Hai ragione, è molto strano. Sono comunque sull'onda dei counselors, formano venditori di fumo e loro stessi sono venditori di fumo.
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Tappa 1 – Indagine
Obiettivo dell’indagine è quello di determinare il programma operate fonte del disagio esistenziale denunciato dal Cliente. A partire dall’assunto ciò che mi accade è ciò che io sono il Counselor in questa fase cerca di determinare il programma origine e causa del disagio. Attraverso una accurata fase investigativa, caratterizzata da un ascolto attivo ed un modello comunicativo empatico, atta a delineare i contorni comportamentali, emotivi ed esistenziali del Cliente, il Counselor tenta di comprende se il problema si colloca nell’ambito:
• Degli obiettivi: la struttura propria del Cliente è congrua con le scelte professionali ed esistenziali dell’individuo? • Della strategia: le capacità di problem solving esistenziale dell’individuo sono tali da districare la matassa delle sue emozioni?
• Delle risorse e dell’energia: le motivazioni al cambiamento dell’individuo sono da supporto al superamento del disagio?
A supporto dell’ indagine le tecniche che il Counselor può utilizzare sono:
• Esaminare i linguaggi usati: parole e frasi ripetute, intercalari caratteristici, contesti, sentenze etc.
• Evidenziare le connessioni degli eventi: spesso situazioni di disagio si presentano in più dimensioni esistenziali del Cliente
• Analizzare specifici sogni narrati dal Cliente
• Ascolto della storia del Cliente narrata dallo stesso in terza persona
• Determinazione della filosofia di vita del Cliente e delle eventuali credenze da esso espresse
Integrando gli elementi raccolti nell’ambito della mappa esistenziale dell’individuo il Counselor è in grado di determinare quella che è il programma operate e fonte del disagio denunciato dal Cliente.
Tappa 2 - Obiettivo
Determinato il programma operante e condiviso lo stesso con il Cliente. Il Counselor, in accordo con il codice deontologico propria dell’ordine dei Counselor, definisce con il Cliente:
• l’obiettivo – ed eventualmente la prassi utilizzata per il raggiungimento dell’obiettivo della consulenza con il Cliente
• il contratto; tempi e modalità di pagamento
Tappa 3 – De Programmazione
A partire dall’assioma non c’è evoluzione senza cambiamento strategico il Counselor affronta la terza tappa con l’obiettivo di destrutturare e de programmare il programma operante origine del disagio ovvero, scollegare – anche a livello sinaptico - tutte le correlazioni che insieme determinano il fallimento e più in generale il disagio del Cliente. E’ questa una delle fasi più “critiche” della consulenza, la fase nella quale emergono le resistenze del Cliente, il suo disorientamento ed il Counselor può fare esperienza del transfert del Cliente (e del proprio contro transfert).
Come detto, compito del Counselor, in questa fase, è quello di de programmare e disaggregare le relazioni emozionali e mentali del Cliente e, conseguentemente, del programma operante. Sulla base della tipologia del problema individuato, ciò può essere realizzato attraverso una:
• De programmazione Energetica - Generando disgusto ovvero, esasperando la condizione di disagio del Cliente così da creare il vuoto necessario per creare la nuova strategia propria della fase di creazione del nuovo programma oppure eliminando la sensazione di piacere prodotto dagli effetti del programma operante.
• De programmazione mentale - Confutando le credenze del Cliente
• De programmazione spirituale – generando non senso ovvero facendo percepire quanto le azioni dannose operate dal Cliente siano una manifestazione di NON amore verso se stessi
A supporto degli obiettivi detti il Counselor può avvalersi del paradosso, del role playing, humor verso le situazioni. La fase di de programmazione nell’ambito della consulenza assume un ruolo fondamentale in quanto prepara anche in termini neurologici il Cliente ad affrontare la fase successiva ovvero quella del determinazione del Nuovo programma.
__________________________________________________ ______________________________________
Questo é uno dei tanti che si trovano, appartenenti ad associazioni di counseling. E quanto riportato non é integrale, perché c'é di più.
secondo me facciamo prima a chiamare striscia la notizia :look:
per fortuna che il counseling non dovrebbe andare in profondità :sbonk:Citazione:
• Analizzare specifici sogni narrati dal Cliente
(anche se effettivamente non essendo capaci di analizzare i sogni, in profondità non c'andranno :asd: )
a me di tutte queste citazioni che avete trovato qua e là colpisce molto il linguaggio e la terminologia che si rifà sempre, più o meno e in modo più o meno implicito, a Freud o comunque alla psicoanalisi, oltre che a Rogers.
Questo combacia perfettamente con la visione stereotipica che la gente ha della psicologia, secondo cui psicologia=Freud :sbonk:
La psicanalisi freudiana è quella che è entrata maggiormente nel linguaggio comune. Ed è vero che nel senso comune si fa poca differenza tra psicanalisi e psicologia.
Per questo il counsellor che cerca un terreno appetibile dal punto di vista pubblicitario e si rivolge a coloro che non hanno una approfondita conoscenza delle tecniche psicologiche (che nel momento del bisogno si rivolgerebbero ad uno psicologo vero)
fa propria una terminologia che la persona comune riconosce come legata inevitabilmente alla " cura psicologica"
Ancorare una figura nuova ( il counsellor) a una rappresentazione mentale già presente come quella della psicanalisi è una operazione di marketing che sicuramente porta i suoi " frutti" ( economicamente parlando)
Si, Johnny, ma qui c'é molto di più di un cattivo uso di strumenti psicoanalitici; c'é un riferimento ed utilizzo di molte tecniche psicoterapeutiche insieme, non é affatto psicologia= Freud. E' solo una parte.
Un altra
Un altro sito di una couselor
Ho perso il lavoro, pero' ho deciso di rimettermi in gioco, ho ripreso gli studi lasciati tanti anni fa. In particolare sto studiando counseling, leggi subito, le informazioni che ti do sulla nuova professione, le trovi nello spazio ad esso dedicato. Sto studiando pure, webmaster, infatti qesto sito e' il mio secondo lavoro dopo due anni di studio, nel settore. Buona passeggiata.
dal sito:
La formazione del Caunselor
Il counselor non fa “terapia”, non “cura”, ma "si prende cura” di chi è portatore di disagio esistenziale, di chi, pur non avendo bisogno di una ristrutturazione della propria personalità, vive comunque non correttamente la propria vita.
Cerchiamo di arrivare ad un caunselor pluralista, cioe' io non posso pensare di cambiare le teorie, nelle varie psicoterapie, posso trovare sempre i riferimenti. Per esempio nel caso delle fobie, con la psicanalisi, ci vogliono anni per risolvere il problema. Con i sistemi comportamentisti, attraverso il decondizionamento e il ricondizionamento, arrivo alla soluzione del problema abbastanza velocemente. Dice Carkhuff nell' arte di aiutare, nella relazione con l'altro, e dell' approccio relazionale, che mi permette di poter lavorare con l'altro, io non vado a risolvere i problemi dell' altro. Non gli vado a dire cosa deve fare, ma utilizzo le sue capacita', lo aiuto ad utilizzare le sue capacita', che in qualche modo , dormono, sono represse, sono in qualche modo "condizionate" dallo stato di fragilita' della persona. In qualche modo daro' a lui la possibilita' di specchiarsi su di me, e avere la refrazione della mia risposta, secondo la tecnica dello specchio.
Io specchio rifletto cio' che l'altro mi comunica, per fare questo chiaramente ,lo devo "guardare", con attenzione e concentrazione, e senza atteggiamenti seduttivi. (In ogni relazione c'e' tranfert e controtranfert).
Ma esiste un counselor che non è falso psicologo? ( questa ha il diploma di maestra di asilo, la maturità presa da privatista e poi il corso di sounseling)
Un altra
Un altro sito di una couselor
Ho perso il lavoro, pero' ho deciso di rimettermi in gioco, ho ripreso gli studi lasciati tanti anni fa. In particolare sto studiando counseling, leggi subito, le informazioni che ti do sulla nuova professione, le trovi nello spazio ad esso dedicato. Sto studiando pure, webmaster, infatti qesto sito e' il mio secondo lavoro dopo due anni di studio, nel settore. Buona passeggiata.
dal sito:
La formazione del Caunselor
Il counselor non fa “terapia”, non “cura”, ma "si prende cura” di chi è portatore di disagio esistenziale, di chi, pur non avendo bisogno di una ristrutturazione della propria personalità, vive comunque non correttamente la propria vita.
Cerchiamo di arrivare ad un caunselor pluralista, cioe' io non posso pensare di cambiare le teorie, nelle varie psicoterapie, posso trovare sempre i riferimenti. Per esempio nel caso delle fobie, con la psicanalisi, ci vogliono anni per risolvere il problema. Con i sistemi comportamentisti, attraverso il decondizionamento e il ricondizionamento, arrivo alla soluzione del problema abbastanza velocemente. Dice Carkhuff nell' arte di aiutare, nella relazione con l'altro, e dell' approccio relazionale, che mi permette di poter lavorare con l'altro, io non vado a risolvere i problemi dell' altro. Non gli vado a dire cosa deve fare, ma utilizzo le sue capacita', lo aiuto ad utilizzare le sue capacita', che in qualche modo , dormono, sono represse, sono in qualche modo "condizionate" dallo stato di fragilita' della persona. In qualche modo daro' a lui la possibilita' di specchiarsi su di me, e avere la refrazione della mia risposta, secondo la tecnica dello specchio.
Io specchio rifletto cio' che l'altro mi comunica, per fare questo chiaramente ,lo devo "guardare", con attenzione e concentrazione, e senza atteggiamenti seduttivi. (In ogni relazione c'e' tranfert e controtranfert).
Nel couselor, nel momento del confronto, io faccio rilevare le incongruenze , non nella disconferma , ma nel far notare l'incongruenza tra cio' che fa e cio' che dice. Ma devo prima andare in accettazione per arrivare ad un confronto, perche' se l'altro non si sentira' sicuro con me, ogni volta che io gli diro' come la penso, lui si sentira' giudicato. E il giudizio alzera' la barriera, per cui lui non parlera' piu' oppure comincera' a mentire.
C'e' la comunicazione non verbale, anche in questa ci puo' essere incongruenza, nel senso che io ti posso guardare in un certo modo, posso chiudere la mia postura, il messaggio e' occhio, io ti guardo pero' , non e' vero che ti sto confermando, perche' ti sto semplicemente accogliendo con il mio sguardo, pero' ti chiudo perche' mi hai stancato. Quindi anche nel non verbale, non puoi guardare la parte ma tieni conto di tutto cio' che l'altro ti sta trasmettendo
Ma esiste un counselor che non è falso psicologo? ( questa ha il diploma di maestra di asilo, la maturità presa da privatista e poi il corso di sounseling e si vede da come scrive senza sintassi)
fare il counselor spesso è stare in una zona grigia. Anche fare lo psicologo può esserlo.
Nel lavoro con le persone i limiti tra psicoterapeuta, psicologo e counselor sono a volte molto chiari e precisi e a volte molto sfumati. La teoria è un conto e la pratica è un altro.
Non prendo in carico psicotici o persone con disturbi di personalità, non somministro test come non prescrivo farmaci, ma chi valuta il mio scambio verbale con le persone ? E i miei colleghi counselor che fanno? Mi è capito di conoscere counselor che evidentemente avevano una formazione raffazzonata e che erano spinti dai loro docenti psicoterapeuti a buttarsi, a prendersi in carico dei clienti. Mi è capitato di conoscere psicologi e anche psicoterapeuti così evidentemente carichi di problemi che non avrei parlato con loro neanche del mio rapporto con il mio cane.
E' vero, può essere, tutto è relativo.
MA gli ultimi 3 esempi da me riportati sono veramente esplicativi di come alcuni counselor dicano " baggianate" e finora ( esperienza personale) non ho trovato siti di counseling che fossero scientificamente corretti.
Seppure alcuni interventi di counselor su questo forum hanno dimostrato che ci sono counselor che hanno una buona base teorica ( tra l'altro uno di loro oltre che counselor era laureato in psicologia e se ricordo bene psicoterapeuta)
sono d'accordo con te, il titolo non è una garanzia, mai.
Bisogna conoscere le persone e il loro curriculum, come sono e che studi hanno fatto.
Solo così si può "rischiare" di incontrare un buon terapeuta, che sia medico, psicoqualcosa, counselor, coach, prete e via discorrendo
Mi devi togliere una curiosità, come mai uno sceglie un corso di counseling e non invece una laurea triennale in psicologia o in servizio sociale? Ti danno lo stesso l'abilitazione, dopo l'esame di stato a fare counseling, anzi è un tipo di qualifica legale mentre il corso di counseling non ha volore legale, spendi infinitamente meno ( le tasse universitarie sono alte ma non cosi alte come i costi dei corsi e cmq ci sono delle facilitazioni) e la preparazione, benchè le università italiane sono carenti sotto tanti punti di vista, sempre di un certo livello.
Sarà anche stare in una zona grigia, ma se la professione è "normata" se fai qualcosa che non va bene il paziente ti può denunciare e ne subisci le conseguenze. Il counselor in quanto tale, invece, può vendere fumo senza subìre conseguenze, e non mi sembra una garanzia per i clienti che gli si presentano.Citazione:
sono d'accordo con te, il titolo non è una garanzia, mai.
Bisogna conoscere le persone e il loro curriculum, come sono e che studi hanno fatto.
Solo così si può "rischiare" di incontrare un buon terapeuta, che sia medico, psicoqualcosa, counselor, coach, prete e via discorrendo
Ovviamente non possiamo fare di tutta l'erba un fascio, ci saranno sicuramente anche counselor preparati e bravi, qui si sta facendo un discorso generale.
Poi non so perché ad un certo punto si tirano sempre in ballo gli "eventuali problemi" di psicologi e psicoterapeuti. Dai post che ha citato Monicadal sembra che i problemi li abbiano i counselor che hanno scritto quelle cose.
In tutta sincerità credo che ci siano psicologi con problemi ( e sono una minoranza)
E credo anche che ci siano counselor bravi e ben preparati ( e sono una minoranza)
Magari perchè è un adulto con già un lavoro, e vuole inserire il counseling nella propria professione, magari perchè dopo la laurea non sai fare un colloquio e dopo tre anni di counseling sì, magari perchè se sei fortunato e studi sei piuttosto preparato e soprattutto con una notevole apertura mentale, forse perchè non vuoi una laurea, forse conosci abbastanza l'università italiana per non volerla, forse ti spaventa l'università e preferisci un sapere pragmatico e pratico alle farraginosità di certe materie universitarie....ognuno credo abbia le sue motivazioni.
[QUOTE=fritzzzzz;2048370]Magari perchè è un adulto con già un lavoro, e vuole inserire il counseling nella propria professione, magari perchè dopo la laurea non sai fare un colloquio e dopo tre anni di counseling sì, magari perchè se sei fortunato e studi sei piuttosto preparato e soprattutto con una notevole apertura mentale, forse perchè non vuoi una laurea, forse conosci abbastanza l'università italiana per non volerla, forse ti spaventa l'università e preferisci un sapere pragmatico e pratico alle farraginosità di certe materie universitarie....ognuno credo abbia le sue motivazioni.[/QUOTE]
Ma ci saranno anche molti che non hanno voglia di mettersi sui libri e studiare sul serio, nel senso di doversi ricordare a quasi a memoria interi libri.
Troppo facile dire: "forse ti spaventa l'università e preferisci un sapere pragmatico e pratico alle farraginosità di certe materie universitarie..."
Che significa che ti spaventa l'università, che non hai volgia studiare sul serio sui libri????
Il sapere pragmatico e pratico può essere utile quano hai una cultura di base, se non hai le basi, se non hai una visione delle diverse teorie ( non solo la tua) e di diversi modelli non puoi fare una professione d'aiuto
" forse perchè non vuoi una laurea "
Se non vuoi una laurea non lavorare con le persone e le loro difficoltà.
Nemmeno io volevo una laurea, io volevo fare l'assistente sociale, e per quello ho DOVUTO prendere una laurea
Troppo facile. Allora da domani ho deciso, voglio fare l'ingegnere, ma senza dovermi mettere sui libri a studiare materie "ferraginose" ...mi creo un bel corsetto nei week end di ingegneria dove si fa solo la parte " pratica" e non quella teorica????
Io ho preso la triennale a 30 anni e già lavoravo come impiegata con il mio diplomino, poi iniziato a lavorare come assitente sociale e a 40, mentre ancora stavo lavorando ho preso la specialistica ( entrambe col massimo dei voti)
Basta aver voglia e mettersi d'impegno e si riesce!!!
Personalmente ti dico che quando si esce dal corso di Scienze del Servizio Sociale i colloqui si sanno fare ( si impara con simulate, nel tirocinio, a livello teorico di tecniche del colloquio)
Io credo che vietare i corsi di counselling a chi non è laureato sarebbe doveroso. Sarebbe almeno un punto di partenza.
Che significa che ti spaventa l'università, che non hai volgia studiare sul serio sui libri????
Per qualcuno forse c'è anche questo, e non mi scandalizzerei....anche chi fa l'università spesso non ha tanta voglia di studiare seriamente. Mi sembra
che tu fai un ragionamento molto centrato su di te. Io ammiro la tua voglia di studiare, la tua bravura e il tuo massimo dei voti, ma non tutti siamo così, fattene una ragione...
Anche io faccio l'università, ma non uscirò con il massimo dei voti perchè semplicemente non avro imparato a memoria esami inutili come informatica o antropologia culturale o statistica....
Sarò un terapeuta meno bravo???
Il sapere pragmatico e pratico può essere utile quano hai una cultura di base, se non hai le basi, se non hai una visione delle diverse teorie ( non solo la tua) e di diversi modelli non puoi fare una professione d'aiuto
discutibile....anche se sono d'accordo
Se non vuoi una laurea non lavorare con le persone e le loro difficoltà.
Mi sembra che stai mitizzando molto la laurea.
Io ho già una laurea in un'altra materia e ti assicuro che il 90% delle competenze necessarie te lo fai dopo la laurea.
Nemmeno io volevo una laurea, io volevo fare l'assistente sociale, e per quello ho DOVUTO prendere una laurea
Troppo facile.
Capisco la tua incazzatura con chi sceglie cose più "facili".
Considera che spesso il corso di counseling, se ben fatto, oltre a richiedere un discreto impegno sui libri, ti sconvolge la vita, perchè ti obbliga a fare terapia e ti costringe a guardarti dentro. Se non ce la fai poi difficilmente farai il counselor. L'univeristà non mi sembra...
Personalmente ti dico che quando si esce dal corso di Scienze del Servizio Sociale i colloqui si sanno fare ( si impara con simulate, nel tirocinio, a livello teorico di tecniche del colloquio)
Non lo metto in dubbio. Posso solo dirti che ho visto, nel mio corso di counseling, laureati in psicologia fare colloqui penosi. E loro riconoscevano, a denti stretti, di non essere stati preparati dall'università a lavorare direttamente con le persone.
Quando si fanno le simulate in università? Nel counseling lo fai per tre anni di seguito, con supervisione costante.
PEr le altre professioni NESSUNO si sognerebbe di smitizzare la formazione universitaria facendo dei corsi dove si possono fare dei mestieri simili.
Non uscirebbero mai dei corsi dove essere " simil-ingegnerei" "simil-architetti" "simil-avvocati" "simil-medici"
Ma non so perchè quando invece che con i materiali si lavora con le persone e con le parole TUTTI si sentono in grado di farlo.
Come se lavorare sulla persone fosse una cosa facile, che si improvvisa, dove non importa avere la cultura e conoscere a livello teorico tutto quello che è stato fatto prima...E se i corsi di counselling seri obbligano a stare sui libri ( ma leggerli o memorizzarli come negli esami universitari?) quanti corsi di counseling seri ci sono ?
Dall'università si esce senza saper fare un colloquio? Bene, un motivo in più per limitare i corsi di counselling a chi ha già una formazione specifica nelle professioni d'aiuto. Io non so in cosa sei laureato, ma a me non permetterebbero di fare l'insegnante di lettere, o di lingue, o di fare una professione scientifica. Perchè un laureato in altre materie può svolgere la mia professione?
Altrimenti, visto che servono poco, e che solo i costosissimi corsi servono aboliamole no? Aboliamo i titoli di studio come qualcuno aveva proposto.
L'università italiana potrà essere quanto mai carente sul versante della preparazione, ma finchè esiste è anche giusto tutelare chi ha scelto un certo titolo di studio.
ma tu, che professione facevi prima di iniziare questo corso di counseling?
I colloqui di counseling sono diversi dai colloqui psicologici, in cui ci sono obiettivi diversi
certo, studiare 5 anni può spaventare, è più comodo imparare la "pratica" senza sapere il perché lo fai. Questo lo si impara grazie alle "materie ferraginose".Citazione:
forse ti spaventa l'università e preferisci un sapere pragmatico e pratico alle farraginosità di certe materie universitarie
Solo che fare senza sapere il perché, è pericoloso, secondo me, soprattutto perché hai a che fare con la salute altrui
ma di che vi preoccupateeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Una persona che fa un corso di counselling saprà fare lo psicologo????non credo
Quindi le vostre preoccupazioni sono infondare.....
Se vi interessa il bene del paziente pensate (pensiamo) a diffondere più informazione sulla professione.....
Sarà poi l'utente DA SOLO a scegliere chi meglio crede....!
CRONOGENETICA e PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA
Hai a volte attacchi di panico o di rabbia ?
Hai emozioni negative di paura, senso di colpa o amarezza ?
La CRONOGENETICA
Permette di affrontare le tue Emozioni Negative
Risolvere la tua PAURA.
Sciogliere il tuo SENSO DI COLPA
Allontanare la tua AMAREZZA
Dissolvere la tua RABBIA
Sgretolare la tua TRISTEZZA.
Eliminare DEFINITIVAMENTE L'ANSIA
«La più grande scoperta della mia generazione è che gli esseri umani possono cambiare le loro vite cambiando le abitudini mentali.» William James
Ha approfondito lo studio delle energie vibrazionali frequentando vari corsi specifici sull'utilizzo del colore ed è stata determinante per l'individuazione delle tonalità dei 16 raggi fondamentali, scoperta che condivide con .... . I raggi fondamentali sono la griglia di riferimento sottile del nostro pianeta terra e le tonalità ritrovate hanno permesso di intervenire con il colore in varie situazioni.
Conflitti delle personalità
La nostra Anima può essere già evoluta, ma non lo sono le nostre personalità: parti distinte di noi che si arrogano il diritto di vivere in maniera separata da tutte le altre, perseguendo la propria direzione. Ogni personalità ha una direzione ed una volizione che non sempre, anzi quasi mai, coincide con quella della nostra Anima.
Con la Cronogenetica viene tolta questa influenza inconscia, questo dominio nascosto che ci ripropone di sciogliere nodi che altri nostri avi hanno legato. L’unica parte che dobbiamo evolvere sono proprio queste personalità che restano ancora troppo indietro rispetto a ciò che l’uomo deve e può essere oggi.
Ma insomma....e credemi quando vi dico che questi siti li trovo per caso!!!!
Ma quanti ce ne sono? Ma questi non sono abusi della professione di psicologo?
MAH....
Da tutti i siti internet che trovo, molto belli e molto curati ( quindi costosti) non credo che il cliente sappia scegliere. La pubblicitù ìè l'anima del commercio e questi usano parole e concetti accattivanti, promettono di risolvere ogni problema ( cosa che uno psicologo serio non farebbe creeo) E tutto senza sofferenza, così basta un weekend nella cascina new-age, basta pagare dei bei soldini e l'ansia se ne va...il panico se ne va...la sofferenza???? SVANITA!!!!
Venghino siori ...venghino dal counselor che vi risolverà ogni dolore:skunk:
La gente che crede ai miracoli ci sarà sempre......anche se il counsellor non ci sarà più ci saranno magni e santoni(tanto per fare un es.)....allora che vogliamo fare.....eliminare tutti????????NON è POSSIBILE...
Quindi perchè non mettersi l'anima in pace e cercare di migliorare le proprie competenze per fare la differenza?
appunto legalmente!!!!!!!
Chi è terrorizzato dagli aghi e dalle siringhe può rinunciare a controlli medici necessari o privarsi dell’esperienza di una gravidanza. Chi ha paura dei piccioni non attraversa le piazze e non può godersi un caffè seduto ai tavolini di un bar all’aperto e così via. Il modo più semplice per superare questa forma estrema di paura è affrontarla. Nel momento in cui lo facciamo, la priviamo del potere che noi stessi le abbiamo conferito.
Il primo passo per affrontare la fobia consiste nell’accettarla e riconoscere che essa è soltanto uno stato mentale, una creazione della nostra mente.
Quindi si tratta allora di capire se la situazione che suscita quell’emozione è veramente così drammatica e spaventosa come sembra o se è stata ingigantita dalla nostra immaginazione. La paura annebbia la nostra razionalità e cercare di riflettere con un po’ di saggezza aiuta a riprendere il controllo e a spingerci ulteriormente ad agire. a PNL non è terapia (anche se può essere decisamente terapeutica!), ma è una serie di strumenti per educare il tuo cervello a pensare in modo più utile.
Ma le fobie non sono tra quei disturbi che vanno curati con una terapia?
QUando ho dato l'esame di psicologia clinica erano tra quelli che dovevamo individuare in modo da spiegare all'utente che si potevano curare tramite un invio all'unità di psicologia! CHe è cambiato qualche cosa da quando mi sono laureata??? ( scusate ma la butto sull'ironico)
Ma tu credi che sia eticamente corretto promettere miracoli quando questi miracoli non esistono?
Ma tu credi che davvero sia giusto e lecito prendere in giro una persona che si trova in difficoltà soltanto perchè, magari questa persona non ha dimestichezza con il linguaggio psicologico e non riesce a capire certe differenze?
Ma tu credi che sia facile per la gente comune che non è dentro alle professioni d'aiuto le sottili differenze tra la cronogenetica e invece una teoria seria e supportata da anni di sperimentazioni??
Il fatto che dici tu Monica si potrebbe superare con una buona informazione a tutto campo....è qui che vanno spese le energie piuttosto che prendersela inutilmente con chiunque!!!!!
ovviamente sono d'accordo con tutti gli interventi di Monicadal.
Zuccherina, secondo me chi scrive quelle "presentazioni" che sono state trovate da Monicadal nel web mette in atto delle TRUFFE perché raggira la gente che sta male, quindi fragile, giocando e approfittando della loro fragilità
se uno che è laureato e iscritto ad un albo può legalmente prestare dei servizi, vuol dire che è anche in grado farli? :rolleyes:Citazione:
appunto legalmente!!!!!!!
bisogna DIMOSTRARE le competenze......non sfoggiare il titolo e basta!
Perchè non si fa qualcosa per superare "l'ignoranza" delle persone? Così anche loro sapranno orientarsi e capire chi li sta truffando o meno! Il problema come dire sta a monte!
Purtroppo chi vende fumo ci sarà sempre......come ci saranno sempre persone laureate poco competenti.....si può solo diminuire il numero!(con l'istruzione)
scusa ma se uno si spaccia per odontoiatra, facendo i buchi ai denti e le otturazioni, nessuno si sognerebbe di dire che "bisogna mostrare le competenze", perché quello non è odontoiatra e quindi non può e non sa fare quel lavoro.
Se uno è psicologo, cosa cambia? Questo tuo ragionamento non lo capisco
Tutte le professioni devono saper dimostrare le competenze nel senso che se io vado dal dentista e non mi soddisfa nel senso che l'otturazione che ha fatto cede dopo due giorni......io non vado più da lui...probabilmente ci sarà un passaparola negativo e quel dentista perderà tutti i clienti a poco a poco....
La stessa cosa succede per lo psicologo!!!!Quindi mai dire io so fare quello perchè ho la laurea in....
E' necessario che il cliente ti "riconosca" come professionista.....solo così potrai dire di avere delle competenze!
Credo che il problema sia la differenza delle due professioni, anche se in entrambe serve una specifica formazione. A volte accade che ci sono odontotecnici che fanno di fatto gli odontoiatri (abuso della professione), ma quando arrivano i controlli a sorpresa dei NAS trovano l'odontotecnico con "le mani nel sacco", cioè con le mani nella bocca, e non solo le mani, ma tutti gli attrezzi dell'odontoiatra.
Nel caso dello psicologo accade la stessa cosa, molti fanno abuso della professione (soprattutto counselors) ma il problema è che è molto più difficile dimostrarlo, a differenza di quello che accade con l'odontoiatra. Se dovesse arrivare un controllo dei NAS, come fanno a dimostrarlo?
Secondo me l'unico modo per scovare gli abusivi sarebbe attraverso finti pazienti muniti di telecamere (come fanno ad es. quelli di striscia la notizia quando scovano i maghi guaritori,ecc.) che vanno dal counselor simulando sintomi psicopatologici come attacchi di panico, d'ansia, sintomi depressivi, ecc. e vedere come reagisce il counselor. Se i NAS facessero questo, i soldi che si spendono in tasse sarebbero meglio spesi.
si.....sono d'accordo!
per questo ripeto che non vi dovreste preoccupare...visto che avete una laurea.....ma questo deve rappresentare il primo passo.....
Che la laurea non sia l'ultimo passo sono d'accordo, personalmente vorrei fare dopo la laurea magistrale la scuola di specializzazione. Credo che per fare lo psicologo sia molto importante anche un lavoro di analisi personale. Ti ricordo inoltre che essendo una professione sanitaria lo psicologo si forma a vita attraverso gli ECM obbligatori.
Detto questo non credo che bisogni stare a guardare un continuo furto della professione a danno degli gli stessi utenti perchè abbiamo una laurea. Troppi counselors che fanno abuso della professione, basta guardare i siti internet di questi ciarlatani.
Io sono d'accordo solo con alcuni post di Monica...poi altri siti di Psicologi che insegnano a tutti "Ipnosi costruttivista", se interessa, ve li indico io.
Johnny anch'io ho una domanda: il fatto che una persona è diplomata comporta automaticamente che sa scrivere correttamente l'Italiano (l'hai verificato Tu stesso su questo 3D)??
Sarò pedante, ma è abbastanza semplice (non è un ragionamento farraginoso) che un titolo non garantisce automaticamente le competenze, anche se garantisce che puoi esercitare la professione.
Mi sembrava mancasse la PNL che avevo appena detto anche alcuni Psicologi improvvisano...
Non hai notato che la PNL non è messa in relazione con nulla di quanto è descritto in quello che riporti???
Forse il personaggio vuol giocare sul termine affascinante di "Programmazione Neuro Linguistica"...Ma questo ha una buona strategia: spiegherà solo dopo al malcapitato che la PNL è qualcosa di magico (c'è anche chi si è inventato "Magia e PNL"!!) e...intanto ha giocato sulla curiosità e il fascino della magia delle parole e...non ha creato un grande danno a Te (agli AS) ma a me e a tutti i Trainer di PNL (reali e veri) che hanno speso anni (e soldi) per formarsi e capire realmente l'utilità della PNL! Poi, forse, farà danni ai clienti, ma danni reali con la PNL vera a oggi non sono stati ancora dimostrati.
E questo non si può certo dimostrarlo dalla pubblicità di un sito di un cialtrone!
Il danno, intanto, è far passare qualsiasi sigla per competenza...questo è il primo inganno (prima ancora che danno) per il cliente.