TEACCH, ovvero che negli interventi viene data importanza allo spazio, in quanto c'è bisogno di spazi contrassegnati, del tempo, infatti i soggetti autistici non hanno la percezione del tempo, quindi ad esempio, si potrebbe costruire un'agenda che si basa sulle attività che il ragazzo deve fare ad esempio, a scuola, nella parte verde c'è quello che può fare mentre nella parte rossa ci sono i divieti. non si dice verbalmente al bambino cosa deve fare ma gli diamo la carta corrispondente all'azione, questa è attaccata alla pagina con il feltro così che si possa levare e rimettere ogni volta. inoltre importante è il materiale di lavoro tenendo in considerazione che loro considerano meglio uno schema etero-organizzato rispetto ad uno auto-organizzato. altro aspetto è l'aiuto, quindi ad esempio l'utilizzo di stimoli visivi e basarsi su il rinforzo estrinseco e non quello intrinseco. infine importante è la generalizzazione ovvero la possibilità di estendere nel mondo reale l'abilità acquisita durante l'insegnamento.
Inoltre molto importante potrebbe essere un intervento psicoeducativo su genitori e insegnanti per informarli sul disturbo e attivare un sia un parent training e un teacher training.
Che dite?
Aspetto commenti!
Grazie!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ragazze sto finendo di mettere a punto trattamenti e test per i vari disturbi... stasera o al massimo domani mattina comincio a guardare anche io i test e a commentare quelli che avete svolto!
Voi i trattamenti farmacologici per quali disturbi li consigliate? Tipo nei disturbi dell'umore io li consiglierei (sottolineando che ovviamente dipende da cosa emerge durante le indagini soprattutto riguardo la gravità del disturbo) ma non li ho trovati spesso consigliati
io avevo pensato:
- schizotipico
- umore
- antisociale
- DAP (con e senza agorafobia?)
- DOC asse I
- disturbi dissociativi
- disturbi del quadro psicotico
mentre sono in dubbio per:
- paranoide
- borderline
- DAP (con e senza agorafobia?)
Siete d'accordo? Correzioni?
E poi ho un dubbio sulle tossicodipendenze. Non ricordo dove avevo letto che i tossicodipendenti sono fatti rientrare nel quadro borderline e quindi si ragiona in base a questo. Ma voi fareste così in caso?
E l'abuso di farmaci/sostanze lo vedete come una sorta di automedicazione (come ho letto da alcune parti) o come un atto autolesionistico (come ho letto in altre)? O vanno bene entrambe? :D
Invece di chiarirmi le idee, più studio più mi confondo :sveng2:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Anch'io ho qualche dubbio rispetto ai trattamenti farmacologici. I disturbi nell'area psicotica solitamente hanno bisogno di trattamento farmacologico. Facciamo un po di chiarezza.
io su gabbard trovo scritto :
" I pazienti con disturbi d'attacco di panico e agarafobia in genere hanno bisogno di una combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia: spesso questi pazienti presentano forti resistenza al trattamento farmacologico perchè credono che assumere il farmaco li stigmatizzi come malati e l'intervento pt sarebbe utile anche al fine di di eliminare le loro credenze rispetto ad esso"--> quindi direi che disturbi DAP con o senza agarofobia il trattamento è consigliato ma dipende dalla gravità del caso
DOC: si è stato dimostrato che la combinazione di farmaci SSRI e terapia comportamentale è ad oggi il trattamento ottimale (gabbard)
Umoree:nella mania sicuramente, infatti quest'ultimi hanno diverse diffoltà nella gestione del trattamento farmacologico (scarsa aderenza) un obiettivo della pt con questi pazienti è sicuramente quello di monitorarli mentre gestiscono la terapia famacologica. anche in depressione e distimia l'associazione tra farmacoterapia ne psicoterapia viene considerato il trammento ottimale
- psicosi e schizofrenia : si con farmaci antipsicotici atipici
- schizotipico : non trovo riferimenti a riguardo. Ma solo indicazioni di trattamento per pt individuale e di gruppo
-paranoide : nel gabbard non trovo riferimenti su farmacoterapia ma solo pt individuale
- Antisociale :spesso questo disturbo èassociato a : psicosi o mania asse I, e un trattamento farmacologico può migliare la prognosi . il trattamento farmacologico non si è rilevato particolarmente efficiace nel vero psicopatico
boderline : si (SSRI) che a loro volta facilitano la psicoterapia elimanando il "rumore di fondo" rabbia intensa, ansia disforia permettendo al paziente di riflettere sul mondo interiore proprio e altrui
Voi i trattamenti farmacologici per quali disturbi li consigliate? Tipo nei disturbi dell'umore io li consiglierei (sottolineando che ovviamente dipende da cosa emerge durante le indagini soprattutto riguardo la gravità del disturbo) ma non li ho trovati spesso consigliati
dissociativi : no solo che coloro che hanno dist diassociativo dell'identità spesso è necessario ricovero ospedaliero.
Su gabbard trovo scritto così!!
" E poi ho un dubbio sulle tossicodipendenze. Non ricordo dove avevo letto che i tossicodipendenti sono fatti rientrare nel quadro borderline e quindi si ragiona in base a questo. Ma voi fareste così in caso?" La tossicodipendenza è spesso associata ad altri distubi, in primis quelli del clauster B
E l'abuso di farmaci/sostanze lo vedete come una sorta di automedicazione (come ho letto da alcune parti) o come un atto autolesionistico (come ho letto in altre)? O vanno bene entrambe?
Spesso l'abuso di sostanze è associato a compensare strutture vicarie e sono una sorta di automedicazione nei confronti di esperienze di trascuratezza infantili. dell'autolesionismo si mi pare di averlo sentito o letto da qualche parte. Ora cerco se lo ritrovo nei miei appunti.
Comunque io come trattamento per loro Ho quello Cognitivo- comportamentale
CORREGGETEMI SE HO SBAGLIATO!!!
:D
io avevo pensato:
- schizotipico
- umore
- antisociale
- DAP (con e senza agorafobia?)
- DOC asse I
- disturbi dissociativi
- disturbi del quadro psicotico
mentre sono in dubbio per:
- paranoide
- borderline
- DAP (con e senza agorafobia?)
Siete d'accordo? Correzioni?
E poi ho un dubbio sulle tossicodipendenze. Non ricordo dove avevo letto che i tossicodipendenti sono fatti rientrare nel quadro borderline e quindi si ragiona in base a questo. Ma voi fareste così in caso?
E l'abuso di farmaci/sostanze lo vedete come una sorta di automedicazione (come ho letto da alcune parti) o come un atto autolesionistico (come ho letto in altre)? O vanno bene entrambe? :D
Invece di chiarirmi le idee, più studio più mi confondo :sveng2:[/QUOTE]
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
direi di no se non è richiesto un modello teorico di riferimento nella trattazione del caso. e spero di no perchè io NN ho un modello terico di riferimento!!
Citazione:
Originalmente inviato da
Saloméxx
Allora forse l'incomprensione sta qui. Voi esplicitate il vostro approccio per l'indagine diagnostica? Io no, metto solo che è un'ipotesi secondo il DSM.
Credete che sia necessario?
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Al primo colloquio con gli psicologodi un Servizio di Psicologi sa presenta una signora di 40 anni,Olivia. La signora è piuttosto tesa,in alcuni momenti sembra commuoversi,in altri,invece sembra dover controllare una gran rabbia. Precisa subito allo psicologo che non sa chiaramente come potrebbe essere aiutata e che ha fissato questo appuntamento piu "sull'onda dell'istinto" che a seguito
di un'accurata riflessione.
Dice che non c e la fa più con la sua unica f i g l i a , Sara , di 5 anni .
La signora riferisce che la bambina è stata sermpre"dfficile", anche prima di nascere.La gravìdanza,infatti, è stata vissuta quasi sempre a letto perche si erano evidenziati problemi alla placenta . Infine Sara è nata prematura di qualche settimana .
La madre riferisce che Sara ha sempre dormito pochissirno,in parlicolare
durantela notte e comunque mai da sola,costringendo la madre a trasferirsi con un lettino nella sua cameretta.
Tutt'ora la madre va spesso a dormire nella cameretta della figlia per non doversi alzare continuamente:infatti, se Sara non vede la madre nel lettino accantoa lei non si addorrnenta.
Sara è stata allattata al seno fino ai 5 mesi,poi gradualmente ha cominciato ad assaggiare" le pappine che non le sono mai piaciute " .
La' signora Olivia riferisce allo psicologo delle grandi difficoltà nell'alimentazione di Sara,che avrebbe sempre mangiato poco e selezionando fin da piccola molti alirnenti.Sara,infatti,mangia soltanto pasta al pomodoro e polpettine di care. A tre anni è stata inserita alla Scuola dell'Infanzia senza manifestare significative dìfficoltà di separazione. Riferisce però , che a Scuola , vista la selezione alimenta re offerta dal servizio, Sara non mangerebbe niente . Perciò S a r a non rimane a scuola fino al pomeriggio come gli altri bambini, bensì viene prelevata dalla madre alle 12 circa per farla mangiare a casa.
La bambina,seppur descritta come intelligente e a tratti persino arguta,viene delineata come "un piccolo diavolo", sempre pronta ad attaccare fisicamente o a provocare la madre. Anche con il padre si verificano questi atteggiamenti, ma sembrano essere meno frequenti. proposito la madre racconta che la figlia, da sempre ha avuto un comportamento reattivo e difficile nei confronti di entrambii genitori,ma in particolare verso lei.
La signora appare chiararnenternolto stanca e provata dalla situazione relazionale con la bambina, e nel colloquio afferma piu volte "che non ce la fa più" che a volte la figlia le fa tanta "rabbia"; si sente esasperata da questa figlia insopporlabile ingestibile.
Entrambi i genitori hanno una storia personale che presenta alcune carenze
affettive e sociali: hanno pochi amici nella città dove risiedono,avendo scelto di tlasferirsi,poco dopo il matrirnonio,per potersi allontanare dalle rispettive famiglie di origine ritenute entrambe fonte di problemi.
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ma è un caso di sviluppo o adulto??
secondo me va bene per entrambi :D :D
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
io la terapia farmacologica la consiglio raramente, solo se il paziente è veramente grave (tipo un disturbo dell'umore che ha chiaramente mostrato di essere a rischio suicidio). per il resto voi avete ragione a contemplarla per tutte quelle diagnosi, però io non me la sento. non me la sento di consigliarla per gli attacchi di panico e il disturbo ossessivo compulsivo soprattutto
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
uh, scusate se rispondo a singhiozzi, ma mi viene in mente tutto a rate
io non esplicito l'approccio per gli incontri con finalità diagnostiche, a meno che non sia espressamente richiesto. a quel punto azzarderei un "sistemico" perché è quello attraverso cui sono stata formata all'università, e con il quale vorrei specializzarmi. ciò significa che non proporrei di indagare i meccanismi di difesa, e quelle altre tematiche freudiane, ma per il resto rimarrebbe un'analisi del caso abbastanza "neutra" (cioè, se dicessi che userei l'approccio sistemico comunque non andrei a ingarbugliarmi con discorsi sulla famiglia invischiata e cose così...).
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ragazze, occhio alla terapia farmacologica...siete psicologhe non neuropsichiatra....
Se decidete per la terapia farmacologica obbligatoriamente inviate il pz al medico di competenza! ;)
Per l'approccio ..il DSM è già un modello teorico! ;)
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
ragazze, occhio alla terapia farmacologica...siete psicologhe non neuropsichiatra....
Se decidete per la terapia farmacologica obbligatoriamente inviate il pz al medico di competenza! ;)
Per l'approccio ..il DSM è già un modello teorico! ;)
Hai ragione, infatti io scrivo sempre consulenza psichiatrica ed eventuale terapia farmacologica. Ma voglio dirlo quando ha senso dirlo :D
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
sury2013
HO RISOLTO IL CASO NON PRESTANDO ATTENZIONE AI DATI EMERSI DALLA SOMMINISTRAZIONE DEI TEST PERCHè NON LI LEGGO
-in questo caso partirei con l'analisi della domanda. Come mai R. chiede un trattamento psicologico proprio ora? dai dati emerge che le difficoltà lamentate sono insorte circa 10 anni fa in concomitanza alla diagnosi di insufficienza renale, tuttavia il soggetto minimizza difficoltà psicologiche. Sarebbe opportuno approfondire che strategie ha utilizzato nel corso di questi anni per far fronte alle difficoltà lamentate. Una corretta analisi della domanda ci permetterebbe inoltre di comprendere bisogni, aspettative, motivazioni connesse a tale richiesta e a prevedere l'aderenza dell'utente all'eventuale intervento terapeutico progettato.
- R. lamenta difficoltà relative l'area socio- relazionale : dice di avere difficoltà di inserimento, comportamentali, relazionali eperdita dell'autoefficacia personale tuttavia non è chiaro se tali problematiche si siano acutizzate dopo la diagnosi di insufficienza renale . Infatti dai dati a disposizione vengono riferiti dai genitori difficoltà interpersonali e tendenza all'isolamento già in infanzia che R. sembra disconoscere. Indagherei a tal fine i processi di socializzazione primaria e secondaria e la presenza di eventuali eventi traumatici o stressanti (la nascita del fratello minore ad esempio? quanti anni ci sono di differenza)?.
- Emergono inoltre difficoltà riguardanti l'autonomia personale : R. vive ancora in casa con i genitori in una fase della vita in cui l'individuo dovrebbe esser impegnato in una relazione intima stabile e dovrebbe affrontare progetti di "generatività" --> come sono state risolte le fasi precedenti? come ha costruito la propria identità personale e come R. ha affrontato i vari compiti dello sviluppo?In particolare come è stata affrontata l'adolescenza? Indagherei altresì l'area affettiva. Ci sono state relazioni intime significative in passato? dai dati a disposizione sembrerebbe che R. ha una rapporto confuso e frammetario con la realtà circostante. Il ritiro sociale, i comportamenti aggressivi e la negatività (più disinvestimento dall'affettività) potrebbero essere indicatori di una possibile incapacità dell'Io di tollerare l'angoscia e di canalizzare la pulsionalità. Andrebbe inoltre indagato l'esame di realtà del soggetto, la capacità di giudizio, è in grado di progettare il futuro? qual è la percezione che ha del proprio sè (indagherei inoltre anche il sè corpereo dal momento che il soggetto è affetto da insufficienza renale che sembra avere gravi implicazioni nella sua qualità di vita).
Andrei infine ad indagare il rapporto con la madre e con il padre (che vengono descritti come caratterizzati da conflittualità e da atteggiamenti rivendicatoriche nutre nel nucleo famigliare, soprtutto nei confronti del padre). Indagheii inoltre il sistema famigliare e l'eventuale presenza di messaggi contradditori, le alleanze, i confini con l'esterno. Infine l'area lavorativa (rapporti con i colleghi, evenuali cambiamenti lavorativi)
I dati a disposizione non sono sufficienti per orienarci a diagnosi, tuttavia il disinvestimento dalla relatà sociale e il ritiro dell'Affettività e il relativo isolamento potrebbero orientarci al disturbo schizoide di personalità (caratterizzato da isolamento sociale e da inibizione affettiva e grave deficit delle relazioni interpersonali). Relazioni altamente disturbate appiattimento dell'affettività sono anche presenti nel disturbo Schizotipico di personalità che andrebbe escluso per la mancanza di criteri sufficienti per orientarci ad esso (non sembrano esserci comportamenti stravaganti e/o bizzarri o gravi distorsioni cognitive). Tuttavia i dati ci informano anche che il soggetto stabilisce volentieri un buon rapporto con lo psicologo durante la somministrazione dei test (mentre sappiamo che il soggetto con disturbo schizoide di personalità diffcilmente intraprende un trattamento teraputico a motivazione intrinseca, anzi il terapeuta deve fare notevoli sforzi per stabilire un alleanza con questi utenti rispettando il più possibile la parte silenziosa del loro Sè--> che è l'unico modo di esprimere la loro autenticità)
qual ora tale disturbo fosse avvalorato (tramite test e colloquio) proporrei un intervento supportivo ad orientamento psicodinamico finalizzato a :integrare, strutturare, rafforzare l'Io. Consentire un adeguato esame della realtà. Sarebbe opportuno anche associata alla pt individuale una psicoterapia psicodinamica di gruppo poichè consente al soggetto di stabilire nuovi legami in tal modo si interverrebbe sulla socializzazione di R. che sembra essere molto deficitaria
In alternativa, se la famiglia fosse disponibile trattamento sistemico famigliare.
SCUSATE GLI ERRORI E IL PESSIMO ITALIANO: MI STO ADDORMENTANDO SULLA TASTIERA DEL PC
MA VORREI UN VOSTRO FEEDBACK. é il primo caso che provo a svolgere in completa autonomia. Tra l'altro è difficile per me sto caso.
come dicevo stamattina questo caso mi sembra fatto bene. io non riuscirei a farlo così, soprattutto perché non ho una formazione dinamica, e di quegli aspetti analitici me ne intendo gran poco.
per quanto riguarda la diagnosi io avevo escluso il disturbo schizoide di personalità perché mi sembrava che il soggetto piuttosto che non essere interessato a instaurare rapporti sociali fosse in difficoltà e questa sua incapacità gli ha causato un disagio (che nello schizoide non dovrebbe esserci). in più tutta la sua rabbia e aggressività non me lo facevano ricollegare alla freddezza emotiva dello schizoide. ma mi sembrano dei buoni elementi per discutere una differenziale.
comunque a me non convince neanche la diagnosi di depressione maggiore! questo caso era davvero difficile, sembra avere tutto e niente. per come si presenta propenderei per un disturbo di personalità, ma poi non riesco a collocarlo in nessun disturbo di personalità. secondo me il ragionamento sul disturbo schizoide e schizotipico (da escludere poi per l'assenza di comportamenti bizzarri e distorsioni cognitive e percettive, o da indagare per poterlo escludere) con i disturbi dell'umore è l'unica cosa che si può fare. per concludere poi che i dati a disposizione non sono sufficienti. così come credo sarà il caso che ci proporranno il 22: nessuna diagnosi facile, solo tanti sintomi e disagi collegabili e più disturbi
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
E poi ho un dubbio sulle tossicodipendenze. Non ricordo dove avevo letto che i tossicodipendenti sono fatti rientrare nel quadro borderline e quindi si ragiona in base a questo. Ma voi fareste così in caso?
E l'abuso di farmaci/sostanze lo vedete come una sorta di automedicazione (come ho letto da alcune parti) o come un atto autolesionistico (come ho letto in altre)? O vanno bene entrambe?
per me non tutte le persone che abusano di sostanze hanno un disturbo di personalità borderline. se non sono soddisfatti tutti i criteri per un disturbo di personalità borderline si dovrebbe fare diagnosi di dipendenza da sostanze, o abuso di sostanze.
e non mi sbilancerei a interpretare il significato dell'uso della sostanza (se automedicazione o autolesionismo)
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Chiara_cookie
come dicevo stamattina questo caso mi sembra fatto bene. io non riuscirei a farlo così, soprattutto perché non ho una formazione dinamica, e di quegli aspetti analitici me ne intendo gran poco.
per quanto riguarda la diagnosi io avevo escluso il disturbo schizoide di personalità perché mi sembrava che il soggetto piuttosto che non essere interessato a instaurare rapporti sociali fosse in difficoltà e questa sua incapacità gli ha causato un disagio (che nello schizoide non dovrebbe esserci). in più tutta la sua rabbia e aggressività non me lo facevano ricollegare alla freddezza emotiva dello schizoide. ma mi sembrano dei buoni elementi per discutere una differenziale.
comunque a me non convince neanche la diagnosi di depressione maggiore! questo caso era davvero difficile, sembra avere tutto e niente. per come si presenta propenderei per un disturbo di personalità, ma poi non riesco a collocarlo in nessun disturbo di personalità. secondo me il ragionamento sul disturbo schizoide e schizotipico (da escludere poi per l'assenza di comportamenti bizzarri e distorsioni cognitive e percettive, o da indagare per poterlo escludere) con i disturbi dell'umore è l'unica cosa che si può fare. per concludere poi che i dati a disposizione non sono sufficienti. così come credo sarà il caso che ci proporranno il 22: nessuna diagnosi facile, solo tanti sintomi e disagi collegabili e più disturbi
Hai ragione forse ci servivano i dati sei test per capire che cos'ha R., e se fosse un disturbo di personalità NAS? potrebbe essere, non mi sembra nè depressione ne tanto meno schizotipico!! non so perchè l'ho messo. ragazze io sono davvero preoccupata se esce un caso con da commentare dei test...io non ne sarei in grado!