Ecco questa è la mia etica a prescindere dal codice deontologico e dall'albo!
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Ecco questa è la mia etica a prescindere dal codice deontologico e dall'albo!
LA tua etica è quindi stare nel mercato e guadagnare.....beh...hai scelto la professione sbagliata!!!!
Gli spazi per la libera professione ben pagata, per il professionista "figo" sono abbastanza marginali nella assitenza sociale.
Anche il libero professionista se in convenzione con il pubblico deve essere pronto a non essere superpagato
La competenza deve essere mostrata SIA NEL PUBBLICO CHE NEL PRIVATO!
MI riferivo alla libera-professione visto che è quella a cui aspiro maggiormente....ma anche se dovessi lavorare nel pubblico(me lo auguro poichè l'esperienza poi ti servirà per poterla spendere nel mercato)mi comporterei allo STESSO modo!
La persona BRAVA(e non parlo di me poichè ancora non lavoro da AS)è brava comunque!
ti ricordo, Monica, che anche tu diversi post fa eri propensa alla libera-professione....
Io sono ancora propensa alla libera professione per il mio futuro, ma non credo che anche come liberi professionisti dobbiamo basarci troppo sulle logiche di mercato. E la libera professione io per me la considero solo un modo per integrare quello che giàfaccio in cooperativa.
MA anche se dovesse un giorno diventare la mia unica fonte di reddito mai e poi mai potrò pensare che il libero mercato regola la professione.
Il mercato spesso premia gli imbonitori, i venditori di fumo, gli abili pubblicitari, i persuasori occulti,chi vende una immagine piuttosto che la sostanza.
Mai e poi mai chi lavora per il bene degli altri dovrebbe dire che si piega alle leggi di mercato.
Mi dispiace che la discussione forse è troppo personale e poco interessante x gli altri utenti del forum.
Propongo di continuare in privato se dovesse risultare troppo poco adatta al contesto
In questa professione ( e anche per gli psicologi sopratutto se lavorano nel settore pubblico) non si tratta soltanto di essere "bravi" ma di una capacità in più.
Quella di essere accoglienti ed empatici con persone che sinceramente spesso ispirano pochissima comprensione e simpatia, ci criticano, si arrabbiano con noi, sono sgradevoli, cattivi ( sì pure cattivi)
Io parlo di spazio mentale ( in chi opera nei servizi pubblici sociali e sanitari, comunità ecc. come noi e gli psicologi) per accogliere la diversità e la l'emarginazione.
Per accogliere La bruttezza sia esteriore che interiore ( pensiamo ai genitori abusanti) spesso i nostri utenti hanno
Oh, finalmente qualcuno che dice le cose come stanno, e che cavolo!!!!Citazione:
Il mercato spesso premia gli imbonitori, i venditori di fumo, gli abili pubblicitari, i persuasori occulti,chi vende una immagine piuttosto che la sostanza.
E' strano che tu dica questo della professione di assistente sociale in quanto anche altre professioni di aiuto che hanno a che fare con il disagio operano tranquillamente nel proprio studio privato...pensa ai medici.....seguendo il tuo ragionamento anche loro dovrebbero scegliere la professione non per fare soldi ma solo per aiutare e salvare vite...eppure gli studi privati medici proliferano come funghi.......riflessione!
Io penso che rimanere ancorati alla visione assistenzialistica (in questo caso di AS)non porta altro che problemi in quanto la figura si sta evolvendo.....!
Attenzione io non mi riferisco al mercato come giungla selvaggia in cui ognuno può fare quello che vuole...delle regole minime devono pur esserci.....(laurea...formazione...etc.)dopo però tutto dipende dalle COMPETENZE!
Che fine ragionamento, il tuo. Bisogna cambiare visione perchè "la figura si sta evolvendo"... non di certo per una riflessione interna alla disciplina ma per fattori esterni, in cui si inseriscono gli interessi personali (fare soldi, cercare nuovi spazi, inventare ruoli...).
Non c'è che restare basiti di fronte a cotanta "riflessione"!
Gieko pensa a coloro che spillano soldi vantando un titolo ma non avendo competenze!
Chi ha un titolo e anche competenza ha diritto di spenderli nel mercato(e anche di fare soldi, perchè no)!
Non parlo di assistenzialismo, parlo di accolgienza per il diverso, di inclusione sociale, di uguaglianza.
La professione si sta evolvendo, ho fatto la specialistica da poco e sono estremamanete aggiornata sulle ultime tendenze del servizio sociale che cambia ma non deve diventare un qualcosa d'altro.
Molti giovani tra l'altro la pensano come me. E fanno questo lavoro non per fare il professionista figo ma animati da valori di uguaglianza e di accoglienza delle diversità e specificità di ogni persona, anche di coloro che sono ai margini della società.
Ripeto che forse questa discussione è da continuare in privato, in quanto questo è un forum d psicologia
Ma scusa, a chi credi che stia pensando? Appunto a gente che costruisce false competenze, che crea "evoluzioni" e si inventa ruoli quando non sono nè necessari nè utili. A "professionisti" che ritengono che i "cambiamenti" del mercato (non si poi analizzati in base a quali criteri...) debbano determinare adeguamenti della professione.
Suvvia, potresti una volta tanto fare ammenda e riflettere sulle posizioni che sostieni, che, oltre ad essere contraddittorie, non hanno argomentazioni (come evidenzia la tua incapacità di rispondere a modo a qualsivoglia critica).
Monica un'ultima cosa: seguire le leggi del mercato non vuol dire non prestare attenzione all'uguaglianza e all'accoglienza.....pensa ai medici nel pubblico e ai medici nel privato!
Come tu stessa affermi la clientela è diversificata e le esigenze sono diverse...non tutti hanno alle spalle un disagio estremo...per fortuna!!!!
Gieko credo che abbia risposto in modo adeguato a tutti gli interventi......se non si è d'accordo non è una colpa!
Guarda che ti è stata fatta notare un'incongruenza (per la millesima volta) e non hai battuto ciglio, altro che risposta adeguata. Evidentemente per te rispondere adeguatamente non implica argomentare, approfondire, cogliere le incoerenze, la logica... Probabilmente sarà un'esigenza del "mercato" (almeno nella tua versione) appiattirsi su questo livello. Le conseguenze nel lavoro con l'utenza le possiamo solo immaginare...
L'accoglienza riguarda in primo luogo, il modo in cui il disagio é vissuto dall'utente e così l'avere degli spazi - che a te purtroppo ancora mancano del tutto e non sono spazi "oggettivi" - idoneei per tale accoglimento finalizzato all'aiuto ad una persona; perché ci sono persone con grandi disagi che hanno grandi risorse e capacità mentre ci sono persone con disagi minori ma vissuti con reazioni molto diverse. Che possono apportare ulteriori malesseri, soprattutto se non compresi inizialmente.
Le incongruenze, gieko, fanno parte di lei, evidentemente, non le coglie neppure quando le vengono fatte notare, oppure crede sempre di poter rispondere - non rispondendo o con modi solo "appariscenti"; probabilmente nelle esigenze di mercato, come sembra, vale molto più la forma del contenuto.
Sono d'accordissimo e aggiungo.
Accoglienza non solo per il disagio e il modo in cui è vissuto, ma anche saper accogliere l'eventuale utente con tutta la sgradevolezza ( sia esteriore che interiore) che spesso ha.Questo sia per gli psicologi che per Gli AS perchè anche gli psicologi spesso hanno a che fare con situazioni forti ( carcere, valutazione genitori abusanti, maltrattanti, utenti del CIM ecc.)
E' vero che non tutti gli utenti hanno un grado di disagio economico forte. Ma sapere accogliere tutti aiuterà nella professione privata.
Se io parto già dal presupposto che volgio solo utenti colti ( che sappiano riconoscere la mia professione e il mio ruolo) ricchi e con i quali ci si relaziona bene, saprò eventualmente accogliere anche una utenza meno " piacevole" ?
Se io invece imparo a non fare differenze, a saper trattare allo stesso modo e dare lo stesso valore all'utenza difficile, allora sarà facilitato quando vengono persone che presentano una situazione meno deteriorata.
Quanto all'esempio dei medici che fa zuccherina non mi sembra molto utile.
I medici che diventano medici per far soldi a palate invece che per salvare vite
sono una minoranza....(spero) E quelli che lo fanno secondo me hanno sbagliato mestiere.....
E comunque la classe medica non è certo famosa per l'empatia che dimostra verso i pazienti.
Gieko stai giudicando la mia professionalità e non mi sembra molto corretto dal momento che io non sto giudicando sulla professionalità di alcuno....
Secondo me il problema è trovare un equilibrio tra le esigenze di mercato e l'accoglienza e l'uguaglianza...NON HO MAI DETTO che faccio una cosa a scapito dell'altra....per me sono ENTRAMBI essenziali....!Il bravo professionista sa trovare il giusto equilibrio!
Ci sono servizi pubblici e servizi privati....quelli pubblici sono erogati in maniera gratuita....quelli privati dietro pagamento e mi sembra normale questo.....se io lavoro in un servizio privato si rivolgeranno a me tutti coloro che "se lo possono permettere"....questa storia è vecchia quanto la storia(scusate giri di parole).
Scusate ma non ho studiato per fare la missionaria......altrimenti percorrevo un'altra strada!:asd:
Non sono per la forma....è il contrario o meglio forma e sostanza(ve lo ricordate il discorso sulle comopetenze, vero?)
Non capisco come potrei giudicare una professionalità che non c'è ancora, dal momento che non eserciti. Ti interrogo su dei punti che ritengo lacunosi, e su cui ripetutamente sorvoli come se nulla fosse.
Contenta tu...
Posso correggere un punto, Zuccherina? Nessun servizio viene erogato in forma gratuita. Tutti sono a pagamento. Che il pagamento sia immediatamente conseguente alla prestazione, come accade nel settore privato, o sia differito attraverso la tassazione, poca differenza fa, dal punto di vista della sostanza...
Buona vita
Guglielmo
vabbè willy se la metti così TUTTO è a pagamento....
In effetti l'assistenza sociale è nata soprattutto come erogazione di servizi gratuiti a chi non pagava nè direttamente, ne indirettamente tramite le tasse.
Infatti L'ECA ( ente comunale assitenza)fino agli anni 70 doveva appunto erogare assitenza pubblica a coloro che non avevano diritto alle normali forme di assitenza e previdenza stabilite per ogni lavoratore ( sanitaria, pensionistica, scolastica ecc.) ed erogate attraverso le mutue o gli istituti di previdenza.
Quindi si può dire che l'assistenza sociale fosse in origine uno dei pochi servizi completamente gratuiti.
Però come dici tu stessa l'assistenza è cambiata negli anni e adesso sono veramente pochissime le persone che fruiscono dell'assistenza in modo totalmente gratuito, nel senso della gratuità indicata da willy.
la formazione del counsellor (post-laurea) dura tre anni....se metti gli altri 5 dell'università+esame di stato.......tutta questa poca fatica come dici tu..non la vedo!
La fatica vera allora, di chi ha deciso di dedicarsi ''seriamente'' alla scienza, non la conosci. Farebbero bene a prendersi un libro di piu in mano sti counselor invece di passare 3 inutili anni fra bagianate di ogni tipo. Spero che su questo non si discuta almeno: cosa vuole 'contare' una disciplina così povera con istituzioni scientifiche secolari? Non c'è una solida base teorica, non una attiva analisi epistemologica, nessuna tradizione in cui affondare solide radici. Suvvia! Per quanto nuova sia la psicologia ha alle spalle almeno 2 secoli di riflessioni mirate e 2 millenni che fanno da sfondo: ma davvero credi che la questione sia così semplice? Per quanto mi riguarda, personalmente, mi vergognerei pure a frequentare territori costruiti a tavolino per esigenze di mercato e non di certo per amor di conoscenza. Perchè, ripeto, la scienza (e intendo ogni sforzo conoscitivo e indagatore) è un'altra cosa e si basa su criteri quali ''pazienza'', ''umiltà'', ''necessità di vaste conoscenze antropologiche'' e ''passione'' per l'uomo. Praticamente tutto ciò che manca in questa fiera dell'inutilità che è il counseling.
Saluti,
Luigi
Tratto dal sito di una couselor gestaltiana che non specifica nel suo sito di essere laureata in psicologia ( quindi presumo che non lo sia dal momento che elenca tutti i corsi fatti)
Il passato è tutto cio’ a cui ognuno di noi si rifà.Ogni tipo di scelta nel presente è influenzato da tutto ciò che abbiamo imparato,vissuto…L’esperienza nella tua memoria forma i pensieri e i comportamenti.Il passato è come una biblioteca virtuale dove sono presenti tutti i file della propia storia personale.Se un file è stato archiviato come esperienza negativa,vergogna,insicurezza…..puo’ influenzare senza che sei consapevole i tuoi comportamenti di oggi,le nuove esperienze in un modo che non è direttamente evidente.
Questo avviene perché la mente funziona come un videoregistratore con memoria illimitata. Dalla nascita ognuno immagazzina dati,emozioni….
Ad esempio se dico ‘gelato’ rapidamente il tuo cervello ricorda una immagine,la parola,il colore,il sapore,alcuni episodi che si riferiscono ad esso,ricordi…Tutto cio’ avviene in un attimo solo con un semplice input.
Allo stesso modo ognuno ha in memoria tutti gli episodi in cui è stato lodato,punito,lo sguardo,il tono delle parole….Non a livello conscio ma appena sotto il livello della consapevolezza.Basta un input e queste scene vengono replicate come in una specie di moviola.Un’altra caratteristica,infatti,della mente è di riproporre tutto cio’ che è rimasto irrisolto e non archiviato.
E’ importante che capisca che stai affrontando un punto sensibile e che cio’ che riemerge è materiale ‘tossico’ quindi è bene aver pazienza.
Se ricordare alcuni episodi e riviverli emotivamente ti fa emergere la rabbia o ti deprime sarebbe meglio gestire questo passaggio con l’aiuto di un counselor.
E’ utile in questo percorso prendere una o due foto di quando eri piccolo/a ( una quando avevi 6 o 7 anni e un’altra all’eta’ di 12 o 13).Una volta messo a fuoco e capito quali sono le persone che hanno cercato di trasmetterti il senso di vergogna puoi iniziare a rispedirla all’origine.Davanti alle tue foto inizia a scrivere una lettera alla persona in cima alla lista.
Scrivi quello che senti e che ti viene in mente.Lascia scorrere e fa sapere a lui o a lei
se ad un certo punto ti blocchi prova a scrivere con l’altra mano in modo da sollecitare la tua parte non dominante ( se di solito scrivi con la destra prova con la mano sinistra e viceversa).Questo aiuta a riconnettersi con le emozioni e i ricordi della tua infanzia.
Alcune persone dopo aver scritto la lettera decidono di strapparla o di bruciarla.E’ un atto simbolico per segnare il distacco dal passato
Il counseling dei Confini personali
Vuoi capire cosa c’è che non va e cominciare a farti valere?
Hai uno spazio e un’ora tutta per te per
trovare i modi più efficaci su misura per te per difendere il tuo
spazio e farti rispettare
COSA E’ L’ANSIA?
L’ansia è un evento psichico fisiologico normale che tutti proviamo in misura diversa
È invece patologica(ansia di tratto) quando si prolunga nel tempo e senza che ci sia un pericolo reale da affrontare
L’ansia patologica è quella che, prolungandosi nel tempo, raggiunge livelli tali da produrre effetti negativi:
Alcune persone per il tipo di personalita’ possono soffrire più di altre di ansia.
Ecco alcuni tratti della tipologia ansiosa
Estremamente analitica
ipersensibile
iperreattiva
Sensibile alle critiche
Bassa autostima
Bisogno di avere sempre il controllo
Pensiero ossessivo
Nervosismo generalizzato
Aspettative alte
Facile alla irritazione
Si preoccupa facilmente
ipocondriaca
Sensibile agli stimoli negativi
Naturalmente non ho nessuna pretesa di aver esaurito in poche righe una problematica complessa come l’ansia
attacchi di panico
Negli attacchi di panico sono presenti isintomi fisici dell’ansia (tachicardia, sudorazione, ecc.).La persona ha paura che questi sintomi avranno conseguenze drammatiche: un infarto, un ictus, gravi sofferenze…
In tal modo l’ansia aumenta sempre più e porta la persona a chiudersi nella propria abitazione (agorafobia).
fobie
Quando l’ansia riguarda un oggetto o una situazione reale ben chiara si parla di paura (paura degli animali, del sangue, ecc.). La paura diventa fobia quando l’ansia dell’oggetto o della situazione è talmente intensa da condurre all’evitamento (es. fobia di volare
Nei casi di episodi occasionali di ansia ecco alcuni rimedi
FITOTERAPIA
Rodiola, 1-2 capsule, 3 volte al dì oppure
Kawa kawa, 1-2 capsule, 3 volte al dì oppure
Valeriana, 1-2 compresse, 3 volte al dì
FLORITERAPIA : I FIORI DI BACH
Rock Rose è il rimedio contro il panico, il terrore, l’emergenza,
Aspen (specifico per le paure ignote, tipiche del DAP)
E’necessario capire le cause alla base( stress,stati emotivi negativi,pensieri irrazionali….).
Se il problema diventa serio rivolgersi per un aiuto a un professionista ( omeopata,naturopata,counselor….)
Scusate il post fiume, notate gli errori grammaticali e di sintassi della couselor e credo che a questo punto per me è difficile credere che i counselor lavorano sul benessere e sul potenziamento e non su disagi psicologici
gli errori grammaticali e di sintassi sarebbero il minimo :argh: questa qui fa terrorismo.
Ovviamente non c'è una cosa vera in quesllo che ha scritto, cioè se io all'esame di stato scrivessi quelle cose mi boccerebbero alla prima riga :look:
a proposito della prima riga (potrei prenderne una a caso, tanto sono tutte piene di strafalcioni) e dopo la prima riga, sinceramente non ho il coraggio di leggere più attentamente
questo è esattamente l'opposto del modello teorico che sottostà al counseling: al contrario della psicoanalisi classica (che enfatizza l'importanza del passato - "determinismo psichico") l'approccio rogersiano (e anche gestaltiano, a cui la sedicente counselor dice di ispirarsi) pone l'accento sul presente e sul futuro, sulla crescita personale, sulla responsabilità dell'individuo e la sua capacità di scegliere e decidere autonomamente e indipendentemente dal passato. Tutto ciò la Psicologia Umanistica lo ha elaborato proprio come reazione al determinismo della psicoanalisi classica.Citazione:
Il passato è tutto cio’ a cui ognuno di noi si rifà.Ogni tipo di scelta nel presente è influenzato da tutto ciò che abbiamo imparato,vissuto
Quindi quella frase è tutto fuorché counseling.
Ecco, questo è proprio un caso spudorato, allude anche all'inconscio senza nominarlo, senza vergogna proprio, non ci sono altre parole...Citazione:
Scusate il post fiume, notate gli errori grammaticali e di sintassi della couselor e credo che a questo punto per me è difficile credere che i counselor lavorano sul benessere e sul potenziamento e non su disagi psicologici
Io l'ho trovata casualmente. Cercavo dei gruppi di autoaiuto ed è capitato quel sito lì ben posizionato su google.
Ecco la counselor Vittoria, che risolverà tutti i tuoi problemi: Counseling*info
Non ‘devi’ fare nulla.:)
Tremenda!
Saluti,
Luigi
Beh, però secondo le testimonianze dei clienti è di grande aiuto! Interessante "la geometria del benessere": tutto dipende da un triangolo, "il triangolo no! Non l'avevo considerato! D'accordo ci proverò... il counselling non è un reato!"Citazione:
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Le origini del counseling in Italia
Le origini del counseling possono essere rintracciate nella storia dell'assistenza sociale: questa ebbe inizio nel nostro paese, negli anni Venti. Un rapporto del CISS (Comitato Italiano di Servizio Sociale) - riportato da Margarone (1994) - faceva risalire al periodo del primo dopoguerra e precisamente fino al 1929, le prime iniziative in Italia di tipo assistenziale. Tali iniziative avevano tuttavia carattere filantropico, volontario ed erano basate su progettualità personali. Intorno al 1929 nacquero le prime iniziative, veramente efficaci nel campo dell'assistenza, che ebbero come ulteriore conseguenza la creazione della prima Scuola (prettamente femminile!) per assistente sociale, a carattere continuativo, avente come scopo principale quello di assicurare una preparazione professionale
L'evoluzione storica del Servizio sociale ci consente oggi di affermare che l'assistente sociale svolge una professione che, attraverso l'utilizzo di strumenti specifici e nella sua funzione di indagine e studio, di progettazione, di organizzazione e gestione dei servizi e di rapporti con l'esterno, si propone come obiettivo realizzabile, mediante l'intervento operativo, lo sviluppo dell'autonomia della persona nell'uso delle risorse sociali e un migliore funzionamento delle stesse" (Margarone, 1994). Il counseling, dunque, nasce e muove i primi passi in Italia proprio grazie agli spunti offerti dall'assistenza sociale; ne prenderà in seguito le distanze e seguirà un percorso autonomo giovandosi anche dei contributi e delle teorie approdati in Italia dai Paesi anglosassoni.
tratto dal sito dell'associazione "Università del Counseling U.P.Aspic - Università Popolare dell'ASPIC per le abilità psicologiche e psicoterapiche."
Questo accomunarsi del counselling all'assitenza sociale mi fa veramente inc......e!!!!!!
P.S. Non è che passo il mio tempo divertendomi a trovare siti sul counseling... LI TROVO PER CASO. Cercavo dei riferimenti alla storia del servizio sociale e ho trovato questo unicounselling.org
Ma è possibile chiamare un'associazione "Università del counselling" quando università non è? Credo che tragga in inganno. Immaginate chi esporrà un attestato di counseling rilasciato dall'UNIVERSITA' DEL COUNSELLING, l'utente potrà essere tratto in inganno. Credo che questa cosa vada segnalata al MIUR, che ne pensate? università popolare del counselling UP ASPIC
Credo che sul sito ci fosse un richiamo al fatto che una associazione possa far parte di quelle che vengono chiamate " università popolari"
Per esempio ci sono associazioni che si chiamano:" università della terza età", "università dell'età libera", ecc tutte fanno divulgazione culturale ( incontri, mostre, conferenze, presentazione di libri) ai soci ( perlopiù anziani che seguono per hobby)
Quello che mi sembra strano è che una di queste associazioni possa rilasciare attestati di qualifica per una professione che comunque è riconosciuta.
Nota bene l'uso di " abilità psicologiche e psicoterapiche" che comq non dovrebbero far eparte del counselling