Chiara ora provo a farlo anche io, poi ti dico cosa ne penso! Non ti abbattere però, finora i tuoi mi sembrano fatti bene, secondo me l'anno scorso sei stata sfortunata...
Intanto mi auto-quoto perché questo dubbio mi è rimasto...
Printable View
Chiara ora provo a farlo anche io, poi ti dico cosa ne penso! Non ti abbattere però, finora i tuoi mi sembrano fatti bene, secondo me l'anno scorso sei stata sfortunata...
Intanto mi auto-quoto perché questo dubbio mi è rimasto...
Allora, a me sembra fatto bene anche questo, però se proponi dei test devi proporre sempre una batteria, almeno due complementari insomma.
Io qui ero arrivata ad un disturbo evitante, ma con moltissimi dubbi con il narcisistico. Infatti il fatto che lui comunque abbia un contraccolpo per la perdita della relazione mi ha spostata più verso l'evitante, ma credo sia più corretto il narcisistico.
Per il narcisistico quindi come test avrei proposto scid-II e forse scid-I perché ho l'impressione che ci possa essere un "sottofondo" depressivo (parlo come mangio al momento, ovviamente sarei pià attenta a termini e condizionali vari nella stesura), però onestamente ancora devo ripassarmi bene il disturbo narcisistico e quindi non ricordo se la comorbidità è frequente o meno. Io gli farei anche un bel rorschach e un mmpi, solo che non sono sicura che abbia senso mettere mmpi e anche scid...
Se fosse stato evitante invece forse avrei messo scid/mmpi/tat che è molto sull'aspetto legame/abbandono etc.
Per il trattamento sì ho letto anche io che si consiglia il trattamento di gruppo per il narcisista, ma io lo metterei o successivo o cmq affiancato ad una terapia individuale perché il tizio narcisista deve prima prendere coscienza del disturbo e se no dominerebbe e accentrerebbe l'attenzione.
Ah un unico commento "critico": il fatto che manchi di empatia dove lo leggi? Secondo me è un'interpretazione un po' azzardata per i dati che abbiamo, ma magari mi sfugge qualcosa...
Edit: ho detto una cavolata grandiosa, non può essere evitante visto che va al bar e a recitare, scusate, mi era sfuggito, questa è la conseguenza di farlo solo mentalmente senza scrivere...!
ragazze i casi che avete svolto sono molto ben fatti a mio avviso.
Saloméxx: il riassunto prima delle diagnosi lo faccio anch'io!ho letto diversi casi strutturati in questo modo.
concordo anche per l'AAI è uno strumento importante quindi sarebbe opportuno scrivere "dopo adeguata formazione"
condordo la diagnosi di narcisistico per il povero marco (a me aveva molto colpito la frase della sua ragazza che l'ha lasciato " se ne pentirà" che riflette una visione egocentrica e onnipotente sia della realtà che di se stesso tipico della personalità narcisistica) il Gabbard per questo tipo di utenza consiglia psicoterapia individuale associata a quella di gruppo (anche si quest'ultima molto ardua data la loro eccentricità che potrebbe disturbare gli altri membri)
Ragazze mi sa che per stasera non penserò ai casi, mi sono resa conto che mi manca una rispolverata del mio caro vecchio Gabbard, che questa volta ho un po' trascurato!
ok scusate, avevo detto di no, ma sono incappata in un caso:
FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. Vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. La sintomatologia è: paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, difficoltà di rapporto con gli altri, in particolare con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire. Ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
Proporre un diagnosi.
Ecco nel caso di famiglie così invischiate ovviamente è utile indicazione di trattamento psicoterapico sistemico famigliare, tuttavia mi domandavo se è possibile integrare questo intervento con una psicoterapia individuale in particolare di orientamento cognitivo - comportamentale (ristrutturazione cognitiva sulle credenze disfunziali riguardo cibo e corporeità associato a tecniche di problem solving e automonitoraggio. Secondo voi è corretto fare un intervento integrato di questo tipo?
inizio a rispondoere a cosa so rispondere:
sì, lo so, sono andata un po' oltre nell'interpretazione... pensavo che il fatto che la ragazza l'abbia lasciato, e che tutto quello che sa dire è "si accorgerà che gli manco" era un segno del fatto che questo Marco non riconosce che anche gli altri (e non solo lui) hanno sentimenti e necessità, perché è totalmente assorbito dall'importanza che da a se stesso. quindi non riconosce i desideri e i sentimenti altrui... ma ho esagerato! devo stare molto più attenta! grazie per avermelo fatto notare :)Citazione:
Ah un unico commento "critico": il fatto che manchi di empatia dove lo leggi? Secondo me è un'interpretazione un po' azzardata per i dati che abbiamo, ma magari mi sfugge qualcosa...
MMPI-2 e Rorschach ok... userei questi allora in un caso simili :approved:Citazione:
Io gli farei anche un bel rorschach e un mmpi, solo che non sono sicura che abbia senso mettere mmpi e anche scid...
Se fosse stato evitante invece forse avrei messo scid/mmpi/tat che è molto sull'aspetto legame/abbandono etc.
appena era stato postato quel caso qui su questo forum io ho fatto la battuta "ma è evolutivo o adulto?" perché anche io non capivo su chi ci si doveva focalizzare. poi ho dato per scontato fosse evolutivo perché si dilungava di più sulla bambina, ma anche la madre di certo offriva molto su cui discutere. in questi casi (ma spero non capiterà!) io mi atterrei alla richiesta. se la madre va da uno psicologo per la figlia allora io faccio l'ipotesi diagnostica alla figlia. nella discussione del caso metterò che anche la madre presenta delle problematiche, che se ha fatto emergere come disagio e sofferenza varrà la pena di prendere in carico anche lei (ma non mi addentrerei nei particolari dei sintomi e di ipotesi diagnostiche). Se invece non riconosce di aver alcun problema sarebbe un po' inopportuno dire "Senta signora, un bel colloquio psicologico farebbe bene anche a lei :D :D :D" ok, ho detto un'ovvietà -___-Citazione:
Ho un dubbio. Questo caso presenta comunque un problema che può essere non solo della bambina, ma della madre (come abbiamo evidenziato io e Sury pensando fosse un caso per adulti). In tal caso, mettendo fossero due adulti per esempio, come si procede? si fa l'ipotesi di diagnosi per entrambi o ne metti una sola, quella preponderante (vai a deciderlo però)?
Io in questo caso per esempio avevo deciso di procedere con tutto il ragionamento sulla madre dopo la diagnosi fatta per entrambe, ma essendo un caso evolutivo ho l'impressione (ma giusto un pochino eh) di avere sbagliato
E non solo per questo ma perché non sono sicura si possa fare una cosa del genere.
Va be' sbagliando si impara, ma vorrei chiarirmi che fare in una situazione simile.
in questi casi penso che la restituzione sia fondamentale.
cmq penso che nei casi che ci presenteranno dovrebbe essere abbastanza chiaro chi è il paziente designato. anche quando è più di uno. innanzi tutto se il caso è evolutivo allora l'ipotesi diagnostica verrà fatta al bambino, e qualora i genitori presentassero delle problematiche si potrebbe farlo emergere, soprattutto nella parte di proposta dell'intervento, ma senza discutere di eventuali categorie diagnostiche.
se il caso è dell'adulto, farei l'ipotesi diagnostica all'adulto, e qualora qualcun altro presentasse problemi (partner/figli) direi anche in questo caso che l'intervento potrebbe coinvolgere anche le altre persone ecc, senza però fare ipotesi diagnostiche.
provo ora a fare il caso della figlia unica di 20, non sembra semplice :facepalm:
oddio ci ho messo una mattina intera :omg2:
Angela, FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. Vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. La sintomatologia è: paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, difficoltà di rapporto con gli altri, in particolare con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire. Ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
Proporre un diagnosi.
Caso complicato, non si capisce bene, sembra manchino elementi. Perché alla fine dice che anche la madre ha un tono depresso? Vuol dire che anche lei ha accompagnato la figlia dallo psicologo insieme al padre? Ho dato un nome di fantasia alla nostra figlia unica, così mi è più facile discuterne.
Angela è una ragazza di vent’anni, vive con i genitori (fino a 5 anni fa anche con la nonna) e lavora nell’attività di famiglia avviata da solo un anno. Si presenta dallo psicologo accompagnata dal padre. Dai dati a disposizione emerge che l’area di sofferenza di Angela riguarda una serie di ansie legati alla paura di ingrassare, alla paura di uscire, di sporcarsi e alla preoccupazione di non sapere pulire. Inoltre sono presenti problemi comportamentali (con aggressioni verbali e fisiche) e difficoltà nei rapporti sociali.
In particolare, con riferimento al DSM-IV TR, la paura di ingrassare e l’amenorrea di Anglea che dura già da un anno potrebbero far pensare a un disturbo dell’alimentazione, precisamente ad anoressia nervosa. La paura di uscire per la preoccupazione di sporcarsi truccandosi, così come il fatto che Angela non pulisca la sua stanza perché teme di non saperla pulire fanno invece pensare ad un disturbo d’ansia, in particolare al disturbo ossessivo-compulsivo; le paure di Angela di sporcarsi potrebbero essere viste da questo punto di vista come un'ossessioni di contaminazioni (ma è opportuno indagare se effettivamente questa paura si presenta sotto forma di pensieri persistenti che le danno disagio, e se, e in che misura, Angela riconosce che siano intrusivi, eccessivi, e inappropriati), e questa ossessione le crea un disagio così marcato che le impedisce di uscire.
Anoressia nervosa e disturbo ossessivo-compulsivo possono essere entrambi presenti, e l’eventuale diagnosi aggiuntiva di disturbo ossessivo-compulsivo sarebbe giustificata dal fatto che le ossessioni non riguardano aspetti legati al disturbo alimentare.
Le difficoltà di rapporto con gli altri potrebbe far pensare ad una fobia sociale, ma gli elementi a disposizione non sono sufficienti per capire se effettivamente Angela ha una paura marcata e persistente delle situazioni sociali o prestazionali, in cui è esposta al possibile giudizio degli altri, e se quindi il suo ritiro sia allora un evitamento di situazioni sociali temute. Nell’anoressia nervosa è frequente un ritiro sociale, ma questo potrebbe essere legato al timore di mangiare in pubblico, e in questo caso andrebbero indagate le circostanze in cui Angela consuma i suoi pasti. L’unico elemento che abbiamo fin’ora è che la paura di uscire di Angela è legata alla sua preoccupazione di sporcarsi, quindi da questo punto di vista si potrebbe vedere il ritiro sociale come una compromissione dovuta all’ossessione di contaminazione. Fondamentale indagare la natura di questa difficoltà di rapporti, soprattutto con i coetanei.
In fine il comportamento aggressivo soprattutto nei confronti della madre, caratterizzato da attacchi sia fisici che verbali potrebbero far pensare a una marcata impulsività tipica dei disturbi di personalità del cluster B. in particolare il disturbo borderline di personalità è spesso concomitante a un disturbo dell’alimentazione, tuttavia la mancanza (di tutto quello che riguarda il disturbo borderline che qui ometto...) mi farebbero escludere l’ipotesi di questo disturbo di personalità. Più probabilmente gli eccessi di ira di Angela potrebbero essere una conseguenza della malnutrizione e delle carenze alimentari; infatti l’irritabilità potrebbe far pensare a un disturbo dell’umore, ma bisognerebbe indagare se i sintomi persistono anche dopo un parziale o totale recupero del peso corporeo per poter prendere in considerazione una diagnosi di depressione maggiore
La paura di non saper pulire la propria stanza, e lasciarla quindi disordinata e sporca non ho idea di cosa potrebbe essere!!!!! Non parlerei di fobia specifica, perché a crearle ansia non è qualcosa di concreto, come un oggetto, o una situazione particolare… piuttosto è la preoccupazione di non saperlo fare… mi viene facile immaginare l’ossessione di pulizia, e quindi mi sarei immaginata un’
Anglea che continuava a pulire la stanza, ma così non saprei proprio.
Non essendo i dati a disposizione sufficienti, proporrei ad Angela un ciclo di quattro incontri per approfondire varie aree del suo funzionamento attraverso colloqui e somministrazione di test, e infine darle una restituzione del risultato finale delle considerazioni diagnostiche.
Nello specifico con Angela inizierei con un’analisi della domanda. Infatti sappiamo che si è presentata accompagnata dal padre, ma non conosciamo l’effettiva consapevolezza che la ragazza ha del suo disagio. Bisognerà quindi indagare che responsabilità hanno avuto i genitori di Angela nella scelta di una consultazione psicologica, quali sono le aspettative della ragazza, e come mai è la richiesta di aiuto è arrivata proprio in questo momento.
Dopo a una raccolta anamnestica passerei ad indagare da quanto tempo è presente la sintomatologia descritta e cercherei di ricostruire insieme a lei le circostanze di insorgenza; sappiamo che Angela è in Amenorrea da circa un anno, e che proprio un anno fa il padre ha avuto un infarto. Sarebbe quindi opportuno indagare come Angela ha reagito a questo evento importante. Fondamentale è capire se ci sono stati precedenti percorsi terapeutici, e quali sono state le strategie finora utilizzate per rispondere al disagio psichico (utile per capire le strategie disfunzionali, quindi da disinnescare in quanto alimentano il malessere, e riconoscere quelle funzionali quindi da sviluppare).
Inoltre è importante approfondire gli aspetti legati alle abitudini alimentari; se ci sono restrizioni o compensazioni, e se l’autostima della ragazza è influenzata dall’aspetto corporeo.
Infine raccoglierei informazioni circa il contesto relazionale di Angela. Sappiamo che i rapporti con la madre sono particolarmente difficili, ed è quindi importante approfondire questa relazione. Inoltre sappiamo che Angela ha lasciato il suo ragazzo per accontentare il padre; bisogna capire come ha vissuto Angela questa scelta, se prova rabbia e rancore, o se accondiscende volentieri alla volontà del padre.
Sarebbe utile capire anche il rapporto che Angela aveva con la nonna, morta cinque anni fa, come ha reagito alla sua mancanza e se ha elaborato il lutto. Sappiamo che vive insieme alla sua famiglia, sarebbe quindi utile capire i rapporti che sia Angela che i genitori aveva con lei.
Successivamente, si potrebbe proporre una batteria testistica che comprenda:
- Genogramma familiare e Disegno Simbolico dello Spazio di Vita Familiare: strumenti da utilizzare in concomitanza alla raccolta dei dati anamnestici, per approfondire meglio i diversi legami familiari e formulare una prima ipotesi circa le rappresentazioni che la paziente ha degli stessi.
- MMPI-2: questionario self-report che consente di rilevare se la sintomatologia sia rilevante a livello clinico, in questo specifico caso sarebbe opportuno prestare particolare attenzione alla scala A, relativa alla sintomatologia ansiosa, oltre alla scala MDS, che segnala malessere nella relazione familiare, e FAM, relativa alla rappresentazione delle relazioni familiari ed eventuale stato di conflittualità);
- ED2 eating disorder inventory: strumento di autovalutazione di sintomi associati ai disturbi dell’alimentazione.
Proporrei ad Angela una terapia a orientamento sistemico, e invierei lei e i suoi genitori (previo consenso) a uno psicoterapeuta sistemico relazionale. Prima però sarà necessario un lavoro individuale con Angela per migliorare la sua percezione e investimento nella realtà, e motivarla quindi a un intervento psicologico.
Gli obiettivi principali con la famiglia saranno quelli di favorire lo svincolo e l’individuazione dei membri del sistema, favorire la definizione di confini chiari e definiti, facilitare la circolarità di una comunicazione chiara e diretta, e favorire gli scambi all’interno e all’esterno della famiglia.
le mie perplessità:
non ho usato il dato circa il tono depresso dei genitori e della figlia. non sapevo dove metterlo. e anche il fatto che il padre fa porzioni più abbondanti alla moglie. non ho capito se è una sensazione della figlia o è un dato di fatto. ma non so come commentarlo e dove metterlo. in oltre l'attività commerciale che hanno avviato i genitori è partita solo da un anno, e prima la madre era casalinga, vuol dire che Angela fino all'anno scorso era sempre a casa con la madre (quando non era a scuola) e fino a 4 anni fa anche con la nonna. ed effettivamente il quadro è tipico dei disturbi alimentari, con il padre assente o con un'importanza marginale. eppure ha avuto il potere di far lasciare alla figlia il ragazzo. ba... dopotutto posso anche non fare queste considerazioni...
AVVISO DEL MODERATORE
vi avviso che qui su ops è vietato postare casi e /o temi e /o progetti per intero! Potete farlo, ma sotto-forma di schema. Grazie per la collaborazione ....e complimenti per la preparazione! ;)
qui il mio schema riassuntivo del caso di Angela (così ci intendiamo Chiara!)
Ipotesi diagnostica e dd:
Disturbo alimentare, possibile Anoressia nervosa (paura di ingrassare, apparente bassa autostima, famiglia apparentemente invischiata, ipotesi difficoltà di auto-assertività, comportamenti aggressivi verso i genitori, segni di ossessività)
DD: Bulimia nervosa, fobia specifica (per il cibo), disturbo borderline di personalità, DOC (?)
Analisi della domanda: viene con il padre ma chi decide di rivolgersi al consulente? Lei? Padre? Entrambi i genitori? Come mai ora? Motivazione? Aspettative?
Interventi precedenti?
Anamnesi personale: infanzia, iter scolastico, lavorativo, vissuto di A.
Area sintomatica: Come vive sintomatologia (egodistonica? Come si manifesta paura, singolo cibo o generalizzato? Cosa scatena i comportamenti oppositivi/aggressivi? Da quanto tempo manifesta questi comportamenti (più di un anno visto che amenorrea da un anno)? Eventi precipitanti? Altre sintomatologie correlate o meno non descritte? Familiarità di problematiche similari? Patologie psichiatriche in familiari?
Area relazionale: genitori rapporto passato e attuale? Nello specifico con la madre (aggressioni soprattutto verso di lei, come mai?)? Con il padre? Figura della nonna da approfondire. Rapporti con coetanei, approfondire relazione con altro sesso (fidanzato lasciato).
Area emotiva: tono dell’umore espresso in colloquio? Approfondire vissuti emotivi di A. Tutti i membri descritti come depressi, ma chi lo dice? Madre vista o descritta?
Altri aspetti da approfondire: Eventi stressanti recenti (lavoro? Altro?)
Perché padre dà porzioni più grandi alla madre (connesso al fatto che lei aggredisce la madre?! Non mi sbilancerei a scriverlo però mi viene in mente…)
Test: edi-3 (questionario autosomministrato sui disturbi alimentari), Rorschach, mmpi-2
Trattamento: se mostrata sufficiente motivazione si può proporre intervento supportivo-espressivo individuale approccio psicodinamico associato a terapia familiare se dai colloqui emerge che vi sia disponibilità da parte dei genitori ad aderire ad un progetto che lo coinvolga.
L'ho fatto schematico questa volta, sinceramente l'ho postato perché è vero che è una anoressia nervosa abbastanza delineata, però ci sono stati spunti "particolari". Innanzitutto tutte queste paure come le mettete all'interno della vostra elaborazione del caso? Come elementi che confermano la diagnosi o come spunti da approfondire?
Poi mi pare che ci sia un certo grado di dipendenza dal padre che mi fa anche subodorare una sorta di invidia per la madre, con questa strana storia delle porzioni più grandi alla madre... un po' isterica come cosa, anche se il resto non c'entra niente o quasi con questa diagnosi. Ma non saprei se provare a parlarne o no, ovviamente mettendolo come elemento di approfondimento (tipo "è consigliabile approfondire il rapporto di A. con i genitori ed in particolare il possibile rapporto di invidia/gelosia rispetto al padre, che potrebbe essere desunto dai comportamenti aggressivi nei confronti della madre...blabla".
Poi c'è questo infarto del padre buttato lì così, come anche la morte della nonna... boh
ah, ma voi nei trattamenti per i disturbi alimentari mettete anche di contattare una clinica/medici? Insomma, credo che il lavoro sul riprendere a mangiare sia primario, quanto la disintossicazione con i tossicodipendenti. Però anche in questo caso sono in dubbio su cosa proporre... uff, che fatica!!!
Salomex hai ragione, un caso di anoressia, ma non così facile. anche io non ho saputo dove infilare la paura di non saper pulire camera sua!!!
mi piace la tua idea della gelosia del padre, e se la metti come hai scritto ("è consigliabile approfondire il rapporto di A. con i genitori ed in particolare il possibile rapporto di invidia/gelosia rispetto al padre, che potrebbe essere desunto dai comportamenti aggressivi nei confronti della madre...") non è troppo azzardato!
per quanto riguarda l'intervento: bisognerebbe capire la gravità del caso. è davvero strano che l'ipotesi diagnostica sia anoressia nervosa, ma come sintomi descritti compare solo la paura di ingrassare e l'amenorrea. non fa cenno a diete drastiche, a particolari rifiuti di cibo, a condotte compensatorie. non sappiamo effettivamente se è sottopeso. l'amenorrea può comparire anche a causa di stress importanti, che non hanno a che fare con l'alimentazione (a questo punto l'infarto del padre giustificherebbe perché è in amenorrea da un anno, senza che questo significhi che lei soffra di disturbi alimentari da più di un anno. anche perché in quel caso sarebbe strano che avessero aspettato tanto a chiedere un consulto psicologico!!!). e se avesse un indice di massa corporeo molto al di sotto dei famigerati 17,5 magari sarebbe emerso da qualche parte la sua magrezza estrema. mentre nel caso non se ne fa cenno!!! quindi ho pensato che Angela non era ancora così grave da dover prevedere un intervento in una clinica. se si parlasse di un caso di una ragazza estremamente sottopeso che si rifiuta di mangiare e collaborare, magari allora ci starebbe inviarla in una clinica. no??? magari a questo livello basta un intervento terapeutico (che sia individuale o familiare).
ah, io ho consigliato un intervento individuale e poi familiare solo perché è consigliato nel Falabella, ma a dire il vero per me basterebbe il familiare.
comunque volevo ringraziarvi, perché questo metodo di confrontarsi sui casi mi aiuta davvero moltissimo :yahoo:
Hai ragione! Io mi rendo conto che sono talmente sistemica che tante volte non mi filo per bene i sintomi e mi butto totalmente sulle relazioni...infatti non ho neanche pensato al fatto che da nessuna parte si dice che sia sottopeso... o forse è una scusa perché leggo sempre troppo di corsa il testo!
Ora leggo bene il tuo, scusa, avevo cominciato ma poi mi ho svuotato la lavastoviglie, riempito la lavatrice e un altro po' di belle cose che ti fanno passare un pomeriggio in un lampo ^^ :asd:
Ok ho letto, mi sembra fatto bene. Ho letto che adesso c'è l'edi-3 credo sia la versione più aggiornata dell'edi-2
Ora devo studiare un po' delle frasette a memoria sull'impostazione in base al dsm-IV-tr, sugli obiettivi delle terapie...
Ma secondo voi è sensato farlo suddiviso per aree tematiche come ho fatto io? Faccio fatica a farlo discorsivo, mi viene da suddividerlo per temi, altrimenti mi perdo! (ovviamente quello che ho postato è solo uno schema che dovrei sviluppare, ma manterrei la divisione in aree tematiche)
Ciao ragazze!!!ho letto con attenzione i vostri casi.
Tutte brave, io mi sarei orientata subito in anoressia nevorsa perchè tra i pattern affettivi del disturbo vi è la rabbia e in quelli relazionali modalità aggressive, quindi il BDL lo avevo immediatamento escluso. Poi avrei fatto la differenziale con la bulimia nervosa e stop. Umore depresso e ansia, così come manifestazioni ossessive compulsive sono comuni in anoressia nervosa. Le ossessioni rappresentano un modo per controllare l'ambiente circostante, infatti questo tipo di utenti sono molto ipercontrollanti e perfezionistiche sia nei confronti di sè che x ambiente. Comunque siete state tutte molto brave. Concordo SUll'EDI 3 ho letto anch'io sul catalogo della giunti.
Non mi sarei troppo centrata sul padre. questo è il classico caso di anoressia nervosa come riflesso dell'organizzazione famigliare. spesso i genitori proiettano le loro ansie alla figlia e sopratutto la delusione del loro matrimonio. La madre sembra che la aggredisca perchè il digiuno è un tentativo di "sbarazzarsi" di un inroietto materno percepito come intrusivo. Ovviamente non mi dilagherò su queste cose psicodinamiche all'esame.....sono cose che ho in testa ma che dubito che scriverò.
TRATTAMENTO: supportivo per faavorire un adeguata immagine di sè e della reltà, Espressivo per promuovere processo separazione individuazione ed elaborazione dei vissuti rispetto a sè, corporeità, sessualità.
DA integrare A PT sistemico famigliare. Oltre all'EDI 3 avrei somministrato un rorschach (la tavola I può darci info su come è stata interiorizzata la figura paterna, la tavola VII la tavola materna per eccellenza che rimanda a sentimenti di angoscia e vuoto così come la IX)
Nel caso di Bulimia l'approccio più adeguato ho letto che quello cognitivo comportamentale più incontri psicoeducativi e famiglie (terapia sistemica nei casi più gravi). Nel caso fallisse questo è indicata psicodinamica.
secondo me , bisogna suddividere per aree tematiche . solitamente dai casi che ho letto al tema ti mettono dei punti da rispettare e uno segue quelli. Pero chiara diceva che l'anno scorso è solo uscito da discutere il caso e trattamento, in questo caso uno suddivide per aree tematiche ma senza titolo...o sbaglio?
Per aree tematiche senza titolo in che senso? Intendi senza scrivere "area relazionale"?
Chiaritemi una cosa: ma se vi chiedono come l'anno scorso discutere il caso e trattamento voi saltate tutta la parte dei test, delle diagnosi differenziali (ricordo che qui Chiara si è pentita di non averle messe) etc? Io metterei comunque tutto, in realtà fa parte del mio normale ragionamento clinico mettere tutto, perché devi valutare tutto. Al massimo si potrebbero escludere i test, ma non lo farei lo stesso, perché per la strutturazioen di un progetto di intervento io comunque qualche test glielo farei, quindi rientra sempre nel mio ragionamento clinico "automatico".
Poi altra domanda... voi quando parlate del trattamento consigliato spiegate sempre gli obiettivi? e sono obiettivi strutturati sul disturbo o sul tipo di terapia?
Io pensavo di mettere sempre due cosette che vanno bene per tutti basati su terapia espressiva/supportiva e psicodinamica/cogn-comp/sistemico-relazionale (integrazione dell'Io, consapevolezza del disturbo etc...modificare i pattern cognitivi e le convinzioni disfunzionali...) indipendentemente dal disturbo (tipo non metterei le specificazioni sulla sessualità e l'immagine corporea, non perché non sia corretto, ma perché è troppo poco economico per il mio livello di memoria e concentrazione... che dite?
nel senso scusa avevo capito un altra cosa....aree tematiche intendo cosa si va ad indagare e nel compito potrebbero chiederci :
1)fare diagnosi
2)aree da approfondire
3)strumenti eccetera eccetera
nel caso uno segue questa scaletta io per esempio metterei i titoli con sotto le varie risposte alle loro domande, se non è chiesto (come l'anno scorso) io non
metterei i titoli, ma andrei comunque a toccare tutte queste aree avendocele in testa perchè come dici tu fa parte del ragionamento clinico. in aree da appronfondire farei come hai fatto te, a punti.Quindi
- area relazione
- area affettiva e così via.
Io nel trattamento prima ho messo così perchè le cose che sono disfunzionali in un disturbo, sono poi quelle che vanno "curate" in una terapia,che diventano gli obiettivi di una terpia, quindi viene automatico. quindi nell'AN sarà l'immagine di sè e del proprio corpo eccetera, nel dipendende sarà l'autonomia e l'indipendenza e così via. Però non è necessario metterle . Quando uno è la puo' semplicemente scrivere terapia espressiva (e uno può mettere come obiettivo la stessa cosa e cioè "elaborare i vissuti, creare consapevolezza eccetera...") mentre in supportiva (reintegrare le capacità dell'io, l'esame di relatà, fungere da Io Ausiliario ECC...) penso che metterò anch'io così perchè poi la avrò seimila dubbi e non voglio rischiare.....
se faccio il caso di marco poi me lo guardate?
Certo che lo guardiamo! ;)
...ma vogliamo parlare del disturbo di adattamento? Potrebbe essere una soluzione per ogni cosa.
Voi che avete il kaneklin... in cosa consiste un caso di comunità?
Vi propongo un caso che mi lascia perplessa riguardo la diagnosi
Alberto è un giovane di 21 anni; afferma di accusare da due anni: disturbi somatici di
vario tipo, quali nausea e vomito, vertigini, palpitazioni cardiache (tale sintomatologia
si presenta soprattutto prima di andare a scuola); sensazioni di inadeguatezza e
inferiorità rispetto ai compagni di scuola e agli amici in generale. Questa doppia
condizione disadattava lo ha spinto a: aumentare sempre più le assenze a scuola (15 o
20 giorni consecutivi), come unico rimedio dei suoi malesseri; ridurre gli incontri con i
suoi amici, fino all’isolamento totale. Da alcuni mesi accusa fiacchezza, facile
affaticabilità, inappetenza, disturbi del sonno umore depresso, poca voglia di essere
attivo. Inoltre, afferma di avvertire sempre più il desiderio di legarsi alla madre e di
chiederne la presenza quando è a casa, affermando di avere paura di impazzire o di
morire se si trova da solo. la madre, dal suo canto, ha sviluppato un atteggiamento di
ipercontrollo e di vigilanza da quando il figlio sta male, mostrandosi preoccupata e
ansiosa e incrementando lei stessa il proprio attaccamento nei confronti del figlio.
Dell’ambiente familiare bisogna dire che il padre è sempre stato un soggetto poco
presente e scarsamente incisivo verso il figlio e la moglie. Portato a
deresponsabilizzarsi, sembra non aver avuto mai voce in capitolo nella vita familiare;
passivo e remissivo verso la moglie e gli altri, svolge una vita isolata e monotona,
preferendo adeguarsi alle decisioni della moglie. La madre, di carattere ansioso e
apprensivo, ha svolto un ruolo leader nella gestione della vita familiare.
Tendenzialmente ipercontrollante e iperprotettiva, non ha mai sopportato gli
atteggiamenti e i desideri di autonomia e di individualismo che il figlio (primo di due
fratelli) cercava di affermare all’età di 14 anni.
Il candidato illustri:
a) L’inquadramento diagnostico ritenuto più adeguato, giustificando diagnosi
differenziale in base alla fenomenologia sintomatica ritenuta rilevante;
b) Gli strumenti clinici ritenuti utili per l’inquadramento del caso ed eventuali
approfondimenti;
c) La scelta di un particolare approccio od orientamento psicoterapeutico cui
indirizzare il paziente, motivano chiaramente tale invio in base a considerazioni
ponderate.
In particolare tra le varie ipotesi mi era venuto in mente un disturbo isterico di personalità di tipo effeminato... però non se ne parla sul DSM, mi chiedevo se possa essere citato secondo voi nell'elaborazione del caso o no... a parte il fatto che probabilmente non è la diagnosi corretta, mi interessa avere la vostra opinione a riguardo.
Secondo me è un disturbo dipendende di personalità in comorbilità con DAP......o Fobia sociale....Il disturbi isterico di personalità di tipo effeminato non l'ho studiato......non so quali siano i creteri.
Disturbo dell'Adattamento : parliamone. gli ho detto una lettura ieri e il dsm confonde molto....dice che compare entro i 3 mesi dall'evento stressante e deve scomparire entro i sei....poi metto come sottotipo quello cronico che dura più di sei mesi....e ciò mi confonde non capisco!!
scusate ragazze ma ieri avevo talmente sonno che non sono riuscita a fare il caso di marco...lo farò oggi!!!!
Non ci sono criteri perché è sul gabbard e non sul dsm... boh sì anche io pensavo dipendente, ma non mi entrano in testa i criteri e le descrizioni su questo disturbo quindi non ero convinta... poi in realtà hanno tutti talmente tante cose in comune che spesso faccio una fatica assurda a decidermi sulla diagnosi più sensata da proporre, perdo un sacco di tempo a riflettere e a cercare di rispolverare quello che ho studiato :facepalm:
ma se è dipendente perché i sintomi sono presenti solo da due anni? Non è un po' tardi i 18?
Non dovrebbe essere stato descritto sempre come con difficoltà di separazione etc? Va be' magari l'avrei scritto negli approfondimenti, comunque anche l'isterico effeminato torna abbastanza
RAGAZZE HO FATTO IL CASO DI MARCO SE ME LO POTETE CORREGGERE (poi lo cancello perchè altrimento impallo il forum)! grazie, cmq non era semplice metterlo giù-
Il caso tratta di Marco un giovane di 20 anni che si rivolge al servizio di igiene mentale, accompagnano dai genitori e su invio del medico curante. I genitori riferiscono di essere preoccupati dell’incostanza mostrata dal giovane rispetto al suo percorso universitario. In particolare, marco a seguito della rottura di una relazione sembra trascorrere gran parte del suo tempo in un bar e in piccolo teatro dove è impegnato come regista attore. L’infanzia viene descritta come serena fino alla nascita dei suoi due fratelli, quando marco aveva 8 aa e a seguito della quale ha iniziato a mostrare un atteggiamento risentimento. Sin da bambino inoltre, mostrava scarso interesse per le relazioni con i coetanei preferendo la compagnia di adulti e di personaggi importanti, disdegando le relazioni con i pari. All’osservazione psicologica marco appare distaccato ma tuttavia collaborante. Minimizza le problematiche riferite dai genitori, e riferisce a proposito della sua vita sentimentale, di avere solo relazioni occasionali ammettendo (con qualche difficoltà) che la relazione interrotta era la prima che aveva avuto nella sua vita una certa importanza. Dai dati a disposizione potremmo inquadrare la sofferenza di Marco all’interno del Disturbi di Personalità, in particolare si potrebbe ipotizzare un Disturbo Narcisistico di Personalità, (tuttavia i dati non sono sufficienti ad orientarci in tal senso e andrebbero approfondite ulteriormente le aree di funzionamento). Il disturbo è caratterizzato da un quadro pervasivo di eccessivo senso di grandezza e superiorità e di necessità di ammirazione ed è0 caratterizzato da sentimenti di unicità e di superiorità. L’ eccessivo senso di egocentrismo si concretizza in un distacco nelle relazioni interpersonali soprattutto nelle relazioni intime, tuttavia, il funzionamento di questi individui non è del tutto compromesso : possono essere socialmente approvati e avere un grande successo in ambito scolastico o lavorativo. Quadri di eccessivo senso di grandiosità si possono riscontrare in Episodi Maniacali nell’area dei disturbi dell’umore, tuttavia ciò richiede la presenza di episodi di alterazione dell’Umore e una grave compromissione funzionale. Dal momento che quella di partenza è soltanto un ipotesi e pertanto suscettibile a falsificazione, riterremo necessario approfondire le aree di funzionalità della persona tramite l’osservazione diretta , colloqui e la somministrazione di alcuni test psicometrici. Inoltre sarebbe opportuno indagare ulteriormente l’analisi della domanda : dai dati emerge che l’invio avviene tramite il medico di base al quale si rivolgono presumibilmente i genitori preoccupati dall’incostanza mostrata dal figlio, appare cruciale capire se tale domanda di aiuto psicologico è pertinente oppure è una richiesta di una più profonda sofferenza famigliare dove Marco rappresenterebbe il “membro designato”. Approfondite le preoccupazioni dei genitori, qualora venisse valutata come appropriata questa segnalazione, sarà opportuno individuare una modalità per motivare Marco e avvicinarlo alla consultazione. Attraverso un approccio empatico potrei consigliare a Marco altri 3 colloqui finalizzati ad approfondire le seguenti aree:
- Rapporti socio relazionali : Andrei ad approfondire i processi di socializzazione primaria e secondaria, le amicizie la profondità dei rapporti interpersonali. In particolare sarebbe opportuno approfondire la percezione degli altri, come vengono rappresentati sul piano mentale dal soggetto e quali sono le aspettative che nutre nei loro confronti e i sentimenti ad essi connessi.
- Area socio- affettiva che risulta particolarmente deficitaria: Marco dice di avere solo rapporti occasionali che andrebbero indagati (sia quelli attuali che pregressi). In particolare potrebbe essere utile comprendere più fondo i motivi della rottura con la ex fidanzata e i sentimenti che il ragazzo nutriva.
- Identità : qual è la percezione che Marco ha di se stesso? Quali sono le aspettative future, è in grado di “storicizzarsi”?
- Area socio Lavorativa : percorso universitario, che sembra essere un’area disfunzionale. Come mai Marco mostra tale incostanza? È fondamentale approfondire con il soggetto quest’area (le sue aspettative rispetto agli studi).
- Rapporti con le figure genitoriali
- Rapporti con i fratelli, di cruciale importanza, poiché dai dati emerge che Marco ha nutrito, durante l’infanzia sentimenti di risentimento alla nascita dei due fratelli minori che ora dovrebbero essere adolescenti. Qual è il rapporto che il soggetto ha attualmente con i fratelli, i suoi ricordi passati, i sentimenti che prova.
- Somministrazione test Rorschach un importante test proiettivo costituito da stimoli ambigui e poco strutturati che permette di innescare un processo di percezione che riflette gli aspetti profondi delle dinamiche psichiche del soggetto sottoposto a valutazione.
- Restituzione e riflessione con il soggetto di quanto emerso dai colloqui e dal test. Potrebbe essere utile indirizzare il soggetto (dopo aver stabilito un opportuna alleanza e una maggiore consapevolezza rispetto la sua sofferenz ) a percorso psicoterapeuto supportivo espressivo finalizzato ad incrementare il più possibile una più realistica percezione di sé , degli altri e della realtà, promuovendo inoltre un processo di messa in discussione delle proprie problematiche. Potrebbe essere utile integrarlo con psicoterapia di gruppo che potrebbe aiutarlo ad avere una percezione più realistica dei bisogni altrui ricevendo un feedback dagli altri rispetto i suoi tratti di carattere.
Solitamente i disturbi di personalità insorgono tra la tarda adolescenza e la prima età adulta, secondo me non è tardi!!!comunque potrebbe essere isterico effeminato ma non lo so perchè non lo conosco proprio. Comuq nel dipendende ci sono modalità iperprotettive e un rinforzo genitoriale alla dipenza in tutte le età dello sviluppo e dai dati di questo caso sembrano esserci questi fattori. .... non saprei risponderti su effemminato!!
ritornando ai disturbi dell'adattamento, il trattamento è sostegno psicologico giusto? trovo assurdo mandarlo in pasicoterp perchè non dovrebbe esserci un quadro psicopatologico....sbaglio? con obiettivi_ promuovere empowerment, autoefficacia etc....giusto? che dite?
Ho letto il tuo caso, concordo abbastanza, anche se io personalmente farei alcune cose in modo leggermente diverso. In particolare più che dilungarmi sulla descrizione del disturbo riporterei i sintomi e li spiegherei in relazione al disturbo. Ad esempio direi " Il disturbo è caratterizzato da un quadro pervasivo di eccessivo senso di grandezza e superiorità e di necessità di ammirazione...come confermato dall'atteggiamento di Marco nei confronti dei coetanei e della ex-fidanzata etc etc.... Però non è che sia il modo corretto, è solo come lo farei io.
Poi io continuo a sconsigliare di mettere un solo test, i test danno una prospettiva parziale, meglio proporre sempre una batteria di almeno due-tre test!
Tra oggi e domani proverò a cronometrarmi nella stesura di un caso perché ho il terrore di metterci troppo tempo, sono lentissima!
Comunque ho letto negli anni passati che in alcune occasioni è uscito il caso di comunità al posto di sviluppo o clinica. Voi lo state guardando? Avete idea di cosa tratti quantomeno? :sbonk:
Non so, l'ho letto sul thread dell'anno scorso, anche loro temevano che potesse succedere
anche se chiedono solo una discussione del caso io lo svolgo come lo stiamo facendo qui.
il caso di comunità è un progetto di intervento. anche io ho letto nella discussione dell'anno scorso che al posto dell'adulto può uscire comunità. ma daiiii io non voglio crederci :sad:
Sury il caso di Marco l'hai fatto bene a mio avviso :approved:
ora guardo l'altro caso che avete postato...
Ma un progetto come quelli della seconda prova? tipo che se ripasso quelli e non ho altre alternative posso sperare di passarlo con quello?
Ma no che non esce il caso di comunità ! o almeno spero dai non ci voglio pensare come chiara!
1)in cattolica non c'è nemmeno la specialistica di comunità
2)nella bibliografia ci sono 2 testi consigliati per l'esame entrambi con i disturbi di psicologia clinica
3)ma io ho sentito il presidente che il giorno della prima che spiegava quando arrivava a parlare della terza ha detto che uno sarà di lavoro, uno di sviluppo, uno di adulti e uno di clinica della famiglia (come le specialistiche della cattolica tra l'altro) e così c'è scritto a pagina 187 del libretto eds.
Più che altro, a me personalmente preoccupa se esce un test da commentare.voi sareste capace? E poi sono anche preoccupata perchè alla seconda tra le tracce c'era una ricercaaaa!!quindi nn so che criteri useranno per fare la terza visto che hanno fatto una traccia così alla seconda........ che ansia!!!!
il problema è che è specifico. potrebbero chiederti un intervento in una scuola per degli episodi di bullismo, un progetto di riabilitazione per ragazzi con disturbi della memoria, o un progetto di sostegno a delle famiglie con figli adolescenti (ho preso i primi tre casi di comunità sul Kaneklin). probabilmente ne saprei fare bene solo uno su cento :omg2:
io ho sentito il presidente che il giorno della prima che spiegava quando arrivava a parlare della terza ha detto che uno sarà di lavoro, uno di sviluppo, uno di adulti e uno di clinica della famiglia (come le specialistiche della cattolica tra l'altro) e così c'è scritto a pagina 187 del libretto eds. CLINICA DELLA FAMIGLIA??? CIOè????
Più che altro, a me personalmente preoccupa se esce un test da commentare.voi sareste capace? E poi sono anche preoccupata perchè alla seconda tra le tracce c'era una ricercaaaa!!quindi nn so che criteri useranno per fare la terza visto che hanno fatto una traccia così alla seconda........ che ansia!!!![/QUOTE]
IN CHE SENSO UN TEST DA COMMENTARE????
anche io ho pensato che in seconda prova solo la traccia che ci è uscita era prevedibile, il resto DA DOVE L'HANNO TIRATO FUORI??? e anche io ho avuto un po' di paura su eventuali sorprese in terza prova. ma daiiiiiiiiiiii nooooooooooo non può essere. un bel caso di un bel adulto con un bel disturbo ci deve essereeeeeeeeeeeeeeeeee
riguardo ad Alberto ho fatto queste considerazioni diagnostiche:
-I disturbi di cui soffre soprattutto prima di andare a scuola farebbero pensare ad un attacco di panico, o a attacchi paucisintomatici (nausea, vomito, vertigini, palpitazioni cardiache). E il fatto che non vada a scuola come soluzione a questo malessere fa pensare ad agorafobia. (solo che non si potrebbe fare diagnosi di disturbo di panico perché sembra che gli attacchi di panico qui non siano inaspettati, ma causati dalla situazione [andare a scuola]. Quindi potrebbe essere fobia sociale)
-La sensazione di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni e gli amici fanno pensare alla fobia sociale.
-I disturbi degli ultimi mesi (fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi del sonno, umore depresso e poca voglia di essere attivo) fanno pensare a un disturbo depressivo maggiore.
-Il bisogno di legarsi alla madre, e di richiedere la sua presenza quando è in casa da solo fanno pensare al disturbo dipendente di personalità, però il fatto che il motivo è la paura di impazzire o di morire se si trova da solo, fanno pensare a una paura di un attacco di panico, quindi sembrerebbe ancora agorafobia, che si ricollegherebbe ai primi sintomi: infatti gli individui con agorafobia spesso si legano a qualcuno per sopportare meglio le situazioni ansiose.
-Escludo il disturbo di personalità dipendente perché non ci sono altri elementi: sembra proprio che abbia paura di essere giudicato per il suo sentimento di inadeguatezza e inferiorità. Che ci stanno nel disturbo dip. di personalità, però non mi sembra che questo ragazzo sia davvero dipendente dalla madre per prendere decisioni, a iniziare progetti autonomamente, o abbia paura di essere lasciato da solo per il timore di non saper provvedere a sé stesso. Piuttosto la madre sembra che voglia accudire il figlio come se non potesse fare a meno di lei!!! Quindi se andasse avanti di questo passo Alberto potrebbe pure diventare dipendente! Però per ora la sua paura mi sembra quella tipica dei disturbi d’ansia, ed essendo riferita a un contesto sociale (scuola), farei come ipotesi principale fobia sociale. i disturbi dell'umore sono spesso associati alla fobia sociale, per cui potrebbero essere presenti entrambi
Boh, speriamo bene, anche io ho un po' paura della fantasia del presidente (visto che le due più complesse erano sue proposte) ma spero che questa volta si focalizzi su lavoro e lasci clinica e sviluppo a chi se ne intende... boh, di buono c'è da dire che le correzioni mi sono sembrate di manica piuttosto larga... Grazie per le risposte :)
Su ragazze! Forza!! :D