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IT_Modeler
un "professionista di lungo percorso", che ha Diploma universitario quinquennale, specializzazione post-lauream e lungo percorso di analisi didattica o terapia personale
Non mi pare di aver letto che questa persona abbia fatto terapia personale o addirittura un'analisi didattica. Era specificato da qualche parte?
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IT_Modeler
anch'io mi domando come la collega sopra: "E...se il padre non fosse stato culturalmente in grado di capire?" - Fino a che punto sarebbe arrivato il danno?
Fortunatamente non credo dipenda solo dalla cultura dell'utenza, quanto dalle dinamiche in gioco all'interno di una famiglia o di un individuo.
Saluti
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monicadal
Personalmente non ho mai fatto la libera professione, ma è un campo di interesse che vorrei approfondire e prendere in considerazione per il futuro, quindi il fatto che i counsellor parlino di interventi brevi, non terapeutici, tesi a far leva sulle risorse del cliente, tesi al miglioramento delle sue relazioni sociali e ambientali, senza proporre cambiamenti struturali della personalità mi preoccupa perchè questo tipo di interventi si sovrapporrebbero a quelli che posso già fare io come libera professionista.
Almeno io ho questa impressione per questo la figura del cousellor non mi va giù molto bene.Va a sovrapporsi esattamente a quelle che sono le mie competenze professionali eventualmente spendibili per la professione privata.
Ed è questo che tento di dire a Zuccherina, noi dalla proliferazione di counsellor non abbiamo che da perdere....
Esattamente, credo tu abbia centrato il punto. Per quanto riguarda Zuccherina credo non si sia resa conto di questo, tutto il tempo ha difeso i counselor come se fossero la sua categoria professionale, e di professione come tu dici non si tratta, rischiando di danneggiare quella che realmente è la sua professione: "assistente sociale". Di fatto anche gli utenti vengono danneggiati da questa confusione e venditori di fumo. :mumble:
Tra l'altro, usando il titolo di counselor come fosse una specializzazione (sono assistente sociale e counselor) si da forza al titolo. Lo si rende ancora più importante del titolo di laurea se lo si tratta come una specializzazione (es. sono psicologo-psicoterapeuta, medico-psichiatra, ecc.). Facendo questo ci si tira la zappa sui piedi perchè si da più credibilità ai cuochi counselor e così via.
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IT_Modeler
Evolution,
purtroppo da questa sentenza non escono con le ossa rotte solo i Counselor perchè "non è una professione regolamentata" e perchè sono "venditori di fumo" (tutti i Counselor in Italia??)
C'è una discrasia di fondo nel Tuo discorso, come già in altri Tuoi post precedenti, che mi permetto di farTi notare: come mai un "professionista di lungo percorso", che ha Diploma universitario quinquennale, specializzazione post-lauream e lungo percorso di analisi didattica o terapia personale invita un "non collega" (nè Counselor, nè Psicologo) a collaborare in un Suo caso??
Vuol dire che non basta per alcuni quel lungo percorso per saperci cosa fare, purtroppo è l'amara verità e non basta questo percorso per capire l'etica (e soprattutto farla propria) del Codice deontologico.
Altrettanto "venditore di fumo" questa volta (se non più gravemente, per le responsabilità professionali che ricopre) è stato uno psicologo-psicoterapeuta che ha presentato alla famiglia un personaggio del genere e, allora, anch'io mi domando come la collega sopra: "E...se il padre non fosse stato culturalmente in grado di capire?" - Fino a che punto sarebbe arrivato il danno?
Da cosa hai dedotto che aveva bisogno di aiuto per i motivi da te citati? magari era il suo migliore amico di bevute e si sono "spartiti il lavoro". In genere i tuoi interventi, (anche se non li condivido a pieno) sono più obiettivi.
Come già detto lo psicologo è da buttare fuori e basta e siccome c'è un albo riconosciuto dallo stato se succederà non potrà più lavorare. il counselor invece.....
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Evolution io sono d'accordo, come tutti voi, nel limitare l'accesso solo ad alucni laureati.....solo così il problema si risolverebbe....
Gieko tu dovresti sapere che l'utente porta con sè dei problemi di relazione con l'ambiente esterno....quindi noi...attraverso la relazione di aiuto...e mettendo in moto là dove sia possibile risorse personali e del territorio, stabilamo un progetto di intervento personalizzato stabilito da un contratto con l'jutente....per attuare un cambiamento!Altro es: l'assistente sociale ctu fa consulenze per il giudice riguardo l'indagine socio-ambientale per fornire degli elementi che aiuteranno lo stesso giudice a prendere dei provvedimenti...!
Altro es: L'assistente sociale ctu compie delle perizie per valutare la pericolosità sociale del minorenne.....
altro es: l'assistente sociale fa da mediatore familiare per aiutare i genitori che hanno scelto la separazione o il divorzio a cercare un punto di equilibrio e di accordo per tutelare l'interesse dei figli!
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gieko
Ben detto monicadal. Ti pongo però un quesito. L'assistente sociale è una preziosa figura di riferimento per tutta quell'utenza che si rivolge a strutture istituzionali a causa di situazioni di disagio solitamente gravi e pervasive. Come hai più volte scritto, la presa in carico è operata da più figure proprio perchè la situazione richiede che si considerino le numerose aree di difficoltà dell'utente. Si configura quindi una rete ed un lavoro di gruppo.
Detto questo, mi e ti chiedo: che spazi ci sono per lavorare da assistente sociale privatamente? Non riesco infatti ad immaginare utenza differente da quella che si rivolge alle istituzioni che possa rivolgersi ad un assistente sociale libero professionista.
Saluti
TI faccio un copia incolla tratto dal sito del nostro ordine della sardegna.
La libera professione, già prevista dalla L.84/93, allo stato attuale è per lo più esercitata da assistenti sociali impegnati in attività di formazione di base e specialistica, di formazione permanente, di supervisione individuale e di gruppo, di consulenze periziali, o nella ormai consolidata attività in qualità di esperti nei collegi giudicanti presso il Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario, Giudice di Sorveglianza.
Accanto a queste esperienze però comincia anche a delinearsi e a prendere corpo un’attività di consulenza a favore dei singoli e delle famiglie, nonché di progettazione nel campo dei servizi e del lavoro sociale per obiettivi.
Le utenze possono essere varie....ai servizi non vengono solo persone che vivono nelle fasce di povertà, pensa all'area anziani, l'area disabilità, tutte le problematiche legate alla tossicodipendenza, per esempio dei genitori che scoprono che un figlio è tossicodipendente e non sanno a chi rivolgersi, famiglie con figli adolescenti, gli stranieri - non tutti sono poveri- tutti coloro che volgiono avere una consulenza su come orientarsi tra i servizi, ma non possono stare ai tempi lunghissimi dei servizi pubblici.
Si potrebbe anche dire con un confronto metaforico che esiste un servizio sanitario pubblico con specialisti per ogni malattia eppure la professione medica privata prolifera. Perchè i pazienti vanno dallo specialista o nella clinica privata quando ci sono gli ospedali publici gratuiti?
Le stesse motivazioni le potrebbero trovare utenti dei servizi sociali.
Anche a me riesce talvolta difficile immaginare il bacino d'utenza della libera professione, però è prevista dal 1993 e già diffusa all'estero, ci saranno dei bisogni da supplire.
Personalmente, poichè mi piace molto l'area giuridica e in particolare il diritto di famiglia ho iniziato un corso di mediazione familiare da poter spendere nella libera professione, e poi sono aperta a ogni riflessione.
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gieko
Non mi pare di aver letto che questa persona abbia fatto terapia personale o addirittura un'analisi didattica. Era specificato da qualche parte?
Lo psicoterapeuta per diventare tale non deve sottoporsi ad analisi didattica??
Io mi stavo riferendo allo psicoterapeuta e non al "sedicente Counselor" e scrivo sedicente perchè non era specificato nella motivazione della sentenza che il suo diploma era di Counselor, ma aveva solo frequentato un Corso biennale presso la Scuola di Psicoanalisi - citata in sentenza - e che, al momento, se verificate anche Voi sul loro sito hanno un Corso triennale per diventare Counselor organizzativo, cioè orientato solo nelle organizzazioni (non ci sono i riferimenti indietro all'epoca del "de cuius").
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Lo psicoterapeuta per diventare tale non deve sottoporsi ad analisi didattica??
No, non "deve", è una sua scelta.
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gieko
Stavo chiedendo per quale motivo l'utenza si dovrebbe rivolgere ad un assistente sociale privatamente.
A parte questo: consulenze di che tipo, su cosa? Perchè un individuo, una famiglia, un gruppo in difficoltà si dovrebbero rivolgere all'assistente sociale e non allo psicologo o psicoterapeuta?
TI giro la domanda
Perchè un individuo, una famiglia, un gruppo in difficoltà si dovrebbe rivolgere a uno psicologo o uno psicoterapeuta e non ad un assitente sociale libero professionista?
:D
Io non so se sono in grado di rispondere alla tua domanda che mi sembra un tantino tendenziosa....
Nel 1993 quando è stata istituito l'ordine degli assitenti sociali non ero ancora laureata, quindi non posso rispondere al motivo per cui è stata creata questa figura.
Abbiamo un ordine professionale chiedi a loro di soddisfare questa tua curiosità
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Peterpan1977
Da cosa hai dedotto che aveva bisogno di aiuto per i motivi da te citati? magari era il suo migliore amico di bevute e si sono "spartiti il lavoro". In genere i tuoi interventi, (anche se non li condivido a pieno) sono più obiettivi.
Come già detto lo psicologo è da buttare fuori e basta e siccome c'è un albo riconosciuto dallo stato se succederà non potrà più lavorare. il counselor invece.....
Non ho citato assolutamente nessun motivo: ho solo scritto che "l'ha invitato a collaborare" a un suo caso, creando il casino di cui stiamo parlando e, quindi, dimostrando che a lui il "lungo percorso" non è servito a granchè, anzi che non ha capito neppure cosa farci (con il percorso e la sua professione), visto che ha chiamato il "migliore amico di bevute", cosa legittima forse, ma, almeno, in un caso adatto. Era meglio se gli offriva qualche altro bicchierino, avrebbe avuto meno conseguenze
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IT_Modeler
Non ho citato assolutamente nessun motivo: ho solo scritto che "l'ha invitato a collaborare" a un suo caso, creando il casino di cui stiamo parlando e, quindi, dimostrando che a lui il "lungo percorso" non è servito a granchè, anzi che non ha capito neppure cosa farci (con il percorso e la sua professione), visto che ha chiamato il "migliore amico di bevute", cosa legittima forse, ma, almeno, in un caso adatto. Era meglio se gli offriva qualche altro bicchierino, avrebbe avuto meno conseguenze
ovvio, certo, se andavano in un bar era meglio, ma ho bisogno di chiarimento anche al secondo punto che avevo scritto: riguardo al fatto che in linea teorica lo psicologo "fenomeno" verrà buttato fuori e non potrà esercitare e il conselor invece? che lavoro ritornerà a fare alla fine di tutto?
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Lo psicoterapeuta per diventare tale non deve sottoporsi ad analisi didattica??
Io mi stavo riferendo allo psicoterapeuta e non al "sedicente Counselor" e scrivo sedicente perchè non era specificato nella motivazione della sentenza che il suo diploma era di Counselor, ma aveva solo frequentato un Corso biennale presso la Scuola di Psicoanalisi - citata in sentenza - e che, al momento, se verificate anche Voi sul loro sito hanno un Corso triennale per diventare Counselor organizzativo, cioè orientato solo nelle organizzazioni (non ci sono i riferimenti indietro all'epoca del "de cuius").
In ogni caso non è una "Scuola di Psicoanalisi", è una scuola di psicoterapia a orientamento "psico-socio-analitico" (un altro minestrone insomma), in cui peraltro non è richiesta nemmeno un'analisi individuale, pensa un po'... Nella bibliografia minima di Freud, ovviamente, nemmeno un cenno, se questa è una scuola di psicoanalisi...
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Peterpan1977
ovvio, certo, se andavano in un bar era meglio, ma ho bisogno di chiarimento anche al secondo punto che avevo scritto: riguardo al fatto che in linea teorica lo psicologo "fenomeno" verrà buttato fuori e non potrà esercitare e il conselor invece? che lavoro ritornerà a fare alla fine di tutto?
Caro Peter,
ho una brutta notizia (che conoscerai se hai letto tutta la Motivazione)...il sedicente Counselor si è laureato in Psicologia nel 2005 e, oggi, è anche iscritto all'Ordine, quindi non so che fine farà...perchè i fatti risalgono a prima della sua iscrizione all'Ordine. Poi su ciò che prevede l'Ordine in questi casi non sono informato.
In ogni caso, quale futuro avrebbe potuto avere come Counselor??
E, men che meno credo potrà avere un futuro in qualità di Psicologo.
Poi, sai, l'Italia è il paese delle sorprese e dei "riciclati"...tutto può succedere.
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IT_Modeler
Caro Peter,
ho una brutta notizia (che conoscerai se hai letto tutta la Motivazione)...il sedicente Counselor si è laureato in Psicologia nel 2005 e, oggi, è anche iscritto all'Ordine, quindi non so che fine farà...perchè i fatti risalgono a prima della sua iscrizione all'Ordine. Poi su ciò che prevede l'Ordine in questi casi non sono informato.
In ogni caso, quale futuro avrebbe potuto avere come Counselor??
E, men che meno credo potrà avere un futuro in qualità di Psicologo.
Poi, sai, l'Italia è il paese delle sorprese e dei "riciclati"...tutto può succedere.
Può rireciclarsi come counselor dato che non è una professione normata
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Peterpan1977
Può rireciclarsi come counselor dato che non è una professione normata
:tajo:!!!!!!!!!!
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Peterpan1977
Può rireciclarsi come counselor dato che non è una professione normata
Non è regolamentata, ma non mi pare che la "non regolamentazione" gli abbia dato grandi vantaggi!
Non ha tentato di ricoprire la figura di Psicologo, ma Psicoterapeuta, con la complicità di uno psicologo-psicoterapeuta...esercitante una professione normata.
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IT_Modeler
Non è regolamentata, ma non mi pare gli abbia dato grandi vantaggi!
Non ha tentato di ricoprire la figura di Psicologo, ma Psicoterapeuta, con la complicità di uno psicologo-psicoterapeuta...esercitante una professione normata
Che c'entra? Lui potrà continuare a fare il counselor e nessuno potra dirgli niente proprio perchè non è una professione normata.
Se ha fatto il finto psicologo o finto psicoterapeuta che cambia? l'albo è lo stesso.
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Peterpan1977
Che c'entra? Lui potrà continuare a fare il counselor e nessuno potra dirgli niente proprio perchè non è una professione normata.
Se ha fatto il finto psicologo o finto psicoterapeuta che cambia? l'albo è lo stesso.
Il Counseling nella sentenza e, soprattutto nella Motivazione, non è definita attività illegale, cioè "contra legem", in altre parole non è richiamato nessun articolo di legge o decreto o altra norma che viene violata nel momento in cui instauro il rapporto di Counseling con un altra persona. OK? Diverso è confermare che l'attività svolta dal "de cuius" era illegale perche esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta. C'è differenza tra illegalità e attività non regolamentata.
Ma, a proposito, l'attività regolamentata (lo psicologo-psicoterapeuta) ha portato qualche vantaggio in questo caso? Secondo me nessuna:
i "due colleghi" (che tra loro davvero c'era colleganza...) non si sono fatti alcuno scrupolo.
Allora chi è che svolge la verifica delle competenze, della integrità (il percorso personale, se è auspicabile - ed è obbligatorio per iscriversi ad alcune Associazioni di Counselor - per i Counselor, allora a maggior ragione dovrebbe essere obbligatorio per gli psicoterapeuti) e dell'etica di un professionista come lo psicologo-psicoterapeuta??
Non dovrebbero essere rispettivamente la bistrattata Università, le Scuole (oltre che erogare "solo" Corsi) e l'Ordine?
Se la verifica delle fondamenta di una professione c.d. "regolamentata", la deve svolgere al termine dell'iter professionale il malcapitato utente, che ne abbia subito gli effetti nefasti...allora ho molti dubbi su questa "regolamentazione", come su tutte le regolamentazioni con scarsi controlli.
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IT_Modeler
Il Counseling nella sentenza e, soprattutto nella Motivazione, non è definita attività illegale, cioè "contra legem", in altre parole non è richiamato nessun articolo di legge o decreto o altra norma che viene violata nel momento in cui instauro il rapporto di Counseling con un altra persona. OK? Diverso è confermare che l'attività svolta dal "de cuius" era illegale perche esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta. C'è differenza tra illegalità e attività non regolamentata.
Ma, a proposito, l'attività regolamentata (lo psicologo-psicoterapeuta) ha portato qualche vantaggio in questo caso? Secondo me nessuna:
i "due colleghi" (che tra loro davvero c'era colleganza...) non si sono fatti alcuno scrupolo.
Allora chi è che svolge la verifica delle competenze, della integrità (il percorso personale, se è auspicabile - ed è obbligatorio per iscriversi ad alcune Associazioni di Counselor - per i Counselor, allora a maggior ragione dovrebbe essere obbligatorio per gli psicoterapeuti) e dell'etica di un professionista come lo psicologo-psicoterapeuta??
Non dovrebbero essere rispettivamente la bistrattata Università, le Scuole (oltre che erogare "solo" Corsi) e l'Ordine?
Se la verifica delle fondamenta di una professione c.d. "regolamentata", la deve svolgere al termine dell'iter professionale il malcapitato utente, che ne abbia subito gli effetti nefasti...allora ho molti dubbi su questa "regolamentazione", come su tutte le regolamentazioni con scarsi controlli.
Come hai educatamente scritto ad altri scrittori sul forum "aridaje". Nulla da ridire sul "quel gran fenomeno" psicologo-psicoterapeuta che spero avrà quello che merita, pensavo che le colpe fossero chiare. Trovo interessante come sia facile per un counselor sconfinare in altre professioni e come sarà facile continuare per lui la professione di counselor dato che non è normata e potrà riceve gente nel suo studio "da counselor" mentre se giustizia sarà fatta l'altro "collega" dovrà trovare un altro lavoro, magari come counselor. Lo so che suona sarcastico ma dietro c'è un bel dato di realtà.
Vorrei rifare una domanda che ho visto che viene posta da diverse persone su questo e altri topic ma che non sembra suscitare interesse: nella realtà italiana con i migliaia di psicologi e altre figure quali assistenti sociali ecc c'era bisogno del counselor?
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
Vorrei rifare una domanda che ho visto che viene posta da diverse persone su questo e altri topic ma che non sembra suscitare interesse: nella realtà italiana con i migliaia di psicologi e altre figure quali assistenti sociali ecc c'era bisogno del counselor?
So che probabilmente non è posta a me...ma se la domanda è posta dal punto di vista del marketing (vendibilità) della professione (io preferisco la vendibilità dei singoli professionisti)...allora hai perfettamente ragione, ponendo la domanda in questo modo: non ce n'era nessun bisogno, dato che ci sono tanti psicologi laureati e iscritti all'Albo senza occupazione.
Esiste in tutto il mondo, ma magari in Italia è arrivata troppo tardi.
Forse è così. O forse no.
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io non mi preoccuperei più di tanto...poichè gli utenti andranno sempre da professionisti riconosciuti ormai da anni(psicologo, assistente sociale, psichiatra)e non da counsellor diplomati.....(magari si chiedono stesso loro "chi diavolo è sto counsellor??!!!")!Io ho molta fiducia nell'utenza ed anche nei confronti della mia professione. Cioè ritengo che nessuno senza una laurea in (psicologia, servizi sociali...etc.) può DAVVERO svolgere la professione di psicologo, assistente sociale.....se ritenessi il contrario sottovaluterei la mia professione in quanto ammetterei implicitamente che CHIUNQUE possa svolgerla...non so se mi spiego.....
Non credo che l'avvocato abbia paura del "counsellor legale" poichè la gente nelle controversie si rivolgerà sempre al caro vecchio AVVOCATO!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
Zuccherina
io non mi preoccuperei più di tanto...poichè gli utenti andranno sempre da professionisti riconosciuti ormai da anni(psicologo, assistente sociale, psichiatra)e non da counsellor diplomati.....(magari si chiedono stesso loro "chi diavolo è sto counsellor??!!!")!Io ho molta fiducia nell'utenza ed anche nei confronti della mia professione. Cioè ritengo che nessuno senza una laurea in (psicologia, servizi sociali...etc.) può DAVVERO svolgere la professione di psicologo, assistente sociale.....se ritenessi il contrario sottovaluterei la mia professione in quanto ammetterei implicitamente che CHIUNQUE possa svolgerla...non so se mi spiego.....
Non credo che l'avvocato abbia paura del "counsellor legale" poichè la gente nelle controversie si rivolgerà sempre al caro vecchio AVVOCATO!
Speriamo!!!!
Intanto su wikipedia confondono la storia del counselling con la storia del servizio sociale ( vedi mio intervento inaltra parte del forum)
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Monica può darsi che mi sbagli.....ma sinceramente se fosse così....non potrei che essere orgogliosa.....
Ps: intanto le storie delle varie discipline si intersecano con altre etc. etc. al punto che diventa quasi impossibile distinguere nettamente ciò che appartiene all'una o all'altra...la cosa importante è che poi nella pratica questi counsellor diplomati non facciano gli assistenti sociali come credo che sia!
Chi è sicuro della propria professione non ha paura della concorrenza (se così si può chiamare)!
Sinceramente farei su me stessa un esame di coscienza poichè questo credere continuamente che gli altri possano "fregare" il lavoro denota una profonda insicurezza....ma se noi come professionisti non siamo i primi a "tutelarci" e a dar valore alla professione...chi è che lo fa?Tutti questi counsellor (diplomati) hanno avvertito questo senso di debolezza che circonda un pò tutte le aree dell'aiuto e ALCUNI lo utilizzano a proprio vantaggio.....(ed io direi pure giustamente...nel senso che un pò lo meritiamo!). Siamo più sicuri di quello che possiamo offrire agli utenti come professionisti così come lo sono...medici..avvocati...commercialisti...e forse questi problemi non esisteranno più....siamo noi a dare importanza alle stesse categorie che critichiamo!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Gli utenti potenziali, i clienti, chi ha bisogno di un professionista dell'aiuto non sempre conosce le dovute differneze. A noi sembrano scontate, perchè siamo dentro al mondo del sociosanitario, ma nella gente che fa altre cose non c'è la percezione di cosa fa un pofessionista e di cosa fa un altro, se si occupano di cose simili, e specialmente se in una pubblicità le cose sono vaghe.
Non sempre ci si rivolge a chi + bravo ma a quello che sa convincere di più.
Comunque ho deciso.
Senza aver fatto nessuna scuola di counseling da domani mi presento come counselor e cerco clienti :D
dite che posso???
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
certo che puoi......se "funzioni" sarà il mercato a decidere...altrimenti "soccombi"!
Qui purtroppo la logica del libero mercato(seppur con delle regole basilari)non c'è......se sono laureato in medicina e iscritto ad un albo.....sono automaticamente bravo..!!!!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Zuccherina cerca di stare un pò attenta perché stai quasi al limite di giustificare delle truffe, non stai più parlando di "competenze" e la truffa, é illegale, in ogni settore. E non c' entra nulla la "concorrenza", con questi fattori.
Forse, parlando di diplomati, questo punto , ancora non lo hai ben afferrato.
Poi, se tu gli hai importanza enorme finora, come mai ora da un paio di post pur in contraddizione interna, stai cambiado opinione? :mumble:
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
no...non sto giustificando nessuna truffa...lungi da me.....ma secondo me il vero giudice di tutto queswto è il mercato....nel senso che puoi avere tutte le lauree di questo mondo...ma senon sei bravo col tuo studietto a farti i clienti (e soddisfarli) non vai da nessuna parte....
Sinceramente non noto la contraddizione.....sono sempre stata contraria ai counsellor diplomati....ma non ne faccio un dramma poichè sono sicura della mia professione, delle sue potenzialità e limiti, della formazione che ho ricevuto, quindi..non mi sento minacciata.......
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
E' una strana idea quella del "farti i clienti con il tuo studietto" e "soddisfarli"; strano anche porsi questo problema in questo modo e pensare che se no, non vai da nessuna parte. Comunque, in certi modi, non porta a nulla questa duscussione se non a continui refraim...
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Originalmente inviato da
Zuccherina
io non mi preoccuperei più di tanto...poichè gli utenti andranno sempre da professionisti riconosciuti ormai da anni(psicologo, assistente sociale, psichiatra)e non da counsellor diplomati.....(magari si chiedono stesso loro "chi diavolo è sto counsellor??!!!")!Io ho molta fiducia nell'utenza ed anche nei confronti della mia professione. Cioè ritengo che nessuno senza una laurea in (psicologia, servizi sociali...etc.) può DAVVERO svolgere la professione di psicologo, assistente sociale.....se ritenessi il contrario sottovaluterei la mia professione in quanto ammetterei implicitamente che CHIUNQUE possa svolgerla...non so se mi spiego.....
Non credo che l'avvocato abbia paura del "counsellor legale" poichè la gente nelle controversie si rivolgerà sempre al caro vecchio AVVOCATO!
Questa Zuccherina, sarà pure "giovane" e "inesperta", ma sto' suo post lo quoto in pieno!
Dopo tante "lacrime e stridore di denti"...una nota in positivo.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
io non mi preoccuperei più di tanto...poichè gli utenti andranno sempre da professionisti riconosciuti ormai da anni(psicologo, assistente sociale, psichiatra)e non da counsellor diplomati.....(magari si chiedono stesso loro "chi diavolo è sto counsellor??!!!")!Io ho molta fiducia nell'utenza ed anche nei confronti della mia professione. Cioè ritengo che nessuno senza una laurea in (psicologia, servizi sociali...etc.) può DAVVERO svolgere la professione di psicologo, assistente sociale.....se ritenessi il contrario sottovaluterei la mia professione in quanto ammetterei implicitamente che CHIUNQUE possa svolgerla...non so se mi spiego.....
Non credo che l'avvocato abbia paura del "counsellor legale" poichè la gente nelle controversie si rivolgerà sempre al caro vecchio AVVOCATO!
Come metti d'accordo queste affermazioni con quelle relative , solo per fare un esempio, perché in questo thread ce ne sono molti di tuoi da citare, con quello in cui difendi il cosiddetto "sociologo clinico" e quello in cui dici che potresti anche mettere sulla porta del tuo studio il titolo di counselor (che fa sempre "curriculum", come da te detto) anziché di Assistente Sociale da cui le persone potrebbero andare?
Mi aspetto una risposta vera, non un semplice, "accanto a counselor ci metto "sociale" per sviare.
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applicare qeusto ragionamento "da mercato" alle professioni di aiuto è pericoloso, perché si perde di vista il benessere dell'utente e si pongono in primo piano gli interessi personali.
Il problema non sta a valle, ma a monte: è inconcepibile che persone possano ricevere clienti e rischiare di svolgere mansioni da psicologo/psicoterapeuta/assistente sociale.
Premesso che comunque il pensiero di Zuccherina non è mi è ben chiaro perché spesso ribalta il suo punto di vista....applicando la logica della concorrenza che ha descritto nell'ultimo post, chi ci rimette è comunque l'utente perché i servizi diventerebbero sempre più scadenti.
Veramente pernsi che un improvvisato counselor possa essere più bravo di uno psicoterapeuta nell'aiutare una persona ? (per "bravo" intendo preparato, competente, in grado di cogliere le dinamiche interne, proprie e dell'utente)
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Originalmente inviato da
Johnny
applicare qeusto ragionamento "da mercato" alle professioni di aiuto è pericoloso, perché si perde di vista il benessere dell'utente e si pongono in primo piano gli interessi personali.
Il problema non sta a valle, ma a monte: è inconcepibile che persone possano ricevere clienti e rischiare di svolgere mansioni da psicologo/psicoterapeuta/assistente sociale.
Premesso che comunque il pensiero di Zuccherina non è mi è ben chiaro perché spesso ribalta il suo punto di vista....applicando la logica della concorrenza che ha descritto nell'ultimo post, chi ci rimette è comunque l'utente perché i servizi diventerebbero sempre più scadenti.
Veramente pernsi che un improvvisato counselor possa essere più bravo di uno psicoterapeuta nell'aiutare una persona ? (per "bravo" intendo preparato, competente, in grado di cogliere le dinamiche interne, proprie e dell'utente)
Ed é infatti quello che sta venendo tristemente fuori, anche se già c'era ben chiaro, implicitamente ed evidente per molti, tranne in chi lo fa, il ragionamento - molto grave - da "mercato".
Oltre ad altri aspetti.
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In realtà l'utente ( concordo con te gaia che sia una bruttissima definizione, ma ci serve per capirci in fretta, io preferirei usare la parola "cittadino" per i miei utenti che però, se ben si adatta al contesto pubblico a volte può essere fraintesa in alcuni contesti poichè cittadino è chiunque anche chi non usufruisce di un determinato servizio chiusa parentesi)
L'utente dicevo, specialmente quello potenziale dello studio privato, che non ha una " storia" di utenza con i servizi ma vi si rivolge per la prima volta a fronte di un problema appena giunto, non sa bene la differenza che esiste tra le varie professioni d'aiuto, non sa bene a chi deve rivolgersi, non conosce bene la differenza tra i vari percorsi di studio.
Quando una persona comune ha un problema si orienta in modo da cercare anche tramite mezzi pubblicitari un professionista che può risolverlo ( pagine gialle, siti internet)
A questo punto può essere attirato da chiunque si presenti bene, anche da un couselor diplomato
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Io in alcuni post ho detto che sono aperta alla socioterapia...alla pedagogia clinica etc... ma tutto ciò non è in contraddizione con i pensieri dell'ultimo post poichè il sociologo...sarà pure clinico....ma rimarrà cmq un sociologo(riconosciuto da tutti), un pedagogista sarà clinico ma rimarrà un pedagogista (riconosciuto da tutti)! Sul mio studio non metto counsellor ma "Assistente sociale specialista e counsellor"!Cioè metto davanti una professione riconosciuta e normata con accanto un "titolo in più"!
Ps: Non è vero che la logica di mercato danneggia il benessere dell'utente...anzi secondo me è prorio il contrario....spinge a voler aumentare continuamente la qualità dei propri interventi!
Poi un counsellor diplomato che apre un suo studio quasi sicuramente fallirà poichè non ha una formazione(psicologia, servizi sociali, medicina, pedagogia, sociologia) alle spalle.......
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Zuccherina
Ps: Non è vero che la logica di mercato danneggia il benessere dell'utente...anzi secondo me è prorio il contrario....spinge a voler aumentare continuamente la qualità dei propri interventi!
Poi un counsellor diplomato che apre un suo studio quasi sicuramente fallirà poichè non ha una formazione(psicologia, servizi sociali, medicina, pedagogia, sociologia) alle spalle.......
'sta Zuccherina sarà "giovane", ma i ragionamenti si fanno più raffinati: io la riquoto!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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'sta Zuccherina sarà "giovane", ma i ragionamenti si fanno più raffinati: io la riquoto!
Raffinati? Mah...!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Ps: Non è vero che la logica di mercato danneggia il benessere dell'utente...anzi secondo me è prorio il contrario....spinge a voler aumentare continuamente la qualità dei propri interventi!
oppure a abbassare i costi a scapito dlela qualità
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Poi un counsellor diplomato che apre un suo studio quasi sicuramente fallirà poichè non ha una formazione(psicologia, servizi sociali, medicina, pedagogia, sociologia) alle spalle.......
fallirà. E chi ci rimette alla fine?
Te lo dico io: l'ultimo anello della catena, ossia l'utente.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Ps: Non è vero che la logica di mercato danneggia il benessere dell'utente...anzi secondo me è prorio il contrario....spinge a voler aumentare continuamente la qualità dei propri interventi!
Poi un counsellor diplomato che apre un suo studio quasi sicuramente fallirà poichè non ha una formazione(psicologia, servizi sociali, medicina, pedagogia, sociologia) alle spalle.......
Appunto... Basta banalmente guardarsi in giro per vedere che è assolutamente il contrario. Ma dove vive questa "raffinatissima giovine"? E poi parla di etica e di deontologia...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
A me, come "futura libero-professionista", non interessa abbassare i costi...come si potrebbe fare nella vendita di gelati ad esempio....ma offrire interventi migliori(nel senso di offrire qualcosa in più che differenzia il mio operato da quello di un altro)per meglio soddisfare le esigenze della clientela...per farmi un nome...questo mi interessa....mi interessa essere BRAVA e non semplicemente laureata!
Gli utenti, clienti...si stanno svegliando.....capiscono chi vale e chi no..
Io non andrei mai da un counsellor per problemi legali....e gli utenti non sono meno intelligenti di me!!!!!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
La mia etica sta nel non fermarmi al fatto di essere laureata...certo quello è il primo passo e poi?Tu credi che alcuni per non dire tanti farebbero questo ragionamento quando neanche all'università sono degni di prepararsi adeguatamente un esame?Io direi di preoccuoparci più di queste "persone incompetenti" che andranno ad occupare posizioni improprie rispetto questi poveri counsellor che non faranno mai in tempo a mettere i piedi nel mercato.......
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
'sta Zuccherina sarà "giovane", ma i ragionamenti si fanno più raffinati: io la riquoto!
TU puoi pure quotarla perchè sicuramente la " logica di mercato" corrisponde in pieno al tuo piano di valori.
E su questo non discuto, la pensiamo in maniera diversa ma riesco a rispettare coloro che la pensano come me.
Mi sorprende invece, e non poco Zuccherina.
Mi chiedo in base a cosa e a quali valori abbia scelto la sua professione. ( e non per es. psicologia o medicina titoli maggiormente spendibili sul mercato privato)
Se pensi che il mercato sia l'unico modo di migliorare l'intervento professionale mi chiedo come potrai reagire davanti a un possibile utente pubblico che non solo non può pagare l'intervento, ma è povero, sgradevole, ignorante, maleodorante, brutto e pure si arrabbierà con te.....se non riesci a risolvere la sua situazione.
Quanto spazio per questo utente ( che è e rimane l'utente tipico della nostra professione dove lo spazio per la libera professione è solo marginale) c'è nella tua concenzione mentale della tua professione? Nel tuo vederti come la professionista con il bello studio, che affida la sua cmpentenza alle leggi del mercato? Che si migliora solo per poter avere più clienti????
Come libera professionista potrai lavorare con utenza pagante, ma potrai anche lavorare su incarico in una cooperativa, sarai pagato poco e avrai davanti persone molto diverse dagli utenti ai quali stai pensando, quelli in grado da soli di giudicare come lavora un assitente sociale dalla sua bravura. Quelli cioè che hanno una sufficiente cultura per giudicare il suo lavoro, non i nostri utenti veri, quelli che hanno la 5 elementare e nemmeno sanno che un assitente sociale deve fare un percorso universitario.
E ce ne sono tanti di utenti anche giovani sui 30-40 anni che non hanno nemmeno la scuola dell'obbligo. Sono loro che possono capire quale profesisonista è più o meno bravo???
Io credo che essere assitente sociale voglia dire anche avere una certa visione socio-politica che non si fonda sul " chi può pagare ha diritto al servizio migliore" ma sull'uguaglianza e l'inclusione sociale per chi vive nella marginalità.
E la logica di mercato invece che creare ugualianza creà quella marginalità che noi dovremmo combattere