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Grazie x i casi Robinana...ho una domanda da porti: nel caso della sigora 31enne che tipo di ipotesi psicognostiche hai avanzato?anoressia nervosa?iio non sono convinta; forse è una prima impressione diagnostica, ma poi? secondo te dietro questa fatica nell'assumersi tutti gli impegni e le responsabilità della casa senza farsi aiutare, c'è una scarsa fiducia negli altri? e se si, cosa potrebbe indicare?
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Altra domanda, ovviamente rivolta a tutti: si devono studiare alche gli strumenti testologici? In uno degli esempi di seconda prova c'è scritto:
Il candidato indichi quali strumenti testologici userebbe come supporto dei colloqui clinici illustrando anche i motivi della scelta.
Aiuto!!!
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psicocat
Grazie x i casi Robinana...ho una domanda da porti: nel caso della sigora 31enne che tipo di ipotesi psicognostiche hai avanzato?anoressia nervosa?iio non sono convinta; forse è una prima impressione diagnostica, ma poi? secondo te dietro questa fatica nell'assumersi tutti gli impegni e le responsabilità della casa senza farsi aiutare, c'è una scarsa fiducia negli altri? e se si, cosa potrebbe indicare?
Mi sono posta la stessa domanda, si a prima vista sembrerebbe anoressia nervosa ma poi quel fatto di fare tutto "da se" , di non chiedere aiuto, tutti gli impegni, mi ha fatto pensare al disturbo ossessivo-compulsivo, perchè c'è una marcata tendenza a volere che le cose siano perfette, (casa, prole,famiglia)e tutto questo comporta un notevole dispendio di energie...quindi si spiegherebbe anche il dimagrimento e la mancanza di forze... oddio è solo un ipotesi, tanto per scambiare opinioni..
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Ritaroma, dopo essermi esaurita a leggere il forum dei ragazzi dell'anno scorso...ti dico ke concordo con te nel fatto ke gli ossessivi-compulsivi difficilmente delegano il proprio lavoro ad altri come nel caso della signora 31enne), ma manca l'elemento fondamentale di questo disturbo: le ossessioni e le compulsioni..non credi?
Uffa, ke confusione!....ecco ke comincia a farsi largo la mia tipica e smisurata ansia da prestazione...
Voi come ve la passate?
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Un'altra cosa: mi dite dove posso trovare casi clinici già svolti? Oppure me ne mandate qualcuno?
Grazie in anticipo
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Si bè mancano perchè non sono specificate, è troppo imprecisa la traccia, non si capisce niente, potrebbe essere qualunque cosa.
Hai ragione. BAh, chissà qual è l'atteggiamento mentale giusto che dovremo nel compito, io mica l'ho capito.
:jd:
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Cerchiamo di confrontarci con qualche altro caso, secondo me è molto costruttivo.
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riepilogo dei test...segnalate quali mancano!
ansia: STAI
depressione: HAMILTON RATING SCALE
disturbi alimentari: EDI-2
personalità: MMPI-2 o rorschach
autostima: TMA
ipcondria: ILLNESS ATTITUDE SCALE
DISMORFISMO CORPOREO: BODY DYSMORPHIC DISORDER EXAMINATION
per le sostanze? andrebbero bene le scale del MMPI-2, e poi che altro?
per gli altri disturbi?
se c'è un disturbo alimentare direi di somministrare l'EDI (eating disorder inventory)!
...Queste info fanno parte di una discussione nel forum di quelli ke hanno sostenuto l'esame l'anno scorso...voi ke ne dite?sono valide?
Mi spaventa il fatto ke in esempi di casi vengani kiesti gli strumenti diagnostici utilizzati.
Rispondetemi, x favore!
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Ragazzi, un'altra domanda...anke se avete deciso di non rispondermi a quanto vedo...
Ma si devono studiare anche i disturbi del comportamento sessuale?
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Ciao ragazze/i, vedo che qualcuno è tornato dalle vacanze...manca poco più di una settimana ma ce la faremo!!!
Secondo me una guardatina a tutti i disturbi è necessaria, magari anche senza approfondire troppo quei disturbi meno importanti come quelli sessuali, io sto facendo cosi.
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Per la III prova sto leggendo il testo di Carli-Paniccia "Analisi della domanda" qualcuno mi sa dire se è la scelta giusta o se andrebbe integrato con qualche altro testo?
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Francamente io non andrei cosi nello specifico con i test... per la semplice ragione che la nostra in teoria è una "possibile diagnosi" ma non siamo sicuri che sia corretta, io molti test da te elencati non li conosco, dovrei studiarmeli, direi che è meglio restare sul generico, magari dire che si utilizzerebbe un test grafico piuttosto che uno proiettivo e perchè, ma lasciar perdere i test specifici in se per se.
:rolleyes:
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Originalmente inviato da
ritaroma
Francamente io non andrei cosi nello specifico con i test... per la semplice ragione che la nostra in teoria è una "possibile diagnosi" ma non siamo sicuri che sia corretta, io molti test da te elencati non li conosco, dovrei studiarmeli, direi che è meglio restare sul generico, magari dire che si utilizzerebbe un test grafico piuttosto che uno proiettivo e perchè, ma lasciar perdere i test specifici in se per se.
:rolleyes:
Sono d'accordo con te...non sei la sola a non conoscerli!al massimo possiamo ipotizzare l'uso di un mmpi-2 per la valutazione delle principali caratteristiche strutturali di personalità o un Rorschach o un generico test grafico, o l'edi-2 un test di personalità utilizzato nell'autovalutazione di sintomi comunemente associati a disturbi del comportamento alimentare. Io ho focalizzato l'attenzione solo su questi test.
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Siccome nn ricordo, Ritaroma mi dici quando si usano i test grafici e quanto quelli proiettivi? Grazie
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Ragazze mandate qualke caso x favore...diamoci una mano!
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Ma voi avete studiato tanto? io ho paura di non farcela con il tempo..uff, ma perchè sono così agitata?.. Ma voi pensate che sia più facile della prima prova?beh..io penso che almeno la preparazione sia più facile, ma il problema è che ci sono state le vacanze nel frattempo e mi riesce proprio difficile riprendere..
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ciao,
ho visto che avete messo molti test e soprattutto molto specifici.Io nn penso di citarli, spesso durante la terza prova (ammesso che ci arrivo!!!!) li chiedono e nn conoscendoli nn vorrei fare una brutta impressione.Penso di mettere il Rorschach, l'MMPI-2 e qlche test grafico se è il caso.
Ciao e....speriamo bene
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Ciao Lietta,
neanche io conosco i test che ho scritto, li ho copiati da una conversazione del forum.
mi diresti con precisione i test che citeresti (compresi quelli grafici), specificando per quali tipi di disturbi e come argomenteresti la scelta?
Grazie in anticipo
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Ragazzi, rivedendo un pò il mio quaderno dell'esame di Labella mi sono "chiari" solo alcuni test, tra cui il Simptom Questionnaire, il quale contiene 4 scale: ansia, depressione, sintomi somatici e rabbia-ostilità (quindi andrebbe bene x la depressione, i disturbi d'ansia e i dist. somatoformi); il disegno della figura umana, dell'albero e della persona (DAP) andrebbero bene penso x i disturbi in cui vi è un'alterazione della percezione di sè e una scarsa autostima..quindi depressione, dist. dipendente di personalità, dist. di dismorfismo corporeo, e poi? Il disegno della famiglia va bene x gli adulti? e x quale disturbo poi?..A quanto ho capito l'MMPI-2 va bene x quasi tutti i disturbi, o mi sbaglio? e il Rorscharch quando si usa? ma non è un pò difficile da spiegare, con tutte quelle tavole, all'orale?
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Originalmente inviato da
psicocat
Grazie x i casi Robinana...ho una domanda da porti: nel caso della sigora 31enne che tipo di ipotesi psicognostiche hai avanzato?anoressia nervosa?iio non sono convinta; forse è una prima impressione diagnostica, ma poi? secondo te dietro questa fatica nell'assumersi tutti gli impegni e le responsabilità della casa senza farsi aiutare, c'è una scarsa fiducia negli altri? e se si, cosa potrebbe indicare?
ciao psicocat...scusa se ti rispondo solo ora ma sono stata fuori città...
domani mi riguardo un pò un caso e semmai ne discutiamo!
ho letto poi quello che avete scritto sui test. anche io non li conosco bene e preferisco non citarli. nel caso in cui fossero indispensabili mi butterei sull' MMPI che va bene un pò per tutti i disturbi.
a domani.........
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buongiorno a tutti!
purtroppo per tanti motivi ho avuto pochissimo tempo per studiare e ora sono con un'ansia pazzesca e una gran confusione in testa ...
qualcuno ha qualche caso svolto per capire bene come condurre la traccia (ovvero lo schema mentale da tenere per svolgere il compito in modo corretto)? ...
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Ciao marmocchietta ti posto un caso che ho trovato su questo forum è svolto in modo chiaro e lineare.
Si presenta allo studio un signore di 48 anni, seguendo il suggerimento del suo medico di base, al quale si era rivolto per un infiammazione ai tendini del braccio, trattati con farmaci e laser terapia con scarso successo. È coniugato, ha due figli di 20 e 17 anni; la moglie casalinga.
Occupa un posto di capo reparto presso una ditta di servizi; ne è molto soddisfatto anche se esprime il desiderio di essere più tranquillo (cioè senza troppe responsabilità).
Durante il colloquio cita un “esaurimento nervoso” di undici anni prima, curato con psicofarmaci e risolto in breve tempo.
L’episodio è comparso in concomitanza con lo sfratto, la ricerca di un nuovo alloggio, dopo molte battaglie burocratiche e la sistemazione della nuova casa, a cui aveva provveduto da solo lavorando anche la notte.
Passato il momento di crisi il paziente aveva ripreso la sua vita con gli stessi ritmi frenetici d sempre: turni lavorativi, attività sportiva intensa (pratica calcio e soprattutto tennis), lavori manuali in casa per sé e per i parenti. Nell’ultimo periodo l’infiammazione ai tendini lo ha costretto a sospendere l’attività sportiva e a una forzata immobilità.
Il paziente associa questa immobilità a sintomi di “sudorazione, panico e fuga” quando deve uscire di casa per recarsi in qualche posto, soprattutto posti affollati o quando sa che può relazionarsi a persone che lo possono giudicare. Utilizza le manifestazioni somatiche dell’ansia per non affrontare certe situazioni impegnative, una delle quali dovrebbe essere la conoscenza prossimamente dei suoceri della figlia maggiore. Riferisce che sta già immaginando la scena e comincia a sudare.
Dentro casa e a letto si sente a proprio agio. È da notare come i sintomi si attenuino o scompaiano quando il paziente affronta la situazione che ritiene problematica.
Di seguito il caso sviluppato :
Il caso clinco presenta un signore di quarantotto anni, sposato e con due figli che, su suggerimento del suo medico curante al quale si era rivolto per un’infiammazione ai tendini del braccio curata, tra l’altro, senza successo, viene indirizzato allo psicologo. Durante il colloquio viene fuori un “esaurimento nervoso” che il signore ha vissuto anni prima e che ha curato e risolto con i farmaci. L’infiammazione ai tendini ha costretto il paziente a sospendere l’attivita’ sportiva e lo ha costretto ad una forzata immobilita. Il paziente lamenta anche sintomi di sudorazione, panico e fuga che si acuiscono quando deve uscire da casa e recarsi in luoghi affollati ed anche quando deve affrontare situazioni relazionali dove si sente “giudicato”. tali sintomi si attenuano o scompaiono quando deve le situazioni ansiogene vengono affrontate.
Dai sintomi riportati dal paziente si potrebbe ipotizzare un disturbo d’ansia e piu’ specificatamente un disturbo di panico con agorafobia ma per una diagnosi piu’ accurata nelle sedute successive approfondirei maggiormente le modalita’ d’insorgenza e le caratteristiche della sintomatologia lamentata per determinare, al fine di una diagnosi differenziale, la presenza di una fobia sociale.
Per quel che attiene al dolore riportato dal paziente ai tendini del braccio di cui non e’ stata resa evidenza clinica al livello organico, si potrebbe ipotizzare quindi una comorbilita’ di un disturbo somatoforme, in specifico un disturbo algico, con il disturbo d’ansia precedentemente ipotizzato.
Andrebbe maggiormente approfondito da quanto tempo e’ comparso il disagio e se, riflettendo alla luce del passato “esaurimento nervoso” ci sono stati, in concomitanza dell’insorgenza del dolore al braccio e alla sintomatologia lamentata, avvenimenti significatamente stressanti o critici .
Indagherei inoltre sul rapporto che ha il paziente col proprio lavoro e con i colleghi poiché mentre afferma di esserne soddisfatto, preferirebbe una situazione con meno responsabilita’, c’e quindi ’ una evidente incongruenza tra il ricoprire una carica direttiva e la paura di situazioni in cui si sente giudicato.
Approfondirei anche l’ambito relazionale con i figli, visto che la conoscenza dei futuri suoceri e’ un esempio situazionale ansiogeno che il paziente porta in consultazione.
Se dai colloqui non emerge ancora chiarezza sulla diagnosi si potrebbe somministrare un test di personalita’ ad esempio il mmpi-2 con particolare attenzione alle scale hy , per i disturbi di conversione , hs per le preoccupazioni del proprio stato fisico e pt per situazioni di ansia generalizzata.
A seguito della diagnosi consiglierei una terapia cognitivo –comportamentale al fine di sostituire i pensierei disfunzionali con altri piu’ funzionali e l’esposizione alle situazioni temute per una desensibilizzazione poiche’ lo stesso paziente fornisce come risorsa l’indicazione che una volta affrontata la situazione ansiogena vi e’ un’attenuazione dei sintomi.
Si potrebbe optare anche per una terapia di tipo espressivo in modo da favorire la consapevolezza e l’elaborazione degli eventuale conflitti sottostanti non consapevoli.
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Ciao a tutti..anche io sono in completa confusione per questa II prova! Ho letto il caso postato da Pizzettina, in effetti è molto chiaro il modo in cui è svolto..secondo me un pò troppo, nel senso che io mi manterrei su un piano un pò più vago, anzichè (per esempio) ipotizzare un disturbo d'ansia specifico, come è specificato nel caso, ipotizzerei la presenza un disturbo appartenente allo spettro dei disturbi d'ansia per questo o per quest'altro motivo..ecc..da accertare poi in incontri successivi indagando su questa o quest'altra cosa ecc..servendomi o meno di questo o di quell'altro strumento..Ho paura che la troppa specificità possa fregarci, nel senso che i professori potrebbero ad esempio pensare che giungiamo subito a delle conclusioni, che nella fattispecie del caso postato da Pizzettina a me ad esempio sembrano più che giuste, ma in realtà nella nostra "ignoranza" dovuta ad una formazione e ad un tirocinio totalmente "inadeguati" potrebbe sfuggirci qualche aspetto particolare, e la troppa specificità potrebbe essere anzichè sinonimo di preparazione sinonimo di superficialità. Voi che ne pensate? Buono studio a tutti!
P.S. Se vi fate un giro sul forum di roma eds, ci sono diversi casi clinici (purtroppo pochi sono svolti) alcuni dei quali usciti nelle precedenti sessioni a Roma. Non vi spaventate per la specificità delle richieste fatte nelle tracce, almeno a Caserta (per quanto mi è stato riferito da chi l'ha già fatto) le rischieste non erano così specifiche..speramm!:sbonk:
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Ciao Transito, mi dici x favore il titolo della discussione del forum di Roma dove ci sono parecchi casi clinici?
Grazie
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Ma voi citirete solo l'MMPI o ne decriverete le scale come ha fatto Pizzettina?
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Psicocat devi andare su esame di stato roma discussione esame maggio 2008, buono studio!
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Originalmente inviato da
transito
Ciao a tutti..anche io sono in completa confusione per questa II prova! Ho letto il caso postato da Pizzettina, in effetti è molto chiaro il modo in cui è svolto..secondo me un pò troppo, nel senso che io mi manterrei su un piano un pò più vago, anzichè (per esempio) ipotizzare un disturbo d'ansia specifico, come è specificato nel caso, ipotizzerei la presenza un disturbo appartenente allo spettro dei disturbi d'ansia per questo o per quest'altro motivo..ecc..da accertare poi in incontri successivi indagando su questa o quest'altra cosa ecc..servendomi o meno di questo o di quell'altro strumento..Ho paura che la troppa specificità possa fregarci, nel senso che i professori potrebbero ad esempio pensare che giungiamo subito a delle conclusioni, che nella fattispecie del caso postato da Pizzettina a me ad esempio sembrano più che giuste, ma in realtà nella nostra "ignoranza" dovuta ad una formazione e ad un tirocinio totalmente "inadeguati" potrebbe sfuggirci qualche aspetto particolare, e la troppa specificità potrebbe essere anzichè sinonimo di preparazione sinonimo di superficialità. Voi che ne pensate? Buono studio a tutti!
P.S. Se vi fate un giro sul forum di roma eds, ci sono diversi casi clinici (purtroppo pochi sono svolti) alcuni dei quali usciti nelle precedenti sessioni a Roma. Non vi spaventate per la specificità delle richieste fatte nelle tracce, almeno a Caserta (per quanto mi è stato riferito da chi l'ha già fatto) le rischieste non erano così specifiche..speramm!:sbonk:
Sono d'accordo, non è possibile essere troppo specifici nè tecnici perchè non abbiamo gli strumenti in mano dovuti alla scarsa esperienza per poter fare una diagnosi cosi elaborata. ANch'io sarei rimasta sul vago, avrei citato un disturbo d'ansia, magari di panico con agorafobia, avrei suggerito la terapia espressiva e sottoposto il paziente al MMPI-2 per avere un quadro piu preciso, ma di piu non direi.
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Originalmente inviato da
transito
Psicocat devi andare su esame di stato roma discussione esame maggio 2008, buono studio!
Ciao transito, hai ragione. Il caso è stato risolto in modo abbastanza specifico per quanto riguarda la diagnosi. Comunque credo che lo schema utilizzato sia facile da seguire. Per quanto riguarda le scale del MMPI-2 credo si possa andare anche meno nel particolare citando solo il test! a dopo confrontiamoci e teniamoci aggiornati
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sono daccordo con tutti voi...meglio essere vaghi che precisi sia nei test che nella diagnosi. anzi...per la diagnosi, io credo che non metterò proprio la parola disturbo (così mi ha consigliato un'amica che ha già fatto l'esame a cserta).
sapete quanto tempo abbiamo a disposizione?
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psicocat
Ma voi citirete solo l'MMPI o ne decriverete le scale come ha fatto Pizzettina?
penso che citerò solo il test generico (MMPI o altro che sia) motivando però la scelta di quel tipo di test in quella situazione ... non vorrei mettermi nei guai da sola facendo magari qualche errore se mi inoltro troppo nello specifico :sbonk:
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Ciao a tutti anch'io come la maggior parte di voi affronterò il caso clinico rimanendo sul vago anche perchè non siamo in grado di elaborare una diagnosi ma solo ipotesi diagnostiche. Io mi sono soffermata molto sui primi 2 capitoli dell'ABC a mio parere forniscono delle buone direttive per affrontare il caso clinico gli altri capitoli li ho letti e focalizzati in modo schematico. Adesso mi sto esercitando sui casi e poi vorrei chiarire la differenza tra couselling, consultazione e consulenza.Voi che ne dite?
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Ragazzi ho un dubbio.Nell' elaborazione del caso clinico voi utilizzate termini quali "paziente" oppure usate termini quali " utente" o "soggetto". Sembra una cosa stupida, ma sn sopraffatta dall'ansia e temo di usare termini troppo tecnici.Grazie
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ok, allora ho capito che sarà giusto tenerci sul vago. Quindi se esce un qualsiasi disturbo d'ansia voi applicherete sempre e solo una terapia espressiva ad orientamento psicodinamico? Io ho un po di difficoltà proprio sugli obiettivi delle diverse terapie. Se magari qualcuno di voi, sinteticamente e facilmente, può spiegarmele, gli sarei enormemente grata...
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Al posto di "disturbo" cosa potremmo mettere? Penso che disturbo non sia sbagliato :sbonk:
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Originalmente inviato da
ritaroma
Al posto di "disturbo" cosa potremmo mettere? Penso che disturbo non sia sbagliato :sbonk:
ho letto che al posto di disturbo dell'alimentazione (per esempio) si può scrivere alterazione del comportamento alimentare... per gli altri non lo so. Consigli?
anche io mi sono posta il dubbio se scrivere soggetto, paziente o persona...e alla fine credo che persona sia più indicato. in più se nel caso è indicato il nome scriveremo quello.
la mia amica che ha già fatto l'esame di stato mi aveva anche detto di indicare solo se la terapia da applicare era espressiva o supportiva. a quanto pare non è consigliato entrare nello specifico dell'indirizzo della terapia.
vi sto dicendo quello che mi hanno detto e questa ragazza ha passato la prova con un voto alto.
voi sapete dell'altro?
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chicchet
ok, allora ho capito che sarà giusto tenerci sul vago. Quindi se esce un qualsiasi disturbo d'ansia voi applicherete sempre e solo una terapia espressiva ad orientamento psicodinamico? Io ho un po di difficoltà proprio sugli obiettivi delle diverse terapie. Se magari qualcuno di voi, sinteticamente e facilmente, può spiegarmele, gli sarei enormemente grata...
sinteticamente io penso che siano questi quelli da focalizzare:
1) approccio psicodinamico:
- favorire processo di consapevolizzazione e di rielaborazione del conflitto
- favorire il processo di separazione/individuazione attraverso il consolidamento di un oggetto buono interno (grazie al transfert verso il terapeuta)
- favorire una rappresentazione del Sè stabile, organizzata, coerente ed integrata
2) approccio cognitivo-comportamentale:
- apprendere a rasserenarsi, a stabilizzarsi e atrovare uno spazio interiore grazie al quale poter individuare i propri processi interioni (pensieri, emozioni, sensazioni fisiche) con appropriate tecniche di rilassamento e di interruzione della ruminazione improduttiva
- individuare i pensieri e le convizioni che alimentano il problema e sostituire tali pensieri disfunzionali, irrazionali con pensieri alternativi razionali e funzionali attraverso un lavoro di rielaborazione costruttiva (ristrutturazione cognitiva)
- imparare ad affrontare le situazioni che suscitano o esasperano il problema ed a gestirle in modo più adeguato e produttivo attraverso tecniche di esposizione e desensibilizzazione, di problem solving e di training di assertività
3) approccio sistemico-relazionale:
- sostituire le regole disfunzionali con altre funzionali adatte alla fase di ciclo vitale attuale del sistema
- favorire lo svincolo dei membri del sistema
- promuovere la costruttiva gestione della crisi come momento di maturazione verso un nuovo equilibrio
- favorire la definizione di confini chiari e definiti
- facilitare una comunicazione chiara e diretta
- favorire gli scambi all'interno e all'esterno del sistema
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Si può portare il dizionario le Garzantine, quello tematico di psicologia ??
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Originalmente inviato da
ritaroma
Si può portare il dizionario le Garzantine, quello tematico di psicologia ??
credo di no, ma non ne sono sicura
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Ragazze io so ke è assolutamente sconsigliato citare il tipo di approccio! Rimaniamo sul vago dicendo ke riterremmo appopriato in quel caso un tipo di terapia ad enfasi espressiva o supportiva indicando gli obiettivi (anche se appartengono ad un tipo preciso di approccio...basta nn citarlo). Così so...
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Condivido l'opinione di Robinana in relazione al fatto ke sarebbe meglio scrivere il nome della persona indicata nel resoconto o cmq utilizzare la terminologia lì presente (come la giovane donna, il ragazzo, il signor T.,...).