Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Johnny
infatti....ma comunque, al di là delle diatribe "legali" e "giuridiche" e dei giri di parole per giustifica la presenza dei counselor....mi fa specie pensare che, ad esempio, un cliente va da un counselor dicendo di passare un "momento triste della vita e voler risolvere dei problemi"...quando invece questo cliente, ad esempio, va diagnosticato come "distimico" (un dist. depressivo lieve e cronico, prodromico della depressione vera e propria). Il counselor collude un po', il cliente si sente felice, e se ne va. Dopo 3 mesi va in depressione.
ho fatto un esempio casuale, per dire che il counselor non ha gli strumenti concettuali, né operativi, per trattare questi "problemi"
No, non un esempio casuale,
è un esempio (più preciso nei tuoi termini) a cui si allude almeno in un altro paio di 3D sul Counseling, ripetuto parecchie volte.
Domanda: non potrebbe succedere anche un neo-laureato in Psicologia senza molta esperienza, che ha studiato solamente la collusione sui libri??
Hai scritto: <<un momento triste della vita e voler risolvere i problemi>>...
ecco, una marea di tipologie di persone possono presentarsi con queste poche parole... come reagirebbe un Counselor di professione, laureato in Psicologia, diversamente da un non-laureato?
Rigiriamo il problema in positivo per approfondirlo...non con un trucco logico per dimostrare con una semplice equivalenza (complessa) "poichè non sa cos'è un distimico" si fa ingannare da quattro parole in croce che descrivono un vago stato di tristezza e, quindi, favorirà il peggioramento della situazione (depressione).
In ogni caso, ho molti dubbi un neo-laureato-"automaticamente counselor" sappia subito identificare un paziente distimico dietro una frase - forse neppure Don Jackson (tra i fondatori MRI) ci sarebbe riuscito...MA uno con esperienza e FORMATO nella professione del Counseling come reagirebbe??
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Peterpan1977
It, dici che: Dato che si parla di etica e di deontologia mi piacerebbe sapere la tua posizione su tutti questi counsellor senza nessuna formazione sanitaria che "curano"
Si vede che non leggi i miei interventi: li ho condannati una marea di volte anche in altri 3D.
E anche di persona quando, raramente, mi è capitato che mi riferissero direttamente delle testimonianze
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IT_Modeler
No, non un esempio casuale,
è un esempio (più preciso nei tuoi termini) a cui si allude almeno in un altro paio di 3D sul Counseling, ripetuto parecchie volte.
Domanda: non potrebbe succedere anche un neo-laureato in Psicologia senza molta esperienza, che ha studiato solamente la collusione sui libri??
Hai scritto: <<un momento triste della vita e voler risolvere i problemi>>...
ecco, una marea di tipologie di persone possono presentarsi con queste poche parole... come reagirebbe un Counselor di professione, laureato in Psicologia, diversamente da un non-laureato?
Perchè uno Psicologo-counselor professionista, cioè che ha tenuto tanti colloqui in modo tecnico e conoscendosi (percorso personale, quello x me è l'antidoto alla collusione, più che apprenderla sui libri).
Rigiriamo il problema in positivo per approfondirlo...non con un trucco logico per dimostrare con una semplice equivalenza (complessa) "poichè non sa cos'è un distimico" si fa ingannare da quattro parole in croce che descrivono un vago stato di tristezza e, quindi, favorirà il peggioramento della situazione (depressione).
Ho molti dubbi un neo-laureato, "automaticamente counselor", sappia subito identificare un paziente distimico dietro una frase - forse neppure Don Jackson (tra i fondatori MRI) ci sarebbe riuscito...MA uno con esperienza e FORMATO nella professione del Counseling come reagirebbe??
ma che c'entra il neo laureato adesso? hai completamente eluso le domande (ovvimente dirai che anzi hai centrato l'argomento) anche un neo medico potrebbe non diagnosticarmi l'appendicite. La domanda era ben più precisa e chiara.
In più, forse ti è sfuggita la mia di qualche intervento fa. Rieccola: Dato che si parla di etica e di deontologia mi piacerebbe sapere la tua posizione su tutti questi counsellor senza nessuna formazione sanitaria che "curano"
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Peterpan1977
ma che c'entra il neo laureato adesso? hai completamente eluso le domande (ovvimente dirai che anzi hai centrato l'argomento) anche un neo medico potrebbe non diagnosticarmi l'appendicite. La domanda era ben più precisa e chiara.
<<Ovviamente>> lo stai riferendo a Te stesso: è ovvio per Te, NON per me, dando per scontato che Tu abbia centrato una lettura del pensiero (<<dirai di aver centrato l'argomento>>)! Che è il mio.
Poi ho aggiunto una domanda, che, se vuoi, Te la spiego:
visto che un Counselor <<non regolamentato>> (definiamolo così) si farebbe ingannare da una semplice frase, colludendo sicuramente con l'interlocutore,...INVECE cosa farebbe lo psicologo-laureato con esperienza (e FORMAZIONE) in Counseling??
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In più, forse ti è sfuggita la mia di qualche intervento fa. Rieccola: Dato che si parla di etica e di deontologia mi piacerebbe sapere la tua posizione su tutti questi counsellor senza nessuna formazione sanitaria che "curano"
Ho risposto proprio a quella con due parole: li condannerei (Rileggi sopra, eventualmente).
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IT_Modeler
No, non un esempio casuale,
è un esempio (più preciso nei tuoi termini) a cui si allude almeno in un altro paio di 3D sul Counseling, ripetuto parecchie volte.
Domanda: non potrebbe succedere anche un neo-laureato in Psicologia senza molta esperienza, che ha studiato solamente la collusione sui libri??
potrebbe, ma se il neo-laureato sbaglia può essere denunciato e ha conseguenze penali, il counselor no (specifico: ne potrebbe avere ma per l'abuso di professione, non per aver rovinato il cliente).
Premesso che un neo-lauraeto per poter fare un colloquio di sostegno deve anche aver fatto un tirocinio di 1 anno e un esame di stato (studiandosi tutto il DSM a memoria, oltre che altre 1000 cose -lo so per certo peché lo sto facendo :sbonk: ) quindi la collusione non la impara solo sui libri.
Io personalmente non sono contro il counseling in sé, anzi ritengo molto utile fare un corso di counseling, soprattutto se non si ha intenzione di proseguire con la specializzazione in psicoterapia, ma sicuramente dopo aver acquisito certe conoscenze di psicologia altrimenti non si tratta di counseling psicologico ma di counseling "nel vuoto".
Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
MA uno con esperienza e FORMATO nella professione del Counseling come reagirebbe??
Siamo in attesa che tu ce lo dica, dato che il Counselor Formato sei tu.
Ri -ribaltiamo la domada in attesa della tua Risposta.
Ps: Lo psicologo clinico, adulto, evolutivo, adolescenza, della coppia e della famiglia, del ciclo di vita, dell'apprendimento ed i suoi disturbi, delle relazioni sociali, non necessita di chiamarsi counselor in modo "assoluto", termine per lui aggiuntivo, differentemente dal "solo" counselor orientatore o altro "senza alle spalle le basi universitarie necessarie ed adeguate", né utilizza il Counseling come metro di misura per la valutazione delle capacità di iniziare, formulare e condurre, gestire un colloquio -libero, semistrutturato, strutturato, a tipologia circolare, ad orientamento cognitivo, psicodinamico, per fare solo alcuni esempi - essendo tale metro di ben più ampio respiro.
:ciao:
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RosadiMaggio
MA uno con esperienza e FORMATO nella professione del Counseling come reagirebbe??
Siamo in attesa che tu ce lo dica, dato che il Counselor Formato sei tu. Ri -ribaltiamo la domada in attesa della tua Risposta.
La domanda l'ho posta io, visto che in questo 3D si sostiene da parte di alcuni che il counseling non-psicologico si differenzia da quello psicologico e come hai ribadito Tu <<Lo psicologo clinico, adulto, evolutivo, adolescenza, ecc, ecc., non necessita di chiamarsi counselor in modo "assoluto">> visto anche l'apprendimento dei tipi di colloqui che hai descritto - circostanziali a ciò di cui stiamo parlando SOLO se riferiti agli obiettivi del Counseling -...ALLORA cosa farebbe un counselor-laureato in Psicologia (che è Counselor automaticamente, se non ho capito male)??
Considerato che un counselor non-laureato si farebbe trarre in inganno da un colloquio come quello descritto (non riconosce il distimico, collude e non evita il peggioramento)...
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chied
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
...
Ps: Lo psicologo clinico, adulto, evolutivo, adolescenza, della coppia e della famiglia, del ciclo di vita, dell'apprendimento ed i suoi disturbi, delle relazioni sociali, non necessita di chiamarsi counselor in modo "assoluto", termine per lui aggiuntivo, differentemente dal "solo" counselor orientatore o altro "senza alle spalle le basi universitarie necessarie ed adeguate", né utilizza il Counseling come metro di misura per la valutazione delle capacità di iniziare, formulare e condurre, gestire un colloquio -libero, semistrutturato, strutturato, a tipologia circolare, ad orientamento cognitivo, psicodinamico, per fare solo alcuni esempi - essendo tale metro di ben più ampio respiro.
Beh, certo non saranno tutti, ma a volte può anche capitare che chi ha le basi universitarie necessarie ed adeguate, chieda semplicemente
"Ragazzi, devo fare un test strutturato per (...) , quale mi consigliate e dove lo posso trovare?"
senza magari curarsi dell'aspetto relazionale, e forse senza un minimo di esperienza nella preparazione del setting.
Ma anche quelli non sono importanti? O basta solo impararlo a memoria?
_______________________________
"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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"Ragazzi, devo fare un test strutturato per (...) , quale mi consigliate e dove lo posso trovare?"
Un test "per " ...a "chi", per capire "cosa", in chi", a quale età? Per quale fine ed in quale situazione contestuale? Setting pubblico, ospedale, clinica, studio privato, laboratorio, stanza di osservazione infantile...I Test strutturati sono molti, da quelli cognitivi per misurare alcune abilità e ed aspetti di personalità, come il WAIS; il Wisch, il WIPPS, i Test neuropsicologici come il Mini Mental, Test per la costruzione e ricostruzione di figure, test per l'individuazione dei colori, del neglect; Test di personalità come l'MMPI-2 che richiede una somministrazione e calcolo dei grafici completamente diversa dal Rorschach.. e dalla sua siglatura ..Test della funzionalità motoria, capacità visuo -prassica, ecc.ecc, scegli tu. (Tat, Cat; scale di Beck per la depressione -ti é utile?-Staxi e Staxi2 per la rabbia....)
Il fatto che il setting sia correlato al colloquio ed alla sua tipologia e finalità temporanea, ad es. consultiva, diagnostica, impostazione sostegno, psicoterapia, medio o lungo termine, non necessita di essere rilevato in questo particolare contesto- in cui si parla di counseling e dell'abuso professionale compiuto da counselor scoperti ed oggetti/soggetti di denunce - nel senso che é intrinsecamente considerato per gli obiettivi, al fine di garantire la costruzione della relazione, del suo mantenimento, rafforzamento, capacità previsionale e di affrontare momenti di crisi evolutive ed anche imprevisti nell'ambito della sua evoluzione e non può essere altrimenti.
Di certo il setting avrà tratti comuni ma anche molto diversi a seconda dell'impostazione e dei fini, oltre che dei problemi oggetto di osservazione ed eventuale diagnosi, orientamento, sostegno, psicoterapia.
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_daimon_
chied
Beh, certo non saranno tutti, ma a volte può anche capitare che chi ha le basi universitarie necessarie ed adeguate, chieda semplicemente "Ragazzi, devo fare un test strutturato per (...) , quale mi consigliate e dove lo posso trovare?"
senza magari curarsi dell'aspetto relazionale, e forse senza un minimo di esperienza nella preparazione del setting.
Ma anche quelli non sono importanti? O basta solo impararlo a memoria?
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Theobain von Hogelande
Buona modifica:approved:
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Per _daimon_
Volevo chiederti una cosa; tu hai una formazione base in UK?
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RosadiMaggio
Per _daimon_
Volevo chiederti una cosa; tu hai una formazione base in UK?
No, ho seguito le ultime fasi della regolamentazione in corso, e non ti nascondo che con qualche anno in meno ci farei un pensierino.
_______________________________
"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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Johnny
potrebbe, ma se il neo-laureato sbaglia può essere denunciato e ha conseguenze penali, il counselor no (specifico: ne potrebbe avere ma per l'abuso di professione, non per aver rovinato il cliente).
Qui si rinnova ancora una volta la storia che un neo-iscritto all'Albo (e ho conosciuto anche i non-iscritti, con cui ho lavorato insieme) può <<essere denunciato per aver rovinato il cliente>>...!
Ancora una volta stessa domanda: come fa il cliente a capire che è stato rovinato dallo psicologo neo-iscritto e che, invece, non dipenda da lui/lei?
Sarà in grado di distinguere?
E il Counselor-che abusa (non perchè professionista-non regolamentato) dalle sentenze pubblicate, mi sembra che ne possa avere di conseguenze.
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IT_Modeler
Ho risposto proprio a quella con due parole: li condannerei (Rileggi sopra, eventualmente).
E allora perchè ( e se c'è stata omonimia fin da ora mi scuso) sul tuo sito (che era accessibile pubblicamente dal tuo profilo) c'è come tuo partners proprio un cousellor che linkando al suo sito personale dice: "Ho integrato le conoscenze nel settore della psicologia con quelle mutuate dalle scienze razionali e dalle discipline orientali, sviluppando un modello che si è dimostrato molto efficace e rapido nelle soluzioni a problemi come ansia e depressione da separazioni, disturbi di attacco di panico (DAP), piccole fobie e che, come ho potuto verificare in questi anni, fornisce risultati interessanti con chi si trova a vivere un momento non facile come questo." ?
Se non è abuso questo possiamo anche smettere di scriverci su questo forum dato che evidentemente parliamo due lingue differenti
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Peterpan1977
E allora perchè ( e se c'è stata omonimia fin da ora mi scuso) sul tuo sito (che era accessibile pubblicamente dal tuo profilo) c'è come tuo partners proprio un cousellor che linkando al suo sito personale dice: "Ho integrato le conoscenze nel settore della psicologia con quelle mutuate dalle scienze razionali e dalle discipline orientali, sviluppando un modello che si è dimostrato molto efficace e rapido nelle soluzioni a problemi come ansia e depressione da separazioni, disturbi di attacco di panico (DAP), piccole fobie e che, come ho potuto verificare in questi anni, fornisce risultati interessanti con chi si trova a vivere un momento non facile come questo." ?
Se non è abuso questo possiamo anche smettere di scriverci su questo forum dato che evidentemente parliamo due lingue differenti
Adesso ho capito perchè hai ripetuto la domanda due volte.
Riguardo il link: è' un sito amico, ma NON sono certo responsabile delle azioni di altri. Lo sono delle mie. In ogni caso rigirerò il Tuo msg a lui. Purtroppo è un msg anonimo perchè non so chi Tu sia. Mentre Tu sai chi sono io e anche chi è lui. E' solo questo il problema e/o vantaggio dell'anonimato.
Io cinque gg. fa ho saputo da una persona che soffriva di DAP e gli ho consigliato di rivolgersi a uno specialista (psicoterapeuta) e gli ho specificato che con la psicoterapia (NON il Counseling) si possono avere buoni risultati, MA che dipenderà da lui (compreso il riferimento alla decisione di andarci). Trai Tu le conclusioni su come la penso. Oltre tutto ciò che ho già scritto.
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IT_Modeler
Qui si rinnova ancora una volta la storia che un neo-iscritto all'Albo (e ho conosciuto anche i non-iscritti, con cui ho lavorato insieme) può <<essere denunciato per aver rovinato il cliente>>...!
Ancora una volta stessa domanda: come fa il cliente a capire che è stato rovinato dallo psicologo neo-iscritto e che, invece, non dipenda da lui/lei?
Sarà in grado di distinguere?
il mio discorso di "rovinare un cliente" era riferito a un ipotetico esempio del counselor non può distinguere un semplice tristezza passeggera da un distirbo distimico (perché di fatto è difficile da cogliere e perché il counselor non può, ne sà, fare diagnosi). Invece di sviare e rigirare la domanda potevi rispondere a quella che ti avevo fatto io.. :rolleyes: