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Recuperiamo questo thread, dai...
UN UOMO SI IMPICCA
Un uomo si impicca e lascia vagare lo sguardo
Dondola le gambe
Si diverte con le gambe
Si burlerebbe volentieri dell’idiozia
Sebbene la vita lo abbandoni
Cercherebbe volentieri
Di farsi un nome e una fortuna
E un paio di calzoni a righe e un copricapo
E’ troppo tardi e deve maledire
Anche la corda non scivola bene
Signor Wedekind
La lampada brucia ancora a fianco
Ma lui non è maturo per questo
Guarda tutto ciò con angoscia
Allora la sua infanzia vola via
Allora d’un tratto dolcezza e distanza zampillano
Tutto si disfa e si dischiude, oh Aurelia.
TRISTAN TZARA
(1896 – 1963)
La tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.
Una delle mie poesie preferite:
Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C'è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t'ingombrano e vanno nel vento.
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell'estate.
(Cesare Pavese)
aMara835, questa poesia di Pavese è uno spettacolo!
Lascio una poesia di Giovanni Raboni:
Canzonette mortali
Io che ho sempre adorato le spoglie del futuro
e solo del futuro, di nient'altro
ho qualche volta nostalgia
ricordo adesso con spavento
quando alle mie carezze smetterai di bagnarti,
quando dal mio piacere
sarai divisa e forse per bellezza
d'essere tanto amata o per dolcezza
d'avermi amato
farai finta lo stesso di godere.
Le volte che è con furia
che nel tuo ventre cerco la mia gioia
è perché, amore, so che più di tanto
non avrà tempo il tempo
di scorrere equamente per noi due
e che solo in un sogno o dalla corsa
del tempo buttandomi giù prima
posso fare che un giorno tu non voglia
da un altro amore credere l'amore.
Un giorno o l'altro ti lascio, un giorno
dopo l'altro ti lascio, anima mia.
Per gelosia di vecchio, per paura
di perderti - o perché
avrò smesso di vivere, soltanto.
Però sto fermo, intanto,
come sta fermo un ramo
su cui sta fermo un passero, m'incanto...
Non questa volta, non ancora.
Quando ci scivoliamo dalle braccia
è solo per cercare un altro abbraccio,
quello del sonno, della calma - e c'è
come fosse per sempre
da pensare al riposo della spalla,
da aver riguardo per i tuoi capelli.
Meglio che tu non sappia
con che preghiere m'addormento, quali
parole borbottando
nel quarto muto della gola
per non farmi squartare un'altra volta
dall'avido sonno indovino.
Il cuore che non dorme
dice al cuore che dorme: Abbi paura.
Ma io non sono il mio cuore, non ascolto
né do la sorte, so bene che mancarti,
non perderti, era l'ultima sventura.
Ti muovi nel sonno. Non girarti,
non vedermi vicino e senza luce!
Occhio per occhio, parola per parola,
sto ripassando la parte della vita.
Penso se avrò il coraggio
di tacere, sorridere, guardarti
che mi guardi morire.
Solo questo domando: esserti sempre,
per quanto tu mi sei cara, leggero.
Ti giri nel sonno, in un sogno, a poca luce.
Gli amanti
Lasciate scorrere gli amanti
tremuli al sole
ranicchiati all'ombra
accartocciati come foglie ingiallite
lasciamoli scorrere vibranti
gocciolano sulle rive di un plenilunio estivo
scivolano su clessidre impolverate
poveri eroi di un solo respiro
non chiedono né premi né pentimenti
è piombo la risacca al loro batticuore
di seta paiono i giuramenti
pronti a lacerarsi
lasciamo scorrere le loro mille eternità
tutte facilmente rinnovabili
un nodo scorsoio serra le gole
di insaziabile arsura
per odoranti pelli
rumori inconsulti
soffocate risa
prontezza alla follia
e ruvida attesa di miracolo
che in un ansa del cuore
una piccola morte accada
restituzione felice
al quotidiano giacere
su questa crosta di terra.
R.M.
vorrei un cielo nel quale splendere felice
vorrei un sole che mi scalda
vorrei un petto caldo sul quale dormire
vorrei un cuore che batte forte insieme al mio
vorrei una luce nei miei occhi
vorrei un sorriso sulle mie labbra
vorrei che non ci fosse stato tutto quel dolore
vorrei non dire vorrei
vorrei essere "semplicemente" felice per tutto quello che ho...:medito:
La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.
Alda Merini, da "La volpe e il sipario"
La mia faccia
quello che so che il mondo ha lordo il cuore
anche se gli si dà un po’ più di chiaro
col sole che lo stomaca all’aurora.
si nasce come fosse al cimitero
di tanto il far crepare è così caro
e il male è il solo bene che ha fervore.
a dire il vero sono come loro,
al più tengo la melma alla bonaccia
o sputo con livore in aria al cielo
mi si ritorna adatto sulla faccia.
(Guido Oldani)
Come ti amo? - Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e,
se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte
Elizabeth Barrett Browning
e ti ho aspettata sere intere
ingoiando nere confusioni di
gelide emozioni
chi mi ripagherà quei momenti
quei dolci e gentili turbamenti...
a volte è questione di tempo
spero non essere stato un contrattempo
mi sono abituato a pensieri che si sono abituati a me...
stai volando sulle rive di un altro mare.. forse un altro amore.. un nuovo sole
scappando da me hai detto ai sentimenti:
ci dispiace non poterli ospitare
sono qui e tu non ci sei
ore tre, seduto in terra
mani bagnate di sabbia cotta
sole.. martella picconate
nei pensieri
ore quattro tutti in piedi le guardiamo
quelle lancette correr via
dei nostri turbamenti la spia
è tardi è sera è aria fredda nei polmoni.
ale.
oggi mentre lavoravo ho visto due bambini giocare.. non c'erano molte persone e così ho preso un foglio una penna e ho cominciato a scirvere pensieri che mi venivano in mente girando per tutto il foglio scrivendo nei lati nei bordi in cerchio poi li ho riordinati... e ne è uscito questo.. la dedico a chi ama i bambini e spero non sia banale ma che possa piacere.
Sorridere di nostaglia.... e
piangere per allegria:
riescono a riportarti nella mente
una passato sempre verde
di ricordi riconoscenti..
traslucidi .. ma mai irriverenti.
Ci guidano per mano.. loro si! proprio loro..
ci cullano dolcemente
luccicando come diamanti nelle notti di chi è
felice di essere , per loro.. solo per loro.. stanco.
Vengono al mondo generati dall'amore piu profondo;
ed è il davvero il colore della via a riempire
i loro occhi..
occhi scoppiare di un blu infinito ...
chiediamo a quel blu di non svanire piu
E se ci specchiamo nei visi
riconosciamo i nostri di anni or sono...
penso che in ogni sorriso di un bambino
c'è almeno l'altra metà del tuo
dovremmo tornare come loro ...
per rifuggiarci nel calore
di un timido e tenero silenzio
quando ci chiedeno : come va ?
e a noi invece... a noi per rispondere
proprio la voglià non c'è
Da soli sono armonia in poesia
se li abbraccia il tuo amore
diventerà sinfonia
.....la sinfonia di un fare romantico..
forse a volte poco pratico
mai tuttavia tramontato
e per sempre , speriamo poetico.
Bambini.... piccoli delfini
nel mare della nostra ricerca della felicità.
" Il thread delle poesie è questo Poesie e versi del giorno" così mi è stato consigliato... ho riportato due poesie in "immagini ed emozioni" ma evidentemente a qualcuno ha disturbato perchè la purezza di certe parole, aimè non mie, ho scritto che non possono penetrare intimamente come alcune immagini proposte! allora eccone un' altra sta volta andrà bene?
Il mio passato
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.
...per farsi due risate:
L'uccello in chiesa
Era d’agosto, ed un povero uccelletto
ferito dalla fionda di un maschietto
andò a riposare un’ala offesa
sulla finestra aperta di una chiesa.
Dalle tendine del confessionale
Il parroco intravide l’animale,
ma pressato da molti peccatori
che pentirsi volean dei loro errori,
rinchiuse le tendine e come niente
riprese a confessare la sua gente.
Ed in ginocchio si potea vedere
fedeli che dicevano preghiere,
ma una donna notò l’animaletto,
lo prese e con amor lo pose in petto;
ma ad un tratto, un improvviso cinguettio
ruppe il silenzio nel tempio di Dio.
Rise qualcuno, e il prete a quel rumore
il ruolo abbandonò di confessore,
s’arrampicò sul portico veloce
e di lassù parlò ad alta voce:
"Fratelli chi ha l’uccello, per favore,
vada fuori dal tempio del Signore.”
I maschi, a tal invito, con rossore,
s’alzaron tutti ma con gran stupore,
e il prete a quell’errore madornale,
“Fermi-gridò-Mi sono espresso male;
rientrate tutti e statemi a sentire;
SOL CHI PIGLIO’ L’UCCELLO DEVE USCIRE".
A testa bassa e la corona in mano,
le donne si alzarono pian piano.
Gridò il prelato: “STO SBAGLIANDO ANCORA,
RESTATE TUTTE QUANTE FIGLIE AMATE,
IO NON VOLEVO DIR QUEL CHE PENSATE”.
Poi per chiarire ritornò a dire:
“Sol chi prese l’uccello deve uscire,
-però aggiunse a voce alta e tesa-
“ALLUDO A CHI L'UCCELLO PRESE IN CHIESA”.
Mortificate e nello stesso istante
Le monache si alzaron tutte quante-
Quindi, con evidente batticuore,
lasciarono la casa del Signore.
“SANTE, BEATE” – esclamò il prelato,
“SORELLE PERDONATE, HO ANCORA SBAGLIATO.
Insomma deve uscire piano piano
chi in questo istante ha l’uccello in mano”.
Una fanciulla, assieme al fidanzato,
nascosta in un angolo celato
pallida, sussurrò con viso assorto:
“Te lo dicevo io, che se ne è accorto!"
:asd::ciao:
BREVE
Sparisci pure
tra queste sfere
disperse nei pulviscoli
e ogni storia millenaria
sarà solo invenzione.
E’ per gli anni maturi
il caso,
mai per gli acerbi
come te,
i piccoli,
eterni passaggi
senza posa.
Assoluti.
Un frastuono di battiti
che ritorna
sempre da troppo lontano.
Scia fredda ignara,
immagino ora
la polvere che resta:
Il niente breve.
Tutto ciò che lasci
s’arresta veloce
per l’eterno.
I punti bianchi
imprecisi
senza delicatezza
bucano ogni cosa,
eppure non tocchi,
non parli.
Tu non conosci.
Ed io mi ricopro le ciglia
dei voli tuoi inconsapevoli
domandandomi,
con questi piedi, queste mani
che fingono di non ricordare,
questa schiena
educata alla conciliazione,
come mai
ancora non riesco a vivere
soltanto di tutta
questa eterna brevità,
bellezza circolare
che m’annienta
solo un po’,
mi rasserena nei raggi
di questo momento soltanto,
mentre ti lasci andare
senza piegarti
tra petali e foglie,
piccola farfalla
di nessuno.
21.11.2006
Paola Tomasiello
Splendide queste poesie :smile:
Studio di morte II
La morte ogni tanto dice: per fortuna siamo arrivati fin qui.
E tira fuori un fazzoletto sporco e si asciuga.
Dalla tasca le cade una banconota.
La trova un bambino e si compra i dolci.
La trova una ragazza e si compra un vestito.
La trova un pazzo e si compra il cielo.
La trova un saggio e la ridà alla morte.
Nasos Vaghenas
Posso postarne una in inglese?
You may think, passer-by, that fate
is a pitt-fall outside of yourself,
around which you may walk by the use of foresight
and wisdom.
Thus you believe, viewing the lives of other men,
an one who in god-like fashion bends over an anthill,
seing how their difficulties could be avoided.
But pass on into life:
in time you shall see fate approaching you
in the shape of your own image in the mirror;
or you shall sit alone by your own hearth,
and suddenly the chair by you shall hold a guest,
and you shall know that guest,
and read the authentic message of his eyes.
E.L. Masters, "Lyman King" dall'Antologia di Spoon River
Come un pessimo attore in scena
colto da paura dimentica il suo ruolo,
oppur come una furia stracarica di rabbia
strema il proprio cuore per impeto eccessivo,
anch'io, sentendomi insicuro, non trovo le parole
per la giusta apoteosi del ritual d'amore,
e nel colmo del mio amor mi par mancare
schiacciato sotto il peso della sua potenza.
Sian dunque i versi miei, unica eloquenza
e muti messaggeri della voce del mio cuore,
a supplicare amore e attender ricompensa
ben più di quella lingua che più e più parlò.
Ti prego, impara a leggere il silenzio del mio cuore
è intelletto sottil d'amore intendere con gli occhi.
Lapis Lazuli (W.B.Yeats)
I have heard that hysterical women say
They are sick of the palette and fiddle-bow.
Of poets that are always gay,
For everybody knows or else should know
That if nothing drastic is done
Aeroplane and Zeppelin will come out.
Pitch like King Billy bomb-balls in
Until the town lie beaten flat.
All perform their tragic play,
There struts Hamlet, there is Lear,
That's Ophelia, that Cordelia;
Yet they, should the last scene be there,
The great stage curtain about to drop,
If worthy their prominent part in the play,
Do not break up their lines to weep.
They know that Hamlet and Lear are gay;
Gaiety transfiguring all that dread.
All men have aimed at, found and lost;
Black out; Heaven blazing into the head:
Tragedy wrought to its uttermost.
Though Hamlet rambles and Lear rages,
And all the drop-scenes drop at once
Upon a hundred thousand stages,
It cannot grow by an inch or an ounce.
On their own feet they came, or On shipboard,'
Camel-back; horse-back, ass-back, mule-back,
Old civilisations put to the sword.
Then they and their wisdom went to rack:
No handiwork of Callimachus,
Who handled marble as if it were bronze,
Made draperies that seemed to rise
When sea-wind swept the corner, stands;
His long lamp-chimney shaped like the stem
Of a slender palm, stood but a day;
All things fall and are built again,
And those that build them again are gay.
Two Chinamen, behind them a third,
Are carved in lapis lazuli,
Over them flies a long-legged bird,
A symbol of longevity;
The third, doubtless a serving-man,
Carries a musical instrument.
Every discoloration of the stone,
Every accidental crack or dent,
Seems a water-course or an avalanche,
Or lofty slope where it still snows
Though doubtless plum or cherry-branch
Sweetens the little half-way house
Those Chinamen climb towards, and I
Delight to imagine them seated there;
There, on the mountain and the sky,
On all the tragic scene they stare.
One asks for mournful melodies;
Accomplished fingers begin to play.
Their eyes mid many wrinkles, their eyes,
Their ancient, glittering eyes, are gay.
SOTTO
Ho sigillato con cura
tutto il bianco,
facendo attenzione
a non soffocarlo
un pomeriggio postumo consueto.
Sotto le cortine
della trascendenza.
La testa lontana,
così lontane le forze
e ogni friabilità arancione.
Sotto le braccia
lasciate sul balcone
al sole
per pochi minuti d’amore
credo.
E’ bastato così poco.
Come posare la tempia
sul palmo
e vedere
di traverso
sotto pelle
una vena
battere
verde-blu.
Laccamuffa
Tornasole.
Sotto queste case,
ancora più giù
una mano chiude
la finestra.
Riverbero
di sole.
Luci tagliate
d’altri posti,
così varie,
confuse,
inappartenenti,
fino ai miei occhi.
Una trafittura,
un orifizio,
uno spiare
d’attimo
così sovrumano.
A sinistra
contro il muro
sbatte una farfalla,
un attimo ancora,
il giro.
Sfida sorte.
Un torto
questo sorriso
all’impossibilità.
Sono rientrata.
Non c’è luce
sotto il letto.
Accucciata lì
ho sentito
il freddo del pavimento.
La graniglia,
tutto perfettamente
mescolato insieme.
Per nulla ispirato.
Organismo
invivente.
Ho bisbigliato
qualcosa,
così il tempo
non ha potuto sentire
e imbrogliare le vele del senso.
08.05.2006
CHI MUORE (Ode alla vita)
di Pablo Neruda
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
E centomila occhi si voltarono
a guardare il cielo
con un sospiro leggero,
da quella parte sì, e da quella parte che
sarebbero venuti, loro
l'aveva detto il vecchio pazzo
che abitava il monte
nessuno aveva dubitato
delle sue parole
avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.
E centomila cuori cominciarono
a sondare il cielo
con un sospiro leggero
da quella parte sì, e da quella parte
che, sarebbero venuti loro
non c'era che aspettare fino all'alba
con pazienza e rassegnazione
avrebbero risolto tutto quanto loro
senza fare il minimo rumore
avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.
E centomila mani cominciarono
ad alzarsi verso il cielo
si stava già facendo giorno
e non era arrivato nessuno.
Non si poteva, più, aspettare invano
qualcuno già diceva
che non esistevano nemmeno.......
........dovevano fare da loro,
fu allora che presero...
...il volo...
AL MOCASSINO IL VERBO
Tu mi suicidi, tanto docilmente.
Un giorno tuttavia ti morirò.
Io conosceremo questa donna ideale
E lentamente nevicherò sulla sua bocca.
E forse pioverò anche se divento tardi,
anche se sono bel tempo.
Noi amate così poco i nostri occhi
E crollerò questa lacrima senza
Ragione ben inteso e senza tristezza.
Senza.
ROBERT DESNOS
(1900 – 1975)
Quando ti chiedi cos'è l'amore,
immagina due mani ardenti
che si incontrano,
due sguardi perduti l'uno nell'altro,
due cuori che tremano
di fronte all'immensità di un sentimento,
e poche parole
per rendere eterno un istante.
Alan Douar
Senza di te
Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.
John Keats
LENTAMENTE MUORE
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.
Pablo Neruda
IL SOGNO
La notte impone a noi la sua fatica
magica. Disfare l'universo,
le ramificazioni senza fine
di effetti e di cause che si perdono
in quell'abisso senza fondo, il tempo.
La notte vuole che stanotte oblii
il tuo nome, i tuoi avi ed il tuo sangue,
ogni parola umana ed ogni lacrima,
ciò che potè insegnarti la tua veglia,
l'illusorio punto dei geometri,
la linea, il piano, il cubo, la piramide,
il cilindro, la sfera, il mare, le onde,
la guancia sul cuscino, la freschezza
del lenzuolo nuovo...
Gli imperi, i Cesari e Shakespeare
e, ancora più difficile, ciò che ami.
Curiosamente, una pastiglia può
svanire il cosmo e costruire il caos.
Jorge Luis Borges
In Amore non essere un mendicante, sii un imperatore.
Da' e resta semplicemente a vedere cosa accade... "
Con Te o senza di Te, Osho
Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticato.
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinato
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mio,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amato,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.
YouTube - Se tu mi dimentichi- Pablo Neruda
Qualcosa che nasce dal cuore.
Qualcosa che non ha bisogno di bugie.
Qualcosa che si può permettere anche chi è povero.
Qualcosa che ciascuno di noi possiede e che aspetta solo di essere ricambiata.
Qualcosa che si riconosce subito quando è autentica.
L'amicizia.
--Davide Ieni
Woher sind wir geboren?
Woher sind wir geboren?
Aus Lieb.
Wie wären wir verloren?
Ohn Lieb.
Was hilft uns überwinden?
Die Lieb.
Kann man auch Liebe finden?
Durch Lieb.
Was läßt nicht lange weinen?
Die Lieb.
Was soll uns stets vereinen?
Die Lieb.
Da dove siamo nati?
Da dove siamo nati?
Dall'amore.
Come saremmo perduti?
Senza amore.
Cosa ci aiuta a superarci?
L'amore.
Si può trovare anche l'amore?
Con amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L'amore.
Cosa deve unirci sempre?
L'amore.
PINK FLOYD... " TIME " LA POSTO QUI PERCHè PIU CHE MUSICA è POESIA IN ARMONIA
Ticchettano via i minuti che riempiono un giorno tedioso
E tu sbrindelli e sciupi le ore per strade fuori mano
Gironzolando per un angolo della tua città
Aspetti che qualcuno o qualcosa ti mostri la via
Stanco di giacere al calore del sole, di restare in casa
a guardare la pioggia
Sei giovane e la vita è lunga, c'è tempo da ammazzare, oggi
E poi un giorno scopri che dieci anni ti hanno voltato le spalle
Nessuno ti ha detto quando correre e ti sei perso il segnale dì partenza
E corri e corri per raggiungere il sole ma sta tramontando
Correndo in tondo per rispuntare di nuovo dietro di te
Il sole è lo stesso nella solita via ma tu sei invecchiato
Respiro più corto e d'un giorno più vicino alla morte
Ogni anno si fa più breve, non sembri mai pago del tempo
Fra progetti che finiscono in niente o mezza pagina
di righe scarabocchiate
Sopravvivere in quieta disperazione, al modo inglese
Il tempo è andato, la canzone è finita anche se avrei altro da dire
E' assurdo
dice la ragione
E' quel che è
dice l'amore
E' infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
E' vano
dice il giudizio
E' quel che è
dice l'amore
E' ridicolo
dice l'orgoglio
E' avventato
dice la prudenza
E' impossibile
dice l'esperienza
E' quel che è
dice l' amore
(Erich Fried)