in Italia si.
L'Italia è come il groviera: pieno di buchi. Per ogni professione "riconsociuta" ce ne sono altre 10 che ruotano attorno in modo più o meno irregolare. Per ogni tot di lavoro regolare, ce n'è il triplo in nero. E così via
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Assolutamente no, non è pretestuoso per niente. E' la logica conseguenza della perizia di Calvi. Sulla quale ovviamente io non sono daccordo. E certamente è lui ad essere pretestuoso..., mica io...
E comunque quanto tu scrivi conforta ampiamente quanto io ho già avuto modo di scrivere ormai un centinaio di volte. Ordine o non Ordine, la psiche in senso lato non può essere riservata per legge a nessuno.
pretestuoso forse no, ma qualcuno potrebbe capire, leggendo che gli assitenti sociali fossero dei professionisti che rubano un pò di " mestiere" agli psicologi, mentre in realtà ci tenevo a puntualizzare che i due ambiti sono completamente distinti, e che sicuramente la perizia di Calvi non può ( e non vuole) riferirsi a chi ha già una sua legittimazione istituzionale riconosciuta.
E poi....c'è una grossa differenza tra noi e i volontari di comunità....l'esempio secondo me non è stato dei più felici....
Qui siamo un pò oltre l'immaginario consentito, secondo me. In termini crudi: la psiche è un oggetto di studio; lo studio della psiche avviene mediante un impianto teorico-metodologico che rappresenta lo specifico strumento epistemico per dirne qualcosa; per dirne qualcosa bisogna che questo strumento sia 'scientifico' cioè 'condiviso' da una comunità di studiosi e specialisti occupati nelle diverse aree di influenza del suddetto oggetto studiato; questa scienza si chiama 'Psicologia' e si istituisce come paradigma condiviso nel secolo scorso. Punto. Ogni altra disciplina che intende aggirare il sapere condiviso da una comunità scientifica che conviene su determinati punti è una disciplina fuori dal campo della psicologia. Non è psicologia. L'estremo risultato è: nessuno, al di fuori dello psicologo (includo qui tutte le specialità e le varie branche di applicazione) è autorizzato a ''dire'' o ''praticare'' ,aggirando una formazione scientifica ''specifica'', all'interno dell'oggetto psiche. Questo è il livello scientifico. Al di fuori di questo livello possiamo rintracciare una marea di problemi; due aree problematiche soprattutto: formazione e percezione sociale. La formazione dello psicologo risente di contraddizioni che speriamo si risolvano in breve tempo (una riforma strutturale dovrebbe per esempio accentuare di molto l'area dell'applicazione e della pratica clinica). Questo non significa che lo psicologo dovrebbe di risulta essere automaticamente specialista in psicoterapia (quella è appunto una ''specialità psicologica''): assolve semplicemente al ruolo professionale che gli è proprio (diagnosi, sostegno, riabilitazione e invio a specialista se necessario...come il medico di base che non è automaticamente dermatologo o reumatologo). Per quanto riguarda la percezione sociale: siamo in un mondo dominato da un immaginario imponente che estromette la ''realtà scientifica'' (intendo il reale confronto sulle questioni inerenti alla disciplina e lo stato attuale dell'arte) da ogni circuito di comunicazione. Se chi guarda la tv avesse l'opportunità di sapere che il medico in 6 anni fa un solo esame di psichiatria e psicologia clinica probabilmente si terrebbe più alla larga da facili giudizi. Se iniziassimo a dire (anche noi come aggregazione professionale) che la psicoterapia è una disciplina ''psicologica'' (cioè che utilizza la riflessione scientifica propria delle scienze psicologiche) e a contribuire a questa ''istituzione culturale'' probabilmente si vedrebbe meglio che essa, con i discorsi classificatori senza senso della psichiatria, o con la clinica medica in generale, non ha nulla a che fare. Se dunque si riuscisse a far vedere come il vero ''specialista nel trattamento psicoterapeutico'' dei disturbi-disagi psichici è possibilmente uno psicologo-psicoterapeuta probabilmente ci si accorgerebbe e si rifletterebbe meglio sul fatto che, un conto è essere specialisti nella ''cura biologica'' dei disturbi psichici (psichiatra) che oltretutto continua a mostrare le sue carenze e un conto è uno specialista ''psicoterapeuta''. Non mi si dica poi nemmeno che i 4 anni in psichiatria sono formativi per la psicoterapia! Suvvia! Lo psichiatra ha dalla sua il fatto di essere ogni giorno a contatto con la malattia; lo psicologo no (riforma!). Ma questo non autorizza affatto a dire ''scientificamente'' che lo psichiatra è uno specialista in ''psicoterapia'': posto che la psicoterapia è una disciplina psicologica; posto che lo psichiatra non sa nulla di psicologia vedete come evidentemente ci sono ''sacche'' da considerare a livello legislativo e culturale. Se vuole fare psicoterapia lo psichiatra deve fare una apposita scuola, punto. Senno si limiti a prescrivere i farmaci: quella è la sua natura di ''medico''. Anche gli psicologi-psicoterapeuti conoscono la psicofarmacologia e anzi sono tenuti a considerare e conoscere gli effetti delle molecole nel caso si seguisse un caso in doppio trattamento: è vitale. Ma questo vuol dire che lo psicologo-psicoterapeuta prescrive farmaci? Niente affatto. L'autorità in campo farmacologico è infatti un'altra e a quella bisogna riferirsi. Perchè, appunto, la nostra formazione ha una base scientifica ''psicologica'' e non ''medico-biologica''. Ora, lo psichiatra non ha una base ''scientifica'' psicologica eppure può fare ''psicoterapia'' che abbiamo detto essere una specialità derivante dalla scienze psicologiche applicate alla clinica (la psicologia clinica è infatti definibile come la teoria della tecnica psicoterapeutica). Evidentemente le contraddizioni ci sono...e sono anche mortificanti, in verità. Una cosa è il confronto e il dialogo tra istituzioni scientifiche diverse (psicologia-biologia-medicina), un'altra è un confondere arbitrariamente le competenze. Competenze che, ripeto, dovranno essere oggetto di future e accurate riforme strutturali nella formazione psicologica: oggi le cose effettivamente non vanno. Ma c'è tempo, suppongo.
Che ci azzecca il counselor in tutto questo discorso? A mio parere un bel nulla. Che andassero a lavorare, dico io: braccia strappate alla terra. Queste figure sono quasi inquietanti: non hanno nessun riferimento scientifico-teorico, nessuna idea dei problemi duri della psicologia, nessuna formazione. E pretendono, in tutto questo casino, di essere riconosciute come professioni della relazione d'aiuto! Suvvia! Ma davvero pensiamo che la ''clinica'' si fermi al sintomo catalogabile? Davvero pensiamo che le persone che si rivolgono allo ''specialista immaginario'' (counselor, mago, filosofo ecc..) lo fanno perchè vogliono risolvere ''un disagio'' non specificato e quindi non clinico? Davvero pensiamo che la ''domanda d'aiuto'' non sia già ''clinica'' nel momento in cui viene a instaurarsi nel soggetto? La clinica parte dalla domanda. Nessuno domanderebbe un bel nulla se non fosse già la sofferenza a costituirsi come domanda. Cosa ne sanno di clinica questi personaggi? E vabbè...
Saluti,
Luigi
Certo, questo io lo so bene... ma il passaggio è un altro. La perizia di Calvi è tesa a dimostrare che non solo la diagnosi dovrebbe essere riservata agli psicologi, ma anche altre attività.
Lui ovviamente (tirando acqua al suo mulino) tende ad allargare di molto questi interventi, sostenendo che dovrebbero essere considerati atti tipici (non caratteristici, tipici) il che significa riserva di legge.
Da qui il mio esempio visto che anche gli assistenti sociali fanno una professione d'aiuto (nel mio esempio il fatto che gli assistenti sociali abbiano un albo è del tutto irrilevante, altrimenti cadi nella stessa trappola in cui cadono gli psicologi).
Tanto che si aprirebbe un problema giurisprudenziale non da poco in quanto vi sarebbero, del tutto ipoteticamente, dei conflitti intra legem.
Ovvio che non è così, ed è come dici tu, ma il mio esempio era volutamente paradossale...
Sulla questione dell'atto tipico (e della difficoltà di codificare le così dette professioni di aiuto) ti invito a leggere questo testo (che avevo già postato) del Presidente dell'Associazione Europea di Psicoanalisi (La sentenza Abela e il trionfo dell'Ordine - AssoCounseling).
Tanto per farti capire, prendi l'articolo 1 comma 1 della tua legge di ordinamento.
Il comma 1 è evidentemente un atto caratteristico, ma non un atto tipico e dunque non può essere una riserva di Legge, perché altrimenti vorrebbe dire che chiunque aiuta, professionalmente, una famiglia in disagio farebbe esercizio abusivo della professione di assistente sociale e ovviamente non è così...Citazione:
L'assistente sociale opera con autonomia tecnico-professionale e di giudizio in tutte le fasi dell'intervento per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio e può svolgere attività didattico-formative.
Analogamente Calvi tenta di fare l'opposto con l'articolo 1 della Legge di ordinamento della professione di psicologo sotenendo invece che quelli sono atti tipici, non caratteristici, e dunque riserva di Legge.
Spero che ora sia più chiaro.
Ragazzi vi segnalo questo sito...guardate bene non so cosa pensare
Il tizio in questione non è psicologo ma laureato in filosofia e specializzato(mi sembra) in counseling filosofico.... dice non fa interventi psicologici o di psicoterapia ma.......ma a me sembra tanto una presa per i fondelli:asd:
leggete e commentate......vediamo cosa ne pensate
Blog di Dadrim: risposte, domande, spiritualità, significato, vita, morte, amore, lutto, sesso, relazioni - Il Blog di Dadrim
A me sembra uno dei miliardi di blog pseudo filantropico con lo scopo finale di “vendere” i propri prodotti.
Non ho letto tutto il contenuto ma non mi sembra offrisse psicoterapia a pagamento o meno. Questo “Dadrim” risponde alle varie domande con le proprie argomentazioni che possono essere o meno condivise. (a me appare uno dei tanti santoni anche se lui nega).
Dobbiamo accettare che anche filosofi, antropologi, Sociologi, ecc…. abbiano la loro visione sul e del mondo e possano esprimere il loro punto di vista sul disagio (in genere) sulla visione della vita, della felicità, e propongano delle soluzioni…
O vogliamo una legge che confina queste azioni solo ed esclusivamente alla competenza dello psicologo o psicoterapeuta????
Effettivamente leggendo non si trovano tracce di intervento psicologico propriamente detto. Le sue risposte sono abbastanza scontate e banali, talvolta ricordano il Morelli della Tv. Certo questo tipo per aiutare qualcuno si fa pagare e credo profumatamente, ma la gente quando vuole avere risposte va da maghi, cartomanti, maestri di yoga e meditazione ecc ecc e anche li paga profumatamente per sentirsi dare dei consigli banali.
In fondo ognuno è libero di spendere come vuole i propri soldi. E come dice il commento prima la filosofia si è da sempre occupata di dare un senso alla vita e ai grandi interrogativi dell'uomo.
Personalmente lo considero iìun charlatano e uno che approfitta dei malesseri altrui per spillare quattrini...ma non credo ci sia da parte sua nessun illecito
Ricordo che la sociologia è una disciplina che studia i comportamenti sociali basandosi su rigide leggi statistice e sulla metodologia della ricerca sociale. E' poco filosofica e molto scientifica in questo senso. SI propone di dare una risposta ai disagi perchè i disagi li studia e studia le modalità attrevarso le quali i disagi si creano. Nulla a che vedere con coloro che danno, come il sito in questione, risposte pressapochistiche, banali e fondate sul senso comune.
È assolutamente coerente quanto detto da te sulla sociologia ma anche la filosofia di per sé è una “scienza” che studia la materia “uomo”.
È una operazione intellettuale di riflessione sui vari aspetti dell’uomo (individuali, sociali ecc..). Anche la filosofia si giustifica sulla base della logica (matematica ma anche di pensiero che a volte può non avere niente a che fare con la matematica).
Quindi anche se può essere definita come una scienza “astratta” (non mi va di riportare le varie definizioni dai libri) essa partendo dalla capacità dello filosofo di analizzare concetti, situazioni (anche di disagio o malessere) può aiutare la riflessione e a spiegare determinati fenomeni.
Ecco perche asserisco che anche la filosofia deve poter dire la “sua” in merito e che tale riflessione non può e non deve essere confinata esclusivamente alla psicologia o alla medicina.
Il blog in questione secondo me ha poco a che vedere con la filosofia.
Come già detto assomiglia più al sito di uno medium o santone che offre sedute spiritiche.
Ma in questo certi psicologi non sono da meno…:approved:
Ciaooo.
Ho letto i contenuti del blog e no secondo me non fa attività psicologica. O meglio, forse ci prova, ma di certo non la sa fare!!!!!!
Da consigli, che saprebbe dare anche qualcun altro e niente di più. Piuttosto, consiglio ad alcuni di quelli che gli hanno scritto di consultare uno psicologo, perchè vi sono alcuni che sembrano avere problemi seri, da cui non usciranno senza un aiuto specialistico.
Non sono le parole sagge ad aiutare i BULIMICI ad uscire dalla bulimia!!!
Inoltre sarebbe bene che questo signore consigliasse ai suoi "clienti" che non stanno proprio bene, di andarci (dallo psicologo o dal medico) anzichè mettere una pagina sul suo blog, dedicata a loro, perchè così facendo illude la gente e gli fa crdere che basta andare dal filosofo per mettere a posto le cose e noi sappiamo che non è vero!!!!
Rischia di fare brutta figura e di mettersi nei guai, in quanto esprimere considerazioni personali su una questione, dare consigli non è reato, ma far credere alla gente MALATA di poterla aiutare quando mi sembra sia impossibile, nel suo caso, allora significa essere dei ciarlatani!!!! OK!!???
Riporto alcune frasi presenti nel blog di questo tizio...
"Il Centro di ricerca ricorre principalmente al sapere filosofico e spirituale inteso non come scienza speculativa e astratta ma come ricerca continua di quel sapere pratico che conduce ad una vita buona e felice. In questo modo di praticare la ricerca sono di fondamentale importanza i concetti di "crescita" e di "educazione", intesi nel loro significato originario di "coltivare" e "far uscire" quelle potenzialità dell'animo umano ancora assopite o inespresse.
Tale pratica filosofica e spirituale persegue, dunque, il benessere della persona distinguendosi da qualsiasi forma d'intervento psicologico o psicoterapeutico in quanto interpreta gli stati di crisi o di disagio non come disfunzioni dell'animo umano ma come preziose occasioni di introspezione e di ricerca interiore."......... Si Vabbè non prendiamoci per i fondelli però.........
E poi continua :
"Il costo giornaliero di pernottamento all'agriturismo, pensione completa, più attività del "Centro di ricerca", varia a seconda del progetto specifico che la persona concorda con lo staff nel primo colloquio di accoglienza. Il costo base, che comprende un colloquio individuale giornaliero con un operatore del centro e l'utilizzo di tutti gli spazi e le strutture dell'agriturismo, è di 80 euro al giorno.
Ricordiamo che è possibile partecipare alle attività del centro o sostenere colloqui individuali senza dover pernottare presso l'agriturismo. "
In pratica questo dice che il"Centro di ricerca" è aperto a coloro che hanno diversi problemi;lui( non essendo psicologo ma un filosofo) propone un programma (nel sito è specificato il programma) diciamo d'aiuto e un costo a seconda del tipo di "intervento"......a voi i commenti
ma il programma d'aiuto prevede attività specifiche dello psicologo?
Cioè oltre ai colloqui ( che di per se stessi non sono attività specifica dello psicologo ma dipende dal loro contenuto) a all'aiuto ( parola alquanto genrica) cosa fa questo tizio in questo centro che per legge non potrebe fare?
Qualcuno è in grado di indicarmi qualche testo fondamentale per il counselling?
Ti rispondo senza presunzione di esaustività, ma dal punto di vista della mia esperienza (più che decennale), svolta prevalentemente in azienda, ma non solo:
Marcella Danon, <<Il Counseling-una nuova professione d'aiuto>>, RED edizioni
(Un testo di introduzione alle diverse tipologie);
L.Gerardi, J.Littrell, <<Il Counseling in azienda, grandi risultati con le persone, con piccoli passi>>, Airone (Gremese), Roma 2010 (Un testo sul Counseling orientato alla Soluzione, implementato in azienda, che fa riferimento anche ai Modelli della PNL e al Modellamento PNL - con trascrizioni di colloqui);
J. Littrell, Counseling breve in azione, Sovera, Roma 2001;
D. Mearns, B. Thorne<<Il Counseling centrato sulla persona>>, Centro studi Erickson, Trento (Applicazione del Metodo rogersiano, con trascrizioni);
V. Satir, <<In famiglia come va?>>, Impressioni Grafiche, Alessandria 2000 (Il Metodo di V. Satir, passo dopo passo nella sua concretezza e creatività nel lavoro con le famiglie e i ragazzi - nelle sue basi teoriche parallelo a quello di Carl Rogers);
C. Rogers, <<On becoming a person>>, Psico, Firenze;
C. Rogers, <<Un modo di essere>>, Psico, Firenze...[può continuare...].
Per il momento mi fermerei qui, aggiungendo che non esiste in Italia una tradizione, come invece negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone, e una storia professionale di applicazione del Counseling, quindi il professionista italiano (o chi vuole diventare tale) solitamente non sa che strada scegliere.
La mia esperienza è seguire i propri valori e storia professionale per creare un proprio "modello integrato", coerente nelle sue basi teorico-metodologiche,
cioè non semplicemente eclettico.
Alcune tecniche da sole non bastano: es. la PNL non può diventare automaticamente "NLP Coaching", secondo me naturalmente.
Apprendere direttamente dai colloqui di uno psicoterapeuta durante il tirocinio non significa applicare, poi automaticamente, un modello di colloquio di counseling, che sarà, probabilmente, molto diverso.
D'altra parte, la teoria universitaria non è sufficiente. Ma le basi teoriche universitarie sono una buona pietra fondante di partenza.
Quindi, occorre partire al fine di "costruirsi un modello" proprio, con umiltà, quindi occorrerà cercare, approfondire e applicare, ovviamente nel rispetto della legge italiana più volte citata.
Non c'è nessun bisogno di trasformarsi in maghi o pseudo-psicoterapeuti.
La pratica e la teoria sottese ai testi sopra lo dimostrano.
In bocca al lupo,